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SwiftKey su iOS: Apple, è forse giunta l'ora di imparare?

di Stefano Lovecchioaggiornato il 30 de marzo de 2015

Un tempo c’era l’iPhone e la sua tastiera reattiva e precisa: passare da uno smartphone di vecchia concezione (pensiamo ai vecchi Nokia serie N) ad un iPhone, abbandonando la rapida tastiera predittiva T9, è stato per molti un trauma che tuttavia è passato molto presto davanti alla precisione della piccola tastierina touch integrata in iOS. La tastiera virtuale di iPhone, per molti anni, non ha avuto rivali: nelle prime versioni di Android c’erano così tanti problemi di stabilità e prestazioni che anche la sola composizione dei messaggi di testo creava fastidiosi lag e sporadici crash dell’app adibita alla tastiera. La reattività e la facilità d’uso della semplice tastiera iOS sembrava un ricordo lontano sugli altri sistemi operativi touch, ma le cose sono cambiate.

Android è migliorato moltissimo in questi anni, diventando lentamente una piattaforma più stabile, veloce e accogliente per gli sviluppatori di tutto il mondo, e in non molto tempo il “problema tastiera” è stato corretto con una moltitudine di keyboard in grado di sfruttare ciò di cui iOS stava piano piano peccando: l’apertura dell’OS. Diversamente dal sistema operativo mobile di casa Cupertino, su Android è possibile cambiare a piacimento la tastiera di sistema, sostituendola con applicazioni di terze parti scaricabili da Play Store; e qui entrano in gioco una moltitudine di tastiere virtuali di successo, tra cui SwiftKey.

SwiftKey, attualmente giunta alla quarta versione, è solo una delle tante utilizzatissime tastiere scaricabili da Play Store (oltre alle quali citiamo volentieri Swype, Tastiera Google e TouchPal X). [img_destra][/img_destra]Oltre ad essere una tastiera reattiva al pari di quella Apple, SwiftKey, col suo il team di sviluppo, ha fatto di più: ha capito che l’utente smartphone non ha bisogno soltanto di una tastiera precisa e reattiva, ma anche intuitiva, che venga incontro ai problemi di digitazione dovuti alla fretta e allo schermo “piccolo” su cui si battono i pollici. Ecco perché SwiftKey, tra le varie feature di cui dispone, offre una funzione predittiva che, imparando dalle nostre frasi abituali, cerca di anticipare la parola che stiamo per digitare (spesso riuscendoci).

SwiftKey per Android si presenta come una normale tastiera su cui però si poggia una riga con tre suggerimenti per la parola successiva. In più, l’applicazione è estremamente personalizzabile nell’aspetto grafico e nel comportamento. Potremmo decidere che alla pressione della barra spaziatrice venga inserita una previsione, o aggiungere una vibrazione (di durata personalizzabile) e, perché no, magari anche un suono di conferma. Potremmo anche dare in pasto a SwiftKey più di un dizionario, se è nostra abitudine scrivere sia in italiano che in una seconda o terza lingua straniera e non vogliamo che le parole non riconosciute vengano corrette con parole italiane. Infine, cosa non meno importante delle altre, SwiftKey salva le nostre preferenze in cloud e permette di poter digitare le nostre frasi attraverso l’innovativo metodo Swype, sviluppato dall’omonima società Swype.inc.

Per quanto possa sembrare bizzarro come metodo di input (sostanzialmente consiste nel muovere il dito su tutte le lettere che compongono la parola, lasciando che sia il sistema predittivo ad intuire la parola finale filtrandola anche tra i possibili errori durante il trascinamento del dito tra le lettere), il metodo Swype funziona veramente alla grande, e ha trovato in SwiftKey probabilmente la miglior implementazione di sempre (altre tastiere Swype concorrenti non riescono a predire così bene le parole). Questo lungo preambolo serve a rimarcare bene un concetto: oggi, su smartphone Android, c’è la migliore esperienza di digitazione touchscreen. Ma Apple, davanti a tutta questa innovazione, potrebbe mai stare a guardare senza far niente?

[img_sinistra]
[/img_sinistra]Ad essere onesti, sì, non sta facendo niente. Abbiamo voluto condividere con voi lettori questa piccola riflessione proprio in occasione della recente uscita di SwiftKey Note per iOS: non potendo imporsi come valida tastiera per i prodotti Apple, SwiftKey Note si presenta come una “banale” app per la stesura di testo. Tutto ciò che viene digitato al suo interno può poi essere copiato con un gesto e incollato altrove, cosa che non risolve affatto i problemi di digitazione di cui soffrono gli iPhone nei tempi recenti. Neanche l’integrazione con Evernote e una grafica gradevole ed essenziale salvano SwiftKey Note dall’essere bollato come un triste mezzuccio non richiamabile nelle altre applicazioni: l’app è effettivamente comoda e offre la stessa barra con le tre predizioni che è stato possibile conoscere nella versione Android, tuttavia la tastiera resta concettualmente quella di iOS a causa delle severe restrizioni che Apple impone nello sviluppo delle app. Per dirne una, manca del tutto il supporto al comodo sistema di digitazione Swype. Semplicemente, non è possibile introdurlo in alcun modo all’interno di iOS senza sfondare determinate barriere.

La cosa, da un certo punto di vista, può aver senso: chiudere iOS significa rendere il sistema più sicuro e impedisce ad app sviluppate male di rovinare l’esperienza dell’utente. Tuttavia, siamo arrivati ad un punto (di questi tempi molto ricorrente a dire il vero) dove gli utenti, nel guardarsi attorno, finiscono per chiedere a gran voce un po’ più di innovazione ad una casa Cupertino misteriosamente conservativa. Ed è veramente un peccato che le cose stiano andando così, dopo che iOS ha potuto fregiarsi di un sistema di riconoscimento e trascrizione vocale di gran lunga migliore di quello dei concorrenti (l’unico che riconosce ed inserisce correttamente la punteggiatura al giorno d’oggi).

Non è mai troppo tardi per rivoluzionare, e Apple in questi anni ha dimostrato di saper imparare dai propri errori anche a costo di attingere da idee nate attraverso modifiche non ufficiali di iOS (il cosiddetto jailbreak). Il Centro Notifiche, il multitasking, il recente Control Center, gli sfondi dinamici… Apple ha imparato dal lavoro degli altri e ci ha aggiunto spesso del suo, rendendo l’esperienza iPhone sempre migliore. Ora, però, è il momento di fare un altro passo in avanti al fine di riprendersi tutta l’utenza ex-iPhone stanca di sbagliare i propri messaggi. Non è passato molto tempo dalle comiche figuracce del correttore di iOS che correggeva i da in “the” e i sa in “sto arrivando!”, intromettendosi nella digitazione in maniere spesso ridicole. È il momento di rivoluzionare anche la tastiera: il banco di prova sarà iOS 8 e non oltre, perché è già troppo tardi. Fino al momento del rilascio, probabilmente intorno all’autunno di quest’anno, sarà necessario continuare a guardare un po’ di più cosa si sta scrivendo prima di premere il tasto di invio.