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Xiaomi Mi Band 3 recensione: è ancora la migliore smartband economica?

Xiaomi Mi Band 3 recensione: è ancora la migliore smartband economica?

Xiaomi Mi Band 3 è una smartband estremamente accessibile dal design minimal che si pone l'obbiettivo di conquistare il podio come miglior smartband / Ultima modifica il

È possibile migliorare un prodotto già (quasi) perfetto? Sembra essere questa la sfida che Xiaomi ha intrapreso con se stessa quando ha pensato di sviluppare la nuova Mi Band 3. Come abbiamo visto diversi mesi fa con la recensione di Xiaomi Mi Band 2, la smartband economica ne era uscita fuori con un voto estremamente valido, con l’unica pecca di non essere ancora perfetta sotto qualche punto di vista.

Quando ci si muove nel campo delle smartband economiche, è molto facile tenere basso il costo finale puntando su un design poco originale (molto spesso si trovano repliche raffazzonate di prodotti molto più costosi), ma Xiaomi continua imperterrita sulla sua strada sperimentando di volta in volta design diversi e al passo coi tempi.

Ma, senza perderci in altre chiacchiere, scopriamo come si è comportata la smartband in questa recensione Xiaomi Mi Band 3.

Design: squadra vincente non si cambia… o quasi

Ho aperto la recensione su Xiaomi Mi Band 3 chiedendomi se fosse possibile migliorare un prodotto di per sé già buono di suo. Xiaomi, dal mio modestissimo punto di vista, si è posta questo esatto quesito quando ha iniziato a mettere mano sulla nuova generazione di Mi Band. Quando si ha fra le mani un prodotto vincente come questo, è facilissimo rovinare tutto a causa di scelte stilistiche di dubbia utilità.

E anche quando si cerca di fare le cose con un minimo di raziocinio, è altrettanto facile attirare le critiche da parte dei clienti per i più disparati motivi. I cambiamenti sono sempre visti in maniera negativa, anche se fatti con gli intenti migliori; è così da sempre. La passata generazione è stata largamente apprezzata proprio per l’introduzione del piccolo display, cosa che il primo modello non disponeva (nonostante fosse comunque presente una lavorazione di alto livello).

Gli ingegneri del colosso cinese si sono quindi focalizzati principalmente sulla possibilità di ottimizzare al massimo le dimensioni della smartband per dare ancora più spazio proprio al display frontale. Viviamo in un mondo in cui il nostro smartphone è diventato il fulcro della nostra vita digitale, e gli utenti chiedono a gran voce la possibilità di avere sempre a disposizione un prodotto non invadente per tenere traccia di tutto quello che avviene sul proprio smartphone, senza però essere costretti ad averlo sempre in mano.

In questo senso, il cambio di passo fatto dalla Mi Band 3 è di proporzioni immani. Si passa infatti dalla passata generazione con un pannello OLED da 0,46 pollici con risoluzione 72 x 40 pixel, ad un display PMOLED da 0,78 pollici con 128 x 80 pixel. Sebbene la differenza possa essere minima sulla carta, nell’utilizzo quotidiano si tratta di una situazione completamente diversa. La lavorazione della facciata frontale è stata completamente rivista, con il tasto di controllo adesso direttamente integrato nella piccola lingua opaca e non più in netto contrasto come nella Mi Band 2.

È un tipo di lavorazione di gran lunga migliore per due motivi. Il primo è tutto a favore dell’estetica generale della smartband. La vecchia lavorazione creava questa netta separazione fra lo spazio a disposizione per il display e il tasto di controllo. Prima dell’arrivo della Mi Band 3 non era affatto un problema, ma adesso si capisce perfettamente quanto fosse in realtà più sensato non creare questo stacco così marcato fra i due componenti. Il secondo, invece, è legato all’esperienza utente. Il nuovo soft touch è incavato all’interno del pannello frontale e non più “poggiato sopra”. Il nuovo design è molto più appagante del vecchio. La piccola concavità ha un buon feedback ed è facilmente individuabile anche senza posare lo sguardo direttamente sulla smartband.

È possibile integrare un pannello più ampio solo se si vanno a modificare le dimensioni della smartband stessa. Trattandosi di un oggetto da portare sempre al polso, anche una minima variazione di dimensione (soprattutto riguardo allo spessore) può creare diversi problemi di ergonomia. Il polso è una porzione molto importante del braccio ed è fondamentale sviluppare un prodotto leggero e il più comodo possibile. La Mi Band 2 misurava 40,3 x 15,7 x 10,5 millimetri, mentre la nuova 46.9 x 17.9 x 12 mm per 20 grammi di peso. Come si vede, la nuova generazione è più lunga, più larga, più spessa e più pesante.

Il cambio di dimensioni non è per niente un problema, anzi. I due millimetri in più per lo spessore si notano appena, e la smartband è ancora adesso estremamente comoda da indossare, anche quando si fanno piegamenti. Il peso maggiorato di ben 13 grammi non crea alcun tipo di fastidio al polso, anche perché stiamo comunque parlando di appena 20 grammi di peso cinturino incluso. Quest’ultimo è ancora una volta in silicone, di buona fattura e con un gran numero di fori per garantire un aggancio comodo su polsi di tutte le dimensioni.

Tracking: ancora il minimo indispensabile, e va bene così

Cosa vuole essere da grande la Mi Band 3? Una smartband tuttofare adatta a tutti, oppure una smartband pensata per soddisfare i bisogni di una particolare categoria di persone? La passata generazione si era prefissata l’obbiettivo di essere la smartband di riferimento per chi vuole un prodotto economico; il nuovo modello non si discosta tanto da questo target, ed è un bene. La Mi Band 3 di Xiaomi basa la sua fortuna sui classici elementi di sempre: facilità di utilizzo e rapporto qualità/prezzo di altissimo livello.

Lo abbiamo visto nel capitolo relativo al design e lo rimarchiamo ancora una volta anche in questo sul tracking. La Mi Band 3 offre un sensore HR per il battito cardiaco e un accelerometro a basso consumo per permettere l’utilizzo della funzione “raise to wake up”, ovvero attivare il display quando si porta il polso verso il petto – la feature può essere attivata/disattivata nel relativo pannello delle impostazioni dell’app mobile.

Il sensore per il battito cardiaco può funzionare secondo diversi livelli di monitoraggio (da 1 minuto di frequenza fino a 30 minuti, per risparmiare la batteria) oppure accedendo al relativo pannello della smartband tramite comodi swipe. Qui basta tenere premuto il tasto soft touch per attivare il tracking del battito cardiaco e bypassare quanto selezionato dal pannello delle impostazioni.

Il tracking sembra essere piuttosto preciso, sebbene risulti ancora una volta un po’ lento e non proprio a suo agio se posizionato in modo grossolano sul polso. È facile incappare in una misurazione errata se il piccolo modulo non è posto per la sua interezza sulla pelle, costringendo l’utente ad agganciare in maniera decisa il cinturino oppure esercitando una pressione sulla smartband per farla combaciare alla pelle.

Ma sono minuzie. Ancora una volta il prezzo di listino ci fa chiudere un occhio, soprattutto se la Mi Band 3 si mostra come un prodotto democratico, adatto a tutti ed estremamente economico. I sensori permettono di tracciare la distanza percorsa, i passi, le calorie bruciate e ovviamente il battito cardiaco. Queste informazioni sono disponibili sia sulla smartband che sull’applicazione mobile, dove si può avere una visione più dettagliata potendo sfruttare l’ampio display del proprio smartphone.

È inoltre possibile sfruttare la funzione cronometro direttamente presente sulla smartband (tramite pressione prolungata del tasto soft touch) per misurare il tempo di un particolare tipo di allenamento. Tutto sommato la Mi Band 3 offre lo stretto indispensabile. Tramite il pannello touch è possibile scorrere in basso per accedere alla sezione “allenamento”. Questa, attivabile tramite una pressione prolungata del tasto soft touch, attiva un cronometro, il sensore HR (costantemente attivo per tutta la durata dell’allenamento) ed il calcolo delle calorie bruciate. Prima di iniziare l’allenamento, un piccolo avviso a schermo richiede di allacciare bene il cinturino, per evitare errori durante il tracciamento dell’allenamento.

La funzione “allenamento” sfrutta il riconoscimento automatico dell’attività fisica, ma solo per alcuni tipi di esercizio. La Mi Band 3 riconosce automaticamente la camminata, la corsa (all’aperto o sul tapis roulant) e la pedalata. Nonostante la possibilità di utilizzarla in piscina, la smartband non offre il tracking automatico relativo al nuoto, cosa che ci avrebbe fatto piacere trovare. Non è una smartband pensata per gli sportivi di alto livello, ma piuttosto per chi vuole dare un’occhiata ad un paio di informazioni.

Batteria: quasi tre settimane piene di utilizzo

La mia prima preoccupazione non appena ho appreso dell’aumento della dimensione del display della Mi Band 3, è stata ovviamente la batteria e l’autonomia generale. La Mi Band 2 mi aveva abituato a dimenticarmi di dover ricaricare la smartband, proprio per la grande ottimizzazione dei consumi. L’autonomia di un fitness tracker può variare secondo diversi fattori, in primis dai sensori integrati e dal loro utilizzo.

Smart tracker con GPS e altri moduli energivori possono garantire al massimo qualche giorno di utilizzo (ore se il GPS è attivato in modo perpetuo); le smartband, invece, in virtù dell’assenza del modulo GPS possono spingersi verso confini tuttóra proibiti ad altri prodotti smart. La Xiaomi Mi Band 3 monta una batteria ricaricabile da 110 mAh (esattamente 40 mAh in più rispetto alla passata generazione, scusate se è poco) e permette di utilizzare la smartband per circa due settimane abbondanti.

Qui c’è da fare una piccola premessa. Tenere il sensore HR per il battito cardiaco costantemente attivo ha un impatto sulla batteria (ovviamente) ma permette di avere un resoconto molto più dettagliato. Secondo i miei test ho notato davvero delle variazioni minime tenendo il tracking attivo con frequenze di 1 minuto rispetto a 30 minuti (il massimo disponibile). Tramite l’apposito pannello delle impostazioni della Mi Band 3 è possibile selezionare la frequenza di rilevamento così come selezionare la funzione di rilevamento della frequenza cardiaca automatica, l’assistente sonno (accuratezza di tracking migliorata durante il sonno) oppure disattivare completamente la funzione.

Entrambe le funzioni hanno un impatto sulla batteria ma consiglio di utilizzarle ugualmente, in quanto il drop di autonomia è davvero irrisorio. Per darvi un’idea del calo, ho attivato la funzione di rilevamento automatico con frequenza ogni minuto alle 10 del mattino, con la smartband al 100% di carica. Alle 15:00 aveva perso 5% di carica. Considerate anche che nel mentre sono arrivate un gran numero di notifiche. Le premesse sono più che decenti per sfruttare la funzione di tracking costante senza temere di arrivare a fine giornata con la smartband scarica.

Ovviamente in queste condizioni vi dimenticate i 20 giorni di autonomia garantiti dall’azienda, ma è facile arrivare a numerosi giorni di utilizzo con una singola ricarica. Unico neo dalla batteria è legato al tipo di ricarica. La Mi Band 3 monta lo stesso sistema di ricarica proprietario che abbiamo visto nella generazione passata, ma questa volta leggermente modificato per permettere l’alloggio della Mi Band 3 (più spessa della Mi Band 2). Se dimenticate a casa o perdete l’alloggio, non potrete più ricaricare la smartband e sarete costretti ad acquistarne un altro.

Utilizzo quotidiano: una gioia ma attenti al sole

Quale potrebbe essere l’utilizzo standard che si può fare di una smartband così economica? Sicuramente “domestico” o comunque amatoriale. Nonostante la Mi Band 3 integri il sensore HR per il battito cardiaco così come vari sensori per tracciare la distanza, i passi, la qualità del sonno e quant’altro, non è certamente pensata per lo sportivo accanito. La Mi Band 3 va intesa come una smartband in gradi di accompagnarci durante tutto il giorno.

Io la trovo perfetta per avere traccia di come vivo la mia giornata – passo tutto il giorno al computer, e riuscire a raggiungere il mio obbiettivo quotidiano mi sprona a muovermi più di quanto vorrei fare -, oltre che per avere una minima idea di come posso migliorare la qualità del sonno. Infatti, tramite l’applicazione companion, ho scoperto che dormo meglio se non supero le 23:00 per andare a letto, cosa che invece non avevo mai considerato.

La dimensione maggiore del piccolo “cuore” del sistema non la rende un ingombro eccessivo ma, anzi, devo dire che mi ci sono trovato parecchio bene a indossarla tutto il giorno, compreso durante le flessioni (in questo caso trovavo spesso fastidioso avere dispositivi al polso). Il cinturino in silicone si comporta come deve. Durante diverse settimane di utilizzo ho notato appena qualche piccola sbeccatura a livello dell’incavo dove va posizionato il corpo della smartband, mentre il resto del cinturino è praticamente uguale a quando l’ho indossato per la prima volta.

Il display più grande è una manna dal cielo. La Mi Band 2 presentava un pannello OLED da 0,46 pollici mentre la nuova generazione vede l’arrivo di un display PMOLED da 0,78 pollici. Cresce leggermente e ciò serve soprattutto per offrire una migliore visibilità delle notifiche e delle informazioni relative al tracking dell’attività fisica. Di contro, continuano ad essere presenti importanti problemi relativi alla visibilità del display. Infatti, proprio come la Mi Band 2, anche questo modello soffre parecchio quando ci si trova all’aperto durante una bella giornata soleggiata.

Il pannello PMOLED si comporta egregiamente al chiuso o all’ombra, ma il contatto diretto con il sole rende difficile (se non impossibile) riuscire a leggere il display. Spesso mi sono trovato costretto a dover tirare fuori il mio smartphone per leggere la notifica di un messaggio, di fatto annullando l’utilità di avere al polso un prodotto che dovrebbe garantirmi sempre la possibilità di sfruttare la funzione di mirroring delle notifiche. In queste situazioni ha quindi davvero poco utilità la presenza di un pannello più grande e bisogna spesso utilizzare la mano libera per fare un po’ di ombra.

Piccola aggiunta: la Mi Band 3 è adesso impermeabile fino a 5 ATM, di gran lunga superiore alla certificazione IP67 del modello precedente. Questo significa che potete indossare la smartband in qualsiasi condizione, anche per lunghe immersioni.

Applicazione mobile e funzioni aggiuntive

L’applicazione mobile è uno degli elementi più importanti da prendere in considerazione quando si acquista una smartband. Infatti, per loro natura, i fitness tracker sono spesso muniti di display di piccole dimensioni che danno una visione piuttosto sommaria di tutti i dati raccolti dai loro sensori. La versione completa di ciò che viene tracciato la si trova invece sul display del proprio smartphone.

L’applicazione di Xiaomi (Mi Fit, disponibile sia su iOS che Android) è ben fatta, chiara e permette di controllare rapidamente un gran numero di elementi. La schermata iniziale mostra i passi percorsi, la distanza e le calorie bruciate. Poco più giù abbiamo informazioni relative alla qualità del sonno. Devo dire che funziona più o meno bene, anche se il riconoscimento delle fasi del sonno non sono precise come sui prodotti Fitbit.

Nello specifico, la Mi Band 3 confonde il riposo a letto (magari mentre guardate un film) con “sonno leggero”. Per la smartband state dormendo, mentre in realtà siete solo sdraiati sul letto a riposarvi. È un valore da tenere bene in considerazione se volete tenere sotto controllo la qualità del sonno. La schermata della frequenza cardiaca è invece molto approfondita. Abbiamo informazioni sul battito cardiaco a riposo, la frequenza massima e la frequenza media. In caso di esercizio fisico, lo sforzo cardiaco viene suddiviso in fase anaerobica e anaerobica (troviamo anche il valore della V02 max).

Alcune funzioni aggiuntive che ho trovato simpatiche le troviamo direttamente sulla smartband, facilmente controllabili tramite il display touchscreen e il soft touch. Il meteo (le informazioni sono prelevate in automatico dalla posizione geografica del telefono, tramite l’applicazione Mi Fit) è sempre a disposizione e mostra le previsioni meteo per tre giorni. Viene mostrata la temperatura massima e minima e il tipo di condizione meteorologica.

Carina anche la funzione per trovare il proprio smartphone tramite un impulso sonoro, direttamente azionabile dalla smartband. Infine è anche possibile cambiare l’aspetto del quadrante potendo scegliere fra alcuni direttamente integrati sulla smartband.

Xiaomi Mi Band 3 recensione: le nostre conclusioni

Ad inizio recensione mi sono chiesto se la Xiaomi Mi Band 3 fosse riuscita ancora una volta ad essere etichettata come la regina delle smartband, o quanto meno quella da prendere in considerazione se non si vuole superare lo scoglio (mentale) dei 50€. Ancora una volta, la mia risposta è sì. Prendendo in esame quanto c'è di buono in questo prodotto e quanto poco ancora c'è da migliorare, è davvero difficile non reputarla fra le migliori - o la migliore, dipende dai gusti - smartband attualmente in circolazione. Xiaomi è riuscita a mantenere intatto il DNA della serie "Mi Band", andando ad operare dei piccoli aggiustamenti di tiro a seguito dei feedback ricevuti in questi anni dalla sua user base. A mio avviso l'unico punto negativo, o quanto meno migliorabile, è il display che, ancora una volta, non supera a pieni voti la "prova del sole". Gli ingegneri Xiaomi devono trovare il modo di integrare un pannello che possa essere davvero utile anche alla luce del sole, senza costringere l'utente a strane posizioni per creare coni d'ombra con la mano per leggere le notifiche o le informazioni relative all'attività fisica in corso. Detto ciò, se state cercando un prodotto economico per tenere traccia del sonno, dei passi, della distanza percorsa, della vostra attività fisica in generale, leggere notifiche, impostare sveglia e quant'altro, la Xiaomi Mi Band 3 è sicuramente sicuramente il miglior fitness tracker attualmente disponibile sul mercato.

Pro
Display più generoso rispetto alla passata generazione…
Economica
Buona autonomia
Buona applicazione mobile
Cinturino di buona fattura
Contro
…anche se ancora poco utilizzabile in faccia al sole
Connettore di ricarica proprietario
Tracking automatico da migliorare
Tracking del sonno un po’ ballerino
valutazione finale8.5

Acquisto

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Prezzo consigliato: € 29.99Prezzo: € 29.95