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USB Type-C: cos'è e i suoi numerosi vantaggi

di Giovanni Matteiaggiornato il 24 maggio 2018

Di connettori per periferiche I/O (input-output) ne esistono davvero tanti e di tutte le forme. Alcuni sono proprietari (ovvero presenti solo su alcuni dispositivi) come per esempio il Lightning per i dispositivi Apple – dall’iPhone 5 in su -, altri invece vengono abbracciati da tutti i grandi produttori hardware (molto spesso a tempi diversi) per la gioia di noi utenti.

Ne è la prova la “vecchia” versione del connettore Thunderbolt sviluppato a braccetto tra Intel ed Apple che ha visto il suo ingresso in forma esclusiva prima sui computer dell’azienda californiana prendendo il posto della Firewire (sempre sviluppata da Apple). Ma fra i tanti standard e connettori, ne esiste uno che sta facendo sempre più parlare di sé in questo periodo.

Sebbene sia presente orami da qualche tempo, sembra quasi che il mondo intero si sia realmente accorto della sua esistenza solo in seguito al rilascio del MacBook 2015 di Apple. Verrebbe da dire che anche qui siamo di fronte ad un classico esempio di realtà distorta, dove solo in seguito al rilascio di un dispositivo chiacchierato l’utenza si rende conto effettivamente di quali novità porti con sé una nuova tecnologia.

Con la USB 3.1 Type-C è possibile trasmettere anche segnale videoSia chiaro che il MacBook sopraccitato monta la USB 3.1 Gen 1 che usa il signal rate a 5 Gbps, a differenza di altri che invece montano la USB 3.1 Gen 2 con un signal rate a 10 Gbps. Ma cos’è allora questa USB Type-C di cui tutti parlano? E come si rapporta questo con la USB 3.1? Effettivamente un po’ di confusione è stata creata non si sa bene da chi e ciò comporta che molto spesso si tenda a pensare che la “Type-C” sia un connettore a sé stante, diverso dalla USB 3.0.

La realtà dei fatti è però completamente diversa da quanto si pensi generalmente; la USB Type-C oggi non è altro che la USB 3.0 (ne avevamo già parlato nel nostro focus a riguardo), dove con questa nomenclatura si vanno a descrivere alcune caratteristiche tipiche di questo connettore. Per completezza di informazione esiste anche la Type-A che è sempre USB 3.0 ma che, a differenza della Type-C, condivide alcune peculiarità con le sorelle USB 3.0 e 2.0.

Quali? Banda a parte, la Type-A eredita il nuovo first world problem di questi ultimi anni: essa può essere inserita correttamente solo con una delle due facce del connettore, proprio come tutti gli altri connettori USB presenti nel mercato. La USB Type-C invece ha un connettore completamente diverso dagli altri; non solo come dimensione – è più piccolo e fino – ma è anche possibile inserirlo nel connettore femmina senza badare a quale faccia è rivolta verso di noi. Nel quotidiano questo cambiamento può sembrare futile o quantomeno risibile, ma è innegabile che avere un connettore capace di essere inserito senza badare a quale faccia si stringe fra le dita è un vantaggio non da poco – provare per credere. In questo caso è possibile quindi saggiare la sensazione di liberazione che milioni di utenti hanno provato passando dal vecchio connettore a 30pin dei dispositivi Apple mobile, verso il nuovo cavo Lightning.

Il concetto che c’è alla base dell USB 3.1 è invece differente: a prescindere dal connettore, Type-A o Type-C, le performance sono migliorate notevolmente. Per non tagliare le gambe ai milioni di dispositivi lì fuori nel mercato, fa piacere che la nuova USB 3.1 è completamente retrocompatibile con i vecchi formati andando però a minare le prestazioni di trasferimento. Per intenderci è lo stesso problema che si crea quando su un computer con porte USB 2.0 si utilizza una chiavetta USB 3.0. Ma non è questione solo di velocità, retrocompatibilità, reversibilità; la USB 3.1 supporta anche vari profili energetici (12 V e 20 V a 5A). Il grande vantaggio è che adesso tramite il connettore USB è possibile alimentare e ricaricare un gran numero di dispositivi, tra cui anche il MacBook 2015 che abbiamo nominato prima e il Google Chromebook Pixel.

 

Grazie alla USB Type-C arriveranno computer sempre più sottili

 

Detto ciò, quali prodotti sono attualmente acquistabili e che montano la USB Type-C? Partendo dal più recente e molto chiacchierato OnePlus Two che come sappiamo è stato annunciato pochissimi giorni fa (è lecito aspettarsi nei prossimi mesi l’arrivo di numerosi smartphone Android con connettore Type-C), su Amazon è possibile trovare un gran numero di dispositivi type-c ready: per esempio abbiamo il tablet Nokia N1, nuove memorie USB ibride come quella presentata da Sandisk con connettore USB 3.0 full size e connettore USB 3.0 Type-C o i tanti cavetti che sempre più spesso vengono messi in vendita sullo store di Bezos.

Ma non è soltanto una piccola rivoluzione che investirà il mercato mobile (smartphone e tablet in primis); anche i PC tradizionali – i cassoni per intenderci – e i notebook gioveranno dell’arrivo della USB Type-C. Sebbene non abbia fatto i salti di gioia durante la presentazione del MacBook 2015 (prezzo troppo elevato), è innegabile che per quanto riguarda comodità e portabilità la soluzione offerta dalla USB 3.1 è fuori discussione. Teniamo bene a mente che tramite la USB Type-C 3.1 è anche possibile far passare il segnale video, qualcosa su cui ASUS ha già dato modo di controllare sapientemente con il display esterno MB168B; quindi, ricapitolando, con un unico cavo è possibile alimentare il proprio computer e far passare anche il segnale video per un monitor esterno che, a sua volta, viene auto-alimentato – scusate se è poco.

Dispositivi più fini, leggeri, portabili significa meno problemi per noi utenti che proviamo a restare sani di mente nonostante la perpetua e silenziosa battaglia contro i tremila cavi diversi per attaccare questa o quella periferica. Per tutti quelli che giustamente storcono il naso di fronte all’idea di avere un portatile con un’unica porta USB (vi capisco, davvero) vengono in soccorso i tanti hub che sempre più stanno prendendo piede su Amazon. Per esempio questo permette di estendere di molto le potenziali di un portatile con connettore USB 3.0 Type-C aggiungendo due porte USB 3.0 aggiuntive, un lettore di schede SD, schede TF ed una entrata Ethernet.

Come capita spesso nel settore tecnologico dopo l’iniziale e umano sentimento di diffidenza, solo provando nella vita quotidiana un nuovo prodotto o come in questo caso un nuovo connettore si abbandona la sensazione di sgomento per lasciare spazio all’eterna domanda taciuta: come ho fatto a vivere prima d’ora senza questo?