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Wiko View 2 Pro recensione: lo smartphone economico che si crede un top di gamma

Wiko View 2 Pro recensione: lo smartphone economico che si crede un top di gamma

L'ultimo smartphone francese colpisce per un ottimo design e una buona fotocamera, ma ha qualche difetto. Peccato, perché sarebbe bastato poco per renderlo un best buy / Ultima modifica il

Wiko è una delle aziende capaci di sorprenderti. Dopo essersi presa il quarto posto nella classifica di vendite di smartphone in Italia, il brand francese ha continuato a crescere, facendo segnare conquiste importanti. Al punto da decidere di lanciarsi nel vuoto, provando a buttarsi in un segmento nuovo, quello della fascia medio-alta di mercato. Per questo nel 2017 ha lanciato il Wiko Wim, un buon dispositivo che, però, ha risentito dell’inesperienza del brand in questa forchetta di prezzo e si è rivelato un passo più lungo della gamba.

Quest’anno l’azienda ha cambiato obiettivo ed è tornata a focalizzarsi laddove ha sempre fatto sfracelli: il segmento da 250€. Qui Wiko riesce ad essere competitiva grazie a un design davvero di livello, buoni processori e un’ottima qualità complessiva, che la mettono in competizione anche con gli smartphone cinesi più blasonati, soprattutto in termini di rapporto tra qualità e prezzo. Per questo ha lanciato il nuovo Wiko View 2 Pro, la seconda generazione di una gamma nata per rincorrere il trend del design senza bordi e cornici e poi rivelatasi essere il top della gamma francese, il modello che punta a rendere il lusso democratico, come recita lo slogan scelto dall’azienda. Questo significa cercare di mettere i principali trend tecnologici del momento a disposizione di tutti: dal design a tutto schermo appunto, passando per il riconoscimento facciale, la doppia fotocamera e, perché no, la cover ad effetto lucido tanto cara dalle parti di Huawei/Honor.

Un concentrato di caratteristiche proposto ad un prezzo inferiore ai 300€: un cellulare Wiko tra i migliori, ma sarà bastato per convincerci a consigliarlo nelle nostre guide all’acquisto? Scopriamolo nella nostra recensione dopo un mese di utilizzo.

Design: difficile far meglio

Diciamolo subito: questo è uno dei suoi punti di forza. Esteticamente, il Wiko View 2 Pro è uno dei telefoni più belli dell’anno, forse il migliore in assoluto nella sua fascia di prezzo. Perché il brand francese è riuscito a lavorare bene sul display a tutto schermo unendo un buon pannello da 6 pollici con una cover dal design elegante, minimal e molto resistente. Frontalmente, lo schermo è incastonato in due sottili cornici laterali in metallo, che sfociano in basso in un bordo leggermente più spesso. Molti storceranno il naso per il notch in alto sullo schermo – Wiko ha scelto la soluzione a goccia, rispetto alla variante a tacca che contraddistingue, ad esempio, iPhone X – che sì, è fastidioso nell’utilizzo quotidiano, ma è pur vero che si può nascondere comodamente via software.

Dietro, c’è una bella scocca a effetto cromato che riflette i colori che la circondano, cambiando così veste in ogni occasione. Il retro è in plastica, ma il gioco di luci che si crea grazie alla composizione Wiko lo rende davvero simile al vetro, al punto che ne sei convinto finché non tamburelli con le dita e scopri il trucco. Al centro del blocco posteriore c’è il lettore per le impronte digitali, mentre la doppia fotocamera è costruita verticalmente nell’angolo di sinistra, contraddistinta da un lieve bump che si può pensare di azzerare con una cover.

Insomma, il telefono è bello e robusto ed è comodo da utilizzare anche con una mano sola: poi, se ci dovessero essere difficoltà, c’è anche la possibilità di attivare l’interfaccia semplificata per l’utilizzo a una mano sola che in un tap rende tutte le porzioni dello schermo ancora più accessibili. Ottima la scelta di mantenere il jack audio per le cuffie, in alto sopra lo schermo; rivedibile l’inversione dei pulsanti per alzare e abbassare il volume (che si trovano sul lato destro, sopra il pulsante di accensione) con lo slot che può contenere due nano SIM o una nano SIM e una micro SD per avere più memoria (sul lato destro). Non di rado, abbiamo pensato di spegnere il device e invece stavamo soltanto abbassando il volume.

Display: bene la luminosità, meno la risoluzione

Wiko View 2 Pro ha un display importante da 6 pollici con risoluzione Full HD (720 x 1528 pixel) e un rapporto d’immagine in 19:9 per un’immersione totale nei contenuti. La nuova interfaccia si adatta allo schermo (e al notch) e ti consente di passare con tranquillità da app a contenuti multimediali senza avere problemi, gestendo chiamate, musica e documenti direttamente dalla barra situata nella parte superiore del display, continuando a fruire degli altri contenuti nella restante parte dello spazio.

Il notch può essere fastidioso nelle app a tutto schermo perché va a coprire una parte di contenuto: questo succede quando il telefono è in verticale, oppure se è in orizzontale e zoomi dentro il video o la foto. Quando entri nell’applicazione però, in basso nella barra del menù compare nell’angolo di sinistra un pulsante che ti consente di entrare o uscire dalla modalità a tutto schermo, coprendo o mettendo in evidenza la “goccia” in alto sullo schermo. Dalla nostra esperienza ci è sembrato un problema gestibile con tranquillità.

Dal punto di vista della luminosità il telefono se la cava bene con una buona regolazione automatica degli ottimi angoli di visuale: se proviamo a ruotare il dispositivo a destra e a sinistra, i colori si mantengono bene, compresi i neri e i bianchi. Diverso invece il discorso per la risoluzione che si ferma soltanto al Full HD con 282 PPI, un pizzico sotto la media di mercato: forse qui Wiko avrebbe potuto spingere di più, anche se dobbiamo confessare che all’atto pratico, nonostante il polliciaggio importante, questa differenza non si nota, mascherata bene sotto una buona luminosità.

Prestazioni: processore non nuovissimo ma efficiente

Il Wiko View 2 Pro monta il processore Qualcomm di riferimento per la fascia media di mercato: lo Snapdragon 450, octa-core con clock a 1.8 Ghz. Peccato che sia uscito nel 2017, il che lo rende un piccolo svantaggio in un mercato, come quello degli smartphone, dove anche un solo anno è sufficiente a fare passi da gigante. Questo, però, non significa che il telefono non se la cavi bene in tutte le condizioni: un po’ perché lo Snapdragon 450 è comunque un buon SoC, un po’ perché Wiko gli ha costruito intorno un eco-sistema in cui è in grado di dare il meglio, grazie a 4 GB di RAM e 64 GB di memoria interna, espandibile via micro SD.

Un bel pacchetto di mischia che, insieme alla GPU Adreno 506 gestisce bene lo smartphone in ogni suo aspetto, azzerando i tempi di caricamento e cancellando rallentamenti o intoppi: nel nostro mese di prova, il telefono è stato veloce e fluido, capace di reggere un buon numero di app aperte senza dare problemi all’utente, lasciando gestire il background ad Android Oreo 8.0, senza alcun problema. Proprio parlando del sistema operativo, Wiko ha fatto un ottimo lavoro per alleggerire la propria personalizzazione software, eliminando buona parte delle app pre-installate – è rimasta soltanto Wline che ti consente di abilitare la risposta alle chiamate semplicemente aprendo la cover a portafoglio – e lasciando una versione praticamente Stock di Android, che ha contribuito a migliorare tutta l’esperienza utente.

L’unico bug che ci sentiamo di segnalare è l’assenza della barra inferiore del menù all’interno dei giochi. Cosa succede? Che tu entri nell’app e non riesci più a uscirne: i tasti a scomparsa non ricompaiono e non puoi far altro che premere il pulsante di blocco, passare dalla fotocamera e chiudere il gioco. Abbiamo segnalato il problema a Wiko che ci ha confermato di esserne al corrente e di essere al lavoro per rilasciare un aggiornamento a breve che possa correggere il problema.

Dal punto di vista dello sblocco del telefono, puoi usare il lettore per le impronte digitali o il riconoscimento facciale. Il primo è comodo da utilizzare e velocissimo: la scelta di posizionarlo al centro della cover lo rende facilmente individuabile e basta appoggiare il dito per farsi riconoscere dal sensore; il secondo è altrettanto efficace, nonostante sia leggermente meno rapido. In teoria, basterebbe prendere in mano il telefono e alzarlo per mettere in moto il meccanismo, ma in pratica a volte rimani un paio di secondi a fissare lo schermo nero.

Batteria: senza infamia e senza lode

La batteria da 3000 mAh ha un’autonomia dichiarata di 1800 minuti di conversazione e 236 ore in stand-by. Nella nostra prova se l’è cavata bene, facendoci arrivare sempre a fine giornata senza grossi patemi, ma pur non mostrando prestazioni superiori alla media. Stiamo parlando di un utilizzo medio (chiamate, mail, notifiche e social); se invece lo mettiamo più sotto pressione con giochi e video a ripetizione, la batteria va un po’ in sofferenza e taglia tanta autonomia.

Insomma, se lo utilizzi senza strappi ha un consumo equilibrato e onesto che ti fa arrivare a sera con almeno il 25% di carica residua (con 5 ore di display acceso); se invece lo metti sulle montagne russe e fai andare a mille il processore con videogiochi, YouTube e un bel po’ di multitasking, l’alimentatore accusa parecchio la richiesta di energia e accusa un bel calo drastico di prestazioni.

Per fortuna, è dotato un alimentatore 5V/2A che “simula” la ricarica rapida, di cui non è dotato ufficialmente il dispositivo, ma che gli consente di passare in meno di un’ora da 0% a 60%. Comunque, se proprio dovessi essere alle strette e hai bisogno di allungare il tempo di percorrenza, puoi sfruttare Android e attivare l’ultra risparmio energetico, in grado di regalare ore e ore di autonomia in più, tagliando le connessioni (dati e Wi-Fi), chiudendo tutte le app in background e riducendo lo smartphone a poco più di un classico telefono cellulare.

Fotocamera: in linea con la fascia di mercato

La fotocamera di Wiko View 2 Pro è composta da un sensore principale da 16 megapixel e uno secondario da 8 MP con funzioni di grandangolo fino a 120 gradi, con PDAF (Photo Phase Detection Auto Focus) e un’apertura focale pari f/1.75. In più utilizza una tecnologia Big Pixel, che, modificando l’impostazione dei pixel (4 in 1), permette di catturare più naturalmente la luce esterna, aumentando la fotosensibilità. Nell’utilizzo pratico, se di notte non ci ha colpito particolarmente, è durante il giorno che ci ha lasciato a bocca aperta. Se la fotocamera è messa nelle condizioni di scatto ottimali, la resa è perfetta – come si vede nella nostra gallery subito sotto – se invece il sole tramonta, le condizioni di scarsa luminosità ci ricordano che abbiamo in mano un telefono che costa meno di 300€.

Ottima anche la registrazione video (risoluzione massima in Full HD a 60 fps) con stabilizzazione digitale sia sulla camera posteriore che sull’ottima frontale da 16 megapixel. Le funzioni Instant Multi-frame e Blurless, attivandosi in automatico, consentono di ottenere immagini perfette anche in movimento, riducendo qualsiasi sfocatura e rumore, con la possibilità di attivare lo Slow-Motion e il Time-Lapse. Insomma, nel complesso ci troviamo davanti ad un ottimo comparto fotografico, in grado di dire la sua con qualunque altro concorrente nella stessa fascia di prezzo, con spunti davvero interessanti quando riesci a scattare con luce piena. A testimonianza, che il lavoro di ottimizzazione delle immagini è buono e che mancherebbe poco per renderla completa.

Dal punto di vista dell’usabilità, la scelta di Android di suddividere Impostazioni e Modalità (con uno swipe rispettivamente verso destra e verso sinistra) è ripresa anche su Wiko View 2 Pro e, con poco sforzo, si riesce a capire bene come utilizzare tutto: basta premere un pulsante per passare dallo scatto normale a quello con grandangolo, mentre basta andare nelle impostazioni per trovare le modalità “sfuocatura”, “bellezza”, “foto panoramica” e “scatto professionale”, con la quale potrai gestire in autonomia la sensibilità ISO, il bilanciamento del bianco, la messa a fuoco, l’esposizione e la saturazione. In più, puoi sfruttare i vari effetti all’interno dell’app per dare sfogo alla tua creatività come Live Portrait Blur e Live Artistic Blur che consentono di editare e personalizzare gli scatti secondo i propri gusti.

Multimedia: non manca nulla

Sotto questo punto di vista, Wiko View 2 Pro è completo di tutto, pur non eccellendo in nessun aspetto. Il grande display da 6 pollici è ottimo per guardare un film su Amazon Prime Video o un video su YouTube, mentre l’ingresso per le cuffie da 3,5 mm ti consente di usare gli auricolari in dotazione per migliorare l’audio dello smartphone. Fondamentalmente servono un paio di cuffie – che puoi collegare anche via Bluetooth 4.2 – perché lo speaker mono dà una spinta insufficiente a soddisfarci del tutto.

Per il resto c’è il chip NFC, il led di notifica, oltre alla compatibilità con la modalità Dual-SIM – per la quale, però, dovrai sacrificare l’espansione micro SD per la memoria interna. Completano la scheda tecnica, la connettività Wi-FI e LTE (categoria 6). Da segnalare come difetto invece la presenza di un ingresso microUSB, uno standard considerato oramai superato dalla più performante USB Type-C. Assente purtroppo nella versione italiana la radio FM, che avrebbe fatto molto comodo.

Wiko View 2 Pro recensione: le nostre conclusioni

Wiko è riuscita nel suo intento: proporre un dispositivo di ottima qualità ad un prezzo accessibile a tutti. Il Wiko View 2 Pro è un buon telefono ma non è detto che sia il telefono giusto per tutti. Chi vuole solo il meglio in termini di schermo e fotocamera non potrà essere soddisfatto, ma se qualcuno sta cercando uno smartphone che sia veloce, faccia belle foto e abbia buone prestazioni, pur dovendo scendere a qualche compromesso, questo può essere la soluzione giusta. Altrimenti, se il prezzo da 250€ (scontato su Amazon) non ti soddisfa, puoi scegliere la versione base, il Wiko View 2: rinuncerai al grandangolo e a un po' di prestazioni, ma puoi portartelo a casa scontato a 160€.

Pro
Ottimo design
Buon display
Buona fotocamera…
Contro
…ma peccato per le foto in notturna
Autonomia non al massimo
Ingresso ancora micro USB
valutazione finale7.5