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TaoTronics Pulse X recensione: la cassa Bluetooth economica che mi ha stupito

TaoTronics Pulse X recensione: la cassa Bluetooth economica che mi ha stupito

TaoTronics Pulse X è una cassa Bluetooth economica dal design minimal ma che nasconde delle ottime qualità quando si parla di musica / Ultima modifica il

Dopo essermi immerso nella recensione del Panasonic SC-ALL05, ecco che mi rituffo in una nuova recensione, questa volta di una cassa Bluetooth economica di TaoTronics, uno dei brand più apprezzati in ambito “tech” a basso costo. La Pulse X è, come avrete già intuito, una cassa Bluetooth estremamente economica, di quelle che si portano a casa con lo stesso esborso di una cena in pizzeria per due.

Come avviene in tanti altri ambiti caratterizzati da prodotti commercializzati a prezzi molto contenuti, i produttori cercano di integrare la maggior parte delle feature richieste degli utenti puntando prima di tutto sull’aspetto estetico, giusto per attirare l’attenzione degli utenti. TaoTronics fa suo un altro tipo di strategia, mettendo in primo piano la qualità audio del Pulse X e poi tutto il resto.

Scopriamo se in questa recensione su TaoTronics Pulse X la cassa Bluetooth ha superato i nostri test e se vale pena acquistarla.

Design: compatto e portatile ma fondamentalmente anonimo

Come ho detto, molte aziende puntano spesso sull’aspetto estetico per attirare l’attenzione degli utenti quando si parla di casse Bluetooth economiche. Nella recensione su TaoTronics Pulse X, vedremo che la compagnia ha preferito “volare basso” dal punto di vista del design puntando di più sulle qualità audio. Il Pulse X è il classico rettangolo allungato, di colore nero, con due vistose griglie in metallo incassate sui lati lunghi. Il resto della superficie presenta una lavorazione in materiale plastico simil-gomma. Non sono un gran fan di questa soluzione, soprattutto perché spesso si trasforma in una piccola calamita per ditate e polvere.

Sul Pulse X avviene più o meno la stessa cosa, ad eccezione della polvere. Messo in controluce, è possibile notare come la superficie in plastica mostri facilmente “macchie” riconducibili al sebo della pelle. Durante le diverse settimane di test, ho dovuto spesso inumidire un panno per lavare via le impronte delle dita, cercando (inutilmente) di pulire anche i piccoli piedini in gomma nascosti sul fondo. Questi svolgono egregiamente il loro lavoro, ma sono loro la vera calamita per lo sporco. Poco male direte voi, tanto non si nota essendo posizionati sul fondo della cassa Bluetooth.

Il lato corto destro è quello che presenta le uniche porte esterne: la micro USB per la ricarica, una porta AUX IN per il classico jack audio da 3.5 mm (presente in confezione) due microfoni per la funzione vivavoce. Il comandi della cassa Bluetooth sono tutti sulla porzione superiore dello speaker; da sinistra verso destra abbiamo: tasto di accensione/spegnimento, tasto Bluetooth/telefono, tasto play/pause e i due tasti per il bilanciamento del volume. Nonostante il prezzo molto competitivo, i tasti sono ben posizionati e anche la loro corsa è breve e precisa. I vari simboli sono ben scavati nella plastica e permettono di riconoscere il tipo di comando anche senza guardare lo speaker, cosa che apprezzo molto e che mi permette di continuare a guardare lo schermo del computer senza dover spostare gli occhi sullo speaker.

Evidentemente la porzione dello speaker con il vero gusto “premium” è quella frontale e posteriore. La griglia in metallo ricopre gran parte della superficie e nasconde la componentistica più importante, ovvero gli speaker. Molti speaker economici si limitano a scegliere la classica trama in tessuto industriale, mentre TaoTronics ha voluto alzare l’asticella puntando a qualcosa di più solido e duraturo. Durante i miei test ho portato lo speaker all’aperto, in giardino, e la griglia ha facilmente superato la prova del fuoco contro due gattini giocherelloni.

Lo speaker Bluetooth offre anche un buon compromesso per quanto riguarda il rapporto peso/dimensioni. Con un ingombro di 227 x 93 x 90 millimetri ed un peso di circa 800 grammi, non ho trovato poi grandi difficoltà a portarlo in giro. Il peso è decisamente l’elemento che più mi ha stupido: a primo acchito pensavo di trovarmi con un prodotto molto più leggero, soprattutto per via della presenza di plastica, ma la griglia in metallo incrementa enormemente il peso totale.

In definitiva non è un problema: il peso è ben bilanciato, ma è evidente che per trasportarlo in giro sarà necessario un piccolo zainetto invece di un borsello.

Prestazioni: superiore alla media in questa fascia di prezzo

L’equalizzazione della maggior parte delle casse economiche tende molto spesso a pompare i bassi, attirando così l’attenzione degli utenti che sono alla ricerca di una cassa adatta all’ascolto di brani che si adattano molto bene a piccolo festicciole. Durante la recensione su TaoTronics Pulse X mi sono spesso ritrovato a preferire l’ascolto su questa cassa Bluetooth piuttosto che utilizzando una delle tante che ho recensito nel corso degli ultimi mesi. Perché? Semplicemente perché è una delle casse Bluetooth meglio equalizzate. Non mi aspettavo di trovarmi così bene con questa cassa, soprattutto nell’ascolto di generi musicali molto distanti fra loro.

Come ho detto nei capitoli precedenti, TaoTronics ha concentrato la sua attenzione nel creare uno speaker Bluetooth molto bilanciato dal punto di vista audio, sacrificando un po’ l’aspetto estetico. Per chi ama ascoltare tanta musica e non pone tante aspettative sul design di una cassa Bluetooth da poco più di 30€, si tratta di un centro coi fiocchi. Il Pulse X è caratterizzato da due driver da 7 W l’uno per un totale di 14 W di potenza audio, con tanto di subwoofer passivi predisposti a dare quel pizzico di spinta in più ai brani audio con una linea di bassi molto potente.

Durante le mie prove mi sono spesso spinto ad ascoltare la musica ad alto volume, direi intorno all’80%, e devo dire che non devo segnalare grossi problemi di aberrazione acustica. Ovviamente qualcosa si perde nelle frequenze alte con alcuni particolari generi – tipo hard rock/metal -, ma tutto sommato lo speaker regge bene la prova di una giornata di festa all’aperto. Dopo la fase iniziale di pairing Bluetooth (ricordo che la cassa supporta diversi profili Bluetooth tra cui A2DP, AVRCP, HSP e HFP), il Pulse X è lì pronto ad essere utilizzato senza particolari limitazioni.

La batteria integrata da 4000 mAh viene pubblicizzata come in grado di garantire un ascolto di sette ore con una singola carica. Durante le miei prove sono riuscito a spingermi quasi alle otto ore bilanciando l’audio attorno al 20-30% della sua potenza massima. Il suo design rettangolare “costringe” l’utente a disporlo su superfici libere da ostacoli, perfetto quindi per essere riposto di fianco al computer sulla scrivania. A fronte di una batteria da 4000 mAh, i tempi di ricarica si aggirano attorno alle due ore, direi del tutto in linea con quello che ci aspetta da una cassa Bluetooth di fascia medio-bassa.

Ma vediamo come si è comportato a seguito del passaggio di una playlist audio piuttosto variegata. Durante le diverse settimane di utilizzo, ho testato il Pulse X di TaoTronics con questa playlist in particolare (e con tante altre):

  • Everything In Its Right Place – Radiohead
  • Children – Robert Miles
  • Lazzaro – Subsonica
  • Broken Wings – Mr. Mister
  • Tourniquet – Marilyn Manson
  • Enjoy the Silence – Depeche Mode
  • Anna e Marco – Lucio Dalla
  • Porcelain of the Vast Oceans – The Smashing Pumpkins
  • Falling Back To Earth – Haken
  • All My Love – Led Zeppelin
  • Televators – The Mars Volta
  • Angel – Massive Attack

L’apertura della mia playlist si apre con una canzone a me molto cara, non tanto per la sua particolarità ma per il senso di sperimentazione che c’è dietro di essa. Chi conosce un po’ di storia dei Radiohead, saprà certamente che Kid A, l’album che contiene “Everything In Its Right Place”, sancisce la netta rottura fra il rock dell’album precedente e quasi tutto quello che è stato creato subito dopo. La prima traccia di Kid A si apre con un tappeto di piano (la Celesta di Korg) dal suono estremamente particolare, quasi tendente al synth. I Radiohead ne hanno fatto un uso molto particolare durante l’incisione dell’album.

Ammetto di essere partito titubante verso il Pulse X, quasi certo che non sarebbe stato in grado di regalare al brano la giusta spinta che meriterebbe. Niente di più sbagliato: il TaoTronics Pulse X ha gestito il brano senza problemi, perdendo qualcosa solo nelle fasi concitate in cui ci stanno le classiche sovrapposizioni della voce di Thom Yorke. La validità della cassa Bluetooth l’ho riscontrata anche nella riproduzione di brani come “Anna e Marco” di Lucio Dalla e “Televators” dei The Mars Volta. Si tratta di due brani completamente diversi fra loro, ma entrambi accomunati dalla presenza di un cantato che la fa padrone.

La voce di Lucio Dalla viene ben valorizzata (niente di eclatante, si parla sempre di una cassa Bluetooth da 30€) ma perde qualcosina quando si passa a quella Cedric Bixler Zavala. Il cantante è noto al pubblico per le sue capacità soprattutto nelle tonalità alte, cosa che si perde quando si ascoltano i suoi brani con il Pulse X. La perdita di dettagli viene in parte mitigata con un ascolto a basso volume, ma diventa lampante quando si supera la soglia del 50% del volume massimo.

Il rock non causa particolari problemi allo speaker, sebbene bisogna fare attenzione al volume e al brano in esecuzione. Il Pulse X teme le frequenze alte, per cui aspettatevi risultati un po’ sotto tono in tutti quei brani con grandi assoli di chitarra. Il pop, il trip hop e l’elettronica sono generi che lo speaker digerisce senza grossi problemi, anche se magari a volte è necessario giocare un po’ con l’equalizzazione (anche tramite l’app mobile di Spotify) per trovare la giusta modulazione delle frequenze basse.

TaoTronics Pulse X recensione: le nostre conclusioni

Che dire in conclusione del TaoTronics Pulse X? Come abbiamo visto nei capitoli precedenti, lo speaker Bluetooth si comporta bene in alcuni ambiti, mentre è un po' claudicante su altri. C'è da dire, però, che onestamente non si può bocciare in toto questo prodotto. Come sempre va preso in esame il prezzo a cui il prodotto viene messo in commercio e quali sono i suoi competitor. Se andiamo a vedere quali sono le casse che spesso troviamo al di sotto dei 50€, ci si trova facilmente fra le mani prodotti che non hanno poi granché da dire. Il Pulse X è di tutt'altra pasta; va bene, il design non è poi rivoluzionario, ma tutto sommato il suo aspetto estitico è nella norma. È quasi come se TaoTronics avesse espresso la volontà di focalizzarsi maggiormente sull'aspetto acustico - il più importante - rispetto al design. Il Pulse X lo consiglio a tutti. È uno speaker che fa tutto quello che deve fare senza perdersi in inutili fronzoli. L'audio potrebbe essere migliore, è vero, ma va bene così per questa cassa Bluetooth economica. Avrei tanto voluto trovare la certificazione IP68 come sicurezza al contatto con i liquidi, sempre più presente in casse Bluetooth anche di fascia bassa. Se avete 30€ in tasca e state cercando uno speaker Bluetooth che suona bene e con un'autonomia di tutto rispetto, allora il ToaTronics Pulse X è quello che fa per voi.

Pro
Economica e robusta
Buona durata della batteria
Qualità audio sopra la media di riferimento
Contro
Design poco incisivo
Manca la certificazione IP68
valutazione finale8

TaoTronics Pulse X è disponibile a questo link di Amazon oppure, in alternativa, a questa pagina eBay.