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Sony RX10 Mark III recensione: la bridge professionale all'ennesima potenza

Sony RX10 Mark III recensione: la bridge professionale all'ennesima potenza

Sony RX10 III è una bridge professionale con molte caratteristiche avanzate. In questa recensione vediamo la nostra analisi dettagliata del prodotto / Ultima modifica il

Sony RX10 Mark III è sicuramente una di quelle fotocamere bridge che non ha bisogno di presentazioni particolari: seppur non nuovissima, abbiamo deciso di provarla a fondo per capire le varie e molteplici potenzialità e, soprattutto, per dirvi se vale davvero la pena di fare tale investimento. Sony RX10 III è infatti presente nella nostra guida all’acquisto dedicata alla miglior fotocamera bridge da ormai diversi mesi. Vediamo quindi come si è comportata sul campo.

Design e materiali: misure da pro, logica da bridge

Sony RX10 Mark III è una di quelle fotocamere che si fanno notare, prima di tutto, per la robustezza, l’impugnatura ergonomia e il peso del corpo, caratteristica che, a prima vista, potrebbe farla sembrare una reflex. È solo dopo qualche istante che si capisce realmente che si tratta di una bridge e non di certo qualcosa di basilare. Sony RX10 Mark III è la terza evoluzione di una serie decisamente fortunata che non smette di innovare e stupire il pubblico con le caratteristiche giuste al momento giusto. Sebbene si tratti di una fotocamera pro dalla fascia di prezzo piuttosto alta (e fuori portata per un principiante alle prime armi), essa riesce davvero ad adattarsi alla maggior parte delle situazioni. La prima caratteristica “pro” che si nota è sicuramente il corpo in ABS rinforzato e tropicalizzato, cioè resistente alle intemperie, alla sabbia e alla polvere. Il feeling con il corpo è decisamente piacevole, la robustezza del prodotto è fantastica e i rivestimenti sono decisamente curati.

Nella parte frontale troviamo la possente ottica Vario-Sonnar T* 24-600mm (equiv. 35mm) da f/2.4-4 in grado di permettere davvero grandi prestazioni di scatto (cosa che vedremo nel capitolo più in basso). Sull’ottica è presente un piccolo bottone configurabile che, di base, è settato per dare l’anteprima della profondità di campo. Subito sotto troviamo poi il selettore di messa a fuoco, a scelta tra S (punto singolo), C (continuativa), DMF (Direct Manual Focus, una messa a fuoco manuale facilitata) e MF (Manual Focus, messa a fuoco manuale). Nient’altro nella parte frontale se non la luce di messa a fuoco e la comoda impugnatura che però sembra minuscola in confronto all’imponente obiettivo non intercambiabile.

La parte superiore vede la presenza di una ghiera dei programmi molto completa e funzionale ereditata direttamente dalle sorelle “superiori” della serie A7. Troviamo poi una slitta Hotshoe per collegare flash ed accessori aggiuntivi, il flash a molla, due speaker, un display per vedere le informazioni e i settaggi, una ghiera di compensazione dell’esposizione e i vari tasti funzione tra cui quello per scattare e lo switch per effettuare o ridurre lo zoom. Il lato sinistro (guardando la fotocamera da dietro) vede la presenza di un ingresso microfono, un’uscita cuffie, una presa micro USB con cui è possibile ricaricare la fotocamera (anche da batterie esterne) e un’uscita micro HDMI. Il lato opposto rimane ancora più pulito in quanto vede l’esclusiva presenza dello slot per la SD e il logo NFC per la condivisione di scatti e filmati. Nella parte posteriore troviamo il generoso monitor da 3″ con 1.228.800 punti definizione con angolo regolabile di circa 107° verso l’alto e 42° verso il basso. Tale caratteristica rimane invariata rispetto a Sony RX10 Mark II e si tratta, secondo noi, di un piccolo difetto in quanto ci aspettavamo un monitor ribaltabile, magari verso il basso (come già visto in Canon EOS M5).

Il display inoltre non è touch, come da tradizione Sony (ultimissimi modelli a parte). Intorno al monitor troviamo i vari tasti funzione dedicati al menù, alla messa a fuoco, alla riproduzione dei filmati, etc. Interessante la posizione del tasto di registrazione video, comoda e non posizionata lateralmente come sulla serie A7, posizione che rende l’avvio della registrazione poco agevole. Sono presenti inoltre due ghiere, una dedicata alla scelta del tempo d’esposizione e una al diaframma (qualora scegliate di utilizzare la modalità manuale per lo scatto). Ottimo anche il mirino EVF da 2.359.296 punti, sensibilmente migliorato rispetto al modello precedente e con la presenza di un sensore di prossimità che spegne automaticamente il display nel momento in cui avviciniamo l’occhio al mirino.

La zona inferiore di Sony DSC-RX10M3 vede la presenza del classico attacco a vite e dello slot per la batteria Sony NP-FW50 da 1020mAh, sufficientemente grande per garantire un’autonomia di circa 430 foto.

Siamo molto soddisfatti del design, dell’ergonomia e della possanza che Sony DSC-RX10M3 dimostra. Si tratta davvero di un prodotto d’elite che può garantire ottime prestazioni nella maggior parte delle situazioni d’utilizzo. Il peso, seppur possa sembrare eccessivo, è invece giusto per il tipo di corpo presentato, per i materiali e per le caratteristiche. L’ingombro è praticamente quello di una reflex entry level con un’ottica avanzata (magari un 18-135mm o simile), ma le prestazioni sono decisamente superiori, seppur non sia possibile cambiare l’ottica.

Prestazioni: potenza in abbondanza, inquadrature dalla lontananza

Iniziamo prima di tutto col dire che Sony RX10 Mark III è bella, prestante, con un’ottima ergonomia e incredibilmente sorprendente nella maggior parte delle situazioni. È difficile rendersi conto del potenziale di questa fotocamera finché non la si usa per qualche ora. Sebbene il menù sia poco intuitivo (così come la disposizione dei tasti), problema che riguarda la maggior parte delle fotocamere Sony, il risultato che si può ottenere è davvero incredibile.

Sony RX10 III integra un sensore CMOS da 1″ da 20,1 megapixel della premiata serie Exmor R, processore Bionz X per un’incredibile raffica di scatto fino a 14 fps, velocità da record che pochissime fotocamere vantano nel panorama odierno. Troviamo poi la possibilità di registrare video in 4K a 2160p con la solita alta qualità Sony basata su codec XAVC S e su uno stabilizzatore a 5 assi SteadyShot (funzionante anche per le foto, ovviamente). L’autofocus è un altro componente molto importante di questa fotocamera in quanto decisamente rapido: 0.09 secondi per mettere a fuoco e vari settaggi da regolare manualmente o semi-automaticamente. Una delle parti più importanti è sicuramente l’ottica, una Zeiss Vario-Sonnar T* 24-600mm ƒ/2.4-4 in grado davvero di essere utilizzata in più generi fotografici, dalla fotografia paesaggistica alla fotografia ritrattistica passando per fotografia macro e fotografia notturna.

La serie RX di Sony è sempre stata concepita per foto e video in modo decisamente professionale lasciandosi alle spalle la cerchia di principianti. Questo perché il produttore voleva realizzare un prodotto che potesse essere preso in considerazione da un preciso mercato e accontentarlo. Non possiamo di certo dire che non ci siano riusciti, Sony sotto questo punto di vista è sempre una garanzia.

Quando si stringe tra le mani una Sony RX10 III per la prima volta, la sensazione è quella di impugnare un corpo macchina davvero di qualità e decisamente ergonomico. Non so voi, ma un mio grande problema con le fotocamere bridge è il fatto che il corpo spesso non è ergonomico come dovrebbe e spesso finisco per avere lo stesso pensiero: fotocamere “carine” ma troppo via di mezzo tra una compatta più evoluta ed una reflex fatta male. Questo è il motivo per cui comunque il settore bridge entry level non se la passa sempre benissimo, soprattutto viste le recenti evoluzioni del mercato mirrorless e gli ultimi modelli di fotocamere compatte, sempre più evolute e minute. Questo però non ha scoraggiato Sony dal creare la terza evoluzione di un prodotto tanto prestante quanto delicato come fascia di prezzo e posizionamento. Contando che per portarvi a casa Sony RX10 III sono necessari più di 1500€, tale cifra sicuramente esclude la maggior parte dei potenziali acquirenti scoraggiandoli prevalente per l’affermazione comune “tanto vale che mi prenda una reflex”. Ma può davvero essere sempre così? Quali sono i reali motivi che potrebbero far preferire Sony RX10 III ad una reflex mid range con ottiche intercambiabili?

Certo, partendo dal presupposto che tutte le esigenze sono estremamente soggettive, Sony RX10 Mark III è una fotocamera che non ha praticamente niente da invidiare ad una reflex normale, tranne l’ottica intercambiabile ovviamente. Tutta la tecnologia interna deriva dai migliori modelli Sony ed è stata inserita in un prodotto sufficientemente compatto tanto quanto ergonomico e con una presa salda. Personalmente ho le mani piuttosto grandi, motivo per cui ho paura di rompere una compatta e spesso mi trovo a disagio con una bridge proprio a causa del corpo miniaturizzato rispetto ad una reflex. Con Sony RX10 III però tutto cambia: le sensazioni sono positive, le emozioni interessanti e la voglia di provare ogni minima funzione decisamente alta. È chiaro che la prima cosa che colpisce l’occhio e l’interesse è proprio l’obiettivo, un concentrato di tecnologia ed evoluzione affidato, come sempre, a Zeiss.

L’ottica integrata è infatti una Zeiss Vario Sonnar T* 24-600mm con un’apertura massima pari a ƒ/2.4 a 24mm ed ƒ4 a 600mm (formato 35mm equivalente). Davvero niente male riguardo la luminosità, lo sfocato e la qualità complessiva potenziale. In merito al comparto tecnico, le potenzialità effettive di Sony RX10 Mark III parlano di 8mm come focale minima e 220mm come massima, contando che però, paragonando questi valori al formato 35mm, la corrispondenza esatta viene appunto convertita a 24-600 (valutando tutte le varie differenze di sensori e così via). Tale focale deve sicuramente essere utilizzata consapevoli del fatto che un ingrandimento a 600mm non significa una miglior qualità o un dettaglio ripreso meglio, diversamente non avrebbero senso di esistere teleobiettivi dedicati da migliaia di euro. Insomma, la qualità complessiva delle foto è più che buona, anche a zoom massimo, di certo però dovete considerare che più aumentate lo zoom e più sono possibili tremolii e degrado di qualità, cosa assolutamente normale che, però, in Sony RX10 III si nota decisamente molto meno.

Testando in maniera approfondita l’autofocus, rimasto a 25 punti come nel modello precedente ma migliorato in velocità, abbiamo notato diversi problemi, evidenziati soprattutto dal tipo di sistema. Sony RX10 Mark III utilizza infatti un sistema a rilevamento di contrasto che, in alcuni casi può essere funzionale, in tanti altri decisamente penalizzante. Tutti questi problemi, legati a rapidità e precisione di messa a fuoco, purtroppo, si amplificano con l’aumentare della lunghezza focale, diventando in alcuni casi quasi inutilizzabili. Ad esempio, abbiamo provato a fare un test di messa a fuoco a 600mm con un soggetto in movimento (non troppo rapido) e abbiamo notato che la fotocamera, nel tentativo di mettere a fuoco, ha preferito tornare al punto minore di messa a fuoco rispetto a dirigersi verso l’infinito. Questo ovviamente ha portato ad una sfocatura ed una conseguente perdita del soggetto da inquadrare.

L’autofocus rimane comunque un buon compromesso tra velocità e precisione ma sempre uno scalino meno qualitativo di altri prodotti.

Lato video assolutamente niente da dire: la registrazione in 4K@30fps, rimasta praticamente invariata rispetto al modello precedente, è sempre di qualità e, grazie alla presenza dell’ingresso microfono e l’uscita cuffie, questo prodotto può essere utilizzato anche da videomaker in erba per varie produzioni video. Purtroppo manca la possibilità di orientare il display a 180°, caratteristica ormai molto richiesta dagli utenti per realizzare vlog e contenuti per YouTube. In realtà,

Menù e intuitività: ancora una parte mancante

C’è da dire che Sony RX10 Mark III ci mette davvero tanto ad avviarsi, anche troppo: dal momento in cui si sposta il selettore su “ON” passano anche fino a 5 secondi per rendere la fotocamera pienamente operativa, un tempo sicuramente importante che potrebbe farvi perdere l’attimo più di una volta. Oltre a questo, ci siamo trovati decisamente scomodi con la maggior parte delle impostazioni rapide, soprattutto quelle dedicate agli ISO: la mancanza di un bottone “ISO” dedicato costringe l’utente a configurare uno dei tasti funzione per poter variare la sensibilità alla luce in maniera rapida. Questo però porta spesso a perdersi e a non riuscire ad effettuare le operazioni in rapidità. Allo stesso modo, Sony RX10 III rimane una fotocamera che dev’essere capita, come la maggior parte delle Sony. Il produttore giapponese produce fotocamere davvero sensazionali, ma siamo sicuri che il vero potenziale di Sony sia più la tecnologia interna rispetto al menù, sempre poco intuitivo e dispersivo. Su questo punto dovrete fare molta pratica per diventare rapidi ed utilizzare al meglio questo prodotto.

L’estetica e l’organizzazione dei menù sono praticamente identici a Sony A7SII e Sony A7RII (esattamente come la maggior parte dei modelli Sony), pertanto, se già possedete un modello di fotocamera del produttore non avrete nessun problema ad abituarvi alla logica dei menù, diversamente, sarà necessario un periodo per abituarsi alle varie impostazioni.

Imperdonabile sicuramente la mancanza di una parte chiamata “Mio Menù” o “Menù personalizzato” dove poter aggiungere scorciatoie alle varie funzioni ed impostazioni personalizzate, una caratteristica che gli utenti Sony richiedono a gran voce da tempo. Nonostante il nostro utilizzo prolungato nel corso di queste settimane, ancora non siamo riusciti ad abituarci al menù e spesso dimentichiamo l’esatta ubicazione delle funzioni. Questa purtroppo è una caratteristica comune a chi acquista una fotocamera Sony. Speriamo quindi che in futuro vengano ascoltati gli utenti e si proceda ad un netto miglioramento della logica dei menù e delle varie ubicazioni delle funzioni.

Oltre a questo, Sony ha scelto ancora una volta di non aggiungere un monitor touch in questo modello (caratteristica invece recentemente aggiunta in Sony a6500 che presto potremo provare da vicino), decisione che ci lascia un po’ con l’amaro in bocca data la praticità che tale funzione avrebbe potuto portare. Ad esempio, l’operazione di messa a fuoco sarebbe stata molto più rapida, data la mancanza di un comando rapido per spostare il punto focale e la necessità di fare sempre un click di troppo per regolare il tutto.

Sensibilità ISO: il giusto rapporto qualità/prezzo

Tra le nuove caratteristiche presenti in Sony RX10 III vediamo anche l’implementazione dell’Auto ISO, funzione che di certo non prediligiamo ma che potrebbe tornare utile a qualcuno in molti casi. Nella modalità Auto ISO è infatti possibile impostare il valore minore di tempo d’esposizione sotto cui la fotocamera deve variare la sensibilità ISO. Oltre a questo, sono presenti ben cinque impostazioni diverse per selezionare con cura il tempo di esposizione relativo al diaframma utilizzato, il tutto per poter regolare automaticamente al meglio la sensibilità ISO. Tutto questo permette una grande differenza in fase di scatto quando utilizzate la modalità di Priorità Diaframma e decidete che la fotocamera deve mantenere un tempo di esposizione rapido (o lento).

Visto il potenziale delle sorelle maggiori di Sony RX10 III sicuramente ci aspettavamo prestazioni ISO importanti in questo modello (considerando anche il prezzo di vendita), tuttavia, possiamo comunque ritenerci soddisfatti degli scatti e del rumore decisamente ridotto anche ad alti ISO. Oltre a questo, Sony RX10 III introduce un sistema di riduzione del rumore migliorato rispetto al modello precedente in grado di garantire ottime prestazioni se attivato. Ricordatevi di stare attenti a questa funzione nella fotografia notturna, altrimenti rimuoverete direttamente le stelle.

Connettività & applicazioni: qualità Sony che ripaga

Connettività e applicazioni sono sempre un punto molto forte delle fotocamere Sony, oseremmo dire una certezza di funzionalità e prestazioni che non conosce molti rivali. È stato grazie ad una fotocamera Sony, una A7SII, che ci siamo sentiti così sicuri del workflow e della connettività tanto da partire per un tour fotografico della Scozia portando soltanto la mirrorless e un iPad (per sperimentare la postproduzione mobile). Sony RX10 Mark III integra le stesse funzioni smart delle sorelle maggiori (e minori), motivo per cui questo punto è un vero successo. Sebbene il menù non sia affatto intuitivo, come vi abbiamo spiegato poco sopra, la connettività e le funzioni intelligenti dedicate alle app sono un vero piacere per gli occhi e per il flusso di lavoro. Con pochi click nel menù, o con un bottone configurato ad-hoc, è possibile infatti attivare la connessione WiFi e decidere se mandare l’ultima foto scattata allo smartphone oppure scegliere direttamente le foto da inviare sul display del vostro dispositivo. È presente anche l’NFC, chip che ormai non manca mai nelle fotocamere Sony e che permette la rapida connessione “a sfioramento” con dispositivi supportati come smartphone Xperia, dispositivi di archiviazione e stampanti.

Scorrendo i vari tab del menù è poi possibile trovare la voce “Applicazioni” che, proprio come un vero app store per smartphone, vi offrirà un catalogo di app da scaricare sulla fotocamera. Per la configurazione e il pagamento è richiesto un account SEN (Sony Entertainment Network) al fine di poter poi riscaricare, eventualmente, le app in un’altra fotocamera del produttore. Insomma, se già utilizzate una PlayStation o uno smartphone Sony Xperia, potrete tranquillamente inserire il vostro username e password ed utilizzare la carta di credito/debito memorizzata all’interno del vostro profilo. Le applicazioni disponibili nello store della fotocamera sono praticamente le stesse acquistabili sulle sorelle maggiori A7, e tra queste troviamo un’app dedicata interamente ai Time Lapse che stupirà i fan di questo genere con impostazioni rapide e personalizzabili e anteprima della sequenza registrata subito dopo la fine degli scatti. Troveremo inoltre applicazioni dedicate alla ritrattistica, alla postproduzione on-camera, alla fotografia HDR e davvero molto altro.

Differenze principali con Sony RX10 II

Rispetto alla versione precedente, Sony RX10 III perde l’integrazione del filtro ND elettronico e ci costringe quindi a prenderne uno apposito da montare. Poco male, il diametro dell’obiettivo è pari a 72mm, misura molto diffusa nelle ottiche, infatti abbiamo utilizzato uno dei nostri filtri ND per qualche scatto di prova. Tale diametro è un grandissimo vantaggio che spinge il prodotto ad un livello ancora più professionale proprio grazie ad una filettatura molto diffusa. Rimane uguale anche il numero di punti di messa a fuoco, pari a 25, con la differenza però che Sony RX10 III ha una tecnologia più recente che rende l’operazione di messa a fuoco decisamente più rapida ed efficace nella maggior parte dei casi. Aumenta anche la vita della batteria, ora stimata a circa 430 scatti effettivi, una trentina in più del modello precedente, caratteristica che non fa mai male. Purtroppo, paragonata al modello precedente, Sony RX10 III pesa ben 200g in più. Peso che si fa sentire (considerato che superiamo il chilo) ma che in alcuni casi offre la giusta stabilità da reflex per affrontare la situazione. I progressi a livello di tecnologia, sensore e processore sono comunque decisamente piacevoli ed apprezzabili, motivo per cui giustifichiamo l’aumento di peso. Come non menzionare la novità più rilevante, cioè l’obiettivo? Data la dimensione della nuova ottica, di 1/3 maggiore rispetto al modello precedente, Sony ha ben deciso di aggiungere un’ulteriore ghiera all’ottica, portando quindi il numero a tre. Le prime due ghiere erano già dedicate a diaframma e messa a fuoco (personalizzabile), ora, grazie alla terza ghiera, è possibile regolare anche lo zoom evitando di utilizzare il bottone dedicato nella parte superiore del corpo. C’è da dire però che la nuova ghiera è molto vicina a quella precedente, caratteristica che spesso potrebbe farvi confondere, soprattutto nelle situazioni più dinamiche.

Sony RX10 Mark III recensione: le nostre conclusioni

Non c'è alcun dubbio sul fatto che Sony RX10 Mark III sia una fotocamera "compatta" decisamente molto costosa e, probabilmente, fuori budget per la maggior parte dei "semplici" amatori della fotografia. Eppure è un prodotto apprezzato, sia dagli utenti che da noi stessi, soprattutto per il form factor e la completezza globale del sistema. Ci sono un po' di difetti importanti che abbiamo segnalato nella recensione, ma, globalmente, possiamo ritenerci soddisfatti di aver provato questo prodotto che, siamo sicuri, con un po' di abitudine a tasti e menù può davvero offrire risultati eccezionali. Ci sentiamo di consigliare Sony RX10 Mark III a chiunque senta la necessità di un corpo ad ottica fissa che sia stabile, ergonomico, prestante ed imponente. Grazie alla sua forma è infatti possibile avere un'impugnatura da reflex, prestazioni da mirrorless semi-pro in un corpo da bridge. Nulla da dire sulla qualità fotografica di Sony RX10 III, decisamente importante e notevole. Rimarrete sicuramente impressionati anche per la definizione dell'ottica Zeiss montata: spingendola anche al massimo dell'escursione focale, la resa rimane davvero alta e buona. C'è da dire che, come molti di voi sapranno, non sono assolutamente un fan delle bridge e il fatto di provarle così a fondo non mi entusiasma mai particolarmente, tuttavia, qualora dovessi in futuro battere forte la testa e decidere di acquistare tale segmento, molto probabilmente sceglierei una Sony RX10 Mark III.

valutazione finale6.5

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