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Xiaomi Redmi Note 4X recensione: il colosso cinese colpisce ancora nel segno

Xiaomi Redmi Note 4X recensione: il colosso cinese colpisce ancora nel segno

Abbiamo recensito Xiaomi Redmi Note 4X. Scopri tutti i dettagli sul dispositivo e le nostre opinioni a riguardo dopo settimane di utilizzo / Ultima modifica il

Rieccoci per una nuova recensione di uno smartphone che sta facendo molto parlare di sé, ultimo arrivato della vasta (e irrefrenabile) scuderia Xiaomi: stiamo parlando di Xiaomi Redmi Note 4X, che altri non è che una versione rivisitata di Redmi Note 4, equipaggiata con un SoC Qualcomm al posto del solito MediaTek. La prassi infatti, almeno per quanto riguarda i modelli Redmi e Redmi Note, ormai è proprio questa: sfornare uno smartphone buono, ma nella maggior parte dei casi dotato di SoC MediaTek, e poi rivisitarlo con una versione “Pro” – o “X”, in questo caso – aggiustando qualcosina e aggiungendovi una delle ultime soluzioni hardware targate Qualcomm.

Xiaomi Redmi Note 4X si presenta come un phablet molto elegante, dotato di un piacevole vetro con effetto 2.5D e materiali premium, come ad esempio il metallo di cui è rivestita la scocca. Rispetto ai modelli precedenti di Redmi Note troviamo una generale maggiore cura dei dettagli, oltre che una fotocamera molto buona per questa fascia di prezzo. Non perdiamoci in chiacchiere e andiamo a scoprire Xiaomi Redmi Note 4X nel dettaglio nella nostra recensione.

Design: si fanno grandi passi in avanti

Diciamocelo, Xiaomi ci ha provato e riprovato, tuttavia in passato i vari modelli di smartphone di fascia medio-bassa non brillavano di certo per la loro estetica, quanto più per il loro rapporto qualità/prezzo che li contraddistingue da sempre. Da possessore di uno Xiaomi Redmi Note 3 Pro, però, posso denotare come il colosso cinese stia facendo dei netti passi in avanti, occidentalizzando i propri canoni estetici e avvicinandoli ai ben più blasonati top di gamma della compagnia.

Xiaomi Redmi Note 4X è l’espressione di questa evoluzione. Su questo smartphone spariscono infatti quelle curve “bombate” e colorazioni poco esaltanti che sui modelli precedenti avevano lasciato molto a desiderare, lasciando spazio ad un vetro 2.5D che rende il design molto più armonioso, seguito da cornici non troppo sottili ma piatte, che contrastano con la curvatura del display restituendo così un effetto molto appagante e decisamente premium. Il pannello anteriore è disponibile nelle solite colorazioni bianca o nera e non presenta pulsanti fisici, bensì tre semplici tasti soft-touch. Non apprezzo particolarmente questa soluzione e preferisco generalmente la presenza di un pulsante centrale fisico; tuttavia questa mancanza è ben giustificata dall’ottimo prezzo di questo dispositivo, per cui un sacrificio si può pure fare.

La scocca posteriore è composta interamente in metallo – con piccoli inserti lineare per l’antenna – ed è disponibile in diverse colorazioni, alcune delle quali sono colorate e sgargianti, scostandosi finalmente dalla tradizionale monotonia che affliggeva questa serie di terminali. Quest’ultima è inoltre lievemente curvata, in modo meno evidente rispetto ai modelli precedenti, favorendo lievemente il grip che rimane comunque molto penalizzato dalla scivolosità del materiale utilizzato. Come di consueto, poi, sul lato posteriore figura una fotocamera con LED flash, mentre sotto di essa è posizionato un sensore d’impronte digitali circolare incavato nella scocca. La superficie è perfettamente liscia, non essendoci alcuno spessore della fotocamera (altrimenti conosciuto come camera bump).

Le cornici sono composte anch’esse in metallo e come abbiamo detto sono molto lineari: esse vanno a “tagliare” il design ricurvo di questo phablet rendendo il tutto ancor più elegante. La cornice inferiore ospita un’entrata micro USB centrale, circondata da due altoparlanti apparentemente stereo, ma dei quali uno lavora semplicemente per risonanza (neanche in maniera troppo riuscita). Il lato sinistro del display ospita poi un carrellino per le due SIM o, in alternativa, una memoria micro SD; quello destro vede invece la presenza dei pulsanti “Volume su/giù” e “Spegnimento”. In alto troviamo invece un microfono, un sensore ad infrarossi ed un jack per le cuffie. Il tutto risulta essere molto ordinato ed è il risultato finale è molto riuscito. L’unica pecca va al peso: Redmi Note 4X con i suoi 175 grammi, non risulta essere proprio una piuma.

Display: buoni i colori, ottima la luminosità

Il display di Xiaomi Redmi Note 4X è molto buono, pur rimanendo nella media per questa fascia di prezzo. Questo arriva nel formato da 5,5 pollici, è dotato di tecnologia LCD IPS e, come abbiamo detto, si presenta con una curvatura 2.5D molto lieve ma evidente (e piacevole) al tatto, con bordi mediamente sottili. La risoluzione del display è Full HD (1920 x 1080 pixel), con una densità di 401 ppi (pixel per pollice). Il pannello del display è composto di un vetro realizzato internamente (niente Gorilla Glass), che risulta essere ben resistente ma non troppo oleofobico: le macchie lasciate dalle dita sono spesso ben evidenti.

La resa del display è molto buona, sia per quanto riguarda la riproduzione dei colori che per la luminosità del telefono, in entrambi i casi molto convincenti. Trattandosi di un display IPS avremo ovviamente un bilanciamento dei neri ben inferiore a terminali molto più blasonati, seppur buono per questa fascia di prezzo. Ciò che convince un po’ meno sono i bianchi: leggermente più caldi e poco candidi rispetto ad altre soluzioni che ho provato sulla medesima fascia di prezzo. Un difetto, questo, che Xiaomi si porta avanti da sempre su questa gamma di terminali. Per bilanciare un po’ meglio i bianchi è bene muoversi nelle impostazioni del dispositivo, alla voce “Display”, e modificare la temperatura del colore in “Freddo”. Questo aiuterà molto a garantire bianchi più puri, ma non li renderà totalmente puliti come si desidera: si tratta di un dettaglio da poco, tuttavia ben visibile ad un occhio più esperto o se paragonato ad un altro terminale bilanciato in maniera migliore.

Il resto dei colori è molto convincente: le colorazioni mostrate negli scatti o nelle immagini scaricate dalla rete sono molto accese e rendono molto bene su questa tipologia di display. La risoluzione Full HD rende il tutto più definito, senza gravare sull’ottima batteria in dotazione. Molto buoni gli angoli di visuale, sia inclinando il dispositivo orizzontalmente che verticalmente. Anche la luminosità, come dicevo, è stata molto convincente: questa raggiunge livelli davvero alti e permette di utilizzare lo smartphone anche sotto la luce diretta del sole, sia in esterna che in auto. Il sensore di luminosità automatica, in questo senso, è nettamente migliorato rispetto al modello precedente: qui denotiamo infatti maggiore reattività nel cambiare livello di luminosità tra un contesto di luce e un altro. Come di consueto, infine, è presente un sistema di protezione degli occhi dalle luci blu già integrato nel sistema e accessibile facilmente dal menù dei toggle rapidi.

Software: poco da dire sulla MIUI, semplice ma un po’ povera

Lato software, Xiaomi Redmi Note 4X ospita come da tradizione Xiaomi la ROM modificata MIUI 8, basata su Android Marshmallow 6.0. Questo sistema operativo largamente modificato da Xiaomi (e dalla maggior parte dei produttori di smartphone asiatici) si presenta come una versione semplificata di Android, molto più vicina ad iOS per il modo in cui essa è organizzata. Sulla home screen non è infatti presente un drawer (un menù) delle applicazioni dove lasciare quelle che siamo meno propensi ad utilizzare: su MIUI 8 tutte le icone vanno disposte sulle varie schermate del launcher di sistema, disponendole come icone singole oppure organizzandole in cartelle. Rimane la possibilità di inserire widget, cambiare uno sfondo per la scherma Home e per quella di sblocco, selezionare nuovi temi e così via; tuttavia questa soluzione risulta essere un po’ limitata, soprattutto per gli utenti più “smanettoni”. Niente paura, comunque: basta installare un launcher alternativo come Nova Launcher ed il gioco è fatto.

Il resto delle schermate, infatti, sebbene sia anch’esso stato modificato visualmente, non dista poi così tanto dalla versione stock di Android. I vari menù di sistema sono ben realizzati e molto chiari da leggere, mentre il menù a tendina presenta un servizio di Meteo preimpostato (disattivabile), una barra di toggle rapidi espandibile con uno swipe, il modificatore del livello di luminosità e, sotto di essi, le varie notifiche ricevute. Purtroppo queste non sono versatili come quelle delle ultime versioni di Android (soprattutto Android Nougat 7.0), in quanto per espanderle e visualizzarne i contenuti è necessario effettuare uno swipe verso in basso con due dita.

Mentre solitamente, poi, questa tipologia di smartphone cinesi arrivano sprovvisti di Play Store e servizi Google già preinstallati, fortunatamente, ormai, non è più il caso di Xiaomi. La compagnia cinese mette infatti a disposizione diverse ROM del proprio sistema operativo: solitamente quella cinese non presenta il Play Store installato, tuttavia acquistando uno di questi smartphone in variante Global troverete già tutto al loro posto. Non abbiate paura, dunque: acquistando questo smartphone dai link che vi consiglieremo, con tutta probabilità riceverete il vostro Redmi Note 4X già pronto alla configurazione del vostro account Google. Se così non fosse vi basta sapere che installare tutto il software Google su un terminale Android è un gioco da ragazzi, grazie all’applicazione Google Installer (scaricabile facilmente dal Web) che farà tutto il lavoro sporco per voi.

Prestazioni: veloce e impeccabile, non si impunta mai

Dal punto di vista delle prestazioni Xiaomi Redmi Note 4X risulta essere davvero impeccabile. Ho provato il dispositivo nella versione da 3 GB di RAM e 32 GB di storage e posso assicurarvi che quest’ultimi bastano e avanzano per godersi appieno questo smartphone. Il nucleo centrale di questo dispositivo è un SoC Qualcomm Snapdragon 625, una delle ultime soluzioni della fascia media targata Qualcomm, completa di 8 core operanti alla frequenza massima di 2,0 GHz, una soluzione simile per velocità di clock alla versione MediaTek (con Helio X20), ma dotata in questo caso di due core in meno. Ci troviamo altresì davanti ad un netto passo in avanti rispetto all’ultima versione di Xiaomi Redmi Note 3 in versione Qualcomm, il quale arrivava con uno Snapdragon 650 con “soli” sei cori operanti a 1,8 GHz di frequenza massima.

Questo vantaggio è percepibile sulla carta, ma non tanto nell’utilizzo quotidiano. Provando effettivamente i due terminali uno a fianco all’altro ho infatti constatato come i due smartphone siano decisamente simili in quanto a prestazioni (a parità di RAM e storage), con tempi di reattività perfettamente identici soprattutto nell’apertura delle applicazioni, con le dovute differenze del caso. Come il proprio predecessore, infatti, Xiaomi Redmi Note 4X rappresenta un solido compagno su cui fare affidamento per una moltitudine di attività. La scheda tecnica in dotazione lo rende idoneo a tutte le attività quotidiane che andrete a svolgere durante la giornata, come ad esempio il browsing in rete, sui social network, ma anche il lavoro su piccole suite d’ufficio o ancora il gaming, che grazie alla GPU Adreno 506 saprà essere sempre e comunque all’altezza.

Il dispositivo è molto rapido ad aprire le applicazioni, di ogni tipo: anche i social network più pesanti, come Facebook, si aprono nel giro di pochi istanti, e se lasciati in memoria la loro apertura risulta essere rapida. Non ho manifestato alcuna forma di impuntamento o lag che si voglia: la navigazione è sempre rimasta fluida, mentre anche il touchscreen risulta essere sempre reattivo al tocco. Nessuna pecca da segnalare; anche le temperature sono ottime, in quanto Xiaomi Redmi Note 4X non scalda praticamente mai: in questo senso la serie Redmi Note di Xiaomi – in particolar modo la schiera basata su SoC Qualcomm – si conferma nuovamente una garanzia, soprattutto su una fascia di prezzo così bassa.

Buona, infine, la ricezione: sebbene il dispositivo non sia sprovvisto di banda B20 (800) per la connettività in 4G negli ambienti chiusi, questo terminale si comporta molto bene, non lasciandoci mai senza accesso ad Internet. Qualche problema, in questo senso, potrebbe presentarsi qualora il vostro operatore sia Wind, che fa largo uso di quella frequenza. Ad ogni modo recentemente è stata commercializzata anche una variante “Global”, dotata di banda B20. Problema risolto.

Fotocamera: finalmente qualche passo in avanti, era ora!

La fotocamera su uno smartphone cinese, soprattutto sulla fascia medio-bassa di prezzo, è da sempre una croce per questa tipologia di dispositivi. Ho appurato tramite la mia personale esperienza quanto spesso i moduli fotografici di questi smartphone lascino a desiderare, ed in maniera per di più evidente. L’esempio più vicino è quello di Xiaomi Redmi Note 3 Pro, la versione dotata di SoC Qualcomm precedente al device in esame: semplicemente la fotocamera non era all’altezza, con buoni scatti in condizioni di buona luce e pessimi risultati qualora quest’ultima veniva a mancare, anche minimamente.

Ebbene, utilizzando Xiaomi Redmi Note 4X mi fa piacere constatare come finalmente ci siano stati notevoli passi in avanti su questo punto di vista. Questo smartphone dispone di un sensore posteriore da 13 Mega Pixel con PDAF (Phase Detection Auto Focus), ovvero rilevamento della fase di fuoco che garantisce tempi di messa a fuoco buoni, con stabilizzazione ottica digitale, HDR e doppio flash LED. La fotocamera posteriore permette di registrare video in Full HD, mentre il sensore anteriore conta invece un sensore da 5 MP, anche in questo caso di buona qualità.

Finalmente posso dirmi soddisfatto di questa fotocamera: essa permette di mettere a fuoco in tempi celeri, ha un contrasto e una resa di colori sopra la media e permette di effettuare scatti buoni anche quando la luce viene a mancare. Ovviamente gli scatti effettuati al buio comprenderanno una buona dose di rumore, cosa che succede su pressoché la totalità degli smartphone su questa fascia di prezzo. Le foto scattate in condizioni di buona luce restituiscono un elevato livello di dettaglio, anche zoomando sui vari elementi nello scenario. Buona la resa anche della fotocamera frontale, che restituisce dei buoni scatti, con colori bilanciati ed una messa fuoco anche in questo caso rapida.

Il software della fotocamera è il solito targato Xiaomi: esso comprende diverse modalità come l’HDR, la foto Panoramica, la modalità notturna, quella Manuale, un filtro per la bellezza, Tilt-shift ed una modalità scenario. Sono poi presenti una serie di filtri configurabili “live” per modificare i colori della foto a proprio piacimento. Il doppio flash LED, invece, restituisce un flash abbastanza potente, che tende a sbiadire la luce nella foto. Dal punto di vista video, infine, la fotocamera posteriore registra buoni filmati in Full HD, dove tuttavia si sente la mancanza di uno stabilizzatore ottico per cui è possibile notare le oscillazioni della mano. La fotocamera anteriore registra invece in 720p con buoni risultati.

Batteria: potete anche dimenticare di doverlo ricaricare

La batteria di Xiaomi Redmi Note 4X è sicuramente uno dei pregi più evidenti di questo smartphone. Su un modulo da 4100 mAh c’è ben poco da dire: questo vi garantirà di arrivare fino ad una giornata e mezzo di utilizzo, ancor di più se utilizzato moderatamente. Ho sforzato questo smartphone durante una giornata di utilizzo intensivo, con rete 4G e GPS attivi (anche durante la navigazione), attività di gaming, chiamate, social network e servizi di instant messaging sempre all’opera. La batteria, in quel caso, mi ha permesso comunque di arrivare in tarda sera, pronto per ricaricare lo smartphone durante le ore notturne.

Questa autonomia è favorita poi anche dalla presenza della MIUI, da sempre riconosciuta come una delle ROM più “tirchie” in termini energetici: quest’ultima non si farà infatti alcun problema a chiudere continuamente processi in background considerati dispendiosi, energeticamente parlando. Questa cosa può essere un po’ fastidiosa ed infatti attraverso l’app Sicurezza è possibile indicare all’applicazione quali app “congelare” e quali lasciar perdere. C’è poi da dire che la MIUI in sé è un sistema molto leggero, grazie alla sua semplicità. Ad ogni modo, ho utilizzato questo smartphone per la maggior parte del tempo con Nova Launcher, sostituendo l’interfaccia classica con una più simile a Google Pixel, ed è il risultato in termini di autonomia è stato altrettanto soddisfacente.

Insomma, con questa batteria potrete davvero dimenticare le vecchie abitudini che vi costringevano a dover tenere costantemente attiva la funzionalità di risparmio energetico, o a portare con voi una batteria esterna o addirittura un caricabatterie USB per paura che il vostro telefono si spegnesse. Con Xiaomi Redmi Note 4X non vi servirà nulla di tutto ciò: vi basterà ricaricare il vostro smartphone durante la notte ed utilizzarlo per più di una giornata intera, senza paura che esso si scarichi. Nel caso doveste essere a corto di batteria, poi, Xiaomi mette a vostra disposizione un sistema di risparmio energetico molto efficiente, operante su un livello più blando ed uno più severo. L’unica pecca, se vogliamo trovarla, sta nei tempi di ricarica della batteria: pur essendo equipaggiato di un SoC Snapdragon in grado di supportare la Quick Charge, l’adattatore in dotazione non supporta questa tecnologia. I tempi di ricarica si attestano infatti sulle due ore e mezza circa. Nessun problema se lo si ricarica di notte, ma non altrettanto nel caso ci sia la necessità di farlo al volo, durante la giornata.

Multimedia: senza infamia e senza lode

Il comparto multimediale di Xiaomi Redmi Note 4X è quanto di più ordinario si possa trovare su uno smartphone di questa categoria di prezzo. Il tutto è abbastanza buono, a partire dal display Full HD da 5,5 pollici che lo rende più che adatto allo streaming di contenuti multimediali su Netflix, YouTube, oppure a partire da file salvati sulla memoria interna. Il display restituisce immagini ben dettagliate, con colori buoni, lievemente tendenti verso una colorazione più calda, come già accennavamo più in alto. Ad ogni modo l’esperienza d’utilizzo audiovisiva rimane più che buona, senza alcun evidente intoppo.

Per quanto riguarda il comparto audio, invece, troviamo l’apparente presenza di due speaker stereo posti sul lato inferiore della cornice. La posizione degli stessi è molto buona, tuttavia c’è un “ma”: non si tratta di due altoparlanti stereo, ma anzi, uno dei due (quello sinistro) non è altro che una cassa di risonanza dalla dubbia utilità, il cui obiettivo dovrebbe essere quello di simulare un sistema di speaker stereo, ma che in realtà non riesce nel suo intento, nemmeno alzando il volume al massimo. Tappando con un dito lo speaker destro, infatti, il suono si soffocherà, ma al contempo nulla (o quasi) sarà trasferito allo speaker sinistro. A questo punto inizio ad immaginare che il doppio speaker sia solo una soluzione estetica (ben riuscita, almeno questo lo devo dire), di dubbia utilità. Ad ogni modo, anche con un solo speaker, il suono è molto alto e potente, più che accettabile.

Nel caso decidessimo invece di passare all’audio in cuffia, possiamo farlo collegando i nostri auricolari direttamente al jack per le cuffie presente sulla cornice in alto. In questo senso Xiaomi mette da sempre a disposizione dei propri utenti uno strumento di ottimizzazione del suono in cuffia con equalizzatore automatico che si rivela spesso essere molto utile, soprattutto se utilizziamo un paio di cuffie targate Xiaomi, che godono di ottimizzazione automatica in base al modello inserito. Un aspetto molto interessante questo, da non sottovalutare assolutamente.

Per quanto riguarda il gaming, infine, la GPU Adreno 506 si comporta molto bene nell’avvio dei tanti videogiochi presenti sul Play Store. Ho avuto modo di provare anche titoli più pesanti e devo ammettere che questo chip grafico si è comportato molto bene, restituendo sessioni di gioco fluide e senza alcun impuntamento. Se state cercando un phablet per giocare ai classici giochini presenti sullo Store potete andare sul sicuro: garantito.

Xiaomi Redmi Note 4X: le nostre conclusioni

In definitiva, conviene acquistare Xiaomi Redmi Note 4X? Indubbiamente sì, vuoi per il suo ottimo rapporto qualità/prezzo, per la batteria pressoché infinita e le migliorie apportate al comparto fotografico, ora finalmente all’altezza. Insomma, ci troviamo davanti ad un terminale che come di consueto non stravolge quella tradizione iniziata con la serie Redmi Note, ma invece la va a migliorare sotto alcuni piccoli aspetti che per molti utenti possono fare la differenza. Le uniche pecche di questo dispositivo possiamo trovarle nella sua forma e nel peso complessivo del tutto. Non tutti gli utenti, infatti, vanno troppo d’accordo con il formato da 5,5 pollici, decisamente generoso dal punto di vista delle dimensioni ma in grado, d’altra parte, di garantire un’esperienza d’utilizzo da phablet davvero impeccabile, con un occhio di riguardo verso la multimedialità. Rispetto ai modelli precedenti denotiamo una diminuzione dello spessore complessivo dello smartphone, è questo è un bene, tuttavia il peso di quest’ultimo è aumentato di ben 11 grammi, che iniziano a sentirsi (175 grammi contro i 164 di Xiaomi Redmi Note Pro). Nulla di grave, a dirla tutta, che tuttavia potrebbe influire nel giudizio di un utente che magari desidera uno smartphone sì buono, ma più ristretto in quanto a dimensioni e peso.

Pro
Ottima autonomia, come sempre
La fotocamera è finalmente migliorata
Design più curato del predecessore
Contro
Manca la banda 800 MHz
Speaker stereo “fasullo”
Pesa un po’ troppo
valutazione finale8

Prezzo

A questo punto non possiamo che consigliarvi l’acquisto di questo smartphone, che potete trovare in sconto su Gearbest all’incredibile prezzo di 160€. Fidatevi, su questa fascia di prezzo troverete molto difficilmente qualcosa di meglio.