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Thunderbolt: cos'è e perché non conviene usarlo

di Stefano Lovecchioaggiornato il 4 aprile 2015

Introduzione

Oggi parliamo di Thunderbolt, un nome preso in prestito un po’ da tutte le parti: aerei da caccia, film, album musicali, ma anche dall’informatica. E non faremo mistero sul nostro interesse ad approfondire quest’ultima facciata: sotto il nome Thunderbolt si nasconde una tecnologia che va avanti da diversi anni, che continua ad evolversi ogni giorno, e che i Mac users hanno già imparato a conoscere bene.

Ma cosa sarebbe questo Thunderbolt? Si tratta, a conti fatti, di un nuovo standard di trasferimento dati veramente rivoluzionario, qualcosa che dispone, sulla carta, di tutto ciò che è necessario per spodestare il più classico collegamento USB, attualmente giunto alla terza versione, più moderna, veloce e affidabile. Introdotto da Intel con la collaborazione di Apple, il collegamento Thunderbolt permetterebbe ai dispositivi che lo supportano di trasferire i dati all’interno del proprio computer ad una velocità veramente impressionante, almeno per gli standard odierni. La velocità offerta da questa nuova tecnologia è così elevata che sarebbe possibile collegare hard disk, fotocamere, schermi, ad un hub Thunderbolt collegato al computer, e farli funzionare tra di loro nello stesso istante, alla velocità massima, tutto mentre sul computer è collegato un unico, semplice cavetto. Un gran passo in avanti.

Storia e funzionamento del Thunderbolt

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Per chi mastica pane e tecnologia o fosse semplicemente curioso approfondiamo volentieri il funzionamento alla base di Thunderbolt: nel 2009, Intel presentò il frutto della ricerca combinata con Apple, mostrando un prototipo di Mac Pro che era in grado di ricevere e mostrare correttamente due video in Full HD grazie ad una tecnologia che allora si chiamava Light Peak, e che avrebbe fatto capolino in una futura famiglia di CPU e chipset. Da quel momento ne passò di acqua sotto i ponti: l’abbandono della tecnologia ottica permise a Thunderbolt supportare fino a sei dispositivi da 10W massimo collegati in catena tra di loro, mantenendo una velocità nella comunicazione mai vista prima.

La velocità di trasferimento dai dispositivi esterni è garantita dall’utilizzo dell’ormai solido sistema PCI-Express, utilizzato da tantissimi anni all’interno dei computer principalmente per le periferiche grafiche e qui rivisto per funzionare anche in una veste “esterna”. Il computer è poi in grado di ricevere il grande flusso di dati in arrivo grazie alla nuova tecnologia di cui sono dotate le nuove CPU Intel dalla famiglia Sandy Bridge in poi (per chiarirci, tutte le CPU Intel Core i3, i5 e i7).

La forma

[quote_destro] Mantenendo la stessa forma, Thunderbolt è retrocompatibile con i cavi Mini Display Port [/quote_destro] Ma fermiamoci a parlare un istante del cavetto e della forma del collegamento: vi ricorda niente? Il collegamento Thunderbolt dispone di una forma assolutamente non nuova, in particolare agli utenti Mac: non è altro che quella del collegamento Mini DisplayPort, quello che troviamo in buona parte dei Mac che ci permette di collegare il dispositivo ad un monitor esterno. Ciò che in un primo istante potrebbe passare come una conseguenza di una ricerca eseguita dalle sole Intel e Apple, in realtà nasconde un vantaggio funzionale: comunicare sia con dispositivi dotati di interfaccia PCI-Express (pensiamo ad un hard-disk, una videocamera, ma anche una scheda grafica esterna) sia con schermi con interfaccia DisplayPort. Inoltre, mantenendo la stessa forma, Thunderbolt è retrocompatibile con i cavi Mini DisplayPort. Ad ogni modo, finora è il primo tentativo recente di unificare il collegamento di dispositivi così diversi.

Prestazioni

[img_sinistra][/img_sinistra]Ma oltre a questo, quali vantaggi ci sono? Se il fatto che un hub Thunderbolt può gestire agevolmente fino a sei dispositivi non soddisfi la vostra sete di novità, sarà il caso di introdurre qualche numero a difesa delle prestazioni. In breve, se il protocollo di trasferimento USB 3.0 è in grado di trasferire dati fino ad una velocità di 5 Gbps (gigabit per secondo), Thunderbolt può fare molto di più, raggiungendo l’incredibile velocità di 10 Gbps. E questo può fare la differenza, soprattutto in un ambito professionale come può essere quello del video-editing in alta definizione.

Impiego attuale

Ma esistono dispositivi Thunderbolt? E computer che li accettano? Sicuramente, anche se non molti: riguardo i computer che accettano Thunderbolt, è la linea Mac di Apple a fare da padrona (non che ci aspettassimo una situazione diversa), con la gamma di notebook e fissi che equipaggia sempre almeno una porta Thunderbolt. Unica, paradossale eccezione, il Mac Pro, di cui si aspetta ancora una revisione completa che, tra le altre cose, introduca questo nuovo standard. Al di fuori di Apple, è davvero scarsa l’adozione di Thunderbolt all’interno dei computer: fanno eccezione alcuni prodotti di Lenovo e Acer, ma in generale possiamo dire che all’esterno delle mura della Mela ci troviamo davanti ad un qualcosa ancora molto di nicchia.

Riguardo i dispositivi, invece? Con Thunderbolt i produttori hanno avuto una strada spianata per la distribuzione di dispositivi di altissima qualità. Basta fare una capatina su Apple Online Store per incappare nel Cinema Display, un monitor LED da 27 pollici che non può non catturare l’attenzione del professionista o dell’appassionato, e che da qualche tempo a questa parte ha adottato Thunderbolt per offrire ancora più funzionalità. Sempre all’interno dello store online, è possibile trovare altri prodotti Thunderbolt mirati all’archiviazione: sono soluzioni estremamente professionali che, oltre ad offrire una alta velocità di trasferimento, puntano anche alla elevata capacità interna (alcuni prodotti raggiungono le decine di terabytes di capienza). Chi ha avuto modo di sfogliare questi prodotti durante la lettura di questo approfondimento, però, avrà fatto una grande smorfia, le cui cause sono oggetto delle prossime righe.

Gli svantaggi

Siamo stati buoni con Thunderbolt fin qui, ma mentiremmo se non dicessimo che questa nuova tecnologia è, a conti fatti, poco attraente. Ecco le principali criticità:

Scarsa adozione: come accennato qualche riga più su, Thunderbolt è ancora rimasto a conti fatti sotto il dolce tetto di Apple: la linea Mac è quella con la percentuale più alta di prodotti dotati di almeno una di queste connessioni di nuova generazione, mentre al di fuori della società della mela, sono scarsissime le adozioni da parte dei produttori. Una tendenza che forse troverà spiegazione una volta analizzata la totalità delle critiche.

Potenza in esubero: guardando i 10 Gbps che lo standard Thunderbolt è in grado di offrire, si potrebbe pensare che sia da pazzi un rifiuto da parte dei produttori riguardo la creazione di dispositivi adeguati. Ma, a conti fatti, questa velocità estrema viene castrata dallo stato attuale dei dispositivi, la cui velocità interna è spesso di gran lunga inferiore al tetto massimo di Thunderbolt. Quindi, a meno che non siate dei professionisti dotati di una configurazione di SSD in RAID (si perdoni il tecnicismo necessario) o vogliate tenere il minor numero di dispositivi collegati al computer (con Thunderbolt basta un solo cavetto collegato ad un hub), l’USB 3.0 è più che adeguato alle vostre esigenze.

Prezzi finali: la criticità più evidente di Thunderbolt si configura nei prezzi. Lo standard Thunderbolt è sul mercato dal 2011 circa, e finora gli unici dispositivi Thunderbolt che abbiamo visto sono, oltre che pochi, veramente al di fuori del portafoglio medio. Si parla di dispositivi di archiviazione che possono partire dai 300-400€ e terminare su cifre a quattro zeri, monitor come quello Apple, il cui prezzo di listino è fissato oggi sui 1007€, e così via. In generale, oggi risulta impossibile utilizzare Thunderbolt senza spendere grandissime cifre, e per questa ragione vi invitiamo a non farvi un problema se quella piccola porta sul vostro Mac resta grossomodo inutilizzata (ricordiamo che è sempre possibile utilizzarla con il vecchio cavo Mini DisplayPort). Forse, l’unico prodotto sotto le diverse centinaia di euro è il semplice cavetto, che comunque ha un prezzo che difficilmente si assocerebbe ad un semplice cavo.

Pochi prodotti: quale produttore distribuirebbe prodotti che non hanno domanda? Sarà per questa ragione che i produttori hanno dedicato a Thunderbolt uno spazio veramente minimo, soddisfando quel poco di domanda che viene dai professionisti nel settore del multimediale, che tra l’altro non sono neanche molti, visto che in molti utilizzano Mac Pro e su quest’ultimo non è presente tale connessione.

Prezzo: cause e conseguenze

Bisogna dire due cose a riguardo del prezzo di Thunderbolt: non solo è una tecnologia che ha un elevato costo per i produttori, a causa della complessità del sistema, ma a causa del suo “essere di nicchia” (in fondo, è presente quasi soltanto su Mac) non dà modo ai prodotti di essere tanti, variegati, e poco costosi. Le soluzioni di archiviazione professionali, le docking station, le schede video esterne, sono prodotti grandiosi, ma che non possono sfondare il mercato come una penna USB grande quanto un’arachide e venduta a poche decine di euro. Ed è un peccato, perché l’USB sarà pure economico e abbastanza veloce, ma non ha di certo le stesse potenzialità di Thunderbolt. Per dirne una, l’idea di utilizzare una scheda video esterna per giocare in maniera dignitosa anche su Mac sarebbe qualcosa che stuzzica davvero tanto la mente di chi vi scrive, ma davanti ad una spesa di 800-1000€ tanto vale farsi una (ma anche due o tre) console di ultima generazione, o un PC da gaming. Semplicemente non vale la spesa.

Conclusioni

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[/img_destra] Nel 2011 abbiamo riposto grandi speranze in Thunderbolt, una tecnologia che sembrava veramente troppo avanti per poter essere vera. Ma gli alti costi di produzione, i prezzi finali dei prodotti e la scarsissima adozione del sistema da parte dei produttori di computer hanno portato in breve tempo Thunderbolt ad imporsi unicamente come nuova e strettissima nicchia. Fortunatamente, Apple non è rimasta a guardare, e da qualche tempo ha iniziato ad equipaggiare i propri Mac con una più convenzionale connessione USB 3.0, e questo la dice lunga sul futuro consumer dello standard sviluppato con Intel. L’attesa per l’arrivo di qualche prodotto veramente appetibile è, secondo noi, veramente troppo lunga.