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Lo streaming audio impazza anche in Italia: Spotify!

di Claudio Carelliaggiornato il 6 luglio 2017

Dalla Svezia con furore. Il celebre servizio di streaming musicale Spotify è recentemente approdato anche nello stivale Italiano dopo lunghi anni di attesa per tutti gli amanti della musica sul web. Creato nel 2008 dalla startup Spotify AB in Svezia, col tempo l’on-demand a base di note si è esteso in moltissime nazioni. Solo nel 2013, ben cinque anni dopo, questo raggiunge l’ufficialità anche nel nostro Paese dopo aver formalmente raccolto il consenso delle sezioni italiane delle case discografiche maggiori, quali Sony, Universal, Emi e Warner.

Sebbene abbia già un successo più che discreto, non è chiaro il suo impiego. Cerchiamo quindi passo passo di capire a cosa serve Spotify, qual’è la chiave del suo successo, e come si utilizza.

Cos’è Spotify

Spotify è un servizio di streaming musicale nato sulla necessità di poter fruire di contenuti audio che non sono stati acquistati fisicamente. Non si tratta di pirateria, ma di un concetto ben più flessibile: se pagando posso ascoltare un numero ristretto di brani allora perché pagando non posso anche ascoltare tutta la musica esistente? Spotify infatti dispone di una immensa libreria di brani (al momento 20 milioni) ceduti legalmente dalle etichette discografiche che possono essere ascoltati tramite una semplice connessione ad internet. Un vero e proprio “YouTube della musica“.

Oltre a concedere l’ascolto di tantissime canzoni, questo offre all’utente tutte le informazioni utili sul prodotto in riproduzione. Altro punto chiave è sicuramente la velocità di streaming, praticamente decuplicata rispetto a quella di YouTube che è costretto a trasmettere anche video, e quindi Megabyte inutili nel caso del semplice ascolto.

Tipologie di account

La domanda più frequente che impazza in questo periodo sul web su Spotify è: ma quanto costa? Il servizio dispone di tre tipologie di account, una gratuita, che sfrutta un servizio di advertising tramite annunci audio e banner, una Unlimited dal costo di 4,99€ al mese senza advertising, e una Premium da 9,99€ che offre la possibilità di ascoltare e gestire i propri brani offline, senza limiti, anche su dispositivi mobili, e senza pubblicità.

Per incentivare l’acquisto, l’ultima tipologia di account full optional, la Premium, è disponibile in prova un mese. Per eseguire tale testing gratuito sarà comunque necessario indicare un numero di carta di credito dalla quale, se l’opzione non viene disdetta entro il mese, verranno decurtati 9,99€ (per il secondo mese, il primo rimane gratuito).

Versione desktop

Per usufruire delle funzionalità di Spotify è necessario scaricare il tool dedicato alla seguente pagina. Avviato, sarà possibile accedere utilizzando username e password associate all’account Spotify (previo registrazione) oppure sfruttando il proprio account Facebook tramite API. La seconda opzione oltretutto attiva di default una serie di servizi sociali, come quello della condivisione dei brani in ascolto sulla timeline del social di Zuckerberg.

La grafica è molto semplice, ed è strutturata secondo zone logiche già viste su software di riproduzione audio (vedi iTunes, molto simile). Al suo interno sono contenute tutte le sezioni ad hoc per poter ascoltare artisti, brani, playlist, album e radio, e zone dedicate alle applicazioni Spotify (c’è uno Store apposito fruibile sulla barra di sinistra) e alle attività sociali.

Dalla fruizione molto semplice anche per gli utenti basic, il tool appare veloce sia nello streaming che nella navigazione tra i menu. Nella zona centrale appaiono inoltre i vari prodotti consigliati dalla software house, proprio come iTunes. Davvero molto apprezzabile la barra inferiore per la gestione del brano: classici tasti Play/Pause, brano successivo, brano precedente, e una grandissima barra per il seek della traccia.

Qui si trova oltretutto il tasto di condivisione sui social del brano, elemento chiave del servizio. Tutti i brani ascoltati o visualizzati sul programma possono essere condivisi tramite link, email o messaggio privato ai propri amici. Una vera e propria fruizione di musica in condivisione.

Versione mobile

La versione mobile di Spotify è praticamente una vera e propria miniatura del tool per desktop computer. Stesso quantitativo di feature distribuite però in modo più verticale su smartphone, e stesso su tablet. L’App è inoltre altrettanto fluida nella navigazione, e molto piacevole nell’utilizzo tramite le gestures di sistema sul quale è montata.

  

Su iOS questo si integra perfettamente con i controlli musicali presenti nel sistema sfruttando una vera e propria integrazione. Non sarà quindi necessario aprire ripetutamente l’applicativo per cambiare canzone, mettere in pausa, o azioni simili, ma basterà sfruttare i classici comandi e le gestures presenti nel sistema. Un lavoro davvero ben fatto.

Pro e contro: un servizio impeccabile

Andando a fare un resoconto finale di ciò che può offrire Spotify possiamo sicuramente dire che si tratta di un servizio davvero formidabile. Lo streaming delle tracce audio avviene in modo impeccabile, le interfacce varie con cui son proposte le varie funzioni sono semplici e funzionali, e il quantitativo di dettagli “secondari” (vedi copertina album e altre info simili) lasciano pensare ad una vera e propria accuratezza nella realizzazione del servizio. Trovare dei contro in un mare di pro non è facilissimo.

Uno di questi probabilmente è il prezzo. Sebbene 10€ al mese per avere praticamente tutta la musica a portata di mano e di ottima qualità non è una cifra eccessiva (non esistono le tracce che si sentono male, o col volume troppo basso), non è sicuramente una cosa che tutti possono permettersi per sfruttarla sui propri dispositivi, ma esistono comunque delle alternative come Grooveshark o Deezer. La possibilità di utilizzo gratuito su desktop però compensa questa debolezza, quindi nulla di spiacevole.

Un secondo e ultimo punto debole potrebbe essere indicato nel database di brani a disposizione. Questo è ovviamente in espansione, però ancora molte canzoni non sono presenti, soprattutto se si va su generi meno commerciali e più di nicchia. Un paio di volte inoltre, durante un utilizzo di ben tre settimane, mi è capitato di non sentire in riproduzione la canzone che in realtà cercavo. Il motivo mi rimane ancora oscuro, ma mi lascia pensare a svariato lavoro ancora da compiere per rendere Spotify un servizio davvero a 360° sotto questo punto di vista.

Conclusioni: quando un servizio può aiutare un’industria intera

[img_sinistra][/img_sinistra]Punto di forza importante invece, sono i benefici che comporta utilizzare il prodotto svedese. Come già detto, si tratta di un servizio legale al 100%. Tale peculiarità è garantita dagli accordi stretti con le case discografiche che, mettendo a disposizione il proprio materiale, ricevono una percentuale degli incassi provenienti da account Premium o Unlimited, e advertising. E con ciò?

Questo significa che un “semplice” servizio come Spotify può aiutare un’industria intera, ovvero quella della discografia. Questa si trova da anni in piena crisi a causa della pirateria che incessante continua ad esistere e che non morirà di certo per eventuali nuovi sistemi o soluzioni tecniche. Preservare la musica, italiana e non, è un nostro diritto/dovere. Utilizzando Spotify possiamo dare un nostro contributo per far si che la distribuzione musicale dei nostri artisti preferiti prosegua indisturbata, inoltre con numerosi vantaggi. Non sottovalutate la cosa.

Concludendo, vi consigliamo di provare senza impegno il software anche in versione gratuita. E’ ben riuscito e rivoluziona completamente l’ascolto musicale: ne vale davvero la pena.