Sony a7 II: la vostra nuova fotocamera mirrorless professionale

Circa due anni fa Sony presentava al mercato prosumer la a7, una fotocamera mirrorless completamente innovativa che ha rappresentato la prima vera alternativa alle pesanti reflex riuscendo a garantire una qualità incredibile in un corpo in lega di magnesio davvero compatto e leggero. Oggi vi parliamo dell’evoluzione di questo modello: si chiama Sony a7 II (detta anche A7M2) e da poco è stata aggiornata al firmware 2.0 con importanti novità. Vediamo insieme tutti i dettagli di questa particolare fotocamera, provata con la recente versione di firmware dedicato.

Scheda Tecnica

Sensore CMOS Exmor® full frame da 35 mm (35,8 × 23,9 mm)
Fattore di crop Nessuno
Processore BIONZ X
Sistema AF/punti AF ibrida avanzata con 117 punti (AF a rilevamento di fase)
Mirino XGA OLED Tru-Finder elettronico da 0,5" (a colori) a 2.359.296 punti con copertura del 100% e magnificazione del 0,71x
Attacco obiettivo Innesto E
(vari adattatori disponibili per altri produttori di ottiche)
Risoluzione massima foto 6000 x 4000 pixel in 3:2 (24 Mpx)
Formato file Foto: RAW, JPEG Extra Fine, JPEG Fine, JPEG Standard
Video: AVCHD 2.0 / mp4 / XAVC S
Registrazione simultanea JPEG+RAW Si
Video fino a 1920 x 1080pixel / 60p 50 Mbps
Range ISO 50-25600
Flash integrato No
Display LCD TFT da 3" con 1.228.800 punti
Supporti di registrazione Memory Stick PRO Duo™, Memory Stick PRO-HG Duo™, Memory Stick XC-HG Duo™, scheda di memoria SD, scheda di memoria SDHC (compatibile con UHS-I), scheda di memoria SDXC (compatibile con UHS-I)
Interfacce Connettore HDMI micro (tipo D), BRAVIA Sync (menu di collegamento), PhotoTV HD, riproduzione foto in 4K Ultra HD, Terminale per microfono (mini-jack stereo da 3,5 mm), terminale cuffie (mini-jack stereo da 3,5 mm), connettore impugnatura per utilizzo in verticale, Terminale USB multiplo/micro
Connettività Wi-Fi, NFC
Batteria Batteria ricaricabile NP-FW50 serie W con autonomia fino a 350 scatti
Dimensioni 127 x 96 x 60 millimetri
Peso 599 grammi (con batteria e memoria SD)

Ergonomia e materiali: un piccolo gioiello in un corpo in magnesio

Sony a7 II si presenta in formato “mirrorless” ed effettivamente, agli occhi di chi la usa per la prima volta, sembra rispettare la denominazione modello. Tuttavia dopo qualche minuto di utilizzo ci si rende subito conto di avere in mano più che una semplice “compatta con un solo specchio”: si tratta in un certo senso della strada più breve per porre fine ai pesanti zaini zeppi dell’attrezzatura minima che un professionista è costretto a portarsi dietro. Sia chiaro, una mirrorless non può sempre sostituire una reflex, altrimenti quest’ultima diventerebbe totalmente inutile (ovviamente). Tuttavia può salvarvi in moltissime occasioni: dal reportage alla allo still life, dalla ritrattistica alla macrofotografia passando, volendo, anche per le cerimonie.

Possiamo acquistare la miglior fotocamera del mondo (sulla carta), ma se poi non riusciamo a tenerla in mano nel modo giusto, è tutto inutile; partendo dal fatto che ogni fotocamera è studiata per adattarsi in maniera universale alle mani di tutti (o quasi), può comunque capitare che la presa non sia ben salda – come nel mio caso, in quanto la mia mano è piuttosto grande (la cosiddetta “mano da muratore” di chi il muratore non l’ha mai fatto insomma) e di conseguenza spesso fatico a tenere la fotocamera nel modo giusto. I battery pack sono fatti anche per questo (oltre alla possibilità di scattare in verticale e avere una batteria ulteriore) e pertanto, nel mio caso (e in quello di molti altri) il problema è facilmente risolvibile con un accessorio opzionale. A parte questa precisazione necessaria, valutata in maniera oggettiva, l’ergonomia della Sony a7 II è decisamente buona. Le prime reazioni dopo aver tirato fuori la fotocamera dalla scatola sono piuttosto classiche nei professionisti abituati ad un certo tipo di struttura: molti infatti pensano subito che si tratti di un prodotto sicuramente ottimo ma non adatto per ciò che loro devono fare, ma, esattamente come me, si sbagliano.

Sony a7 IIUna volta accarezzata per la prima volta si rimane subito affascinati dalla lega di magnesio sapientemente diffusa in tutta la struttura, primo segno di “artigli” della mirrorless di Sony (la lega di magnesio è il materiale principale con cui vengono costruite le reflex) e, dopo vari scatti di prova e qualche “giretto” nelle impostazioni, arriva il classico «accidenti, ma questa fotocamera è fenomenale!». Il motivo è presto detto: sotto al corpo in lega di magnesio pulsa un cuore CMOS Exmor 35mm full frame da 24,3 megapixel, accompagnato da un fenomenale processore d’immagini BIONZ X che renderà la vostra esperienza incantevole e professionale al punto giusto. Altra caratteristica degna di nota è sicuramente il supporto (non nativo) allo scatto RAW non compresso a 14 bit che consente di scegliere il formato ottimale in base alle esigenze. In questo modo la fotocamera può assicurare una qualità unica alle gradazioni tonali per ottimizzare i vantaggi derivanti dall’ampia gamma dinamica offerta dal sensore. Questa è una delle caratteristiche aggiunte dal nuovo aggiornamento 2.0 (di cui vi abbiamo parlato qui).

Oltre a questo, Sony a7 II integra uno stabilizzatore d’immagine a 5 assi (è stata la prima fotocamera al mondo ad averlo) che riesce a compensare cinque tipi di vibrazioni della fotocamera mentre si scattano foto o si registrano video. Questa compensazione è particolarmente efficace e permette di usare, ad esempio, lo zoom senza particolari problemi. Sony a7 IITale caratteristica rende quasi inutile un obiettivo stabilizzato, mentre stabilizza notevolmente quelli che non lo sono. Tutto questo in soli 599 grammi contro i 900 della mia Nikon D800 e i 950 della Canon Eos 5D Mark II. Anche le dimensioni sono ben diverse da altri modelli: 127 x 96 x 60 mm contro i 146 x 123 x 82 mm della Nikon D800 e i 152 x 113,5 x 75 mm della Canon 5DMII. Insomma, se state cercando una compagna d’avventure leggera, professionale e con la possibilità di scattare immagini fenomenali, potete anche fermare la vostra ricerca: avete trovato il modello che fa per voi.

Grandi prestazioni in un piccolo corpo

Iniziamo a parlare di prestazioni e funzionalità. Come non menzionare fin da subito la possibilità di arrivare ad un tempo di posa pari a 1/8000? Tale caratteristica, che fino a poco fa sembrava solo fantasia tale tempo, unita alla possibilità di scendere fino a 50 ISO, toglierà gran parte dei limiti fisici della vostra creatività. Pensate anche solo all’utilizzo abbinato ad un Flash Hi-Speed in studio o in esterna: fotografare scene in movimento o soggetti rapidi non sarà più un problema.

Come anticipato dalla scheda tecnica e dall’introduzione qui sopra, la Sony a7 II integra un sensore d’immagine davvero fenomenale che permette di scattare foto perfette e non solo: BIONZ X è così rinomato anche per le sue capacità di compensare e limitare il rumore, diminuire la diffrazione, riprodurre i dettagli nel modo giusto ed essere veloce e preciso, sempre. Caratteristiche importanti ma che potrete notare anche voi senza troppi problemi e/o dubbi: la qualità d’immagine c’è e si vede.

Sony a7 II

Certo, il suono dell’otturatore è molto “elettronico”, pertanto gli auditivi innamorati del “clack” classico da reflex rimarranno un po’ delusi. Tuttavia si tratta di un elemento sacrificabile a favore del peso ridotto e della qualità d’immagine comunque professionale – al rumore diverso ci si abitua, no?

Sony a7 II non è esattamente la fotocamera da scegliere per ISO esagerati in quanto, mantenendo il sensore del modello precedente, si hanno prestazioni fantastiche per quanto concerne l’immagine, la rapidità, la stabilizzazione e così via, ma nulla di estremamente esemplare nella riduzione del rumore. Come già detto, nonostante BIONZ X si comporti egregiamente su molti punti (e anche in caso di Noise Reduction su lunghe pose), in uno scatto a 12800 ISO già iniziamo a vedere evidenti problemi piuttosto gravi.

Sony a7 II

Mi permetto di scrivere “gravi” per il semplice motivo che Sony ci ha abituati a ben altri sensori con prestazioni assolutamente uniche (vedi A7R). No, in questo caso non arriverete a più di 100.000 ISO senza problemi. Forse vi starete chiedendo il perché dovremmo spingerci così oltre; la risposta si può sintetizzare in una semplice questione di evoluzione tecnologica. Un tempo facevamo foto straordinarie con le pellicole ISO/ASA 100, ora invece con 100 ISO elettronici non facciamo nulla: ci abitueremo anche a trovare l’occasione in cui scattare a 102.000 ISO e non riuscire più a farne a meno ma, per quanto riguarda la a7 II, dovremo “accontentarci” di arrivare a 12800 senza troppi problemi ed effettuare un po’ di post produzione per correggere il rumore. Certo, potete spingervi fino a 25600, ma i risultati non sono così splendidi.

Una caratteristica che mi ha colpito fin da subito della Sony a7 II è sicuramente la parte che riguarda la connettività: ha praticamente tutto ciò che serve ad un fotografo/videomaker nella maggior parte dei casi. Trattandosi di una fotocamera giovane e al passo con i tempi, non poteva mancare la connettività Wi-Fi ed NFC per velocizzare la condivisione dei vostri scatti. Anche Sony, come altri produttori (anche se ancora non tutti), ha un’applicazione dedicata per iOS e Android al fine di agevolare la comunicazione tra dispositivi: nel caso di connessione Wi-Fi, la fotocamera genererà una rete alla quale voi vi collegherete e potrete accedere a funzioni avanzate quali il controllo remoto e la condivisione rapida degli scatti tra dispositivi. Per quanto concerne l’NFC, non cambia il fine bensì la modalità: trattandosi di Near Field Communication, basterà avvicinare i dispositivi per effettuare “lo scambio”.  La particolarità che ho apprezzato molto è che Sony mette a disposizione un servizio di cloud per salvare i vostri scatti direttamente lì e averli sempre disponibili online, una “piccolezza” per molti e un segno di progresso tecnologico per altri; in un mondo che ormai funziona in cloud, il prossimo step può solo essere una connessione diretta della fotocamera con il server, senza passare per il telefono, funzione sicuramente perfetta per molti fotografi tra cui i reporter.

Oltre alle connessioni “digitali” è importante però capire quali connessioni fisiche potete trovare in questo modello al fine di capire bene come Sony a7 II potrà soddisfare le vostre esigenze. Ad esempio, parlando con amici videomaker, il loro problema in situazioni di mobilità più totale era la mancanza del jack audio per microfono e cuffie sulla reflex in loro possesso, carenza effettivamente importante in quanto diventa problematica la registrazione audio. Certo, problematica ma non impossibile; tuttavia è sempre meglio evitare di dover perdere troppo tempo nella post produzione o nel montaggio, soprattutto quando i lavori da fare sono tanti e il tempo a disposizione è poco. Una cosa è sicura: con la Sony a7 II non avrete problemi nella registrazione audio/isolamento con cuffia in quanto dispone di entrambe le connessioni ben separate, così potrete decidere di collegare un microfono (wireless o wired) e le cuffie che preferite (auricolari o con padiglioni classici), una comodità importante anche per chi come quei simpaticoni editor di Ridble sono sempre in giro a fare video per le fiere internazionali.

Oltre a questo non può mancare la connessione micro USB per la ricarica e per una funzione molto importante che vedremo più in basso, così come l’output micro HDMI per visualizzare foto e video sul vostro TV (fino a 4K di risoluzione).

Sony a7 II

«Andiamo al cinema?» «No, guardiamo un film nel mirino EVF». Il suddetto dialogo goliardico era più che fondamentale per far capire, soprattutto ai fotografi più nerd, quanto questo mirino EVF sia incredibilmente definito e preciso – “EVF” sta per “Electronic ViewFinder“, traduzione classica di “mirino elettronico”. In questo caso abbiamo una copertura del 100% della scena con una definizione XGA in 0,5″ con ben 2.359.296 punti di definizione. Grazie a queste caratteristiche potrete vedere nel mirino la vostra foto finale ancor prima di premere effettivamente il bottone di scatto; regolando le varie impostazioni vedrete infatti il cambiamento in real time di luce, messa a fuoco e tutto il resto. Integra un sensore di prossimità, pertanto se avete il display LCD TFT acceso, esso si spegnerà automaticamente una volta avvicinato l’occhio al mirino e, sempre grazie alla perfetta comunicazione, quello che stavate vedendo in 3,5″  lo vedrete in 0,5″, video compresi. Questa caratteristica è perfetta nei casi in cui la luce è eccessiva e voi avete bisogno di vedere il risultato con la massima fedeltà possibile: un display TFT esposto al sole non avrà una grande resa a livello di visibilità e colori, guardando però nel mirino, il vostro occhio sarà completamente isolato e avrete modo di visionare il lavoro senza distrazioni o riflessi indesiderati.

Il mirino EVF è qualcosa di davvero unico e che non troverete in una reflex. Tuttavia, può essere interpretato sia come un pregio per un motivo molto semplice: è così bello che vi abituerete subito, il vostro lavoro sarà più rapido e preciso, non sbaglierete più uno scatto ma, con il passare del tempo, più vi abituerete, meno avrete l’occhio sviluppato per scattare con un dispositivo sprovvisto di mirino elettronico, e questo è uno svantaggio. Insomma, è come abituarsi con una macchina a cambio automatico per tanti anni e poi passare improvvisamente ad un cambio manuale: sarà tutto diverso e non è detto che siate in grado sin da subito di guidare senza nessun problema.

Sebbene al momento dell’uscita della Sony a7 II le ottiche disponibili con innesto E non erano molte (e tra queste c’erano mancanze importanti come un 24-70mm), ormai il produttore si è adeguato nel modo giusto, grazie anche alla preziosa collaborazione con Zeiss, mettendo in commercio una grande varietà di lenti perfette per ogni esigenza. Tra queste troviamo sicuramente il 70-200mm ƒ4 G OSS, obiettivo con cui abbiamo scattato la maggior parte delle foto di prova di questa fotocamera e che ci ha decisamente stupiti per qualità e nitidezza.

Sony a7 II

Oltre a questo però è bene specificare una caratteristica importante: su Sony a7 II potrete utilizzare diversi tipi di adattatori (a seconda dell’obiettivo) che vi permetteranno di montare ottiche di altri produttori senza problemi e, nella maggior parte dei casi, mantenere anche l’autofocus (caratteristica che di solito si perde quando un’ottica per un’altra reflex viene montata su una mirrorless o viceversa). Questo punto è molto importante perché vi fa capire ancora di più quanto non sia traumatico avere Canon, Nikon o un altro brand di reflex con relativo parco ottiche vasto e passare ad una mirrorless Sony: potrete comunque mantenere le vostre lenti ma diminuire in maniera significativa il peso. Sony rende inoltre disponibile un adattatore opzionale per montare lenti A nell’innesto E, cosa che renderà felici i precedenti possessori di una fotocamera Alpha con lenti A.

La scelta delle modalità di scatto è invece sicuramente rilevante per velocizzare molte situazioni in cui non potete permettervi di perdere l’attimo, e, a tal proposito, potete approfondire la ghiera dei programmi e il suo funzionamento in questa guida. Sony a7 II ha una pratica ghiera posta nella parte superiore che vi permetterà di scorrere rapidamente tutte le varie modalità disponibili.

Sony a7 II

Tra queste non possono sicuramente mancare le classiche priorità (di Diaframma, di Tempi..etc), così come la modalità interamente Manuale per permettervi la saggia scelta di ogni singola impostazione in base a come volete catturare la scena. È presente, purtroppo secondo noi, la modalità “Auto”, caratteristica che sicuramente aumenta l’interesse verso la fotocamera da parte di appassionati non professionisti (pertanto scelta saggia a livello di marketing), Sony a7 IIma diventa senz’altro inutile per il professionista che vuole personalizzare ogni singolo aspetto. La modalità Auto infatti, come suggerisce il nome, lascia che sia la fotocamera a scegliere ogni singola impostazione al posto vostro. Mixate modalità Auto e comodità del mirino EVF e nel giro di pochi mesi smetterete di essere fotografi professionisti e creativi. Entrambe corrono il rischio di viziarvi troppo, pertanto fatene un utilizzo attento e limitato (a parte per il mirino, non potete di certo spegnerlo). Non mancano poi le ormai classiche modalità HDR per superare i limiti di gamma dinamica (a cui abbiamo dedicato una guida che potete leggere qui) e Panorama, per scattare una singola foto muovendo la fotocamera in orizzontale per poi avere come risultato una panoramica di una scena precisa.

Fino a questo punto abbiamo evidenziato vantaggi incredibili di questo modello, facendovi quasi cambiare pagina per dirigervi immediatamente su Amazon o sul sito di Sony per acquistarla al volo. Tuttavia siamo ancora lontani dalla perfezione assoluta. In questo caso il primo difetto importante è la scarsa intuitività del menù: esso, sebbene possa essere modificato per quanto concerne la vista grafica (quindi una visualizzazione grafica come quella nell’immagine qui sotto oppure classica ad elenco), risulta davvero difficile da capire al primo impatto (e anche al secondo) e soprattutto troppe funzioni rimangono nascoste in sottomenù spesso ignorati a causa del posizionamento infelice.

Sony a7 II

Sicuramente positivo il fatto che ci siano molti bottoni interamente personalizzabili (vedi C1, C2, etc), tuttavia, anche in questo caso si notano altri limiti: non tutte le funzioni sono assegnabili ai bottoni in quanto è stata fatta una scelta a priori (dal produttore) per quanto concerne le possibilità di impostazione; certo, non possiamo dire che si tratti di un “sistema chiuso” o “limitato”, però sicuramente l’intuitività è importante e da non confondere con l’abitudine per un’altra reflex o fotocamera diversa,

Parlando di autofocus è bene specificare che si tratta di un AF a rilevamento di fase sul piano focale con obiettivi A. Questo, in sintesi, vuol dire che quando monterete un’ottica con questo innesto tramite l’adattatore opzionale ci sarà una copertura più ampia ed una risposta ad alta velocità per elevate prestazioni ottiche e di tracciamento; per tutti gli altri casi, Sony a7 II vanta di ben 117 punti di messa a fuoco (sempre a rilevamento di fase) che vi permetteranno di raggiungere risultati assolutamente perfetti. Tutto molto bello fin qui, tuttavia, il sogno viene quasi infranto da un’eccessiva lentezza nella risposta: la messa a fuoco risulta infatti piuttosto lenta se comparata con altri modelli simili e, nonostante il nuovo aggiornamento che aumenta sicuramente la rapidità anche su lenti di altri produttori, nel complesso risulta insoddisfacente, soprattutto per fotografia sportiva o con soggetti in rapido movimento, nonostante il tracking specificato come “veloce” nelle caratteristiche ufficiali. Stesso discorso per i video: AF fin troppo lento per seguire una scena nel modo giusto. Tuttavia, come ben sappiamo, nei video è quasi sempre consigliabile utilizzare la messa a fuoco manuale tramite ghiera, motivo per cui Sony ha introdotto una funzione che ci ha davvero stupiti; si chiama “Focus Peaking” e permette di visualizzare su display delle “macchie” bianche per capire rapidamente se una parte della scena è a fuoco oppure no.

Parliamo di autonomia e di batteria. Non si tratta sicuramente della camera con la durata più eccezionale in assoluto, anzi. Sony ne stima 350 scatti sulla scheda tecnica, ma in linea di massima possiamo dire che tra le mirrorless non brilla proprio per durata, anzi. C’è da considerare che è un dispositivo dalle dimensioni ridotte, quindi non ci aspettavamo poi dati così differenti. Un dato importante è però la modalità di ricarica: sebbene non sia fornita con un alimentatore dedicato, Sony a7 II consente di ricaricare la batteria con una batteria.

No, non siamo impazziti e non si tratta di energia infinita gratis per tutti, è una caratteristica fantastica di questa mirrorless che ci ha davvero lasciato “a bocca spalancata”. Mi trovato nel bel mezzo di una sessione di shooting in esterna e avevo deciso di portare esclusivamente la Sony a7 II; purtroppo però, ero uscito di corsa e avevo dimenticato di controllare la carica della batteria, dato che sono comunque abituato ad averne più di una, pertanto nella remota situazione in cui ce ne sia una scarica la posso cambiare in qualche secondo. In questo caso, ahimè, la batteria della mirrorless era scarica, ma ormai era troppo tardi: potevo tornare a casa a caricarla, perdendo di conseguenza la mezza giornata dedicata agli scatti, rimanere a fissare senza scattare oppure collegare una batteria esterna tramite il cavo micro USB, che per intenderci è lo stesso che ormai è diventato standard per tutti i dispositivi Android e per moltissimi accessori di terze parti. Grazie alla mia batteria esterna da 15.000 mAh, in poco più di mezz’ora sono riuscito a caricare la fotocamera fino al 100%, riuscendo quindi ad eseguire senza problemi la mia sessione di shooting programmata. Tutto questo non sarebbe potuto succedere con una reflex: nella medesima situazione, avrei dovuto per forza rinviare tutto in quanto, a causa della tensione diversa delle batterie, esse non possono essere ricaricate tramite batteria usb quando si trovano all’interno della fotocamera (o perlomeno non nella maggior parte dei modelli). Questa caratteristica mi ha fatto capire ancora di più quanto si tratti di un modello davvero “portatile” e adattabile a molte più esigenze di quanto pensassi.

Sony a7 II: le nostre conclusioni

A questo punto abbiamo fatto un quadro chiaro del modello recensito soffermandoci sui punti più importanti che meritavano un’attenzione particolare, ma un dubbio ancora aleggerà sicuramente nelle vostre menti: posso davvero sostituire interamente la mia reflex con questa mirrorless? La risposta ve la possiamo dare dopo un breve spot pubblicitario.

Sony a7 II

Ok, cercavo un modo per tenervi sulle spine, ma è evidente che non siamo in un quiz televisivo, pertanto bando alle ciance: secondo noi la risposta è NO, la Sony a7 II non potrà sostituire la vostra reflex professionale, o almeno per ora. Certo, parlando di peso e di facilità di trasporto è indiscutibile la comodità di questo modello, tuttavia, esempi come la mancanza della connettività sync per flash da studio rendono la Sony a7 II un modello fantastico per il reportage e inadatto per lo studio (giusto per fare un esempio).

Che poi sia possibile, tramite adattatori, scattare con flash esterni è un altro discorso, tuttavia, alcune mancanze ci sono. Per motivi di spazio e dimensioni manca anche un secondo slot dedicato alla memoria SD (o CF) che per molti professionisti è fondamentale. Questi ed altri motivi rendono questa mirrorless, come già detto, perfetta da portare con voi per le sessioni di shooting in esterna, perfetta per il reportage, perfetta anche per ritratti senza troppe pretese o configurazioni di luce, ma non è ancora il prodotto che sostituirà una reflex (anche se confidiamo molto in questo). È sicuramente importante in questi casi notare le differenze con una DSLR: prendendo come esempio la mia D800, mi serve sicuramente uno zaino per portare a spasso corpo macchina, battery pack, teleobiettivo, telecomando esterno, accessori vari ed eventuali (filtri, flash..etc), mentre con Sony a7 II configurata anche con un 70-200mm ƒ4 (come quello utilizzato per la nostra recensione) è sufficiente una semplice tracolla che si rivelerà essere anche molto più leggera dello zaino stesso.

Pro

  • Una fotocamera professionale nel corpo di una compatta
  • Nel mirino EVF potresti davvero guardarci un film
  • Può essere ricaricata con una batteria esterna
  • Arriva fino a 1/8000 d'esposizione
Contro

  • Niente doppio slot per SD
  • Menù per nulla intuitivo
  • Autofocus piuttosto lento nella maggior parte dei casi
  • Manca la registrazione video in 4K
8

Ricky Delli Paoli


Mi è capitato molte volte durante questa review di portare con me soltanto Sony a7 II e lasciare a casa il resto, tuttavia, non può sempre essere così in quanto ci sono situazioni, come già spiegato, in cui una reflex resta ancora insostituibile (giustamente aggiungerei, altrimenti sarebbe la fine per quel settore). Ad ogni modo, se siete interessati a leggerezza, qualità, funzionalità e molto altro è bene specificare che ci sono tante mirrorless sul mercato, ma quante danno fiducia come questa? Potrà essere sempre il vostro corpo secondario o addirittura primario se non avete esigenze come quelle evidenziate negli esempi precedenti, tuttavia, la maggior parte dei professionisti continueranno a tenere a7 II come corpo secondario.

Tirando le somme Sony a7 II ci ha davvero stupiti su molti fronti regalando una qualità d’immagine unica, lenti professionali in costruzioni compatte, connettività estrema per quasi ogni esigenza, peso limitato e dimensioni compatte e molto altro. Sony a7 IIÈ stato sicuramente amore a prima vista, anche per la possibilità di adattare ottiche non Sony. Certo, manca la registrazione video 4K, la connettività per i flash da studio, una maggior compensazione d’esposizione, un menù intuitivo e altre piccole carenze; tuttavia siamo soddisfatti delle potenzialità di questa fotocamera per vari utilizzi tra cui still life (grazie al buon numero di megapixel), cerimonie (grazie alla versatilità e leggerezza che a fine giornata farà la differenza), reportage (grazie al peso ridotto e alla maneggevolezza), ritratti in esterna (grazie ai punti di messa a fuoco) e molto altro. Ci sentiamo di consigliare questo modello a chi possiede una compatta, bridge o una reflex entry level e vuole fare il passo verso una fotocamera full frame con potenzialità fantastiche senza spendere cifre di un’ammiraglia di qualche produttore oppure di una reflex professionale. Nonostante ciò rimane un modello perfetto anche da affiancare ad una DSLR avanzata in quanto ogni buon professionista ha bisogno, per comodità, di un secondo corpo macchina (e in questo caso la maggior parte delle lenti di tutti i produttori possono essere montate tramite adattatori opzionali).

Volete acquistarla? Potete farlo direttamente dalla seguente pagina Amazon al prezzo di 1650€ circa. Di seguito qualche scatto e la nostra video recensione.

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