Sony SmartBand 2: la seconda generazione stavolta non convince

Sony è sempre stata una azienda che ha cercato di portare avanti fin da subito il concetto di fitness tracker. Lo ha infatti declinato attraverso vari prodotti, provando a capire se servisse o meno un display, se gli utenti fossero interessati a certi sensori o quale dovesse essere la fascia di prezzo adatta alla vendita. Uno dei primi tentativi è stato SmartBand SWR10: un bracciale intelligente ma “servo muto”, non dotato di display ma di abbastanza sensori per permettere, giorno dopo giorno, di tracciare la propria vita e scoprire lo stato di salute del proprio corpo. Arriva poi SWR30, edizione “Talk” con display E-Ink che però segue un’altra linea.

A fine estate scorsa è arrivata anche la seconda generazione di questo fitness tracker, che rispetto al modello precedente offre un sensore avanzato per il battito cardiaco e qualche funzionalità aggiuntiva che adesso andremo a vedere. Nel corso degli ultimi mesi però la competizione si è parecchio scaldata, e prodotti simili hanno raggiunto prezzi veramente bassi: Xiaomi MiBand 1s, ad esempio, costa un terzo di Sony SmartBand 2. Sarà bastata l’esperienza di Sony a fare la differenza?

Videorecensione in 60 secondi

Scheda tecnica

Sensori Altimetro, accelerometro, cardiofrequenzimetro
Connettività Bluetooth 4.0 LE, NFC, microUSB
Certificazione IP86
Funzioni extra Mirroring delle notifiche, controllo remoto
Dimensioni 40,7 x 15,3 x 9,5 millimetri
Peso 25 grammi

Design e primo setup: istantanea

Sony SmartBand 2Da un punto di vista estetico, Sony SmartBand 2 non è poi così differente dal modello precedente, anch’esso composto due pezzi – cinturino e Core. Infatti, il cuore del bracciale è separabile dal corpo del cinturino per permettere la ricarica. Il cinturino in materiale gommato è leggerissimo e molto flessibile, e presenta una cerniera più tradizionale per la chiusura rispetto al modello dello scorso anno: questo lo rende più versatile e adatto a misure differenti del polso, consentendo anche la lettura corretta del battito cardiaco se si stringe bene la chiusura. Il Core si inserisce all’interno della parte superiore del bracciale, e ha diversi elementi sul suo piccolo corpo: c’è il cardiofrequenzimetro, la porta micro USB per la ricarica, un logo che ci ricorda la presenza dell’NFC, un pulsante e tre piccoli LED.

Al polso, Sony SmartBand 2 non risulta essere particolarmente bella, ma la scelta dei materiali e la leggerezza la rendono adatta agli sportivi che puntano sulla funzionalità più che sull’estetica, e comunque non provoca fastidio. Inoltre, la costruzione è dotata di certificazione IP68, resistente quindi a liquidi, immersioni fino a tre metri e polvere. Non ci sono display, e tutta l’interazione passa attraverso quell’unico pulsante e i LED accanto ad esso, che indicano varie cose anche grazie ai cambiamenti di colore. Il primo setup è istantaneo: una volta accesa Sony SmartBand 2 attraverso il pulsante dovremo attivare il Bluetooth sul telefono e scaricare l’applicazione omonima, per poi effettuare un rapidissimo pairing (anche semplicemente sfiorando i due dispositivi e sfruttando quindi l’NFC). La connessione è rimasta sempre stabile nel periodo di prova, e basta riavvicinare i due dispositivi nel caso si siano allontanati per farla ristabilire al volo.

Funzionalità e integrazione software: tra sport e notifiche

Come scritto prima, è necessaria una applicazione per far funzionare il bracciale, cioè l’app Sony SmartBand 2 disponibile su Android e iOS – rimane ovviamente tagliato fuori Windows. Essa permette non solo la connessione, ma anche di impostare le principali funzioni del wearable e leggere i dati che esso raccoglie sul nostro corpo. Nella parte superiore, scorrendo i riquadri da destra a sinistra, avremo panoramiche rapide sulle ore dell’ultimo sonno effettuato, la frequenza di battito cardiaco, il numero di passi, il tempo passato in camminata o corsa. Ogni riquadro si può espandere: quello del sonno ad esempio ci fornisce dei dati più approfonditi, mentre quello sul battito cardiaco permette anche di conoscere il proprio livello di stress, e così via.

Sony SmartBand 2

La cosa non si limita qui: sarà possibile impostare degli obiettivi giornalieri (tot ore di sonno, quanti passi fare, per quanto tempo correre) e anche rivedere tutto attraverso l’app Lifelog, di cui parlerò a breve. La companion app fornisce anche altre utili opzioni: innanzitutto, potremo far vibrare la SmartBand 2 quando si ricevono notifiche, funzione relativamente utile dato che non c’è modo di sapere che tipo di notifica sia. Nel caso ci allontanassimo troppo dal telefono sarà possibile far vibrare il bracciale, e viceversa; potremo anche vedere l’ultima posizione nota della band su una mappa, cosa utile nel caso si creda di averla persa. Il Risveglio Intelligente è molto simpatico: è una sveglia che farà vibrare il bracciale nel momento più adatto a svegliarsi, vicino all’ora che serve a noi. In pratica, se dobbiamo essere in piedi alle otto di mattina, SmartBand 2 potrebbe vibrare prima del tempo, sfruttando una fase di sonno leggera per fare leva su di noi. Basterà premere l’unico pulsante sulla band per farla fermare.

Nelle impostazioni troviamo anche i settaggi per il “controllo remoto”, cioè due funzioni che permettono di controllare i brani musicali o di far suonare il telefono a distanza per ritrovarlo grazie al bracciale. Premendo prima il pulsante e poi “tappando” sulla superficie superiore del cinturino si potranno attivare questi comandi, che però la maggior parte delle volte non funzionano – sarà per questo che la cosa è un po’ nascosta. Nelle impostazioni troveremo anche il toggle per attivare l’integrazione con Google Fit (su Android) o la modalità STAMINA per aumentare la durata della batteria, cosa di cui parlerò nel capitolo dedicato all’autonomia.

L’altro lato del software si chiama Lifelog, ed è una app fornita da Sony (solo per Android) che, come suggerisce il nome, tiene un diario della nostra vita. Essa infatti monitora costantemente ciò che facciamo per poi fornirci dei resoconti a fine giornata: quanto tempo abbiamo passato ascoltando musica o quanto messaggiando, quante foto abbiamo scattato o quanto tempo abbiamo passato sui mezzi pubblici. Integrando i dati sul proprio corpo forniti da Sony SmartBand 2 avremo un quadro più generale, e l’opportunità di rivedere via via nelle settimane tutto ciò che abbiamo fatto – anche scorrendo una mappa dei nostri spostamenti principali. Il concetto è interessante, ma l’app Lifelog non è una esclusiva della SmartBand 2, e potrete scaricarla e usarla su qualsiasi device Android. I dati raccolti sono comunque piuttosto precisi, compresi ovviamente quelli corporei.

Batteria: dai 2 ai 5 giorni

Sony SmartBand 2

Fin qui abbiamo visto un prodotto completo, ma vicino comunque a tantissimi altri fitness tracker sul mercato. Sarà riuscita Sony a mettere qualcosa in più sul versante batteria? La risposta è : Sony SmartBand 2 ha una durata vicina a quella del modello precedente, cosa non da poco considerato che qui c’è anche un sensore di battito cardiaco ma le dimensioni del corpo non sono aumentate. Il problema è che quella autonomia va dai due ai cinque giorni, numero piuttosto basso considerata la natura minimalista del bracciale. Mi sarei aspettato di andare ben oltre questi tempi, ma nel primo ciclo ho spaccato le 72 ore, cioè tre giorni precisi, mentre al secondo giro sono andato oltre soltanto per due motivi.

SmartBand 2 infatti come abbiamo visto è molto personalizzabile, e disabilitando alcune opzioni (tipo la vibrazione per le notifiche) si riesce a consumare meno. Inoltre, è possibile attivare la modalità STAMINA, che disattiva però la registrazione del battito cardiaco – rendendo il prodotto ancora più minimal. Questa funzione riesce però a dare un bel po’ di vita in più al bracciale, e se attivata dopo il primo giorno può farci appunto arrivare a circa cinque giorni scarsi di autonomia totale. Se però volete veramente demolire la batteria, potrete fare il contrario, cioè attivare la modalità Attività cardiaca, che farà accendere il cardiofrequenzimetro più frequentemente per ottenere quindi una lettura costante e più dettagliata. Questa modalità è indicata magari prima di fare una attività sportiva, ma ha un costo notevole sulla batteria: tenendola sempre accesa ne dimezzerete la durata. Per la ricarica, infine, basta collegare un semplice alimentatore con micro USB al nocciolo del bracciale: l’operazione dura meno di un’ora.

Sony SmartBand 2: le nostre conclusioni

In apertura mi sono chiesto se vale la pena spendere i 100€ circa richiesti per SmartBand 2, quando le alternative costano decisamente meno. La risposta è, secondo me, no: è vero che qui c’è un pacchetto software forse più completo, varie opzioni sfiziose e una buona costruzione generale, ma un prodotto così semplice – un cuore ricco di sensori per tracciare il corpo – la spesa potrebbe non essere giustificata. Dispositivi simili senza cardiofrequenzimetro costano anche 15€, e si spende poco più del doppio per avere anche il lettore di battito integrato. Sulla carta, poi, questi altri bracciali hanno una maggiore durata della batteria, aspetto su cui SmartBand 2 mi ha davvero deluso con i suoi tre giorni di media.

Pro

  • Ben costruito
  • Sensori precisi
  • Buon pacchetto software su Android
Contro

  • Compatibilità limitata su iOS
  • Le alternative costano (molto) meno
  • Autonomia sotto le aspettative
6

Andrea Ricci


Sony tradisce quindi le aspettative create dalla prima generazione di SmartBand, che ai tempi era uno dei pochi prodotti ad offrire queste funzioni senza spendere una cifra esagerata – il prezzo fluttuava fra i 60 e gli 80€. I 100€ richiesti per questo nuovo modello non sono secondo me giustificati dal brand Sony alle spalle, però se nei prossimi mesi dovesse scendere radicalmente il prezzo allora potrebbe diventare più interessante. SmartBand 2, sia chiaro, non funziona male – anzi; semplicemente, non offre qualcosa di così interessante da renderla un must buy rispetto alle decine di fitness tracker già presenti attualmente sul mercato. I dati raccolti dal nostro corpo, inoltre, appaiono allo stato attuale molto fini a sé stessi: nulla di più numeri all’interno di un resoconto, ma niente di concretamente utile e capace di dirci ciò che non percepiamo del nostro corpo.

Il prezzo di listino di Sony SmartBand 2 è di 129€, ma a questo link su Amazon è possibile trovare il modello bianco ad una cifra inferiore ai 100€.

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