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Sony RX100 V recensione: la fotocamera compatta per chi fa sul serio

Sony RX100 V recensione: la fotocamera compatta per chi fa sul serio

Sony RX100 V è senz'altro una compatta delle meraviglie, più che "solo per professionisti". Sei sicuro di sapere tutto su questo modello? Scoprilo insieme a noi / Ultima modifica il

Sony RX100 Mark V è la nota fotocamera compatta dedicata ai professionisti giunta ormai alla quinta evoluzione e ad innumerevoli successi in tutti i vari generi fotografici e per diverse esigenze. Abbiamo deciso di realizzare questa recensione soprattutto per le molte richieste ricevute dagli utenti. Trattandosi di un modello non così nuovo, il nostro interesse era soprattutto focalizzarci sulla possibilità di dare ai nostri utenti un valido consiglio per l’acquisto e guidarli nel processo di selezione permettendo loro di capire se questo dispositivo è adatto oppure no.

Design e materiali: tanta tecnologia tascabile

Sony RX100 Mark V è una fotocamera compatta estremamente sottile, maneggevole e piccola. Ciò che fa riflettere moltissimo a proposito di questa fotocamera non è tanto il fatto che sia piccola e maneggevole (contando che si tratta appunto di una fotocamera compatta con ottica non intercambiabile) bensì della mostruosa quantità di tecnologia al suo interno. Sebbene guardandola da fuori sembra una fotocamera compatta come tante, Sony RX100 Mark V è un vero concentrato di tecnologia, velocità, qualità e funzioni manuali dedicate ai professionisti. Non guardatela con sguardo di superiorità, questa macchina fotografica vi stupirà senza ombra di dubbio.

Guardandola da davanti, Sony RX100 V mostra la grande ottica Vario-Sonnar T* f/1.8-2.8 8.8-27.7mm equivalente esattamente ad un 24-70 classico su full frame. Questo obiettivo da 10 elementi in 9 gruppi (di cui 9 elementi asferici inclusa una lente asferica avanzata) si apre al momento dell’accensione mostrando l’effettiva parte elettronica che subisce variazioni nel momento in cui effettuate uno zoom (che può arrivare fino a 2.9x ottico oppure fino a 11x in digitale). Sull’ottica è presente una ghiera personalizzabile che, di default, permette la modifica del diaframma in modalità manuale, ma è possibile impostarla anche come ghiera di messa a fuoco per video o simili. Nient’altro è presente davanti se non la luce di messa a fuoco e una piccola parte del bottone superiore dedicato a scatto e zoom.

Passando poi alla parte superiore troviamo la ghiera dei programmi, completa anche di modalità manuale per esperti o amatori evoluti, il tasto di accensione, il bottone di scatto con switch per lo zoom integrato e due piccole sorprese ben nascoste: il flash e un mirino elettronico EVF OLED da ben 2.359.296 punti. Niente male davvero.

Personalmente mi ero già rovinato la sorpresa del mirino prima che avessi tra le mani questo prodotto, ma immagino la faccia di chi per sbaglio incappa in Sony RX100 Mark V in un negozio ed osservandola scopre che in così poco spazio include un mirino estremamente definito e risoluto capace di far rabbrividire anche le mirrorless più avanzate e costose.

Troviamo poi la denominazione modello e le varie indicazioni che avvisano l’utente della presenza di un sensore Exmor RS, della possibilità di registrare video in 4K e di uno stabilizzatore Cyber-Shot.

Nella parte laterale sinistra (guardando la fotocamera da dietro) troviamo il tasto per espellere il mirino e un aggancio per il cordino classico da compatta (sperando che non abbiate davvero intenzione di usarlo su questo oggetto di design evoluto). Dalla parte opposta invece troviamo un altro aggancio per il cordino e le due porte per la connettività: un connettore micro USB per trasferimento e ricarica (si, potrete caricare Sony RX100 V da un powerbank sfruttando un normalissimo cavo USB) e un micro HDMI out per vedere video e foto su TV e proiettori.

La parte posteriore della fotocamera viene occupata per la maggior parte dal generoso monitor LCD TFT ribaltabile da 3.0″ con 1.228.800 punti definizione per poi far spazio, subito a destra, ai vari tasti di controllo. Tra questi bottoni troviamo un comodo tasto di registrazione rapida per i video, una ghiera di selezione multipla e altri vari bottoni.

Infine, nella parte inferiore, c’è lo spazio per la batteria, una Sony NP-BX1 ricaricabile e al litio con autonomia di circa 220 scatti e l’alloggiamento per una SDHC / SDXC. Non manca ovviamente l’attacco classico a vite per treppiedi ed accessori vari.

Dal punto di vista dell’ergonomia, pensavo di trovarmi decisamente peggio vista la compattezza assoluta di Sony RX100 Mark V. Personalmente ho una mano molto grande e quindi mi trovo particolarmente comodo con reflex di generose dimensioni (con il problema del peso ovviamente), ma sinceramente mi sono trovato a mio agio a scattare in situazioni dinamiche con questo prodotto. Aggiunta che mi avrebbe fatto particolarmente comodo sarebbe stata la possibilità di avere uno schermo touch che, visti alcuni bottoni particolarmente piccoli, avrebbe facilitato le operazioni in situazioni dinamiche. Inizio ora a sperare in una futura implementazione in Sony RX100 VI?

Prestazioni: difficile pretendere di più

Parlando di prestazioni, in Sony RX100 Mark V ci sarebbe, a parere mio, da scrivere un libro. Non tanto perché sia migliore di altre, ma sicuramente tra le fotocamere compatte sul mercato attualmente, è quella che si distingue di più. A maggior ragione, non basterebbe una singola recensione a descrivere tale fotocamera, ma ho cercato di suddividere il discorso riassuntivo in più punti senz’altro fondamentali e da descrivere al meglio.

Autofocus

La più grande variazione dal modello precedente riguarda senz’altro l’arrivo del nuovo sistema di autofocus da ben 315 punti con rilevazione di fase. Si tratta di un tipo di autofocus davvero incredibile e mai visto finora in una fotocamera compatta, un tipo di feature che già da sola potrebbe valere i soldi necessari per acquistare Sony RX100 V.

La copertura riguarda la maggior parte del frame, fatta eccezione per i bordi estremi a destra e sinistra. Le modalità di utilizzo sono davvero molte e adatte praticamente per ogni tipo di esigenza. Ciò che mi è piaciuto particolarmente però riguarda l’intelligenza del sistema: ad esempio, se siete in modalità a singolo punto AF, a seconda della necessità potrebbe entrare in funzione il sistema di messa a fuoco ibrida che sfrutta inizialmente il rilevamento di fase per mettere rapidamente a fuoco il soggetto e la rilevazione di contrasto per migliorare al meglio l’accuratezza del focus. Il tutto succede in pochissimi millisecondi, esattamente come accadeva già sulle mirrorless di fascia alta del marchio.

Se poi avete bisogno di direzionare un minimo il focus potete affidarvi alla modalità punto centrale, a quella spot flessibile oppure alla spot flessibile estesa (con l’aggiunta di otto punti intorno alla zona di messa a fuoco desiderata al fine di assistere l’operazione di autofocus). L’impostazione delle varie zone o dei punti di messa a fuoco è fattibile tramite il JOG posizionato nella parte posteriore destra di Sony RX100 V, anche se, in un dispositivo così compatto, sarebbe stato molto apprezzabile un touchscreen (come già scritto sopra). Sebbene in passato siamo stati in grado di vivere senza touchscreen sulle fotocamere (e in generale), oggi, visto il grande utilizzo di questa tecnologia, non vedo motivi particolari che potrebbero bloccare l’inclusione in modelli compatti come questo. Di certo la tecnologia touchscreen avrebbe migliorato notevolmente la nostra personale velocità di selezione di un punto in cui far agire l’autofocus, ma siamo fiduciosi, magari questa feature potrebbe arrivare in un modello successivo.

Presente anche la funzione di rilevamento visi, sempre decisamente impeccabile nei modelli Sony, che può essere attivata o disattivata nel menù. Grazie a questa funzione possiamo dire alla fotocamera di scattare soltanto nel momento in cui rileva sorrisi oppure semplicemente far memorizzare il viso che poi, tramite i dati EXIF, possiamo andare a “taggare” in programmi di post produzione.

Grazie a questo tipo di autofocus e alla presenza di una funzione di AF continuo, potrete utilizzare Sony RX100 Mark V anche per “osare” gli scatti in movimento decisamente dinamico, come ad esempio gare di moto, auto o simili.

La parte migliore, secondo me, arriva proprio con l’AF Continuo nel momento in cui agganciate il soggetto: quando la macchina capisce ciò che vi interessa fotografare, blocca il soggetto e continua a seguirlo con un tracking molto preciso. Starà a voi poi azionare la raffica di scatto a 24fps per assicurarvi di catturare l’istante che desiderate come lo desiderate.

Esperienza d’uso e velocità globale

Immagino che per voi l’ultimo paragrafo si sia concluso quasi come il finale di una puntata di Lost, lasciandovi con il dubbio ma nel tempo stesso con grande curiosità. Si, avete letto bene, “24fps“, valore che corrisponde alla raffica effettiva di questa fotocamera compatta. Se ci pensate bene, si tratta di un dato davvero incredibile contando il fatto che la Canon EOS-1D X Mark II (che potete approfondire nella recensione di Canon EOS-1D X Mark II) ha una raffica di 14fps e arriva ad un massimo di 16fps in LiveView. Certo, il paragone con l’ammiraglia Canon da 5000€ non è fattibile contando che si tratta di due modelli diversi con caratteristiche nettamente diverse e per utilizzi senz’altro diversi (volevo ripeterlo una terza volta). Ad ogni modo è sorprendente pensare che una fotocamera così compatta, leggera e tascabile possa arrivare ad una raffica tale senza perdere per un attimo “la retta via” e fino ad un massimo di 150 scatti in modalità Extra Fine JPEG o 72 in RAW (la capienza del buffer). Ed effettivamente provare tale raffica è un piacere nonché una sorpresa, perché un conto è leggerlo su carta o in una recensione come questa, un altro conto è provarla di persona.

Allo stesso modo, parlando di misurazione e metering dell’esposizione, Sony RX100 V ha una modalità multi zona che permette di fare un lavoro piuttosto preciso, sebbene sia poi possibile per l’utente cambiare il settaggio a seconda del tipo di fotografia che si sta facendo. Nell’ottica di questo “rilevamento automatico”, ho quasi sempre lasciato Sony RX100 V in modalità di bilanciamento del bianco automatica in quanto, a mio parere, non c’è mai stato bisogno di nessun intervento in nessuna condizione climatica o particolare di luce. Sia in interno che in esterno, Sony RX100 V ha sempre misurato un bilanciamento del bianco praticamente perfetto, senza quindi dovermi obbligare ad una correzione colore elaborata o più complessa.

Visto che siamo in tema di confessioni, la prima volta che ho visto il mirino elettronico di Sony RX100 V sono rimasto sorpreso in due sensi: mi sono chiesto come avessero fatto a farci stare un mirino EVF in un corpo così compatto e soprattutto a farlo uscire da una piccola fessura, poi però ho riflettuto e in maniera certa ho anche pensato che, data la poco generosa dimensione, la qualità effettiva non sarebbe stata così alta. Mi sbagliavo, ovviamente.

Nonostante le dimensioni, il mirino EVF di Sony RX100 V ha una qualità davvero sorprendente e soprattutto un angolo di campo che non mi aspettavo. Esso mi permette di avere una visione completa sull’inquadratura e senza distrazioni particolari. Anche per quanto concerne eventuali ingressi di luce o situazioni di forte sole, non ho avuto problemi a guardare all’interno del mirino, e la cosa mi ha decisamente sorpreso positivamente.

Dal mio punto di vista, l’unico problema di questo mirino potrebbe essere il fatto che il target che acquista un prodotto come questo non ha in mente di poter usare un mirino e spesso si scorda della sua esistenza, continuando ad usare il display posteriore. Questo è del tutto normale perché il pubblico è abituato a fotocamere compatte senza mirino, come è sempre stato, ma a Sony piace innovare e questo lo sappiamo bene. Scrivo questo in quanto, nel mio piccolo, è successa la stessa cosa: i primi giorni estraevo il mirino dal corpo anche solo per vedere se fosse ancora lì o se ero solo impazzito e stavo sognando, poi però, nei giorni successivi, mi sono praticamente dimenticato della sua esistenza.

Allo stesso modo, abituato con altre fotocamere compatte e/o mirrorless, ho fatto fatica a realizzare il fatto che questo display posteriore non fosse touchscreen. È buffo, tre anni fa quasi insultavo i produttori che aggiungevano un’interfaccia touch nelle fotocamere, ora ne sento l’esigenza. Ma la tecnologia è così, l’evoluzione è così; spesso abbiamo paura del cambiamento, poi, quando cambiamo, non torniamo più indietro per nessun motivo. Ad oggi quindi io vedo il touchscreen come un miglioramento tecnologico comunque disattivabile (se dà fastidio), diversamente può aiutare nella messa a fuoco, nel metering e in molto altro. Penso sinceramente che questa fotocamera abbia davvero tutto quello che serve (anzi, anche di più), ma senz’altro, in questo caso, uno schermo touchscreen avrebbe cambiato molte cose (in positivo, ovviamente).

Per quanto concerne la vita della batteria, l’autonomia si attesta intorno ai 210-220 scatti per ogni singola carica, il che significa che, rispetto al modello precedente, l’autonomia è scesa notevolmente (circa 60-70 scatti in meno). C’è da dire però che le novità effettive sono molte in questo modello (al contrario di quello che si pensa), a partire dal nuovo autofocus, pertanto, un’autonomia minore è assolutamente normale. Insomma, molto bella la nuova raffica a 24fps, ma, a conti fatti, ne bastano esattamente 9 complete per scaricare la batteria da 100% a 0%, quindi usate questa funzione con parsimonia.

Utilizzando Sony RX100 V ho avuto qualche flashback e per un attimo mi sembrava di avere in mano una fotocamera della serie A7 di Sony. Mi sto riferendo ovviamente al menù che, a livello grafico ed organizzativo, è identico alle sorelle superiori. Questo significa che la mia personalissima opinione in merito è abbastanza negativa: i menù di Sony non si sono mai distinti per intuitività e velocità di utilizzo, pertanto questo lo giudico come un punto abbastanza negativo. Serve un menù più intuitivo e meno comandi difficili.

Qualità d’immagine e comparazione ISO

Ormai conosciamo molto bene la qualità dei sensori Exmor RS di Sony, derivati direttamente dagli Exmor “maggiori” all’interno delle mirrorless professionali di fascia alta. Ma questa è una compatta professionale di fascia alta, pertanto è giusto aspettarsi qualcosa di superiore rispetto a cifre più basse. Giusto?

All’interno di Sony RX100 V troviamo un sensore da 1″ da 20.1 megapixel in grado di generare file a 5472 x 3648 pixel, sufficienti per la maggior parte delle esigenze (in generale). La gamma ISO va da 80 a 12.800 e, nonostante le sorelle maggiori abbiano grandi capacità in termini di alti iso, i risultati con Sony RX100 V non sono sempre perfetti ed impeccabili (e ci mancherebbe); fortuna che a compensare troviamo un’ottica estremamente luminosa che vi permetterà di scattare ottime foto anche in condizioni di scarsa luminosità.

I risultati, in termini di qualità, sono praticamente identici al modello precedente, la realtà dei fatti è che Sony, con questo modello, non aveva intenzione di migliorare la qualità di una foto scattata bensì il modo in cui arrivare a quell’immagine finale. Ed effettivamente i miglioramenti in termini di utilizzo, velocità, messa a fuoco e metering sono notevoli, a discapito di una qualità che, sebbene sia rimasta invariata, è comunque molto alta e sufficiente per le esigenze di questa fascia di fotografi.

Ad ogni modo, per quanto concerne la sensibilità ISO, le sofferenze vere le ho viste a partire da 6400 ISO fino a 12800, il che fa pensare: tale risultato, fino a pochi anni fa, era ottenibile solo con una reflex professionale, e molti ancora oggi non pretendono di scattare a tale sensibilità. Insomma, che pretese avete? Che necessità avete? È vero, ad inizio capitolo vi sarò sembrato un po’ deluso dalla gamma ISO, ma forse perché spesso pretendo troppo dalle fotocamere, e faccio fatica a rendermi conto che questo modello è una compatta perché quando guardo i risultati finali mi sembra di aver scattato con una reflex / mirrorless di fascia alta.

Il rumore elettronico inizia già a comparire a ISO 800, ma rimane piuttosto “sotto controllo” e facilmente correggibile in post-produzione. Non avuto purtroppo la possibilità di sfruttare Sony RX100 V nella fotografia notturna, ma sono sicuro che i risultati possano essere più che notevoli contando la luminosità dell’ottica e le capacità del sensore anche a ISO come 1600 e 3200.

Sono rimasto anche molto colpito dalla gamma dinamica di questa fotocamera: in post-produzione è possibile recuperare alte luci e ombre senza troppi problemi, oppure potete utilizzare lo strumento interno dedicato ai settaggi di ottimizzazione della gamma dinamica che possono aiutarvi in mobilità. Lo sviluppo dei file raw, il recupero delle ombre e la diminuzione di alte luci hanno comunque portato a risultati interessanti.

Video: vlogger in un attimo

La maggior parte dei vlogger utilizzano una fotocamera come questa oppure il modello precedente, ora mi sono chiari i motivi. Sebbene questa sia una recensione fotografica dedicata a Sony RX100 V, mi sembrava giusto aprire rapidamente anche il discorso legato ai video in quanto, come se non bastasse, questo modello registra in 4K UHD. È vero, tale qualità non è sempre necessaria, ma sicuramente è apprezzabile per chi vuole assolutamente registrare in Ultra HD e avere risultati più che decenti. Non manca inoltre uno stabilizzatore Cyber-Shot derivato dalle fotocamere di fascia maggior che fa il suo lavoro molto bene.

In effetti, Sony RX100 V riesce a dare il massimo anche con lo schermo posteriore ribaltato verso la parte frontale, situazione in cui ci è possibile riprenderci per selfie fotografici o riprese a modi vlog. Purtroppo Sony RX100 V non ha un ingresso per il microfono, cosa che avrebbe sicuramente cambiato il tipo di acquisizione dell’audio, ma comunque il microfono stereo integrato si comporta decisamente molto bene nella maggior parte delle situazioni. Il microfono inoltre ha un sistema di compensazione per le riprese in presenza di forte vento, ma ovviamente non fa miracoli (non è di certo un dead-cat professionale). A questo punto mi chiedo come mai Sony sia riuscita a mettere un mirino EVF di così alta qualità e non un ingresso jack per microfono esterno. Che possa arrivare in futuro insieme al touch posteriore? Noi lo mettiamo nella lista desideri.

Se siete alla ricerca di un ultimo effetto wow prima della conclusione della recensione, sono certo che sia questo il momento perfetto: Sony RX100 V ora integra anche l’S-Log 2 e registra video in 5K in oversampling, ma vediamo una cosa alla volta. Chi fa video di professione sa bene quanto sia importante poter fare alcuni ritocchi manuali a colore, luce, alti luci, ombre e simili in tempo reale, ed è per questo che esistono sistemi chiamati “log di gamma” che permettono proprio queste modifiche. Sony integra log di gamma nelle fotocamere e videocamere professionali da sempre, ma il fatto di averlo in una compatta cambia davvero tutto, perché davvero apre le porte di creatività e possibilità infinite.

Oltre a questo, ecco un’altra chicca per voi: all’inizio di questo capitolo ho scritto che Sony RX100 V registra in 4K: vero in parte. La reale registrazione è un 5K oversampled, questo per permettere la cattura di un vero e puro 4K UHD privo di crop o limiti, anche questa è una caratteristica che di solito si trova sui corpi professionali per video. Ed ecco come, magicamente, Sony RX100 V non è più solo per vlogger, anzi.

Certo, non ho utilizzato Sony RX100 V per girare un cortometraggio, ma posso dirvi, nel mio piccolo, che per fare video più evoluti di un semplice “ricordo in vacanza” è un modello decisamente adatto contando però che non potete cambiare ottica, ovviamente, quindi state molto attenti alle vostre esigenze: nel momento in cui vi servono 135mm siete fregati.

Sony RX100 Mark V recensione: le nostre conclusioni

Se avete letto la recensione e vi siete ritrovati in tutto quello che ho scritto, allora saprete bene che è il momento di acquistare Sony RX100 Mark V, una fotocamera compatta che, come ho detto anche nel video, mi ha stupito notevolmente in positivo permettendomi di realizzare scatti e sessioni fotografiche che non mi sarei mai aspettato da un prodotto così piccolo e leggero. Si tratta di un ottimo rivale per Fujifilm X100F (che potete approfondire nella nostra recensione di Fujifilm X100F) anche se, al contrario di Fuji, Sony ha dato una grande importanza anche al lato video, offrendo una grande qualità di registrazione, stabilizzazione e possibilità di orientare lo schermo frontalmente (cosa che interessa molto ai vlogger). Sony RX100 Mark V non è una fotocamera economica, pertanto è bene riflettere in maniera approfondita per quanto concerne un acquisto, ma di certo si tratta di un prodotto che in termini di qualità e componenti può tranquillamente valere più di una reflex entry level, pur non avendo, ovviamente, la possibilità di cambiare ottica.

Pro
TRECENTOQUINDICI punti di messa a fuoco
VENTIQUATTRO fotogrammi al secondo
Mirino EVF da favola
Peso estremamente contenuto
Contro
La batteria non è (più) così da favola
C’era bisogno di un ingresso jack per un prodotto del genere
Grave mancanza del touchscreen nello schermo posteriore
Menù poco intuitivo e dispersivo
valutazione finale8

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