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iPhone 5 fuori dal commercio: un caso pieno di interrogativi

di Claudio Carelliaggiornato il 30 marzo 2015

Hanno ucciso l’iPhone 5, non si sa neanche il perché“. Citazioni musicali un po’ sarcastiche, pronte a sdrammatizzare su una questione che rimane attualmente abbastanza in disparte, ma comunque irrisolta. La corrente d’aria fresca portata da iPhone 5C e iPhone 5S, nuovi smartphone prodotti da Apple, ha inebriato tutti gli appassionati di dispositivi Apple raccogliendo un interesse più che considerevole. Infatti, le cifre di vendita da record, nonostante molti Paesi siano ancora privi di commercializzazione dei prodotti, lo dimostrano.

La società di Cupertino quest’anno ha voluto offrire una duplice proposta all’utenza, tirando fuori dal cilindro ben due nuovi iPhone. La cosa, per chi è più attento, sa di primato assoluto nella storia dell’azienda. Viste le numerose voci di corridoio che aleggiavano sulla scena da mesi ce lo aspettavamo, comunque: un iPhone 5S più veloce e con fotocamera migliorata (è ormai questa la formula della serie “S”), e un iPhone 5C “low-cost”. Anche in questo caso ci sarebbe da fare del sarcasmo, visto che le parole Apple ed economico stanno su due linee parallele che non si incontrano mai, ma che si avvicinano soltanto nella proposta di prodotti dal prezzo lievemente inferiore come iPad Mini, o iPhone 5C per l’appunto.

Bene, le aspettative erano chiare: quest’anno gli smartphone con la mela sarebbero un iPhone 5, un signor smartphone di nuova generazione presentato lo scorso anno rivisto con un prezzo di poco inferiore, un iPhone 5C dal prezzo più ridotto e con un design diverso, e un iPhone 5S con caratteristiche migliori rispetto al 5. Inutile dire che non è andata così. Quando sul palco del campus aziendale abbiamo visto la grafica relativa ai prezzi degli smartphone commercializzati, siamo rimasti decisamente sorpresi: iPhone 4S, 5C e 5S. L’iPhone 5 non sarà più commercializzato.

[img_sinistra][/img_sinistra]Ma perché? Perché uno smartphone top di gamma che è stato in grado di riscuotere un buon successo, dopo un solo anno di vita perde la sua commercializzazione? Perché il modello 4S, con ben due anni suonati, continuerà ad essere venduto per almeno un altro anno (se i periodi di rilascio dei dispositivi Apple non dovessero cambiare)? Sono domande che non trovano facilmente risposta. Chi vi scrive è stato per giorni a scuotere il capo, a spremere le meningi, e a fare ricerche su ricerche, e ha trovato delle conclusioni che comunque non giustificano un’azione di mercato che causa un non lieve malcontento tra i possessori del dispositivo.

Ad un primato di due nuovi iPhone lanciati in contemporanea si è affiancato quello di un iPhone che dopo un anno muore. È un controsenso per Apple, davvero molto grande. L’azienda da sempre può vantare della produzione di dispositivi “d’elite”, capaci anche di mantenersi longevi negli anni. Se uno di questi viene però rimosso dopo un anno, qualcosa non va. Sì, c’era effettivamente stato un precedente: iPad di terza generazione è stato un tablet che per una serie di fattori ha dovuto abbandonare presto la posizione sullo store online, e successivamente anche gli scaffali dei negozi. Questo, dotato di connettore a 30 pin, risultava essere arretrato a causa del nuovo Lightning introdotto con iPhone 5, e l’azienda ha quindi deciso di troncarne la commercializzazione per mutare immediatamente anche il mercato degli accessori che circola attorno ai dispositivi di questa categoria.

iPad 4 (per i meno profani, iPad con Display Retina) infatti, oltre ad un’ottimizzazione della batteria che nella terza generazione aveva manifestato svariate complicazioni ad un numero ristretto di utenti, e ad una rivisitazione del chipset interno in grado di rendere leggermente meglio, non ha nulla di che. Il design rimane identico, le caratteristiche fisiche anche, tralasciando il nuovo Lightning sul margine inferiore. Per iPhone 5 non è andata affatto così, anche perché non è presente nessuna criticità nelle sue caratteristiche; insomma, non ha nessuna colpa. Oltretutto, ciò che lo precede ora in ordine di rilascio decrescente è un 5S con hardware decisamente superiore, o un 5C con design e feeling stravolti, non un sostituto.

Dissensi, messi in secondo piano dall’euforia di avere due nuovi dispositivi fiammanti pronti ad accogliere iOS 7, ma pur sempre dissensi. Qual è il motivo di tale scelta estrema? “Sì, Apple quest’anno per fare l’iPhone colorato ha abbandonato l’iPhone 5“. Sembra una riflessione totalmente fuori luogo, quelle che di solito danno i fanboy passati ormai a venerare altri brand, però è effettivamente la verità. Giustifichiamola.

La nuova Apple con le nuove figure a capo delle divisioni mobili ha capito l’esigenza di dover proporre qualcosa di davvero nuovo nel settore smartphone. Un iPhone 5S non sarebbe bastato, poiché essendo dotato dello stesso identico design di iPhone 5 (e non è un’esagerazione, è identico), non avrebbe attratto più di tanto l’utenza mondiale, che oltretutto diventa sempre più abituata a ciò che la società propone. L’abitudine, se da un lato può essere considerata una forma di “sicurezza”, dall’altro non fa bene, non attrae chi ancora non è stato attratto.

Ecco quindi che la fatidica scelta di un iPhone costituito da materiali meno nobili e con un aspetto diverso arriva: il piccolo 5C. Piccolo si fa per dire, perché è pur sempre un device con display da 4 pollici e hardware praticamente identico rispetto ad iPhone 5. Il conflitto di interessi però a questo punto è evidente: stesso hardware, prezzi idealmente identici fra i due prodotti. La scelta è davvero discutibile.

[img_destra][/img_destra]Un iPhone colorato è un prodotto che in molti hanno ricercato da tempo, e che l’utenza più giovanile ha bramato fino ad oggi compensando tale esigenza con l’acquisto di Lumia variopinti. Ma è iOS il sistema che l’utente medio desidera, e Apple ha quindi voluto ascoltare tale necessità: cover e skin non bastano, che iPhone colorato sia (non apriremo in questo articolo la parentesi sulle cover di iPhone 5C). Non è tutto. L’iPhone 5C ha riportato numerosi problemi di resistenza all’usura, soprattutto nei trasporti. Se avete seguito la vicenda infatti, moltissime delle forniture giunte in Italia nei primi giorni di commercializzazione si sono rivelate scheggiate e graffiate, e lo stesso vale per gli altri Paesi.

Il nuovo iPhone 5S è prodotto con più attenzione per la cornice, e infatti le nuove colorazioni tendono ad enfatizzare decisamente meno i graffi da usura o da urto rispetto allo smartphone di generazione precedente, dove questi addirittura scintillano. Un altro punto debole debellato quindi. Ve ne è un altro: l’attenzione nell’assemblaggio e nella produzione. Un telefono come iPhone 5 ha richiesto numerose attenzioni per la realizzazione del prodotto finale. Sappiamo già bene che Apple è abituata a richiedere standard qualitativi molto elevati ai propri fornitori, ma con questo telefono le cose si sono spinte anche oltre. Era quindi impossibile mantenere la stessa concentrazione su due telefoni come 5 e 5S.

Ma, l’altro punto forte che giustifica un iPhone 5 non più presente sul mercato è il prezzo. Come abbiamo detto, lo smartphone dispone delle stesse caratteristiche del 5C, e sarebbe quindi stato un problema piazzarlo a prezzo inferiore rispetto al nuovo arrivato, oltre che svantaggioso ed incoerente. La cosa comporta però che in buona sostanza Apple si trova a produrre un iPhone 5 che abbandona l’alluminio e i materiali più pregiati, e trova il policarbonato ultraresistente, molto più economico. Ciò equivale a dire che l’azienda di Cupertino produce, con la formula di iPhone 5C, un iPhone 5 più facile da assemblare, e che pesa anche meno alle sue tasche. Quindi, anche un iPhone che costerà di meno perché con materiali meno pregiati, starete pensando.

Ovviamente no, e il vero guadagno è proprio qui. Apple proporrà iPhone 5S e 5C allo stesso prezzo con cui lo scorso anno sono stati proposti iPhone 5 e iPhone 4S, ovvero 729€ e 629€ – anche se in data [ultima_data_aggiornamento]16/04/2014[/ultima_data_aggiornamento] iPhone 5C è arrivato anche in edizione 8 GB al prezzo di 579€ – ottenendo quindi più profitti di un’ipotetica soluzione che vedeva iPhone 5 scalare a 629€.

Il problema sostanziale è che l’azienda non ha nessuna intenzione di proporre un telefono che possa essere rappresentato da cifre che si avvicinano all’abbordabile, e non prendete la cosa come una critica. La società di Infinite Loop non ha mai rappresentato un nome che propone soluzioni popolari, e ha acquisito parte del suo prestigio anche grazie a tale politica. I dispositivi Apple costano, e per questo guadagnano un certo fascino per coloro che desiderano (magari inconsciamente) distinguersi per qualcosa di costoso.

Le cose sarebbero potute andare diversamente se e solo se, come le voci suggerivano, iPhone 5C fosse stato realizzato come una sorta di telefono appartenente alla fascia media, con un prezzo vicino ai 450€, hardware meno spinto e fattezze meno pregiate. In tal modo iPhone 5 avrebbe potuto mantenere il podio in seconda posizione, a 629€, e iPhone 5S in prima, a 729€. Ma l’azienda non ci sta a far passare un prodotto come “un compromesso”, vuole che ogni device venga rappresentato come “il migliore del suo genere“. Realizzando uno smartphone di fascia media, avrebbe in qualche modo infangato la sua nomea, perdendo magari parte dell’appeal che le consente di generare ancora numeri interessanti.

Le conseguenze della configurazione scelta sono però troppo gravi. Chi possiede un iPhone 5 (come chi vi scrive), si ritrova a stringere in mano un telefono in qualche modo già vecchio, cancellato dall’azienda produttrice e dunque tendente ad una svalutazione maggiore nel mercato dell’usato. La necessità di aprirsi ad un’utenza più ampia in questo caso però ha vinto, ma d’altronde nelle aziende contano gli introiti, le cifre, le entrate, e non la soddisfazione dei clienti anche dopo mesi dall’acquisto (oppure no?). Dopo questa “svolta colorata” ci auguriamo comunque di non ricevere ulteriori colpi bassi dettati da politiche abbastanza discutibili. Questi potrebbero costituire un giorno, per Apple, un forte punto debole.