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SSD notebook: come e quale scegliere

SSD notebook: come e quale scegliere

di Luca Pierattini
Specialist Memoria esterna
aggiornato il 10 gennaio 2020
7567 utenti hanno trovato utile questa guida
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N.B. La guida SSD notebook è monitorata mensilmente e aggiornata con eventuali nuove proposte. Per maggiori dettagli su come realizziamo le nostre guide all’acquisto ti rimandiamo alla pagina Come lavoriamo. L’ultimo aggiornamento risale a Gennaio 2020.

All’interno della nostra guida SSD notebook ci occuperemo di come aggiornare un notebook classico per aggiornarlo o ripararlo. Ovviamente ci riferiamo a tutti i modelli che consentono di accedere liberamente al comparto memoria; se avete di fronte un Ultrabook recente con memoria saldata, purtroppo dovete fare riferimento per forza di cosa al produttore. Se siete invece di fronte ad un vecchio notebook con disco meccanico da rimpiazzare oppure ad un portatile con SSD rotto o di piccolissimo taglio, SSD notebook è proprio la guida che vi serve! Continuate la lettura.

SSD notebook: quale comprare

Come detto poco fa, scegliere un portatile dotato di fabbrica di SSD comporta spesso una spesa davvero impegnativa. Il motivo è semplice: solitamente le memorie SSD sono state montate soprattutto sugli Ultrabook, quei notebook estremamente sottili pensati per la portabilità estrema e per le prestazioni notevoli, oppure sui notebook da gaming.

All’interno di questa guida vedremo tutto quello che c’è da sapere per ciò che riguarda un SSD notebook: cosa considerare, quali modelli conviene aggiornare e soprattutto su quali SSD vale la pena puntare per dare nuova linfa ad un notebook con qualche anno alle spalle.

SSD notebook: cos’è e perché sceglierne uno

Ma cos’è, di fatto, un SSD? Senza perderci in spiegazioni estremamente tecniche: un SSD, Solid State Drive o unità a stato solido, è un componente di archiviazione che si sostituisce in tutto e per tutto all’hard disk interno tradizionale, offrendo svariati vantaggi. Il tutto si basa sull’abbandono del classico meccanismo dove, attraverso una testina, il disco va a pescare un file.

Gli SSD notebook utilizzano infatti memorie flash, come quelle presenti nello storage interno di smartphone e tablet, ma dalle dimensioni molto più grandi (solitamente sono memorie NAND). Questo comporta, di fatto, delle velocità di trasferimento dati notevolmente superiore rispetto agli hard disk meccanici.

Nel concreto, tali velocità si traducono in due punti a favore: trasferimento dei file sul disco estremamente più rapido, accesso alla memoria più spedito e quindi avvio di Windows e di tutti i software installati con tempi notevolmente ridotti. A chi potrebbe quindi interessare montare un SSD all’interno del proprio notebook? A tutti coloro che vogliono migliorare le proprie prestazioni. Sebbene gli SSD notebook nel tempo si possono usurare e le prestazioni negli anni possono calare (mediamente i computer non durano affatto dieci anni), rimangono comunque nel tempo la scelta migliore per rendere il vostro notebook perfettamente funzionante una vera e propria nuova macchina.

Prima di scegliere: individuare lo slot è fondamentale

Prima di avventarsi nell’acquisto di una nuova unità è però necessario controllare la tipologia di slot presente sulla scheda madre del proprio portatile. I dischi montati sui PC portatili sono quasi sempre da 2,5″, ovvero l’edizione più compatta rispetto ai 3,5″ che solitamente si trovano all’interno dei PC Desktop. Se ci troviamo di fronte ad hard disk meccanici tradizionali, sicuramente ci si presenta di fronte un modulo SATA III.

L’alternativa è trovare nel portatile già un SSD: qualora questo fosse da 2,5″ come i dischi meccanici, la vita è facile. In alternativa è possibile trovare un disco SSD M.2 di nuova generazione: parliamo di notebook che hanno già un SSD piuttosto recente, magari non funzionante oppure non sufficientemente capiente per il vostro utilizzo. Il disco SSD M.2 ha fisicamente dimensioni diverse, visto che usa un controller differente: somiglia molto ad un banchettino di RAM. Inoltre, l’M.2 può essere anche compatibile con lo standard SSD NVMe, il quale offre performance decisamente più elevate.

Non andate nel panico, le sigle si spiegano in pochi numeri:

  • I dischi SATA III, anche se M.2, possono raggiungere la velocità ideale di 600 MB/s in trasferimento di dati;
  • I dischi M.2 NVMe possono raggiungere la velocità ideale di ben 4 GB/s in trasferimento.

 

Per individuare i dischi presenti all’interno del vostro PC, qualora questo dovesse essere funzionante, potete puntare su un software semplice come Speccy (download qui). Installandolo, potete rapidamente dare un check-up a tutti i componenti interni del PC, e scoprire se avete installato di base un disco SATA III oppure M.2.

Assicuratevi, prima di procedere all’upgrade, che il disco in questione non sia saldato sulla scheda madre, cosa che avviene ormai su molte macchine di fascia alta.

Quale SSD notebook scegliere: uno per ogni occasione

Capito che modulo è presente nel vostro portatile, scegliamo un SSD notebook. Se siete di fronte ad un notebook con uno slot da 2.5″, dunque SATA III (o SATA II, per i più vecchi), è il caso di optare per un SSD da 2.5″. Andate dunque di seguito al capitolo dedicati a questa tipologia di prodotto e date un’occhiata alle proposte che vi suggeriamo. In generale, è la soluzione più economica e che vi consentirà di dare davvero nuova vita ai modelli di notebook con qualche anno alle spalle.

Se avete invece di fronte un modello con SSD M.2, la musica cambia: in questo caso, dovete capire se si parla, come abbiamo detto, di un modello con o senza compatibilità NVMe. Trovate questa informazione sulla scheda tecnica del vostro PC, ma anche sul modulo stesso.

Senza dubbio, di fronte ad una compatibilità NVMe, vi consigliamo fortemente di acquistare un SSD NVMe e spendere qualche decina di euro in più, viste le performance fulminee che garantiscono. Capiti tutti i concetti alla base, vediamo invece come scegliere il miglior SSD per notebook. In questo caso è estremamente necessario puntare su un componente adatto alle proprie esigenze, in modo tale da non spendere euro preziosi nell’acquisto di un SSD, di fatto, non necessario.

 

N.B. I seguenti modelli sono indirizzati prevalentemente ai possessori di notebook Windows. Per chi fosse su piattaforma OS X consigliamo la lettura della nostra guida focalizzata sugli SSD MacBook Pro.

SSD notebook: modelli 2.5″ SATA

Samsung 860 EVO

Iniziamo da chi dispone semplicemente di un laptop e vuole passare ad un SSD, puntando su un produttore famoso e anche notevolmente affermato nel settore delle memorie. Proprio a coloro che non vogliono spendere una fortuna, avendo però in cambio affidabilità estrema, cinque anni di garanzia e velocità di scrittura e lettura davvero niente male, consigliamo Samsung 860 EVO. Questo, n°1 assoluto nelle vendite degli SSD su Amazon, rappresenta effettivamente il miglior componente per far poggiare sul proprio notebook l’intero sistema operativo ed eventuali partizioni secondarie, potendo così gestire i propri dati, eseguire software e avere un sistema perfettamente funzionante in pochissimi secondi (Windows 10 prevede l’accensione su SSD in soli due secondi).

Fra le specifiche tecniche abbiamo lettura sequenziale a 550 MB/s e scrittura sequenziale a 520 MB/s per una memoria a 64 livelli 3D V-NAND. Nella confezione sono inclusi i vari strumenti di Samsung per eseguire la migrazione da un hard disk tradizionale. Potete acquistare Samsung 860 EVO su Amazon a prezzo decisamente interessante: vi consigliamo di optare per i tagli da 250 GB, 500 GB, 1 TB o 2 TB in base alle vostre esigenze. Il prezzo è davvero molto conveniente (ci sarebbe anche il 4 TB, ma ha un prezzo disumano). Per stare tranquilli vi consigliamo ovviamente l’acquisto della versione da almeno 500 GB.

Puoi acquistare Samsung 860 EVO su Amazon. In alternativa Samsung 860 EVO è disponibile nelle varianti 500 GB, 1 TB o 2 TB.

Samsung 860 QVO

Se volete un SSD notebook molto simile a quello sovrastante ma che punti fondamentalmente più alla memoria elevata, allora scegliete il nuovo Samsung 860 QVO. Giunto sul mercato alla fine del 2018, questo è un SSD 2.5″ che, al contrario degli SSD di fascia più alta, non usa memorie TLC o MLC. Sigle su sigle, sicuramente poco utili: l’860 QVO usa infatti delle memorie QLC, non così avanzate in termini di performance, ma in grado di raggiungere ampissimi storage ad un prezzo oggettivamente basso.

Questo è il punto chiave del Samsung 860 QVO: a circa 100€ infatti potete portarvi a casa il modello entry level da 1 TB, ma senza lievitare troppo trovate anche le edizioni da 2 o 4 TB. Il prezzo finale è il più competitivo in assoluto: preferite questo SSD se non potete assolutamente rinunciare a storage elevato. Le velocità del disco sono sempre quelle della linea 860: fino a 550 MB/s in lettura, fino a 520 MB/s in scrittura. Le prove sul campo garantiscono velocità un pelo più basse, ma il tutto a vantaggio del prezzo finale. Se vi serve un SSD notebook 2.5″ da almeno 1 TB, scegliete lui!

Puoi acquistare Samsung 860 QVO su Amazon. In alternativa Samsung 860 QVO è disponibile nelle varianti 2 TB o nella variante 4 TB.

SSD notebook: modelli M.2

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WD Blue 3D NAND

Se ci troviamo di fronte ad un SSD notebook dotato di un modulo M.2, quindi non tanto arretrato, allora la scelta più stuzzicante ricade su WD Blue 3D NAND. Modello economico con cui WD è entrata in gamba tesa sul settore dei dischi a stato solido, è un M.2 SATA con velocità di scrittura e lettura che non si discostano più di tanto rispetto ai modelli da 2.5″ (anzi, sono proprio analoghe). Il suo formato economico basato su una memoria flash 3D NAND rende possibile avere performance pari a 560 MB/s per la lettura e 530 MB/s per la scrittura, ma ad un prezzo contenuto.

Anzi, soffermandoci proprio sul modello da 500 GB, quindi non quello entry level, è facile notare come rappresenti praticamente l’SSD notebook con interfaccia M.2 più economico in assoluto. Dalla sua ha un endurance pari a 500 TBW. Assolutamente il modello da scegliere se non avete un notebook compatibile con lo standard NVMe.

Puoi acquistare WD Blue 3D NAND su Amazon. In alternativa WD Blue 3D NAND è disponibile nelle varianti 500 GB, 1 TB o 2 TB.

Samsung 970 EVO

Se hai individuato nel tuo PC la presenza di uno slot M.2 dotato di compatibilità NVMe, vale la pena puntare al top. Fra gli SSD notebook compatti troviamo infatti Samsung 970 EVO, finalmente disponibile in modo stabile anche sul mercato italiano.

Questo rappresenta sicuramente uno degli SSD più performanti in assoluto, poiché su una scheda logica compatta integra delle celle V-NAND made in Samsung in grado di raggiungere le velocità esorbitanti fino 3.500 MB/s in lettura e di 2.500 MB/s in scrittura sequenziale. Le velocità in formato randomico sono invece rispettivamente di:

  • 250 GB: fino a 200,000 / 350,000 IOPS (lettura/scrittura)
  • 500 GB: fino a 370,000 / 350,000 IOPS (lettura/scrittura)
  • 1 TB : fino a 500,000 / 450,000 IOPS (lettura/scrittura)
  • 2 TB: fino a 500,000 / 480,000 IOPS (lettura/scrittura)

Dotato del controller Samsung Phoenix e di una garanzia di ben 5 anni con endurance variabile – 150 TBW per il modello 250 GB, 300 TBW per quello da 500 GB , 600 TBW per quello da 1 TB e 1200 TBW per quello da 2 TB – rappresenta sicuramente il prodotto migliore se hai un Ultrabook di fascia alta e non vuoi rinunciare alle prestazioni di alto livello. Potete acquistarlo nei tagli da 250 GB, 500 GB, 1 TB e 2 TB.

Puoi acquistare Samsung 970 EVO su Amazon. In alternativa Samsung 970 EVO è disponibile nelle varianti 500 GB o nella variante 1 TB.

WD Black SSD SN750 NVMe

Se volete davvero puntare al meglio in assoluto poiché magari state costruendo una macchina da lavoro con cui accedere al sistema operativo, ai vari software e anche a tutti i dati in modo fulmineo, allora WD Black SSD SN750 NVMe 500 GB è l’SSD su cui puntare. Anche questo, come il Samsung, arriva a velocità dichiarate di lettura sequenziale molto elevate, variabili in base ai tagli che si scelgono. Il modello da 250 GB ha performance pari a 3.000 MB/s in lettura e 1.600 MB/s in scrittura; salendo di storage si sale anche di performance. Il top è infatti il modello da 1 TB, con numeri pari a 3.470 MB/s in lettura e 3.000 MB/s in scrittura: da record!

Suggeriamo questo SSD per chi cerca una soluzione definitiva: chi ha per le mani un notebook NVMe, con un hardware in grado di rendersi competitivo per qualche anno, dovrebbe scegliere proprio questo SSD notebook!

Puoi acquistare WD Black SSD SN750 NVMe su Amazon. In alternativa WD Black SSD SN750 NVMe è disponibile nelle varianti 1 TB o nella variante 2 TB.

SSD Notebook: il montaggio

Operazioni preliminari

Scelto e acquistato un SSD, cosa è necessario per poterlo sostituire al proprio hard disk? Per fare ciò è necessario effettuare una procedura apposita per poter portare sul nuovo SSD la propria licenza Windows, tutti i propri programmi e tutti i propri file, senza perdere un solo dato. Sì, la cosa è possibile in piena tranquillità, e proprio per venirvi incontro abbiamo realizzato una guida su come clonare hard disk in modo tale da rendervi la vita facile.

Capito come trasferire il tutto, focalizziamoci sul montaggio. Per prima cosa è necessario munirsi di un buon cacciavite, possibilmente magnetico, in grado di attrarre alla punta le viti. Ve ne serviranno sicuramente di più tagli, quindi vi consigliamo di optare per un multifunzione; ad esempio, come quello che trovate nel seguente kit estremamente versatile e adatto a tutti i PC.

Poggiamo il notebook con il coperchio su una buona superficie stabile, volgendo verso l’alto la faccia con i piedini che solitamente poggiano sulla scrivania. Qui identifichiamo il comparto che nasconde al suo interno il disco di sistema: solitamente è il coperchio più grande, che è contraddistinto oltretutto con un simbolino che fa riferimento proprio all’hard disk. Qui troveremo alcune viti (due o più) da rimuovere: scegliamo la puntina del cacciavite adatta, togliamole e spingiamo verso il basso il coperchio, il quale dovrebbe far sì che, sganciandosi dei piccoli perni al suo interno, venga estratto senza problemi. Attenzione: non forzate nulla, perché rischiate di romperlo.

Smontare SSD notebook

Scoperto il coperchio dovreste vedere una zona precisa (solitamente in basso) dove il produttore ha posizionato lo slot dedicato proprio al disco: difficile che questo non sia visibile, poiché è solitamente identificabile come un blocchetto metallico che ricopre il nostro hard disk. Se lo vedete dovete procedere a svitare il suddetto dalle relative viti, altrimenti dovrete cercare di smontare qualche eventuale altra protezione addizionale fino a vedere, appunto, tale blocco (vedi immagine).

N.B: per gli utenti dotati di Ultrabook con SSD PCIe è necessario proseguire in modo differente giunti a questo punto: sarà necessario togliere le viti dal modulo ed estraendolo delicatamente dal proprio alloggiamento, facendo l’inverso poi per il rimontaggio.

Svitato, questo deve essere estratto: per farlo dovreste spingere delicatamente verso sinistra, nel verso opposto rispetto ai connettori, facilmente visibili poiché inseriti nell’unico lato che aderisce col disco. Scollegati e scoperti i connettori dovrete, sempre molto delicatamente, sollevate il blocchetto metallico tenendo fermo il disco dal lato dei connettori e facendo perno con una levetta sull’altro lato. In questo modo non andrete a danneggiare i connettori SATA al quale il disco potrebbe non essere perfettamente disancorato.

Tirato fuori non vi resta che svitare le restanti viti (di solito sono quattro) che fermano l’hard disk da 2,5″, andando a sostituire al suo interno il nuovo SSD già pronto per essere messo in moto se avete eseguito la clonazione.

Montaggio SSD

A questo punto rieseguite il tutto al contrario, fissando il disco al blocchetto metallico che lo riveste e inserendo questo nuovamente nello slot per il collegamento stando attenti a inserirlo nel verso giusto.

Piccola nota aggiuntiva: solitamente gli SSD presentano nella confezione una placchetta di plastica, che serve a dare uno spessore in più al nostro drive. Gli hard disk da 2,5″ presenti nei notebook sono infatti lievemente più spessi degli SSD, quindi inserendola semplicemente al di sotto del blocco metallico, dal lato dell’SSD per intenderci, andrete ad evitare che questo balli troppo all’interno dell’alloggio.

A questo punto basta spingere verso destra l’SSD incastonando i connettori al suo interno, riavvitare le viti che fissano il blocco metallico che lo ingloba e, quando siete sicuri di aver fatto il tutto, richiudere il portello riavvitando le ultime viti esterne. Il gioco è fatto!

Avviato il sistema, che dovrebbe impiegare giusto un paio di secondi ora che disponete dell’SSD, vi consigliamo di disabilitare eventuali deframmentazioni giornaliere ed evitare di spostare in modo frequente moltissimi file, in modo da non deteriorare l’SSD che, con un sistema operativo nuovo come Windows 10, lavora in modo ottimizzato del tutto automatico anche senza frequenti scansioni e pulizie. Eccovi giunti alla fine della nostra guida “SSD notebook”.

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