Vai a Tecnologia
Vai a Videogiochi
Vai a Fotografia
Vai a Casa
TomTom Spark 3 recensione: il compagno di avventure perfetto, o quasi

TomTom Spark 3 recensione: il compagno di avventure perfetto, o quasi

Compatto, ben strutturato, dotato di molteplici sensori utili per il tracking e persino di una batteria più che valida, TomTom Spark 3 si è rivelato uno uno dei migliori smartwatch della categoria / Ultima modifica il

Come abbiamo visto più volte sulle pagine di Ridble, il settore dei wearable sta avendo un importante impennata in questi ultimi anni. Certamente è merito dell’arrivo di aziende capaci di focalizzare l’attenzione degli utenti sui propri prodotti – il marketing, si sa, è il catalizzatore che può spingere l’adozione di un particolare prodotto -, ma anche di un livello di tecnologia tale che ci permette di indossare prodotti belli ed estremamente intelligenti.

Benché TomTom sia maggiormente conosciuta per il suo apporto nel settore della navigazione, è molto presente anche nel settore dei dispositivi indossabili, siano essi smartband o smartwatch. Quest’oggi, in questa recensione, prendiamo in esame il TomTom Spark 3, l’ultimo smartwatch che l’azienda ha presentato durante le giornate della scorsa IFA 2016 di Berlino.

La strategia portata avanti dall’azienda è quella di accarezzare il gusto di chi è già amante della serie “Spark” andando però ad aggiungere alcune funzioni che lo rendono decisamente più appetibile, soprattutto adesso dove aziende come Fitbit sono in grado di competere ad alti livelli grazie ad un portfolio di prodotti ricco e apprezzato.

Scopriamo come si è comportato il TomTom Spark 3 in queste settimane di utilizzo, ponendo attenzione al design e alla sezione di tracking dell’attività fisica, fattore cruciale per questo dispositivo che, volgarmente, potremmo definire “sportwatch”.

Design: squadra che vince, non si cambia

Qualcuno diceva “squadra che vince, non si cambia”; non potrei essere maggiormente d’accordo. Rimosso dalla sua scatola in cartone abbastanza dozzinale (l’unico elemento interessante è la piccola basetta che mette immediatamente in mostra il TomTom Spark 3), lo smartwatch è praticamente identico alla vecchia generazione se non per alcuni piccoli cambiamenti secondari focalizzati principalmente sulla sezione di aggancio.

Il TomTom Spark 3 è infatti fondamentalmente un grande “computer” che può essere rapidamente rimosso e abbinato ad altri cinturini; da questo punto di vista è lampante la volontà dell’azienda di rendere il dispositivo il più personale possibile, accarezzando i diversi stili di design che ognuno di noi ha. Fondamentalmente il TomTom Spark 3 è caratterizzato da un piccolo schermo da 22 x 25 mm con risoluzione 144 x 168 pixel, accompagnato poco più in basso dal classico “joystick” per controllare le funzioni del dispositivo.

A differenza di quanto possa sembrare, il TomTom Spark 3 non ha un display touch; tutte le funzioni, i menù e le impostazioni possono essere raggiunti operando a livello del piccolo joystick. Si tratta di un piccolo quadrato con angoli smussati con il profilo esterno mobile. Dobbiamo immaginare ogni lato che compone il piccolo quadrato come un elemento a se stante; premere ognuno di essi comporta l’attivazione di una determinata funzione.

Il suo utilizzo inizia ad essere intuitivo e apprezzabile dopo qualche ora. Infatti, all’inizio è abbastanza scomodo da utilizzare, non è chiaro dove premere, per quanto tempo e se applicare la pressione sul centro di uno dei quattro lati oppure ai bordi. Il mio consiglio è quello di iniziare a sperimentare, senza indugi, scoprendo di riuscire a comprenderne le meccaniche in modo autonomo, senza la necessità di una piccola guida.

Come dicevo, TomTom Spark 3 è fondamentalmente un computer abbinato ad un cinturino intercambiabile. Quest’ultimo è strutturato in modo da resistere a tutte le torsioni e stress meccanici che normalmente si manifestano durante qualsiasi attività fisica. Il cinturino ha una corsa tale da poter essere indossato da persone con un polso che varia dai 145 ai 206 mm.

Ammetto di non avere un polso di grandi dimensioni e devo dire che l’aggancio del TomTom Spark 3 è stato rapido ed estremamente semplice. Essendo il dispositivo fondamentalmente focalizzato a chi fa corsa, ciclismo, tapis roulant e quant’altro, l’azienda ha pensato bene di integrare un meccanismo di chiusura a tre vie. Un lembo del cinturino presenta un piccolo peduncolo di plastica dura, l’altro, invece, ha la classica feritoia in cui far passare l’altro capo. Il piccolo foro presenta però un altro peduncolo di plastica dura che è quello che permette l’allaccio vero e proprio in relazione alla circonferenza del proprio polso – l’altro peduncolo è solo un elemento secondario pensato per offrire un ulteriore livello di protezione.

La porzione posteriore del TomTom Spark 3 vede la presenza del sensore HR e, poco più in basso, del connettore proprietario per ricaricare la batteria interna. Il modulo che incorpora il sensore per il battito cardiaco è leggermente bombato, sporge di qualche millimetro all’esterno; tale protrusione serve a ridurre la normale distanza che si verrebbe a creare fra il dorso del TomTom Spark 3 e la superficie del polso.

Sebbene possa apparire un po’ scomodo da indossare per via di questa leggera bombatura, il TomTom Spark 3 non mi ha mai dato problemi. Il trucco, se così si può definire, è perdere qualche tempo nel trovare il giusto livello di chiusura del cinturino. Durante l’attività fisica il design del sensore HR premia una rivelazione costante e precisa; a riposo, invece, ci si dimentica di avere il TomTom Spark 3 al polso.

Trattandosi di un prodotto in grado di immagazzinare anche i dati relativi alla qualità del sonno, il mio consiglio è quello di allentare il TomTom Spark 3 di qualche posizione quando si va a dormire. Lasciare il cinturino in una posizione troppo serrata può provocare fastidio durante le fasi di sonno; nulla di cui preoccuparsi, ma è possibile svegliarsi con l’impronta di uno degli angoli del TomTom Spark 3 sulla superficie del polso.

Tracking: un perfetto compagno di avventure

Il tracking dell’attività fisica è ovviamente il cuore pulsante del TomTom Spark 3. L’azienda, tramite il joystick centrale, permette di passare rapidamente fra le diverse modalità di allenamento disponibili. In totale abbiamo sette tipologie di attività fisica che lo smartwatch riesce a tracciare: corsa, bici, ciclismo al chiuso, tapis roulant, nuoto, freestyle e palestra.

Ogni attività fisica è stata aggiunta prendendo in considerazione alcune funzioni chiave; ad esempio, per il ciclismo al chiuso il TomTom Spark 3 traccia la durata dell’allenamento, la cadenza e la velocità. Per il nuoto traccia la distanza percorsa, la velocità, le calorie bruciate, le bracciate e tanto altro, così facendo per tutti gli altri profili descritti prima.

Una volta scelto il profilo dal menù a destra, lo Spark 3 inizia a tracciare tutte queste informazioni. Il menù a sinistra permette invece di rivedere le statistiche come la distanza percorsa giornalmente, le kcal bruciate, oppure il résumé settimanale – gli stessi dati, ma con qualche valore in più sono visibili anche tramite l’applicazione web.

L’aggancio del segnale GPS è estremamente rapido. In zone con una buona copertura è possibile agganciare il segnale dopo circa una ventina di secondi, oppure circa un minuto nel caso in cui siate in una zona particolarmente fuori mano. Tracciare la propria posizione GPS permette di tenere sotto controllo due elementi: il primo vede la distanza percorsa direttamente su mappa (ovviamente), il secondo ha a che vedere con la “funzionalità sentieri” che l’azienda ha rilasciato da qualche mese.

Purtroppo l’azienda olandese non è stata abbastanza furba da integrare una visione della propria attività fisica direttamente in un pannello apposito. Come vi avevo accennato poco fa, tutti i profili sportivi hanno delle particolari statistiche che il TomTom Spark 3 traccia. Alcune di queste statistiche, nello specifico passi e kcal consumate, sono disponibili direttamente tramite i menù che si aprono a sinistra. Le altre informazioni, invece, sono annidate all’interno della sezione di tracking relativa al tipo di attività fisica che avete appena svolto. Sì, lo so, sembra abbastanza complicato ma alla fine è piuttosto semplice anche se, ad essere sincero, c’ho messo un po’ prima di capire che fine avessero fatto tutte le statistiche. A tenere compagnia al modulo GPS è ovviamente il sensore per il battito cardiaco.

Questi due elementi una volta affiancati permettono di comprendere l’andamento del proprio allenamento, oltre che fornire preziose informazioni per gli sportivi professionisti che vogliono misurare il proprio battito cardiaco in particolari condizioni – magari a livello di una zona particolarmente ostica del percorso che si sta attraversando. Il tracking del battito cardiaco avviene quasi istantaneamente, dopo poco più di 5 secondi.

Durante i test non mi è mai capitato di trovarmi difronte a dei valori confusionari e tutto sommato non posso che dirmi particolarmente soddisfatto del lavoro che l’azienda ha portato avanti. Una menzione particolare va fatta per la funzione sentieri. Tramite essa vi potete lasciare guidare direttamente dal vostro Spark 3 per tornare a casa vostra, ma, ed è qui che viene il bello, sperimentando dei sentieri nuovi, il tutto focalizzato per passare ancora più tempo all’aria aperta.

La funzione fa un uso particolare del modulo GPS (le informazioni servono per far capire allo Spark 3 la vostra precisa posizione spaziale) e della bussola. Quest’ultima una volta che viene facilmente calibrata – sono necessari i classici movimenti ad infinito che abbiamo certamente fatto qualche volta con i nostri smartphone -, permette al dispositivo di sovrapporre le informazioni relative alla vostra posizione per guidarvi senza problemi alla vostra destinazione.

In aggiunta, tramite la versione web dell’applicazione, avete l’opportunità di caricare percorsi creati su altri servizi web (basta una piccola ricerca su Google per scoprire quali sono). Esportando il sentiero in formato .gpx vi basterà accedere al vostro profilo web e andare su Pianificazione Sentieri Carica sentiero. Una volta fatto vi basta selezionare una delle attività che fa uso del GPS (corsa, bici, freestyle, escursioni) per selezionare il sentiero che si vuole percorrere.

In definitiva il vantaggio di utilizzare il TomTom Spark 3 è quello di avere un dispositivo impermeabile (fino a 5 ATM) in grado di tracciare la vostra posizione, il battito cardiaco, la vostra attività fisica e di spronarvi a sperimentare nuovi sentieri avendo pur sempre la sicurezza di essere sempre guidati alla vostra destinazione.

Musica: le vostre playlist sempre con voi

Esistono due tipi di persone: chi ama fare attività fisica ascoltando musica (eccolo), chi preferisce il silenzio oppure il rumore della natura nel caso di sport all’aperto. Chi ricade all’interno della seconda categoria può tranquillamente saltare questo capitolo, non fa per voi. Se, invece, anche voi avete una playlist creata appositamente per darvi la giusta carica durante lo sforzo fisico, TomTom Spark 3 ha alcune caratteristiche che vi potrebbero interessare.

Restando fedele alla linea “Spark”, anche il TomTom Spark 3 è disponibile nella versione con auricolare incluso. La musica va ovviamente aggiunta direttamente allo smartwatch usufruendo dei 3 GB di spazio disponibile – ricordo che solo le versioni dello smartwatch “Music con auricolare”, “Cardio+Music con auricolare” e “Cardio+Music” integrano lo spazio necessario per aggiungere la musica.

Per aggiungere la musica è necessario passare per il proprio PC o Mac. Purtroppo non esiste un modo per farlo senza attaccare lo smartwatch al proprio computer, e questo penso possa essere una funzione su cui TomTom può indirizzare i suoi sforzi nelle prossime generazioni di Spark; l’utente sta iniziando a non trovarsi più a suo agio con i cavi e preferisce una soluzione che premia la possibilità di raggiungere l’obbiettivo senza dover dipendere da un computer.

L’applicazione TomTom MySports per il computer è in grado di scannerizzare il vostro computer (iTunes compreso) alla ricerca delle vostre playlist. Una volta trovate avete l’opportunità di sincronizzarle direttamente sul vostro TomTom Spark 3, a patto di rispettare i 3 GB di limite massimo. Una volta sincronizzate, non resta che procedere al pairing Bluetooth dell’auricolare; dalla watchface generale (quella con l’ora per intenderci) basta premere verso l’alto e aspettare il pairing con le cuffie.

L’orologio è in grado di agganciare senza problemi cuffie di altri produttori (ho provato con un paio di Minix e con le Level di Samsung), ma ovviamente è preferibile utilizzare il piccolo auricolare che l’azienda integra nei bundle che ho descritto poco più su. Il playback della playlist è funzionale ma potrebbe essere fatto meglio. Dal pannello del TomTom Spark 3 è possibile far partire la riproduzione audio della propria lista di canzoni ma non è possibile scegliere una precisa traccia per la riproduzione. Non si tratta di una pecca importante, ma è più un fastidio che potrebbe essere facilmente risolto tramite un aggiornamento firmware dello Spark 3.

 

Mi pare di intuire che TomTom abbia affrontato il problema delle playlist in questo modo: se un utente sincronizza la “playlist A” si presume che ogni traccia al suo interno abbia lo stesso valore emotivo e pertanto non è necessario permettere una selezione manuale, traccia per traccia, della musica sincronizzata. Mi pare un buon ragionamento, ma potrebbe capitare l’occasione in cui un “utente X” abbia voglia di far partire il playback proprio da quella canzone.

L’auricolare si comporta bene l’archetto non pesa sulle cuffie, anche durante sessioni di corsa – fattore che mi ha piacevolmente stupito. Ovviamente non siamo difronte ad un auricolare di grande qualità, l’audio viene riprodotto senza infamia e senza lode, con i bassi un po’ troppo slavati.

App Mobile: non ci siamo

TomTom ha previsto per il suo Spark 3 l’applicazione MySports, disponibile sia su iOS che Android ma anche sul web. Partendo da quest’ultimo, rispetto alla versione per mobile, sul web l’utente ha a disposizione uno spaccato delle sue attività fisiche con un dettaglio maggiore rispetto a quello che ha invece sul proprio smartphone.

In un contesto in cui praticamente chiunque passa più ore sul proprio smartphone che sul computer di casa, mi pare alquanto una scelta discutibile andare a premiare un tipo di visualizzazione di questo tipo. L’app MySports è praticamente la versione monca di quella web e questo è un passo falso importante.

Avviando l’app, una volta effettuato il pairing con il proprio TomTom Spark 3, ci si rende conto che la gestione dell’interfaccia è davvero sconclusionata. Sul mio iPhone 6s Plus, dove non manca certamente spazio per aggiungere informazioni a schermo – 5,5” permettono davvero di mostrare una gran quantità di dati -, pare di avere a che fare con un’applicazione monca, scritta a metà.

Prendendo in rapido esame quello che aziende competitor sono in grado di fare, è chiaro come il sole che TomTom da questo punto di vista deve effettuare una cambio di rotta radicale. Basta guardare l’immagine qui sopra per scoprire che Withings, un’azienda importante ma senz’altro minore rispetto a TomTom, è stata in grado di sviluppare un’applicazione mobile chiara, ricca di contenuti, informativa ed esaustiva.

L’unica speranza che ci resta è l’aggiornamento software dell’applicazione mobile.

Batteria: un buon risultato

Come sempre, quando si parla di un dispositivo con sensore per il battito cardiaco e il modulo GPS, la domanda che mi viene posta riguarda l’autonomia della batteria. Qui devo dire che TomTom ha fatto davvero un ottimo lavoro.

Dalle impostazioni dello Spark 3 è possibile scegliere se abilitare il sensore per il battito cardiaco con un rilevamento costante e continuo (in realtà non è mai continuo ma la frequenza cardiaca viene acquisita ad intervalli regolari), oppure se attivarla unicamente durante l’attività fisica.

Come pare evidente, questa modularità va a intaccare in un certo modo la durata complessiva della batteria. Durante i miei test, attivando il sensore per il battito cardiaco con una acquisizione “costante” senza mai fare attività fisica (di mio la faccio quotidianamente ma svolgevo gli esercizi senza avere il TomTom Spark 3 al polso), sono riuscito a fare quasi una settimana e mezzo con una carica.

Ricordo che in questa situazione il modulo GPS è sempre stato disattivato ma il sensore per il battito cardiaco era invece costantemente attivato, così come la sveglia e la “funzione notte” che attiva la retroilluminazione del display se viene coperto completamente.

Nel momento in cui si attiva anche il modulo GPS in coppia con il sensore per il battito cardiaco, si assiste ad un calo della batteria fisiologico. L’azienda sul sito ufficiale dichiara circa 3 settimane di utilizzo con una carica e 11 ore con il sensore GPS costantemente attivato. Dai miei test, attivando il sensore GPS un’ora al giorno, ogni giorno, sono riuscito a coprire quasi una settimana.

Dal mio punto di vista si tratta di un valore estremamente positivo. Lo sportivo assiduo, quello che magari è abituato a fare qualche ore di corsa a settimana, è certo di riuscire a concludere una sessione senza doversi preoccupare di ricaricare il proprio Spark 3. Chi invece è abituato a fare un’ora al giorno di palestra, oppure una gita in bicicletta, può ricaricare il dispositivo il lunedì per doverlo riattaccare sabato/domenica mattina.

Come sempre quello che conta è il modo in cui utilizzate lo Spark 3. Tenere costantemente attivati entrambi i sensori comporta un consumo di batteria molto rapido; di contro, avere il sensore HR attivo non va ad intaccare la batteria in modo così considerevole – certamente merito della rilevazione ad intervalli regolari. Per ricaricare la batteria del TomTom Spark 3 bisogna utilizzare il cavetto proprietario che l’azienda include all’interno della confezione.

Fondamentalmente si tratta di un cavo con un terminale USB standard full-size con all’altro capo un piccolo “trono” da agganciare all’attacco proprietario presente sul retro dello smartwatch. Purtroppo la presenza di un cavo proprietario lega leggermente la duttilità del prodotto che è indissolubilmente legato ad un cavo non rimpiazzabile – cosa che invece è possibile fare con un cavo micro USB standard con cui ricarichiamo smartphone e tablet. L’aggancio è solido, robusto, quasi difficile da rimuovere. La ricarica avviene in poco tempo, quasi meno di due ore.

L’unico svantaggio nel caso in cui doveste andare fuori per qualche giorno, è quello di non dover assolutamente dimenticare di portare con voi il cavetto; è assai improbabile che qualche vostro amico/conoscente ne abbia uno in più da prestarvi.

TomTom Spark 3: le nostre conclusioni

TomTom Spark 3, come abbiamo detto, è l’ultimo smartwatch prodotto dal colosso olandese. È compatto, ben strutturato, integra tutti i sensori che potrebbero fare comodo agli sportivi, di (quasi) tutti gli sport o anche per chi fa attività fisica in maniera casuale, come il sottoscritto. I punti di forza sono essenzialmente un tracking del battito cardiaco sempre rapido e preciso, un modulo GPS che riesce ad agganciarci al segnale in appena 1 minuto e la possibilità di utilizzare lo smartwatch in qualsiasi situazione, sotto la pioggia o mentre vi fate una doccia. La nuova funzione sentieri è poi un’aggiunta da non sottovalutare assolutamente per chi è sempre alla ricerca di nuove avventure. La batteria, se usata in maniera oculata, garantisce un livello di tracking di quasi una settimana se la vostra attività fisica è di circa un’ora. Esistono certamente dei punti che andrebbero migliorati: il software merita qualche attenzione in più, soprattutto quando si prendono in mano applicazioni mobile di altre aziende. Il suo legame con la controparte web è poi un fattore limitante, soprattutto oggi dove si fa tutto in mobilità. TomTom Spark 3 è uno dei migliori smartwatch sportivi attualmente presenti sul mercato, senza ombra di dubbio.

Pro
Sensore HR molto preciso
Modulo GPS rapido
Funzione sentieri
Braccialetto saldo
Autonomia soddisfacente
Contro
Può dar fastidio la notte
Settaggio iniziale poco user friendly
Applicazione mobile da potenziare
valutazione finale9