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Tropico 6

Tropico 6

di Stefano Zocchiaggiornato il 11 febbraio 2019
attesamedia
La storia del prodotto
Questa pagina raccoglie tutte le news a tema Tropico 6 ed è costantemente aggiornata. Il contenuto in cima è il più recente e l'ultimo aggiornamento risale al 27 Maggio 2019.
Tropico 6: la nostra prova a Gamescom 2018

Buenos dias, El Presidente! La serie di Tropico, annoverata tra i migliori giochi gestionali  e che simulano dittature caraibiche con una buona vena di humour nero, torna alla ribalta con l’annuncio di Tropico 6, ultimo lavoro di Limbic Entertainment.

Tropico 6 news: tutte le novità conosciute ad oggi

Il trailer ufficiale sottolinea immediatamente la caratteristica principale del titolo: Tropico 6 presenterà tematiche moderne, mostrando El Presidente che naviga su Twitter con una chiara ispirazione a certe figure istituzionali internazionali.

Tropico 6 ambientazione

La serie di Tropico, nata nel 2001, è presto diventata uno dei più conosciuti gestionali sul mercato grazie alla sua ambientazione unica: i giochi esplorano la simulazione di un regime tropicale, con riferimenti impliciti (ma molto evidenti) a Cuba, Filippine e ad altre isole. L’obiettivo del giocatore è semplice: interpretando El Presidente, il personaggio a capo del governo che si occupa di fare in modo che tutto funzioni a Tropico, dovremo garantire la stabilità della nostra nazione, gestendo alleanze e fazioni politiche, costruendo le strutture necessarie e scegliendo dove collocarci sullo scacchiere internazionale.

Ma la caratteristica principale della serie è che stabilità è un termine moralmente relativo: per poter governare per bene il territorio bisogna dare una parvenza di democrazia, e assicurarsi sia che il popolo non abbia intenzione di ribellarsi sia che siamo sempre noi in comando alla fine delle elezioni. E per ottenere questo risultato ci sono molti metodi: si può cercare di portare avanti una politica che soddisfi tutte le esigenze di ogni parte sociale o far sparire direttamente le persone più scomode abbracciando la vena dittatoriale dell’ambientazione, una scelta condita dall’humour nero che caratterizza la serie, mostrando il modo spesso assurdo con cui vengono giustificate queste situazioni. E, durante tutto ciò, non bisogna mai dimenticarsi di spostare dei fondi sul conto svizzero di El Presidente, perché il suo lavoro di presidente merita di essere compensato a dovere.

Tropico 6 gameplay

Il gameplay di Tropico è sofisticato, e richiede pazienza e molta voglia di sperimentare. I sistemi che formano il gioco vanno a creare un insieme di costruzione dei palazzi e gestione economica che richiedono al giocatore di saper gestire il proprio territorio sia dal punto di vista geografico che amministrativo, con in più una componente politica e dittatoriale che soddisfa chi di noi trova Sim City troppo banale. L’attrattiva principale della serie è la libertà di scelta che permette di decidere che tipo di politico saremo, lasciando a noi la decisione di interpretare un governatore illuminato e pacifista o un dittatore brutale, a seconda di cosa ci diverte di più. Dovremo decidere come accumulare risorse e a cosa destinarle, se risolvere problemi come la mancanza di abitazioni o servizi oppure destinarle ad altri fini.

Una novità di Tropico 6 è che per la prima volta controlleremo un atollo invece di una singola isola, formato da diversi territori che potremo connettere tramite ponti e collegamenti via nave. Un’attenzione particolare alle infrastrutture, quindi, che porterà a un diverso tipo di organizzazione territoriale, facendoci riflettere sulla posizione in cui piazzeremo le nostre fabbriche o fattorie e a decidere se specializzare ogni isola in un settore specifico o cercare di mantenere un’insieme più omogeneo. L’attenzione al sistema dei trasporti è particolare anche a causa di un cambiamento nel modo in cui vengono impiegati i lavoratori, trasformati in cittadini completamente simulati che potranno ora essere produttivi solo nel momento in cui si trovano nel loro posto di lavoro. Ridurre il numero dei pendolari al minimo necessario sarà quindi un enorme vantaggio, assieme al considerare quanto tempo questi cittadini passano in bar o a far nulla.

Le isole collegate da questi trasporti potranno essere decorate con monumenti saccheggiati da altri paesi, dando un tono molto più colonialista al gioco. E parlando di colonialismo torneranno le ere storiche di Tropico 5, in cui poter accompagnare la nascita della nazione di Tropico dal periodo coloniale attraverso guerra mondiale, guerra fredda e infine l’età moderna.

El Presidente non è solo una figura rappresentativa, ma anche un personaggio del gioco: unico cittadino che potremo controllare direttamente, il nostro avatar potrà visitare i vari luoghi e palazzi delle nostre isole per fare ispezioni o motivare i cittadini, o fare comizi elettorali con meccaniche dedicate, una nuova aggiunta che – assieme a un nuovo sistema di ricerche con cui sbloccare abilità politiche – rende ancora più interessanti le campagne elettorali che dovremo affrontare per garantire che Tropico possa continuare a prosperare sotto la nostra guida illuminata, ovviamente protetti dalle nostre guardie del corpo per evitare le mire di cittadini scontenti. Creato con l’Unreal Engine 4, il gioco sembra molto promettente dal punto di vista grafico, ma aspettiamo la fase di recensione prima di dare qualunque tipo di giudizio tecnico.

Tropico 6 anteprima: la nostra prova a Gamescom 2018

In uno stanzino nell’edificio 2 della Gamescom 2018 abbiamo potuto provare personalmente Tropico 6, dando un’occhiata a come si presenta coi nostri occhi. La nostra prova è stata effettuata “con accompagnatore”, assieme a un membro del team di Kalypso Media che ci ha accompagnato attraverso due missioni illustrandoci i vari edifici e le varie meccaniche e rispondendo a ogni nostra domanda. È stato necessario: Tropico 6 è un gioco che richiede ore prima di poter notare i risultati delle nostre azioni, e non avremmo avuto il tempo di analizzare da soli tutte le caratteristiche.

La prima missione che abbiamo sperimentato ci vedeva a capo di un’isola piratesca dell’era coloniale vagamente ispirata a Tortuga, famoso rifugio per corsari e bucanieri nascosto da montagne e scogliere impenetrabili. Proprio a causa di questo tipo di isola si è reso necessario utilizzare la nuova meccanica dei raid pirateschi, che partono da edifici specifici e con cui abbiamo potuto lanciare al saccheggio i pirati della nostra isola per garantirci risorse impossibili da coltivare su questo territorio desolato.

I sistemi di gioco sono concatenati tra loro: le distillerie di rum della nostra isola necessitano di zucchero, che però non siamo in grado di coltivare e può essere ottenuto solo rubando o commerciando. Per poterlo comprare bisogna però che la nostra isola si trovi sulla rotta commerciale di una delle flotte che vagano per i Caraibi, la cui tratta viene generata casualmente ogni sei mesi, o che potevamo assicurarci completando una quest per una delle fazioni del gioco (che, nell’era coloniale in cui giocavamo, erano i Rivoluzionari e la Corona, che ci aveva affidato il ruolo di governatore dell’isola ma che potevamo tradire per cercare l’indipendenza).

Un sano mix di casualità e ricompensa, insomma, che ci metterà davanti a scenari imprevedibili ma che ci darà anche la possibilità di ottenere stabilità economica se siamo in grado di sfruttare la nostra abilità politica. Abbiamo confermato inoltre che i raid non andranno a influenzare il nostro rapporto con fazioni o superpotenze, a cui sono dedicati sistemi a parte, con l’esclusione dei monumenti: rubare la Hagya Sophia ci ha consentito certo di ottenere un enorme buff al nostro servizio sanitario, ma ha finito anche per renderci nemici della Turchia e di tutta la sfera di influenza ad essa legata.

Tra le novità di questo episodio spicca il palazzo di El Presidente, che presenta alcune nuove meccaniche. Oltre al poterne personalizzare l’aspetto aggiungendo diversi tipi di extra (nel nostro caso un gigantesco acquario sul tetto che gridava al popolo il nostro disinteresse per le sue difficoltà economiche) il palazzo può essere spostato direttamente in altri luoghi dell’isola, smantellandolo e ricostruendolo automaticamente nel caso decidessimo che preferiamo una posizione diversa.

La situazione che abbiamo provato era una Missione, uno scenario con obiettivi che ripercorre una delle tappe della storia di El Presidente e del suo braccio destro Penultimo. Di queste missioni il gioco ne avrà un totale di 15, con diverse condizioni di vittoria, a cui si aggiungono 15 mappe sandbox dove poter costruire il nostro paradiso tropicale senza nessun finale in vista. Ci sarà una modalità di creazione casuale della mappa, che ci permetterà di giocare in scenari sempre diversi, ma alla domanda se il gioco includerà un editor di terreni lo sviluppatore ci ha risposto che non avevano ancora deciso se sarebbe stato presente nel gioco.

La durata di queste missioni o modalità varia a seconda del nostro tipo di gioco, che sia più rilassato o dedicato a ottenere risultati il prima possibile, e Kalypso stessa ci ha confermato che è quasi impossibile stimare la durata effettiva di questa modalità di gioco. Una sorpresa ci è stata riservata da un dirigibile della polizia, che si aggirava per l’atollo della seconda missione che abbiam provato (questa ambientata nell’età moderna e a tema turistico). Questo veicolo aveva una funzione di stazione di polizia mobile, in grado di abbassare il livello di crimine nelle aree che sorvolava; un’idea interessante, purtroppo difficile da testare dato che a causa di un bug il dirigibile non si spostava dalla sua posizione iniziale. Se si aggiunge il fatto che l’UI era ancora in fase di sviluppo, è evidente che il gioco non è ancora pronto per il lancio e ci sono cose da sistemare in quei mesi che ancora mancano alla data.

Tirando le somme siamo rimasti cautamente ottimisti, ma sottolineiamo cautamente: il gioco promette bene e sembra già essere molto curato, ma il fatto che ancora non siano stati definiti alcuni dettagli essenziali e la presenza di bug nella build non sono dettagli da ignorare, soprattutto considerando che il gioco è già stato rimandato una volta spingendo la data di lancio a gennaio 2019 (estate 2019 per le console). In ogni caso confidiamo che lo sviluppatore userà i mesi restanti per risolvere questi problemi, e verificheremo con attenzione il risultato finale nella nostra recensione.

Tropico 6 beta

Non si hanno notizie di una beta al momento, ma terremo d’occhio i canali con cui comunica lo sviluppatore per informarti appena sarà annunciata.

Tropico 6 trailer

In questo trailer ufficiale, con cui il publisher Kalypso Media ha rivelato il gioco, possiamo vedere El Presidente che ascolta preoccupato le notizie alla radio, tra Brexit e altre spinose situazioni politiche moderne, e prende la decisione (annunciandola su “Spitter”) di tornare in politica e accettare la candidatura a presidente di Tropico.

El Presidente tiene quindi uno dei suoi famosi comizi elettorali in cui afferma di voler prendere una direzione diversa dal populismo moderno, costruendo ponti invece di mura – ma il suo stesso luogotenente non pare convinto dalla qualità del ponte appena inaugurato. È un nuovo inizio per Tropico: il nostro protagonista vuole trasformare l’atollo in un paradiso tropicale, con politiche di apertura che guardano al progresso e a una nazione più giusta per i suoi cittadini. Eppure, in puro stile El Presidente, il suo discorso si conclude con un minaccioso “Per un futuro migliore, votate per me! Altrimenti…” e la rivelazione che l’intero comizio era stato creato artificialmente, con una folla registrata.

Tropico 6 requisiti

Tropico 6 richiederà 8 GB di RAMun processore da 3 Ghz per poter essere giocato, con una scheda grafica con 2 GB di memoria (partendo quindi da Radeon HD 7870 e Geforce GTX 750 e modelli successivi). Questo quantomeno per i requisiti minimi; i requisiti consigliati sono circa il doppio, più alti rispetto a quelli che ci saremmo aspettati, e richiedono 60 GB di spazio su disco.

Tropico 6 uscita e prezzo

Precedentemente spostata a gennaio, la data di uscita è stata spostata ancora una volta al 29 marzo 2019 per PC e in estate per le console, anche se per compensare l’attesa sarà fornito gratuitamente il primo DLC a chi aveva già preordinato il gioco. È complicato stabilire il prezzo al momento, dato che il publisher non lo ha ancora annunciato e il costo dei vari titoli precedenti oscilla di molto nel corso del tempo; possiamo stimare un prezzo di partenza sui 50€ che potrebbe variare a seconda della piattaforma su cui vogliamo giocare il gioco, disponibile per PlayStation 4, Xbox One e PC.

22 agosto 2018
Tropico 6, un primo teaser diffuso su internet

Tropico 6 rumors: quello che sappiamo fino adesso sul nuovo titolo

Ancora non ci sono conferme ufficiali da parte di Kalypso, ma pare che un leak abbia rivelato un teaser trailer di Tropico 6, sesto gioco del franchise basato su una finta dittatura tropicale. Caricato da quello che pare essere un canale YouTube turco, sembra molto difficile che si tratti di un troll, vista la qualità del filmato mostrato.

Nel filmato si vede El Presidente scrivere su Twitter, su un account che, curiosamente, esiste e pare aver twittato esattamente le stesse cose mostrate nel video. Aspettiamo notizie ufficiali da parte dello sviluppatore o del publisher.

1 giugno 2017