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Still Life: cos'è, a cosa serve e come funziona

di Ricky Delli Paoliaggiornato il 25 maggio 2016

Still Life è spesso tradotto come “natura morta”, sebbene ormai, fotograficamente parlando, si tratti di qualcosa di ben diverso. La natura morta è un tipo di stile artistico di pittura consolidato attorno al XVII secolo da vari artisti che hanno iniziato a pitturare oggetti inanimati (per lo più frutta e verdura), dando molto risalto agli stessi tramite utilizzo di ombre o luci particolari (sempre a livello di pittura). Oggi “Still Life” si riferisce in realtà a tutto ciò che è inanimato. Questa tecnica ci permette di effettuare una foto per molteplici utilizzi, seppur tendenzialmente la maggior fonte di utilizzo riguarda la comunicazione pubblicitaria abbinata ad un catalogo, un sito e-commerce e simili.

Insomma, se una volta “Still Life” si riferiva prettamente a cibo da immortalare, oggi questo tipo di fotografia influenza ogni tipo di prodotto da vendere o da mostrare privo di sfondi che possano disturbare; spesso viene infatti anche “product photography” (o fotografia di prodotto) in quanto il target di impiego vede proprio i prodotti come protagonisti. Con questa guida vi mostreremo alcune regole fondamentali, il tipo di composizione e l’illuminazione necessaria, contando che non è sempre necessario avere uno studio con migliaia di flash fotografici per fare una buona foto da Still Life. Come per tutto, spesso è sufficiente (e necessaria) la propria creatività.

Attrezzatura: cosa serve?

Seppur sia maleducazione rispondere con un’altra domanda, potremmo in primis rispondervi «che esigenze avete?». L’attrezzatura infatti varia in base al risultato che si vuole ottenere. Ci sono molti metodi per fare fotografia Still Life, ma chi può davvero dire quale sia il migliore? Il migliore è sempre quello che scegliete in funzione del lavoro da svolgere (e ripeto, questo vale per ogni tipo di campo), perché, se sta bene a voi e se lo scopo viene soddisfatto, non vedo perché non possa essere il metodo giusto.

Per la fotografia Still Life è possibile utilizzare sfondi improvvisati o fondali, flash esterni classici o da studio, luci continue o candele, finestre o fari della macchina. Insomma, ogni fonte luminosa se ben utilizzata può permettervi di realizzare grandi capolavori; sta tutto nella vostra inventiva.

Crediti: Ricky Delli Paoli per YouStart

Per convenzione, oggi vedremo due metodi diversi per la fotografia Still Life, i più utilizzati e classici: lo scatto con i flash-off camera e l’utilizzo dei flash da studio. Prima, però, è necessario parlare dello sfondo.

Lo sfondo

Trattandosi di foto tendenzialmente in studio (sia professionale che casalingo), gli unici che potrebbero eventualmente farvi fretta saranno i clienti in quanto, al contrario di altre tecniche in cui l’attimo è fondamentale, con lo Still Life potrete costruire ogni dettaglio pazientemente. Proprio così: non avrete fretta nello scatto (e non dovrete averne, anzi) e potrete gestire il tutto con estrema tranquillità. Dato che, di solito, uno scatto Still Life prevede uno sfondo di colore uniforme per non distrarre troppo l’utente che visiona la foto del prodotto, vi servirà innanzitutto uno sfondo. A seconda della dimensione dell’oggetto da fotografare dovrete scegliere un fondale adatto – potrebbe anche bastarvi un foglio di carta A3 (magari con una grammatura pesante). Certo, se avete la possibilità di affittare uno studio che include un tavolo da Still Life o un fondale professionale è un altro discorso, ma di questo ne parleremo dopo. Non c’è nessuna regola che impone che lo sfondo sia uniforme, così come nessuno vi obbliga ad avere un fondale bianco (a meno che il cliente non lo richieda espressamente).

Ogni tavolo, superficie, vaso, muro e molto altro può diventare potenzialmente il vostro sfondo per lo Still Life. Nella mia esperienza, in alcuni casi ho addirittura usato delle piastrelle opportunamente posizionate per un progetto di Food Photography in studio in quanto, in base alla mia esigenza, mi facevano comodo. Ciò che dovete tenere a mente è sempre l’esigenza di focalizzarvi quasi esclusivamente sul prodotto / oggetto in primo piano: lo sfondo non deve distrarre l’utente, dev’essere qualcosa in più, un tocco artistico, un riempimento. Se vi interessa far risultare lo sfondo completamente nero utilizzando trucchetti domestici e a portata di mano, come riportavo all’inizio di questo capitolo, è sufficiente un bel cuscino nero (come nell’esempio qui di fianco). Vedremo la tecnica nei capitoli di seguito.

Risultato del setup mostrato poco sopra

Scattare con i flash-off camera

Il flash-off camera sembra qualcosa di estremamente complicato e costoso, in realtà si tratta banalmente di un flash fotografico esterno in grado di funzionare senza fili tramite sistemi proprietari e/o frequenze radio. Negli ultimi tempi, non è più necessario acquistare un flash “originale” direttamente dal produttore per ottenere un buon risultato o avere controlli manuali/automatici senza fili. Esistono infatti moltissime sotto-marche in grado di offrire un buon numero guida e sufficienti controlli manuali in wireless.

Potete leggere il nostro articolo che spiega come usare un flash fotografico e quale acquistare (prodotti di terze parti inclusi), così possiamo passare alla seconda parte di questo sottocapitolo: i trigger.

Come vi abbiamo già spiegato nella nostra guida dedicata all’utilizzo di più flash wireless, un trigger fotografico non è altro che una coppia di dispositivi, uno da collocare sulla fotocamera e uno sotto al flash. Essi permettono la comunicazione radio al fine di scattare foto con il flash a distanza. È necessario avere il flash a distanza in quanto il tipo di luce che riuscirete ad ottenere sarà pienamente personalizzabile in base alla scena, al contrario di quanto non sia possibile con il flash on-camera (quello incorporato nella fotocamera). È chiaro che si parla sempre di flash esterni proprio perché hanno un tipo di gestione completamente diverso e un controllo pienamente personalizzabile (ah, esistono anche i flash pop-up?).

Una volta che avrete il vostro “still life kit” al completo, potrete sperimentare questa tecnica molto “mobile” (in quanto è facile spostarsi a fotografare in altri posti) con vari scenari e vari tipi di luce.

Il consiglio in questi casi è sempre quello di basarsi su un tempo d’esposizione pari a circa 1/125 per essere in buon sincro con il flash e avere una velocità sufficiente per evitare il micro-mosso (assolutamente vietato in questo genere fotografico). Certo, se siete più comodi potete anche usare un cavalletto, però in certi casi vi risulterà scomodo, soprattutto se volete fare rapidamente più foto diverse analizzando vari dettagli dell’oggetto interessato.

Crediti : Ricky Delli Paoli per YouStart

Il consiglio universale per la tecnica del flash-off camera è sicuramente quella di avere almeno due emettitori di luce (sia dello stesso produttore che di produttori di terze parti, con un kit di trigger si possono comunque far funzionare). Questo per garantire un’illuminazione realistica e omogenea all’oggetto; meglio ancora se si tratta di flash con testa completamente orientabile (come ormai la maggior parte dei flash esterni).

Risultato del setup mostrato sopra

Per effetti particolarmente creativi e/o non eccessivi, utilizzate il cartoncino bianco di solito integrato nei flash esterni al fine di ottenere una luce riflessa e non diretta (per evitare appunto un lampo eccessivo). Se il vostro flash non integra il cartoncino, legate una carta da gioco (si, quelle che tirate fuori con i parenti a natale, capodanno, pasqua, pasquetta, 25 aprile, ferragosto e chi più ne ha più ne metta) o un pezzo di cartoncino bianco con un elastico attorno alla testa del flash (in una posizione consona ad un riflesso). Regolate la posizione dei due flash in base al tipo di oggetto che state fotografando: possono essere laterali, sopraelevati, in diagonale e così via, fate un po’ di prove. (per degli esempi concreti, potete guardare il posizionamento dei flash e del cartoncino per il riflesso nella foto da backstage qui sopra).

Da questo punto in poi vi basterà “giocare” un po’ con ISO e diaframma, a seconda del luogo in cui vi trovate e alla quantità di luce presente. Sappiate che, con questo tipo di configurazione, più chiuderete il diaframma tenendo i flash vicino all’oggetto, e più lo sfondo si scurirà, come nella configurazione di luci che ho utilizzato per la recensione della Sony A7 II.

Scattare con i flash da studio

Se avete uno studio o potete noleggiarne uno, la scelta dei flash professionali sicuramente vi permetterà di avere una luce migliore e ancora più personalizzabile. Certo, questa è la scelta quasi obbligata se dovete fare foto di prodotti a livello lavorativo, come ad esempio per il catalogo di un’azienda e simili.

I flash da studio sono dispositivi piuttosto grandi e ingombranti che, collegati alla corrente, permettono di avere una notevole potenza in più rispetto ad un flash standard per fotocamere, permettendovi anche raffiche maggiori, più velocità e varie personalizzazioni a seconda del modello che scegliete. Tipicamente utilizzati per ritrattistica, essi sono decisamente versatili seppur, in alcuni casi, decisaemente costosi. Uno dei marchi più noti per kit di flash da studio è sicuramente Elinchrom, da anni presente nel panorama fotografico nonché conosciuta da molti professionisti che abitualmente utilizzano questi dispositivi per lavoro. C’è poi Phottix, una valida alternativa che, in alcuni casi, permette di risparmiare qualcosa a livello economico. Come in ogni ambito, ci sono moltissimi marchi validi e meno validi. Certo, la scelta dei flash da studio ricade sulle vostre esigenze: non esiste per forza un modello migliore dell’altro, è sempre tutto proporzionato in base a ciò che dovete fare. Ogni flash da studio ha una potenza regolabile (di solito passa da valori tra 2 e 5, che corrispondono appunto alla potenza del flash, ma dipende strettamente dal modello che utilizzate) e, in base a quella, cambierà ogni singola impostazione di diaframma. Il vantaggio a livello d’impostazione è che la sensibilità ISO tendenzialmente non cambia mai (si scatta sempre a ISO bassissimi in studio) e il tempo d’esposizione varia da 1/125 (per la maggior parte dei flash da studio) a 1/250 e oltre (se avete dispositivi avanzati che permettono anche speed photography e simili). Possiamo tranquillamente focalizzarci su tempi pari a 1/125 in quanto supportati da tutti i modelli e, soprattutto, sufficienti per fotografia still life (contando comunque che l’oggetto è fermo e inanimato). Il diaframma può variare, ma di solito è piuttosto chiuso (tra ƒ8 e ƒ11). In questo tipo di fotografia è importantissimo ogni dettaglio, pertanto, aprendo troppo il diaframma non solo avrete problemi di gestione della luce ma anche di perdita di dettagli (sfocatura), cosa certamente non gradita.

Scattando con i flash da studio è molto importante controllare i riflessi della luce sull’oggetto, soprattutto se si parla di vetro (come ad esempio una bottiglia di vino), dove la difficoltà aumenta in quanto non è sempre facile gestire la luce riflessa su di esso, pertanto è bene approfittarne e “giocarci” al fine di creare qualcosa di creativo.

Crediti: Ricky Delli Paoli per YouStart

Ad esempio, in questo lavoro realizzato per una nota cantina vinicola, il riflesso presente sul vetro poteva rischiare di diventare fastidioso se non sapientemente modificato. In questo caso, è stato investito più tempo per modificare il riflesso a nostro piacere (spostando le luci ad altezze diverse e modificando vari riflettori esterni) rispetto alla preparazione dello stesso, alla scelta della tecnica o al posizionamento sul tavolo. Questo perché in questo tipo di tecnica fotografica l’immagine ha un ruolo fondamentale: bisogna vendere un prodotto, bisogna attrarre il cliente, bisogna affascinare. Chi rimarrebbe affascinato da una luce spenta, una scritta poco leggibile o un riflesso fastidioso?

Il tavolo da still life

Di solito, in combinazione con i flash da studio, si utilizza un tavolo da still life, cioè un supporto costruito appositamente per catturare immagini con sfondo bianco o semplicemente per avere una superficie omogenea per distaccare l’oggetto dallo sfondo. Un tavolo da still life è disponibile in varie misure fino a 100×200 (la misura più grande attualmente) e anche questo viene scelto in base a ciò che dovete fotografare. Certo, se lavorate con oggetti piuttosto grandi (borse, fotocamere ingombranti, computer, oggetti da cucina…etc) potete sicuramente scegliere la versione più grande, diversamente è possibile risparmiare qualcosa e acquistare un modello più piccolo e meno ingombrante.

Questo accessorio da studio è sicuramente fondamentale per chi fotografa abitualmente oggetti per lavoro e che quindi ha bisogno di catturare immagini di un certo tipo come da richieste del cliente.

Su Amazon, i prezzi di un tavolo da still life variano tra i 70 e i 230€ circa. Potete trovare alcuni modelli cliccando qui.

La composizione

Nella fotografia still life, per “composizione” non s’intende strettamente la composizione fotografica bensì anche la preparazione dell’oggetto e alcuni piccoli trucchetti per farlo risultare più bello o “appetibile”, in quanto comunque la finalità è, di solito, la vendita. Vi ricordiamo che oggi “fotografia still life” è spesso associato a “product photography”, ma questo non vi vieta di utilizzare tutte queste tecniche anche per una natura morta o simili, è solo una differenza di “tendenza d’utilizzo moderna”.

Dopo aver scelto lo sfondo e la tecnica da utilizzare, è importante guardare bene l’oggetto, anche più volte, per capire quali potrebbero essere i punti interessanti da fotografare, un dettaglio particolare o il tipo di inquadratura. Certo, è vero che Google è vostro amico e, se si tratta di un oggetto piuttosto diffuso, potrete prendere spunto tranquillamente, tuttavia, sfruttate la vostra creatività per creare qualcosa di diverso (sempre compatibilmente con le richieste del cliente qualora ce ne fossero).

Pulizia dell’oggetto

La preparazione dell’oggetto è sicuramente fondamentale in quanto il modo in cui lo posizionate sulla superficie di scatto, la pulizia, il dettaglio ripreso e molto altro saranno più importanti della tecnica fotografica in sé. Potrete scattare fotografie tecnicamente magnifiche perché avete padronanza con la fotocamera, ma se non prestate attenzione anche all’oggetto potreste fallire nel vostro intento.

Lo step fondamentale è sicuramente la pulizia dell’oggetto: comprereste mai il nuovo iPhone dopo averlo visto sul sito di Apple tutto bello pieno di polvere e ditate? Io non credo, ecco perché è fondamentale pulire l’oggetto nel modo migliore e rimuovere tutta la polvere e/o sporcizia che può formarsi. Il punto è proprio questo: dal momento in cui tirate fuori un oggetto dalla sua scatola (il famoso “unboxing” che tanto spopolava su YouTube qualche tempo fa), la polvere inizierà a guardarlo con interesse e a posarsi dolcemente su ogni tipo di angolo, superficie o cunicolo remoto. Allo stesso modo, per chi ha le mani facilmente sudate, toccare un oggetto diventa spesso un problema, in quanto si lasciano evidenti tracce di “passaggio” che non devono rimanere o essere visibili nella foto finale. A tal proposito la soluzione migliore è utilizzare un prodotto di pulizia (come quelli per i display) che, se scelto bene dal vostro negoziante di fiducia, farà anche risplendere il protagonista della foto still life come non mai. Anche il classico panno in fibra per pulire gli occhiali è assolutamente consigliato per pulire vetri, display e simili, esattamente come quei panni cattura polvere che, in molti casi, possono assolutamente salvarvi la foto (e magari anche la vita se il cliente è particolarmente pretenzioso).

Se siete un po’ svogliati o volete semplicemente affidarvi all’acquisto di una soluzione unica, questo kit su Amazon può fare al caso vostro: comprende tutto quello che serve per una pulizia adeguata del vostro oggetto (e può tornarvi utile anche per pulire la vostra fotocamera o le lenti).

Composizione fotografica

Una buona notizia per la fotografia still life è che non dovrete “scervellarvi” troppo in inquadrature particolari, anche perché principalmente si tratta di un posizionamento centrale (seguendo la regola dei terzi). Per alcuni tipi di oggetti, potrebbe essere una buona idea focalizzarsi sui dettagli per permettere a chi vede la foto di soffermarsi sulla cura della costruzione o su una parte fondamentale che volete mostrare.

Nell’esempio qui sopra abbiamo voluto mostrare la Sony A7II dall’alto per dare una visione diversa all’utente e far capire la cura riposta dal produttore nella costruzione globale dell’oggetto. Seppur questa foto violi il posizionamento puramente centrale di cui vi avevamo parlato prima, rimane sufficientemente creativa per dare una visione diversa che non guasta mai.

Still Life: le nostre conclusioni

Come in ogni tipo di tecnica fotografica, non possiamo che ricordarvi di sperimentare, sperimentare e sperimentare. Avrete sicuramente capito quanto sia bello comporre con calma e cura ogni dettaglio della fotografia Still Life, caratteristica che avvantaggia chi non ama particolarmente la fotografia “frettolosa” o fatta con “ansia” (seppur l’unica ansia potrebbe mettervela un eventuale cliente). Le regole della fotografia still life riguardano particolarmente la conoscenza della tecnica fotografica e della gestione del flash (sia esterno, sia da studio), una volta che avrete fatto sufficiente pratica, il limite sarà solo la vostra creatività.

Come sempre, rimaniamo a disposizione nei commenti per chiarire eventuali dubbi o aiutarvi in caso di difficoltà.

Esempi