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Xiaomi Redmi 4A recensione: un entry-level imperfetto, ma incredibilmente economico

Xiaomi Redmi 4A recensione: un entry-level imperfetto, ma incredibilmente economico

La nostra recensione di Xiaomi Redmi 4A, uno smartphone estremamente economico, che porta però con sé qualche piccolo difetto / Ultima modifica il

Il mondo degli smartphone economici negli ultimi tempi si è decisamente espanso, grazie soprattutto a nuovi brand che hanno iniziato a colonizzare questo settore, ed in particolar modo alle svariate marche di origine cinese, che spesso e volentieri hanno innalzato l’asticella del livello qualitativo di questi prodotti, importando anche in Italia dispositivi molto economici e solitamente anche valorosi a livello qualitativo. Un esempio è chiaramente quello del brand Xiaomi, che da qualche anno a questa parte ha conquistato anche una grande fetta di pubblico italiana grazie ai propri dispositivi facenti parte della gamma Redmi, la sezione di smartphone della compagnia dedicata al mercato più orientato al budget.

Il motivo per cui questa gamma di prodotti ha fatto letteralmente faville in tutto il mondo, soprattutto negli ultimi anni, è dovuta alla fama costruitasi attorno ai modelli Redmi e Redmi Note che, a partire dalla loro terza edizione, hanno saputo stupire il pubblico occidentale grazie alla propria dotazione tecnica, all’incredibile autonomia offerta e, soprattutto, al prezzo con cui questi terminali venivano offerti. Mentre la linea Redmi continua la propria evoluzione (proprio recentemente abbiamo recensito Xiaomi Redmi Note 4X), oggi vogliamo soffermare la nostra attenzione su un prodotto di questa famiglia che potremmo definire “accessorio”, una sorta di rivisitazione dei classici Redmi offerta però in salsa ancora più budget-oriented: ecco a voi la nostra recensione di Xiaomi Redmi 4A, uno smartphone dal costo irrisorio, che porta con sé una scheda tecnica comunque all’altezza.

Design: il minimo indispensabile

Diciamocelo subito: il design non è di certo il punto di forza di Xiaomi Redmi 4A. Anzi, probabilmente è l’aspetto meno sensazionale del dispositivo. Tuttavia per un device il cui prezzo ammonta a meno di 90€ tutto ciò può essere superato, soprattutto guardando al resto delle potenzialità di questo device.

Xiaomi Redmi 4A si presenta con una diagonale da 5 pollici ed un design eccessivamente anonimo, soprattutto per quanto riguarda la scocca anteriore. Ho avuto modo di provare il modello bianco che si sa, sui dispositivi Xiaomi e soprattutto per quanto riguarda la gamma Redmi, non brilla di originalità. In questo caso troviamo un pannello completamente bianco (fatta eccezione per il display, ovviamente), che presenta un altoparlante sulla parte superiore dello schermo, affiancato da un sensore di luminosità e dalla fotocamera anteriore. Alla base del display, invece, sono presenti come di consueto i tre pulsanti soft touch, rispettivamente “Menù”, “Home” e “Indietro”, che in questo caso non sono retroilluminati e potrebbero causare qualche problema quando si resta completamente al buio. Ad ogni modo i pulsanti sono dotati di feedback aptico e causeranno una lieve vibrazione se premuti. Sotto di essi, al centro, è presente però un comodo LED RGB per le notifiche. Una posizione un po’ strana ma tutto sommato piacevole.

Il dispositivo è poi mediamente spesso, con un bordo che misura 8,5 millimetri. In questo senso si poteva fare evidentemente di meglio, tuttavia Xiaomi Redmi 4A compensa tutto ciò con il suo peso irrisorio: solo 131 grammi. Un vero peso piuma. Tenendolo sembra di sollevare un agglomerato di plastica molto leggera; questo perché effettivamente non c’è traccia di metalli sulla scocca del device, come altrimenti avviene di solito su questa gamma di prodotti. Xiaomi, con questo smartphone, ha puntato tutto sullo sviluppo di un prodotto orientato al budget come mai prima d’ora, e per fare ciò ha evidentemente dovuto tagliare sui costi, in particolar modo sui materiali di costruzione del dispositivo. L’intera scocca posteriore, sebbene il design ricordi le solite scocche in alluminio già viste sui terminali della compagnia, è composta interamente in plastica. Abbastanza dura, a dirla tutta, quindi il problema non si pone più di tanto. Per il resto la scocca si completa di una colorazione lucida, con la lente della fotocamera e il LED flash posti in alto a sinistra e gli altoparlanti posti ai piedi della scocca, al di sotto del logo “Mi” specchiato.

Per quanto riguarda i pulsanti, infine, sul lato destro troviamo i soliti pulsanti del volume e quello dedicato all’accensione/spegnimento del device. Sul lato sinistro spicca il carrellino per la doppia SIM, mentre in alto è presente un sensore ad infrarossi per utilizzare Xiaomi Redmi 4A come un vero e proprio telecomando. Sulla cornice inferiore del dispositivo, invece, è installata una porta micro USB per la ricarica, affiancata dal microfono. Nulla di sensazionale, dunque, sebbene il terminale, per quanto leggero, risulti essere anche abbastanza solido e maneggevole.

Software: la MIUI sui device entry-level fa faville

Non sono mai stato un gran estimatore della MIUI, ovvero la rivisitazione di Android in salsa Xiaomi offerta dalla compagnia sui propri terminali, soprattutto per quanto riguarda l’interfaccia grafica. Oltre a quest’ultimo aspetto, però, bisogna ammettere come questa tipologia di software si addica perfettamente ad un dispositivo di fascia bassa, grazie alla notevole ottimizzazione con l’hardware utilizzato e soprattutto ad una serie di meccaniche di risparmio energetico integrato nel sistema, molto aggressivo ma decisamente vitale all’autonomia di questo dispositivo, che vi anticipo già essere in grado di durare ben due giorni interi (con un utilizzo medio) senza l’ausilio di alcuna ricarica.

Per il resto Xiaomi Redmi 4A presenta la solita versione della MIUI 8 che vediamo ormai spesso sui terminali Xiaomi, basata sul sistema operativo Android Marshmallow 6.0. L’interfaccia grafica di base è molto leggera e permette di godersi il massimo delle potenzialità di questo dispositivo. L’impostazione del launcher di sistema, come già saprete, ricalca pienamente il modello già visto su iOS: le icone sono disposte su righe da quattro elementi, e non esiste un drawer dove “nascondere” le applicazioni che non utilizziamo. Tutto dovrà essere infatti ben organizzato in cartelle, onde evitare confusione sulle nostre homescreen. Su quest’ultime è poi possibile inserire dei comodi widget, come su tutte le altre versioni di Android in circolazione.

Fin da subito si nota come l’interfaccia della MIUI sia ben ottimizzata per le risorse di sistema, che in questo caso contano su due soli gigabyte di memoria RAM. Ho provato ad utilizzare Nova Launcher come alternativa e devo dire di essermi trovato altrettanto bene, tuttavia utilizzando la MIUI si denota quel piccolo briciolo di rapidità in più che su un terminale di questo tipo può significare molto. Per il resto, la versione della MIUI che è arrivata nelle mie mani è stata quella “Global”, ovvero già dotata della lingua italiana e del Play Store installato, oltre che della banda B20 per la connettività LTE che mi ha permesso di navigare egregiamente ovunque io andassi. Insomma, per quanto la MIUI possa non piacere ad un pubblico maggiormente abituato ad interfaccia grafiche più “pure”, in questo caso non resta che “farcela amica” per godere appieno delle potenzialità di questo smartphone.

Prestazioni: decisamente buone per questa fascia di prezzo

Passiamo ora alla questione più delicata di questa recensione. Come si comporta Xiaomi Redmi 4A per quanto riguarda le prestazioni? Innanzitutto, per analizzare al meglio questo smartphone, bisogna fare una premessa, cioè comprendere esattamente verso quale tipologia di utenti questo smartphone sia indirizzato. Si tratta, come abbiamo detto, di un dispositivo estremamente entry-level: la compagnia ha fatto del proprio meglio per “impoverire” questo dispositivo di tutti gli aspetti più futili alla causa, garantendo comunque all’utente tutte quelle funzionalità che ad oggi risultano essere essenziali nell’utilizzo di uno smartphone. Tutto ciò ci basta per capire che questo smartphone non è assolutamente per tutti, ma anzi rispecchia le necessità di una ristretta nicchia di utenti che dal proprio dispositivo non necessita di altro che utilizzare le funzionalità “base” di un telefono, poter accedere alla moltitudine di app presenti sul Play Store ed utilizzarle in mobilità grazie alla connettività LTE. Aggiungiamoci poi un’autonomia esemplare ed ecco che abbiamo tra le mani un ottimo esemplare di smartphone di fascia bassa.

Come avete potuto evincere dalla scheda tecnica pubblicata più in alto, questo smartphone è equipaggiato con un SoC Qualcomm Snapdragon 425, con processore quad-core da 1,4 GHz massimi. Quest’ultimo componente rappresenta già una garanzia, in quanto sappiamo per certo quanto Qualcomm, anche con i propri SoC di fascia medio-bassa riesca a fare faville, al contrario degli ormai comunissimi MediaTek che troviamo spesso e volentieri sugli smartphone della medesima fascia di prezzo. In questo caso Xiaomi Redmi 4A è poi affiancato da 2 GB di RAM e da uno storage di 16 GB, espandibile tramite micro SD qualora lo spazio a disposizione non fosse abbastanza per noi. Non ci troviamo di certo davanti ad una configurazione che fa gridare al miracolo, tuttavia bisogna constatare come la presenza di un SoC Qualcomm su una scheda tecnica offerta ad un prezzo così basso sia già rassicurante. Sicuramente una scelta da premiare.

Ma come si comporta Xiaomi Redmi 4A durante l’utilizzo quotidiano? Benone, devo dire. Certo, non è lo smartphone più reattivo al mondo, ma l’esperienza d’utilizzo riesce comunque ad essere più che soddisfacente, soprattutto per quanto riguarda l’utilizzo di applicazioni come social network o servizi di instant messaging, lasciando anche spazio per attività di gaming mobile sui principali titoli più giocati del momento. Applicazioni come Facebook, Instagram, WhatsApp o Telegram non vi daranno di certo alcun problema, garantendovi un’esperienza d’utilizzo nella media e anche abbastanza fluida. Insomma, senza infamia e senza lode. Certo, per le applicazioni più pesanti come Facebook, alla prima apertura potreste incorrere in qualche lag e rallentamento nello scrolling, ma questo durerà solo qualche istante prima di stabilizzare il tutto e permettervi di scorrere il vostro feed senza impedimento alcuno. WhatsApp e Telegram non vi daranno alcun problema, permettendovi di essere fin da subito operativi e funzionando in maniera perfettamente fluida.

Per quanto riguarda la navigazione in rete, anche in questo caso non ci troviamo davanti a grosse problematiche. Il browser preinstallato funziona abbastanza bene, tuttavia ho notato, attraverso dei test, come la navigazione su Chrome sia ben più efficiente. Anche in questo caso state ben attenti: non vi troverete davanti ad un browser fulmineo, anzi, il caricamento della pagina, che si tratti di Chrome oppure del browser di sistema, impiegherà qualche secondo; tuttavia dopo il caricamento potrete navigare con molta fluidità. Qualche impedimento potrà esserci quando deciderete di caricare una pagina abbastanza affollata di immagini e contenuti in modalità desktop, mentre al contrario, per quanto riguarda la visualizzazione “mobile”, filerà tutto liscio. Come dicevamo, poi, c’è spazio anche per il gaming. Non sono un gran giocatore da smartphone, tuttavia ho avuto modo di provare questo dispositivo su Clash Royale e devo dire che il tutto funziona egregiamente, in maniera perfettamente fluida e senza alcuno scatto fastidioso. Qualche videogioco maggiormente realistico potrebbe crearvi qualche problema in termini di lag, questo non lo escludo, ma sta di fatto che Xiaomi Redmi 4A permette comunque di giocare ad un buon elenco di titoli in maniera “casual”.

Qualcomm Snapdragon 425 risulta essere dunque un ottimo chip per questa fascia di prezzo, anche perché quest’ultimo scalda veramente poco. Durante l’utilizzo quotidiano, quindi con connettività LTE attiva e qualche applicazione aperta state certi che non sentirete mai un surriscaldamento del dispositivo. Durante la mia esperienza ho infatti manifestato dei lievi surriscaldamenti solo dopo qualche decina di minuti di gioco, oppure durante l’utilizzo di Google Maps con GPS attivo. Nulla di anormale dunque, ma semplice routine per la maggior parte degli smartphone ad oggi in commercio. Ultimo appunto per quanto riguarda la ricezione. Xiaomi Redmi 4A è dotato di un modem 4G Cat. 4, in grado di raggiungere il picco di 150 Mbps in download sotto rete mobile. La versione che mi è stata data in prova, quella “International” con banda B20 (800 MHz), ha dimostrato di godere di una ricezione davvero ottimale, sotto operatore Vodafone. Non solo mi sono ritrovato praticamente sempre provvisto di connettività mobile, ma questa, nella quasi totalità dei casi, riusciva a captare perfettamente il segnale 4G, anche negli spazi più chiusi.

Fotocamera: un neo prevedibile

Il comparto fotografico dei dispositivi Xiaomi della serie Redmi, diciamocelo, non è mai stato esattamente all’altezza. Qualche passo in avanti la compagnia l’ha fatto solo ultimamente, tuttavia anche in questo caso possiamo dire chiaro e tondo che l’esperienza d’utilizzo della fotocamera di questo smartphone risulta essere solo sufficiente, soprattutto se paragonata agli standard del settore offerti da dispositivi di fascia più alta. Gli smartphone di fascia bassa, infatti, non hanno mai brillato su questo punto di vista, in quanto spesso e volentieri la fotocamera risulta essere la componente “preferita” su cui i produttori di smartphone preferiscono tagliare per mantenere un prezzo di vendita basso. Xiaomi Redmi 4A purtroppo non è esente da tutto ciò e presenta un comparto fotografico che spesso lascia un po’ a desiderare, ma che comunque risulta essere sufficiente per un utilizzo molto casual. Questo si compone di un sensore posteriore da 13 MP con apertura f/2.2 e autofocus, mentre presenta anche un sensore anteriore da 5 MP, con la stessa apertura focale ed in entrambi i casi in grado di registrare video in Full HD (1920 x 1080 pixel) a 30 fps.

Iniziando dal software, ci troviamo davanti alla solita fotocamera di Xiaomi ben fornita di impostazioni e filtri di ogni tipo e soprattutto dotata di una funzionalità HDR che in questo caso sembra funzionare abbastanza bene. Tra le varie “Modalità” che la fotocamera Xiaomi mette a disposizione troviamo la tanto apprezzata “Panorama”, ma anche una “Manuale”, un filtro bellezza, una modalità notturna ed una “Scena”, che ottimizza l’immagine in base al contesto, come può essere l’inquadratura di un’attività sportiva, di un panorama, di un tramonto, di fuochi artificiali e così via. L’app mette poi a disposizione una serie di filtri live alla stregua di quelli che è possibile trovare su Instagram o su Retrica, che modificano i colori in real-time dandoci modo di sperimentare scatti diversi. La fotocamera, poi, è ovviamente dotata di un flash LED nella norma, mentre permette di utilizzare la funzionalità di HDR, come già dicevamo, che migliora nettamente la qualità delle nostre foto e scatta anche in tempi abbastanza rapidi, presentando però a volte il classico effetto “pop-up” che contraddistingue gli HDR meno riusciti.

Gli scatti in modalità automatica sono abbastanza buoni, soprattutto in condizioni di buona luce dove si sa, ogni sensore economico dà il meglio di sé. Quando la luce cala è difficile riuscire a catturare i dettagli di uno scenario, mentre è presente anche una buona dose di rumore già ridotta di default dal software della fotocamera. Per quanto riguarda i colori, questi vengono riportati molto bene quando ci troviamo all’aperto, mentre sotto luce artificiale il tutto tende ad essere più giallognolo e cupo. Una menzione d’onore va agli scatti “macro”, cioè quelli effettuati da vicinissimo ad oggetti di piccole dimensioni. Qui la fotocamera è riuscita a dare una buona resa cromatica, mettendo tra l’altro a fuoco molto velocemente. Spostando la nostra attenzione sulla fotocamera frontale, invece, possiamo notare come questa funzioni sufficientemente bene solo in condizioni di luce ottimale. I risultati indoor lasciano molto a desiderare, mentre in condizioni di luce scarsa troviamo anche in questo caso una grave perdita di dettaglio. Ad ogni modo, rapportando il comparto fotografico a ciò che questo smartphone rappresenta, ovvero un prodotto estremamente budget-oriented, mi sento di promuoverlo con la sufficienza.

Batteria: un’autonomia da sogno

Dopo quello che potevamo considerare il più grande neo di questo smartphone, ci spostiamo ora su quello che è con tutta probabilità il suo vero e proprio punto di forza: la batteria. Xiaomi Redmi 4A monta un modulo da 3120 mAh, decisamente inferiore rispetto ai vecchi moduli da 4000 mAh già installati su Xiaomi Redmi 3, ad esempio, ma altrettanto efficiente in quanto è riuscito a donarmi ben due giornate piene di autonomia, osservare per credere.

Sarà per il display da 5 pollici HD, sarà per l’aggressività della MIUI in quanto ad aggressività sulla salvaguardia delle risorse, ma con un utilizzo medio completo di accesso ai social network su WiFi/LTE, GPS acceso e qualche sessione di gioco, questo smartphone è riuscito a completare due giornate intere di utilizzo senza mai essere ricaricato. Con un utilizzo più intenso si sarebbe arrivati alla giornata e mezza, probabilmente: sta di fatto che con Xiaomi Redmi 4A la giornata intera d’autonomia è pienamente assicurata, sempre e comunque.

La MIUI, del resto, ci mette del suo. Questo sistema operativo, oltre ad avvalersi delle ultime tecnologie made in Google come ad esempio Doze, aggiunge poi altri sistemi di risparmio energetico molto più aggressivi, che limitano l’utilizzo delle applicazioni in background, rischiando, se non impostate a dovere, di non farvi nemmeno arrivare le notifiche dei vostri servizi di instant messaging preferiti, com’è stato nel mio caso con Telegram. Il problema, ad ogni modo, è facilmente risolvibile recandosi nell’applicazione “Sicurezza” – vero e proprio hub di controllo dello smartphone – e donando a Telegram i permessi per avviarsi autonomamente in background. Ripetete questo “trucchetto” per ogni app che volete che vi invii le notifiche ed il gioco è fatto. Dalla stessa applicazione è poi possibile andare a definire il livello di risparmio energeticoattivato, tra una modalità più blanda ed una più aggressiva, che solitamente si attiva in autonomia quando si scende al di sotto del 20% di energia residua. Per il resto la batteria si ricarica attraverso lo slot micro USB 2.0 situato alla base dello smartphone, con tempi di ricarica di circa due ore per un ciclo completo.

Multimedia: niente di eccezionale

Il comparto multimediale di Xiaomi Redmi 4A è estremamente ordinario. D’altronde che ci si può aspettare, in questi termini, da uno smartphone il cui costo non raggiunge nemmeno i 90€? Xiaomi Redmi 4A, come abbiamo detto, è dotato di un display HD 720p da 5 pollici, non proprio il massimo della comodità per godersi filmati o videogiocare. La risoluzione 1280 x 720 pixel risulta essere ad oggi ancora ottimale per terminali da 5 pollici, soprattutto per quanto riguarda i consumi energetici, tuttavia chiaramente non permette di godersi appieno qualsivoglia contenuto multimediale visualizzato su uno schermo così piccolo. Gli angoli di visuale del display, in questo senso, sono discreti, mentre la resa cromatica è sicuramente migliore, con un bianco molto realistico ed un nero un po’ troppo luminoso.

Per quanto riguarda l’audio, invece, abbiamo visto che gli speaker sono disposti sulla scocca posteriore dello smartphone, una posizione alquanto scomoda a dirla tutta. Con tutto lo spazio a disposizione sulla cornice inferiore, infatti, avremmo preferito di gran lunga avere gli altoparlanti direttamente sul bordo del device, in modo tale da non otturare il suono una volta poggiato su una superficie piatta. Proprio sopra lo speaker è presente un piedino che dovrebbe aiutare a non coprire i suoni: questo aiuta, ma non abbastanza. Il suono prodotto dallo speaker non è altissimo, ma raggiunge comunque livelli di volume accettabili. Sono ben udibili gli alti, mentre come di consueto manca totalmente qualsivoglia traccia dei bassi. Per ovviare a ciò basta collegare un paio di cuffie tramite il jack da 3,5 mm in alto e tutto prenderà una nuova piega, grazie anche al comodo software di ottimizzazione del suono in cuffia di Xiaomi, già preinstallato.

Xiaomi Redmi 4A recensione: le nostre conclusioni

Xiaomi Redmi 4A è sicuramente un esperimento ben riuscito, un po’ carente dal punto di vista del design e della multimedialità, questo è indubbio, ma comunque estremamente affidabile per quanto riguarda le performance. Questo, grazie anche alla semplicità offerta dalla MIUI, si configura come il terminale perfetto da lasciar utilizzare i neofiti del robottino, come ad esempio i nostri parenti che prendono in mano per la prima volta uno smartphone, ai quali consigliamo il nostro Starter Kit Android come lettura accessoria. Quest’ultimo è dotato poi di un incredibile rapporto qualità/prezzo: il costo della sua versione internazionale si aggira infatti sugli 88€, che lo rendono di fatto un best-buy su questa fascia di prezzo. Per il resto i punti a favore di questo smartphone sono davvero molti e riescono con facilità a soppiantare quei “nei” che potrebbero essere imputati al terminale: su tutti troviamo la sensazionale autonomia del terminale. Certo, rimane poi il fatto che con l’aggiunta di qualche decina di euro potete portarvi a casa modelli ben più prestanti, magari anche dello stesso brand o comunque dalla medesima origine. In ogni caso, però, Xiaomi Redmi 4A rimane un’ottima alternativa come muletto o come terminale per chi, per la prima volta, si affaccia al vastissimo universo Android.

Pro
Autonomia sensazionale
Prestazioni sopra la media
Leggerissimo
Contro
…ma i materiali lasciano a desiderare
Design anonimo
Fotocamera appena sufficiente
valutazione finale7

Prezzo

Potete acquistare questo smartphone da GearBest ad un prezzo spesso sotto ai 90€. Il dispositivo è disponibile nelle colorazioni Gold, Rose Gold e Dark Grey.