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Triggertrap: il nuovo migliore amico dei fotografi 2.0

di Jacopo Famularoaggiornato il 17 maggio 2015

Premessa

Non molto più di un paio di anni fa, sul mio canale YouTube personale, rilasciai un breve video su come un’applicazione per Android, chiamata DSLR Controller, mi permettesse di gestire completamente la mia fotocamera Canon dal mio smartphone tramite il solo ausilio di un cavo OTG e di un mini USB. Se quella procedura, a distanza di anni, risulta ancora essere valida per le fotocamere Nikon e Canon – che risultano essere tra le più vendute ed utilizzate al momento -, il mio passaggio ad una fotocamera SLT di Sony aveva in qualche modo compromesso la possibilità di far interagire il mio smartphone con la mia macchina fotografica.

L’utilizzo combinato della mia Sony ed iPhone non sembrava trovare una realtà nella quale realizzarsi, fino a quando sono entrato in contatto con Triggertrap. L’accessorio è molto semplice ma, nella sua estrema portabilità e facilità d’uso, risulta essere un compagno molto comodo per gli amanti della fotografia. Vediamolo quindi insieme in questa recensione.

Tre elementi per il controllo completo della DSLR

Potremmo considerare Triggertrap come la collaborazione perfetta fra tre elementi che vanno a comporre quello che risulta essere il nostro accessorio finale. Se due di questi sono fisici, il terzo elemento – fondamentale – è l’applicazione per smartphone che l’azienda londinese ha rilasciato su App Store di Apple e Play Store di Google; brutte notizie per i possessori di device Windows Phone.

Partiamo con il parlare del primo dei tre elementi, il cosiddetto Mobile Dongle. La prima cosa che spicca all’occhio – e che a mio modo di vedere risulta essere davvero geniale – è il fatto che questo elemento ha un tipo di connessione jack da 3,5 millimetri. Se ad uno sguardo disattento questo dettaglio risulta essere poco rilevante, in realtà credo sia una delle caratteristiche più importanti che contraddistingue l’accessorio offerto da Triggertrap dal funzionamento di altri applicativi + accessori come la combinazione spiegata nell’introduzione. Il perché è molto semplice e banale, e riguarda la durata della batteria del vostro smartphone durante le fasi di scatto, che soprattutto in alcuni momenti possono rivelarsi davvero prolungate.

Alla terminazione opposta rispetto al jack maschio, comunque, troviamo il vero elemento di scambio dati, dove verrà inserito un secondo jack, quello facente parte del Camera Connection Cable.

Parlando di questo elemento, basti sapere che varia in base al brand ed al modello della propria fotocamera. Al momento dell’acquisto di Triggertrap, infatti, l’azienda ci permette di consultare la compatibilità con la nostra macchina fotografica in modo da poterci spedire il connection cable che fa al caso nostro. Il fatto che ogni azienda proponga un ingresso diverso è spesso davvero limitante, soprattutto per i possessori di più fotocamere, costretti ad acquistare differenti telecomandi da portare con sé in diverse occasioni (uno per ogni fotocamera se gli ingressi sono diversi). Con Triggertrap risulta interessante il fatto che, al cambio della fotocamera, basterà semplicemente acquistare il Connection Cable, continuando però ad utilizzare gli altri due elementi.

 

Il terzo di questi, come dicevamo ad inizio del capitolo, è l’applicazione; questa risulta essere davvero molto intuitiva e semplice in molti degli aspetti, anche se per alcune cose a volte risulta un po’ troppo tecnica e potrebbe scoraggiare chi è alle prime armi con la fotografia e cerca di districarsi tra diciture e livelli di esposizione che appunto potrebbero risultare non troppo semplici da interpretare.

Un mondo aperto a mille aggiornamenti

Se per parlare del Dongle e del Connection Cable non servono molte parole (alla fine è di due cavi che stiamo parlando), sicuramente la parte più corposa ed interessante della recensione riguarda le possibilità che questi due elementi ci permettono di avere… tramite il nostro smartphone e quindi l’applicazione dedicata. Nella recensione troverete gli screenshot relativi all’applicazione per iOS, che ho utilizzato durante i test; la versione per Android era un tempo meno rifinita e con meno funzioni, che con il tempo sono state aggiunte.

Scaricabile gratuitamente tramite i due store sopra citati, l’app di Triggertrap si presenta come molto semplice, composta da una semplice lista di elementi sulla sinistra che, una volta selezionati, apriranno una finestra principale rifacente alla voce selezionata. Essenzialmente sono sei le macro aree in cui sono divise queste opzioni e nello specifico parliamo di:

  • Modalità di scatto via cavo;
  • Modalità timelapse;
  • Modalità sensore;
  • Modalità HDR;
  • Modalità remote;
  • Calcolatori.

Modalità di scatto via cavo

Ognuno di questi gruppi, come avrete potuto intuire, ha al suo interno tutta una serie di sotto opzioni create appositamente per differenti tipologie di scatto. Su alcune non mi dilungherò moltissimo in quanto sono davvero basilari e necessitano proprio di un accenno. Sto parlando delle funzioni Scatto singolo via cavo, dove per catturare una fotografia non basterà altro che premere il pulsante sul telefono; Scatto rapido, che eseguirà lo scatto al momento del rilascio del pulsante.

Premi e tieni premuto è una funzione già più interessante in quanto andremo ad utilizzare la fotocamera con esposizione Bulb per certi tipi di scatto più ricercati, come ad esempio quello che prenda al suo interno un fulmine. Grazie a questa modalità, infatti, avremo modo di decidere il tempo di esposizione e, ad esempio in una notte temporalesca, tutto sarà abbastanza buio e la luce entrerà esattamente nel momento in cui il fulmine apparirà nel cielo. Prevedendo quando un fulmine sia in arrivo, questo metodo ci permette di salvare del tempo su quella che è invece la procedura di sblocco, che risulta essere la caratteristica principale della prossima opzione.

 

Parliamo quindi di Premi e blocca, atta ad aiutarci quando le esposizioni diventano ancor più lunghe. Se infatti Premi e tieni premuto poteva essere d’aiuto per tenere aperto l’otturatore per qualche secondo, quando si tratta di lunghe esposizioni non possiamo permetterci di rimanere con il dito sul display tutto il tempo, sarebbe troppo scomodo! In questo caso, appunto, basterà premere (una volta ancora inserita la modalità Bulb nella fotocamera) il pulsante per avviare la fase di scatto e premerlo nuovamente per far chiudere l’otturatore.

Scatto temporizzato è a sua volta una funzione molto interessante e più specifica rispetto a quella appena menzionata. Se con Premi e blocca, infatti, siamo noi a dover tener traccia del tempo trascorso e premere al termine di questo, con Scatto temporizzato ci basterà decidere per quanto tempo l’otturatore dovrà rimanere aperto prima di terminare lo scatto. Al termine del conto alla rovescia, Triggertrap invierà un segnale alla fotocamera che ne imporrà la fine della fase di esposizione.

Non mi soffermerò molto sulla semplicità dell’ultima funzione di questa macro area. Sto parlando di Autoscatto, che permette di avviare un timer anche molto più lungo di quelli previsti dalle fotocamere tradizionali prima di effettuare lo scatto. Questo è ovviamente ottimo per chi pensa di non riuscire a sistemare tutto prima dello scatto in soli dieci secondi.

Modalità Timelapse

Finalmente iniziamo a parlare di qualcosa di molto più interessante che il semplice controllo automatizzato dello scatto. Personalmente ritengo che, della categoria precedente, lo scatto temporizzato possa essere la voce più interessante. Vediamo però ora quali sono le modalità timelapse che Triggertrap ci mette a disposizione.

La prima è chiamata semplicemente Timelapse e renderà il nostro telefono un intervallometro secondo il quale avverranno gli scatti ad intervalli regolari. La funzione è molto semplice ma allo stesso tempo efficace. Ovviamente, per un buon timelapse, conviene settare inizialmente il focus sull’elemento desiderato e poi settarlo in manuale, per evitare variazioni durante le fasi di scatto.

La seconda è TimeWarp, che vi permetterà di effettuare delle variazioni con accelerazione negli intervalli di scatto. All’interno della schermata troverete una sorta di mezza sinusoide modificabile in base alle vostre preferenze. È inoltre presente nell’interfaccia una sorta di cronometro che mostra un’anteprima della velocità di ripresa in base ai cambiamenti apportati alla curva. Sinceramente non ho trovato molto intuitiva questa interfaccia e credo che un supporto numerico o di altro genere possa essere più adatto; quanto meno per chi si approccia a questo tipo di fotografia per le prime volte. Per concludere, è inoltre presente una tendina a discesa che permette di impostare il numero di scatti e il tempo totale di esposizione.

La terza voce è Distancelapse, molto simpatica ed utile soprattutto a chi effettua degli hyper timelapse in quanto, grazie ai sensori presenti nel vostro smartphone, permette di rendere gli scatti molto più omogenei nelle distanze. Prendete ad esempio una fase di scatto da una automobile. La variazione di velocità del veicolo causata dal traffico e da altri fattori farà variare a sua volta il “tempo” dedicato ad una o più scene. Con Distancelapse, invece, a contare è lo spazio intercorso tra una foto e l’altra, omogeneizzando quelli che sono gli scatti.

Quarta voce, molto interessante, è Startrails. Sicuramente avrete già sentito parlare di questo tipo di scatto, che crea le scie stellari e che risulta davvero impressionante una volta portata la serie di scatti in postproduzione. L’idea in questo caso è quella di riuscire ad intercettare le scie stellari che si creano a causa della rotazione terrestre. Volendo si potrebbe creare un effetto simile con un’unica lunga esposizione (di circa un’ora o della durata che preferite) ma il risultato, specialmente in climi temperati o caldi, potrebbe essere veramente rumoroso. Per questo solitamente i fotografi dividono l’esposizione in scatti di circa uno o due minuti, permettendo al risultato di essere ben migliore. Le opzioni messe a disposizione sono il numero di scatti, la durata dell’esposizione e l’intervallo tra uno scatto e l’altro.

Arriviamo così alla modalità Bramping o Bulb-ramping. Questa modalità è abbastanza avanzata e richiede davvero molto allenamento per essere utilizzata in maniera ottimale. Sostanzialmente, grazie alle opzioni messeci a disposizione da parte di Triggertrap, avremo modo di cambiare i tempi di esposizione durante il corso del nostro timelapse. A cosa serve questa manovra? Molto semplice: il cambio di esposizione permette di catturare una differente quantità di luce per ogni singolo scatto, creando un montaggio molto più equilibrato dal punto di vista della luminosità dello scatto e della variazione dei colori. Per esemplificare il tutto, immaginate di scattare al tramonto e ad un tratto inizieranno ad esserci dei “salti” nell’esposizione delle vostre foto che siete costretti ad attuare per mantenere bene o male equilibrato lo scatto. Con il sistema di Bramping, conoscendo le condizioni esterne e le impostazioni della vostra fotocamera, riuscirete a creare un filmato molto più fluido e piacevole all’occhio.

Per rendere ancor più chiaro questo concetto, userò un video recentemente girato proprio con Triggertrap da parte di un amico di Ridble: Ricky Delli Paoli [link Flickr].

Modalità Sensore

Altra macro categoria molto interessante è sicuramente quella della Modalità Sensore. Anche in questo caso abbiamo una suddivisione degli ambiti in base al tipo di sensore che vogliamo attivare. La particolarità di questa categoria è che va da qualcosa di forse poco interessante, ad altri tipi di modalità ben più utili.

Il Sensore di suono può essere una di quelle opzioni facilmente “fraintendibili”. Potrà infatti sembrarne scontato l’utilizzo, ad esempio lo scatto parte al battito delle mani o qualcosa di simile; eppure il suo utilizzo può andare molto oltre, arrivando ad essere molto interessante nell’ambito della splash photography o nella fotografia ad alta velocità. In questi casi è possibile infatti eseguire il trigg, ovvero il controllo, sia della macchina fotografica, ma anche del ashash, in modo tale da avere uno scatto ancor migliore rispetto a quanto possibile con una semplice fotocamera. Il trucco sta nell’impostare l’apertura dell’otturatore su Bulb e impostare il trig del flash su velocità molto alte (che possono toccare il 30 o 40millesimo di secondo), in modo tale da effettuare uno scatto perfetto (l’adattatore per il trig del flash è venduto separatamente).

Ad aggiungersi al Sensore di suono abbiamo il Sensore di vibrazione, la cui utilità però mi è risultata un po’ dubbia (forse semplicemente io non sono riuscito a trovare un campo di applicazione – se avete qualche idea, aggiornatemi nei commenti!). Personalmente non ho compreso come mai dovrebbe avvenire uno scatto in un momento di vibrazione.

Il Sensore di movimento, invece, utilizza come riferimento la fotocamera del vostro smartphone. In base ad essa, infatti, verrà elaborata un’immagine all’interno dell’applicazione, che a sua volta invierà l’impulso di scatto alla fotocamera. Il funzionamento è molto semplice: premendo sul pulsante di scatto sul proprio smartphone, questo riconoscerà l’immagine base che andrà ad essere parte della vostra composizione.

L’ultima voce a comporre questo menù è Cucù, che risulta essere molto interessante, riguarda la possibilità di effettuare uno scatto nel momento esatto in cui vengono rilevati il numero di volti da voi impostati sul telefono. A compiere questa azione non sarà però la fotocamera, ma il vostro smartphone, il quale – tramite la propria fotocamera – rileverà il numero di volti presenti nell’inquadratura e scatterà solo allora la fotografia.

Modalità HDR

Passiamo a quella che risulta forse essere una delle modalità più interessanti: la modalità HDR! Grazie ad essa, infatti, avremo modo di eseguire il trig della camera e creare poi in post-produzione delle foto davvero uniche. Questo menù è suddiviso in due voci, una dedicata agli scatti fotografici fini a se stessi, l’altra dedicata ai timelapse.

LE HDR, che significa Long Exposure (lunga esposizione) HDR, permette di decidere l’esposizione media, ovvero il tempo di esposizione dell’immagine ad esposizione corretta; il numero di scatti, da un minimo di 3 (in quanto come minimo devo avere una foto sotto esposta, una sovra esposta e una a corretta esposizione per poter avere un range ampio su cui lavorare) ad un massimo di 19 ed infine il Passo EV. Questo valore è molto importante in quanto permette di settare il range di esposizione che avranno i nostri scatti. Se ad esempio scegliamo il valore 2, significa che la foto verrà sotto esposta fino in modo da permettere l’ingresso di metà della quantità di luce della foto principale e sovra esposta in modo da catturarne il doppio.

Una volta terminati gli scatti, il resto sarà da attribuire alla vostra bravura con Photoshop e/o Lightroom, che vi permetteranno di creare la composizione perfetta. Qui sotto un esempio di un mio scatto

La modalità LE HDR Timelapse, come potrete immaginare dal nome, è stata creata in modo tale da permettervi di effettuare un timelapse completamente composto da immagini HDR. Questa cosa è molto interessante anche se sicuramente dovrete armarvi di molta pazienza sia in fase di scatto che in fase di post-produzione se pensate di utilizzarla. Sicuramente il risultato vi ripagherà, ma appunto avrete bisogno di molto tempo per montare tutte le immagini tra di loro per arrivare al risultato di quanto spiegato per la normale modalità LE HDR e poi creare il vostro timelapse.

Diciamo che ad esempio volete girare un timelapse da un minuto a 20 frame al secondo. Essendoci in un minuto 60 secondi, dovrete scattare una quantità di fotogrammi pari a 1200 ed essendo tutti HDR, quindi composti da tre scatti, dovrete avere a che fare con 3600 immagini da sistemare, ritoccare e montare assieme. Un po’ utopico per una sola persona che studia o lavora e si occupa di fotografia solo nel tempo libero, no? 🙂

Modalità Remote

Se però non volete rischiare di muovere la camera a causa del cavo che collega la stessa al vostro telefono o preferite scattare da lontano, beh, con Triggertrap potete fare anche questo. Grazie alla modalità WiFi, avrete modo di collegare un terzo dispositivo al vostro set, che permetta il controllo remoto. Supponiamo che possediate un device Android ed un iPad. Collegando il vostro smartphone alla camera ed attivando questa modalità, genererete una rete WiFi alla quale iPad, o qualsiasi altro tablet Android, può collegarsi.

In questo modo avrete controllo completo da distante e questo vi aiuterà nel caso in cui voleste ad esempio effettuare un autoscatto oppure nel caso in cui non voleste attirare l’attenzione di qualche animale o non lo voleste far scappare. Ricordate che comunque non avrete la possibilità di vedere ciò che la camera inquadra (live view), ma solo di comandarne gli scatti in remoto.

Calcolatori

Eccoci giunti all’ultimo menù, quello relativo ai calcolatori. Grazie a queste piccole micro-app, avremo modo di semplificarci le cose quando andiamo ad effettuare degli scatti in particolari condizioni.

La prima opzione, Calcolatore ND, permette di settare la nostra camera in maniera ottimale quando andiamo a montare un filtro ND sopra la nostra lente. I filtri ND, sono degli speciali elementi che si applicano e vanno ad otturare l’ingresso di alcune lunghezze d’onda nel visibile e non; questo viene fatto per migliorare l’effetto finale degli scatti ma a volte richiede uno studio particolare dei tempi di esposizione in base alla forza del filtro (che può essere fissa o variabile in base al modello acquistato). Grazie a questo Calcolatore ND, avremo modo di calcolare facilmente quali valori utilizzare in base alla forza del filtro e alla velocità dell’otturatore che vorremmo usare in sua assenza.

Il secondo tool, molto interessante, utilizza la nostra posizione GPS e permette di visualizzare, per un preciso momento dell’anno, quando il sole sorge e tramonta. La cosa può sembrare molto banale ma vi assicuro che è molto importante per calcolare le cosiddette golden hours e blue hours, molto succulente a causa dei loro colori molto suggestivi!

Triggertrap: cosa ci è piaciuto e cosa vorremmo vedere in futuro

Dopo aver spiegato più o meno in breve quali sono tutte le funzionalità che Triggertrap ci mette a disposizione, eccoci finalmente giunti alle conclusioni di questa recensione. Sinceramente ho apprezzato moltissimo questo prodotto, che oltretutto risulta costare davvero poco se viste le funzioni che offre e il prezzo di un normale intervallometro che sul mercato si trova comunque non a meno di 15/20 euro per le versioni base.

Poter far interagire il proprio telefono con la fotocamera, avere un aiuto nell’impostazione delle foto ma al contempo sentirsi liberi di decidere ogni tipo di impostazione è secondo me un’idea eccezionale. Tra l’altro, soprattutto con la Modalità sensore, abbiamo modo di creare ancor più integrazione tra il nostro smartphone/tablet iOS o Android e la nostra fotocamera. Nella prova ho personalmente utilizzato una Sony Alpha 77 con iPhone ma le combinazioni possono essere davvero moltissime e sul sito di Triggertrap trovate un menù apposito che vi mostrerà se l’azienda ha un cavo di connessione adatto alle vostre necessità.

In futuro mi piacerebbe poter vedere la comparsa del supporto ai device Windows Phone (o Windows 10), oltre che al desktop, soprattutto per la modalità remota: sarebbe utile vedere una piccola app per computer. Per la modalità Calcolatori, sarebbe probabilmente utile avere qualcosa relativo all’astrofotografia. Ultimo, ma non meno importante, sarebbe carino avere una sezione con dei tutorial catalogati: i ragazzi di Triggertrap ne hanno realizzati alcuni e postati sul loro sito; un collegamento all’interno dell’app potrebbe velocizzare molte procedure anche per chi magari è nuovo a certi tipi di scatto.

Detto questo, il kit Triggertrap è disponibile in Italia grazie al distributore APROMA Store. Il prezzo totale dell’accessorio si aggira attorno ai 45€ per la maggior parte delle fotocamere. Separatamente, come detto più in alto, è possibile inoltre acquistare l’adattatore per il trig del flash e lo stand per smartphone. Trovate diverse offerte su Amazon attraverso il seguente link.

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