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Sony A7R II: l’ammiraglia che riscrive la storia

Sony A7R II: l’ammiraglia che riscrive la storia

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Abbiamo già avuto il piacere di provare a fondo alcuni modelli della serie “A7” di Sony, tra cui la A7II e la fantastica A7SII dedicata ai video. Tra i vari modelli che gli utenti ci chiedevano di provare, c’era sicuramente Sony A7R II, modello che completa il trio d’attacco del produttore giapponese e che, nonostante sia ormai in vendita da parecchi mesi, continua a riscuotere un ottimo successo e non accenna ad abbassarsi di prezzo. Data la presenza fissa di questo modello nella nostra guida all’acquisto dedicata alla migliore fotocamera mirrorless, abbiamo deciso di dirvi cosa ne pensiamo a seguito del nostro test approfondito.

Design e materiali: difficile riconoscerla dalle sorelle

La serie “A7” di Sony è ormai nota al pubblico da qualche anno, così come il design che rappresenta questo segmento decisamente d’elite. La prima Sony A7 fu annunciata nel lontano ottobre del 2013, riuscendo già ad anticipare tantissimo il mercato futuro delle fotocamere mirrorless. Era piccola, compatta, curata e soprattutto potente. Si trattava di un modello che inizialmente però venne preso nel modo sbagliato: i fotografi erano abituati a grosse reflex pesanti e poco trasportabili, chi poteva fidarsi di un dispositivo così leggero e compatto? Quali garanzie poteva dare in merito alla supremazia?

Motivo per cui, inizialmente Sony A7 veniva più che altro considerata come una compatta troppo costosa, nessuno poteva immaginare il successo che la serie avrebbe avuto. Sony A7R II è l’ultima evoluzione di una serie ammiraglia per quanto concerne il mercato mirrorless e che ha tanto da insegnare ad altri produttori e modelli (soprattutto a Nikon, visto che i sensori del produttore fotografico sono tutti by Sony).

Il design in questi anni non è cambiato poi così tanto, giusto qualche “ritocchino” qua e là per poter supportare al meglio le recenti evoluzioni e tecnologie, ma, ciò che è sicuro e senza alcun dubbio è il fatto che una Sony A7 si riconosce da lontano.

Niente di particolarmente diverso da dire rispetto alla nostra recensione di Sony A7SII: il corpo è sufficientemente ergonomico anche per chi ha mani grosse, i tasti sono comodi da utilizzare e le personalizzazioni permettono davvero di essere rapidi in ogni situazione. La parte superiore di Sony A7R II mostra un piccolo altoparlante per la riproduzione dell’audio dei filmati, una slitta hotshoe a cui è possibile connettere flash esterni ed accessori vari, un mirino EVF XGA OLED meraviglioso da ben 2.359.296 punti in grado di arrivare tranquillamente a 60fps per riprese fluide come un mirino galileiano (ma con molto in più). Si continua poi con una ghiera dei programmi e due comodissime ghiere aggiuntive per regolare tempo di esposizione e apertura del diaframma, accompagnate da un’ulteriore ghiera per gestire la compensazione dell’esposizione, dal tasto di scatto e da due bottoni “C” completamente personalizzabili in base alle esigenze. Il lato frontale rimane estremamente “pulito” e mostra soltanto la luce di messa a fuoco che rende perfetto un sistema già di per sé meraviglioso (autofocus da 399 punti) e il tasto di sblocco della lente E montata. Una caratteristica che personalmente amo nel design di ogni A7 è il dettaglio circolare in color rame proprio alla base dell’attacco dell’ottica, una finitura meravigliosa che rende il prodotto ancora più affascinante (un po’ come Canon fa con il cerchio rosso nelle ottiche serie L).

La parte laterale destra (guardando la fotocamera da dietro) mostra il solito e scomodo bottone di registrazione video, lo sportello per la SD (purtroppo un solo slot) e i loghi “WiFi” ed “NFC” che vi fanno subito capire quanto Sony A7R II sia social e connected. Nel lato opposto invece, dopo aver aperto gli sportellini, ci troviamo di fronte a vari connettori senz’altro fondamentali tra cui HDMI out (fino a 4K), Micro USB (che consente anche la ricarica da powerbank esterni, wow) e gli immancabili jack dedicati a microfono e cuffie, connettori indispensabili per ogni videomaker che si rispetti.

Nella parte posteriore troviamo poi il generoso display LCD TFT da 3″ inclinabile di circa 107° verso l’alto e 41° verso il basso che, purtroppo, non è touch screen, tecnologia che, secondo noi, in molti casi avrebbe gioviato l’utilizzo del prodotto (soprattutto lato “app” che vedremo nel capitolo dedicato alle prestazioni). Subito lateralmente troviamo poi vari bottoni classici per l’utilizzo tra cui un selettore per la messa a fuoco, vari tasti C ed Fn personalizzabili e un’ulteriore ghiera per lo scorrimento nei vari menù. In ogni Sony della serie A7 che proviamo non possiamo fare a meno di notare l’elegante estrusione presente nella parte superiore della fotocamera che offre una sensazione di sollievo durante l’impugnatura e migliora particolarmente l’ergonomia in ogni istante.

La parte inferiore rimane molto minimale e presenta esclusivamente l’attacco standard per il treppiedi e il vano batteria in cui inserire la classica Sony NP-FW50 che, in questo caso, consente un’autonomia fino a 290 scatti circa e 95 minuti di registrazione video continuativa. Sebbene si tratti di una batteria con un’autonomia decisamente ridotta, anche in vista del consumo notevole di display e mirino EVF, è comunque un modello molto diffuso e facilmente acquistabile in ogni ecommerce (anche non originale ma certificata). Sappiate comunque che con una Sony A7R II è fondamentale avere un battery pack con cui gestire il cambio batteria in maniera agevole, diversamente potreste avere grandi problemi di autonomia (ma questo tutto sommato vale per ogni dispositivo di questa serie).

Insomma, Sony A7R II ci è piaciuta fin da subito, esattamente come gli altri modelli che abbiamo provato. Il corpo ha un design ergonomico, è tropicalizzato e risulta molto leggero. Ci risulta ancora difficile credere quanta tecnologia siano riusciti a mettere all’interno di uno spazio così ristretto, e siamo inoltre sicuri che, se non fosse per il prezzo decisamente proibitivo, ne avremmo già comprata una. Ci dispiace moltissimo per la mancanza di un secondo slot dedicato alle memorie, avrebbe sicuramente fatto comodo in tantissime situazioni come backup o risorsa d’archiviazione in caso d’eccedenza.

Prestazioni: quando qualità e tecnologia si fondono nel modo migliore

Sony A7R II non è di certo una fotocamera che passa inosservata, soprattutto grazie alle sue incredibili caratteristiche. Scrivendo questa recensione di questi tempi, gli utenti si sono decisamente abituati a tanti megapixel e a processori particolarmente prestanti ma, contando che si tratta di una fotocamera annunciata a giugno 2015, gli ingegneri ci avevano già decisamente visto lungo in quanto a prestazioni.

Sony A7R II integra infatti un sensore CMOS Exmor R full frame da 42,4 megapixel, un processore BIONZ X sufficientemente prestante da garantire una raffica di 5 fps che, seppur possano sembrare pochi, sono comunque ad una qualità decisamente alta. Grazie al processore BIONZ X è inoltre possibile avere una sensibilità ISO fino a 102.400 (seppur non così prestante come nella sorella A7SII) e un incredibile e rapidissimo autofocus da ben 399 punti. Non manca inoltre la registrazione video in 4K a 2160p, che rende il prodotto completo di tutto ciò che serve ad un fotografo professionista o amatore molto evoluto. Lato video, siamo stati molto contenti anche di vedere la presenza di un S-Log2 per gestire al meglio ogni singolo aspetto della registrazione, anche se comunque si tratta di un prodotto più orientato alle foto.

Una grande caratteristica di Sony A7R II è sicuramente la presenza dello stabilizzatore, un vero e proprio SteadyShot a 5 assi tarato in maniera specifica per questo sensore ad altissima risoluzione, un capolavoro di tecnica ed ingegneristica che riesce a rendere fluidi i vostri video e stabili le foto in situazioni più complicate. In base a quanto dichiarato dal produttore è inoltre possibile arrivare ad un tempo più lento di 4 stop rispetto ad un sistema non stabilizzato, differenze che sicuramente si notano in ogni situazione e di cui abbiamo piacevolmente “goduto” e approfittato in molti casi.

C’è da dire purtroppo che i problemi riguardanti la poca intuitività dei menù già visti in A7 e A7SII rimangono (ovviamente) ed è un punto fondamentale che andrebbe migliorato. Sono infatti troppi i sottomenù presenti e si perde quindi facilmente la rapidità e l’intuitività necessaria in alcuni casi.

Applicazioni: come rivoluzionare una fotocamera

C’è una caratteristica però che ci ha colpito particolarmente, si tratta di una feature presente anche nelle “sorelle” ovviamente ma che, in questo caso, ha un grande potenziale (visto il sensore): la possibilità di installare app.

Mentre altri vari produttori cercavano il modo di trasformare uno smartphone in una fotocamera professionale (e purtroppo cercano ancora di farlo), Sony ci ha visto lungo e ha furbamente creato un sistema operativo che permettesse all’utente di installare applicazioni da uno store dedicato. Questo cambia tutto, perché non avrete più una fotocamera “limitata” alle proprie funzioni e non dovrete neanche pensare a come “sbloccarla” installando firmware personalizzati (come accade con Canon), sarà sufficiente avere un ID Sony (che magari usate già con PlayStation o Xperia) e una carta di credito collegata.

Abbiamo navigato un po’ nello store di Sony dedicato alle applicazioni per la serie A7 e abbiamo notato con piacere che, sebbene il numero di app non sia così alto, ciò che si può scaricare o acquistare riesce davvero a trasformare quasi completamente la fotocamera. C’è ad esempio un’applicazione dedicata ai Time Lapse che riuscirà a stravolgere completamente il modo in cui ne create uno. Per chi non lo sapesse, un Time Lapse è una sequenza di scatti ad intervallo personalizzato che permette di riprendere un evento lungo e mostrarlo in pochi secondi, come ad esempio il tramonto, l’alba o la rotazione dell’asse terrestre. Esistono migliaia di appassionati di Time Lapse, chiamati “timelapser” e che utilizzato un dispositivo chiamato intervallometro per poter gestire l’intervallo tra ogni scatto. Grazie però all’applicazione ufficiale per Sony A7R II sarà molto più comodo gestire il Time Lapse, perché sarà sufficiente mettere la durata dell’evento e l’intervallo scelto per iniziare subito la sequenza di scatto. È inoltre possibile applicare vari preset per velocizzare il lavoro, registrare direttamente un video già montato e molto altro, comodità che, per chi scatta spesso Time Lapse, sono assolutamente uniche.

Nella prova che abbiamo fatto, l’applicazione è riuscita addirittura a creare una video anteprima del Time Lapse alla fine della sequenza di scatto, caratteristica che velocizza notevolmente il lavoro in quanto mostra un montato direttamente nel display della mirrorless. Personalmente sono un grande appassionato di Time Lapse e spesso mi capita anche di realizzarne qualcuno per lavoro, motivo per cui mi sono innamorato di questa caratteristica che, unita al sensore da 42 megapixel, permette di realizzare lavori incredibili.

Ovviamente le applicazioni non finiscono qui: sono presenti varie risorse per ogni tipo di fotografo, a partire dall’app per migliorare i ritratti, l’app per creare light painting facilmente, l’app per realizzare stop motion, un’app per creare riflessi all’interno delle foto, una dedicata al caricamento diretto delle foto su un server specifico, un’app dedicata agli HDR e moltissime altre. Insomma, qualunque sia la vostra vocazione fotografica, grazie ad un’app potrete migliorare la vostra sessione di scatti. La chiamiamo rivoluzione proprio perché finora i produttori hanno sempre provato a sfruttare le app con il sensore fotografico di un telefono, in questo caso è una fotocamera con un sensore vero e proprio che sfrutta le app, tutto cambia.

Certo, ci sono ovviamente dei pro e dei contro: ogni applicazione che installate, a parte il costo in sé, occupa memoria all’interno della ROM della fotocamera e, come sugli smartphone e sui computer, a lungo andare potrebbe rallentare le varie operazioni del dispositivo (cosa che già è piuttosto infelice). Nonostante infatti l’ottimo processore integrato, Sony A7R II risulta decisamente lenta nella maggior parte delle operazioni nei vari menù, a partire dall’accensione, che spesso richiede fino a 4 secondi per essere operativa in modalità live view classica e quasi il doppio se sfruttate l’apertura automatica di un’app, decisamente troppo per “cogliere l’attimo”.

Sensibilità ISO: non è A7SII e si vede

Sony A7R II è stata la prima fotocamera al mondo ad introdurre un sensore Full Frame CMOS BSI (che sta per “backside illuminated”, cioè retroilluminato) in una fotocamera mirrorless. Certo, il produttore vantava già di una grande esperienza in tale campo in vista dei precedenti successi e traguardi, come il sensore BI CMOS da 5-megapixel e 1.75 µm introdotto nel 2009, tuttavia, una tecnologia del genere applicata ad un dispositivo come questo e con così tanti megapixel poteva costituire dei problemi. La tecnologia BSI fondamentalmente richiede moltissima “elettronica” per ogni singolo pixel e tende ad avere rendimenti decrescenti con pixel più grandi, motivo per cui è saggio utilizzare pixel ridotti. Questo si traduce in grandi vantaggi per la fotocamera, come ad esempio la reale possibilità di scattare silenziosamente a discapito però di qualche problemino agli alti ISO. Nonostante i possibili problemi tecnici, A7RII guadagna grandi performance ISO rispetto al modello precedente, così tante da renderla la migliore fotocamera del suo settore in quanto a prestazioni ISO…

…semplicemente perché ancora oggi non ci sono prodotti in grado di eguagliarla. Sappiamo bene che, attualmente, non si può avere proprio tutto dalla vita, motivo per cui se in Sony A7SII abbiamo amato le meravigliose ed uniche prestazioni ISO, in Sony A7R II ci aspettavamo comunque un trattamento “diverso”, in vista anche dei 42 megapixel del sensore. Insomma, più il sensore è grande e risoluto e più è difficile garantire prestazioni ISO elevate, sarà sempre presente un po’ di rumore elettronico (in eccesso oppure no a seconda del tipo di sensore, dai megapixel e da tanti altri fattori). Questo è il principale motivo per cui Sony A7SII ha un sensore da soli 12 megapixel ma è in grado di garantire prestazioni eccezionali agli alti ISO e Sony A7R II ha un sensore da 42 megapixel ma fa fatica già a 20.000 ISO. Questa è quindi un’altra conferma del fatto che acquistando Sony A7R II siete consapevoli che, nonostante ci sia la possibilità di registrare video in 4K, l’utilizzo sarà più a livello fotografico e senza troppe pretese in situazioni di scarsa visibilità. Certo, questo non significa che le prestazioni ISO di Sony A7R II siano da buttare, anzi, se contate la qualità di scatto e immaginate una foto a 20.000 ISO con poca grana e un rumore elettronico piuttosto facile da rimuovere, sarete sicuramente in grado di capire che è un risultato più che sufficiente per la maggior parte delle pretese (anche professionali) che potreste avere.

Abbiamo avuto modo di provare Sony A7R II in diverse situazioni notturne, escludendo la fotografia dedicata a stelle ed astri vari e concentrandoci su “street” con poca luce. L’occasione perfetta era il concerto del noto Coro NeoVibes nella piazza di Cardano al Campo, situazione in cui a causa della poca luce disponibile siamo stati costretti ad alzare gli ISO parecchio (fino a 64000) per ottenere un tempo di scatto sufficientemente veloce da immortalare il momento senza troppi problemi. Come potete notare dal risultato qui sotto, non ci sono grandi problemi da evidenziare, eppure si tratta di uno scatto da 42 megapixel a ISO 64.000. A voi le conclusioni:

Autofocus: velocità e prestazioni come mai prima d’ora

L’Autofocus è sicuramente una delle caratteristiche più importanti in assoluto in Sony A7R II nonché importantissima differenza, oltre al sensore, con le altre sorelle della serie A7. La velocità di messa a fuoco ci ha lasciati davvero a bocca aperta come pochi modelli sono riusciti a fare nel corso della nostra storia (ed erano comunque Sony), pertanto, eravamo curiosi di poter provare al meglio il sistema seppur non sia stato possibile seguire un evento di MotoCross a causa del brutto tempo (cosa per cui ci dispiace molto e che ci vede costretti ad acquistare una Sony A7R II solo per questo motivo). La grande novità di Sony A7R II è sicuramente l’introduzione del sistema di messa a fuoco a rilevamento di fase in abbinata ad un sensore di tale portata (42,4 megapixel) sistema esteso poi in maniera verosimile alla nuova Sony a99II che abbiamo visto in anteprima al Photokina 2016 di Colonia.

I 399 punti di messa a fuoco corrispondono al 45% dell’inquadratura e il sistema di rilevamento di fase, spinto dal processore BIONZ X, garantisce una messa a fuoco incredibilmente efficace. Non finisce qui però, Sony A7R II ha anche un sistema AF a rilevamento di contrasto a 25 punti che può essere utilizzato nei momenti in cui il rilevamento di fase non è sufficiente (non così tanti in realtà, ma è comunque un’alternativa valida). Tramite il display della fotocamera è possibile visualizzare due rettangoli, uno più grande (dedicato al sistema di rilevazione a contrasto da 25 punti) e uno più piccolo, dedicato al sistema a rilevamento di fase con 399 punti. Questi metodi di rilevazione, i punti e il funzionamento del sistema sono gestibili tramite il menù (che non è così intuitivo ma può diventarlo dopo tanta pratica). Ci è piaciuta molto la possibilità del sistema di avere un soggetto sempre a fuoco perfetto; la modalità d’inseguimento infatti è ancora una delle più rapide sul mercato, la prima in assoluto così veloce e precisa sviluppata da Sony e la stessa che viene utilizzata sui nuovi modelli di fotocamera del produttore. Il sistema è così intelligente che riesce a prevedere ogni tipo di spostamento, anche il più rapido e, sebbene la raffica di scatto di 5fps possa sembrare insufficiente, sappiate che tale sistema con una qualità fotografica del genere è tuttora incredibilmente futuristico ed unico.

La cosa bella di tutto questo è che ognuno di voi, indipendentemente dal livello di conoscenza della fotografia, può sfruttare a pieno questo fantastico sistema di messa a fuoco. Certo, sarà necessario imparare e abituarsi ai vari menù, ma i risultati si vedranno eccome.

Sony Alpha 7R II recensione: le nostre conclusioni

Sony A7R II è una fotocamera davvero incredibile: sapevamo già bene le sue specifiche prima di provarla ma, onestamente, non ci aspettavamo tali prestazioni e così tante potenzialità in un corpo così leggero e compatto. Sony A7R II rappresenta (quasi) la perfezione nel mercato delle mirrorless, ed è sicuramente ancora la regina incontrastata fin dal momento della sua uscita. C'è da dire che Sony continua a stupirci in positivo ormai da mesi e mesi e non accenna a fermarsi: il produttore giapponese sta dimostrando di sapere il fatto suo e si sta rivelando un vero trascinatore di tendenze e tecnologie fantastiche. In Sony A7R II sono tantissime le cose che ci piacciono a livello di funzioni e prestazioni, a partire dalla elevata qualità d'immagine (grazie ad un sensore con i fiocchi), un meraviglioso sistema di messa a fuoco da 399 punti, la registrazione video in 4K e, tra le altre specifiche, soprattutto la possibilità di caricarla tramite USB sfruttando anche una powerbank esterna. Durante la ricarica USB è inoltre possibile utilizzare la fotocamera, questo è un vero salvavita nei casi d'emergenza, vista la scarsa autonomia della batteria. Non solo pro ma anche contro, ovviamente, infatti in Sony A7R II diventa difficile controllare a fondo la messa a fuoco in quanto manca un sistema specifico di controllo per i punti in maniera manuale, così come il tracking nei video è piuttosto lentino e il sensore di spegnimento del display presente sul mirino EVF è fin troppo sensibile (a volte basta anche passare la mano in lontananza per far spegnere fastidiosamente il display mentre state eseguendo specifiche operazioni). Un'altra grande mancanza è sicuramente lo schermo touch, che, sopratutto in vista delle applicazioni installabili, sarebbe stato una grande comodità per mettere password varie o cercare all'interno dello store. Certo, nel corso del 2017 potremmo aspettarci l'annuncio "shock" riguardante una nuova ed eventuale Sony A7R II, modello che sicuramente saprà stupirci ancora di più in termini di prestazioni e potenzialità, anche se comunque è già di per sé molto difficile migliorare un prodotto come questo. Se non fosse per il prezzo, che scoraggia non solo noi ma anche moltissimi altri utenti, avremmo sicuramente già acquistato Sony A7R II per sostituirla al nostro corpo macchina abituale. Grazie inoltre alla vasta gamma di adattatori per ottiche, sarà semplice montare ottiche Nikon, Canon, Fuji e simili su questo corpo, un altro motivo che no dà tempo di pensare all'eventuale "cambio". Sony A7R II è sicuramente il rischio più bello che possiate.

Pro
Incredibile risoluzione e qualità d’immagine
Ricarica tramite USB (e anche powerbank) con possibilità d’utilizzo durante la ricarica
WiFi comodo ed efficace
Corpo leggero, compatto e prestante
Meraviglioso sistema di messa a fuoco da 399 punti
Display orientabile per scatti in situazioni difficili
Adattabile a quasi ogni ottica sul mercato
Riprese nitide in 4K
Contro
Manca un vero e proprio controllo manuale dei punti di messa a fuoco
Sistema di tracking del soggetto in modalità video lento
Sensore EVF di oscuramento display troppo sensibile
Non è possibile convertire i file RAW in-camera
Scarsa autonomia della batteria
Mancanza del touch screen
Lentezza globale nei vari menù e nell’accensione
valutazione finale9

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