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Sony A7 III: Houston, abbiamo un vincitore

Sony A7 III: Houston, abbiamo un vincitore

Sony A7 III è la nuova "entry level" di Sony per il mercato full frame. Scopriamo insieme se ci ha convinti davvero / Ultima modifica il

Sony A7 III fin da subito non mi è sembrata una fotocamera scontata e nemmeno banale. Ho sempre avuto forte interesse per le fotocamere Sony, molta curiosità a livello tecnologico e una piccola vocina dentro di me che diceva “comprane una, comprane una”. Fino ad oggi però, con i precedenti modelli, benché fossi molto interessato e curioso non mi sono mai spinto fino all’acquisto. Finché non è uscita Sony A7 III: lì è cambiato tutto.

Ho provato e recensito quasi tutte le mirrorless Sony prima di A7 III e prima di A7R III e nessuna mi aveva mai convinto e spinto così tanto ad allontanarmi seriamente da una reflex; oggi però siamo di fronte ad una piccola rivoluzione per quanto riguarda il mio utilizzo lavorativo. Perché? Cosa mi avrà convinto? Ve lo spiego in questa succosa recensione.

 

Design e materiali: novità importanti anche se nascoste

La serie Sony A7 si è sempre contraddistinta per essere leggera, piccola e facile da trasportare. Tali caratteristiche, fino ad oggi, mi hanno sempre fatto storcere il naso sul grip e sull’effettiva comodità per me, che ho una mano piuttosto grande e mi sento a mio agio con una fotocamera estremamente ergonomica ed adattabile alla mia presa. È proprio su questo punto che Sony ha iniziato a lavorare, ascoltando i feedback degli utenti, e ha quindi offerto miglioramenti importanti che per quanto possano essere detti o scritti devono essere provati. Infatti, quando si parla di ergonomia è proprio necessario prendere in mano la fotocamera, provarla e capire cos’è cambiato.

Sony A7 III ha “preso” un po’ di peso e un po’ di volume rispetto alla sua sorella ormai minore del passato (A7 II), ma questo non significa che dimensioni e peso siano diventate insostenibili, anzi. La cosa bella ovviamente è che ha preso tutto il “buono” portato da A7R III che, per quanto mi abbia stupito fin da subito anche lei, mi ha scoraggiato come “passo” a causa del prezzo sicuramente fuori portata per quanto mi riguarda attualmente (anche se nel corso della recensione scoprirete che mi sono fatto un’idea abbastanza diversa a tal proposito).

Insomma, per farvi capire subito le differenze con A7 II, il nuovo modello ha un grip più grande e confortevole, una batteria più capiente e che consente di avere un’autonomia maggiore, le ghiere sono più “pronunciate” quindi più comode da usare, molti bottoni sono più grandi e offrono un feedback migliore (come il tasto “AF-ON”), ci sono due slot per SD con funzioni di backup automatico o utilizzo in eccedenza, funzione Auto-ISO implementata, personalizzazione dei tasti più facile e, soprattutto, un miglior rapporto qualità prezzo.

Dopo questo piccolo assaggio di differenze rispetto al passato, che riaprirò più avanti nel capitolo dedicato alle prestazioni, è giusto parlare ora di come sia effettivamente fatta Sony A7 III e di come sia il reale feel nell’utilizzo quotidiano.

A livello estetico, come primo impatto, non cambia poi molto dalle sorelle precedenti e attuali: il look di A7 si contraddistingue sempre per eleganza e semplicità, raffinatezza e look moderno. Insomma, il primo sguardo fa sempre pensare a qualcosa come “Ehi fotografo, io sono innovativa e moderna, vieni a provarmi”, ma con A7 III questo concetto mi è stato ancora più chiaro fin da subito e l’ho elaborato come ACQUISTAMI ORA” nell’esatto momento in cui mi hanno comunicato il prezzo per l’Italia nella giornata di lancio nazionale a cui sono stato gentilmente invitato da Sony Italia.

Nella parte superiore troviamo la classica “estrusione” del mirino elettronico con annessa slitta hotshoe, la ghiera dei programmi, due bottoni programmabili, la ghiera dedicata alla compensazione dell’esposizione e il bottone di scatto / accensione.

La parte frontale mostra l’attacco per ottiche E, il bottone di sgancio, una ghiera secondaria per gestire il diaframma (programmabile), la luce di messa a fuoco, un sensore IR per telecomandi e simili e la denominazione modello. Design pulito come sempre e cerchio in rame che mostra la presenza di un sensore full frame all’interno.

Si prosegue poi con le parti laterali: a sinistra troviamo ben tre “vani” apribili e richiudibili con porta per le cuffie, microHDMI, porta USB-C per la ricarica e porta microUSB per multiple opzioni (tra cui, per la seconda volta, anche la ricarica, sempre offerta con l’opzione di usare un powerbank esterno). L’altro vano mostra invece la porta con l’ingresso microfono, rendendo così completa l’esperienza richiesta da un videomaker (sia principiante che “pro”). Insomma, a livello di connessioni non manca proprio niente e non si può pretendere di più, a meno che non pensiate che con questa fotocamera ci possiate fare anche i toast e quindi eventualmente potrebbe mancare una porta d’alimentazione a 220V per alimentare un tostapane; ma, dato che non è necessaria, Sony ha fatto in modo che a nessuno servano adattatori per fare le normali operazioni comuni, quindi sì: potete collegare tutto senza ansia e/o problemi (velato riferimento a chi mette porte da 2.5mm per collegare microfoni o cuffie).

La parte posteriore mostra il display touch ribaltabile che può essere orientato verso l’alto o verso il basso: manca la possibilità di orientarlo verso la parte frontale, cosa che avrebbe reso questa fotocamera eccellente anche per i vlog, ma sono sicuro che il produttore in futuro prevederà anche qualcosa del genere per andare incontro alle esigenze dei consumatori come finora ha sempre fatto senza problemi.

Troviamo poi la grande novità già presentata con A7R III e vista, prima di tutti, su A9: il tasto REC finalmente spostato dal lato destro e posizionato in una zona molto più comoda e agevole. Quanti anni abbiamo passato a dire a Sony «questo bottone qua devi metterlo là» (cantando e citando la canzone “C’è da spostare una macchina” di Francesco Salvi)? Ma finalmente questa modifica è stata fatta e gli effetti si sentono tutti: clip più rapide da registrare e stoppare e, inoltre, non c’è più la necessità di dover impostare un tasto funzione programmabile per la registrazione del video (come spesso succedeva).

Troviamo poi un’altra grande novità oltre ai vari e classici bottoni presenti negli altri modelli: il joystick. Non sottovalutatelo, perché il jyystick è un vero game changer in questi casi e soprattutto per esigenze professionali. Grazie a questa aggiunta, non solo sarà più facile navigare nei menù ma sarà ancora più veloce decidere il punto di messa a fuoco qualora ne abbiate bisogno.

Nella parte inferiore troviamo infine il classico attacco a vite per placche da treppiedi e accessori vari e lo slot per la batteria, che ora è una Sony NP-FZ100, più capiente e con un’autonomia maggiore. A livello lavorativo, contate che se prima, con le precedenti batterie, vi servivano 4-5 cambi di batteria in un solo matrimonio, ora ve ne basteranno 2 piene (e potrebbero avanzare). Questa caratteristica l’ho provata direttamente sulla mia pelle e da videomaker da matrimonio non posso che esserne felicissimo.

Insomma, Sony A7 III sotto il mio punto di vista rappresenta l’attuale perfezione a livello di ergonomia e design per quanto concerne le mie esigenze lavorative, ed è per questo che ho deciso di acquistarla personalmente per coprire la parte “video” dei miei lavori ed essere più leggero e prestante. Per il resto delle prestazioni generali però, fate un “salto” più in basso nel capitolo dedicato.

Prestazioni: quando si sfiora la perfezione

Come sempre in ogni mia recensione, è giusto fare in questo momento un piccolo recap delle caratteristiche / specifiche tecniche di questa fotocamera (che avete in parte già letto nella scheda tecnica). Ciò che è passato alla storia dopo l’annuncio di Sony è che questa fotocamera è stata definita come “entry level” nono stante sia la entry level più professionale che io abbia mai visto.

Sony A7 III integra infatti un sensore da 24 megapixel full frame retroilluminato con BSI (Backside Illumination per l’appunto) in grado di generare immagini ad alta qualità paragonabili tranquillamente, lato reflex, ad una Canon EOS 6D Mark II, altra fotocamera che mi ha colpito particolarmente ma che, confrontata con questa, ha solo caratteristiche in meno e grandi mancanze. Oltre a questo, Sony A7 III ha un autofocus da 693 punti a rilevazione di fase con 425 punti a rilevazione di contrasto che coprono il 93% dell’area del sensore, un dato sicuramente più che accattivante e che non può essere paragonato a nessuna reflex attualmente sul mercato. Sony A7 III è in grado di registrare video in 4K fino a 25fps ma senza crop: si tratta infatti di un 4K con oversample a 6K che viene poi croppato a 5K per i 30fps in NTSC.

É presente poi uno stabilizzatore a 5 assi che compie egregiamente il suo lavoro tanto da permettervi di registrare video fluidi anche a mano libera, una raffica da 10fps, un mirino EVF da 2.36 milioni di pixel OLED con una magnificazione dello 0,78x. Non manca poi come già detto sopra il JoyStick, il display Touch comodissimo per i punti AF e un processore BIONZ X all’ennesima potenza in grado di gestire una sensibilità ISO estesa fino a 204.800 senza troppi problemi.

Insomma, come avrete avuto modo di capire, Sony A7 III è un upgrade importante rispetto al suo predecessore e si attesta come fotocamera praticamente perfetta per chi ha esigenze da matrimonio, ritrattistica, ma anche per chi fa fotografia sportiva a livello non così professionale (o che si accontenta di una raffica da 10 fps).

Qualità fotografica

Prima di parlarvi davvero di qualità fotografica di questa fotocamera è necessario, secondo me, partire col dirvi che Sony A7 III non ha praticamente rivali su questa categoria / budget per quanto concerne la qualità fotografica e la possibilità di ridurre il rumore agli alti ISO. Con questo prezzo vi porterete a casa davvero un prodotto che saprà stupirvi e saziare tutte le vostre esigenze lavorative e non. La gamma dinamica è eccellente, come per la maggior parte delle fotocamere Sony, permettendovi quindi recuperi (in RAW) davvero notevoli.

E proprio parlando di qualità, questa “fotocamerina” produce RAW da 24 megapixel meglio di quanto mi aspettassi, nonostante io sia abituato ad una Nikon D850 che, in termini di qualità fotografica, è per me attualmente imbattibile. A tal proposito, ho provato A7 III in praticamente ogni occasione, a partire dai matrimoni passando per fotografia notturna, paesaggistica (lunga esposizione) e fotografia generica da viaggio (in vacanza). Mi è mancata in molti casi Nikon D850 per l’incredibile qualità del RAW, ma è anche vero che stiamo parlando di A7 III, non di A7R III (la reale rivale di D850), pertanto non mi sono soffermato troppo su questo dettaglio e ho realizzato che per le mie personalissime esigenze questa fotocamera è perfetta, per il resto ho comunque una D850.

Rendendomi conto però del fatto che non tutti lavorano a partita iva come me e non tutti hanno due fotocamere, è giusto valutare Sony A7 III per quello che è realmente e per come può essere più o meno apprezzata dagli utenti. Ebbene, anche in questo caso la qualità è molto alta e difficilmente paragonabile a rivali di questo segmento, pertanto, se non siete abituati come me a 45 megapixel fissi, con questa fotocamera vi troverete benissimo.

Come già scritto poco sopra, il recupero dei dettagli dai RAW su Lightroom (o software simile) è impressionante, e non delude come tutti i RAW di un sensore Sony ben studiato. A tal proposito sono riuscito anche a fare buoni crop (senza esagerare) mantenendo la qualità quasi invariata. É ovvio però che se il vostro interesse è la fotografia di still life o l’alta qualità nei crop, allora forse dovreste pensare più a Sony A7R III, che è esattamente questa fotocamera ma con alcune caratteristiche importanti in più, tra cui un sensore da 42 megapixel e un mirino elettronico molto più definito di questo.

Forse c’è da dire che l’unico lato che non mi ha particolarmente emozionato è quello dedicato alla fotografia silenziosa: questa modalità, introdotta con Sony a9, ha ben presto fatto il giro del mercato (anche tra alcune reflex) e ottenuto grande interesse da parte del pubblico. Tutto sta nel fatto che, grazie a questa modalità, vi sarà possibile scattare foto evitando di produrre qualsiasi tipo di rumore. In questo modo, fare foto a matrimoni ed eventi particolari non sarà affatto un problema nel caso in cui vi siano particolari restrizioni.

C’è però da dire che, nonostante questa funzione sia apprezzabilmente presente, spesso ci sono stati problemi di “banding”, cioè la vista di fastidiose bande nere all’interno delle foto. Per carità, non è un problema “fisso” e sempre presente, ma in alcuni particolari casi vi può capitare, indipendentemente dal tempo d’esposizione. Pertanto, in questa modalità prestate attenzione, perché rimuovere tante bande da una foto in post produzione non è esattamente una cosa facile da fare (anzi).

Ciò che posso definire come “game changer” di questa fotocamera per quanto concerne la mia esperienza fotografica è una delle tante cose che mi ha fatto esclamare “wow”; vi sto parlando della mia più grande paura con gli obiettivi senza monitor per la distanza di messa a fuoco, essenziale per la fotografia notturna.

Ho infatti deciso di portare con me A7 III in ben due viaggi diversi: uno in montagna (Valpolicella) e uno in Sardegna. L’intento era quello di provare soprattutto la sua capacità di fare foto di notte alzando gli iso e sfruttando esclusivamente l’ottica in kit, quindi il 28-70mm f3.5/5.6. Molto curiosa come sfida, contando che chi sta scrivendo questo articolo ha sempre consigliato ottiche 2.8 per la fotografia notturna, ma in questo caso qualcosa è cambiato.

La mia “paura” è finita quando ho messo la Sony A7 III in MF di notte (al buio completo) e spostando la ghiera ho notato che il sistema riconosceva le stelle a migliaia di km di distanza e mi permetteva un peaking proprio su di esse per essere preciso nella messa a fuoco. Per chi ha molta pratica in questo campo sicuramente è facile capire quanto questa operazione sia complicata e difficile per una fotocamera “così piccola”, eppure, in pochi secondi sono riuscito a mettere a fuoco le stelle / la via lattea in manuale al buio totale e a scattare le foto che vedete nelle varie gallerie di questa recensione. Davvero incredibile, sono rimasto sbigottito a dir poco.

Autofocus: un sogno che diventa realtà

Ci sono un totale di 693 punti di messa a fuoco a rilevazione di fase su SonyA7 III. 693. Seicentonovantatre. Avete capito che sono 693?

No perché io in realtà non ho ancora ben realizzato la cosa. É vero, non è l’unica Sony ad avere questo tipo di messa a fuoco e soprattutto non è la più prestante tra le Sony in questo campo (le sorelle maggiori “spingono” di più), ma credo che fondamentalmente ci sia una grande differenza tra il “provare una fotocamera non tua per un po’ di tempo” e “recensire una fotocamera che hai comprato e usato ogni giorno per quasi un mese”. Proprio perché la concezione, anche mentale, di ciò che puoi fare cambia totalmente, stesso esatto discorso di quando ho recensito la mia Nikon D850.

Digressione doverosa a parte, l’autofocus di questa fotocamera è forse la caratteristica che mi ha stupito di più. All’epoca della recensione della Panasonic GH5 dissi che l’autofocus era piuttosto impeccabile, nonostante tutta internet si lamentasse della lentezza. Quello non fu un mio errore bensì una costatazione basata sulle mie esigenze dell’epoca in cui pubblicai la recensione. A poco più di un anno di distanza devo dire che le mie esigenze sono cambiate completamente e, ad oggi, una Gh5 non potrebbe senz’altro fare al caso mio per via della dinamicità e della rapidità richiesta.

A tal proposito, ero abituato a fare i matrimoni in manual focus con Nikon D850 e, sebbene non avessi nulla da dire sulla qualità video, avevo senz’altro molto da dire sulla lentezza dell’autofocus (sicuramente anche per il fatto che le mie ottiche sono un po’ datate). Usare Sony A7 III tutti i giorni e in ogni situazione mi ha aperto un mondo sulle infinite possibilità di questo sistema, a partire dalla messa a fuoco che insegue gli occhi fino ad arrivare alla modalità continua che traccia gli oggetti. Insomma, questo autofocus non è solo “ingente” ma anche intelligente (non credevo che sarei mai riuscito a fare una rima del genere ma beh, l’ho fatta, quindi potrei quasi andare al posto di Young Signorino).

Tutto funziona alla perfezione, a parte forse il “Tap-Focus“, cioè la messa a fuoco con il dito che, sebbene sia effettivamente funzionale (tocchi e mette a fuoco, semplice), in quel caso si entra in una modalità in cui l’utente è obbligato a premere il tasto centrale del D-Pad per uscire e continuare col tipo di messa a fuoco precedente. In questo caso, ad esempio, se dovete quindi fare più focus rapidi con il touchscreen (cosa comodissima) risulterete estremamente lenti e preferirete utilizzare il Joystick. Un vero peccato ma nulla di irrisolvibile, anzi.

Ci sono tantissime possibilità di messa a fuoco come la vasta, a zone, Centrata, Spot Flessibile, Spot flessibile espanso e Lock On e, in ogni caso, potrete divertirvi ad approfondire ancora di più il funzionamento regolandolo a vostro piacere. Potrete anche decidere la reattività dell’autofocus, in modo da dire alla fotocamera in quanto tempo deve reagire ad un cambio di soggetto o di scena. In questo modo, potrete eseguire delle messe a fuoco lente oppure rapidissime a seconda del tipo di lavoro che state facendo, una funzione a dir poco eccezionale.

Se poi dovessimo aprire un capitolo sull’Eye AF e sul tracking degli oggetti potrei scrivere pagine e pagine tanto da costringervi ad alzarvi, prendere una birra e dei popcorn e tornare a leggere. Ciò che posso dirvi come impressioni personali è che si tratta di due funzioni che personalmente uso pochissimo, ma, per quelle poche volte che le ho provate, mi hanno lasciato a bocca aperta perennemente.

Questo grazie soprattutto alla nuova versione del processore Bionz X integrato in questa fotocamera che permette al sistema di funzionare egregiamente e in maniera assolutamente precisa. L’Eye AF riconosce infatti l’occhio (o gli occhi) del soggetto all’interno di una scena e si assicura che rimanga aperto o che il viso faccia una “buona” espressione al fine di catturare la foto perfetta al momento giusto. Allo stesso modo, il funzionamento del tracking af è uguale, solo che viene fatto con oggetti o soggetti da noi definiti e che devono essere inseguiti dalla fotocamera. Per entrambi i casi vale la regola che se il soggetto esce dall’area inquadrata (o dalla scena appunto), la fotocamera se ne ricorda e continua ad inseguirlo nel momento in cui ci rientra, e questa funzione, signori e signore, è spettacolare.

Ad ogni modo, ciò che secondo me dovete capire dell’autofocus di questa fotocamera, e che vale più di migliaia di frasi tecniche descrittive, è che Sony ha fatto un lavoro assolutamente eccellente e che nella maggior parte dei casi, per la maggior parte delle esigenze (mie comprese), non è necessario regolare eccessivamente le impostazioni avanzate di messa a fuoco o le modalità secondarie ma è sufficiente sfruttare le opzioni di default.

Video: tutto quello che serve al posto giusto

Sony A7 III, come avrete ormai capito, è una fotocamera mirrorless che si posiziona nella fascia di prezzo compresa tra i 1900€ e i 2500€, quindi praticamente la stessa di Canon EOS 6D Mark II (sebbene sia una reflex, quindi di categoria diversa). Questo è un dettaglio che vorrei aggiungere per farvi comprendere al meglio il tipo di tecnologia di una fotocamera mirrorless, ad oggi, rispetto ad una fotocamera reflex. Non sto dicendo che una sia meglio dell’altra (anche perché dipende davvero dalle vostre esigenze), vi faccio solo notare però che A7 III pesa la metà di 6D Mark II e può registrare video fino al 4K@30fps con oversampling (quindi senza nessun crop e/o abbassamento di qualità), quando invece 6D Mark II si ferma ad un 1080p@60fps e neanche con la miglior qualità in termini di mbps.

Sia chiaro, non è affatto un affronto a Canon, nel modo più assoluto, ad ogni modo, credo che con questa fotocamera Sony abbia mostrato agli utenti che con questa cifra è possibile “portarsi a casa” un 4K@30 di alta qualità, cioè il contrario di quanto dimostrato (e detto) da Canon con 6D Mark II (che non è nemmeno uscita così tanto tempo fa).

Confronti a parte, Sony A7 III integra vari tipi di risoluzione e mbps, tra cui ad esempio il 1080@120fps per slow motion importanti e di qualità. La caratteristica bella è che per ogni risoluzione (come per ogni Sony) siete liberi di scegliere il giusto codec e/o il tipo di framerate / mbps. In questo modo sarete in grado di personalizzare a fondo la qualità dei vostri filmati in ogni momento.

Facciamo un esempio per il 4K: se registrate a 30fps avrete un oversampling in 5K, diversamente, per il 24fps (sempre 4K), la fotocamera riuscirà a registrare in 6K togliendo ogni minima e possibile riduzione di qualità / crop. In questo modo, con una fotocamera del genere, sarete in grado di creare un filmato davvero professionale senza troppi problemi. Se poi contate sull’ormai florido parco ottiche Sony (sebbene non così economico in generale), la creatività davvero non avrà limiti. L’abbinata lenti Zeiss (di Sony) + questo autofocus vi farà rendere conto che questa fotocamera la stavate inconsciamente aspettando da tanto tempo, o almeno, per me è stato così.

Non manca poi assolutamente niente per il videomaker professionista che non ha tempo da perdere e non vuole scherzare: jack per il microfono esterno, jack per le cuffie, hdmi out, autofocus prestante (ma questo lo avrete già capito dal capitolo precedente), zebra, focus peaking e vari profili flat tra cui scegliere. Ad esempio, io utilizzo il profilo flat numero 7 che uccide totalmente i colori ma, con la giusta color correction, riesce a regalarvi sfumature e contrasti incredibili permettendovi recuperi straordinari e creazioni davvero professionali.

Insomma, c’è da divertirsi, soprattutto se contate la miriade di configurazioni che potete gestire con questa fotocamera. Io, ad esempio, senza rubare spazio al capitolo dedicato al menù, avevo la necessità di cambiare rapidamente da AF a MF senza entrare nei menù / sottomenù e ho quindi configurato il tasto C4 come switch rapido. Mi basta premerlo per passare da AF a MF con focus peaking, e credetemi, in una situazione dinamica come un matrimonio questa piccola impostazione vi salva la vita e vi rende estremamente rapidi.

Sensibilità ISO: quando il sensore fa la differenza

Ho sempre sostenuto (e continuo a sostenerlo) che Panasonic GH5 sia una fotocamera assolutamente fantastica. Ho avuto modo di averla e usarla per qualche mese in moltissime produzioni e ne sono rimasto entusiasta. Ciò che però è una verità assoluta di cui molti utenti si rendono conto è proprio il fatto che integra un sensore micro 4/3, caratteristica che limita tantissimi aspetti, come per l’appunto la sensibilità ISO. Sony A7 III integra un sensore full frame ed è spinta da un processore Bionz X, due caratteristiche che, unite, permettono e garantiscono grande qualità anche ad altissimi ISO (basti vedere A7S II in attesa della nuova sorella maggiore che, speriamo, uscirà a breve).

Il “giochetto” è abbastanza semplice: più è grande il sensore, più sarà possibile avere una migliore sensibilità iso, diversamente, più megapixel ci sono nell’immagine e più scenderà la qualità globale con alte luci. Non a caso infatti A7R III ha un sensore da 42 megapixel ma non se la cava così bene come A7 III nella sensibilità ISO. Allo stesso modo, A7S II ha 12 megapixel e se la cava molto meglio di A7  III nella gestione della sensibilità.

Concetti tecnici a parte, non ci sono grandi segnalazioni negative da fare per quanto concerne questo punto, se non per il fatto che fino a 51.200 iso potrete stare piuttosto tranquilli e scattare foto recuperabili. Personalmente, ho scattato foto della Via Lattea anche a 8000 iso, cosa che non avevo mai fatto (in quanto comunque non necessario) e non ho avuto nessun problema (anche se continuo a preferire lo scatto a 3200 con 30 secondi di esposizione per scelta personale e voglia di complicarsi la vita aspettando più tempo al freddo).

Connettività e menù

Mi sono sempre pubblicamente lamentato dei menù di Sony e dell’organizzazione logica delle varie voci, finché qualcosa ha iniziato a cambiare con il menù di Sony A9: il produttore ha infatti finalmente aggiunto il menù personalizzato per le opzioni rapide seppur abbia poi tolto le applicazioni.

Applicazioni che, devo essere sincero, mi mancano tantissimo e costituiscono forse uno dei pochi punti negativi di questa fotocamera. Con le sorelle precedenti avevo addirittura acquistato l’app per i Time Lapse a 10€ che per tutti gli utenti è “un furto”, per me è invece un risparmio, contando che un intervallometro basilare costa almeno 20€ e con quell’app potevo addirittura avere l’anteprima del mio time lapse una volta finito. Insomma, concedetemi il termine, era una vera “figata”.

Detto questo, ricordo molto bene le parole dello staff di Sony durante la presentazione di A7 III in quei 10 minuti di chiacchere “private” faccia a faccia con loro: “il nostro menù non è che non sia intuitivo rispetto agli altri, necessita solo di un po’ di abitudine. Provalo e cerca di abituarti, vedrai che ti troverai bene”. Detto, fatto. Complice anche la funzione “mio menù”, con questa Sony A7 III mi sto trovando davvero bene e con il passare del tempo sto scoprendo, in effetti, che il menù non è poi così dispersivo se lo adattate alle vostre esigenze. Si tratta solo di abituarsi.

Non so quante volte ripeterò ancora questa frase prima del termine della recensione, però, carissima Sony, se vorrai anticipare il mio Natale allora come regalo ti chiedo un aggiornamento firmware per questa fotocamera che magicamente riporti lo store con account SEN (lo stesso che uso per la Playstation) e la possibilità di scaricare le app, perché renderebbe davvero questa fotocamera perfetta al punto giusto (sempre in base alle mie esigenze).

Oltre a questo, anche lato connettività non c’è niente da dire (a parte che vorrei ancora le applicazioni, Sony): è presente il Bluetooth e anche il WiFi, oltre all’ormai classico NFC che però, per come la vedo io, giace spessissimo inutilizzato dalla maggior parte degli utenti.

La cruda verità dell’NFC è che si tratta di un chip ad oggi utile solo per i pagamenti grazie al tipo di crittografia che riesce a raggiungere, e riesco addirittura ad insultare Xiaomi per il fatto che non l’abbia messo nel nuovo Mi A2, diversamente, per quanto riguarda le fotocamere, sono sicuro che riuscirei a dormire lo stesso senza questo chip.

Il potenziale dell’NFC su una fotocamera non è nemmeno così sbagliato, perché in effetti appoggiando il dispositivo ad un prodotto compatibile si possono fare tante cose, come condividere immediatamente la foto, stamparla…condividerla..e stamparla. Insomma, quanti di voi davvero preferiscono l’NFC rispetto a Bluetooth e WiFi? Attendo vostre risposte, nel frattempo, Sony per favore rimetti le applicazioni nelle tue fotocamere (posso anche inchinarmi a pregare, se richiesto).

Su Bluetooth e WiFi niente da dire nel modo più assoluto: la connessione all’app Play Memories, disponibile per iOS e Android è funzionale e rapida. Su Android basta inquadrare il codice QR e in meno di 3 secondi il dispositivo sarà connesso e funzionante per ciò che volete voi (trasferimento d’immagini, monitor esterno, controllo remoto della fotocamera… Etc); su iPhone invece dovrete comunque inquadrare il QR ma per “questioni di sicurezza interna e tutela dell’utente” (classiche frasi Apple style) dovrete installare un profilo che non sarà certificato (per chissà quale motivo) e sperare che il dispositivo abbia voglia di collegarsi. Una volta collegato poi si passa alla fase in cui pregate che l’app si colleghi e che tutto funzioni senza interruzioni, senza dimenticarvi che tutto questo viene fatto per la vostra tutela e sicurezza. Ecco, forse ho trovato una scusa per Sony che potrebbe giustificare la misteriosa sparizione delle app dalle loro fotocamere.

 

Sony A7 III recensione: le nostre conclusioni

Sarei potuto andare avanti per anni e anni con questa recensione, scrivendo anche quanto io mi trovi bene in ogni caso e quanto io sia triste per la mancanza delle applicazioni scaricabili, ad ogni modo, è giusto concludere soprattutto per darvi il tempo di recarvi su Amazon e acquistare la fotocamera. Si, perché trovare oggi Sony A7 III in vendita è come pretendere un Solero Exotic e un Lipton fresco al limone in mezzo al deserto più totale e completo del mondo (scegliete voi quale); e questo significa sicuramente qualcosa, perché di sicuro questo è un prodotto molto apprezzato, diversamente sarebbe tranquillamente disponibile (e non credo che Sony faccia come molti produttori di telefoni che limitano la produzione solo per far soffrire gli utenti e fingere che il device sia un successo). Avrete pertanto capito il mio apprezzamento nei confronti di Sony A7 III, e credetemi, il fatto che io la stia recensendo in questo modo non significa che Sony mi abbia regalato la fotocamera o che mi abbia fatto sconti, anzi, ho lo scontrino di 2500€ di un noto negozio di Milano che attesta quanto io abbia fatto fatica a trovarla. Ciò per cui posso ringraziare Sony è sicuramente il fatto che mi abbiano aiutato a trovare il prodotto facendo varie scansioni dei magazzini della zona di Milano, Varese e limitrofi, ma comunque l'ho pagata a prezzo pieno come tutti. Pertanto, non avrei vantaggi a favorire questo modello piuttosto che un altro, ad ogni modo, se ho scelto di acquistarla per i miei lavori, sicuramente è perché l'ho ritenuta all'altezza delle mie esigenze e aspettative, a differenza dei modelli precedenti che ho sempre apprezzato ma mai comprato. E voi? Avete acquistato questo modello? Siete d'accordo con la mia recensione?

Pro
693 punti di messa a fuoco. SEICENTONOVANTATRE.
Autofocus meraviglioso
Ottima gamma dinamica
Qualità di scatto sopra la media
Ergonomia notevolmente migliorata
Tutto ciò che può chiedere un videomaker
Connettività fisica impeccabile e di prima scelta
Contro
Mancano le app
Qualche sporadico problema con il tap to focus
valutazione finale9.5

Puoi acquistare Sony A7 III su Amazon o se preferisci su eBay

Sony A7 III
Prezzo consigliato: € 2300Prezzo: € 2240