Sony A9 recensione: l’ammiraglia da record

Eravamo convinti che esistessero dei limiti ben definiti per quanto riguarda la definizione di una fotografia. Eravamo convinti che esistessero dei limiti per quanto concerne la capacità di una fotocamera di catturare luce in condizioni di illuminazione difficile. Eravamo convinti che non fosse possibile evitare di produrre alcun tipo di rumore durante lo scatto di una foto. Eravamo convinti di tante belle favolette molto tecniche, poi un giorno Sony ha iniziato a produrre fotocamere mirrorless, e tutte queste convinzioni sono crollate. Una dopo l’altra.

Se è per questo, eravamo anche convinti che l’ammiraglia di Sony fosse la serie A7, con Sony A7II, la fotocamera per le esigenze di tutti senza una specifica necessità, con Sony A7SII perfetta per i videomaker e Sony A7RII per i ricercatori del dettaglio estremo. Poi, inaspettatamente, è arrivata Sony A9, definita dal produttore stesso “l’ammiraglia”, cioè la fotocamera massima, il top di gamma o, come direbbero a Milano Marittina, “il top del top“.

Avevamo provato in anteprima Sony A9 in occasione di una bellissima giornata a contatto con lo staff tecnico e il prodotto stesso ed eravamo rimasti colpiti di moltissime caratteristiche oltre ovviamente all’incredibile raffica di scatto, main feature di questo prodotto. Ad ogni modo, la nostra prova quel giorno era ovviamente indirizzata su alcune novità che potevamo provare in loco durante quella specifica occasione, situazione completamente diversa dall’avere effettivamente il prodotto in mano per qualche settimana. Abbiamo provato (quasi) in ogni modo Sony A9 nella nostra recensione e siamo pronti ad enunciare tutti i nostri pensieri che, a quanto pare, sono come sempre “fuori dal coro”.

Scheda tecnica

Sensore CMOS Exmor® full frame 35 mm (35,8 × 23,9 mm) da 24,2 megapixel
Fattore di crop Nessuno
Processore BIONZ X
Sistema AF/punti AF ibrido rapido (AF a rilevamento di fase/AF a rilevamento di contrasto) fino a 693 punti
Mirino Mirino elettronico (a colori) da 1,3 cm (0,5"), Quad-VGA OLED da 3.686.400 punti fino a 120 fps
Attacco obiettivo Innesto E
(vari adattatori disponibili per altri produttori di ottiche)
Risoluzione massima foto 6000 x 4000 pixel in 3:2 (24 Mpx)
Formato file Foto: RAW, JPEG Extra Fine, JPEG Fine, JPEG Standard
Video: AVCHD 2.0 / mp4 / XAVC S
Registrazione simultanea JPEG+RAW Si
Video fino a 4K UHD 3840 x 2160 30p 100M con codec XAVC S in NTSC
Range ISO 100-51200 (espandibile fino a 50-204.800)
Flash integrato No
Display LCD TFT da 3" con 1.440.000 punti
Supporti di registrazione Memory Stick PRO Duo™, Memory Stick PRO-HG Duo™, Memory Stick Micro™ (M2™), scheda di memoria SD, scheda di memoria SDHC (compatibile con UHS-I/II), scheda di memoria SDXC (compatibile con UHS-I/II), scheda di memoria microSD, scheda di memoria microSDHC, scheda di memoria microSDXC
Interfacce Connettore HDMI micro (tipo D), BRAVIA Sync (menu di collegamento), PhotoTV HD, riproduzione foto in 4K Ultra HD, uscita video 4K, Terminale per microfono (mini-jack stereo da 3,5 mm), terminale cuffie (mini-jack stereo da 3,5 mm), connettore impugnatura per utilizzo in verticale, Terminale USB multiplo/micro, Porta ethernet, connettore PC Sync.
Connettività Bluetooth, Wi-Fi, NFC
Batteria Batteria ricaricabile NP-FZ100 con autonomia di circa 480 scatti (mirino) o 650 scatti (monitor).
Dimensioni Circa 126,9 mm x 95,6 mm x 63,0 mm
Peso 673 grammi (con batteria e memoria SD)

Design e materiali: le sorelle minori insegnano bene

Sebbene sia ancora difficile trovare questa fotocamera nei negozi (almeno attualmente, nel momento in cui questa recensione viene scritta), qualora dovesse capitarvi di fermarvi davanti ad un’ipotetica area dedicata ai prodotti Sony, scambiereste senz’altro Sony a9 per una qualsiasi fotocamera Sony della serie a7. Questo non significa che gli ingegneri non si siano impegnati per creare qualcosa di nuovo, anzi, si tratta più di un “riutilizzo di un design che funziona e piace” (cosa già vista anche da altri produttori) aggiungendo però alcune caratteristiche che gli utenti richiedevano a gran voce nei modelli precedenti. Le modifiche estetiche (e funzionali, ovviamente) riguardano senz’altro i controlli utilizzabili: in Sony a9 ci sono ora ghiere dedicate sia all’autofocus che al drive, c’è un joystick dedicato alla messa a fuoco (decisamente utile visto il motore AF integrato in questa fotocamera) e nuovi tasti dedicati all’AF-ON e l’AEL.

Partendo con la nostra analisi del design, la parte frontale vede la presenza di una ghiera dedicata alla gestione del tempo di esposizione o dell’apertura del diaframma (a scelta in base alle impostazioni), un piccolo sensore per eventuali telecomandi IR, la luce di messa a fuoco, il tasto di sblocco ottica e nient’altro, a parte, effettivamente, il tasto di scatto/accensione che fa capolino dalla parte superiore. Girando la fotocamera e guardandola dalla parte posteriore, nel lato destri troviamo il doppio slot dedicato alle memorie SD / SDHC / SDXC e dei piccolissimi loghi che ci segnalano la presenza del WiFi, della registrazione video 4K, del chip NFC e dello stabilizzatore SteadyShot.

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Nel lato opposto vediamo la presenza di alcuni connettori abilmente nascosti da piccoli “sportellini” in policarbonato che, grazie ad una piccola venatura, si aprono facilmente anche se non avete unghie. Cosa molto bella di questi piccoli box è il fatto che, nonostante siano costruiti in policarbonato, essi non sono elastici quindi possono rimanere aperti, a differenza di tante altre fotocamera che hanno “il problema” di uno sportello che richiude facilmente. Nel box più grande troviamo un connettore ethernet che permette ai fotografi sportivi di trasmettere quasi immediatamente le foto scattate alle varie testate e/o aziende per cui lavorano. Tale connettività ethernet ci dimostra come questa fotocamera sia dedicata ad un target decisamente professionale avanzato, in quando effettivamente chi necessita di tale porta ha delle esigenze ben precise e di certo non si limita a fotografare gattini sul divano di casa (o almeno lo speriamo). Oltre a questo, subito sotto troviamo la porta SYNC dedicata alla connessione con flash esterni (qualora non vogliate sfruttare l’Hotshoe con un trigger dedicato, come il classico Elinchrom). Il box più piccolo vede invece la presenza di due jack da 3.5mm, uno dedicato alle cuffie e uno al microfono. Tale feature è stata introdotta sicuramente per andare incontro alle esigenze dei videomaker e per permettere loro di registrare l’audio con microfoni esterni e gestirlo abilmente in cuffia evitando problemi.

Passando alla parte superiore troviamo effettivamente molte novità puramente funzionali: nella parte sinistra, dove di solito la serie A7 mette in bella mostra le scritte “4K” e “SteadyShot inside” troviamo le nuove ghiere dedicate al drive e alla messa a fuoco. Ciò che abbiamo riscontrato di fastidioso, nella nostra esperienza è sicuramente il blocco fisso nella ghiera del drive: sarete obbligati a premere il bottone centrale e simultaneamente ruotare la ghiera per poterla azionare, diversamente non funzionerà. Oltre a questo, un meccanismo simile è presente anche per la gestione della messa a fuoco: per scegliere tra AF-S, AF-C, DMF e MF dovrete tener premuto un piccolo bottoncino posto alla base della ghiera e ruotare la ghiera aiutandovi con una piccola leva montata sulla ghiera stessa. Tale operazione è molto difficile da effettuare in tutta rapidità, e onestamente ci siamo trovati più volte in situazioni “estreme” in cui la velocità era tutto, altrimenti avremmo perso l’attimo: abbiamo effettivamente impiegato più tempo del dovuto per regolare velocemente i settaggi. Ovviamente tale caratteristica è molto soggettiva, sappiamo bene che Sony ha creato questo sistema proprio per evitare di muovere involontariamente le ghiere, pertanto, a qualcuno potrebbe far comodo.

Proseguendo nella parte superiore troviamo la slitta Hotshoe con il calce il mirino elettronico di cui parleremo tra pochissimo, la ghiera dei programmi tipica di Sony, due tasti funzione C1 e C2 (famosissimi nelle “sorelle” per essere quelli utilizzati per cambiare il bottone di registrazione che, di solito, è situato in una zona scomoda ed infelice sul lato destro), il tasto di scatto con lo switch d’accensione integrato e la ghiera di compensazione dell’esposizione.

Passando alla parte posteriore, sicuramente una delle più importanti in ogni fotocamera, vediamo subito il grande oculare del mirino elettronico che in Sony a9 è stato migliorato ancora di più (come se già Sony non facesse ottimi mirini elettronici, ndr) e ora ha ben 3.686.400 punti definizione, tremilioniseicentomilaottantasei e quattrocento, con definizione Quad-VGA OLED, praticamente un display secondario. Tale mirino ha anche una frequenza standard di 60fps che può essere aumentata in modalità Hi a 120 fps per avere il massimo della resa. Ha una copertura del 100% del campo e una magnificazione di circa 0,78x; ci troviamo senz’altro di fronte ad uno dei migliori EVF sul mercato (se non proprio IL migliore).

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Proseguendo, poco più in basso, troviamo un tasto C3 configurabile, il bottone per entrare nel menù e, attenzione attenzione, alla destra del mirino è ubicato il tasto di registrazione video, una posizione completamente nuova per una fotocamera Sony che, effettivamente, in un primo momento ci ha disorientati (lo cercavamo sul lato). Che Sony abbia finalmente ascoltato le richieste degli utenti?

Se ricordate infatti, una lamentela comune della serie a7, a6xxx e simili, è proprio la presenza del tasto di registrazione video posto lateralmente che rendeva scomoda la possibilità di far partire rapidamente la registrazione di una clip video. Ora questa richiesta è stata finalmente accolta dal produttore ed effettivamente il tasto è molto più comodo da usare rispetto al passato.

Subito a destra troviamo il tasto AF-ON (con cui è anche possibile sfruttare lo zoom nelle foto), il tasto AEL, una ghiera secondaria per gestire tempo o diaframma e un’altra novità per una fotocamera Sony di alto livello: il joystick per la regolazione dell’autofocus. Tale joystick è decisamente comodo per gestire le varie modalità di messa a fuoco e non solo: anche la navigazione all’interno dei menù è molto più rapida e semplificata.

Continuando troviamo poi un altro tasto Fn configurabile, la classica ghiera per controllare diaframma, menù vari e funzioni aggiuntive e i tasti per guardare o cancellare le foto.

Si conclude con la parte inferiore, dove troviamo il classico attacco per treppiede e la nuova batteria Sony NP-FZ100 da 2280mAh, ora con un’autonomia maggiorata che è in grado di permettere all’utente di catturare fino a 480 scatti dal mirino o fino a 650 dal monitor LCD. Allo stesso modo, è possibile registrare circa 105 minuti di video con il mirino o fino a 120 minuti dal monitor LCD, dati con cui, in base ai nostri test, siamo effettivamente d’accordo. La durata della batteria, grande problema della serie a7 finora, è sicuramente un altro problema risolto che ci fa ben sperare per le future A7 III, A7SIII e A7RIII (che speriamo vengano presto presentate).

L’ergonomia generale non è poi cambiata così tanto rispetto alle sorelle ormai minori e il corpo è ovviamente tropicalizzato, quindi resistente alle intemperie.

Globalmente comunque ci riteniamo molto soddisfatti delle novità estetiche e funzionali presenti in Sony a9.

Prestazioni: la tecnologia del futuro

Innegabile il fatto che durante l’annuncio di Sony a9 siamo rimasto decisamente folgorati da alcune novità uniche presentate dal produttore e che senz’altro stanno già dando del filo da torcere ai concorrenti. L’obiettivo di Sony ci era chiaro fin dal principio: presentare un prodotto di fascia molto alta per competere con le attuali ammiraglie sportive che il mercato offre, cioè Nikon D5 e Canon EOS 1D X Mark II. Sarà quindi riuscita Sony nell’intento di battere questi prodotti ormai storici per la continuità nel corso degli anni e il grande affidamento da parte dei professionisti del settore?

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Sony a9, tra le caratteristiche principali, offre un sensore EXMOR R da 24 megapixel full frame non molto diverso da quello già montato in A7 II e senza troppe pretese per quanto riguarda i megapixel (che per uso dedicato alla fotografia sportiva sono sicuramente sufficienti). Oltre a questo, le funzionalità record riguardano senz’altro i 20fps di raffica continua ad AF pieno, e stiamo parlando di un autofocus record da 693 punti, un buffer da 241 scatti in RAW (362 in JPEG), stabilizzatore a 5 assi integrato, mirino OLED da 3.7 milioni di punti e fino a 120 fps di refresh, monitor touch screen LCD da 1.44 milioni di pixel e capacità di registrare video in 4K a 24p in modalità oversampled per poter avere un UHD puro. Oltre a questo troviamo un doppio slot per SD e la possibilità di aggiungere un battery pack opzionale in grado di aumentare l’autonomia della fotocamera e diminuire il consumo effettivo.

Qualità d’immagine ed esperienza di scatto

Scattare con Sony è sempre un’esperienza piuttosto “hi-tech”, nel senso che personalmente percepisco molto la presenza di un otturatore elettronico e di molti comandi “avanzati”. Insomma, Sony a9 è quasi il massimo per i veri nerd della fotografia, applicazioni mancanti a parte. Tale tecnologia non poteva che includere un ottimo sensore EXMOR R con cui siamo già ben abituati da altri modelli (come ad esempio A7 II). Sebbene il numero di pixel non sia così elevato come altri modelli, sappiamo anche che tale numero non fa di certo la differenza, soprattutto nella fotografia sportiva. Essendo un prodotto molto settoriale, Sony a9 ha secondo noi il giusto numero di megapixel e le giuste ottimizzazioni per rendere il lavoro molto rapido, cosa fondamentale per chi pratica in questo settore.

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La vera domanda con Sony a9 è: “servono davvero 20fps di raffica?“. A me personalmente no, per niente. Sono davvero tanti e non ci si sta dietro, è un attimo riempire la memoria senza rendersene conto, soprattutto se usate la modalità di scatto silenziosa. Insomma, tra buffer molto ampio, scatto silenzioso e raffica così veloce, passerete ore ed ore a riguardare le foto scattate.

Per il resto però l’esperienza di scatto non cambia così tanto da a7: l’ergonomia è quasi invariata, il peso anche. Se siete già possessori di a7 vi troverete un prodotto estremamente aggiornato e molto più pratico, soprattutto nelle situazioni dinamiche (a parte le ghiere del drive e della messa a fuoco che risultano un po’ difficili da gestire con quegli appositi blocchi). Qualche lag in accensione fastidioso non per forza rovinerà il vostro scatto ma potrebbe in qualche modo farvi perdere l’attimo giusto, purtroppo tale caratteristica risulta ancora un problema non risolto (ahimè).

Ottima la nuova posizione del tasto di registrazione video, caratteristica che è comunque presente con il solito ed ottimo codec XAVC S in 4K. Ma questa non è di certo una recensione incentrata sui video, in quanto l’esperienza di registrazione è molto simile a Sony a7 RII, cioè senza quell’ottima resa agli altissimi ISO come a7 SII.

Autofocus

Quando Sony ha presentato a9 e ha parlato dell’autofocus integrato, abbiamo dovuto rileggere la specifica più volte per capacitarci delle effettive potenzialità di questo prodotto. Sony a9 integra infatti un sistema di messa a fuoco a rilevazione di fase da ben 693 punti che corrispondono ad una copertura del 93% dell’area, un record assoluto per quanto concerne una fotocamera. Non si tratta solo di una questione di punti, questo è l’autofocus più veloce mai prodotto da Sony per una fotocamera. Riesce a mettere a fuoco senza problemi fino a -3EV con un’acquisizione del soggetto più rapida del 25% rispetto al miglior motore di autofocus di Sony finora (stando ai dati ufficiali). Effettivamente la velocità di messa a fuoco è sempre stata un grande problema nelle fotocamere Sony, soprattutto perché sia a detta nostra che a detta di molti professionisti, ci sono sempre stati importanti rallentamenti o imprecisioni nella fase di messa a fuoco. Con Sony a9 questi problemi sembrano risolti e non solo, il sistema è molto più veloce (anche grazie soprattutto ad una copertura importante dell’area di messa a fuoco).

La funzionalità di Lock-on AF si comporta molto bene nel tracking dei soggetti in rapido movimento. Tale funzionalità è ottima in situazioni molto dinamiche e soprattutto sportive in cui vari soggetti passano davanti a voi e siete tenuti a fotografarli ben a fuoco nonostante rapide velocità di spostamento. Oltre a questo, nei settaggi è possibile regolare il tipo di comportamento della messa a fuoco, facendo in modo che il sistema riveli più o meno rapidamente i soggetti in primo piano (in base alla distanza) a seconda della situazione in cui vi trovate. Si tratta di una novità, quest’ultima, nel comparto fotografico Sony nonché l’ennesima genialata ingegneristica che però vi consigliamo di provare bene prima di sperimentarla in un lavoro importante. Tale funzionalità infatti è molto vantaggiosa per regolare accuratamente il sistema di messa a fuoco in ogni situazione, tuttavia, un settaggio sbagliato potrebbe farvi perdere lo scatto, pertanto provatelo bene e prendete confidenza prima di avventurarvi in situazioni importanti da carpe diem fotografico.

Sensibilità ISO

Sony, durante la presentazione di a9, ha dichiarato di aver fatto qualche modifica all’algoritmo di riduzione del rumore per poter gestire meglio i dettagli ad alti ISO pur mantenendo inalterato il rumore. Si tratta di una buona cosa a livello informatico in quanto, teoricamente, questo dovrebbe appunto mantenere un filo in più di dettagli senza farli rovinare troppo dalla grana generata dal rumore digitale.

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Foto a 40.000 iso

Effettivamente, ad ISO “standard” la qualità sembra buona per quanto concerne i dettagli, tuttavia, salendo un po’ con la sensibilità l’effetto è quasi disastroso, arrivando a 102.400 con foto praticamente inutilizzabili. I problemi in realtà si vedono già a 40.000 iso ma rimangono comunque piuttosto controllabili. Diciamo che comunque nelle situazioni di luce delle location sportive (palestre, stadi, areni e simili) sono sufficienti 25.600 ISO che vengono ben gestiti dalla macchina, per il resto meglio non preoccuparsi troppo e soprattutto non osare.

Menù e controlli

I mneù sono sempre stati un problema per le fotocamere Sony; uno dei problemi più ricorrenti per gli utenti infatti era legato alla difficoltà di utilizzo dei vari menù, la difficile disposizione delle schede e, soprattutto, la mancanza di una tab “my menù” dove mettere le funzioni più utilizzate e trovarle rapidamente, un must per le fotocamere di fascia alta. Sony a9 risolve, almeno in parte, tutte queste carenze con un menù tutto nuovo e, soprattutto, la tanto richiesta sezione “il mio menù“.

Ora è inoltre tutto più rapido: lo scorrimento nel menù è stato migliorato e, grazie alla presenza del joystick, è molto più facile spostarsi nelle schede e nelle varie voci. Oltre a questo, è ora possibile aprire il menù durante la scrittura di foto o filmati sulla card (nelle sorelle minori a7 questa cosa non è fattibile). Certo, nel menù ci sono ancora alcuni piccoli rallentamenti sporadici, ma, rispetto alle altre Sony, a9 rappresenta un netto distacco nell’utilizzo normale e in velocità.  Ci sono moltissime voci da scoprire e capire nel menù come nella maggior parte delle ammiraglie, ma, con un po’ di pratica, imparerete in fretta ad utilizzare questo prodotto.

Anche i vari tasti C1, C2 e C3 ora hanno molte più customizzazioni rispetto al passato: tutti i vari parametri possono essere divisi in base all’utilizzo (foto, video 4K, slow motion a 1080), il tutto in un menù pratico e facile da utilizzare.

C’è un simpatico aneddoto che però vorremmo raccontarvi riguardo Sony a9: ci trovavamo in montagna, nella Valle d’Aosta, per un workshop di fotografia notturna e time lapse da me tenuto quando, dopo un po’ di scatti notturni generici, ho deciso di provare a fare un time lapse. Data la presenza del mio iPhone con hotspot e giga a sufficienza, non sarebbe stato un problema scaricare, direttamente davanti alla “stellata”, l’app dedicata al Time Lapse che Sony offre sul suo store per fotocamere chiamato “Play Memories Apps“. Tutto contento, entro nel nuovo menù, cerco lo store e…non lo trovo. Insospettito, mi sono diretto a guardare il manuale della fotocamera e ho realizzato che, fino a quel momento, una cosa molto importante mi era sfuggita: Sony a9 non ha la possibilità di installare applicazioni. Avete letto bene, Sony a9, ammiraglia del produttore nonché fotocamera più costosa a catalogo, non ha nessuno store interno per poter scaricare applicazioni aggiuntive come siamo abituati a fare con i prodotti di Sony dedicati alla fotografia.

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Un selfie da più di 6000€

Poco male potrete pensare voi, in fondo le controparti Canon e Nikon non hanno di certo store integrati e siamo tutti sopravvissuti senza problemi finora, tuttavia, in Sony a9 manca anche un banale intervallometro integrato per sopperire alla mancanza di un intervallometro esterno, e qui le cose iniziano ad essere fastidiose. Fastidiose soprattutto perché per tale cifra ci aspettavamo le applicazioni integrate e, nel momento in cui non le abbiamo trovate, speravamo almeno in funzioni che potessero in qualche modo sostituirle. Questo costituisce una grave mancanza secondo noi in quanto, sebbene il target di riferimento di Sony a9 potrebbe non aver bisogno delle applicazioni, si tratta comunque di un must del produttore, una sorta di “firma”, quel “pacchetto” in più per far parte dell’ecosistema Sony. È un po’ come se Apple nel nuovo iPhone non mettesse la possibilità di utilizzare iCloud, sarebbe una follia.

Insomma, sebbene siamo globalmente soddisfatti del nuovo menù, questa mancanza delle applicazioni supplementari ci ha veramente lasciati di sasso, una cosa che non ci aspettavamo di certo.

Sony a9 recensione: le nostre conclusioni

Nonostante molte similitudini con le sorelle della serie a7 da cui Sony si è sicuramente ispirata molto per questa fotocamera, ci sono novità importanti nella a9 e non solo per quanto concerne raffica e scatto silenzioso. Il nuovo joystick è davvero comodissimo e riesce a permettere un’ottima gestione del sistema di messa a fuoco e del menù in generale. Intelligente anche il nuovo meccanismo che disabilita il sensore dell’occhio quando si muove lo schermo; questo vi permette di evitare di dover per forza disattivare l’EVF nelle situazioni di scatto complicate.

L’interfaccia inoltre è molto più veloce e pratica, così come la durata della batteria è finalmente dignitosa e adatta al tipo di utilizzo di questa fotocamera. Oltre a questo, seppur deciderete di non sfruttare i 20fps dello scatto, vi sarà comunque possibile godere a pieno della funzionalità di scatto silenzioso, in quanto è davvero completamente silenzioso. Questo vi permetterà di non disturbare ai matrimoni, perché farete più rumore voi respirando o camminando rispetto alla fotocamera e, oltre a questo, qualora siate appostati in natura a fotografare qualche animale, sarà senz’altro più difficile farlo scappare a causa del rumore di scatto. Certo, Sony a9 non è l’unica sul mercato ad offrire uno scatto silenzioso, anche Sony RX100 Mark V e Olympus E-M1 II hanno questa funzione, ad ogni modo, non hanno un sensore full frame e non hanno nemmeno la possibilità di mostrarvi il live view durante le raffiche più veloci. Dimenticatevi anche del rolling shutter, Sony a9 praticamente non ne soffre.

Pro

  • Che raffica di scatto!
  • SEICENTONOVANTATRE PUNTI
  • Addio blackout
  • Stabilizzatore 5 assi
  • Finalmente una batteria che dura
Contro

  • ...ma poi che ve ne fate di una raffica così veloce?
  • Solo uno slot UHS-II
  • Scatti in RAW non compresso? La raffica scende a 12 fps
  • Ma quanto mi costi?
  • Touch screen quasi inutile
8

Ricky Delli Paoli


Ad ogni modo, l’investimento per acquistare a9 è sicuramente importante e, a meno che non abbiate l’effettivo bisogno di una fotocamera del genere, non ci sono altre motivazioni che possano spingere l’utente all’acquisto. A parte l’importante mancanza delle applicazioni e qualche pesante rallentamento in accensione, Sony a9 è un’ottima fotocamera sportiva o da matrimonio di lusso. È quel dispositivo “in più” che potrebbe non servirvi davvero.

Sony a9 è un ottima fotocamera ed un incredibile inizio per il produttore nel settore delle ammiraglie, ma senz’altro è un prodotto molto settoriale e molto indicato per chi effettivamente ha queste forti esigenze, diversamente, avrete in mano un Ferrari che guidate in una strada urbana a 50km/h.

Sony a9 è acquistabile sul sito ufficiale del produttore a questo link ad un prezzo pari a €5.300 per il solo corpo.

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