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Sony Xperia XZ3 recensione: ecco lo smartphone del riscatto giapponese

Sony Xperia XZ3 recensione: ecco lo smartphone del riscatto giapponese

L'ultimo top di gamma punta in alto: schermo OLED, buon design e tanta potenza. Basterà a convincerci? / Ultima modifica il

Sony è uno dei costruttori più bistrattati di tutto il panorama smartphone. L’ossessione per il vecchio design squadrato, brutto e ingombrante ha inciso parecchio, ma anche guardando oltre le apparenze, i giapponesi non sono mai riusciti a tenere testa alla loro fama al di fuori dell’ambiente mobile. Hanno sempre realizzato dei buoni prodotti dal punto di vista delle caratteristiche tecniche, ma hanno tardato troppo a salire sul carro del design borderless che ha spopolato nel corso degli ultimi due anni.

In 365 giorni però, Sony è riuscita a fare un passo avanti gigantesco, azzerando (più o meno) le distanze dai suoi principali competitor. Basti confrontare il Sony Xperia XZ1 del 2017 con il nuovissimo Sony Xperia XZ3, appena sbarcato a IFA: sembra passata un’eternità dal punto di vista del design, del display e del sistema operativo. Già con lo Xperia XZ2, Sony aveva mostrato dei segni di progresso, ma è con il suo ultimo smartphone top di gamma che sembra aver davvero imboccato la via giusta verso la risalita. Ma sarà sufficiente a convincerci ad acquistarlo? Scopriamolo nella nostra recensione di Sony Xperia XZ3.

Design: finalmente convincente

Sony sceglie dunque di infilarsi nel solco tracciato da Xperia XZ2, sgrezzando e rifinendo ulteriormente il look del proprio smartphone di punta. Non c’è il salto nel mondo del display a tutto schermo, anzi le due cornici, sopra e sotto il display 18:9, ricordano da vicino il top di gamma uscito appena sei mesi fa; piuttosto è dando uno sguardo ai bordi curvi accanto allo schermo che si intuiscono piccoli passi avanti ma concreti: nel complesso lo stile è rimasto invariato, ma la scelta di limare la forma curva del device consente di avere in mano un telefono più leggero e più sottile.

Frontalmente le novità sono poche, anche se confermano che Sony ha fatto centro dal punto di vista del design, con un prodotto finalmente bello da vedere. È nella parte posteriore che lo XZ3 mostra i muscoli: innanzitutto perché mantiene la forma a “conca” della cover, pur senza lo spessore eccessivo dello XZ2, che rischiava di trasformarsi al minimo tocco in una trottola impazzita.

Ma soprattutto perché il vetro 3D curvato si fonde al corpo del device per creare un elegante design senza confini, generando bellissimi riflessi e sfumature da ogni angolazione. Con un ottimo trattamento oleofobico che, nonostante la lucidità della cover, ti consente di utilizzarla senza avere alcun tipo di problema dal punto di vista delle impronte. Sotto l’unica fotocamera anteriore posta al centro della cover, Sony conferma il lettore per le impronte digitali spostato in una posizione inferiore: esteticamente la scelta è di pregio, rimane da abituarsi all’idea per capire quanto possa rendere l’utilizzo semplice e veloce.

Complessivamente il telefono è davvero soddisfacente sia da un punto di vista estetico che ergonomico, con il grande pregio di lasciarti una piacevole sensazione al tatto: quella che contraddistingue i telefoni premium e ben realizzati. Bel lavoro, Sony.

Display: un vero punto di forza

Sony ha lavorato con la propria divisione Bravia – che si occupa dei tv giapponesi – per ottimizzare al meglio la gestione dei colori, la luminosità e le prestazioni nel complesso del pannello OLED di Sony Xperia XZ3. Il risultato è ottimo, facendo schizzare il display QHD+ (2880 x 1440 pixel) HDR OLED da 6 pollici nella top 5 dei migliori schermi visti su uno smartphone nel corso del 2018.

Davvero buona la luminosità adattativa che si adatta alle tue abitudini (grazie ad Android Pie) ma soprattutto la gestione dei neri, del contrasto e della nitidezza che ti permette di goderti al meglio film, foto e serie tv. L’avanzato sistema X-Reality per mobile converte i contenuti in SDR raggiungendo una qualità prossima all’HDR, così da offrire una riproduzione di alta qualità con una maggiore risoluzione, una gamma di colori più ampia e un contrasto migliorato.

Piccola nota di demerito per il device: gli angoli del display sono troppo “tagliati” rispetto alla media della concorrenza, con il risultato che, invece di far emergere il pannello del dispositivo, si rimane più colpiti dallo spazio nero del bordo esterno. Un dettaglio che si nota soprattutto all’interno di un’app come Facebook o Twitter, dove devi tenere il telefono in verticale e rimani colpito dal taglio netto sugli angoli, meno accentuato sugli altri smartphone top di gamma.

Prestazioni: fluido e veloce

Davvero difficile trovare progressi rispetto allo Xperia XZ2 uscito sei mesi fa: c’è lo stesso processore – un Qualcomm Snapdragon 845, octa-core a 2.7 GHz – e la stessa quantità di RAM (4 GB) per cui alla fine ciò che davvero fa la differenza è il nuovissimo Android 9 Pie, disponibile fin da subito a bordo dello XZ3. Il telefono se la cava alla grande nel multitasking e riesce a non scaldare anche di fronte alle sessioni di gaming più impegnative (con Fortnite vai alla grande, grazie al display OLED).

L’update all’ultimo OS di Google permette a Sony di aggiungere alcune finezze niente male come il supporto alla modalità ad una mano o la personalizzazione del doppio tap sul tasto di accensione (per Google Assistant). Ma soprattutto va segnalato l’enorme miglioramento in fase di prima accensione: se prima Sony proponeva un bagaglio immenso di app pre-installate che rischiavano di rallentare alla lunga il dispositivo, adesso la casa giapponese ha introdotto la possibilità di scegliere quali software ti interessano al momento della configurazione del device.

Da rivedere l’utilizzo della nuova interfaccia user-friendly Side sense, che attraverso l’intelligenza artificiale fornisce accesso facile e comodo alle app preferite. Sfiorando i bordi dello smartphone, il dispositivo sarà in grado di predire e mostrare le app che si vogliono usare, posizionandole in maniera comoda da raggiungere, senza doverle cercare. L’intento è buono, ma all’atto pratico si tratta di una funzionalità che dà fastidio perché ti attiva mentre stai utilizzando altre applicazioni e rischia di interromperti sul più bello mentre stai lottando con i nemici all’interno del tuo videogioco preferito.

Non c’è il riconoscimento facciale, ma puoi sbloccare il telefono soltanto attraverso il lettore per le impronte digitali che si trova sul retro del device: Sony ha scelto di posizionare il sensore praticamente sul centro esatto della cover, molto più in basso rispetto alla fotocamera e rispetto alle scelte degli altri costruttori. Secondo noi, la scelta è vincente perché riteniamo che sia di più semplice utilizzo, ma capiamo che può essere straniante all’inizio e bisogna farci l’abitudine. Per cui
prima di procedere all’acquisto del dispositivo è meglio fare una prova del sensore per capire se può fare al caso tuo. Da segnalare anche la possibilità di sfruttare tutte le potenzialità dello Snapdragon 845, tra cui la connessione più veloce al mondo, fino a 1.2 Gbps.

Batteria: male sotto sforzo

In fase di anteprima, pensavamo che la batteria da 3300 mAh fosse perfetta per la dotazione hardware del dispositivo, complice l’ultimo processore top di gamma e Android Pie, pensati appositamente in chiave di risparmio energetico. All’atto pratico però l’autonomia del dispositivo è abbastanza schizofrenica: perfetta se controlli soltanto la mail e dai uno sguardo saltuario ai social e ad Internet; impazzita se cominci a giocare o a guardare un film su YouTube.

Dopo una prima settimana di prove senza azzardare giochi o film, pensavamo di aver trovato un’ottima soluzione: il telefono arrivava a fine giornata ampiamente, copriva mezza mattinata del secondo giorno e poi richiedeva di essere messo sotto carica. Se poi non avevi un powerbank o un caricatore sotto mano, le ottime modalità Stamina e Ultra Stamina ti consentono di avere una boccata d’aria in attesa di arrivare alla presa più vicina.

Sony aveva pensato anche alla vita media della batteria, studiando l’innovativa Battery Care con tecnologia Qnovo Adaptive Charging: in buona sostanza, se la attivi e programmi una sveglia, il caricatore non raggiunge mai una carica completa, se non 10 minuti prima della tua sveglia, in modo tale da aiutare a mantenere la batteria in condizioni ottimali e garantirne un ciclo di vita più lungo.

Peccato però che nella seconda settimana di test, siamo passati ad app più impegnative e alla visione di video ripetuti da YouTube, per vedere come se la sarebbe cavata il telefono. Il risultato non ci ha soddisfatto, anzi, abbiamo riscontrato vistosi cali nella ricarica, tipici di una cattiva gestione delle risorse energetiche e che, a lungo andare, possono compromettere le prestazioni dello smartphone nel suo complesso. Buona però la possibilità di ricaricare wireless sfruttando lo standard QI.

Fotocamera: manca il salto di qualità

In un mercato in cui i costruttori spingono verso la tripla (o la quadrupla) fotocamera posteriore, Sony continua a credere ancora al sensore singolo, anzi, replica la stessa dotazione del precedente top di gamma: un sensore da 19 megapixel pieno zeppo di funzionalità ereditate dall’esperienza Sony nel mondo della fotografia. Storicamente la fotocamera posteriore di Sony è sempre stata all’avanguardia e uno dei punti di forza del device: in questo caso dobbiamo ricrederci, non tanto perché il Sony Xperia XZ3 scatti male, ma perché i progressi compiuti dai giapponesi in tutti gli altri segmenti del telefono mettono ancora più in risalto l’immobilismo in ambito fotografico. È vero che lo Xperia XZ2 è uscito soltanto sei mesi fa, ma era apprezzabile scegliere di introdurre qualcosa di nuovo dal punto di vista hardware.

L’unica novità in ambito fotografico è lo Smart launch, attivabile grazie all’intelligenza artificiale che attiva istantaneamente la fotocamera quando il telefono è posizionato in modalità panoramica, consentendo di cogliere l’attimo perfetto per lo scatto. Bisogna attivarlo nelle impostazioni e nei nostri test se l’è cavata abbastanza bene, senza compiere errori nel momento in cui lanciavamo un’app o guardavamo un video. Per cui, se lo aggiungiamo a Superior Auto, Predictive Capture, Predictive Autofocus e Smile shutter, la dotazione di intelligenza artificiale del telefono comincia ad essere significativa.

Parlando più nel dettaglio della qualità delle immagini, la fotocamera svolge bene il suo lavoro, proponendo immagini luminose, con un buon contrasto ma senza l’enorme livello di dettaglio a cui ci hanno abituato gli altri smartphone nella stessa fascia di prezzo. Definirla insufficiente sarebbe un’offesa troppo grande, perché le foto scattate in condizioni ottimali sono davvero ottime, però basta la minima incertezza per mandarla in difficoltà: ad esempio di notte, dove il rumore è davvero eccessivo e ingombrante o negli ambienti ombreggiati o con scarsa luminosità.

Per il resto, l’app Fotocamera è ottima, precisa e studiata appositamente per essere facile da utilizzare. In alto ci sono i comandi chiave (flash, 16:9, HDR e così via), mentre in basso basta un tap su “modalità” per accedere al bokeh – non buono, dobbiamo dire – alla panoramica o agli effetti AR. Per scattare, puoi sfruttare il comodo pulsante laterale che ricorda quello tipico delle macchine fotografiche – comodo sì, ma rischi di scambiarlo talvolta con il pulsante di accensione.

Ad affiancare la fotocamera principale da 19 MP che può registrare anche in modalità 4K HDR e in Super slow motion Full HD a 960 fps, ci ha colpito la buona fotocamera frontale da 13 MP – questo sì un passo avanti rispetto allo XZ2 – sviluppata per catturare selfie in modalità ritratto con effetti bellezza e bokeh. Nella media, si tratta di una migliori camere anteriori nella stessa fascia di prezzo, con un bonus in più: l’avanzato 3D Creator che consente agli utenti di aggiungere la mimica facciale alle proprie scansioni, sia riprese dalla fotocamera frontale sia da quella principale, rendendole ancora più realistiche.

Multimedia: audio super, ma senza jack audio

In questo ambito, il Sony Xperia XZ3 se la cava bene, davvero senza compromessi. Lo schermo è grande a sufficienza per guardarsi una serie tv su Netflix o un filmato da YouTube, anche se la rinuncia al jack audio ti costringe a passare dall’ingresso USB Type-C o dal modulo Bluetooth 5.0 per collegare cuffie o auricolari. Per il resto, Sony ha deciso di ottimizzare il sound del telefono sfruttando la sua enorme esperienza nel mondo audio: gli speaker S-Force Front Surround Sound sono ancora più potenti e offrono un’intensità del suono superiore del 20% rispetto al precedente modello.

La tecnologia Hi-Res Audio permette di ascoltare la musica nella qualità d’incisione, mentre la tecnologia DSEE HX permette di riportare i file compressi ad una qualità prossima all’Hi-Res Audio e LDAC permette un ascolto wireless senza precedenti. Buona la nuova vibrazione dinamica, già vista sullo XZ2, ma qui decisamente migliorata per valorizzare musica, film e giochi e sentire l’azione sulle proprie mani.

Sony Xperia XZ3 recensione: le nostre conclusioni

Tirando le somme, possiamo dire che il Sony Xperia XZ3 è sicuramente il miglior smartphone mai prodotto da Sony, perché per la prima volta ti lascia in mano la sensazione di avere davvero a che fare con un prodotto della qualità tipica dell'azienda giapponese. Finalmente è riuscita a racchiudere il suo know-how in ambito TV, audio e imaging in un design moderno e sinuoso, che può costituire davvero una buona alternativa all'acquisto. Come abbiamo già detto nella recensione, la fotocamera, da sempre fiore all'occhiello di Sony, si è trasformata nel componente da migliorare maggiormente per recuperare ulteriormente terreno nei confronti dei competitor. Non tanto perché le immagini non siano all'altezza, quanto perché la progressione degli altri comincia a farsi impetuosa e se Sony non vuole buttare al vento l'enorme lavoro fatto in ambito design e display, occorre darsi una mossa e farsi trovare in prima fila in ambito imaging con il prossimo Xperia XZ4. Ma alla fine conviene acquistarlo? Al prezzo di listino (799€) diremmo di no, visto che spendendo 200€ in meno possiamo comprare lo Xperia XZ2 con il quale condivide (troppe) caratteristiche tecniche; ma se il costo dovesse scendere al di sotto dei 600€ potrebbe diventare un'ottima alternativa per tutti, forse la più conveniente della storia di Sony Mobile.

Pro
Ottimo display
Bel design
Buoni materiali di costruzione
Contro
Troppo simile allo XZ2
Prezzo elevato
Fotocamera da migliorare
valutazione finale7.5