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Telegram: alternativo è bello anche nel messaging

di Claudio Carelliaggiornato il 29 marzo 2015

Telegram: il nome attualmente sulle bocche di tutti gli utilizzatori di smartphone. L’applicazione é esplosa raccogliendo un numero spaventoso di utenti davvero in pochissimi giorni promettendo di offrire una piattaforma di messagging facile da usare e allo stesso tempo completa. Ma siamo di fronte ad un servizio davvero rivoluzionario? No, ma ciò non ci ha fermato nel prendere in esame l’applicazione e di recensirla. Vediamo quindi, per chi negli ultimi giorni sta chiedendosi di cosa si tratta, tutti i dettagli di Telegram, come è strutturata e cosa è in grado di offrire.

Dal nulla al boom: da dove arriva Telegram

Abbiamo visto adozioni a piattaforme web-based davvero massicce negli ultimi anni, ma quella di Telegram è davvero impressionante. Spesso ciò che ha spinto gli utenti ad installare un’app è, ad esempio, l’arrivo di un client ufficiale per un sistema operativo, caso che abbiamo già visto con l’arrivo di Instagram su WP ad esempio. Possiamo dire lo stesso per applicazioni decisamente particolari, in grado di svolgere funzioni completamente a sé stanti; basta nominare Vine per poter rendere bene il concetto. Non ci aspettavamo però di certo le stesse cifre – il record di nuovi utenti ammonta 5 milioni di utenti in sole 24 ore  da un’app di messaging come Telegram, la quale svolge la semplice funzione di far comunicare testualmente gli utenti, senza costi.

[quote_destro]”Si tratta della nuova applicazione alla quale tutti si convertiranno soppiantando le altre? No.”[/quote_destro]Il concetto potrebbe suonarvi familiare, visto che praticamente tutti i possessori di smartphone dispongono di almeno due o tre applicazioni di messaing/VOiP all’interno della propria springboard. È infatti chiaro: Telegram va a sfidare, e in modo neanche troppo velato, Whatsapp, WeChat e Line. In un secondo momento, con l’introduzione delle chiamate gratuite, andrà poi a scontrarsi anche con Viber, Hangouts e Skype. Ma ha le potenzialità per riuscirci?

Telegram Messenger è un prodotto di Nikolai e Pavel Durov, due fratelli già abbastanza conosciuti per la realizzazione di VKontakte, social network più in voga della Russia recentemente oscurato in Italia poiché utilizzato per l’upload di contenuti tutelati da copyright (vedi film in streaming). Telegram è nato lo scorso anno dalla realizzazione parallela di un protocollo apposito per la trasmissione di dati sul web, giunge sugli store il 21 febbraio ed esplode soltanto negli ultimi giorni. Il motivo sembra essere circoscritto all’ultimo disservizio di Whatsapp, il quale è andato offline “misteriosamente”  per numerose ore . Insolito, sicuramente, e insolito anche che Telegram sia stata la destinazione presa da molti utenti che, disperati e boccheggianti, avevano la necessità di un’app per il messaging. 

Whatsapp, recentemente acquisita da Facebook, è l’app che sicuramente la maggior parte degli utenti utilizza per restare in contatto. Ma abbiamo numerose alternative, ormai ampiamente utilizzate, quindi perché un numero così vasto di utenti avrebbe dovuto lanciarsi nel vuoto scegliendo Telegram? La cosa puzza un po’, ma sorvoliamo. La creatura dei fratelli Durov, proposta come soluzione “non commerciale” (gratis e ads free), è un connubio di funzioni già note e piccole feature interessanti. Mettiamolo sotto al nostro microscopio per capire di cosa si tratta e se effettivamente i presupposti di questa adozione di massa vi sono o meno.

Design: spazio al flat, e alle similitudini

Dopo aver installato Telegram, disponibile per Android e iOS, abbiamo subito accesso alla pagina iniziale che, come di consueto, ci invita a registrare il proprio numero per poter abilitare il funzionamento dell’app. Fatto ciò, eccoci all’interno della schermata principale. Disorientamento pari a zero: l’aspetto di un’app per messaging non può, di base, essere così stravolto rispetto a quelle con le quali siamo già abituati.

Il menù principale è denominato “Chats“, e contiene ovviamente le conversazioni avviate con altri utenti. Questi possono essere ovviamente coloro che hanno a loro volta installato Telegram sul proprio dispositivo e che si trovano nella propria rubrica. Ogni conversazione con altri utenti contiene il nome dei suddetti e il relativo avatar. Quest’ultimo si presenta in forma circolare sulla sinistra dello spazio orizzontale dedicato alle conversazione (un po’ in simile Google+), e allo stesso modo nel menù posto immediatamente sulla sinistra, denominato “Contacts“.

Come avrete intuito si evince il primo punto debole del prodotto dei fratelli Durov: non è presente, al momento della stesura di questa recensione, una localizzazione in lingua italiana. Non è affatto da escludere però che questa possa, in un secondo momento, arrivare per soddisfare le esigenze degli utenti meno avvezzi all’utilizzo dell’inglese. Presenti nel menù principale anche una piccola barra di ricerca e i tasti Edit e per avviare una nuova conversazione.

Nel menù Contacts troviamo invece, oltre agli utenti in possesso di Telegram, un piccolo menù di ricerca, un tasto per avviare una conversazione segreta (vedremo nel prossimo capitolo in cosa consiste) e uno per invitare i propri amici ad installare l’app. È presente inoltre anche un set di varie impostazioni nel menù dedicato accessibile dal tasto “Settings” posto in basso a destra dell’interfaccia.

  

In linea di massima possiamo comunque dire che Telegram è un’applicazione con un design decisamente fresco e giovane, orientato ovviamente al flat. Tutte le pagine sono caratterizzate dall’utilizzo di pochi elementi, ma praticamente indispensabili. La cosa comporta quindi una facilità di utilizzo abbastanza elevata, anche se nel caso degli avatar possiamo dire che la veste circolare ed eccessivamente colorata scade un po’ sull’originalità.

Funzioni: poche chicche, attenzione alla privacy

Ok, la grafica è carina, ma non è di certo questo aspetto che può spingere una portata di utenti così ampia a provarla almeno una volta. Infatti, Telegram dispone di alcune caratteristiche che, a quanto pare, hanno saputo catturare l’attenzione di molti. Ma partiamo con calma.

Soffermarsi sulle funzioni classiche può apparire in parte sbagliato, ma è giusto per chiarire a tutti effettivamente cosa Telegram è in grado di fare. L’app, come penso sia stato chiaro fino ad ora, permette ai possessori di comunicare testualmente in modo totalmente gratuito tramite una connessione ad internet. Ovviamente non si ferma qui: consente infatti l’invio di allegati, quali foto, video, posizione, contatti, documenti (su Android si tratta di file con qualsiasi estensione, su iOS la funzione è nulla) e persino immagini tratte dal web. Un punto a favore decisamente per l’ultima elencata, la quale va a ricompensare un’esigenza particolarmente spinta degli utenti che, per condividere un contenuto visivo (non foto personali) con qualcuno, di base usano Google Images, salvano il file e lo inviano come una semplice foto. In questo caso, Telegram integra un piccolo browser di immagini che possono essere direttamente inviate al destinatario tappando sul risultato in questione. Può sembrare una banalità, ma non lo è affatto.

Altra funzione interessante è quella relativa alle chat segrete, le quali si posizionano nel nucleo della privacy sul messaging, argomento abbastanza scottante che abbiamo già affrontato più di una volta, e nello specifico con DustApp. Partiamo con una premessa: ribadiamo che ciò che è connesso su internet è sempre esposto a rischi di eventuali violazioni. Detto ciò, vediamo di capire come Telegram si impone da questo punto di vista, esaminando anche quella che è la privacy policy messa a disposizione sul sito web.

[img_destra][/img_destra]Tralasciando la sottile ironia con la quale sono state stilate le F.A.Q. dalla software house (in alcuni casi un po’ fuori luogo visto l’argomento spinoso) riportiamo ciò che l’azienda promette. Le conversazioni e i propri dati, a detta degli sviluppatori, rimangono private e non vengono forniti a nessuno. Questi rimangono fortemente criptati sul server finché l’utente rimane attivo, e verranno a loro volta eliminate quando, in qualsiasi momento, deciderete di abolire l’account Telegram. È a disposizione di tutti, inoltre, una competizione che prevede il pagamento di 200.000 $ a chi dovesse riuscire a decriptare l’algoritmo di sicurezza utilizzato per proteggere i dati sensibili.

Capito ciò, focalizziamoci sulle chat segrete. Queste possono essere create con qualsiasi contatto dotato dell’app, e consentono di avere una apposita chiave per la crittografia dei dati contenuti al suo interno. Oltre a ciò, permettono a chi la crea di avere un timer mediante il quale i dati vengono eliminati e resi non disponibili né da chi li crea e né da chi li legge (mittente e destinatario). In tal modo, le conversazioni rimangono sicuramente archiviate sul server, ma non fruibili dai dispositivi e quindi da terzi che riescono ad avere accesso al vostro dispositivo. Tutto molto chiaro e molto semplice, sicuramente.

Nelle impostazioni sono disponibili inoltre alcune piccole feature, come quelle per impostare nuovi sfondi, abilitare/disabilitare le notifiche e i suoni dedicati, aumentare/diminuire la dimensione dei caratteri, bloccare/sbloccare utenti, e così via. Nulla di particolare, se non per il browser delle immagini e per il timer dedicato alle chat segrete.

Messaging sul desktop: perché no

Un aspetto sicuramente interessante di Telegram è quello di mettere a disposizione il codice sorgente e un set di API agli sviluppatori. Questi consentono, nel concreto, di permettere a chiunque di sviluppare un client Telegram per qualsiasi piattaforma, ed ecco perché, nonostante l’app nasca ufficialmente solo su App Store e su Play Store, che abbiamo la possibilità di utilizzare la piattaforma anche su Windows Phone, Windows, OS X, Linux e Chrome OS (Google Chrome). La cosa è sicuramente interessante, anche perché Whatsapp al momento non dispone di client per il desktop (anche se sì, vi sono vari modi intricati per portarne il funzionamento anche al di fuori degli smartphone).

Non possiamo sicuramente prendere in valutazione i client non ufficiali all’interno di questa recensione, ma vi invitiamo a provarli. Quelli per Windows e per Google Chrome – o Chrome OS, sono ormai sinonimi in compatibilità di app – sembrano svolgere il loro ruolo in modo fluido ed efficace. Se vi trovate spesso al PC, installarne uno potrebbe essere una mossa particolarmente vincente.

Potete trovare tutte le app alternative alla seguente pagina dedicata.

Conclusioni

Tiriamo le somme. Telegram è sicuramente un progetto simpatico, che al momento funziona bene. È rapido nel suo utilizzo e mette a disposizione degli utenti le chat segrete, cosa che attualmente i colossi del messaging non fanno. Si tratta della nuova applicazione alla quale tutti si convertiranno soppiantando le altre? No di certo, perché non ha nulla di così particolare. Probabilmente, con l’arrivo delle chiamate fra qualche mese, farà parlare ancora di sé, ma non è senza ombra di dubbio qualcosa di così strabiliante, o originale.

Un plauso va sicuramente alla sicurezza promessa per tutelare i propri dati sensibili, anche se questa dovrebbe poi essere verificata nel concreto in qualche modo, magari nel tempo. Al momento possiamo dire le basi per un eventuale progetto che possa stabilizzarsi e trovare la propria identità un domani ci sono, ma anche che attualmente non dispone di un’utenza poi così vasta nel nostro Paese. Gli utenti italiani che hanno aderito a Telegram sono davvero pochi, mediamente 10-15 in ogni rubrica del consumatore medio, e per tale motivo non possiamo considerarla una valida alternativa funzionale sin dal primo momento a noti nomi del settore (ma la cosa è più che normale).

Avere un’ennesima alternativa del messaging non fa di certo male, anzi. Tenete presente però che disporre di troppe app che tentano di collegarsi frequentemente ad internet e a mostrare notifiche incidono davvero tanto sull’autonomia dei dispositivi, quindi moderatene l’installazione e l’utilizzo misto.

Potete reperire Telegram su App Store, Play Store e in versione alpha non ufficiale per Windows Phone. Telegram, puoi fare di più.