Vai a Tecnologia
Vai a Videogiochi
Vai a Fotografia
Vai a Casa
Xiaomi Mi A1 recensione: il best buy difficile da ignorare

Xiaomi Mi A1 recensione: il best buy difficile da ignorare

Chi lo avrebbe mai detto che uno dei dispositivi più interessanti di fine 2017 sarebbe stato proprio uno di provenienza cinese? Xiaomi Mi A1 è infatti un best buy, nato grazie ad Android One / Ultima modifica il

Torniamo a parlare di smartphone e più precisamente di un dispositivo proveniente dalla Cina, però ben lontano dai soliti stereotipi dei telefoni orientali, spesso prodotti interessanti come specifiche ma con software non all’altezza e magagne dietro l’angolo. Xiaomi Mi A1 è un esperimento importante per il colosso cinese: è realizzato in stretta collaborazione con Google che ne cura il software. Tradotto, c’è Android stock all’ultima versione installato all’interno.

Non è una cosa da poco. C’è una differenza colossale fra le skin di provenienza cinese (che magari vanno tradotte, che sono senza Play Store oppure hanno problemi alle notifiche) e un Android pulito, privo di personalizzazioni e capace di sfruttare tutto l’hardware. Il risultato è un’esperienza d’uso estremamente valida ed interessante, il tutto ad un costo irrisorio rispetto a prodotti ben più blasonati – che magari costano di più e offrono molto meno. Scopriamo quindi questo nuovo telefono, nella recensione di Xiaomi Mi A1.

Design: non originale, ma solido

Xiaomi Mi A1 forse non vince in estetica, ma è ben costruito e si fa utilizzare bene, e soprattutto regala una ottima sensazione di solidità. Il suo design è un mix fra un iPhone e uno OnePlus 5, per colpa della posizione delle due fotocamere e il modo in cui sono state nascoste le antenne, ma frontalmente è un classico Xiaomi. Un po’ anonimo e dal brand irriconoscibile al colpo d’occhio, ma non per questo brutto. Delle tre colorazioni vince quella nera, per evitare la parte frontale completamente bianca.

Tutto è nelle sue classiche posizioni. Le porte sono sul fondo, i tasti di navigazione nella cornice inferiore, mentre bilanciere e pulsante di accensione sul fianco destro a portata di pollice. Sopra troviamo anche il comodo sensore ad infrarossi, mentre la scocca posteriore accoglie la nicchia del sensore di impronte e la doppia fotocamera. Il display ha cornici importanti e questo fa aumentare le misure generali, e questo non fa di Xiaomi Mi A1 un telefono facile da usare con una mano sola.

In generale però si fa usare bene anche se la scocca in alluminio tende a essere un filo scivolosa e può accumulare qualche micrograffio molto facilmente – si risolve entrambi i problemi con una semplice cover. Sebbene non sia il device più originale in circolazione, è comunque ben fatto e per il prezzo non si può chiedere altro, data l’assenza di plastiche e quant’altro. Ottimo lavoro quindi di Xiaomi, che non ha introdotto compromessi nel design.

Display: bilanciato e funzionale

Lo schermo di Xiaomi Mi A1 è totalmente nella media: troviamo un pannello da 5,5 pollici con risoluzione Full HD (1920 x 1080 pixel) e tecnologia LCD IPS. Niente AMOLED, né 18:9, né HDR o borderless come è normale che sia in questa fascia di prezzo: è uno schermo tradizionale in tutto e per tutto, non memorabile ma ben calibrato e funzionale. La definizione è buona, i colori sono ricchi e c’è un buon contrasto, e anche la leggibilità sotto la luce diretta del sole è discreta.

Meno valido è il comportamento del sensore di luminosità, che tende ad andare spesso per i fatti suoi, e non ci sono opzioni avanzate di calibrazione, né un filtro luce blu oppure lo sblocco con due tap sul display. (De)merito di un Android stock forse troppo stock, ma con alcune app si può sopperire a delle mancanze. Lo schermo è però adatto per l’uso di tutti i giorni, ma forse si poteva lavorare un po’ di più sulle cornici e sull’ulteriore bordino nero a filo del display.

Prestazioni: un cuore che batte in perfetto ritmo

Arriviamo al succo di questo prodotto, cioè le sue prestazioni, l’hardware e l’esperienza software. Il chipset che anima tutto è un Qualcomm Snapdragon 625, una CPU di fascia media accompagnata da 4 GB di memoria RAM e ben 64 GB di storage espandibili tramite micro SD. Il device è anche dual SIM e completamente compatibile con le reti italiane (c’è la famosa banda 20 per l’LTE con alcuni operatori), e il software è Android Nougat 7.1.2 completamente stock e con patch di sicurezza di ottobre 2017 – Android Oreo è in arrivo nelle prossime settimane. Dopo aver letto tutto questo ricordate che parliamo di un device da meno di 200€.

La scheda tecnica è completa e perfetta per l’uso quotidiano. Il device è veloce, risponde bene, non mostra malfunzionamenti alle app e c’è memoria per ogni operazione. I 64 GB espandibili sono un sogno in questa fascia di prezzo, mentre trovare Android stock è quasi un miracolo. Merito del programma Android One: qui il software è completamente made by Google, e gli aggiornamenti arrivano dalla casa americana, come fosse un Pixel. Xiaomi ha fatto meno lavoro del solito, dovendo poi inserire giusto un paio di app per gestire il sensore infrarossi e le fotocamere.

A livello prestazionale non ci si può lamentare. Non ci sarà la potenza bruta di un top di gamma, ma è tutto fulmineo e in questa fascia di prezzo ancora si trovano device decisamente più lenti e con quantitativi di memoria ridicoli. Il software si adatta bene: Android stock è molto minimal in alcuni aspetti, ma è perfetto per dispositivi economici, dove l’hardware necessita di respirare. Xiaomi e Google hanno ottimizzato questo Mi A1 a dovere, e in attesa di Oreo ci accontentiamo di avere le ultime patch di sicurezza in tempi istantanei.

Si può chiudere un occhio quindi sulle mancanze di Android stock, che sacrifica delle funzioni che magari troviamo altrove a favore di una esperienza pulita e semplice che ricalca quella dei telefoni realizzati da Google. L’hardware non potentissimo può dare il meglio di sé, e riusciamo quindi a capire meglio il potenziale di CPU di fascia media come lo Snapdragon 625, che in altri contesti viene limitato dal software magari troppo ricco e pesante.

Batteria: l’autonomia che serve

All’interno di Xiaomi Mi A1 troviamo un modulo batteria importante, da ben 3080 mAh. È un modulo di dimensioni adeguate allo chassis e alle prestazioni del dispositivo, che ci permette tranquillamente di coprire la giornata senza nessuna fatica. Il mix di hardware modesto, display a risoluzione standard e software leggero permette infatti di osservare consumi moderati e una autonomia generale che è più che soddisfacente, in ogni situazione di utilizzo.

Il telefono in stand-by infatti ha consumi ridottissimi, merito dell’assenza di app in background e di servizi attivi che possono consumare batteria in maniera anomala. Anche durante l’uso si apprezza un calo dell’autonomia normale, senza picchi strani o eccessi. Si raggiungono tranquillamente le 5 ore di display attivo e le si possono superare tenendo sotto controllo la luminosità dello schermo. La ricarica avviene in circa un’ora e mezzo tramite la porta USB Type-C ma non si trovano opzioni di risparmio energetico avanzate oltre a quelle base di Android – un’altra vittima di questo OS troppo scarno.

Fotocamera: l’anello debole

L’approccio fotografico di Xiaomi Mi A1 va a replicare quello visto su svariati dispositivi nell’ultimo anno, ma forse non su questa fascia di prezzo. Ci sono infatti due moduli da 12 MP, che differiscono per la loro lunghezza focale e apertura. La seconda lente è telescopica, cosa che abilita uno zoom 2X senza perdita di qualità, e c’è anche la modalità ritratto che ci permette di creare un effetto di sfocatura abbastanza convincente dietro al soggetto fotografato.

L’approccio di due fotocamere è stato forse un azzardo, e avrebbe pagato di più un singolo modulo con della maggiore attenzione posta alla sua qualità. L’aspetto fotografico è quello più debole di tutto il telefono: è adatto per l’uso di tutti i giorni, per una foto al volo o per condividere una immagine sui social, ma soltanto in condizioni di ottima luminosità. Come cala il buio, i due moduli vanno decisamente in difficoltà, non riuscendo a catturare colori fedeli e introducendo rumore digitale.

Si risolve un minimo tenendo sempre attivo l’HDR, che non è automatico, e affidandoci di più alla lente principale e non a quella telescopica, che ha una apertura troppo ridotta per funzionare bene al buio. La qualità è quindi solitamente discreta ma non memorabile. È facile infatti notare colori slavati tra le due fotocamere, con scatti molto diversi se approcciati con o senza zoom. Potete verificare voi stessi la qualità fotografica scorrendo la galleria qui sotto.

Davanti c’è invece un sensore da 5 MP discreto per i selfie, mentre la qualità video è decente ma non è il punto forte. C’è la registrazione in 4K a 30 frame al secondo, ma la mancanza di stabilizzazione ottica si nota al volo. Per altro non si può nemmeno sfruttare la seconda fotocamera per lo zoom, e quindi dovremo farne uno digitale tramite crop dell’immagine – una scelta bizzarra. Xiaomi Mi A1 è quindi un ottimo device, ma perde sulla fotocamera – un aspetto spesso difficile per i telefoni più economici.

Multimedia: tranquilli, il jack è sempre qui

L’aspetto multimediale di Xiaomi Mi A1 è completo e più che valido nel suo complesso. Abbiamo un display grande e definito, dalla buona resa in ogni situazione e adatto un po’ a tutto – da un video su YouTube alla classica puntata su Netflix. Il gaming sarebbe potuto essere un aspetto meno convincente data la scheda tecnica non spinta, ma tolti i tempi di caricamento un filo più lunghi del solito si notano poi prestazioni validissime senza sacrificare il dettaglio grafico.

Discreto anche l’audio tramite lo speaker posto sul fondo del telefono: il volume è abbastanza elevato anche se la qualità è soltanto buona. C’è il jack per le cuffie che funziona senza problemi, e anche gli auricolari Bluetooth si collegano senza fatica. Anche nel comparto sonoro mancano opzioni di personalizzazione come un equalizzatore o dei preset, ma in generale l’output è buono per un uso medio, da un brano al semplice uso vivavoce.

Xiaomi Mi A1 recensione: le nostre conclusioni

Xiaomi Mi A1 è un dispositivo difficile da giudicare negativamente. A 200€ è difficile trovare altri dispositivi così prestanti, affidabili e ben funzionanti, con l’ultima versione di Android a bordo (e le rispettive patch di sicurezza) e una autonomia più che valida. Xiaomi Mi A1 è quindi un best buy che offre un’esperienza d’uso che non ci si aspetterebbe da un device su questa fascia di prezzo: è uno smartphone completo che fa tutto quello che serve, una cosa che ridimensiona completamente la necessità (e la voglia) di un top di gamma che costa tre volte tanto.

Pro
Prezzo incredibile
Ottime prestazioni
Autonomia valida
Android stock aggiornato…
Contro
…ma un po’ scarno
Comparto fotografico non all’altezza
valutazione finale9

Puoi acquistare Xiaomi Mi A1 su Amazon o se preferisci su eBay

Xiaomi Mi A1
Prezzo consigliato: € 229.9Prezzo: € 142

Prezzo

C’è tutto e tutto funziona bene, ma soprattutto il prezzo è decisamente interessante: importandolo dai siti giusti e magari con qualche coupon sconto, è possibile portarselo a casa ad un prezzo variabile fra i 180 e i 200€, come si può vedere a questa pagina per quanto riguarda il magazzino cinese di Gearbest, oppure da qui per il magazzino italiano, conveniente su alcune colorazioni e con spedizione più veloce. È una cifra che lo rende il device di fascia medio-bassa più valido al momento, ed è merito del programma Android One di Google e alla stretta collaborazione tra le due aziende.

Prezzo consigliato: € 229.9Prezzo: € 142