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YouTube Music: il nuovo servizio di Google che non (ci) aspettavamo

di Riccardo Doniniaggiornato il 11 dicembre 2015

YouTube Music, YouTube Gaming, YouTube Kids: Google vuole che il servizio di streaming video più famoso al mondo sia al centro della vita multimediale dei suoi utenti. Una sezione dedicata per ogni età ed ogni gusto, pur mantenendo attiva la sua applicazione principale: YouTube. Essa infatti include tutto quello che offrono le altre tre applicazioni, senza nulla togliere agli enormi vantaggi che il servizio principale già offre: un catalogo sterminato e fruizione gratuita.

YouTube Music è l’ultima sezione presentata da Big G, solo negli Stati Uniti, che non vuole affatto fare concorrenza ai più noti Spotify, Apple Music o la stessa Google Play Music, come spesso si legge in giro. Quest’ultima, Play Music, continua infatti a coesistere insieme alle altre applicazioni fornendo il consueto servizio; YouTube Music è nata invece con l’intento di offrire contenuti extra, di cui solo la piattaforma di streaming video gode.

La varietà del catalogo, 50 milioni di brani provenienti da fonti ufficiali e dagli archivi degli appassionati, sembra costituire il punto di forza di YouTube Music. Questo calderone viene razionalizzato in categorie come album, artisti e brani più popolari e proposto agli utenti attraverso una combinazione di algoritmi sviluppati per suggerire, fin dal primo contatto, tracce in linea con le proprie preferenze e i precedenti ascolti su YouTube. Preferenze dalle quali è possibile discostarsi, con un comando che permette di impostare il grado di novità dei successivi brani, che l’immensa intelligenza artificiale di Google andrà ad apprendere.

Disponibile sia in versione iOS che Android, YouTube Music sembra rappresentare sotto molti aspetti un cambiamento radicale nella politica di diffusione dei contenuti di YouTube. E forse proprio per questa natura sperimentale, il suo lancio non è stato accompagnato da grandi pubblicità ed è, per ora, ristretto al mercato nordamericano – presumibilmente anche per una questione di copyright.

In ogni caso, ad oggi YouTube già vanta circa un miliardo di utenti: con la verticalizzazione di un servizio affermato a livello generalista auspica di competere sul fertile mercato dello streaming musicale con piattaforme specializzate come Spotify e i suoi 75 milioni di utenti e la sua offerta freemium, con Apple Music e i suoi utenti che presto dovranno scegliere se rinunciare al servizio o trasformarsi in abbonati paganti. Ma cosa c’è quindi di tanto speciale in Music?

Approccio verticale a parte, Google, o meglio Alphabet, preme l’acceleratore sulla distinzione tra l’accesso free e quello a pagamento. Le opzioni più innovative sono riservate agli abbonati di YouTube Red, che non solo potranno vedere i video senza pubblicità, ma saranno gli unici utenti a cui sarà concesso di ascoltare la musica in background, brani offline e senza guardare i relativi video. Ricordo che gli abbonati a Red devono quindi sottoscrivi un abbonamento con i classici 9,99$ al mese.

Se però pensiamo che storicamente Google ha costruito il suo impero sulla distribuzione di servizi e contenuti gratuiti, finanziati dalla pubblicità, YouTube Music va dunque nella direzione opposta. Il nuovo servizio propone una formula freemium (la app è accessibile anche gratis) in cui si traccia però una linea di demarcazione molto netta tra le opzioni base concesse agli utenti free e i privilegi riservati a quelli a pagamento, con differenze che dal mio punto di vista sono più sostanziali rispetto a ciò che avviene su Spotify o altri concorrenti.

Google traccia una linea di demarcazione netta tra le opzioni concesse agli utenti free e i privilegi riservati a quelli premiumUn elemento a favore potrebbe essere invece legato al marchio e al ruolo che il servizio YouTube già oggi svolge nel panorama digitale globale. Ma a pensarci bene utilizziamo questo sito per ascoltare musica, soprattutto al PC, perciò si potrebbe benissimo pensare che la sezione Music in realtà esista già e che Google non stia proponendo nulla di nuovo.

Che succede quindi in Google? Difficile dirlo in realtà. I progetti in campo sono sempre tantissimi e sappiamo che in quei laboratori non si smette mai di rivoluzionare. Ciò che è certo è che sono sempre i dati degli utenti al centro di ogni progetto. Del resto però non si può negare come ognuno di questi ultimi sia completamente al servizio di chiunque. Pensando però a Music sembra ci sia qualcosa di strano.

Se ritorniamo sul fatto che esiste già Play Music, non possiamo che domandarci come mai questi servizi debbano operare contemporaneamente. Ci si può comunque aspettare che Google analizzi l’andamento di entrambi, per poi magari eliminarne uno. Se gli utenti preferissero YouTube Music, com’è auspicabile che succeda, non ci sarebbero problemi ad abbandonare l’altro che, al momento, risulta del tutto uguale alla concorrenza. Verrebbe così supportato YouTube e l’ecosistema dei contenuti citati prima, che avrebbero da offrire molto di più di qualunque altro servizio.

Un altro punto a favore di questa tesi è anche il fatto che Google abbia sviluppato l’applicazione anche per iOS, oltre che per Android. Oltre ad ampliare la base di utenti, Big G non fa nemmeno mancare la suite completa, l’unico metodo per poter effettivamente sbaragliare la concorrenza. Ricordo che tutto questo avviene alla luce del fatto che proprio Mela ha da poco rilasciato la sua Apple Music su Play Store. Il passo finale per Google, se tutto dovesse andare come previsto, sarebbe far confluire tutti i nuovi servizi in un unico grande ambiente, diviso in sezioni completamente su misura per ogni utente. Un fiume di dati incredibile per controllare contenuti sia audio che video di tutta la famiglia, partendo proprio dai più piccoli (Kids); si passerebbe alla fine ai giovani e agli adulti con YouTube Gaming, Video e Music; il tutto racchiuso in un unico abbonamento, che ricordo essere Red. Una prospettiva tutta da valutare nel corso del tempo, visto che si tratta meramente di ipotesi. L’ultimo punto da considerare sono le enormi potenzialità di un progetto del genere, che sarebbe a dir poco rivoluzionario nel suo campo e da cui possiamo naturalmente aspettarci di tutto, visto che parliamo pur sempre di Google.

Se a Mountain View decidessero di continuare a mantenere tutti i servizi così come li conosciamo, nessuno comunque ci perderebbe. Google magari vedrebbe accrescere il numero di nuovi utenti tentati da questi servizi, ma in buona sostanza continuerebbe a offrire contenuti come ha sempre fatto. Forse si aggiungerebbero anche nuovi utenti premium, ma realisticamente, se la piattaforma dovesse rimanere frammentata, non troverebbe certo un alto gradimento.

Insomma.: le aspettative sono alte e YouTube Music è stata una novità inattesa e che per il momento dice ancora ben poco sui piani di Google. Tuttavia nel panorama in cui ci troviamo potrebbe risultare senza difficoltà un grande flop o come pure un successo. In attesa di vederlo all’opera anche in Italia chiediamo il vostro parere: voi che ne pensate? Vi abbonereste alla suite completa Red o siete soddisfatti del servizio che già utilizzate? Usate il box dei commenti sottostante!