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Tronsmart T6 recensione: non chiamatela cassa Bluetooth economica

Tronsmart T6 recensione: non chiamatela cassa Bluetooth economica

Tronsmart T6 è una cassa Bluetooth dal design minimal ma che nasconde delle ottime qualità quando si parla di musica / Ultima modifica il

Al di sotto dei 50€ è possibile acquistare una gran moltitudine di casse Bluetooth. A questo prezzo l’utente si aspetta solo una cosa: un’audio appena discreto e adatto ad un ascolto casuale, non di certo pensato per godere appieno i brani dei propri gruppi preferiti. Questa teoria è valida per il 99,99% dei casi, tranne per il Tronsmart T6, ovvero il protagonista di questa recensione.

Come mi capita ormai da diverso tempo quando mi approccio a provare un prodotto di questo genere, preferisco partire con aspettative molto molto basse, in modo da non restare particolarmente deluso nel caso si rivelasse un prodotto di bassa lega. Tronsmart T6 è stato in grado di farmi passare dallo scettico all’entusiasta nel giro di un paio di ore. Scopriamo il perché.

Design: minimale e azzeccato

Con quasi 20 centimetri di altezza e 7,5 centimetri di diametro, il Tronsmart T6 può essere rappresentato abbastanza fedelmente come un piccolo silurotto, con la porzione superiore che viene leggermente strozzata per permettere il posizionamento di alcuni comandi che andremo a vedere in seguito, qualche riga più in basso. La scelta di questo design è tutta legata al tipo di diffusione audio che Tronsmart ha deciso per questo prodotto.

Infatti, invece della classica diffusione frontale presente nella maggior parte delle casse Bluetooth in queste fascia di prezzo, l’azienda ha pensato bene di offrire una esperienza sonora a 360°. Questo fa si che l’utente, indipendentemente dalla sua posizione spaziale rispetto allo speaker, riceva sempre il suono in maniera omogenea, senza storpiature dovete appunto alla sua posizione rispetto alla cassa.

La diffusione a 360° caratterizza profondamente il Tronsmart T6, non solo dal punto di vista del design vero e proprio – la forma cilindrica è essenziale sia per il posizionamento degli speaker ma anche per i comandi basilari per il controllo del volume e altro -, ma anche come esperienza di ascolto vera e propria. Trattandosi di un grosso cilindro, la porzione superiore è pensata per dare spazio ad una vistosa ghiera rotante in plastica, con grosse scanalature che offrono un buon grip, ed un piccolo elemento cilindrico dove troviamo il tasto di accensione, play/pause, il tasto per la funzione vivavoce e i tasti avanti/indietro.

Dall’altro lato, quasi in prossimità della porzione terminale, una lunga lingua di plastica gommata viene interrotta da una piccola clip che nasconde l’unica porta micro USB per la ricarica e l’entrata jack da 3,5 mm. Come già avrete sicuramente intuito, la clip serve a proteggere queste porte dal contatto con l’acqua ma, tristemente, questo non implica che lo speaker sia effettivamente in grado di resistere alla esposizione dei liquidi. L’assenza della certificazione IPX è un minus che si fa sentire parecchio, soprattutto quando si considera la grande autonomia, il peso irrisorio dello speaker (meno di 500 grammi) e la buona potenza audio che spinge l’utente a portare il Tronsmart T6 all’aperto.

Tornando un minuto a parlare della porzione superiore del Tronsmart T6, la ghiera rotante è forse l’elemento che ho più apprezzato in tutte queste settimane di test. Di solito non mi piace ripetermi, ma vorrei stressare un punto per me fondamentale: per essere una cassa Bluetooth da 40€, il Tronsmart T6 è secondo me un prodotto che ognuno di noi dovrebbe avere in casa. Ma cosa c’entra tutto questo con la ghiera? Molto. Lo speaker è quasi totalmente fatto di plastica e tessuto industriale, quest’ultimo per il buon 90% della superficie.

Anche la ghiera è fatta di plastica ma il sistema di controllo dell’audio è estremamente preciso, con click decisi e puntuali, in grado di farvi aumentare (o diminuire) il volume con estrema accuratezza. Non sarei onesto con voi se non vi dicessi che non mi aspettavo di trovarmi difronte ad un sistema così buono. Però non è tutto oro quel che luccica. I tasti gommati sono sì facilmente raggiungibili ma attirano lo sporco molto facilmente, e mostrano un deficit proprio a livello della loro costruzione.

È un problema che verte sulla corsa vera e propria degli stessi. Per impartire il comando bisogna esercitare una pressione mirata al centro esatto del tasto.

Mi è capitato spesso di portare lo speaker con me in giardino durante queste prime giornate autunnali ponendo il Tronsmart T6 di fianco la sedia a sdraio. Le prime volte mi veniva istintivo premere uno degli angoli dei tasti per mandare in pausa un brano o scorrere la playlist, senza però riuscire nel intento.

Il difetto dei tasti è secondo me un piccolo neo che non rovina l’esperienza utente, e tutto sommato non mi sento di “tirare le orecchie” a Tronsmart. Stiamo pur sempre parlando di uno speaker da 40€, nel bene e nel male.

Prestazioni audio sopra la norma

Se c’è una cosa che accomuna il Tronsmart T6 alle altre casse Bluetooth economiche è certamente il prezzo. E ci fermiamo qui. Spesso mi è capitato di recensire prodotti caratterizzati da un prezzo altamente competitivo ma sufficientemente discrete dal punto di vista audio. Capisco che chi compra uno speaker Bluetooth a meno di 50€ lo fa principalmente per una questione economica, ma non sarebbe male avere anche un riscontro piacevole per quanto riguarda l’audio, no?

Tronsmart punta proprio su questo aspetto: ovvero l’intersezione fra prezzo alla portata di tutti e audio fuori dal normale. Dal punto di vista audio, la maggior parte dei prodotti a basso costo investe molto su un audio pompato soprattutto sulle basse frequenze, ideali per l’ascolto di generi che variano dal pop, alla dance, all’elettronica. Di questo modo vengono spesso tagliate fuori tutte le frequenze che invece possono essere care a chi ascolta generi molto diversi fra loro, come il rock, il cantautorato, musica leggera e via discorrendo.

A maggior ragione, quando mi chiedono consigli su una cassa Bluetooth economica, la prima domanda che pongo verte proprio su quale/i genere/i musicale si ha intenzione di utilizzarla. Il Tronsmart T6 è l’unico speaker Bluetooth che mi sento di consigliare a chi predilige un ascolto molto vario (come il sottoscritto). Il dispositivo si comporta benissimo con i generi dove i bassi la fanno da padrone – anche se vi consiglio di bilanciare il volume per evitare il classico effetto “wub wub” -, ma altrettanto bene con rock, hard rock, metal, musica leggera, cantautorato e via discorrendo.

Nascosti dalla griglia in tessuto industriale, due speaker da 12,5 W si occupano della diffusione audio, per un totale di 25 W. La potenza audio è perfetta per diffondere la musica in una stanza di medie dimensioni (magari una stanza da letto, un ufficio), ma anche all’aperto è in grado di fare la sua bella figura. A livello di design ho però qualche perplessità per la base di appoggio. Infatti, la basetta del Tronsmart T6 è costituita da un anello di gomma con alcune porzioni in rilievo che fungono da piedini. L’aria che viene creata dalla presenza di questi ultimi serve al piccolo woofer per dare enfasi ai bassi.

Dal mio punto di vista questa soluzione non è ottimale e porta alla nascita di due piccoli problemi. Primo: canzoni ad alto volume provocano una sollecitazione elevata del woofer che a sua volta causa vibrazioni. Queste rendono lo speaker instabile e teoricamente in grado di far muovere la cassa Bluetooth in avanti e indietro. Secondo: Il Tronsmart T6 non è uno speaker da poggiare su una mensola e lasciarlo lì dimenticandosene. Se si ha intenzione di amplificare una stanza di grandi dimensioni o un grande giardino, è necessario pensare per bene dove posizionare lo speaker. Non farlo significa aumentare le probabilità di vederlo cadere giù da uno scaffale o una mensola.

Ma veniamo al clou della recensione: la lista di brani che ho utilizzato per dare un giudizio generale di come si comporta lo speaker. Come dico sempre all’interno delle mie recensioni, la lista serve come cartina tornasole per saggiare le qualità dello speaker con brani che cercano di coprire la maggior parte dei generi musicali.

  • The Architect – Haken
  • Burn the Witch – Radiohead
  • La Pianta del Tè – Ivano Fossati
  • Bohemian Rhapsody – Queen
  • It’s No Good – Depeche Mode
  • Diamonds On The Inside – Ben Harper
  • First Blood – Kavinsky
  • Skyfall – Adele
  • Stayin’ Alive – Bee Gees
  • Sorrow – Pink Floyd
  • L.A. Woman – The Doors
  • Save A Prayer – Duran Duran

Come ho più volte dichiarato nel corso della recensione su Tronsmart T6, la maggior parte delle casse Bluetooth economiche improntano la loro equalizzazione sui bassi e la T6 non è da meno. Ma c’è un “ma” grande come una casa. Differentemente dal resto degli speaker economici che ho avuto modo di provare, Tronsmart T6 è una delle poche ad avere una equalizzazione che non “punisce” il resto dei generi musicali.

Tracce audio come il pop o l’elettronica (o la dance) vengono riprodotte con bassi carichi e armoniosi – evitate di sparare il volume al massimo se non volete vedere lo speaker letteralmente ballare -, ma vale lo stesso anche per il resto dei generi musicali. Un esempio lampante mi viene con La Pianta del Tè di Ivano Fossati. Il brano parte con una traccia di chitarra e di flauto che si inseguono per i primi 30-40 secondi.

Il Tronsmart T6 riesce a separare le tonalità alte della chitarra (e del flauto) senza difficoltà, lasciando ampio spazio alla caratteristica voce di Fossati. Dal mio punto di vista la buona equalizzazione dello speaker la si può saggiare in brani come Stayin’ Alive dei Bee Gees. Il bello di questo brano è che racchiude al suo interno una linea di basso molto marcata – altrimenti che disco music sarebbe! – ma anche una parte melodica e vocale di tutto rispetto. Sentire la voce dei tre fratelli Gibb così distintamente rispetto alla parte di basso non è affatto una cosa da poco, soprattutto in una cassa Bluetooth da meno di 50€.

La batteria integrata è poi amica di chi ama portare la musica sempre con sé, anche considerando il peso per nulla proibitivo. Al suo interno troviamo due moduli da 2600 mAh in grado di offrire un’autonomia che supera di gran lunga le 10 ore (in realtà sfiora le 15). Il tutto a fronte di un tempo di ricarica di un paio d’ore, cosa che reputo molto vantaggiosa.

Tronsmart T6 recensione: le nostre conclusioni

Come abbiamo avuto modo di vedere all’interno della nostra recensione su Tronsmart T6, siamo di fronte ad una cassa Bluetooth che ha tutti i connotati per presentarsi come uno dei migliori acquisti quando si ha la necessità di ascoltare musica senza spendere un capitale. Basta farsi un giro su internet o su Amazon per trovare tantissime altre soluzioni proposte allo stesso prezzo o addirittura più economiche. Molto spesso la pecca è sempre la stessa: a fronte di un prezzo davvero irrisorio è lecito aspettarsi una qualità audio appena sufficiente. Con il Tronsmart T6 non è affatto così. Costa il giusto visto i materiali e nonostante i problemi descritti nei capitoli precedenti è una delle poche casse Bluetooth economiche ad avere una resa audio che di solito appartiene a prodotti ben più costosi. Con queste premesse consiglio l’acquisto della Tronsmart T6 a tutti gli utenti interessati ad una cassa Bluetooth prima di tutto in grado di offrire una riproduzione audio molto soddisfacente; il prezzo economico serve poi a rendere il tutto ancora più interessante.

Pro
Buon design
Buona qualità costruttiva
Ottima autonomia
Qualità audio molto soddisfacente
Prezzo aggressivo
Contro
Manca la certificazione IPX
La corsa dei tasti va rivista e migliorata
valutazione finale8

Acquisto

Tronsmart T6 è disponibile a questo link di Amazon, su ePrice, oppure, in alternativa, puoi acquistarlo anche su eBay.

Prezzo consigliato: € 69.99Prezzo: € 39.99