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Treppiedi e monopiede: cosa sono e a cosa servono

di Andrea Martellaaggiornato il 8 luglio 2015

Fotografare a mano libera è il modo più comodo e veloce per eseguire uno scatto. Esistono però situazioni nelle quali non otterremo nulla di buono se non avessimo una base stabileScopriamo insieme l’utilizzo di treppiedi e monopiedi e in quali occasioni sono consigliati.

Il treppiede

Questo strumento, formato da tre gambe appunto, offre la miglior soluzione per stabilizzare la nostra macchina fotografica, garantisce stabilità anche per attrezzature molto pesanti e risulta efficace in tutte le situazioni, perfino su terreni sconnessi. Un buon treppiede dovrà essere il compromesso perfetto tra peso, peso supportato e robustezza; nella scelta di un cavalletto non dovremo mai considerare l’acquisto di quelli economici in vendita nei centri commerciali perché dovrà sostenere la nostra costosa attrezzatura e allontanarci dall’incubo (che purtroppo ho vissuto) di veder cadere la nostra attrezzatura a causa di un prodotto scadente ed instabile.

Peso

Il peso è uno dei fattori principali che garantiranno la stabilità necessaria allo scatto della foto. Un treppiede molto pesante, in acciaio per esempio, non avrà rivali in termini di stabilità; ma per quanto riguarda la trasportabilità? Ecco che entra in gioco la tecnologia, permettendo la produzione di treppiedi – professionali e non – con materiali ultraleggeri come carbonio e alluminio. Un treppiede realizzato in carbonio potrà essere un ottimo compromesso tra peso e stabilità. È leggero e facilmente trasportabile, con un peso che difficilmente supera i 2,5 kg (ci sono modelli di nicchia che arrivano a pesare oltre i 4,5 kg) nei modelli più grandi, ed offre una buona stabilità con un peso contenuto. Ho utilizzato il termine “buona”perché se il carbonio è campione di leggerezza e anche estremamente elastico, questo produrrà inevitabilmente impercettibili micro vibrazioni che influenzeranno il risultato finale con il così detto micromosso.
L’alluminio invece, anche se più pesante, risulterà più resistente all’utilizzo sul campo e garantirà più stabilità.
Fortunatamente non sono solo i materiali ad influire sul peso e sulla stabilità di un treppiede. Un fattore chiave riguarda il numero di sezioni nelle gambe di un treppiede.

Cosa significa? Semplicemente che un treppiede con tre sezioni, e quindi due snodi, risulterà sicuramente ingombrante e pesante rispetto ad uno a quattro, ma ci garantirà una stabilità maggiore; differentemente uno con quattro o più sezioni potrà risultare più compatto e a volte più leggero, ma sarà anche estremamente instabile alla massima altezza. Per garantire leggerezza e compattezza il diametro delle gambe è stato ridotto e risulterà probabilmente inutilizzabile con un’attrezzatura di medio livello.

Peso supportato

Altro fattore che differenzia un buon cavalletto da un altro è il peso supportato: logicamente i cavalletti più pesanti e con gambe di un diametro importante riusciranno a sostenere grandi pesi e trovano, solitamente, utilizzo in quei generi fotografici in cui vengono utilizzate ottiche molto lunghe e pesanti come la fotografia sportiva e naturalistica. Una regola generale consiglia di indirizzarsi verso un cavalletto che supporti almeno il 30% in più del peso della propria attrezzatura.

Funzionalità e accessori

Nella scelta di un cavalletto influenzeranno anche quelle caratteristiche che non risultano fondamentali nel funzionamento finale dello strumento ma che comunque offrono un surplus da non sottovalutare.
Troviamo ormai su quasi tutti i cavalletti una colonna centrale lunga che all’occasione potrà essere estratta e ci permetterà di alzare la prospettiva di qualche centimetro. La stessa colonna, su alcuni modelli, una volta estratta potrà anche essere ruotata in orizzontale così da poter sfruttare prospettive molto basse quasi al livello del terreno anche grazie alla possibilità di poter allargare le gambe fino ad un angolo massimo di 180°. Infine tra gli accessori i più ricercati risultano essere dei piedini aggiuntivi con punta in metallo che garantiscono molta più stabilità su terreni sconnessi.

Utilizzo

Il treppiede probabilmente risulta essere lo strumento più utilizzato dalla maggior parte dei fotografi in ogni genere fotografico. Tra i generi che richiedono maggiormente il suo utilizzo spiccano sicuramente la macro e la fotografia paesaggistica. Generi in cui una composizione curata e studiata e una nitidezza estrema creeranno l’essenza della foto, ma anche in fotografia street, fotografia di spettacolo o fotografia in studio trova un suo campo d’azione. Quest’ultimi però sono generi che possono essere affrontati anche con l’utilizzo di un semplice monopiede, scopriamolo nel prossimo capitolo.

Il monopiede

Fonte Immagine: www.gitzo.it

Il monopiede, come il treppiede, ha lo scopo di stabilizzare la macchina fotografica in fase di scatto ma non ha la possibilità di sostenere l’attrezzatura da solo, dovrà quindi essere presente sempre il fotografo per utilizzarlo.

La scelta del monopiede segue le stesse linee guida di quelle del treppiede. Fondamentalmente un monopiede è come se fosse una singola gamba del treppiede, quindi fattori come peso, materiali, sezioni, altezza massima e peso massimo supportato saranno caratteristiche da valutare per la scelta, ponendo particolare attenzione alle sezioni che compongono l’asta in quanto: se sul treppiede il peso viene scaricato su 3 gambe e la presenza di molte sezioni e di conseguenza dell’instabilità può essere controllata, su un monopiede questo non sarà possibile e ci ritroveremo con un’instabilità non facile da gestire, addirittura peggio di quanto accadrebbe se scattassimo a mano libera.

Utilizzo

Quello che veramente differenzia il monopiede dal suo fratello a tre gambe è il tipo di utilizzo che se ne può fare. Un monopiede ci permetterà di essere estremamente più reattivi rispetto a un treppiede e sarà sicuramente il benvenuto in quelle situazioni in cui l’utilizzo di un ingombrante treppiede non è l’ideale. Manifestazioni pubbliche, fotografia di spettacolo ma anche fotografia sportiva e naturalistica saranno il suo campo di azione.

In manifestazioni di massa tornerà molto utile per una fotografia dinamica e veloce e per riuscire a scattare immagini sopra la folla sfruttando la sua estensione. In fotografia di spettacolo sarà utile per stabilizzare la macchina tutte quelle volte in cui la quantità della luce a disposizione non sarà molta. Per quanto riguarda la fotografia sportiva e naturalistica, che condividono quasi totalmente l’uso delle stesse ottiche, sarà molto utile per sorreggere il peso dei grandi obiettivi senza rinunciare alla libertà di movimento e alla velocità d’utilizzo.

Corretto utilizzo del monopiede

Il monopiede, a differenza del treppiede che non richiede particolari conoscenze per essere utilizzato, ha una sua tecnica di utilizzo per poter essere sfruttato nel migliore dei modi.

Il trucco principale consiste nel ricreare proprio la posizione del treppiede. Divarichiamo le gambe e mettiamo il monopiede davanti a noi inclinandolo leggermente verso il petto, afferriamo la parte superiore con fermezza ma senza esagerare; dovremo assumere una posizione stabile ma al contempo rilassata: se fossimo troppo rigidi non riusciremmo a stabilizzare con naturalezza il monopiede e il peso dell’attrezzatura su di esso.

Ora non ci resta che scattare, se si tratta di una foto relativamente statica sarà sufficiente mantenere la posizione; se invece stessimo scattando a soggetti in movimento dovremo mantenere la gambe ben salde al terreno e seguire per quanto possibile con il resto del corpo il movimento che stiamo compiendo, ci aiuterà sia a seguire il soggetto che a mantenere una buona stabilità.

Conclusioni

Fonte immagine: conrad.it

Come in ogni cosa, la scelta ricade sull’utente finale e sull’utilizzo che deve farne. Se il vostro genere prediletto è la macro un cavalletto stabile sarà il 90% della vostra foto, se siete camminatori e raramente scattate utilizzando supporti stabili, un cavalletto molto compatto e leggero o un piccolo monopiede sarà quello che fa per voi. Ce ne sono per tutte le esigenze, generi e perché no anche tasche.

È importante sapere che sia i treppiedi che i monopiedi risulteranno quasi del tutto inutili senza l’utilizzo di una testa. Uno strumento tanto importante quanto sottovalutato da chi inizia. Sarà lei a sostenere veramente la nostra costosa attrezzatura. Ne esistono di molteplici tipologie, ognuna con caratteristiche differenti, ed è per questo che abbiamo deciso di trattare nello specifico questa parte dei cavalletti in un dedicato: “Teste per treppiede o monopiede: cosa sono e a cosa servono”.

In conclusione, la scelta di un cavalletto, ancor più che di un monopiede, influenzerà il vostro modo di fotografare proiettandovi verso nuovi orizzonti creativi.

Restiamo come sempre a completa disposizione per domande, curiosità e consigli su come ottenere il massimo dalle vostre foto e vedere tutto più stabile.