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Telegram: il modo intelligente di messaggiare

di Riccardo Palomboaggiornato il 4 aprile 2015

La mia esperienza qui su Ridble può definirsi ancora in fase embrionale; sono entrato da pochissimo nel mondo dell’editoria web, ma ciò che mi appaga più di qualsiasi altra cosa nello scrivere per questa “testata” è la piena libertà di espressione e di pensiero con la quale posso impregnare le righe degli articoli che scrivo. Il tutto, mai per imporre un’idea, quanto più per un ragionato dialogo in un libero scambio di opinioni con i lettori che ci seguono. Oggi non troverete numeri, tecnicismi o “valutazioni al bit” in queste mie parole. In questi giorni di festa trascorsi, in cui finalmente si è allentato il ritmo della vita quotidiana, mi è venuto naturale riordinare le idee riuscendo così a tirare le somme di una ricerca durata anni per una mia – ma credo anche di tutti voi – esigenza: trovare la soluzione di instant messaging per eccellenza.

[img_sinistra][/img_sinistra]Quante parole sono state spese ormai su questo argomento… la messaggistica istantanea ha infatti pervaso completamente la nostra quotidianità ed ancor prima la nostra civiltà. SMS a parte, i messaggi scambiati con piattaforme che un tempo credevamo essere “il futuro” -una su tutte, MSN Messenger – erano solo un timido bagliore rispetto alla mole quotidiana di conversazioni testuali scambiate dai più svariati servizi di messaggistica al giorno d’oggi. Senza contare il fatto che le vecchie piattaforme sembravano appannaggio esclusivo per addetti ai lavori o per i giovani che utilizzavano il PC – parlando da quasi venticinquenne – ricordo con immensa nostalgia i pomeriggi doposcuola di ormai dieci anni fa ad accordarsi con gli amici e ragazze per un giro in centro attraverso MSN; il tutto attaccati al computer per risparmiare SMS – fortunatamente sperando di staccare presto le mani dalla tastiera e cominciare il prima possibile questo benedetto giro!

Dal 2007 qualcosa ha iniziato il suo corso, quel qualcosa non si è ancora fermato e continuerà a mutare: “l’avanzata” degli smartphone ci ha in parte liberati dalla dipendenza del PC ma allo stesso tempo ha creato una sorta di “prigione mobile” dalla quale molto spesso dipendiamo per svariati motivi – anche qui ce ne sarebbe da dire (per chi volesse approfondire consiglio come lettura l’articolo del mio collega Stefano). Non sono più solo i giovani e gli addetti ai lavori a favorire delle piattaforme di messaging; il target si è allargato, coprendo, con le dovute proporzioni, tutte le classi d’età. Sono sempre stato un promotore dell’innovazione ed ho sempre cercato di condividerla con chi mi chiedesse consiglio. Ogni aspetto di questa inarrestabile corrente ha però i suoi pro ed i suoi contro. Un esempio su tutti può essere sicuramente rappresentato da Facebook; amato od odiato che sia… ha cambiato il mondo. Una persona con molta più esperienza della mia a riguardo ha toccato l’argomento in modo preciso ed intimo. Rimando al suo utile pensiero, nel caso vogliate esprimere anche voi delle utili considerazioni.

Sono sempre stato interessato ad ascoltare i diversi punti di vista che la gente ha sui vari servizi che la tecnologia ci mette a disposizione; pareri, opinioni, scambio di idee mi hanno portato ad intravedere una meta alla mia ricerca; dovevo trovare un “metodo” per, passatemi il termine, “messaggiare” in modo gratuito, libero, universale e nel rispetto della privacy.

Per quanto la mia richiesta possa sembrare pretenziosa, ritengo invece sia il minimo che si possa pretendere, in quanto i contenuti che scambiamo ogni volta attraverso i messaggi personali devono poter essere universalmente fruibili ed allo stesso tempo protetti da occhi indiscreti che possono frapporsi tra noi ed i destinatari nell’etere.

Personalmente la risposta alla mia esigenza l’ho trovata in Telegram, un servizio relativamente nuovo, audace e libero. Esso infatti attraverso la sua app e il client desktop si rispecchia ottimamente con i parametri che ho stabilito a priori ed elencato nelle righe precedenti.

[quote_destro]Telegram rispetta tutti i canoni per poter comunicare in libertà e sicurezza, gratuitamente[/quote_destro]Vado a spiegare più a fondo il motivo della mia scelta poiché essa è stata pesantemente condizionata anche dagli input esterni che le persone con cui mi sono confrontato mi hanno offerto. Sappiamo benissimo tutti che da anni il servizio di messaggistica che pone lo standard sugli altri si identifica in Whatsapp; ebbene, a proposito di quest’ ultimo la domanda che mi sento chiedere ogni volta è: esiste un modo per usarlo a dovere su PC e Tablet? La risposta purtroppo è no. Questo ci lega incondizionatamente al nostro smartphone. Purtroppo, proprio per la mole di informazioni che questa applicazione ci permette di condividere e per il consistente numero di persone che possono essere coinvolte in una chat, il fatto di non poter essere utilizzata anche in versione desktop ne pone un grande limite che non ci è dato sapere quando verrà abbattuto.

Altri consigli hanno suggerito, data l’incredibile diffusione e la comprovata rivoluzione che ha apportato alle nostre vite, di eleggere Facebook Messenger come metodo universale per lo scambio di messaggi. Purtroppo lo ritengo abbastanza acerbo e troppo legato al lato social network che ovviamente il prodotto di Zuckerberg incarna. Come detto precedentemente, molti dei suoi aspetti sono da amare, ma altrettanti non si possono proprio digerire. Per quanto sia indubbiamente un metodo 100% multipiattaforma, ho capito che molte persone preferiscono non avervi a che fare perché non interessate ad aderire a Facebook. Una scelta che non si può biasimare, che rende inoltre Facebook Messenger una piattaforma che non potrà mai rappresentare una soluzione universalmente adottata dall’utenza. Uno degli aspetti per cui si sceglie una piattaforma di messaggistica deve ovviamente tener conto dell’adozione da parte degli altri utenti per decretarne un successo.

Tornare ai vecchi e cari SMS? Non sembra propriamente il caso, dato che sarebbe una vera a propria antinomia. Troppo cari e limitati.

Ovviamente gran parte della scelta si è fondata anche su criteri elettivi personali. Telegram è gratuita, qui c’è poco da aggiungere. È sicura, infatti fin dalla sua nascita pone l’attenzione alla privacy delle conversazione grazie a chat private e crittografia client-server. Può essere usata in sync su tutte le piattaforme mobile e desktop disponibili, un modus operandi che permette di essere sempre rintracciabili, ma allo stesso tempo rende possibile scambiare messaggi e condividere contenuti nella modalità che più ci risulta comoda nell’instate in cui riceviamo la notifica permettendoci di scegliere come e dove rispondere. Infine, un’impressione personale, quasi a tatto: Telegram mi è parsa fin da subito indipendente, non legata a nessun altro servizio e svincolata da ogni “moda”. Insomma, la ritengo un modo “limpido”, sicuro ed efficace per contattare le persone in qualsiasi modo ed in ogni momento. Per aderirvi serve solamente un numero di telefono cellulare, un requisito semplice e “old style“; elemento, quest’ultimo, comprensibile e adottabile da tutti i target d’utenza. Molti sono ancora spaventati al pensiero di creare un account per un servizio online.

Con queste ultime considerazioni mi avvio alla conclusione della mia personale idea di instant messaging. Tutto ciò che ho elencato mi porterebbe a parlare di molte altre questioni legate alla tecnologica strumentalizzazione dei rapporti tra le personeperché alla fin fine è di questo che si parla – che i vari servizi operano. I mezzi comunicativi di cui disponiamo sono ormai infiniti, ed il progresso ha portato certamente le persone ad abbattere molte barriere e questo ovviamente rappresenta un bene enorme, ma come ogni mezzo trasmissivo, anche per la messaggistica, entra in campo il fattore della degradazione dell’informazione. Il messaggio testuale si frappone inevitabilmente a mo’ di filtro nella comunicazione tra le persone ed è proprio per questi ultimi due motivi che la mia scelta può riassumersi nella parola: semplicità. Usare la messaggistica istantanea è un diritto ed un piacere, ma se comunicare con gli altri non può essere fatto in nessun altro modo è quantomeno indispensabile che la piattaforma che useremo debba rappresentare la semplicità proprio per non intaccare il vero significato di questo grande dono di cui l’essere umano è stato investito: la capacità di comunicare.

“Possiamo avere tutti i mezzi di comunicazione del mondo, ma niente, assolutamente niente, sostituisce lo sguardo dell’essere umano.” – Paulo Coelho