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Valentino Rossi The Game: dalla MotoGP al Rally in compagnia del Dottore

di Federico Parraviciniaggiornato il 12 agosto 2016

Non c’è che dire, gli sviluppatori dello studio milanese Milestone sono davvero instancabili. E a pochi mesi di distanza dai recenti Sebastién Loeb Rally e MXGP 2, oggi torniamo a parlarvi di un titolo proprio della software house italiana: naturalmente stiamo parlando di Valentino Rossi The Game, titolo che riprende ed espande i precedenti della serie MotoGP, focalizzandosi sulla gloriosa carriera del pilota numero 46. Tra Gran Premi, sfide in Flat Track e potenti derapate sulle quattro ruote, vediamo se la presenza del Dottore ha giovato alla nuova stagione corsistica di Milestone.

Video recensione in 60 secondi

Il paradiso dei centauri, ma non solo

Se c’è una cosa che abbiamo sempre apprezzato nei titoli Milestone è il fatto di aver sempre valorizzato un contenuto basilare come un campionato MotoGP con tanta sostanza, che si estende dalle classiche gare al Campionato, dalla Carriera fino alle prove cronometrate e al multiplayer. Quest’anno lo studio milanese ha optato per una scelta differente, abbandonando la classica nomenclatura MotoGP per abbracciare a 360° l’orbita del campionissimo delle due ruote Valentino Rossi. Inizialmente una scelta tanto curiosa ci avrebbe fatto pensare ad un titolo meno simulativo, più casual o comunque non forte di contenuti dedicati all’intero parco piloti del Motomondiale. Contrariamente alle nostre frettolose aspettative, Valentino Rossi The Game raccoglie una quantità di contenuti mostruosa, garantendo la presenza di tutto ciò che avevamo apprezzato negli anni scorsi e alzando il tiro ancora di più.

Partendo dai contenuti più canonici, a disposizione del giocatore saranno presenti tutte le classi dell’attuale stagione del Motomondiale, quindi con le tre classi al completo di MotoGP, Moto 2 e Moto 3. Dai giovanissimi ai campioni della classe regina, tutti i piloti saranno immediatamente giocabili all’interno di una gara rapida, di un weekend completo o di un intero campionato. La modalità Carriera torna anche quest’anno prendendo un evidente spunto dalla passata stagione, ma arricchendola con tutta una serie di nuovi contenuti. Partiremo come sempre, al primo avvio del gioco, a creare e personalizzare il nostro alter ego virtuale da far scendere in pista, modificabile nei dati anagrafici, nello stile di guida e nell’equipaggiamento da gara, con una serie di accessori gratuiti ed altri acquistabili con i punti accumulati via via nel gioco. L’esordio del nostro pilota avverrà ovviamente dalla Moto3 come Wild Card nelle ultime settimane del campionato, durante le quali dovremo dimostrare le nostre abilità per guadagnarci contratti sempre più prestigiosi con le migliori scuderie.

Già dalle prime battute ecco la prima grande novità: inframezzando i vari weekend di gara, entreremo a far parte della VR46 Academy, partecipando ad una serie di eventi alternativi in diverse categorie del mondo delle corse. Tra gli eventi giocabili troviamo le gare Flat Track, circuiti ibridi tra il Motocross ed il Motard in cui ci lanceremo in devastanti derapate in compagnia dei piloti del Valentino Rossi Moto Ranch.

Le prove si alterneranno tra gare secche e prove all’americana, vale a dire composte da turni eliminatori più una gara finale per eleggere il vincitore. A questa prima variante si aggiungono le prove di Drift a bordo delle potenti Ford Mustang e, soprattutto, le prove di Rally nello storico Autodromo di Monza, un appuntamento ogni anno sempre più blasonato. In virtù di queste importanti novità, la classica Carriera riesce quest’anno a far respirare una boccata d’aria fresca e a proporre una longevità assolutamente pregevole. Naturalmente le modalità di gara alternative come i Flat Track, le gare Drift e le prove del Rally di Monza sono liberamente giocabili in qualsiasi momento in modalità gara singola. In questo caso avremo maggiore libertà nella scelta dei circuiti e dei mezzi a disposizione, creando già di per sé quasi un titolo completo a parte.

La grande selezione di moto e piloti del passato farà la gioia di nostalgici e appassionati delle due ruoteValentino Rossi The Game rappresenta un must have anche per gli appassionati nostalgici del mondo delle due ruote. Insieme alle classiche gare della stagione in corso o del precedente Motomondiale 2015, il titolo propone una vasta selezione di piloti del passato. Ovviamente grande attenzione è stata focalizzata nuovamente su Valentino Rossi, giocabile dagli albori della sua carriera ad oggi e con cui potremo saltare in sella a tutte le sue moto, dalle Aprilia della classe 125 e 250, passando per gli anni in 500 con la Honda 2 tempi, con la Repsol Honda all’esordio della MotoGP, fino ai gloriosi anni in Yamaha, ivi compresa la triste parentesi con la Ducati Desmosedici di Borgo Panigale. Ciò significa che le sfide proposte ci permetteranno di impersonare anche i suoi storici rivali, tra cui Max Biaggi, Sete Gibernau, Casey Stoner e ovviamente Jorge Lorenzo. Apprezzabile è stata anche la cura nei dettagli per quanto riguarda la riproposizioni delle grande sfide del Dottore, ognuna delle quali è anticipata da una presentazione video con immagini storiche e il commento personale di Valentino Rossi. Per un parco piloti così ben nutrito ed un gran numero di modalità in cui utilizzarli, tuttavia, ci saremmo aspettata la presenza di qualche circuito storico provenienti dalle passate stagioni: infatti, un po’ siamo rimasti amareggiati dall’impossibilità di rimettere in scena un sorpasso al cardiopalma sul cavatappi di Laguna Seca o una gara sotto la scrosciante pioggia di Suzuka.

Completano la lista dei contenuti – come se già i precedenti non bastassero – una serie di prove cronometrate in cui dovremo battere i migliori tempi di Valentino Rossi su ogni circuito, e naturalmente la modalità multigiocatore, su cui tuttavia ci è impossibile sbilanciarci troppo al momento, data la nostra prova decisamente anticipata rispetto al lancio ufficiale del titolo.

È davvero il pilota a fare la differenza?

Parlando di gameplay, Valentino Rossi The Game riesce a prendere ciò che di buono era stato fatto nel precedente MotoGP 15 e valorizzarlo in meglio sotto diversi aspetti, ma non tutti. Prima di tutto, il modello di guida rappresenta ancora una volta un punto di riferimento nell’ambito dei simulatori di guida motociclistici: il sistema adottato da Milestone risulta scalabile ed altamente personalizzabile, per meglio adattarsi agli approcci dei diversi giocatori, dai semplici appassionati fino ai cultori dei simulatori. Saranno infatti presenti tutta una serie di aiuti alla guida come la frenata o lo sterzo assistito, pienamente disattivabili per avvicinarsi ad un sistema più professionale e conseguentemente più impegnativo. Lo stesso assetto della moto mette a disposizione numerosi opzioni regolabili, dalla lunghezza delle marce al bilanciamento del peso, fino alla personalizzazione di trasmissione, gestione degli pneumatici e forza frenante. Rispetto a MXGP 2, invece, non abbiamo trovato la stessa attenzione nella gestione del peso del pilota direttamente in gara, che si limita ancora una volta al solo peso portato in avanti o indietro, con conseguenze naturali in pista come improvvise impennate o stoppie in frenata.

La fisica è stata implementata in maniera corretta, permettendoci di settare una fisica di base, che ci permetterà manovre più aggressive senza grossi rischi, o una simulativa, in cui dovremo prestare particolare attenzione ad ogni minimo cambio di direzione, specialmente alle difficoltà più alte. Lo stesso vale anche per le condizioni meteorologiche del tracciato, che ci porterà a dosare sapientemente i freni sotto un sole cocente o ad accarezzare la leva del gas in presenza di pista bagnata. Ottima è stata anche la resa dei nuovi mezzi a disposizione come le moto da motard, le auto per il drift o per il Rally, tutte in grado di restituire un feeling molto realistico in pista. Chiaramente buona parte del merito va al lavoro precedentemente svolto in MXGP 2 e Sebastién Loeb Rally, di cui sono stati evidentemente ricalcati i già ottimi modelli di guida.

Un discorso diverso si applica per il nostro pilota personalizzato, che partirà da un livello di abilità base che ci metterà in netto svantaggio rispetto alla concorrenza, anche in presenza di una moto più competitiva. In questo caso sarà presente un sistema di progressione delle nostre abilità, potenziabili automaticamente al raggiungimento di determinati risultati in gara. Ad ogni livellamento delle diverse abilità, come padronanza del mezzo in curva, guida sotto la pioggia o abilità di staccata, il nostro alter ego si renderà via via sempre più competitivo e bilanciato rispetto agli avversari.

L’effetto elastico riscontrato sin dalle prime battute ci ha creato non pochi grattacapi. Milestone, ma che combini?!Un lato profondamente negativo nel corso della nostra prova – cosa che ha influenzato molto il giudizio finale – l’ha rappresentato il bilanciamento dell’IA. Gli avversari gestiti dal computer, infatti, si sono rivelati incredibilmente difficili da battere, non per una sana aggressività o per una nostra inesperienza in questo genere di giochi, ma proprio per un’evidente differenza in fatto di prestazioni in pista. Ad eccezione della velocità in partenza, ancora legata alla nostra attenzione nell’apertura del gas, la nostra guida pulita ci ha spesso penalizzati rispetto alla velocità degli avversari nettamente superiore, indipendentemente dal mezzo selezionato.

Questo sbilanciamento si è concretizzato in un fastidiosissimo effetto elastico, proprio quello che in una simulazione non dovrebbe mai essere presente: ad ogni rettilineo i nostri decimi di secondo di vantaggio tanto sudati sono stati spesso annullati in un batter d’occhio, vedendoci risucchiati da almeno 5/6 avversari in poche centinaia di metri. La stessa situazione si è ripetuta non solo alle difficoltà più alte, ma anche – a volte soprattutto – ad una classica difficoltà media, facendoci sfumare il podio per un chiaro difetto di programmazione dell’intelligenza artificiale. Sia chiaro, siamo riusciti più volte a salire sul gradino più alto del podio, ma l’impresa si è rivelata tutt’altro che semplice, costringendoci ad effettuare manovre sporche per evitare un recupero proprio sulla linea del traguardo. In sostanza, l’abilità del giocatore – in questo caso del pilota – al momento non vene assolutamente ripagata nella maniera corretta.

Alla fine le protagoniste sono sempre le moto, in tutta la loro bellezza

Dal punto di vista grafico, Valentino Rossi The Game riesce ad aggiungere e ad arricchire pochi punti, ma ottimamente. I modelli delle moto, infatti, sono semplicemente stupendi, dettagliate nei minimi particolari sia per quanto riguarda i modelli della stagione in corso, sia per quanto riguarda le due ruote del passato, dalle vecchie MotoGP alle 500, fino alle storiche 125 e 250. Ogni singola livrea, ogni adesivo, forcellone, disco dei freni è riprodotto in maniera quasi maniacale, trasportandoci nel vivo delle corse soprattutto in caso volessimo optare per la visuale soggettiva ravvicinata al manubrio. Ciò che è riuscito a migliorare l’impatto visivo rispetto al buon lavoro dello scorso anno riguarda senza dubbio il sistema di illuminazione, che crea dei giochi di luci d ombre capaci di creare degli effetti davvero notevoli sui mezzi lanciati a folle velocità. La stessa cura è stata riservata anche per le Motard e per i veicoli a quattro ruote, che riprendono – come già detto – modelli provenienti da altri titoli Milestone, allo stesso modo finemente riprodotti.

Un’attenzione inferiore, al contrario, è stata riservata ancora una volta ai tracciati. Chiariamo, la lista comprende tutti i circuiti della stagione e le piste sono riprodotte seguendo attentamente le planimetrie ufficiali, con una riproduzione fedele alle controparti reali. Tuttavia, la natura circostante e le schiere di tifosi accorsi per tifare i loro piloti preferiti risultano ancora abbastanza anonimi e spogli. Se da una parte questo aspetto passa nettamente in secondo piano una volta accesi i motori – d’altronde ci fermeremo raramente ad osservare il paesaggio -, dall’altra si è sentita anche quest’anno la mancanza della vera atmosfera festante del weekend di gara. Nello specifico, ad eccezione delle introduzioni del buon Guido Meda, non sono presenti cinematiche particolarmente esaltanti nel pre-gara, ma soprattutto manca del tutto qualsiasi tipo di festeggiamento post-gara; dunque, niente parco chiuso, niente podio, niente bottiglie stappate. Dopo il braccio alzato al cielo in caso di vittoria, ci limiteremo a passare alla gara successiva.

Nulla da dire dal punto di vista audio, con una colonna sonora azzeccata e soprattutto un grandissimo lavoro nella ricostruzione del rombo dei motori. Ogni singolo mezzo è stato attentamente registrato in tutte le sue sfumature sonore, a bassi e ad alti giri, in frenata o in accelerazione. Questo non si limita solo alle moto della classe regina MotoGP, ma si estende con la stessa cura alle classi inferiori e, allo stesso modo, anche alle moto storiche del passato. Ancora oggi i rombi assordanti delle 500 2 tempi mi riportano la mente alle lotte senza tregua degli anni passati.

Valentino Rossi The Game: le nostre conclusioni

Con Valentino Rossi The Game, Milestone punta tutto sulla quantità, senza svantaggiare così pesantemente la qualità. Giocando sulla passione per il nove volte campione del mondo, il titolo offre una marea di contenuti che spaziano in tutte le direzioni, facendo la felicità di neofiti ed esperti, con modalità di gara ben differenziate e la gradita aggiunta di alternative come il Flat Track, il Drift e il Rally. Se a questo si aggiunge la presenza di una folta schiera di leggende della disciplina, anche i nostalgici potranno trovare pane per i loro denti. Eppure, coloro che fossero alla ricerca della vera simulazione (ma non solo loro) dovranno fare i conti – almeno per il momento – con un’IA assolutamente da rivedere, che ci costringerà a diventare vittime di un terribile effetto elastico tale da farci perdere la vittoria anche dopo una guida perfetta. Siamo sicuri che Milestone si metterà al lavoro per sistemare nel più breve tempo possibile questi problemi, consentendoci di goderci pienamente la moltitudine di possibilità offerte da questo titolo.

Vi ricordiamo, infine, che Valentino Rossi The Game sarà disponibile dal prossimo 16 giugno su PlayStation 4, Xbox One e PC ed è tuttora pre-ordinabile direttamente da Amazon.

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