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SSD notebook: come e quale scegliere

SSD notebook: come e quale scegliere

di Claudio Carelli
Specialist Memoria esterna
aggiornato il 10 giugno 2018
7559 utenti hanno trovato utile questa guida
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N.B. La guida SSD notebook è monitorata mensilmente e aggiornata con eventuali nuove proposte. Per maggiori dettagli su come realizziamo le nostre guide all’acquisto ti rimandiamo alla pagina Come lavoriamo. L’ultimo aggiornamento risale a Giugno 2018.

Arriva per tutti noi possessori di PC portatili acquistati da qualche anno quel momento in cui si accetta, con un po’ di rassegnazione, che aver scelto un prodotto con un hard disk tradizionale non è stato affatto la cosa migliore per avere un sistema rapido. Non giudicate troppo in fretta: i portatili con memoria interna tradizionale costano molto meno, quindi acquistare un dispositivo con hard disk meccanico e pensare poi ad un eventuale upgrade con un SSD non è assolutamente sbagliato.

Oggi ci occuperemo proprio di questo: come aggiornare un notebook Windows dotato di hard disk 2.5″ con un nuovo SSD fiammante. Prima di dare un’occhiata ai modelli consigliati capiamo però perché, se avete un portatile, scegliere un Solid State Drive potrebbe cambiare completamente le prestazioni di sistema.

SSD notebook quale comprare: tutto quello che c’è da sapere

Come detto poco fa, scegliere un portatile dotato di fabbrica di SSD comporta spesso una spesa davvero impegnativa. Il motivo è semplice: solitamente, almeno negli ultimi anni, le memorie SSD sono state montate soprattutto sugli Ultrabook, quei notebook estremamente sottili pensati per la portabilità estrema e per le prestazioni notevoli, oppure sui notebook da gaming.

Ma cos’è, di fatto, un SSD? Senza perderci in spiegazioni estremamente tecniche: un SSD, Solid State Drive o unità a stato solido, è un componente di archiviazione che si sostituisce in tutto e per tutto all’hard disk interno tradizionale, offrendo svariati vantaggi. Il tutto si basa sull’abbandono del classico meccanismo dove, attraverso una testina, il disco va a pescare un file. Gli SSD notebook utilizzano infatti memorie flash, come quelle presenti nello storage interno di smartphone e tablet, ma dalle dimensioni molto più grandi (solitamente sono memorie NAND). Questo comporta, di fatto, delle velocità di trasferimento dati notevolmente superiore rispetto agli hard disk meccanici.

Nel concreto, tali velocità si traducono in due punti a favore: trasferimento dei file sul disco estremamente più rapido, accesso alla memoria più spedito e quindi avvio di Windows e di tutti i software installati con tempi notevolmente ridotti. A chi potrebbe quindi interessare montare un SSD all’interno del proprio notebook? A tutti coloro che vogliono migliorare le proprie prestazioni. Sebbene gli SSD notebook nel tempo si possono usurare e le prestazioni negli anni possono calare (mediamente i computer non durano affatto dieci anni), rimangono comunque nel tempo la scelta migliore per rendere il vostro notebook perfettamente funzionante una vera e propria nuova macchina.

Prima di avventarsi nell’acquisto di una nuova unità è però necessario avere un’accortezza: controllare la tipologia di slot presente sulla scheda madre del proprio portatile. I dischi montati sui PC portatili sono sempre e comunque da 2,5″, ovvero l’edizione più compatta rispetto ai 3,5″ che solitamente si trovano all’interno dei PC Desktop. Questo sfrutta sempre lo standard SATA, salvo casi rari (prettamente Ultrabook) in cui si opta per altre tipologie di disco. In tutti i notebook Windows tradizionali proposti sul mercato negli ultimi due anni solitamente si trova uno slot SATA III, mentre su alcuni esclusivamente economici o più datati è presente la versione SATA II.

La differenza fra i due standard è sostanziale: i SATA III possono raggiungere velocità piene per gli SSD che solitamente si attestano sui 500 MB/s medi, mentre i SATA II si fermano circa sui 250 MB/s. In ogni caso vale comunque la pena scegliere un SSD a discapito di un hard disk classico, sia chiaro. Nel caso in cui però siete dotati di una scheda madre con slot SATA II, ovviamente potete risparmiare qualche euro prezioso e non puntare ai componenti più costosi.

Non sapete quale delle tue tipologie di slot è presente nel vostro PC e prima di procedere alla valutazione dei migliori SSD notebook volete controllare il tutto? Semplice, basta scaricare il software gratuito Speccy qui (link diretto), installarlo e controllare alla pagina dedicata la tipologia di standard supportato (vedi immagine sovrastante). Tenete presente però, dettaglio importante, che nel vostro notebook (soprattutto se abbastanza datato) potrebbe essere presente un disco SATA II in uno slot SATA III. In questo caso, chiaramente, acquistando un nuovo SSD potete non frenarvi troppo nell’acquisto di un disco a stato solido, che comunque sono tutti di base SATA III.

Vi sono inoltre casi in cui, come dicevamo poco più su, i notebook sono Ultrabook, e montano un SSD PCIe M.2, e non SATA III classico. Questi sono sicuramente prodotti molto più rari, molto più costosi e per i quali è necessario avere accortezze diverse. La prima, più importante, è riconoscere se si tratta di uno slot M.2 semplice, oppure di uno NVMe. Che differenza c’è fra i due? Sostanziale: l’M.2 non è altro che la tipologia di interfaccia che usa la memoria, ed esula quindi dalle performance. NVMe è invece una tipologia di standard per le memorie a stato solido e, se presente, implica delle performance di livello decisamente superiore – si parla di velocità in lettura casuale che superano anche 1 GB/s, quindi almeno doppie rispetto alle classiche SATA. Prima di procedere all’acquisto, quindi, usate Speccy (link al download più in alto): se nel vostro Ultrabook è presente un disco NVMe, sceglietene uno NVMe. Se invece montate un semplice M.2, senza supporto NVMe, è necessaria una ulteriore verifica: la scheda logica supporta tale standard? Per saperlo dovete fare riferimento alla scheda prodotto del vostro Ultrabook. Se questo dispone di un semplice slot M.2 con velocità SATA, allora non ha senso scegliere un disco NVMe e, viceversa, se avete uno slot NVMe, scegliete se preferire le performance acquistando un SSD dotato di tale standard o se risparmiare qualche euro e optare per un semplice M.2.

Generalmente, nel cambio di componente, ci sentiamo di consigliarvi di acquistare NVMe se nel vostro Ultrabook è presente tale supporto, ed M.2 semplice se il vostro Ultrabook non supporta NVMe.

Capiti tutti i concetti alla base, vediamo invece come scegliere il miglior SSD per notebook. In questo caso è estremamente necessario puntare su un componente adatto alle proprie esigenze, in modo tale da non spendere euro preziosi nell’acquisto di un SSD, di fatto, non necessario.

Per fare ciò abbiamo individuato tre modelli di SSD indirizzati rispettivamente a tre utenti differenti, ovvero: chi vuole semplicemente il miglior SSD notebook per rapporto qualità/prezzo, chi necessita di un SSD più affidabile e performante e chi, dotato di un PC con connettore SATA II, ha bisogno semplicemente del più economico. Vediamoli di seguito!

N.B. I seguenti modelli sono indirizzati prevalentemente ai possessori di notebook Windows. Per chi fosse su piattaforma OS X consigliamo la lettura della nostra guida focalizzata sugli SSD MacBook Pro.

Samsung 860 EVO

Iniziamo da chi dispone semplicemente di un laptop e vuole passare ad un SSD, puntando su un produttore famoso e anche notevolmente affermato nel settore delle memorie. Proprio a coloro che non vogliono spendere una fortuna, avendo però in cambio affidabilità estrema, cinque anni di garanzia e velocità di scrittura e lettura davvero niente male, consigliamo Samsung 860 EVO. Questo, n°1 assoluto nelle vendite degli SSD su Amazon, rappresenta effettivamente il miglior componente per far poggiare sul proprio notebook l’intero sistema operativo ed eventuali partizioni secondarie, potendo così gestire i propri dati, eseguire software e avere un sistema perfettamente funzionante in pochissimi secondi (Windows 10 prevede l’accensione su SSD in soli due secondi).

Fra le specifiche tecniche abbiamo lettura sequenziale a 550 MB/s e scrittura sequenziale a 520 MB/s per una memoria a 64 livelli 3D V-NAND. Nella confezione sono inclusi i vari strumenti di Samsung per eseguire la migrazione da un hard disk tradizionale. Potete acquistare Samsung 860 EVO su Amazon a prezzo decisamente interessante: vi consigliamo di optare per i tagli da 250 GB, 500 GB, 1 TB o 2 TB in base alle vostre esigenze. Il prezzo è davvero molto conveniente (ci sarebbe anche il 4 TB, ma ha un prezzo disumano). Per stare tranquilli vi consigliamo ovviamente l’acquisto della versione da almeno 500 GB.

Puoi acquistare Samsung 860 EVO su Amazon. In alternativa Samsung 860 EVO è disponibile nelle varianti 500 GB, 1 TB o 2 TB.

Crucial MX500

Considerando un prodotto leggermente diverso, più nuovo e con delle performance di cache intelligenti più elevate rispetto a quelle di Samsung, guardiamo al Crucial MX500. Questo è dotato di una memoria 3D NAND e mette a disposizione delle performance davvero interessanti in lettura e scrittura, pari a 560 MB/s e 510 MB/s. Per quanto riguarda lettura e scrittura casuale troviamo degli ottimi numeri, con 95.000 IOPS e 90.000 IOPS. Come detto la cache è uno dei suoi punti di forza, in quanto Micron ha sviluppato la Momentum Cache di ultima generazione che aumenta le performance sulle attività svolte ripetutamente nel tempo, a discapito di consumi un po’ più elevati. Buona anche la garanzia, pari a 5 anni, o per un endurance pari a 100 TBW sul modello da 250 GB, 180 TBW per quello da 500 GB, 360 TBW ad 1 TB e 700 TBW a 2 TB.

Puoi acquistare Crucial MX500 su Amazon. In alternativa Crucial MX500 è disponibile nelle varianti 500 GB, 1 TB o 2 TB.

Samsung 960 EVO

Se hai individuato nel tuo PC la presenza di uno slot M.2 dotato di compatibilità NVMe, vale la pena puntare al top. Fra i dischi a stato solido compatti troviamo infatti Samsung 960 EVO, finalmente disponibile in modo stabile anche sul mercato italiano.

Questo rappresenta sicuramente uno degli SSD più performanti in assoluto, poiché su una scheda logica compatta integra delle celle V-NAND made in Samsung in grado di raggiungere le velocità esorbitanti di 3.200 MB/s in lettura e di 1.900 MB/s in scrittura sequenziale. Le velocità in formato randomico sono invece rispettivamente di:

  • 250 GB: fino a 330,000 / 300,000 IOPS (lettura/scrittura)
  • 500 GB: fino a 330,000 / 330,000 IOPS (lettura/scrittura)
  • 1000 GB: fino a 380,000 / 360,000 IOPS (lettura/scrittura)

Dotato del controller Samsung Polaris e di una garanzia di ben 3 anni con endurance variabile -100 TBW per il modello 250 GB, 200 TBW per quello da 500 GB e 400 TBW per quello da 1 TB – rappresenta sicuramente il prodotto migliore se hai un Ultrabook di fascia alta e non vuoi rinunciare alle prestazioni di alto livello. Potete acquistarlo nei tagli da 250 GB, 500 GB o 1 TB.

Puoi acquistare Samsung 960 EVO su Amazon. In alternativa Samsung 960 EVO è disponibile nelle varianti 500 GB o nella variante 1 TB.

WD Blue SSD 3D NAND

Se disponete di un notebook in grado di accogliere un disco M.2 ma non NVMe, allora potete risparmiare qualche euro per optare per il formato leggero e compatto, con WD Blue SSD. Questo, disponibile anche nella classica versione SATA più ingombrante e pesante, è la scelta sicuramente più adatta per chi vuole risparmiare qualche spicciolo ed è in grado di accontentarsi di performance SATA III.

Blue è in grado infatti di raggiungere le velocità in lettura e scrittura sequenziale pari a 545 MB/s e 525 MB/s, con quelle parallele in lettura e scrittura randomica pari a 100,000 IOPS e 80,000 IOPS (leggermente inferiori nel modello da 250 GB).

La garanzia è di tre anni, mentre l’endurance è pari a 400 TBW nel modello da 1 TB, 200 TBW in quello da 500 GB e appena 100 TBW in quello da 250 GB. Si tratta sicuramente di un disco solido adattato a chi cerca una soluzione di fascia media per il boot rapido di Windows e altri software.

In alternativa WD Blue SSD 3D NAND è disponibile nelle varianti 250 GB, 500 GB, 1 TB o 2 TB.

Montaggio

Scelto e acquistato un SSD, cosa è necessario per poterlo sostituire al proprio hard disk? Per fare ciò è necessario effettuare una procedura apposita per poter portare sul nuovo SSD la propria licenza Windows, tutti i propri programmi e tutti i propri file, senza perdere un solo dato. Sì, la cosa è possibile in piena tranquillità, e proprio per venirvi incontro abbiamo realizzato una guida su come clonare hard disk in modo tale da rendervi la vita facile!

Capito come trasferire il tutto, focalizziamoci sul montaggio all’interno dei vostri notebook. Per prima cosa è necessario munirsi di un buon cacciavite, possibilmente magnetico, in grado di attrarre alla punta le viti. Ve ne serviranno sicuramente di più tagli, quindi vi consiglio di optare per un multifunzione come quello che trovate nel seguente kit estremamente versatile e adatto a tutti i PC.

Poggiamo il notebook con il coperchio su una buona superficie stabile, volgendo verso l’alto la faccia con i piedini che solitamente poggiano sulla scrivania. Qui identifichiamo il comparto che nasconde al suo interno il disco di sistema: solitamente è il coperchio più grande, che è contraddistinto oltretutto con un simbolino che fa riferimento proprio all’hard disk. Qui troveremo alcune viti (due o più) da rimuovere: scegliamo la puntina del cacciavite adatta, togliamole e spingiamo verso il basso il coperchio, il quale dovrebbe far sì che, sganciandosi dei piccoli perni al suo interno, venga estratto delicatamente senza problemi. Attenzione: non forzate nulla, perché rischiate di romperlo.

Scoperto il coperchio dovreste vedere una zona precisa (solitamente in basso) dove il produttore ha posizionato lo slot dedicato proprio al disco: difficile che questo non sia visibile, poiché è solitamente identificabile come un blocchetto metallico che ricopre il nostro hard disk. Se lo vedete dovete procedere a svitare il suddetto dalle relative viti, altrimenti dovrete cercare di smontare qualche eventuale altra protezione addizionale fino a vedere, appunto, tale blocco (vedi immagine).

N.B: per gli utenti dotati di Ultrabook con SSD PCIe è necessario proseguire in modo differente giunti a questo punto, togliendo le viti dal modulo ed estraendolo delicatamente dal proprio alloggiamento, facendo l’inverso poi per il rimontaggio.

Svitato, questo deve essere estratto: per farlo dovreste spingere delicatamente verso sinistra, nel verso opposto rispetto ai connettori, facilmente visibili poiché inseriti nell’unico lato che aderisce col disco. Scollegati e scoperti i connettori dovrete, sempre molto delicatamente, sollevare il blocchetto metallico tenendo fermo il disco dal lato dei connettori e facendo perno con una levetta (il cacciaviti ad esempio) sull’altro lato. In questo modo non andrete a danneggiare i connettori SATA al quale il disco potrebbe non essere perfettamente disancorato.

Tirato fuori non vi resta che svitare le restanti viti (di solito sono quattro) che fermano l’hard disk da 2,5″, andando a sostituire al suo interno il nuovo SSD già pronto per essere messo in moto se avete eseguito la clonazione. A questo punto rieseguite il tutto al contrario, fissando il disco al blocchetto metallico che lo riveste e inserendo questo nuovamente nello slot per il collegamento stando attenti a inserirlo nel verso giusto.

Piccola nota aggiuntiva: solitamente gli SSD presentano nella confezione una placchetta di plastica, che serve a dare uno spessore in più al nostro drive. Gli hard disk da 2,5″ presenti nei notebook sono infatti lievemente più spessi degli SSD, quindi inserendola semplicemente al di sotto del blocco metallico, dal lato dell’SSD per intenderci, andrete ad evitare che questo balli troppo all’interno dell’alloggio.

A questo punto basta spingere verso destra l’SSD incastonando i connettori al suo interno, riavvitare le viti che fissano il blocco metallico che lo ingloba e, quando siete sicuri di aver fatto il tutto, richiudere il portello riavvitando le ultime viti esterne. Il gioco è fatto!

Avviato il sistema, che dovrebbe impiegare giusto un paio di secondi ora che disponete dell’SSD, vi consigliamo di disabilitare eventuali deframmentazioni giornaliere ed evitare di spostare in modo frequente moltissimi file, in modo da non deteriorare l’SSD che, con un sistema operativo nuovo come Windows 10, lavora in modo ottimizzato del tutto automatico anche senza frequenti scansioni e pulizie.

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