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Spotify: cos'è e come funziona il servizio di streaming musicale

di Andrea Pettinariaggiornato il 6 luglio 2017

Se avete navigato il Web negli ultimi anni avrete sicuramente sentito parlare di Spotify, il servizio di streaming musicale che negli ultimi anni ha dato via a quel fenomeno di migrazione della musica in formato mp3 salvata sui nostri drive all’ascolto basato sul cloud. Mentre infatti in passato per ascoltare musica eravamo “obbligati” ad acquistare e scaricare musica in formato digitale, colpevole tra l’altro di aver già spodestato al tempo i cari e vecchi CD, ad oggi ci basta collegarci a Spotify – anche in maniera completamente gratuita – e ascoltare tutta la musica che desideriamo, spaziando tra un numero pressoché illimitato di dischi e raccolte, registrate da altrettanti numerosi artisti. Ma Spotify non si limita a ciò: questa piattaforma permette agli utenti di interagire gli uni con gli altri, permettendo loro di seguirsi a vicenda, creare e condividere playlist e molto altro ancora. Insomma, possiamo dire a mani basse che Spotify ha rivoluzionato il modo di ascoltare musica rispetto a quanto facevamo prima della sua diffusione.

Ma come funziona Spotify e quali funzionalità effettivamente questa piattaforma offre? Inoltre, qual è la differenza tra la versione gratuita e quella a pagamento? Se ti stai ponendo queste domande allora sei sulla pagina giusta: in questo articolo andiamo ad analizzare per filo e per segno come funziona Spotify in tutte le sue sfaccettature, con paragrafi interamente dedicati anche alla sua versione mobile e a quella Web. Pronti a scoprire ogni singolo dettaglio su questa popolarissima piattaforma? Iniziamo!

Spotify Desktop: lo streaming musicale in tutta la sua potenza

La versione desktop di Spotify è scaricabile sui vostri computer, sia che questi siano Windows, che Mac o Linux. Insomma, ce n’è per tutti i gusti. Perché utilizzare Spotify? Immaginate il vostro catalogo multimediale di Windows Media Player, iTunes, Groove Musica o qualunque sia il vostro software che utilizzate per ascoltare musica. Utilizzando uno di questi sarete certi di trovare “al volo” le vostre canzoni preferite, in quanto sapete per certo che queste sono state dapprima scaricate e poi collocate sul vostro stesso computer. Ma cosa succede se desiderate ascoltare qualcosa di nuovo, magari qualcosa che sia simile ai generi che più amate? O semplicemente, come fare se il pezzo che avete sentito alla radio continua a rimbalzarvi in mente e desiderate a tutti i costi ri-ascoltarlo? In questi casi, in passato, era necessario acquistare e scaricare il brano da un apposito store, oppure cercare il video musicale su YouTube, cosa che molti di voi ancora saranno soliti fare. Ma perché mai dobbiamo fare tutti questi passaggi, quando possiamo utilizzare Spotify?

Spotify è questo: un catalogo multimediale pressoché illimitato che vi permette di avere sì sotto controllo tutta la vostra musica, ma che vi dona la possibilità di spaziare tra un numero illimitato di brani semplicemente cercandoli, oppure lasciando che siano essi a trovarli? Come? Ve lo spieghiamo tra poco. Vi basta sapere che Spotify è una sorta di “estensione” del player musicale, che mette le proprie radici nel cloud e vi permette di aprire i vostri orizzonti musicali come non avete mai fatto finora, il tutto in maniera completamente gratuita (su desktop) e in tutta semplicità. Ma andiamo a dare un’occhiata all’applicazione per capire meglio come muoverci su di essa.

Una volta scaricato ed installato Spotify (gli utenti di Windows 10 possono anche trovarla sull’apposito Store) dovrete innanzitutto registrarvi alla piattaforma. Potete farlo in tutta facilità, utilizzando il login di Facebook che è molto comodo e permette di saltare qualche passaggio, oppure optare per la registrazione “classica”, indicando i vostri dati personali, un indirizzo email e specificando la password con cui desiderate registrare il vostro account. Spotify necessita che ogni utente disponga di un profilo dedicato, in modo tale da permettervi di accedere alla vostra musica, alle vostre playlist e alla vostra lista di amici su qualsiasi dispositivo utilizzerete per farlo. Una volta registrati eccovi approdare sulla schermata principale dell’applicazione.

L’interfaccia grafica di Spotify può sembrare un po’ caotica a primo acchito, ma dopo qualche ora di utilizzo vi ci muoverete senza problemi. La prima cosa che balza all’occhio è la parte centrale, dove vi saranno elencate una serie di playlist con le ultime hit del momento, in alto, a cui seguiranno poi una serie di altre playlist e classifiche generate in base ai vostri gusti (se avete già utilizzato l’applicazione), a generi e mood, oppure ordinate a seconda dei concerti che si terranno nelle vicinanze nei giorni a seguire. Tramite alcune schede potrete affinare la ricerca di queste categorie. Ai piedi della schermata trovate poi una barra di controllo della riproduzione musicale, dove come di consueto spiccano i pulsanti Play/Pausa, quelli per cambiare traccia con quella precedente o seguente, il pulsante “Shuffle” e quello “Ripeti”. Sulla sinistra, invece, potrete visualizzare ciò che state ascoltando attraverso un riquadro figurante l’immagine dell’album/singolo, che vi sarà possibile ridurre ad un’icona più piccola per lasciare spazio al menù a tendina che trovate sulla sinistra. Cliccando sull’album verrete immediatamente trasportati all’elenco delle canzoni contenute in quest’ultimo, permettendovi di sfogliarlo e scegliere la prossima traccia da ascoltare.

Il menù a tendina appena nominato è il vero e proprio “navigatore” di Spotify. Questo, insieme alla barra di ricerca che trovate invece in alto, vi permette di spaziare tra tutte le funzionalità dell’applicazione: da qui potete infatti tornare al menù principale, accedere alle vostre Radio, oppure recarvi nella sezione “La mia musica“, comprensiva del tuo Daily Mix (un mix di canzoni realizzato in base ai tuoi gusti), i tuoi brani, artisti ed album preferiti, le tue stazioni ed i file locali, ovvero la musica che è già salvata sul tuo PC. Sotto questa sezione, invece, spiccheranno le playlist da voi più ascoltate, elencate in ordine di ascolto, appunto. In alto allo schermo, come abbiamo detto, potete trovare la barra di ricerca, utilissima per ricercare e ascoltare in men che non si dica l’album, l’artista o il brano che avete in mente. A destra di quest’ultimo troverete un’icona indirizzante al vostro profilo, che vi permetterà di accedere ad una panoramica sulle playlist che ascoltate di più, quelle a cui siete iscritti, gli artisti che più apprezzate ecc… Il menù di destra, invece, è un vero e proprio feed dal quale potrete vedere le attività dei vostri amici: ciò che ascoltano o seguono, permettendovi inoltre di fare lo stesso premendo il pulsante “Play” sui loro stessi brani.

Tutto qui? Tutto qui! Ora che abbiamo compreso appieno la disposizione grafica di Spotify possiamo iniziare a muoverci tra le varie funzionalità, analizzandole una per una. Iniziamo da quella più semplice: la musica! Brani, artisti e album sono l’anima di Spotify e fidatevi, ce ne sono davvero tanti! A meno che il vostro artista preferito sia un rapper ultra-underground statene certi: su Spotify ritroverete i brani e gli artisti più disparati. Ascoltare musica su Spotify è molto semplice e può essere fatto in maniera completamente gratuita, se riusciamo a sopportare qualche jingle pubblicitario di tanto in tanto. Ebbene sì, Spotify, infatti, non è una piattaforma completamente gratuita (sarebbe chiedere troppo, ammettiamolo), bensì su desktop permette di essere ascoltata sì senza sborsare un centesimo, sorbendosi però un po’ di pubblicità di tanto in tanto, assolutamente non invasiva. Alternativamente è possibile abbonarsi a Spotify, spendendo 0,99€ per i primi tre mesi, e pagando poi la cifra di 9,99€ mensili, un prezzo comunque molto abbordabile. Inutile dire che i membri di Spotify Premium non incapperanno in alcun annuncio pubblicitario, oltre ad avere ulteriori vantaggi soprattutto sull’applicazione mobile, di cui vi parleremo comunque più avanti.

Tornando a noi, su Spotify trovare della musica da ascoltare è davvero troppo semplice: c’è l’imbarazzo della scelta. Il metodo più diretto per ascoltare qualcosa è fiondarci sulla barra di ricerca e cercare ciò che più ci aggrada in quel momento. Ci basta digitare “Battisti”, oppure “Torna a Surriento” e in men che non si dica ci ritroveremo davanti ad una pagina che ci elencherà tutti i risultati di ricerca: nel primo caso tra i risultati spiccherà la pagina “Autore” dedicata a Lucio Battisti, mentre nel secondo passerà in primo piano un elenco di interpretazioni della celebre canzone napoletana. Sostanzialmente la stessa ricerca può essere fatta per altre tipologie di elementi, come per gli Album oppure per la Playlist. Se allo stesso modo provate a cercare “Ok Computer” ecco che tra i risultati sarà evidenziato il capolavoro targato Radiohead, mentre sotto di esso apparirà l’elenco di canzoni contenute in esso.

La cosa più interessante, a mio parere, succede però con le playlist. Queste diventeranno presto le vostre migliore amiche, permettendovi di ricercare non un brano, non un’artista od un album, bensì un’intero contesto, una corrente musicale. Siete dei nostalgici? Allora tutto ciò che dovete fare è ricercare il termine “anni 90”, ed ecco che lì, tra i risultati, vi aspetteranno un sacco di playlist pronte a farvi ricordare i tempi andati, sempre musicalmente parlando. Potete creare voi stessi delle playlist, oppure iscrivervi a quelle già esistenti. Spotify stessa si impegna a mettere a vostra disposizione delle playlist create su diversi criteri. Accedendo alla pagina “Naviga” (quella principale) potrete infatti ascoltare una vastissima selezione di playlist generata direttamente dal team di Spotify, suddivisa per generi e mood, oppure in base alle nuove uscite, con il Release Radar, una playlist che va a scovare le novità più interessanti della settimana. Spotify metterà anche a disposizione delle playlist generate sulla base dei vostri gusti: in questo senso puoi trovare la Discover Weekly, ovvero nuova musica da ascoltare settimanalmente, oppure il tuo Daily Mix, un mix di canzoni realizzato sulla base di ciò che già apprezzi.

Sempre dal menù “Naviga” puoi accedere ad un’altra funzionalità molto interessante, ovvero le classifiche. In pieno stile “Top of the pops” Spotify metterà a vostra disposizione una serie di classifiche suddivise sia per popolarità che per viralità (sta a voi capirne la differenza), il tutto su base locale o mondiale. Aprendo il menù delle classifiche, infatti, vi ritroverete davanti ad una schermata elencante le “Top 50 – Globale”, “Top 50 – Italia” e “Viral 50 – Italia”. Nel menù sottostante, poi, potrete andare a spulciare anche tutte le altre classifiche che fanno riferimento agli altri Stati. Questa funzionalità è pratica e comoda se volete “aggiornarvi” su ciò che fa più tendenza, al momento, nel vostro Paese o nel mondo. Potete anche decidere di seguire una classifica, in modo tale da averla direttamente a portata di mano nel menù a tendina di sinistra.

Un’altra funzionalità che vi colpirà e che esula dal semplice “ascolto musicale” è la voce “Concerti“, accessibile dallo stesso menù “Naviga”. Mettete caso che avete voglia di lanciarvi ai piedi del palco del vostro artista preferito: come fare per sapere quando sarà il suo prossimo concerto? Certo, potete recarvi sulla pagina Ticketone dell’artista, oppure, in tutta semplicità, potete semplicemente aprire la sopracitata scheda di Spotify, che non solo vi mostrerà se e quando il vostro artista preferito suonerà vicino a voi, ma anzi vi elencherà tutti i concerti che da qui in avanti si terranno nelle vostre vicinanze, basandosi sul vostro indirizzo IP. Su questo menù, cliccando sul concerto che preferite, troverete un pulsante che vi reindirizzerà alla pagina di acquisto dei biglietti, mentre sempre dalla stessa schermata potrete ascoltare una playlist che vi permetterà di “ripassare” i brani in vista dell’imminente live.

Ciò che Spotify permette al meglio di fare, ormai l’avrete capito, è scoprire nuova musica. Come abbiamo visto questo processo può essere fatto in diversi modi: accedendo a nuove playlist, lasciandosi consigliare dalle Classifiche o dalle selezioni di Spotify, “spiando” ciò che ascoltano i propri amici, oppure ascoltando la propria Discover Weekly. Esiste però una funzionalità ancor più potente di tutte quelle sopracitate, accessibile da qualsiasi brano, playlist, artista o album: stiamo parlando della Radio.

La Radio di Spotify non è da intendere come una stazione radio classica – per quello ci sono appunto le Stazioni – bensì come una funzionalità dinamica che permette ad un utente di partire da un brano già conosciuto, oppure da un intero genere e lasciarsi consigliare da Spotify, che sorteggerà automaticamente dei nuovi brani simili a ciò che noi abbiamo selezionato in origine. Questa funzionalità, però, non si limita a fare solo questo: come abbiamo detto quest’ultima è dinamica, in quanto può essere personalizzata dall’utente durante la propria riproduzione. Per ogni brano che ci verrà proposto noi potremo manifestare il nostro consenso (pollice in su) o dissenso (pollice in giù), segnali che aiuteranno Spotify ad indirizzare la nostra nuova Radio sui binari giusti. Dando maggiori consensi ad un particolare sottogenere questo ci verrà proposto più spesso e la stessa cosa vale per l’azione contraria. Tutte le proprie Radio rimangono salvate e sono ri-accessibili in seguito.

Non sono poi da sottovalutare le funzionalità di condivisione di Spotify. Questa è una piattaforma di ascolto con un grosso comparto “social”: è infatti possibile “seguire” altri utenti semplicemente visitando i loro profili, permettendoci così di osservare ciò che essi ascoltano in tempo reale, dal feed di destra. Inoltre, Spotify può essere collegato ai propri social network preferiti, dandoci modo di condividere su Facebook, Twitter, Telegram, Tumblr e molti altri ciò che stiamo ascoltando. È addirittura possibile incorporare il codice HTML del brano (o dell’album o playlist) selezionato sul proprio sito Web. Il tutto può essere fatto cliccando su un elemento con il tasto destro e poi sulla voce “Condividi”.

Se in casa avete dei dispositivi compatibili, come una console videoludica od un Chromecast, potete poi “streammare” la musica dal vostro PC ad uno di questi dispositivi. Farlo è facile: vi basterà cliccare sull’icona “Connetti a un dispositivo” situata in basso a destra, vicino alla barra di controllo del volume. Qui troverete tutti i dispositivi compatibili in ascolto: vi basterà un semplice click su di essi per trasmettere la vostra coda di riproduzione a tale device. Potete scaricare Spotify per Windows, Mac o Linux accedendo a questo link.

Spotify Web: l’alternativa a portata di click

Se vi ritrovate ad utilizzare un computer che non è il vostro, dove Spotify non è installato, avete due opzioni: riscaricare l’applicazione oppure accedere a Spotify Web, la web-app accessibile direttamente tramite l’indirizzo https://play.spotify.com/. Non sempre, infatti, abbiamo la possibilità di riscaricare l’applicazione intera, pratica anche alquanto più “macchinosa” rispetto al collegarsi ad un semplice sito Web. È proprio qui che ci viene incontro Spotify Web, una versione di Spotify riarriangiata per funzionare all’interno della schermata del nostro browser, molto più immediata e dotata di qualche funzione in meno rispetto alla versione desktop. State tranquilli: l’essenziale c’è e funziona anche bene!

Una volta digitato l’indirizzo riportato qui sopra vi ritroverete nuovamente a dover fare il login a Spotify. Potete anche in questo caso utilizzare il vostro account Facebook, oppure inserire le vostre credenziali. Una volta fatto, ecco che saremo trasportati davanti all’interfaccia di Spotify Web, molto più minimalista e se vogliamo anche un po’ spoglia di quella desktop, ma comunque molto efficiente. Su Spotify Web manca completamente il comparto “social” che contraddistingue l’applicazione “normale”: qui la schermata si suddivide infatti in solo tre settori, cioè quello centrale, utile per navigare tra brani, album, playlist e quant’altro, la barra inferiore di controllo della riproduzione in corso ed infine un piccolo menù a tendina sulla sinistra. Scompare dunque completamente il feed di destra che riportava le attività dei nostri amici in tempo reale. Allo stesso modo, su Spotify Web, non è prevista una funzionalità di “Condivisione” dei contenuti in ascolto: quest’ultima, infatti, si limita a farci copiare il link del brano, che solo seguentemente potremo poi condividere manualmente sui nostri social network preferiti.

Per il resto, però, Spotify Web è bene o male molto simile alla sua controparte desktop. È vero, qui non è presente un barra superiore con tutti i vari menù dedicati alla ricerca o al nostro profilo, spostati in questo caso nel menù a tendina che possiamo notare alla nostra sinistra. Anche in questo caso, appena aperta l’applicazione ci ritroveremo davanti alla sezione “Naviga“, che potremmo identificare come una sorta di “home-page” del servizio.

Questa è pressoché tale e quale a quella già vista su desktop e figura una serie di playlist generate sui nostri gusti, a cui seguono le solite sezioni “Generi e Mood”, “Nuove uscite” e “Scopri”. Anche in questo caso, ovviamente, possiamo usufruire di tutto il repertorio musicale offerto da Spotify: ci basta infatti cliccare sul pulsante “Cerca” per lanciarci immediatamente alla ricerca di un nuovo brano. Su Web l’interfaccia della ricerca è molto intuitiva ed inizia a mostrarci dei risultati a tutto schermo man mano che digitiamo il nome del contenuto che desideriamo riprodurre. I risultati di ricerca – come in generale ogni sezione di questa web-app – sono scritti a caratteri cubitali, molto più semplici da leggere.

Se abbiamo avviato Spotify Web, probabilmente lo abbiamo fatto per riprodurre della musica che avevamo precedentemente salvato sul nostro account. Ebbene, anche qui è presente una scheda denominata “La tua musica“, che ci permette di spaziare tra le nostre playlist, i nostri brani, album e artisti preferiti, con tanto di Daily Mix pronto ad essere riprodotto.

Il menù a tendina di sinistra, poi, conserva anche in questo caso una delle funzionalità più utili, elencandoci anche qui la musica che abbiamo ascoltato di recente, tra playlist, artisti e album, permettendoci così di accedervi in maniera rapidissima. Tra le altre funzionalità utili, poi, anche in questo caso troviamo quella di effettuare lo streaming della musica che stiamo riproducendo su altre piattaforme, allo stesso modo in cui siamo soliti farlo su desktop. Anche Spotify Web, infine, dispone di messaggi pubblicitari per gli utenti “Free”, che incorreranno con la stessa frequenza di quanto già fanno sulla versione desktop. In definitiva Spotify Web si dimostra essere una versione “Lite” del solito Spotify desktop che siamo abituati ad utilizzare, dandoci modo di accedere alla piattaforma in maniera semplice e veloce anche quando Spotify non è installato su PC.

Spotify mobile: la tua musica sempre con te

Diciamocelo: sono in pochi coloro che ad oggi ascoltano ancora musica utilizzando il proprio PC di casa oppure un notebook. La palla, oggi, è passata direttamente ai nostri dispositivi portatili, come tablet e soprattutto smartphone. D’altronde chi di noi non ascolta musica in treno, sul bus, oppure durante una corsetta? In tutti questi casi siamo soliti utilizzare il lettore musicale del nostro smartphone, che altro non farà che riprodurre tutti i file che abbiamo salvato il locale, stipati magari su una micro SD acquistata per l’occasione. Anche in questo caso dobbiamo però sapere che esiste una versione di Spotify che possiamo portare direttamente nelle nostre tasche: trattasi di Spotify Music, applicazione disponibile per i principali sistemi operativi mobile, che ci renderà la vita più semplice, con qualche limitazione in più per gli utenti “Free”.

È meglio toglierci il peso fin da subito: Spotify Music è sì disponibile per gli utenti che utilizzano Spotify in modo gratuito, tuttavia la grossa limitazione che quest’ultimi devono affrontare è l’impossibilità di scegliere autonomamente il singolo brano da riprodurre. Spiegandoci meglio, su Spotify Music potrete avviare solo ed esclusivamente una riproduzione casuale delle tracce contenute in una playlist, un album o nel catalogo di un artista. Non potrete infatti selezionare la singola canzone che desiderate ascoltare, la quale dovrà essere selezionata “per caso” dal sistema per lasciarvela riprodurre. Inoltre, nel caso ve lo stiate domandando, no, non è possibile continuare a cambiare traccia finché quella da noi desiderata spunti fuori magicamente: il numero di “Skip”, cioè di cambi di traccia, è limitato per ogni ora di utilizzo. Il tutto, poi, è condito dalla sempre presente pubbllicità, meno marcata in questo caso. Concordiamo con voi che non si tratta proprio della migliore delle esperienza musicali, tuttavia c’è da tenere conto del fatto che Spotify offre un intero catalogo musicale, fatto di singoli accordi con le varie etichette discografiche ed i relativi artisti, che rimane comunque a disposizione gratuita della propria utenza sia su Web che su Desktop. Era prevedibile che su mobile, lo strumento più utilizzato, le limitazioni fossero più marcate.

Ad ogni modo, superata questa problematica iniziale, come funziona Spotify Music su mobile? Anche in questo caso ci troviamo davanti ad un’applicazione molto ben fatta ed intuitiva, indubbiamente più completa di Spotify Web, che riprende tutte le funzionalità (o quasi) tipiche della controparte desktop, riorganizzandola su display molto più piccoli. Spotify Music su mobile è organizzato in sezioni, tra cui potremo navigare utilizzando il menù ai piedi dello schermo. Qui figurano cinque sezioni: “Home”, “Naviga”, “Cerca”, “Radio” e “La tua libreria”. La prima è una vera e propria pagina di benvenuto che rispecchia parte della sezione “Naviga” già vista sulle varianti precedenti. Qui troviamo una serie di playlist realizzate per noi, alle quali seguono una serie di contenuti messi a nostra disposizione per l’ascolto rapido, che si suddividono in playlist, generi, artisti e album ascoltati di recente, musica che potrebbe piacerci e suggerimenti in base al contesto in cui ci troviamo. Durante un caldo pomeriggio d’estate, infatti, ci sarà ad esempio consigliata la playlist di Spotify “Tropical Zone”, e così via.

Spostandoci sulla seconda sezione, “Naviga“, ritroveremo in maniera ben organizzata alcune delle playlist contestuali appena citate, mostrate per prime, alle quali seguirà un menù con le classiche voci “Classifiche”, “Nuove uscite”, “Podcast”, “Scopri” e “Concerti”. Sotto di esso, ecco riapparire l’elenco dei “Generi e Mood”, con cui Spotify cerca di immedesimarsi nella nostra situazione per offrirci della musica in grado di tirarci su il morale, di farci gasare oppure rilassare. Insomma: ci troviamo davanti ad una versione del menù “Naviga” fedele in tutto e per tutto a quella presente su desktop, semplicemente ricompattata per essere fruibile su smartphone o tablet.

La terza sezione, “Cerca”, ci permette anche qui di ricercare ciò che desideriamo ascoltare. Facendo tap su tale selezione troveremo inizialmente la nostra cronologia di ricerche, che potremo ri-selezionare per trovare rapidamente un contenuto che abbiamo già ascoltato. Alternativamente ci basta digitare nell’apposito box ciò che desideriamo ascoltare e premere invio. La schermata dei risultati di ricerca è organizzata verticalmente: inizialmente troveremo i risultati più rilevanti, ai quali seguiranno le playlist che includono ciò che abbiamo ricercato, un elenco di brani, artisti e quant’altro. Se siamo utenti Premium possiamo ascoltare direttamente il singolo brano, altrimenti il massimo che potremo fare è premere sul pulsante “Riproduzione casuale” che ci si parerà davanti una volta aperto un album, una playlist oppure la pagina di un artista.

Segue poi la sezione “Radio”, che ci elencherà le varie radio che abbiamo attivato recentemente, oltre a proporci nuove stazioni consigliate in base agli artisti che ascoltiamo con più frequenza, oppure a seconda dei vari generi musicali. Tramite il pulsante in alto a destra di questa sezione, poi, potremo ricercare nuove stazioni. L’ultima sezione, forse la più importante, è il nostro catalogo musicale, ovvero la sezione “La tua musica”. Qui ritroveremo tutto il nostro materiale precedentemente salvato, suddiviso tra Playlist, Stazioni, Brani, Album, Artisti e Podcast. Sotto di essi, poi, come di consueto ritroveremo i nostri ascolti recenti, grazie ai quali potremo riprenderli in men che non si dica. Sempre da questo menù abbiamo modo di accedere al nostro profilo, attraverso l’iconcina in alto a sinistra, dal quale saremo in grado di osservare ciò che abbiamo ascoltato di recente, le nostre playlist pubbliche e la nostra lista amici. Manca invece una vera e propria funzione “social”, come il feed degli ascolti dei nostri contatti che troviamo su desktop, qui assente. È però possibile condividere brani, album, playlist e quant’altro semplicemente cliccando sul menù contraddistinto dai tre puntini che appare a fianco di ogni elemento.

Un vantaggio della versione mobile di Spotify è quello di poter scaricare la musica da ascoltare quando ci ritroviamo fuori di casa e non vogliamo consumare troppo traffico mobile della nostra SIM. Questa funzionalità è accessibile solo dagli utenti Premium e permette di immagazzinare brani o album interi direttamente sulla memoria del proprio telefono. Non manca poi un menù delle impostazioni, accessibile dall’icona ad ingranaggio che troviamo in alto a destra e che ci permette di modificare alcuni parametri come la dissolvenza tra un brano e l’altro, attivare la sopracitata modalità Offline oppure la “Sessione privata”, una funzionalità che non provvederà a condividere con chi ci segue ciò che stiamo ascoltando. Spotify è scaricabile su iOS, cliccando qui, su Android, a questo link, oppure su Windows 10 Mobile, cliccando su quest’altro link.

In qualunque modo deciderete di ascoltare musica su Spotify, questa vi verrà proposta in formato mp3 con un bitrate a 160 Kbps per la versione desktop e Web in modalità gratuita, oppure a 320 Kbps (ad alta qualità, dunque) per la versione Premium su tutte le piattaforme. Utilizzando la versione mobile gratuita, invece, il bitrate si fermerà a 96 Kbps, ma l’audio in cuffia, a meno che non siate degli audiofili, vi sembrerà comunque molto buono.

Che stiate utilizzando Spotify su mobile, su Web oppure su desktop, poi, dovete sapere che accedendo a più di un dispositivo con lo stesso account avrete modo di utilizzare uno di essi come telecomando per gli altri, e viceversa. Mettete caso che avete attivato una playlist sul vostro computer, collegato ad un grosso impianto Hi-Fi per ravvivare una festa presso la vostra abitazione. Chi ha voglia di tornare ogni due per tre alla postazione del computer per modificare i brani in riproduzione? Ovviamente nessuno. Per ovviare al problema, infatti, vi basterà loggarvi su Spotify anche da mobile, il quale riconoscerà automaticamente che state riproducendo la musica su un altro dispositivo e vi domanderà se volete utilizzare il vostro smartphone come telecomando. Attraverso quest’ultimo potrete dunque modificare i brani in riproduzioni, cambiere genere, modificare il volume, mettere in pausa e quant’altro: il tutto a portata di tap.

La nostra panoramica di Spotify si conclude qui. Avete qualche dubbio da segnalarci? Non esitate a farlo lasciando un commento qui sotto!