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Super Smash Bros Ultimate recensione: il troppo non stroppia

Super Smash Bros Ultimate recensione: il troppo non stroppia

Riproporre ogni singolo personaggio, scenario o elemento dei precedenti Smash in un unico gioco: questo il piano di Nintendo. Ma il risultato sarà un delizioso buffet o un'indigestione? / Ultima modifica il

Non è errato dire che Smash sia una serie con una doppia anima: il gioco picchiaduro è stato creato per un pubblico di fan e giocatori casuali, ma è diventato uno dei titoli più hardcore della storia. Tra tornei e competizioni, tra cui si segnala il famosissimo EVO di Las Vegas, la serie nata nel 1992 ha avuto un successo competitivo enorme, ma le sue origini restano semplici: Smash raccoglie i più famosi personaggi di Nintendo e di altri sviluppatori che se le danno di santa ragione, in titoli dichiaratamente ispirati a un bambino che gioca con dei pupazzetti. In questa Super Smash Bros Ultimate recensione abbiamo quindi deciso di procedere in una direzione particolare.

Ci sono due modi per analizzare un gioco come Smash: una recensione per il pubblico dei fan sfegatati o una recensione per il videogiocatore più generico, che non conosce Smash o che ci gioca saltuariamente. Abbiamo deciso di seguire quest’ultima direzione: è molto probabile che chi è appassionato della serie abbia già un’opinione su Ultimate, e le informazioni che cerca sono estremamente specifiche. Questa recensione sarà quindi utile per avere una visione generale del titolo e se il gioco vale il prezzo anche se non sei un appassionato. E di cose da dire ce ne sono parecchie.

 

Super Smash Bros Ultimate recensione: lo Smash definitivo

Partiamo da quell’Ultimate nel titolo: parola inglese che indica una “nuova versione definitiva”, il termine indica il principio seguito per creare il gioco. L’obiettivo di Nintendo è semplice: creare un titolo che, partendo dalle solide basi di Super Smash Bros 4 per Wii U, raccolga ogni singolo elemento mai apparso nella serie e aggiunga novità mai viste prima. L’approccio è stato seguito per ogni aspetto del titolo, dalle arene alla musica, e i numeri sono altissimi. 74 personaggi già presenti nel gioco iniziale (con combattenti Mii personalizzabili) in 103 scenari di combattimento diversi ognuno con tre forme separate. Si aggiungono oltre 850 traccedecine e decine di strumenti, Pokemon da lanciare e Assistenti da evocare per aiutarci durante le battaglie e moltissime modalità.

Da un punto di vista di contenuti la quantità di materiale presente è enorme, a volte addirittura esagerata. La scelta di design fatta per introdurre i personaggi al giocatore è estremamente vecchia scuola. Il gioco rende immediatamente disponibili solamente gli 8 personaggi apparsi nel primo gioco della serie, e i 66 restanti vanno sbloccati giocando. Anche ottimizzando i tempi nella nostra Super Smash Bros Ultimate recensione c’è voluto parecchio tempo per poter ottenere il roster completo. Un fattore da considerare, ma a sua discolpa Nintendo ha inserito diversi modi per sbloccare i personaggi: affrontando incontri casuali durante il gioco, completando la modalità Classica o sconfiggendoli nel mondo di La Stella della Speranza, la modalità Storia di questo titolo.

Super Smash Bros Ultimate recensione: una trama al centro del gioco

Super Smash Bros Ultimate ha due modalità pensate specificatamente per giocatore singolo: la prima è la modalità Classica, che – come dice il nome – riflette l’impostazione classica della serie. Si tratta della tipica serie di scontri sempre più difficili che culmina con un boss finale. La difficoltà è variabile, e sale o scende a seconda di vittorie e sconfitte. È un approccio interessante: ogni singolo personaggio ha scontri, livelli e boss basati sulla sua storia, come Dracula per i cacciatori di vampiri di Castlevania o Ganondorf per Link. È una modalità molto convincente che invita a provare tutti i personaggi, anche se segnaliamo che i livelli extra dove accumulare punti tendono a diventare ripetitivi in fretta.

Ma al centro della scena c’è La Stella della Speranza, la vera e propria storia di questo titolo. La trama è semplice: una misteriosa entità sovrannaturale chiamata Kiaran è apparsa nel mondo di Smash, e tutti i personaggi – buoni, cattivi e gente che passava di lì per caso – si sono uniti per affrontarla. E sono stati tutti sconfitti e rapiti. L’unico riuscito a scappare è Kirby, che dovrà liberare tutti i suoi amici per poter sconfiggere Kiaran. Ma non solo: la storia è molto lunga, eppure non abbiamo mai provato un senso di noia realizzando la nostra Super Smash Bros Ultimate recensione.

Non solo scontri diretti

La struttura di gioco è invece più complessa: invece di una progressione lineare di combattimenti, la Stella della Speranza è formato da una enorme mappa 2D esplorabile. Tra vulcani, deserti, città di Pokemon e templi sulle nuvole le ambientazioni sono molto diverse. Gli avversari sono i personaggi del cast e gli occasionali boss, ma l’effetto finale è meno ripetitivo di quanto sembri. Non si tratta infatti solo di dover affrontare a ripetizione gli eroi prigionieri: ogni scontro ha dei modificatori, che lo rendono unico e richiedono sforzi particolari.

Dagli scenari con terreni speciali a nemici che usano solo tecniche specifiche fino ad antigravità e venti impetuosi,  la varietà è alta. Ogni scontro rappresenta non tanto un uno contro uno quanto una sfida che mette alla prova ogni sfaccettatura della nostra abilità coi personaggi. Da un livello a ondate di nemici a un duello in mezzo a una pioggia di bombe, ogni battaglia è molto diversa dalla precedente. A volte il gioco si avvicina più a un puzzle dove il trucco è capire il modo migliore per affrontare la situazione.

Spirito da RPG

Completando questa Super Smash Bros Ultimate recensione siamo rimasti ben impressionati dal sistema degli Spiriti, personaggi livellabili da aggiungere alla nostra squadra che non fanno parte del cast giocabile. Prima di iniziare uno scontro è possibile selezionare uno spirito principale e spiriti secondari. Revolver Ocelot potenzierà i nostri proiettili, Groudon ci renderà immuni al terreno infuocato, ci sono molti tipi diversi. Per sbloccarne di nuovi bisognerà evocarli o sconfiggere i personaggi nemici, in questa modalità o nelle sfide del Tabellone degli Spiriti; gli avversari affrontati sono modellati sul rispettivo Spirito, spesso partendo con oggetti o armi aggiuntive che li rendono il più simile possibile ad essi.

È un approccio estremamente vecchia scuola, che sfrutta le meccaniche di gioco per creare l’astrazione di una trama. E funziona molto bene: la struttura aperta permette di selezionare quali sfide affrontare, permettendoci di provare a seguire un’altra strada se vogliamo aspettare di avere lo Spirito o il personaggio adatto per affrontare un certo scenario. Ci sono infine battaglie speciali che spesso possono essere aggirate, ma che contengono le sfide più difficili per poter vincere gli sticker più potenti. La nostra impressione durante questa Super Smash Bros Ultimate recensione è che questi scontri siano stati pensati per i veri esperti o i veri masochisti: la loro difficoltà varia dal brutale all’impressione che il gioco stia imbrogliando, mettendo in campo personaggi dal livello altissimo in situazioni estremamente svantaggiose.

Molto duro ma molto divertente

Si tratta di sfide per giocatori che vogliono spingersi al massimo. Se infatti e è vero che dover affrontare un Charizard enorme con alito infuocato istantaneo, livello Spirito irraggiungibile e aggressivo fino alla morte è estremamente duro, è anche vero che non è necessario per completare la trama. Dopo parecchie ore passate a sbloccare sezioni e scorciatoie possiamo dire che l’impianto di base funziona estremamente bene, e aggiunge una diversità necessaria a quella che avrebbe potuto essere solo una successione di scontri. E, soprattutto, non rischia di diventare noioso grazie alla rapida velocità con cui si concludono gli scontri nel gioco, ottenendo quell’effetto di “ancora un livello” tipico dei videogiochi migliori.

Una modalità perfetta? Non proprio, ma le critiche sono minori. I livelli con nemici e Assistenti avversari multipli o con venti impetuosi che spingono verso l’orlo della mappa sono parecchio frustranti, è innegabile. Abbiamo inoltre notato brevi caricamenti troppo frequenti nel cambiare, potenziare o assegnare gli Spiriti in questa Super Smash Bros Ultimate recensione. Critiche come la difficoltà di certi scenari in cui il giocatore è in serio svantaggio si spiegano invece con scelte di design. La modalità è pensata per far capire al giocatore che Smash richiede un certo impegno. Si può vedere come un allenamento per prepararsi alla brutalità del gioco online, in cui ci troveremo davanti la vera difficoltà. E su questa nota è necessario parlare del gameplay.

Super Smash Bros Ultimate recensione: gameplay sopraffino e raffinato

Smash è un platform fighter, il che significa che si gioca con regole particolari. Se nei normali picchiaduro infatti l’obiettivo è ridurre a zero una barra di energia, in Smash l’obiettivo è sbattere l’avversario fuori dallo scenario. Ogni colpo infligge due valori diversi a seconda del tipo di attacco – danno e lancio. Lancio è la potenza con cui l’attacco può spingere l’avversario, potenza che viene moltiplicata dal danno inflitto in precedenza, rappresentato da una percentuale. La genialità di Smash è che per sconfiggere un avversario è necessario infliggergli un colpo di grazia in grado di lanciarlo. Il risultato è che nessuno scontro è deciso in partenza, ed è più che possibile ribaltare il risultato con un attacco ben assestato.

L’effetto è ancora entusiasmante oggi come lo era nel 1992. Che lo si giochi uno contro uno o in una mischia ad otto, il titolo è perfettamente in grado di soddisfare la voglia di combattimenti dalla precisione millimetrica o di mischie caotiche assieme ad amici e parenti, in cui la maggior parte dei giocatori sbatte la mano contro i tasti come se stesse pestando una bistecca. Aumenta il caos l’apparizione di armi e oggetti, che hanno effetti molto diversi e spaziano dal superfungo di Mario a jetpack, granate, spade e molto altro. Infine è possibile evocare decine di Assistenti e Pokemon in grado di combattere al nostro fianco, controllati dal gioco e in grado di fare enormi quantità di danni. È un piacevole caos che scatena molte risate, e ogni partita organizzata per la nostra Super Smash Bros Ultimate recensione è stata un successo.

Un gioco per grandi e piccini

Il divertimento è assicurato per il lato casual, ma ciò non vuol dire che sia da evitare per i giocatori più impegnati. Da questo punto di vista Smash resta una garanzia, ed offre una suite di modalità e accorgimenti pensati per chi vuole spingersi al massimo. La possibilità di creare modalità custom in cui decidere se inserire oggetti, Assistenti o pericoli nello scenario è perfetta per tornei casalinghi. Se invece si vuol far pratica da soli, l’Allenamento permette di imparare a usare i personaggi e praticare tecniche più avanzate come il desyncing degli Ice Climbers. Questa modalità va usata spesso: ogni personaggio ha meccaniche uniche, e cambiare eroe senza prima farci la mano porta a sconfitte rovinose. È infine presente un utilissimo elenco di FAQ pensato per risolvere le domande principali dei nuovi giocatori.

Per giocare a Smash sul serio bisogna farci la mano, è questo il succo del discorso. Il sistema di controllo di Smash è particolare, e se si proviene da altri tipi di picchiaduro potrebbe causare qualche confusione – ma una volta abituati diventa immediatamente intuitivo. Attaccare con la levetta destra aiuta, permettendo di separare movimenti e direzione dei colpi e lanciando gli avversari nella direzione desiderata. A mia sorpresa mi sono trovato a preferire i Joy-Con al controller Pro per questa Super Smash Bros Ultimate recensione, grazie alle loro levette più piccole. Detto ciò, nel circolo di persone con cui ho testato il gioco sono stato l’unico. Potrebbe quindi valere la pena considerare l’acquisto di un controller Nintendo Switch nel caso non ci si trovi con questo tipo di dimensioni ridotte.

Super Smash Bros Ultimate recensione: arte e tecnologia

Non c’è che dire: Nintendo ha un team di artisti e animatori degni del massimo rispetto. L’aspetto del gioco è superlativo, con personaggi dettagliati e dai colori sgargianti. Il dover mischiare insieme stili estremamente diversi tra loro, da Final Fantasy a Pokemon passando per Mario e Bayonetta, è una sfida difficile ma che Nintendo riesce a vincere senza problemi. Un nuovo sistema di illuminazione rispetto al precedente episodio rende gli scenari molto più spettacolari, e il gioco regge i 60 FPS fissi in qualunque situazione. Il titolo è solido come una roccia e non ha avuto un singolo rallentamento in tutto il periodo di recensione.

Ma la punta di diamante sono le animazioni. Estremamente curate e incredibilmente soddisfacenti, sottolineano in maniera efficace l’impatto di ogni colpo e lancio e sembrano provenire direttamente dai videogiochi dei personaggi. Dal punto di vista dell’aspetto l’unica critica è legata al design della console stessa. Infatti in modalità portatile gli scontri in scenari larghi risultano poco chiari, a causa delle dimensioni ridotte dello schermo e del numero spesso molto alto di elementi in gioco. Testando dei match multiplayer abbiamo confermato che il gioco funziona molto bene anche separando i Joy-Con, ma se hai in mente sfide in mobilità potresti volerti limitare ai livelli più piccoli. Ma la qualità dell’immagine è assolutamente identica su console come su televisione, un risultato a cui Nintendo ha puntato fin dall’inizio.

Un multiplayer funzionale ma migliorabile

Per quanto riguarda il multiplayer online, Nintendo ha scelto di usare connessioni peer-to-peer invece di connettere i giocatori a un server. Questa scelta crea qualche problema, come occasionali congelamenti per una frazione di secondo durante gli scontri. È però anche vero che, in un gioco di combattimento, è necessario avere tempi di reazione precisissimi e altre soluzioni avrebbero potuto causare ritardi molto fastidiosi. Consigliamo di cablare assolutamente la console, anche se ciò non evita rallentamenti a causa di avversari con connessioni non eccellenti.

Non possiamo negare una certa mancanza di attenzione al gioco online, grande spina nel fianco dell’azienda. Nintendo ha ancora da sistemare i dettagli, ma rispetto al passato sta facendo passi avanti e il sistema di stanze funziona bene. È però innegabile che l’azienda giapponese interpreta Super Smash Brosh Ultimate ancora come un gioco da salotto. Il titolo è pensato per essere giocato fisicamente assieme ad altre persone, e l’online sembra essere un elemento secondario. Una scelta comprensibile, visto come il genere dia il meglio di sé quando viene giocato in locale. Non ci spiacerebbe però vedere Nintendo allinearsi al resto del mondo dei videogiochi in futuro (e introdurre migliori sistemi di chat vocale).

Conclusione

Crediamo fermamente che il gioco perfetto non esista, ma Super Smash Bros Ultimate ci si avvicina molto. Le nostre critiche sono screzi minori, e la qualità è altissima in ogni settore. Ma anche ignorando i suoi punti di forza la quantità di materiale offerto è capace di tenere impegnati molto a lungo, senza poi parlare delle centinaia di incontri nella modalità Storia, i boss, la modalità Classica, i tornei, le varie modalità speciali estremamente curate e molto altro. È assolutamente un’offerta incredibile anche al prezzo di lancio, e che tu sia un giocatore che si prende sul serio o che lo voglia per feste tra amici è uno dei giochi imperdibili per Nintendo Switch.

Pro
Una quantità immensa di personaggi, scenari, modalità e altro che non stancano mai
Tutta la cura di Nintendo nel campo grafica e giocabilità
Perfetto sia per casual che hardcore
Contro
Minori miglioramenti di design ancora possibili
Nintendo pare ancora poco interessata all’online
valutazione finale9.3