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Sony A99 II : il ritorno prepotente della serie Alpha

di Ricky Delli Paoliaggiornato il 25 agosto 2017

Avevamo visto la prima volta Sony A99 II durante il Photokina 2016, evento in cui è stata presentata e in cui abbiamo potuto provarla in anteprima. Fin da subito siamo stati decisamente impressionati dal nuovo sistema di messa a fuoco ibrido in grado di far arrivare questo prodotto a ben 399 punti di messa a fuoco incredibilmente precisi e rapidi. Insomma, fin dal primo momento abbiamo voluto avere tante scuse per provare questo dispositivo e capire le reali potenzialità. Che l’attacco A di Sony sia davvero tornato alla ribalta?

Scheda tecnica

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Design e materiali: corpo importante, peso importante

Sebbene la forma sia globalmente rimasta la stessa del modello precedente, Sony A99 II è cambiata davvero molto e riesce a dimostrare grande grinta fin da subito. Fin dalla prima presentazione, l’abbiamo percepita come fotocamera sportiva, da portare con sé per fotografare soggetti in rapidissimo movimento e non aver nessun tipo di problema. Ecco perché, come ci aspettavamo, il corpo è tropicalizzato e resistente ad ogni variazione climatica possibile, sabbia e polvere inclusi. Il corpo è realizzato in ABS ed è molto resistente, con una cura per i dettagli lodevole come da sempre siamo abituati da Sony. Ciò che si nota subito, a livello di sensazioni, la prima volta che si solleva e si inizia ad usare è una grande ergonomia ma anche un peso decisamente eccessivo: rispetto alle altre reflex è sicuramente molto più pesante, sfiorando i 900 grammi senza ottica. Montando un’ottica “classica” come lo Zeiss Vario-Sonnar 24-70mm f/2.8, il peso lievita incredibilmente fino a quasi 1,5 Kg, decisamente tantino per essere “facilmente portatile” senza troppa fatica. Chiaramente siamo ormai abituati alle mirrorless Sony, ben più leggere e meno ingombranti e, innanzitutto non ci aspettavamo un restyling di A99, ma, soprattutto, non ce lo aspettavamo di questo peso.

La parte superiore di Sony A99 II mostra subito la comoda ghiera dei programmi nella parte sinistra seguita subito da slitta hotshoe, mirino EVF, un display secondario in cui vedere le informazioni, vari tasti funzione per gestire il bilanciamento del bianco, la raffica, l’autoscatto, la compensazione dell’esposizione e l’ISO, per poi trovare, nella parte superiore/frontale, il bottone di scatto abbracciato dallo switch di accensione della fotocamera. Interessante notare come sia presente anche un bottone dedicato all’accensione della retroilluminazione del display secondario, utile per vedere bene in situazioni di scarsa luminosità. L’illuminazione è rossa chiara, pertanto non sarà in alcun modo fastidiosa ai vostri occhi anche nel buio più totale.

I lati, che di solito costituiscono una parte “morta” della maggior parte delle fotocamera, sono un vero tripudio di connessioni e input/output: nella parte laterale destra, guardando la fotocamera da dietro, troviamo il lettore SD a doppio slot che ci consentirà di non rischiare mai di rimanere senza memoria (vista la raffica di 12 fps di cui Sony A99 II è capace) e il logo che ci indica la presenza del chip NFC per la condivisione dati a contatto. La parte laterale opposta, a sinistra, include una grande quantità di connettori a coprire tutto il lato, caratteristica che ci fa supporre che il design di questo modello (almeno per questo lato) è decisamente cenofobico. Troviamo infatti il connettore SYNC per flash esterni, un piccolo speaker, il logo del Wi-Fi, l’ingresso per un telecomando esterno, ingresso microfono, uscita cuffie, uscita HDMI (tipo D), uscita/ingresso USB Multi e possibilità di alimentazione tramite cavo DC supplementare (per evitare l’utilizzo di un caricatore esterno e/o magari continuare a scattare durante una sessione specifica).

Nella parte frontale troviamo lo spazio per un grande sensore IR proprio al centro dell’impugnatura, una comoda ghiera per regolare tempi/diaframmi, un tasto C2 pienamente configurabile, il bottone di sgancio dell’ottica, un secondo bottone configurabile a piacere e uno switch ON/OFF, anch’esso configurabile a piacere per qualche funzione specifica di vostro gradimento.

La parte posteriore mostra il mirino EVF integrato in quello che sembra un classico mirino da reflex. Tale mirino, da 0,5 pollici, è un XGA OLED con 2.359.296 punti e una copertura del 100%, sufficientemente qualitativo per le esigenze più importanti e, abbastanza rapido, anche se qualche volta abbiamo notato piccolissimi lag nelle raffiche più pesanti. Troviamo poi il monitor LCD TFT da 3″ con 1.228.800 punti definizione e un meccanismo meraviglioso che gli permette di essere orientato (quasi) praticamente in ogni modo. Insomma, questo tipo di monitor orientabile lo sogniamo su ogni reflex di fascia medio-alta che si rispetti e sarebbe la soluzione a tantissimi problemi / posizioni scomode. Possiamo davvero estendere il display ed orientarlo senza troppi problemi, il massimo per chi ha esigenze particolari di auto-ripresa (sia fotografica che video). Certo, non è proprio la miglior fotocamera per fare VLOG visto il peso, però è comunque una caratteristica che apprezziamo molto e che può tornare utile anche in posizioni di scatto poco favorevoli.

Oltre al generoso display sono presenti ovviamente anche i vari tasti funzione tra cui ben tre personalizzabili, una ghiera secondaria per tempi/diaframmi, un Joystick, presente anche nel precedente modello ma sempre molto comodo e un piccolo led proprio in corrispondenza degli slot delle memorie che ci farà capire quanto la macchina è impegnata a “scrivere” i dati (e quindi quasi praticamente intoccabile, a parte per altri scatti una volta svuotato il buffer). Peso a parte, l’ergonomia di Sony A99 II ci è piaciuta molto fin da subito: il corpo è robusto, la presa è salda e la sicurezza di poter scattare senza preoccupazioni è unica. Abbiamo portato a spasso Sony A99 II in diverse giornate di prove motociclistiche al crossodromo in città e ne siamo rimasti soddisfatti per il modo in cui il dispositivo resiste a polvere, sabbia, eventuali intemperie (“magari” oseremmo dire, visto che il clima di questi tempi è fin troppo caldo).

Prestazioni: la tecnologia del futuro?

Al Photokina 2016, parlando tra di noi subito dopo la presentazione, siamo rimasti molto sorpresi di vedere come Sony abbia deciso di riesumare dal cilindro l’attacco A, innesto ormai quasi in disuso e privo d’interesse da parte di utenti e produttori, vista la presuntuosa presenza sul mercato di attacchi E, lenti per attacchi E, dispositivi ottimizzati per attacchi E e così via. Insomma, l’innesto A sembrava morto, e onestamente non sappiamo quali siano le intenzioni di Sony per il futuro a tal proposito, ma la sfida sembra piuttosto complicata. Con “complicata” intendiamo una sfida di Sony con tutto il mercato e con fotocamere prodotte da loro stessi. In un mondo ormai virato e interessato all’innesto E, inizialmente, non abbiamo capito questa inversione di marcia, poi abbiamo provato A99 II e, in parte, ci siamo ricreduti. All’interno di Sony A99 II troviamo un sensore Exmor R BSI CMOS da 42 megapixel, lo stesso di Sony A7RII capace di incredibili prestazioni e di una qualità fotografica davvero unica. Oltre a questo troviamo un rinnovato processore d’immagine BIONZ X, impegnato a fare un grande lavoro insieme al sensore vista la possibilità di scattare raffiche fino a 12fps con tracking AF/AE e un’estensione ISO fino a 102.400. Con questo modello, Sony si è voluta certamente inserire nel segmento dominato da Canon EOS 5D Mark IV e, un po’ più in fondo, sepolta dalla cenere di una tecnologia un po’ vecchiotta e di un restyling tanto desiderato, Nikon D810.

La vera domanda è: vista tutta la tecnologia presente in questa fotocamera e un sistema di specchi piuttosto particolare (che vedremo meglio nel paragrafo dedicato all’autofocus), in che modo tutto questo può impattare sulla qualità globale dell’immagine? Visto il sensore presente, lo stesso di A7RII, ci aspettiamo di non vedere perdite di dettagli e particolari problemi, tuttavia, stiamo parlando di una fotocamera SLT contro una mirrorless, quindi qualche differenza dovrà pur esserci. A quanto pare però, il lavoro degli ingegneri di Sony è stato decisamente preciso e le differenze non si notano, a partire dalla sensibilità ISO fino ad arrivare alla qualità globale dello scatto. Pur dipendendo moltissimo dalle lenti che montate, fattori problematici come moiré non impattano particolarmente la qualità d’immagine e non creano un disturbo importante, potrete quindi dormire sonni tranquilli. Abbiamo notato qualche piccolissimo ed impercettibile problema anche per quanto concerne gli scatti ad alti ISO in condizioni di bassa luminosità, niente di particolarmente problematico contando la qualità globale dello scatto. Insomma, per quanto concerne la qualità di scatto, è come avere una Sony A7R II con un sistema di messa a fuoco molto più rapido e performante.

Autofocus: una tecnologia tutta da scoprire

Il corpo tropicalizzato di Sony A99II nasconde un sensore PDAF dedicato e separato dal sensore d’immagine che riceve la luce direttamente da uno specchio, in maniera molto analoga al classico funzionamento di una reflex. La differenza importante, in questo caso, è che il vetro quasi non si muove ed è completamente semi-trasparente. Si occupa infatti soltanto di portare una piccola parte di luce al sensore dedicato alla messa a fuoco e lasciar passare quella rimanente, facendola dirigere verso il sensore d’immagine. Grazie a questo sistema geniale, Sony A99 II è in grado di sfruttare una messa a fuoco ibrida con una precisione e rapidità senza eguali.

La più grande differenza con Sony A7R II, modello con cui il paragone è sempre obbligatorio, è la perdita delle funzioni Flexible Spot S, M ed L. Sono comunque presenti delle modalità estese che trovano automaticamente il soggetto dando priorità ai volti (quando la modalità di rilevamento volti è attivata) e modalità che si comportano in maniera analoga con però un’area di selezione minore. Non si tratta di una grande mancanza quanto una piccola variazione che, nelle situazioni più dinamiche, certamente darà vantaggio al contesto. Sono disponibili molti varianti di blocco AF, praticamente per tutte le modalità, caratteristica richiesta a gran voce dagli utenti più pretenziosi. In questo caso sarà quindi possibile bloccare l’AF su un soggetto (utilizzando una qualsiasi modalità tra quelle presenti) e lasciare che sia la fotocamera a cambiare automaticamente i punti di messa a fuoco per mantenere il punto selezionato anche durante gli spostamenti all’interno del frame. Purtroppo, o per fortuna (dipende dai punti di vista), le modalità di messa a fuoco sono davvero tante e diventano anche dispersive e confusionarie. Avremmo sicuramente preferito meno modalità e più facilità d’uso, ma, anche in questo caso, i menù intuitivi non sembrano far parte delle idee del produttore (ma ne parleremo più in basso).

Perché l’autofocus di Sony A99 II è così veloce? Oltre alla tecnologia dietro al sensore dedicato e all’ottimo processore, si tratta di un funzionamento quasi completamente diverso rispetto ad una normale reflex. In una SLT come questa infatti, lo specchio semi-trasparente elimina il problema di dover aspettare il movimento dello specchio per ogni scatto effettuato e quindi dover obbligare la macchina ad una seconda lettura. Questa tecnologia, unita ad un sensore dedicato con un autofocus a rilevazione di fase, permette alla fotocamera di essere non solo più precisa ma anche molto più rapida nella messa a fuoco, garantendo prestazioni meravigliose.

Tutti i 79 punti, indipendentemente dal tipo, lavorano insieme al sensore per creare degli “ibridi croce”. Fuori dall’area centrale dei 79 punti di messa a fuoco infatti restano altri 399 punti sul sensore a rilevazione di fase, che fungono da dettaglio verticale (nell’orientamento orizzontale della fotocamera) e vengono quindi definiti “ibridi”. Tutti questi punti uniti permettono di espandere l’area come davvero mai prima d’ora. Non tutte le lenti con innesto A potranno godere a pieno di questo sistema ibrido, purtroppo. Ad esempio, le lenti di terze parti metteranno a fuoco utilizzando esclusivamente il modulo AF dedicato e non potranno sfruttare nessuno dei punti AF sul sensore. In questi casi, con una restrizione del genere, la messa a fuoco non è più così veloce e prestante, ma è normale: il sistema riesce ad essere performante in modalità ibrida in quanto è stato studiato per questo (o è comune un fantastico cavillo di marketing per poter vendere lenti Sony ad innesto A? Geniale comunque). Ad ogni modo, lenti Sony o no, l’abilità di mettere a fuoco in condizioni di scarsa luminosità rimane ed è spettacolarmente funzionale e rapida (siamo riusciti a mettere a fuoco soggetti con un buon contrasto anche a -4 EV).

Nella modalità AF-C abbiamo provato diverse combinazioni di messa a fuoco, anche con focus lock, e Sony A99 II non ha praticamente mai ceduto. Siamo riusciti a scattare diverse raffiche senza nessun problema e con una grande velocità e precisione. Nel dettaglio, ci siamo concentrati su varie gare di Motocross seppur avessimo a disposizione “solo” una lente Zeiss 24-70mm f/2.8 (che quindi ci limitava dal fare primi piani decisamente interessanti). Ci è capitato di notare che in modalità Flexible Spot sfruttanto il blocco della messa a fuoco si verificasse qualche piccolo problema di lentezza a ritrovare il punto di messa a fuoco, cosa che in alcuni casi potrebbe infastidire.

In definitiva, sebbene non ci sia un perfetto connubio tra raffica, velocità e precisione di messa a fuoco in ogni caso e in ogni modalità, è decisamente difficile trovare attualmente sul mercato un prodotto con tale velocità e qualità di scatto in questo segmento. In comparazione con la sorella A7R II, Sony A99 II è sicuramente più veloce sia in termini di messa a fuoco che in termini di controllo, grazie soprattutto ad un comodo Joystick e a tanti tasti rapidi completamente personalizzabili. Per il resto, si tratta quasi solo di parere e comodità soggettiva: potreste preferire la “presa” di una mirrorless oppure no.

Buffer: alleato della raffica oppure no?

Attualmente, Sony A99 II è la fotocamera full frame di Sony più veloce tra tutti gli altri modelli del produttore. Grazie alla modalità “Hi+“, questa fotocamera è in grado di scattare una raffica di 12 fps con anteprima semi-istantanea degli scatti nel mirino EVF. In questo caso, ci è capitato di notare fastidiosi lag sporadici proprio tra l’attimo di visualizzazione dello scatto a mirino e la “ripresa” della raffica, così come un buffer non molto capiente in modalità RAW non compressa. Nel caso in cui scegliate la modalità “Hi“, sarà possibile vedere gli scatti anche in Live View ma la raffica si abbasserà a “soli” 8 fps. Al contrario, Sony A7R II, con lo stesso sensore d’immagine, riesce ad arrivare ad una raffica di 5fps, una gran bella differenza in termini soprattutto di fotografia sportiva.

Il nuovo chip LSI riesce a migliorare globalmente le prestazioni di buffer di Sony A99 II e permettervi di dare una “controllatina” alle foto scattate anche durante la scrittura dei file. Questo dimostra sicuramente i grandi progressi ingegneristici nell’utilizzo globale della fotocamera e nella velocità di processione dei file, a differenza del modello precedente e delle sorelle mirrorless.

Con una raffica RAW in modalità Hi+, il buffer si riempie con 25 frame, decisamente pochino, e sono necessari quasi 40 secondi per svuotare il tutto utilizzando una memoria SDXC U3 (nella nostra prova abbiamo sfruttato comunque una scheda SD Sony, ma il marchio in questi casi è indifferente). A questa velocità, in pratica, il buffer si riempirà in soli due secondi, obbligandovi ad organizzare bene le vostre raffiche di scatto, diversamente potreste rischiare di perdere l’attimo. Nonostante la Sony A99 II vi permetta di rivedere gli scatti quasi in tempo reale per capire la messa a fuoco e l’impostazione globale della scena, non sarà possibile accedere ai menù vari durante la registrazione degli scatti su SD, obbligando quindi il fotografo a dover attendere la fine della scrittura in ogni caso per qualsiasi modifica on-the-go.

I problemi di buffer e raffica sorgono ovviamente nella modalità RAW non compressa a 14 bit, diversamente, in formato JPEG tutto cambia, portando gli scatti realizzabili a circa 60 e minor tempo per svuotare il buffer. Tuttavia, non scatterete di certo sempre in JPEG le vostre raffiche, quindi abbiamo preferito concentrarci sul formato RAW.

Una grande domanda che sorge spontanea a noi, come a molti altri nostri colleghi è: se Sony è una delle società che ha sviluppato il formato XQD, velocissime memorie contenute nelle fotocamere Nikon in grado di raggiungere prestazioni molto simili ad un SSD, perché tale supporto non è stato incluso in questa fotocamera? Apprezzabile la presenza del doppio slot SD, certo, ma forse Sony A99 II avrebbe meritato uno slot SD e uno XQD, proprio per poter avere maggiore gestione dei file durante il buffer o la scrittura in sé.

Menù e funzionalità: la parte delicata di Sony A99 II

Come molti di voi sapranno dalle nostre recensioni di fotocamere Sony, un grande problema per la maggior parte dei modelli rimane il menù e la sua intuitività. Specifichiamo, Sony A99 II ha davvero bisogno di tante schede nel menù per poter personalizzare tutte le varie funzioni e le nuove potenzialità (che sono davvero molte rispetto al modello precedente), ma questo di certo non giustifica la mancanza di intuitività nella maggior parte dei menù. Purtroppo notiamo una grande lentezza dal momento dell’accensione della fotocamera fino all’operatività totale, un tempo pari quasi a tre secondi, davvero tantissimo per la maggior parte dei casi. Questo succede per il tipo di firmware installato che per certi versi ricorda Android (o i televisori Sony con Android). A dirla tutta in realtà, il tempo d’accensione è una variabile mistica di Sony A99 II in quanto molte volte si è avviata con un tempo minore, altre con un tempo maggiore, quasi come un PC Windows che mostra errori inspiegabili.

Oltre a questo, come già scritto, i menù non sono molto intuitivi e soprattutto veloci da navigare: molto spesso ci si trova dispersi in qualche sottomenù e lenti nei movimenti, nonostante la presenza di un Joystick molto comodo che dovrebbe teoricamente velocizzare anche queste operazioni. Abbiamo notato inoltre dei piccoli lag anche nel display superiore che, nonostante la comodità, non rimane comunque paragonabile a quello delle reflex “classiche”. È capitato molte volte infatti che ruotando la ghiera per modificare qualche parametro passasse effettivamente qualche frazione di secondo di troppo tra l’azione e la risposta della fotocamera. Questa sensazione di “lentezza” si avverte sporadicamente in tutto il funzionamento globale della fotocamera, e spesso non è una cosa che dà fiducia e sicurezza, soprattutto nelle sessioni di scatto più dinamiche. Ad ogni modo, si tratta di difetti che, siamo sicuri siano facilmente risolvibili con un generoso aggiornamento firmware.

Oltre a questo però, Sony A99 II ha un gran numero di bottoni completamente personalizzabili, cosa che abbiamo apprezzato molto. A differenza del modello precedente infatti, non ci sono particolari regole o limiti alla personalizzazione dei bottoni, lasciando quindi il (quasi) totale controllo al fotografo.

Oltre alla configurazione dei classici C1 e C2 (e così via) è anche possibile personalizzare la funzione tasto centrale del JoyStick, il bottone AEL, il tasto AF/MF, Il tasto di compensazione dell’esposizione, del bilanciamento del bianco, della modalità di messa a fuoco, dell’anteprima della profondità di campo e molto altro. Insomma, sono davvero tante le personalizzazioni fattibili che renderanno questa fotocamera completamente “custom” in base al tipo di fotografo che la usa.

Tutto molto bello insomma, a parte la classica mancanza del tab “Il mio menù”, cioè una scheda, o una parte del menù, in cui è possibile inserire tutte le varie funzioni ad accesso rapido che desideriamo e che vogliamo richiamare velocemente. Un tipo di funzione presente praticamente su tutte le fotocamere ma che qui manca in un modo particolarmente fastidioso.

Sensibilità ISO: prestazioni da A7RII in un corpo più grande

Siamo stati abituati molto bene alle prestazioni ISO in scarse condizioni di luminosità dal produttore con fotocamere del calibro di Sony A7S II e, perché no, A7R II, motivo per cui ci aspettavamo grandi cose da Sony A99 II, ed effettivamente non siamo stati così tanto delusi. Sony A99 II è un piccolo-grande “mostro” degli scatti in condizioni di luce difficile senza però esagerare troppo: non troveremo infatti sensibilità massime come 409.600 (come in A7S II) in quanto prende il sensore da A7R II e, infatti, la sensibilità più alta è 102.400, che, comunque, si comporta bene lo stesso.

Oltre alla grande abilità di mettere a fuoco in condizioni di scarsa luminosità, Sony A99 II si comporta bene a quasi tutte le sensibilità ISO presenti ed utilizzabili, mostrando i “muscoli” esattamente come la sorella mirrorless ed offrendo non solo una grande qualità di scatto bensì una grande raffica e un ottimo autofocus. Certo, ci sono evidenti problemi a ISO 102.400 come potete vedere dalla comparazione qui sopra e dalla foto qui sotto, resta comunque un disturbo risolvibile senza troppi problemi in post-produzione e che non va, nella maggior parte dei casi, a deteriorare troppo la foto. Nell’esempio qui sotto ci trovavamo con una sola piccolissima fonte luminosa alle spalle, il resto era buio pesto (soprattutto nella parte centrale dell’immagine). Abbiamo scattato a f/2.8 – 1/250 ISO 102.400.

Le nostre conclusioni su Sony A99 II

Sony A99 II è sicuramente la regina incontrastata delle fotocamere SLT ed offre grandi potenzialità ad utilizzo sportivo e, perché no, anche in condizioni di scarsa luminosità. Grazie a tutte le grandi novità di questo modello, la prima versione, A99, sembra una fotocamera base a confronto. Le novità sono tante, la carne al fuoco è moltissima (ed anche buona) e ci siamo davvero divertiti a provare a spingere questa fotocamera al massimo.

Purtroppo, come abbiamo scritto nella recensione, qualche difetto c’è ed è anche fastidioso, come la mancanza di uno slot XQD, un buffer lento nella modalità RAW, un menù dispersivo ed altri piccoli difettucci, ma resta il fatto che Sony A99 II stupisce, impressiona e spaventa la concorrenza grazie alle enormi potenzialità che permette. Non abbiamo parlato di proposito del lato video in quanto non ci sono particolari differenze con Sony A7R II in tal senso, ma comunque, non dimenticatelo: tra tutto quello che avete letto, Sony A99 II registra comunque in 4K con codec XAVC S, semmai dovesse servirvi per fare video.

Prezzo consigliato: € 3590Prezzo: € 3590

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