Star Wars Battlefront 2 Recensione: una galassia lontana lontana…dalla perfezione

L’uscita di Star Wars Battlefront 2 alla fine dello scorso mese di novembre ha portato con sé una sfida tutt’altro che piccola. Da una parte, infatti, il nuovo titolo di Electronic Arts e DICE aveva l’arduo compito di risollevare le proprie sorti dopo gli alti e bassi del precedente capitolo, orfano di una vera varietà nella proposta di gioco, ma soprattutto di raccogliere l’eredità di quel Star Wars Battlefront 2 che, ormai due generazioni fa, aveva creato uno dei punti di massimo livello raggiunti da un videogioco basato sull’universo di George Lucas. Di questo nuovo capitolo si è già discusso molto, forse troppo considerando la scia di polemiche iniziata ben prima del lancio ufficiale del gioco. Non che tutte le parole fossero semplicemente aria fritta, ma era giusto poter dare una nostra visione su Star Wars Battlefront 2 dopo diverse settimane dal lancio e stilare un bilancio di quella che è stata la nostra esperienza con il titolo. Scoprite tutti i dettagli, dunque, all’interno di Star Wars Battlefront 2 Recensione.

Condensare l’universo espanso di Star Wars ha i suoi limiti

Partiamo subito con l’elemento che più di tutti ha rappresentato una vera e propria novità all’interno di Star Wars Battlefront 2: l’inserimento di una campagna single player. Un’aggiunta sicuramente molto attesa, soprattutto per la volontà da parte degli sviluppatori di raccontare una storia completamente inedita, o quasi. Le vicende narrate, infatti, si svolgono a cavallo tra la distruzione della seconda Morte Nera oltre Endor e la nascita della Resistenza alla base de Il Risveglio della Forza.

Protagonista della campagna è Iden Versio, ufficiale imperiale a capo della Squadra Inferno, un’unità d’elite dell’Impero Galattico creato per le missioni a massimo rischio dopo la distruzione della prima Morte Nera. L’intera successione di missioni tende a mettere in risalto – con alcuni avvenimenti e cambi di scenario che non sarebbe corretto anticiparvi – il caos alla base del crollo definitivo dell’Impero, con una serie di decisioni che ci porteranno infine sulle lande desertiche di Jakku, pianeta che ormai abbiamo imparato a conoscere come luogo culmine nella decennale guerra tra Impero e Ribellione.

star wars battlefront 2 recensione

Da una parte abbiamo sicuramente apprezzato la decisione di proporre una sceneggiatura originale su cui sviluppare la tanto desiderata campagna offline, tuttavia sono sorti anche diversi dubbi sull’efficacia narrativa di questa storia. Come avrete dedotto dal titolo di questo primo capitolo, la campagna di Star Wars Battlefront 2 prende spunto da diverse opere dedicate all’universo espanso di Star Wars; alcune più conosciute, come i romanzi della serie Star Wars: Aftermath, altre create proprio come supplemento all’uscita del gioco, come nel caso del romanzo Inferno Squad.

In questo senso, una delle caratteristiche peculiari dell’universo espanso è sempre stata quella di trattare temi che i fan meno accaniti della saga avrebbero comunque potuto evitare per comprendere senza problemi la storia di ogni singolo film canonico. Questo l’abbiamo notato ed apprezzato con l’uscita dell’ultimo Il Risveglio della Forza, così come nel primo spin-off Rogue One, tuttavia lo stesso trattamento non è stato riservato all’evoluzione narrativa di Star Wars Battlefront 2. In questo caso, infatti, la condensazione di così tanti eventi in appena 4/5 ore di campagna effettive ha comportato una serie di salti netti tra un avvenimento e l’altro, lasciando la piena comprensione di questa evoluzione solo ai giocatori forti di un bagaglio completo sull’universo espanso di Star Wars; o almeno di tutte le opere legate all’arco temporale che separa Il Ritorno dello Jedi da Il Risveglio della Forza.

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In definitiva ci siamo trovati di fronte ad una storia iniziata con i presupposti migliori, ma portata a termine con una fretta quasi disarmante, nonostante la caratterizzazione di alcuni personaggi principali avrebbe permesso degli approfondimenti caratteriali che certamente avrebbero arricchito l’intera esperienza. Sia chiaro, giocare la campagna di Star Wars Battlefront 2 non si è rivelato né noioso, né tantomeno frustrante, tuttavia la sua presenza non giustificherebbe mai l’acquisto da parte di coloro che volessero dedicarsi unicamente a questa modalità.

La più dettagliata esperienza di Star Wars, con i suoi pregi e difetti

Una doverosa premessa. Questa parte della recensione, dato che l’inizio della nostra prova è avvenuto in concomitanza con il lancio ufficiale del gioco, non tratterà e non terrà minimamente conto della questione delle microtransazioni di Star Wars Battlefront 2.

Con l’annuncio di Star Wars Battlefront 2, DICE ha promesso l’esperienza bellica di Star Wars più ricca e dettagliata mai vista all’interno di un videogioco. Dopo la nostra prova approfondita, ma anche sin dal primo impatto, è lecito affermare come questa promessa sia stata effettivamente mantenuta, almeno in termini di quantità.

Partiamo innanzitutto con la varietà della proposta di Star Wars Battlefront 2. A disposizione dei giocatori troviamo location, fazioni ed eroi provenienti dall’intera saga di Lucas, partendo dalla trilogia originale, passando per i tre prequel e giungendo sino alla vera novità rappresentata dall’inserimento della nuova trilogia a firma Disney. In questo senso la caratterizzazione di ogni singolo elemento è avvenuta con una cura non indifferente, mettendo in luce tutti i vantaggi e gli svantaggi provenienti dall’utilizzo di una fazione specifica. Ovviamente viene mantenuta una linea di collegamento, seppur a schieramenti invertiti, tra determinate fazioni: si prendano, ad esempio, le caratteristiche e le evoluzioni comuni tra i soldati della Repubblica, le forze imperiali e quelle del Primo Ordine, così come gli aspetti che accomunano la Ribellione e la successiva Resistenza.

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Il fatto di voler mantenere ai massimi livelli la cura per ogni minimo dettaglio ha, tuttavia, avuto delle ripercussioni non del tutto positive sul gameplay vero e proprio. Così come avvenuto nel primo capitolo, in cui la maggiore quantità di equipaggiamenti disponibili rendevano le forze imperiali in vantaggio su quelle ribelli, anche in Star Wars Battlefront 2 si percepisce un certo sbilanciamento nell’utilizzo di una determinata fazione. Prendiamo il caso dei droidi separatisti, con cui DICE sembra non aver del tutto azzeccato alcune scelte di game design e di level design. Considerando prima di tutto l’aspetto dei droidi, il sistema utilizzato per mettere in evidenza i nemici risulta particolarmente debole con questo tipo di nemico, con il risultato di scoprire troppo tardi la loro presenza nelle vicinanze. Secondariamente, in alcuni scenari come gli assalti galattici su Naboo o Kashyyyk, i droidi prendono addirittura lo stesso colore del terreno, donandogli di fatto una mimetizzazione naturale praticamente letale.

A parte queste scelte – comunque piccolezze – non del tutto riuscite, buona parte delle modalità offerte da Star Wars Battlefront 2 risultano coinvolgenti e rette da un buon ritmo, soprattutto considerando una presenza decisamente più approfondita di obiettivi dinamici all’interno di una singola partita. Questo almeno per quanto riguarda le modalità a 40 giocatori, vale a dire gli assalti galattici, e le battaglie tra caccia stellari. Queste ultime, in particolare, vantano finalmente uno scopo preciso, ma soprattutto un gameplay più dettagliato, sia per quanto riguarda i movimenti, sia per ciò che concerne il sistema di fuoco. L’inseguimento aereo è finalmente diventato un qualcosa di veramente coinvolgente, capace di dare grandi soddisfazioni una volta presa la mano con le variazioni nel sistema di volo, dato l’avvicinamento più marcato ad altri titoli dedicati ai combattimenti in volo.

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Per quanto riguarda le modalità a 8 e 16 giocatori, invece, non abbiamo notato grosse variazioni rispetto alle meccaniche già viste nel primo Battlefront a firma DICE e nelle sue successive espansioni, rimanendo pur sempre godibili in ogni variante, anche solo considerando la possibilità di essere giocate da tutte le nuove fazioni e soprattutto dai nuovi eroi inseriti all’interno di Star Wars Battlefront 2.

Proprio sugli eroi è stato effettuato un lavoro di ribilanciamento abbastanza evidente, rendendo tutti gli eroi sostanzialmente equilibrati nelle loro capacità offensive, ma rimanendo di fatto mortali rispetto al netto strapotere del capitolo precedente. Soprattutto, ma non è solo una meccanica che si applica agli eroi, il gameplay di Star Wars Battlefront 2 non è più votato alla cosiddetta corsa ai potenziamenti. Con il suo diretto predecessore, infatti, eravamo abituati a correre verso la più vicina carta potenziamento che ci permetteva di assumere il controllo di un mezzo pesante o di un eroe, con tutti i vantaggi che ne conseguivano. In questo sequel, invece, abbiamo visto l’inserimento della meccanica dei Punti Battaglia, atti a premiare le effettive abilità del giocatore sul campo di battaglia. Ogni obiettivo completato, ogni uccisione, assist o anche il semplice danneggiamento di un nemico ci conferiscono un certo numero di punti, spendibili al successivo respawn per prendere il controllo di un personaggio più forte.

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Tra questi sono presenti unità d’elite, navicelle, mezzi pesanti ed eroi; con questi ultimi che richiedono, ovviamente, un numero di punti molto alto per poter essere sbloccati. Naturalmente, per poter raggiungere buoni punteggi è necessario infilare delle serie positive o effettuare delle uccisioni speciali, eliminando un eroe nemico o distruggendo un mezzo pesante.

La seconda importante novità è rappresentata dal ritorno del sistema a classi. Quest’ultimo permette, ad ogni respawn, di mettere insieme un team completo fatto di unità di fanteria, specialisti ed ufficiali, capaci di unire le forze ed aumentare le abilità nel momento in cui tutti i membri agiscono insieme. E proprio questo aspetto tanto richiesto dagli appassionati si è rivelato una NON novità: considerando la natura ancora strettamente arcade del sistema di gioco di Battlefront 2, l’utilizzo delle classi così come è stato pensato da DICE è rimasto tale solo sulla carta, lasciando la scelta da parte dei giocatori unicamente a “quello che piace di più”. Unire veramente le forze non è un qualcosa applicabile in maniera così naturale all’interno di una partita, andando anche a considerare che la coordinazione non sarebbe proprio prevista dal gioco vista la mancanza di un sistema di chat vocale interno. Per questo motivo abbiamo dovuto constatare come il ritorno delle classi abbia rappresentato un’aggiunta più quantitativa ed estetica, che un vero e proprio cambiamento all’interno del gameplay di Star Wars Bettlefront 2.

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Infine, passiamo al tanto discusso sistema di progressione del gioco. Eliminando, come già anticipato in nota, ogni riferimento alle microtransazioni, analizziamo proprio la struttura di questo sistema. Alla base di tutto troviamo, prima di tutto, una classica progressione a livelli del giocatore, che potremo sviluppare completando ogni evento e aumentando o diminuendo la progressione in base al nostro punteggio in partita.

star wars battlefront 2 recensioneSecondariamente, ogni singola classe delle diverse fazioni sarà dotata di un sistema di equipaggiamento e potenziamenti indipendente, facendo entrare in scena le cosiddette carte potenziamento. Queste possono aumentare determinate statistiche base del personaggio, conferirgli abilità aggiuntive o modificare alcune armi. Le carte potenziamento possono essere sbloccate tramite lootbox – ora sbloccabili solo con la progressione in-game – o completando le diverse sfide presenti nel menu di gioco. Insieme a questo, ogni classe mette a disposizione delle sfide specifiche con cui sarà possibile far livellare anche la singola classe, con ulteriori potenziamenti e la possibilità di ottenere carte di miglior qualità e sbloccare nuove armi all’interno dell’inventario. Infine, tramite crediti e parti di modifica, è possibile modificare ulteriormente le armi e sbloccare gli eroi ancora bloccati. Inutile dire che, nel caso abbiate avuto difficoltà a capire il funzionamento di questo sistema, sappiate che non siete gli unici. Tutte le meccaniche che gestiscono la progressione del personaggio risultano fin troppo “ricche” di possibilità, andando a mettere troppa carne al fuoco e sfociando inevitabilmente nella totale confusione. La quantità, in questo caso, ha rappresentato senza dubbio un’arma a doppio taglio per la comprensione dell’intero sistema.

Un Frostbite Engine in grandissima forma

Nonostante la mole gigantesca di contenuti potesse far presagire ad un comparto tecnico non così entusiasmante, Star Wars Battlefront 2 ci ha saputo stupire in positivo. Dal punto di vista grafico, infatti, il gioco riesce a mettere in evidenza tutta l’enorme potenza del Frostbite Engine, andando a proporre un universo di gioco dettagliato e spettacolare per gli occhi, mantenendo la fluidità dei 60 fps stabili. Abbiamo trovato grande cura non solo per il semplice impatto visivo, ma anche per la realizzazione di ogni minimo elemento, dai vestiti alle armi, fino alle ambientazioni. Nonostante mappe come quella di Naboo comportino una serie di combattimenti a 40 giocatori in ambienti decisamente troppo stretti e chiusi, almeno dal punto di vista visivo si possono apprezzare in tutta la loro magnificenza.

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Lo stesso ottimo lavoro è stato effettuato anche dal punto di vista sonoro, sia per quanto riguarda la colonna sonora, ma soprattutto per il campionamento di tutti suoni originali che hanno reso celebre l’intera daga di Star Wars. Buono, anche se si fa notare la mancanza di alcuni doppiatori della serie cinematografica, il doppiaggio italiano, che caratterizza ogni singolo personaggio, dalle unità di fanteria agli eroi storici. Dal punto di vista tecnico, dunque, Star Wars Battlefront 2 rappresenta senza dubbio un punto di riferimento tra i diversi titoli di recente uscita.

Star Wars Battlefront 2 Recensione: le nostre conclusioni

A conti fatti, Star Wars Battlefront 2 rappresenta la prova che aggiungendo tanto si corre il rischio di raggiungere il troppo. La quantità di contenuti è indiscutibile, andando ad abbracciare tutte le trilogie ed aggiungendo diversi elementi nuovi rispetto al precedente capitolo. Tra questi, purtroppo, si segnalano una campagna che non riesce a decollare, o meglio decolla ed atterra in un lasso di tempo troppo ristretto, ed un sistema di progressione tanto ramificato da risultare confusionario e nulla più. Nonostante questo, Star Wars Battlefront 2 riesce pienamente a trasmettere il fascino che da anni appassiona milioni di persone, con un’esperienza gigantesca e sostanzialmente accessibile a tutti, imprescindibile per ogni fan di Star Wars.

Pro

  • Quantità di contenuti da capogiro
  • Gameplay accessibile anche ai meno esperti
  • Tecnicamente splendido
Contro

  • Campagna che non cattura
  • Alcune scelte di game e level design poco azzeccate
  • Sistema di progressione troppo confusionario
7

Federico Parravicini


Vi ricordiamo, infine, che Star Wars Battlefront 2 è disponibile per PlayStation 4, Xbox One e PC ed è acquistabile per tutte le piattaforme direttamente da Amazon.

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