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SSD MacBook Pro: cos'è e perché conviene montarne uno

SSD MacBook Pro: cos'è e perché conviene montarne uno

di Luca Pierattini
Specialist Memoria esterna
aggiornato il 31 luglio 2019
3359 utenti hanno trovato utile questa guida

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N.B. La guida SSD Macbook Pro è monitorata mensilmente e aggiornata con eventuali nuove proposte. Per maggiori dettagli su come realizziamo le nostre guide all’acquisto ti rimandiamo alla pagina Come lavoriamo. L’ultimo aggiornamento risale a Ottobre 2019.

Possedete un MacBook Pro con qualche anno sulle spalle oppure siete ancora convinti che il “vecchio” MacBook Pro del 2011 possa ancora permettervi di lavorare? Aerò accidenti, è così bello, così curato, così… lento! Ormai anche i portatili più economici riescono ad essere più spediti del vecchio ma capace MacBook Pro senza Retina Display. Nella guida “SSD Macbook Pro” di seguito andremo a conoscere questo divario, imparando a colmarlo in maniera intelligente. In più, vedremo anche come aggiornare questo componente su MacBook Air e MacBook Pro Retina.

P.S.: avete un portatile Windows? Abbiamo realizzato una guida analoga anche sugli SSD notebook.

 

SSD MacBook Pro: quale comprare

Il MacBook Pro che avete è una macchina ancora fantastica. C’è solo un problema: non è perfettamente al passo con le moderne tecnologie. Si, ok, l’ultimo modello ha l’USB 3.0 e una CPU più veloce… ma ci sono componenti come il display e l’hard disk che Apple non aggiorna da moltissimo tempo. Ciò che rende altri notebook così veloci e scattanti non è il processore (tra l’altro parliamo di processori relativamente lenti per mantenere bassi i consumi). Il segreto è nell’hard disk a stato solido, e nulla più.

Questo componente, che da qui in poi chiameremo per comodità SSD (Solid State Drive), è un tipo di hard disk che da qualche anno si sta inserendo con prepotenza anche nel mercato consumer. Diversamente dagli hard disk tradizionali a disco magnetico che vengono inseriti nella stragrande maggioranza dei computer (compreso il vostro MacBook Pro), l’SSD dispone di memorie di tipo flash (un po’ come quelle di schede SD e chiavette USB). Alla fine della storia, questo tipo di hard disk offre prestazioni tremendamente maggiori rispetto ai dischi tradizionali meccanici che avete sempre usato.

È il momento di mettersi al lavoro per ridurre il gap. La CPU del nostro MacBook Pro è ancora valida, per cui cosa manca per farlo diventare un mostro di potenza indiscusso? Ovviamente, un SSD! Per cui, sotto con un bel upgrade!

Prima di fare qualunque cosa, però, fate i conti con le vostre esigenze:

  • Vantaggi: grazie alla altissima velocità di trasferimento dati, il vostro Mac sarà in grado di volare. Accensione in pochi istanti e caricamento di applicazioni anche molto pesanti alla stessa velocità. Un esempio? Photoshop si carica in tre secondi netti (MacBook Pro 13″ base + Samsung 860 EVO da 512 GB)
  • Svantaggi: gli SSD costano di più. Se avete bisogno di tanto spazio sul vostro computer senza fare un investimento (non costano ormai tantissimo però), e non siete disposti a conservare un hard disk esterno per contenere i file più ingombranti, l’SSD non fa per voi.

In questo caso, l’unica alternativa è un po’ bizzarra: rinunciare al lettore DVD del vostro notebook inserendo l’SSD al suo posto, creando un Macbook dual drive ad un costo davvero esiguo. Tuttavia, la procedura da seguire è molto complicata e delicata. Anche la gestione dei due dischi dopo il montaggio non è semplicissima e molto spesso si notano cali vistosi della batteria per effetto dell’uso combinato dei due dischi. Il consiglio di chi vi scrive, dopo aver provato anche questa “via alternativa”, è di seguire la strada più semplice: sostituire il proprio hard disk con un SSD e gestire i file più ingombranti, come le librerie musicali e di foto, attraverso una economica unità esterna USB. Oppure fare un sacrificio e comprare una unità SSD bella capiente.

A questo punto possiamo valutare meglio quali prodotti acquistare. In questo caso è bene tenere presente sia la velocità di lettura e scrittura sequenziale che indicano le velocità raggiunte nel leggere e scrivere i dati in maniera sequenziale in termini assoluti che quella casuale, espressa in IOPS, cioè in operazioni di input/output per secondo e che sostanzialmente simula un utilizzo medio. Più sono alti questi valori e maggiori saranno le prestazioni. Le proposte che abbiamo individuato vengono da pochi ma essenziali brand.

Gli SSD in questione sono compatibili con i MacBook Pro e sono già stati testati sia da noi, che da migliaia di utenti in tutto il mondo che li hanno scelti per ridare nuova vita ai propri computer. Ovviamente se vi capita fra le mani un altro SSD non di questi brand non scartatelo: molto probabilmente sarà compatibile anch’esso, dato che tutti i modelli realizzati negli ultimi anni hanno un ottimo supporto driver, con firmware aggiornati e prestazioni più che valide. Ecco gli SSD Macbook Pro che Ridble vi consiglia.

Crucial MX500

I dischi di Crucial sono sicuramente un’ottima scelta da compiere per chi vuole spendere per puntare ad un prodotto che fa di un nuovo sistema di caching ottimizzato il suo punto forte, ottimo per chi utilizza frequentemente spesso determinati file.  Al suo interno troviamo una memoria 3D NAND di ultima generazione, in grado di raggiungere le velocità massime di lettura e scrittura pari a 560 MB/s e 510 MB/s. In questo caso potete sceglierlo in più tagli: i consigliati sono dai 500 GB in su.

Puoi acquistare Crucial MX500 su eBay.

Samsung 860 EVO

Praticamente il disco SSD SATA per eccellenza. È forse l’SSD di ultima generazione più venduto e conosciuto al mondo, ha ottime prestazioni e un rapporto qualità prezzo davvero valido. Sicuramente il prodotto, sebbene sia proposto nell’ultima edizione, maggiormente scelto per eseguire un buon upgrade ad un MacBook datato. Fra le specifiche tecniche abbiamo lettura sequenziale a 550 MB/s e scrittura sequenziale a 520 MB/s per una memoria nuova di zecca a 64 livelli 3D V-NAND. Dispone di cinque anni di funzionamento garantito. Lo trovate nei tagli da 500 GB, 1 TB, 2 TB e 4 TB.

Puoi acquistare Samsung 860 EVO su Amazon o se preferisci su eBay In alternativa Samsung 860 EVO è disponibile nelle varianti 1 TB o nella variante 2 TB.

SSD MacBook Pro, come montarlo all’interno

Prima di avventurarvi nel montaggio, bisognerà preparare qualche altra cosetta:

  • Un cacciavite adeguato per smontare il coperchio del Mac. Possibilmente, un Phillips Screwdriver #00, che entra perfettamente nelle viti che andremo a smontare. Servirà anche un cacciavite Torx T6 per le viti collegate ai bordi dell’hard disk attuale

 

  • Una copia DVD o USB del sistema operativo Mountain Lion, Mavericks, Yosemite, El Capitan, Sierra o Mojave. Per Sierra abbiamo realizzato una guida per la sua installazione tramite chiavetta USB, comunque altrettanto valida per tutti le altre versioni di OS successive.
  • (facoltativo) Un backup su disco esterno di tutti i dati importanti da riversare poi nel nuovo disco. Va benissimo un backup tramite Time Machine. Procediamo con il lavoro manuale: svitiamo tutte le viti che chiudono fermamente il coperchio del nostro MacBook Pro. Come sempre, facciamo attenzione alle dimensioni diverse delle viti, per poterle poi disporle correttamente al “ritorno”

Togliamo il coperchio: vedete l’hard disk? È posto nella parte inferiore sinistra del vostro Macbook e non è possibile scollegarlo così com’è. Lo step intermedio sarà quello di rimuovere la protezione superiore, che vedete nella foto. Rimuoviamo le due viti ed estraiamo il supporto.

L’hard disk dovrebbe essere accessibile ora, ma prestate attenzione: un cavo piatto e poco visibile è ancora fermamente collegato al tutto, quindi estraiamo con calma l’unità dal MacBook e iniziamo a togliere le viti laterali che servono per tenere fermo il connettore SATA. Tra le altre cose, dovreste vedere quattro viti poste tutt’attorno all’unità disco. Rimuoviamole con un cacciavite Torx T6 e mettiamole ai lati dell’unità che stiamo per installare.

Una volta fatto, possiamo reinserire il connettore appena staccato, collegandolo sulla nostra unità SSD nuova fiammante e ricollegare le viti. Riponiamo delicatamente il nuovo hard disk nel suo alloggiamento e rimettiamo al suo posto anche il supporto in plastica con le due viti. Adesso possiamo chiudere il coperchio avvitando con cura le viti.

Ora, l’ultima cosa che resta da fare è…avviare la nostra bestia rinvigorita! Colleghiamo l’unità USB del sistema operativo e accendiamo il Mac (oppure se disponiamo di DVD, inseriamolo all’accensione. Se non succede niente, riavviate tenendo premuto per una decina di secondi il tasto di avvio). Se il Mac non dà segni di vita, indirizziamolo noi: tenendo premuto il tasto ALT appena dopo il suono di avvio, il sistema ci permetterà di scegliere cosa fare. Noi ovviamente sceglieremo di avviare l’installazione del sistema da USB/DVD. Seguite tutta la procedura e… godetevi il vostro Mac ad una rinnovata velocità! Nelle prime ore è garantito un certo stupore.

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Qualche consiglio

Prima cosa che tutti devono sapere: le unità SSD Macbook Pro si deteriorano. Sebbene negli ultimi anni questo deterioramento si è fissato su durate così ampie da non essere prese in considerazione, bisogna comunque prestare almeno un po’ di attenzione.

Come fanno a deteriorarsi? Tramite la scrittura. Più il disco lavora, più si andrà deteriorando nel tempo. Con questo non stiamo assolutamente dicendo “non usate il vostro Mac”, semplicemente vi consigliamo di evitare attività estremamente onerose per il vostro disco… quantomeno non ogni giorno! Comunque, tra poco mostreremo qualche suggerimento per eliminare un po’ di scritture inutili.

Piccolo appunto a margine: più il disco è grande, più il deterioramento impiega tempo. Un SSD da 128 GB è già considerato a posto per anni e anni, salvo usi sconsiderati. Seconda cosa: analogamente alla nostra guida riguardante le RAM, anche qui consigliamo il reset di PRAM ed SMC in caso di problemi… nel dubbio, fateli comunque. Altri consigli post installazione:

  1. Abilitate il TRIM tramite Terminale con il comando sudo trimforce enable. Il TRIM è una funzione software che gestisce in maniera più efficiente lo spazio del vostro SSD, impedendone il degrado veloce delle prestazioni.
  2. Disabilitate il sensore di movimento: il vostro Macbook è dotato di un sensore di movimento che in caso di cadute o movimenti bruschi, disconnette l’hard disk in modo da evitare perdite di dati. Questo andava bene prima poiché si trattava di un disco fatto di parti meccaniche. Ma ora che disponete di un SSD, ha senso che resti attivo consumando batteria? Potete disabilitare il sensore di movimento tramite una apposita opzione di Chameleon SSD Optimizer.
  3. Aggiornare il firmware del controller interno: se il vostro SSD non è un modello recentissimo, potrebbero essere usciti degli aggiornamenti del controller interno in grado di ottimizzare le funzioni del vostro prodotto. Per correttezza vi informiamo di questa possibilità, ma nella pratica risulta un po’ difficile aggiornare il controller del proprio SSD, poiché quasi sempre i produttori rendono disponibili i software di aggiornamento unicamente su Windows (salvo Crucial che dovrebbe offrire qualcosa anche per Mac).

Cambiare SSD in un Macbook Air / Pro Retina: si può?

 

Terminiamo con una sezione dedicata agli altri MacBook. I possessori di Macbook Air e Macbook Pro con Display Retina possono riprendersi dalla batosta ricevuta con la nostra guida alla sostituzione della RAM. Gli SSD di questi prodotti sono sostituibili senza problemi. Tuttavia, aprendo il coperchio del vostro gioiellino scoprirete che questi ultimi non sono i classici dischi da 2,5″, ma unità dalla forma più particolare. Acquistare un Macbook di questo tipo già con tanta memoria SSD di partenza non è una cattiva idea, ma i costi proposti da Apple per unità di grandi dimensioni risulta essere piuttosto elevato, di certo molto di più rispetto ad un upgrade “aftermarket”.

Per quanto riguarda le unità da scegliere, invece, abbiamo buone notizie, perché recentemente anche il mercato italiano ha ottenuto dei validi modelli di SSD per questi tipi di notebook, prodotti da Trascend o da OWC. Fate estrema attenzione alla compatibilità, perché in tempi recenti Apple ha abbandonato lo standard SATA 3 per le connessioni SSD in favore di una ancora più veloce connettività PCI-Express.

SSD MacBook Air

Macbook Air Early 2008 (sfruttando connettore ZIF):

MacBook Air Late 2008 – Early 2009:

MacBook Air Late 2010 – Mid 2011:

Macbook Air Mid 2012:

Macbook Air 2013 o modelli successivi:

SSD Macbook Pro Retina

Per i MacBook Pro Retina dal 2012 in poi abbiamo realizzato una guida apposita. Vi offriamo quindi un articolo dedicato al tema SSD MacBook Pro Retina, dove troverete sia i modelli giusti da acquistare che tutti i consigli per montare lo spazio aggiuntivo nella maniera più corretta. L’articolo è anche dotato di una video guida per poter seguire comodamente tutti i passaggi. Gli SSD per MacBook Pro Retina hanno un costo superiore alle proposte viste in questa guida e soprattutto un formato completamente diverso, quindi fate attenzione a cosa comprate.

La nostra analisi

Perché fidarti di noi

Ridble è il primo sito in Italia dedicato alle guide all’acquisto per tre motivi: è, innanzitutto, il sito dedicato alle guide all’acquisto più longevo, avendo compiuto 6 anni il 18 febbraio 2019. Inoltre è il primo sito di guide all’acquisto per numero di guide a disposizione: ne offriamo oltre 2000, sempre accessibili per gli utenti. Ridble è, infine, il primo sito in Italia di guide all’acquisto per numero di ordini online generati: sono stati oltre 100.000 quelli effettuati nel 2018.

Sono infatti migliaia i lettori che si sono già fidati di noi per trovare il miglior prodotto per le loro esigenze, ed il perché è semplice: il nostro compito è quello di monitorare e seguire costantemente i prodotti al fine di testarli, analizzarli e confrontarli fra loro per suggerire solo i più degni di nota. La qualità del nostro lavoro è testimoniata dal fatto che il 98% degli utenti che hanno fatto un acquisto attraverso le nostre guide hanno dichiarato di essere rimasti pienamente soddisfatti del prodotto consigliato. Infatti solo il 2% degli utenti ha richiesto il reso del prodotto acquistato tramite una nostra guida. Nel corso di questi anni abbiamo risolto i più disparati dubbi sugli acquisti non solo in Italia, ma affermandoci anche in mercati più complessi e sensibilmente diversi, come quello spagnolo. Possiamo quindi dire che in questi anni abbiamo creato un vero e proprio “metodo Ridble” per consigliare i prodotti da acquistare.

Uno dei cardini di questo modello è rappresentato dalle competenze e conoscenze che i nostri Specialist devono necessariamente arrivare ad avere anche solo per realizzare una guida all’acquisto. Difatti, per diventare Specialist di Ridble è necessario studiare e testare circa 100 prodotti, al fine di dimostrare di essere realmente degni di aiutarvi nelle scelte più difficili. Inoltre ogni Specialist si dedica interamente ad una specifica categoria merceologica, perché non crediamo nei “tuttologhi”: ognuno ha delle aree di competenza, e non scrive di tutto solo per generare traffico.

Ad esempio, come responsabile su Ridble degli smartphone, mi dedico in prima persona a provare e testare ogni genere di telefono: dai più costosi agli smartphone di fascia bassa, dai rugged fino a quelli pensati esclusivamente per gli anziani. Un compito che, nel corso degli anni, mi ha permesso di riuscire a vedere tutte le trasformazioni che hanno segnato la storia del settore: dai mitici Star Tac a conchiglia all’avvento dell’iPhone fino, adesso, al futuro chiamato smartphone pieghevole. In questo tempo sono riuscito a dedicarmi a centinaia di telefoni, informandomi quotidianamente sullo sviluppo del mercato per sapere sempre quale consigliare all’interno delle guide sui migliori smartphone.

Un altro importante fattore del nostro modello è che le nostre guide all’acquisto sono sempre aggiornate. Infatti ogni mese aggiorno personalmente tutte le guide di mia competenza. Potete quindi essere certi che ogni volta che consulterete una nostra guida troverete i migliori prodotti da comprare in quello specifico momento.

A conferma del nostro impegno, vi basti pensare che la nostra competenza in materia di guide all’acquisto è riconosciuta dai brand più importanti al mondo. Siamo, ad esempio, tra i pochi siti al mondo ad aver realizzato una guida all’acquisto direttamente su Amazon Italia.

Come selezioniamo i prodotti

Tutti gli SSD Macbook Pro che abbiamo inserito all’interno delle nostre guide all’acquisto sono selezionati attraverso una serie di passaggi che definiamo come “metodo Ridble”. Si tratta di un modus operandi che abbiamo sviluppato e perfezionato nel corso del tempo e che si compone di 4 fasi.

Gli SSD Macbook Pro entrano nei nostri radar a seguito della sua ufficializzazione da parte dell’azienda. Elementi come rumors, indiscrezioni, fughe di notizie e quant’altro non ci interessano. Attraverso l’utilizzo di varie fonti (comunicati stampa, inviti ad eventi ecc..) ogni specialist raccoglie l’ufficialità sull’esistenza dei prodotti appartenenti alla sua categoria di competenza.

L’annuncio non è però un requisito di per sé valido per poter essere preso in considerazione per l’inserimento nelle nostre guide all’acquisto. Il dispositivo di turno, in questo caso l’hard disk, deve raggiungere un requisito necessario: l’eleggibilità. Bisogna che gli SSD Macbook Pro siano realmente acquistabili in Italia (online o offline) per poter essere oggetto di scelta.

A questo punto, se i primi due principi sono stati rispettati, allora passiamo alla terza fase, quella della prova. Testiamo i prodotti in vendita per conoscerne da vicino punti di forza e di debolezza, e poter esprimere un giudizio generale. In questa fase ogni specialist capisce quali esigenze di acquisto il prodotto è in grado o meno di soddisfare, in questo caso riguardante gli SSD Macbook Pro.

I prodotti che ottengono un giudizio positivo sono selezionati e inseriti nelle guide all’acquisto. Questa fase si ripete ogni volta durante l’aggiornamento mensile delle guide all’acquisto. Quindi almeno una volta al mese lo specialist mette di nuovo in discussione tutti i prodotti selezionati in precedenza e decide se inserirne o meno di nuovi.

Se vuoi saperne di più del metodo Ridble visita la nostra pagina come lavoriamo.

Test tecnici

Quando si parla di SSD Macbook Pro, è necessario testare la velocità di lettura e di scrittura della memoria per controllare che combaci con quanto dichiarato dall’azienda in sede di presentazione. Per farlo collego l’SSD al mio Macbook Pro 13″ base e verifico se è in grado di migliorare le performance del laptop soprattutto in termini di velocità di accensione e di caricamento. Per questo utilizzo una copia del sistema operativo e verifico in quanto tempo riesce a caricarsi (l’obiettivo è stare intorno ai 20 secondi), poi provo a lanciare diverse applicazioni, cercando di vedere se quelle più pesanti presentano migliorie in termini di caricamento: apro Photoshop, Final Cut, GarageBand e mi assicuro che tutti i programmi non abbiano bisogno di più di 5 secondi per avviarsi.

Infine, come ulteriore parametro di giudizio, utilizzo Blackmagic Disk Speed Test. Si tratta di un software che va a simulare un carico di lavoro sulla memoria per avere un riscontro pratico sulla velocità di lettura e di scrittura del disco, ottenendo valori in MB per secondo (tendenzialmente un buon risultato è superiore ai 500 MB per secondo). Poi collego l’SSD a un pc con Windows 10 e confronto i dati ottenuti con quelli di CrystalDiskMark, un ottimo programma gratuito che mi permette di svolgere gli stessi test ma su Windows. In questo modo, ho un parametro imparziale che mi permette di verificare i dati indicati dal produttore e quanto effettivamente è in grado di fare l’SSD, in relazione alla velocità della porta utilizzata sul computer.

Ti segnaliamo che per i prodotti in vendita su Amazon puoi usufruire delle spedizioni rapide e di tanti altri servizi privilegiati attraverso un account Amazon Prime: per attivarlo clicca qui.

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