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Ticwatch S recensione: sotto i 200€, uno dei migliori smartwatch in circolazione

di Giovanni Matteiaggiornato il 12 febbraio 2018

Quando si è alla ricerca del miglior smartwatch economico si pensa sempre di muoversi sulle sabbie mobili. All’interno della nostra recensione su Ticwatch S scopriremo invece che è possibile godere appieno di tutto quello che si cerca in uno smartwatch senza dover per forza di cose spendere un capitale.

Nato diverso tempo fa da Mobvoi attraverso una campagna Kickstarter di ottimo successo, il Ticwatch S è il fratello gemello del Ticwatch E, quest’ultimo pensato per un utilizzo di tutti i giorni e con una vena leggermente meno sportiva. Dopo averlo portato al polso per diverse settimane, sono finalmente pronto a dirvi tutto sul Ticwatch S, puntando anche il dito su quei piccoli nei che hanno leggermente tirato giù il voto finale.

Scopriamo tutti i dettagli dell’orologio all’interno della nostra recensione su Ticwatch S.

Scheda tecnica

Design robusto, solido, forse un po’ troppo ingombrante

Il Ticwatch S è prima di tutto uno smartwatch sportivo. Vorrei stressare questo concetto soprattutto in questo capitolo, quello che parla del design. Quando ci si affaccia al mondo dei wearable per acquistare un prodotto così personale e delicato come un orologio, molto spesso di va incontro a feroci differenze di opinioni su quanto un orologio possa essere più o meno adatto ad un uso quotidiano o meno.

Per loro natura, gli smartwatch sportivi (così come la loro controparte non smart) sono da sempre considerati come prodotti da indossare solo quando è strettamente necessario, ovvero durante l’allenamento fisico. Il mercato degli orologi ci ha però spesso insegnato che è possibile sviluppare orologio sportivi con uno spiccato senso del design, così da renderli perfetti per essere utilizzati anche quotidianamente.

Il Ticwatch S fa parte di quest’ultima categoria di prodotti. È uno smartwatch che può essere indossato tutti i giorni, complice anche dalla presenza di Android Wear che, grazie alle sue watchfaces, in qualche modo permette di mitigare la sua anima profondamente sportiva. Su una cosa però bisogna fare un po’ di attenzione: il Ticwatch S non è uno smartwatch fatto per un polso femminile. Il colpevole di questa mancanza è certamente la cassa e il suo spessore. Tralasciando il cinturino che purtroppo non può essere cambiato – una grande pecca per me -, le dimensioni della cassa lo rendono per forza di cose uno smartwatch adatto ad un polso maschile.

Facendo qualche prova con la mia ragazza, mi sono reso conto che Mobvoi non ha preso in considerazione la controparte femminile durante le fasi di design del Ticwatch S. La ghiera circolare è scandita con piccoli numeri in giallo che aumentano di cinque unità alla volta in senso orario, per arrivare a “60” a ridosso delle ore 12. La lavorazione della cassa è in plastica dura con l’antenna GPS incastonata al suo interno. Il cinturino è in TPU, di buona fattura, e non crea alcun fastidio al polso, nemmeno dopo tante ore di utilizzo o a seguito di una lunga attività fisica. Il retro della cassa è ovviamente il posto giusto in cui inserire il sensore HR per il battito cardiaco, posto al centro e abbastanza vicino ai PIN per la ricarica tramite connettore proprietario.

Il lato sinistro della corona è poi quello dove Mobvoi ha inserito un piccolo bottone circolare, piuttosto comodo da raggiungere ma scomodo da utilizzare. Trattandosi di un bottone, mi aspettavo un feedback decisamente più pronunciato, qualcosa che mi facesse capire che si è effettivamente esercitata una pressione sufficiente per causare una risposta a livello software. Questo comporta che, ogni singola volta, è necessario portare il proprio sguardo a livello del quadrante per scoprire se si è premuto bene il bottone. Niente di che nella vita di tutti i giorni, ma un po’ scomodo quando si è impegnati in una corsa o durante l’allenamento e non si ha la possibilità di guardare molto spesso l’orologio.

Data la sua natura rigida e robusta, il Ticwatch S può dare qualche fastidio quando si indossa durante la notte oppure in particolari tipi di allenamenti. Il “trucco”, se così lo posso definire, è allentare un po’ la stretta del cinturino. Lo spessore così pronunciato della cassa può arrecare fastidio durante la notte ma anche durante le flessioni, risultando di impiccio e arrivando anche a causare un lieve dolore. Mettendo da parte le scelte stilistiche, il Ticwatch S è un orologio con carattere, che si fa notare, ma che si lascia indossare anche in contesti formali, magari sotto una camicia. Non è una cosa da poco, soprattutto per chi è alla ricerca di uno smartwatch sportivo per tutti i giorni.

Parlando della cassa, si fa davvero fatica a non spendere due parole sul display del Ticwatch S. Il pannello circolare OLED da 1.4 pollici ha una risoluzione da 400×400 pixel con 287 PPI di densità. Durante le mie prove devo dire che ho apprezzato parecchio la generosità del display, così come la scelta di un display OLED rispetto al classico LCD. In questo modo è possibile impostare senza troppe remore watchface che prevedono la presenza di informazioni a schermo – il classico always-on -, così come un risparmio concreto dei consumi quando si impostano quadranti a tema scuro.

Il pannello è ovviamente multi-touch è risponde sempre molto bene ai comandi impartiti, anche se teme un pochino il contatto con i liquidi o con ambienti tanto umidi. In queste situazioni bisogna investire qualche tocco in più per avere la giusta risposta dal sistema, ma nulla di preoccupante nel complesso. Durante la mia recensione su Ticwatch S ho ovviamente testato la visibilità del display all’aperto, soprattutto a causa della mancanza di un sensore di luminosità. Dapprima avevo sollevato qualche dubbio, ma mi sono dovuto ricredere durante la prova “dal vivo”. La luminosità impostata al massimo è sicuramente di aiuto durante le giornate particolarmente soleggiate, anche se un livello di luminosità impostato al 60-70% è più che sufficiente per controllare l’arrivo di notifiche o l’ora.

In questo caso il display alwas-on offre un vantaggio non da poco: impostare una luminosità intorno al 50% permette comunque di controllare rapidamente l’orario o la presenza di notifiche non lette, senza essere costretti a stressare la batteria impostando una luminosità generale elevata.

Tracking: piuttosto accurata nonostante un sensore HR ballerino

Il mercato dei wearable e le aziende più in voga – Apple, Samsung, Fitbit e compagnia cantante – ci hanno abituati all’idea di dover spendere una piccola fortuna per avere a disposizione un prodotto completo sotto tutti i punti di vista. Con il passare degli anni, però, abbiamo imparato a conoscere tante piccole realtà capaci di creare prodotti in grado di offrire un gran numero di feature condensate in un prodotto “economico”. Sia chiara una cosa: Ticwatch S è un orologio che si aggira attorno ai 200€, e viene considerato come economico proprio perché alcune volte è necessario spendere il doppio per acquistare un Apple Watch, l’ultimo smartwatch di Samsung e via discorrendo.

Con questo prezzo, il Ticwatch S cerca di catalizzare l’interesse del pubblico verso prodotti pensati per lo sport non disposti a spendere quasi metà di uno stipendio comune per portarsi a casa uno smartwatch. Quando si parla di smartwatch economici, il 90% delle volte bisogna scendere a compromessi: alcuni prodotti non hanno il sensore HR per il battito cardiaco, alcuni non hanno il GPS, altri non hanno una buona registrazione dell’attività fisica oppure non dispongono della certificazione IP67 per il contatto con i liquidi. Ticwatch S non fa parte di questa categoria di prodotti. Lo smartwatch in questione dispone di tutti i sentori di cui ha bisogno lo sportivo o l’utente medio che è alla ricerca di un prodotto completo a 360°.

Infatti, all’interno di un dispositivo dal prezzo contenuto, Mobvoi è riuscito a integrare il sensore HR per il battito cardiaco, modulo GPS integrato all’interno della cassa, modulo Bluetooth, modulo Wi-Fi e certificazione IP67 per il contatto con i liquidi. Veniamo al tracking effettivo dell’allenamento fisico. Trattandosi di uno smartwatch con Android Wear, è normale trovare il pieno supporto a Google Fit, l’applicazione di Big G che permette di tenere sotto controllo tanti parametri relativi alla propria attività fisica. Nonostante questo, Mobvoi offre l’applicazione “Fitness” che permette di scegliere fra cinque modalità di tracciamento: corsa all’aperto, camminata all’aperto, corsa al chiuso (tapis roulant), bicicletta e free style, ovvero il classico set di allenamenti spesso fatti in casa – piegamenti, flessioni, quella roba lì.

La schermata di avvio di una di queste attività è estremamente minimale: è possibile far partire immediatamente il tracciamento oppure scorrere per impostare la durata (in minuti), la distanza (in chilometri) e il numero di calorie (in kcal). Tutto quello che viene registrato durante gli allenamenti viene poi automaticamente riversato sull’applicazione proprietaria – Ticwatch, disponibile sia su iOS che su Android – dove è possibile andare a vedere un résumé dei dati più importanti. Quello che manca realmente è il riconoscimento automatico dell’attività fisica, un po’ come fanno Fitbit, Garmin, TomTom e via discorrendo, e la possibilità di impostare diversi tipi di allenamenti. Quelli presenti possono anche rientrare in quelli più in voga fra gli sportivi, ma vengono tagliati fuori un gran numero di sport estremamente popolari.

Strana è anche l’impossibilità di tracciare il nuoto, nonostante la presenza della certificazione IP67. Da questo punto di vista il Ticwatch S viene promosso con qualche riserva; Mobvoi avrebbe potuto investire un po’ di più da questo punto di vista rilasciando sul mercato un prodotto completo a 360°. C’è però un risvolto positivo in tutta questa storia: visto il gran numero di sensori integrati, aprire le porte ad altre attività fisiche è una mera questione di aggiornamento software.

Software: il meglio di Android Wear 2.0, senza intoppi

Tizen OS di Samsung ci ha insegnato che ottimizzazione estrema del software e dell’hardware riescono a fare davvero miracoli. È un po’ il mantra che segue anche Apple su tutta la linea, anche sui suoi smartwatch. Android Wear segue invece la stessa scia segnata dalla sua controparte mobile, Android. Molto spesso i dispositivi che montano Android Wear non vengono più aggiornati nel corso dei mesi, decretando all’oblio dispositivi che potrebbero fare davvero bene.

Il Ticwatch S monta Android Wear 2.8.0 basato su Android Nougat 7.1.1 con le patch di sicurezza ferme ad ottobre 2017. Insomma quello che troviamo sui dispositivi mobile (versioni di Android vecchie di mesi o anni rispetto a quelle ufficialmente rilasciate da Google), è tangibile anche sul Ticwatch S. Nonostante Android Wear basato su Oreo 8.0 sia già stato annunciato a fine 2017, per quanto riguarda il Ticwatch S non si sa se e quando il sistema verrà ufficialmente aggiornato all’ultima versione di Android.

Dicevamo: siamo fermi ad Android Wear 2.8.0, ma come si comporta? Spesso mi è capitato di provare smartwatch economici con Android Wear e rimanere scottato per l’assenza di una buona ottimizzazione del software. Menù con un po’ troppi intoppi, applicazioni che crashano, un sistema delle notifiche troppo ballerino; insomma, niente di paragonabile a quello che ci si aspetta da un OS maturo come può essere Android Wear.

Durante la recensione su Ticwatch S ho avuto modo di provare a fondo come si comporta Andorid Wear e devo dire che posso ritenermi più che soddisfatto. Il dispositivo monta un processore MediaTek MT2601, un dual-core da 1.2 GHz affiancato da 4 GB di storage. Il Ticwatch S è quindi un prodotto che non si basa sulla piattaforma Snapdragon Wear ma questo non è affatto un problema. La gestione dei menù è impeccabile, non sono mai presenti lag, crash, rallentamenti o problemi software che richiedono un riavvio forzato delle app o dello smartawtch.

Il Play Store è sempre a portata di mano e le applicazioni a disposizione sono varie e funzionano tutte piuttosto bene.

App companion: non ci siamo, purtroppo

Come abbiamo più volte visto all’interno delle nostre recensioni sui wearable, siano essi smartwatch o smartband poco conta, l’applicazione mobile companion può essere un elemento secondario tale da muovere l’ago della bilancia e conseguentemente il voto finale. Nel capitolo poco più su abbiamo visto che Android Wear si comporta piuttosto bene, dando piena libertà di utilizzo e consentendo un utilizzo piuttosto immediato.

L’applicazione mobile companion etichettata semplicemente come “Ticwatch” non è certamente una di quelle che ti fa gridare al miracolo. All’interno delle mie recensioni ho sempre elogiato l’ottimo lavoro di Fitbit o Garmin per quanto riguarda le applicazioni companion, mentre qui, purtroppo, è necessario apportare dei miglioramenti. Quello che si può trovare all’interno dell’applicazione è un piccola goccia in un oceano di possibilità.

Avviandola è possibile avere una visione rapida e per nulla granulare di quelle che sono le informazioni relative al proprio allenamento. Non troviamo tutta quelle serie di informazioni aggiuntive che invece popolano applicazioni competitor, dando una forte sensazione che l’applicazione può dare molto di più se solo si volesse farlo. C’è da dire però che, trattandosi di un’applicazione, Mobvoi è perfettamente in grado di rilasciare aggiornamenti tali da stravolgere il suo utilizzo, permettendo di competere senza problemi con altri mostri sacri.

Batteria: preparatevi a ricaricarlo ogni sera

Quando si parla di smartwatch, la maggior parte delle persone partono prevenute per quanto riguarda l’autonomia. Nonostante la presenza di moduli batteria spesso ottimizzati al massimo per consentire il maggior numero di ore di utilizzo, la quasi totalità dei prodotti presenti in commercio non è in grado di garantire un utilizzo che riesca a superare le 24 ore. Nonostante Mobvoi non abbiamo rilasciato informazioni dettagliate sul numero di mAh presenti all’interno della batteria del Ticwatch S, sappiamo quali sono il numero di ore che potremo aspettarci dal suo utilizzo.

Il Ticwatch S dovrebbe garantire 48 ore di utilizzo continuativo e 120 ore di utilizzo in standby. Possiamo tranquillamente dire che non ci avviciniamo praticamente mai a questi numeri; al massimo, possiamo aspettarci un giorno completo di utilizzo e tre giorni in standby, avendo cura attivare la modalità aereo in modo da disattivare il modulo Bluetooth, il Wi-Fi e quindi anche la ricezione di notifiche da parte del proprio smartphone. Per quanto mi riguarda, questi dati non sono poi così negativi, soprattutto se consideriamo che smartwatch di gran lunga più costosi offrono più o meno le stesse ore di utilizzo, se non di meno – prendiamo ad esempio l’Apple Watch serie 3 con modulo LTE (non disponibile nel nostro Paese) la cui autonomia è davvero scandalosa.

Il mio consiglio è quello di ricaricare lo smartwatch ogni giorno, alla sera, per poi averlo a carica massima la mattina seguente. Come per tutti i prodotti in commercio, anche il Ticwatch S dispone di una serie di pin magnetici che si allacciano ad un connettore proprietario per caricare la batteria. Nel caso di un utilizzo massiccio dello smartwatch, vi consiglio di portare con voi il cavo di ricarica. Infatti, anche se la batteria può scendere giù molto facilmente durante le sessioni di allenamento, la ricarica è davvero molto rapida, permettendovi di passare dal 20% al 100% in meno di un’ora.

È un po’ quello che avviene con smartphone muniti di ricarica rapida; a fronte di una batteria non troppo performante, è possibile usufruire di una cospicuo percentuale di ricarica con il tempo di una doccia. La stessa cosa vale per il Ticwatch S. La sua autonomia è ottimizzata per un giorno di utilizzo, non di più.

Ticwatch S recensione: le nostre conclusioni

Come abbiamo visto all’interno della recensione su Ticwatch S, l’orologio se l’è cavata bene in quasi tutti i campi di utilizzo. Le piccole note negative non pregiudicano un utilizzo ben sopra la media, soprattutto considerando il prezzo competitivo al quale è possibile portarselo a casa. Quando mi accingo alla chiusura di una recensione mi pongo sempre la stessa domanda: per quale motivo dovrei consigliare l’acquisto di questo prodotto? Nel caso della recensione su Ticwatch S, la risposta è abbastanza semplice: il Ticwatch S è lo smartwatch economico sportivo più interessante attualmente presente in circolazione.

Quando penso ad uno smartwatch sportivo completo e a buon mercato, mi è sempre venuto in mente l’ottimo TomTom Spark 3. Quest’oggi, invece, mi viene in mente il Ticwatch S. Il prodotto di TomTom è a mio avviso ancora oggi un gradino più un alto rispetto al Ticwatch, soprattutto per quanto riguarda l’accuratezza del sensore HR. Per il resto, invece, mi sento di promuovere il Ticwatch S a pieni voti, o quasi. La presenza di Android Wear, la sua piena compatibilità con iOS – cosa per niente scontata, soprattutto per un prodotto così economico -, il suo design ricercato, rendono il Ticwatch S il nuovo smartwatch economico da avere a tutti i costi.

Ticwatch S è acquistabile a questo link di Amazon, al box qui in alto oppure sul sito ufficiale della compagnia.