Il forse ultimo saluto di Nathan Drake con Uncharted 4: Fine di un Ladro

Ho avuto difficoltà nello scrivere questa recensione. Davvero. Più proseguivo l’avventura di Uncharted 4 e meno parole riuscivo a formare nella mia testa per poter descrivere questo videogioco.

Sono arrivato a guardare i titoli di coda con un’enorme sensazione di vuoto dentro di me, sensazione addirittura anticipata dai due personaggi principali nelle battute finali delle vicessitudini di quella che è una splendida avventura che ogni giocatore che si definisce tale dovrebbe vivere sulla propria pelle. Un’avventura che segna probabilmente la parola Fine ad una serie che ha avuto il suo esordio su PlayStation 3 nell’ormai remoto 2007 e che ha trasportato i giocatori negli angoli di tutto il globo alla ricerca di questo o quel tesoro perduto. Naughty Dog confeziona l’avventura per eccellenza, per quello che è un gioco che non posso che consigliarvi, magari anche risparmiando un bel gruzzolo anche se non avete acquistato una PlayStation 4 (potete sempre farlo prendendo due piccioni con una fava scegliendo il bundle PS4). Vediamo il nuovo capitolo delle avventure di Nathan Drake all’interno della nostra recensione.

Digna factis recipimus

Uncharted 4

Il peso degli anni si fa sentire per tutti, anche per gli avventurieri dalla battuta sempre pronta. La tranquillità di una vita normale insieme alla propria dolce metà non fa di certo schifo, per quello che è il lasciarsi una vita adrenalinica e con mille pericoli alle spalle e nei ricordi in soffitta. Fino a quando non scopri che tuo fratello creduto morto quindici anni prima era in realtà in quasi perfetta salute, solo rimasto dentro una prigione a Panama mentre noi eravamo riusciti a scamparla per un pelo. Fino a quando quel ritrovo familiare non fa che riaccendere la sete di avventure e scoperte tanto da mollare tutto, raccontare una scusa alla bellissima Elena e partire insieme a Sam e l’amico/mentore Sully alla ricerca di un vecchio tesoro pirata inseguito fin dall’adolescenza.

Uncharted 4 trasporta il giocatore in quella che è una vicenda tanto splendida da giocare quanto da assaporare nella sua narrazione, esposta tramite cut-scene dalla splendida fattura, dialoghi con il compagno durante fasi di gameplay e documenti da trovare in giro, leggere e custodire all’interno del proprio diario. L’avventura principale oltre che durare decisamente di più degli scorsi capitoli – qui si parla di una quindicina di ore – abbandona anche il tema del sovrannaturale in qualche modo inserito all’interno dell’avventura dei precedenti titoli, e riesce ad equilibrare in modo perfetto e certosino la composizione delle varie fasi di gioco che si dividono tra esplorative, narrative e di azione.

Uncharted 4: Fine di un Ladro è uno di quegli ottimi motivi per iniziare a risparmiare soldi e acquistare una PlayStation 4L’esperienza di Naughty Dog per questo quarto capitolo è passata però anche da quello che nel 2013 è stato pubblicato con il nome di The Last of Us; andando ad inserire all’interno della produzione statunitense una dimensione umana e drammatica fino ad ora semisconosciuta all’interno del mondo dei videogiochi (se non appunto introdotta da TLoU) e un’attenzione per i dettagli che definire maniacale sarebbe anche riduttivo. Il risultato è quello di un videogioco splendido sotto ogni punto di vista e su cui davvero non ci sarebbe nient’altro da dire «compratelo e vivetelo, davvero», che riesce ad elevare diversi aspetti a standard che non appartengono al media videoludico, piuttosto quello hollywoodiano, ma che non si dimentica neanche per un secondo che c’è comunque un giocatore che stringe un joypad in mano, soddisfacendolo con un gameplay che forse non discosterà più di tanto dai precedenti esponenti della serie ma che in questo Uncharted 4 ne esce più rifinito, bilanciato e ancora più appagante, specialmente a difficoltà Difficile – è proprio con questa difficoltà che vi consiglio di consumare il gioco, a meno che non siate neofiti del panorama videoludico.

Sto cercando il mio fratellino

Si corre, si salta, si spara e si vivono i drammi e le emozioni dei personaggi. Tutto questo in Uncharted 4 è lanciato in orbita a livelli qualitativi imbarazzanti (in senso buono). Il passaggio alla nuova generazione ha potuto regalare, grazie alla maggior potenza computazionale, ambienti molto più vasti che in un paio di momenti sconfinano in sezioni free roaming. Niente a che vedere con la libera esplorazione della bella Lara negli ultimi Tomb Raider e Rise of the Tomb Raider, ma la linearità della prosecuzione è ora impreziosita da ambienti che si lasciano esplorare in vari anfratti e punti ciechi, magari alla ricerca di uno dei quasi duecento tesori da scovare nel corso dell’avventura.

Uncharted 4

Le “arene” dove si spara sono vaste e permettono diversi approcci sia da parte nostra che da parte delle numerose unità nemiche che non si perderanno d’animo nel cercare di aggirarci e coglierci sempre sul fianco. L’avventura affrontata a difficoltà Difficile permette di godere di questi ampi scambi di piombo, e sottolinea con maggior spessore la nostra infinita minoranza numerica contro l’esercito che dovremo fronteggiare. È in questi frangenti che si utilizza giocoforza due interessanti implementazioni in Uncharted 4: il rampino e le fasi stealth. Partiamo appunto da queste ultime, onde evitare di causare perplessità inutili nel lettore: come nei precedenti Uncharted poteva accadere, anche in questo quarto capitolo si potranno eliminare le varie truppe nemiche senza essere scoperti.

Uncharted 4Grazie alla vegetazione più alta in cui nascondersi automaticamente (in modo non troppo differente da Assassin’s Creed: Black Flag) e ad un sistema di marcatura dei nemici – disattivabile nelle opzioni – è possibile farsi strada per eliminare silenziosamente le varie unità, in modo da poter superare lo scontro a fuoco senza essere scoperti e quindi senza sprecare alcuna pallottola. Niente di obbligatorio chiaramente e anche senza una grandissima profondità nelle meccaniche dato che non è possibile spostare i cadaveri per nasconderli, ma in ogni caso ora si può applicare un duplice approccio in quasi tutti gli scontri a fuoco in cui verremo lanciati. Il rampino invece sarà molto utile anche in fase di combattimento oltre, ovviamente, in quella dell’esplorazione: potendo oscillare a destra e manca offriremo un difficile bersaglio ai i nostri avversari, per non parlare della possibilità di atterrare direttamente sopra i nemici per eliminarli in un unico colpo sfruttando l’elevata verticalità delle aree di gioco.

L’azione durante le sparatorie dunque è altissima e la soddisfazione al termine di un lungo e duro scontro è palpabile. Forse solo le armi da fuoco non si presentano in una chissà quale grande differenziazione, ma sinceramente mi è parso un aspetto molto marginale nei termini complessità dell’intera produzione. Le fasi più rocambolesche non si limitano certo alle sparatorie, grazie anche a sequenze da vivere ora a bordo di veicoli, ora correndo a perdifiato dovendo sfuggire e mettersi in salvo dal pericolo di turno: che sia un enorme blindato che non vuole proprio smetterla di inseguirci, alle varie strutture che hanno un debole per il crollo proprio al nostro passaggio.

Uncharted 4Non mancano neanche diversi enigmi con cui confrontarsi nel corso dell’avventura: quasi tutti prevedono l’utilizzo del nostro diario per essere risolti, ma sono tutti marchingegni che richiedono una buona dose di osservazione e un pizzico d’arguzia, anche se comunque il gioco ci verrà incontro prima con frasi di Nathan, Sam o Sully, poi con l’indicazione precisa di un indizio da considerare. Non vi troverete mai bloccati insomma, anche se gli enigmi non sono proprio il vostro pane quotidiano.

Chiudono il gameplay diverse sezioni adibite alla narrazione in senso stretto, dove al posto di scalare e arrampicarci, dovremo semplicemente camminare e/o esplorare un’ambientazione limitata ai fini della prosecuzione narrativa nuda e cruda. Un collante che riesce ad unire tutta l’avventura in modo anche da far rallentare il ritmo di tanto in tanto, in modo da prendersi un respiro tra un’arrampicata e una sparatoria, e perché no, anche per rimanere ancora più stupefatti quando si posano gli occhi sulle magnificenze del motore grafico.

The devil is in the detail

Se il punto più alto dal punto di vista grafico nella produzione home console della generazione attuale è detenuto da The Order: 1886, Uncharted 4 ci va molto, molto vicino. Naughty Dog spreme la PlayStation 4 neanche fosse un limone sotto uno schiacciasassi e il risultato al colpo d’occhio è qualcosa che si fa fatica a distingue da un film in computer grafica.

L’avventura principale è molto più longeva dei precedenti capitoli, ma questo non impedisce di provare una grande sensazione di vuoto quando si finisce il giocoNon sono paroloni dettati dall’hype o per fare complimenti più grandi di quanto il titolo non meriti, è che veramente Uncharted 4 graficamente fa spavento. Ogni minimo dettaglio è riprodotto nei minimi particolari; le ambientazioni – che varieranno decisamente per tutto il corso dell’avventura – sono stupende da vedere: le sferzate di neve in Scozia, le limpide acque tropicali mentre si è alla ricerca della leggendaria città di Libertalia, gli oggetti e i ninnoli contenuti in ogni casa o abitazione, il fango e la polvere del Madagascar. L’esplorazione delle ambientazioni è favorita anche per il fatto di voler vedere ogni singolo anfratto del gioco per via della qualità riposta in ogni singolo ambiente. La possibilità di fermare l’azione in qualsiasi momento – anche durante le cut-scene – premendo le due levette per attivare il photo mode lancia il gioco in quelle che sono vere e proprie cartoline di spettacolarità grafica.

Uncharted 4

I personaggi sono modellati a regola d’arte, le animazioni poi, di un realismo unico – anche perché nessuna è fatta in modo artificiale, ma sono tutte effettuate tramite motion e face capture. Sempre parlando di animazioni, il gioco ne ha in quantità, tutte contestuali in base all’ambientazione in cui ci troviamo nel corso dell’avventura, e anche in base alla posizione precisa del nostro personaggio: mettetelo sul bordo di un dirupo per lasciare Nathan a rapide e nervose occhiate oltre il precipizio, oppure vederlo dolorante dopo l’ennesimo crollo di turno. Le cut-scene senza soluzione di continuità, riprodotte ovviamente col motore grafico del gioco, mostrano poi la totale espressività dei personaggi: le discussioni umane tra Nate ed Elena traspaiono anche senza il proferire di alcuna parola, esternate semplicemente dagli sguardi ora preoccupati ora innervositi. La testardaggine ostinata di Samuel o la compostezza di Victor. Sarete incollati ad ogni singolo filmato neanche fosse la vostra serie TV preferita.

Il frame rate del gioco è cappato a 30 fotogrammi al secondo, anche se in alcune, limitate, sezioni è possibile notare qualche calo qua e là, ma niente che vada ad inficiare o rovinare l’esperienza del gameplay; anzi, se non si stacca gli occhi dalla magia e magnetismo del gioco sarà anche difficile notarli.

Uncharted 4

Splendida è la colonna sonora composta da Henry Jackman: personalmente trovo meno epico l’arrangiamento del tema principale, ma forse appunto perché in questo Uncharted 4 si sente meno il tono di epicità e più malinconia e/o drammaticità. Buono come sempre il doppiaggio in lingua nostrana, anche se comunque è possibile settare il parlato (e i sottotitoli) nella lingua che più si preferisce. Come sempre di mio preferisco affrontare un titolo con il suo doppiaggio originale, ma appunto è una semplice fissazione personale.

Salti e spari in compagnia

Ho deciso di dedicare un capitolo a parte alla natura multigiocatore di Uncharted 4, più che altro per il suo essere una modalità di contorno e accompagnamento, magari per spezzare il ritmo tra una sessione e l’altra dell’avventura principale. Vista anche nella sua fase beta, gli scontri online presentano tutto il gameplay delle sparatorie del gioco principale, fomentate con qualche elemento in più dato dai poteri sovrannaturali ora pescati dai precedenti episodi, ora inventati di sana pianta, e dei personaggi di supporto da chiamare. Si ottiene denaro mediante le varie uccisioni e dal raccoglimento di tesori sul campo di gioco, e con essi sarà possibile acquistare e lanciare in campo le due presenze di cui sopra, o anche acquistare un upgrade per il proprio oggetto che siano granate, fumogeni o kit medico di turno.

L’azione a schermo è qui lanciata al doppio della velocità, per 60fps sempre stabili in qualsiasi occasione. Il downgrade grafico è ovviamente presente, ma come sempre se siamo concentrati in uno scontro serrato in multigiocatore è difficile mettersi a notare le differenze grafiche tra una modalità e l’altra, preferendo invece non farsi aggirare dal team avversario e rimanere falciati senza pietà.

Le modalità disponibili sono poche, per una decina scarsa di ambientazioni; è possibile acquistare diversi item estetici sia tramite valuta da guadagnare vincendo partite e sfide, sia tramite microtransazioni per chi volesse subito la maschera da sci da far indossare ai propri personaggi, ma niente ovviamente che vada a toccare le abilità o la potenza nel mentre di una partita.

È sicuramente una modalità divertente e scanzonata, ma ecco: non è sicuramente il fulcro dell’esperienza offerta da Uncharted 4.

Le nostre conclusioni su Uncharted 4: Fine di un Ladro

Pro

  • Un'avventura longeva e divertente
  • Estrema cura in ogni minimo particolare
  • Uno dei motivi per cui comprare PlayStation 4
Contro

  • Non una grande differenziazione nelle armi
  • La sensazione di vuoto che ti assale nei titoli di coda
9

Giulio Tedesco


Vorrei poter dare il voto pieno ad Uncharted 4, ma non mi sento di elevare un gioco alla perfezione assoluta. L’avventura è magnifica e molto più lunga dei precedenti capitoli; i temi trattati sono maggiormente reali tanto nel tesoro di turno da trovare, tanto quanto nei drammi umani narrati e che coinvolgono un fratello ritrovato, un mentore che non si vede da anni e una moglie a cui si ha paura di dire la verità su quello che sta accadendo. Uncharted 4 è forse il capitolo ultimo di una serie – starà a Naughty Dog decidere le sorti di un eventuale seguito, anche se vorrei finisse così e basta – ma se fosse effettivamente l’ultimo non potremo definirci più soddisfatti dello splendido lavoro confezionato da coloro che vent’anni fa ci regalavano i vari Crash Bandicoot – di cui è possibile giocare un livello anche dentro al gioco.

Uncharted 4: Fine di un Ladro (insieme alla precedente Uncharted: the Nathan Drake Collection) rappresenta un’ottima ragione per acquistare una PlayStation 4 se ancora non lo avete fatto. Una generazione di console casalinghe che ancora pecca di numero per quanto riguarda i titoli memorabili e che rimarranno scolpiti nella memoria dei giocatori, ma sicuramente Uncharted 4 è uno di questi.

Lo trovate ovviamente in esclusiva PlayStation 4 acquistabile direttamente da Amazon.it ora ad un prezzo di 61€, costo sicuramente valido per la qualità e longevità che il titolo offre all’utente. Sono disponibili anche due versioni speciali chiamate Special Limited e Collector’s proposte a 94€ e 110€, le quali comprendono il solito pacco di materiale aggiunto come una steelbox, artwork, skin multigiocatore e nel caso della versione più costosa, anche una statuetta di Nathan Drake da 12″.

È presente anche un Season Pass chiamato Espansione Triplo pack che, per 25€, andrà ad aggiungere un contenuto rivolto al giocatore singolo e due per la componente multigiocatore: per la parte online le aggiunte andranno ad inserire armi, emote e skin varie a quelle già presenti; le varie mappe e modalità di gioco infatti saranno inserite nel corso dei mesi tramite aggiornamenti gratuiti. Per il giocatore singolo invece ancora non ci sono piani concreti a riguardo, ma il Creative Director Neil Druckmann ha espresso come lo spirito alla base del DLC per il giocatore singolo – il primo della serie Uncharted – sarà lo stesso di Left Behind per The Last of Us.

Uncharted 4 video recensione

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