Sony a6300: la piccola mirrorless dalle grandi potenzialità

Tra le tante fotocamere mirrorless che abbiamo avuto modo di provare nel corso del tempo, un modello in particolare, in un modo o nell’altro, veniva sempre più richiesto dai nostri utenti. Stiamo parlando della “piccola” Sony a6300, fotocamera non esattamente nuovissima ma comunque molto richiesta dal pubblico. Questa recensione nasce proprio dalla volontà di raccontarvi cosa ne pensiamo della qualità di scatto, delle possibilità infinite per quanto concerne i filmati e, ultimo ma non meno importante, di un sistema di messa a fuoco da ben 425 punti che fa ancora invidia a certi modelli recentissimi.

Scheda tecnica

Sensore Sensore CMOS Exmor® formato APS-C (23,5 x 15,6 mm)
Fattore di crop 1.5x
Processore BIONZ X
Sistema AF/punti AF a rilevamento di di fase con 425 punti di messa a fuoco oppure 169 punti a rilevamento di contrasto
Mirino Mirino elettronico XGA OLED da 1,0 cm (0,39") a colori
Attacco obiettivo Innesto E
(vari adattatori disponibili per altri produttori di ottiche)
Risoluzione massima foto 6.000 x 4.000 (24 M)
Formato file Foto: RAW 14 bit, JPEG Extra Fine, JPEG Fine, JPEG Standard
Video: XAVC S: MPEG-4 AVC/H.264; AVCHD: MPEG-4 AVC/H.264; mp4: MPEG-4 AVC/H.264
Registrazione simultanea JPEG+RAW Si
Video fino a: 3840 x 2160 pixel (30p/100 Mbps, 30p/60 Mbps, 24p/100 Mbps, 24p/60 Mbps)
Range ISO 100-51.200
Flash integrato Si
Display TFT ampio da 7,5 cm con 921.600 punti
Supporti di registrazione Memory Stick PRO Duo™, Memory Stick PRO-HG Duo™, Memory Stick XC-HG Duo™, scheda di memoria SD, scheda di memoria SDHC (compatibile con UHS-I), scheda di memoria SDXC (compatibile con UHS-I)
Interfacce Connettore HDMI micro (tipo D), BRAVIA® Sync (menu di collegamento), PhotoTV HD, uscita video 4K Ultra HD, riproduzione foto in 4K Ultra HD
Connettività Wi-Fi, NFC
Batteria Batteria ricaricabile NP-FW50 con autonomia fino a 350 scatti (mirino) oppure 400 scatti (display) LCD
Dimensioni 120 x 66,9 x 48,8 mm
Peso Circa 361 g (solo corpo) / circa 404 g, con batteria e Memory Stick PRO Duo

Design e materiali: semplicità professionale

Sony a6300 nasce dalla necessità di fornire agli utenti un dispositivo compatto, leggero, ergonomico e allo stesso tempo prestante. È proprio per questi motivi che pensiamo che gli ingegneri Sony siano riusciti a creare un prodotto maniacalmente curato in ogni dettaglio ed incredibilmente prestante se comparato alle reali dimensioni. Pur avendo provato prodotti come Sony A7SII e Sony A7 II, siamo rimasti sorpresi nel vedere tale concentrato di potenza. Nonostante i due modelli di Sony da noi già provati non siano paragonabili come fascia a questo modello, non si può fare a meno di riflettere sul reale rapporto qualità-prezzo che, in questo caso, sembra assolutamente perfetto.

Sony a6300

Partendo con la nostra analisi dalla parte frontale, troviamo un design estremamente minimale che mostra soltanto la denominazione modello (per la serie), la luce di messa a fuoco, un piccolo sensore IR proprio a monte dell’impugnatura e il classico bottone di sgancio dell’ottica. Contando che il kit base è un bundle con l’ottica Zeiss 16-70 f/4, guardando frontalmente la fotocamera fare te fatica a vedere il design in quanto l’ottica occuperà gran parte della visuale. Sul lato sinistro rispetto all’ottica (destro rispetto al display posteriore) troviamo esclusivamente il logo che ci ricorda la presenza del chip NFC per lo scambio rapido di contenuti con altri dispositivi. Nel lato opposto invece sono presenti tutti i vari connettori input / output; Troviamo una porta “multi”, cioè una Micro USB in grado di ricaricare la fotocamera (anche tramite batteria esterna), offrire controlli da dispositivi esterni e permettere la connessione con il PC per lo scambio di contenuti, una porta micro HDMI per l’output video e un jack d’ingresso per il microfono, manna dal cielo per i videomaker. Purtroppo manca la porta per le cuffie, dettaglio che sarebbe stato molto gradito proprio per le grandi potenzialità video del prodotto. Guardando bene questo lato della fotocamera troviamo anche tre piccoli buchi che segnalano la presenza dello speaker, di una qualità buona, e il logo del WiFi.

Continuando, nella parte superiore possiamo notare un design rimasto estremamente minimale come davanti, mirato a non confondere troppo l’utente, idea che ci piace e allo stesso tempo un po’ dispiace: a chi non piace vedere il giusto connubio tra ghiere e bellezza estetica? Certo, non parliamo di una postazione di guida di un aereo ma nemmeno di una tavola da surf. La scritta “4K” ci ricorda una delle più grandi novità di questo modello, seguita subito dalla slitta Hotshoe con cui possiamo utilizzare flash e vari accessori esterni. Proseguendo troviamo il piccolo ma generoso flash, la ghiera dei programmi, una ghiera secondaria per regolare il diaframma, lo switch d’accensione con il tasto di scatto al centro e un tasto programmabile (C1).

Sony a6300Passando al lato posteriore troviamo il generoso display LCD da 3″ con possibilità di inclinazione a 45 e 90° (utile per i video in posizioni scomode), il mirino EVF OLED da 2.36 milioni di punti (comprensivo di sensore di prossimità), il tasto di sgancio rapido del flash, i vari tasti per entrare nel menu o regolare le impostazioni del display, una ghiera secondaria per regolare il tempo di esposizione (o il diaframma, a seconda della vostra configurazione) e due tasti funzione aggiuntivi e completamente programmabili. Non manca il tasto di registrazione video posto sul lato, sempre nella solita posizione scomoda divenuta ormai la preferita da Sony. Non è infatti la prima volta che troviamo il tasto di registrazione video ubicato in una zona difficilmente accessibile in maniera rapida. Il lato è infatti quello di solito preferito per l’impugnatura (il destro), pertanto è facile che la nostra mano copra completamente il tasto, rendendo difficile il rapido avvio della registrazione video. Questa problematica l’avevamo già evidenziata nelle altre fotocamere di Sony, speriamo che in futuro si rendano conto della difficoltà d’utilizzo. Diciamo che per risolvere questo problema sarebbe sufficiente anche un aggiornamento firmware che aggiunga la possibilità di impostare il tasto C1 come avvio di registrazione per i filmati. Data la vicinanza con il tasto di scatto, sarebbe certamente più comodo avviare la registrazione di un video in questo modo. La parte inferiore integra l’attacco a vite classico e lo slot per SD e batteria Sony NP-FW50 con autonomia di circa 400 scatti.

Sony a6300 non è esattamente tropicalizzata di definizione ma, rispetto al modello precedente, può resistere senza troppi problemi a polvere e umidità. Sebbene Sony dichiari questo modello come “resistente alle condizioni avverse quanto Sony A7”, non è così scontato che possa resistere alla pioggia. Sebbene il corpo sia saldamente costruito, ci sono alcune aperture che non ci convincono particolarmente, come la parte dedicata ai connettori che presenta uno sportello fin troppo accessibile.

Prestazioni: come dare il meglio di voi stessi

Siamo sinceri: era da molto tempo che volevamo provare Sony a6300, e non solo per la grande richiesta del pubblico. Volevamo vedere da vicino le prestazioni che questa mirrorless è in grado di offrire. Guardando le specifiche si evince immediatamente come Sony a6300 sia una fotocamera “video-oriented”, motivo per cui abbiamo deciso di dare un piccolo e doveroso spazio anche al lato video in questa nostra recensione. Benché si tratti di un tema che non abbiamo mai particolarmente trattato, in quanto interessati a valutare l’aspetto fotografico dei prodotti, in questo caso non abbiamo potuto fare a meno di notare le numerose funzionalità dedicate ai videomaker in erba.

Sony a6300

Tutto il sistema è spinto da un brillante sensore d’immagine CMOS Exmor da 24,2 megapixel, quasi la stessa quantità di pixel della sorella maggiore A7II, con la differenza che, in questo caso, il sensore è APS-C. Posto il fatto che alcuni potrebbero storcere il naso proprio perché Sony a6300 non è full-frame, bisogna considerare che le caratteristiche di questo modello, unite ad un prezzo senz’altro accattivante, fanno anche sopportare volentieri quel piccolo fattore di crop pari a 1.5x. Non può mancare ovviamente un processore d’immagine BIONZ X, sempre presente nelle fotocamere Sony, in grado di garantire buone prestazioni per quanto concerne la sensibilità ISO (estendibile fino a 51.200) e la raffica di scatto (che può arrivare fino a 11 fps). La vera funzione interessante è però sicuramente la messa a fuoco, un sistema che, in caso di rilevamento di fase, può arrivare fino a ben 425 punti. Il tutto con una tecnologia di tracking ad alta densità per una precisione affidabile ed un tracciamento continuo e stabile. Inseguire un soggetto con questo sistema di messa a fuoco non sarà assolutamente un problema, soprattutto grazie al fatto che è possibile azionare l’AF in soli 0,05 secondi; si tratta di uno dei sistemi più rapidi al mondo.

Esaminando le differenze con Sony a6000, il modello precedente, possiamo accorgerci facilmente del grande lavoro svolto dagli ingegneri Sony nel garantire nuove prestazioni. I megapixel rimangono invariati ma, oltre al nuovo sistema di messa a fuoco, troviamo un mirino OLED da ben 2.36 milioni di pixel con l’opzione di visione a 120 fps (che ci ha impressionati molto), la possibilità di registrare video in 4K a 2160p@30fps o a 1080p@120fps e un’autonomia pari a circa 400 scatti, quasi 50 in più rispetto al modello precedente.

Nella nostra esperienza di scatto, a livello fotografico e non video, siamo stati molto colpiti dalla rapidità di scatto, dalla precisione della messa a fuoco e dalla buona ergonomia globale del prodotto, valida anche per chi ha le mani particolarmente grandi. Nonostante il mio lato auditivo non sia assolutamente soddisfatto di quel rumore un po’ troppo elettronico per quanto concerne l’otturatore (una cosa normale nelle mirrorless), scattare con Sony a6300 è piacevole, così piacevole tanto da non voler smettere mai.

Un autofocus con i fiocchi

Sony a6300, esattamente come il modello precedente, utilizza sia un sistema a rilevazione di fase, sia un sistema a rilevazione di contrasto (per una migliore precisione). Il sistema, per quanto concerne le opzioni, deriva direttamente dalla top di gamma, Sony A7RII. Ci sono cinque diverse modalità di messa a fuoco con cui potrete davvero sbizzarrirvi. Sony a6300 offre infatti la possibilità di scegliere tra vari metodi di messa a fuoco con cui è possibile posizionare manualmente il punto di messa a fuoco, bloccare il punto manualmente, mettere a fuoco continuamente, tracciare un oggetto/soggetto e molto altro. Certo, starete pensando che si tratti di cose già viste in altri modelli, ed è vero. Tutto però cambia quando si realizza che i punti di messa a fuoco sono ben 425, un numero tanto folle quanto incredibile in ogni situazione. Pensate anche solo semplicemente a foto d’azione, soggetti in rapido movimento e situazioni di luce difficile: con questa messa a fuoco nulla di tutto questo sarà più un problema.

Sony a6300

Molti aspetti della messa a fuoco cambiano però nella modalità video: ad esempio, al contrario della modalità foto, il cursore a quattro vie non sposta subito il punto di messa a fuoco, sarà necessario ogni volta premere il tasto centrale e poi regolare il tutto. Questa differenza è solo una delle tante piccole variazioni in modalità video, ma è soltanto questione di abitudine. All’inizio è normale pensare che si tratti di un sistemo difficile, però abbiamo avuto modo di capire che si può imparare in fretta. Oltre a questo, il tracking dell’occhio non funziona in modalità continua nei video, per quello c’è però la modalità di rilevamento del volto che funziona molto bene ed è sufficientemente rapida per non farvi fare brutta figura. Ci è piaciuta tantissimo la rapidità di messa a fuoco nel video, sopratutto nelle variazioni più complesse, come ad esempio la messa a fuoco di un soggetto in primo piano dopo una rapida carrellata in una situazione di scarsa luminosità.

Insomma, Sony ha davvero messo a bordo di a6300 un sistema di autofocus con i fiocchi che, con un po’ di abitudine nell’utilizzo, diventerà certamente il vostro nuovo compagno di viaggi.

Nata per le foto, cresciuta per i video

Sony a6300Oltre alle importanti migliorie per l’autofocus, le capacità di registrazione video sono notevolmente migliorate (per chi conosce il modello precedente) o semplicemente una scoperta fantastica (per chi impugna una Sony alpha per la prima volta). Chiaramente, la più grande novità è l’aggiunta della registrazione video in 4K, a grande richiesta dagli utenti. Da quello che abbiamo potuto vedere, Sony a6300 è in grado di registrare in 4K a 16:9, stesso rapporto di registrazione per i video in FullHD e HD e può farlo a 25, 24 o 30 frame, sebbene in quest’ultimo caso venga applicato un piccolo e lieve crop che solo un occhio ben allenato può notare. È importante sottolineare il fatto che, per registrare video di questa portata, è fondamentale scegliere la memory card giusta per evitare di non riuscire a catturare correttamente un filmato. Sony a6300 infatti integra un sistema di riconoscimento della memoria che può impedire la registrazione in 4K se non sufficientemente veloce. Vi consigliamo di sfruttare una memoria SDXC U3 per evitare problemi (che sia UHS-I o II non importa, basta che sia U3).

Un’altra grande novità in Sony a6300 è sicuramente l’aggiunta delle curvature S-Log3 che permettono davvero di fare faville in ambito video. Sarà infatti possibile gestire la gamma dinamica come accade già sulle videocamere professionali, un punto importante per i videomaker che cercano in questo prodotto un valido partner. Certo, come molte altre funzioni avanzate, è necessario fare un po’ di pratica, anche perché i menù, purtroppo, non sono molto intuitivi. Interessante l’anteprima completa per quanto riguarda ogni singola modifica, in questo modo non dovrete azzardare variazioni troppo esagerate.

Sony a6300

I formati di registrazione video sono vari: si passa da un XAVC S 2160p con un massimo di 30fps e un bitrate di 100mbps ad un AVCHD 1080p@60p con un bitrate variabile. Presente anche l’opzione MP4 a 1080p o a 720p. Da segnalare sicuramente la modalità slow motion che permette di spingere l’XAVC S a 1080p fino a 120 fps per risultati davvero niente male. Sony a6300 integra inoltre una modalità “Dual Video REC” che permette di registrare due filmati di cui un secondo con qualità ridotta al fine di poterlo condividere più facilmente.

Ci siamo trovati molto bene anche con la funzione Focus Peaking, cioè la possibilità di capire bene come sfruttare la messa a fuoco manuale. In questa modalità, con autofocus disattivato, la macchina mostrerà dei colori predominanti sulle aree a fuoco, in questo modo sarà facile capire come comportarvi. Il Focus Peaking è una modalità presente su molte fotocamere, ma di certo su Sony a6300 non poteva proprio mancare.

Se vi piace perdervi nelle funzioni, allora Sony ha preparato diversi profili colore denominati appunto “Picture Profile“, cioè una serie di impostazioni predefinite che vi velocizzeranno in fase di registrazione. Chiaramente, ogni singola impostazione può essere modificata. Tra i vari profili preimpostati ne trovate ben due dedicati alla luce “Cine” e tre dedicati alla gamma dinamica (comprensivi di S-Log2 ed S-Log3). Non mancano poi dei preset dedicati al colore della pelle e ad un colore più naturale. Vi consigliamo di registrare dei filmati di prova prima di cimentarvi nell’utilizzo dei profili colore.

Una grande mancanza per i videomaker è sicuramente la possibilità di orientare lo schermo a 180° in una sorta di modalità “autoritratto”, caratteristica che avrebbe sicuramente reso Sony a6300 la più venduta in assoluto per Vlog e video da YouTubers. Pensandoci bene, è una fotocamera con un giusto rapporto qualità/prezzo, compatta, leggera, con una buona autonomia e ricca di funzioni. L’orientamento totale del monitor e la presenza di display touchscreen avrebbero sicuramente portato questo prodotto ad un altro livello.

Sensibilità ISO: prestazioni interessanti per risultati sorprendenti

Non abbiamo avuto modo di provare a fondo Sony a6000, modello precedente rispetto a questa a6300, però, osservando qualche scatto dal web e qualche filmato, si capisce subito il miglioramento di qualità dell’immagine e il tipo comportamento ad alti ISO. Sebbene il nome del processore sia sempre “BIONZ X“, questo non vuol dire che non ci siano miglioramenti interni nella costruzione necessari per migliorare le prestazioni. È evidente infatti che, con Sony a6300, è possibile raggiungere quell’ottimo compromesso tra alti ISO e sufficiente qualità.

Sony a6300

Abbiamo provato Sony a6300 in varie situazioni di scatto, concentrandoci particolarmente in una situazione di luce piuttosto difficile che mette a dura prova la maggior parte dei sensori: un garage poco illuminato in una fredda mattina autunnale. La missione in questo caso era prendere della legna per il camino, e chi non scatta foto alla legna mentre svolge compiti come questo? Abbiamo evitato Stories su Instagram e selfie per Snapchat per raccontare la nostra giornata molto interessante e ci siamo concentrati sul test del sensore e sul comportamento del processore scattando soprattutto a ISO 51200. Nonostante moltissime fotocamere mid-range o mirrorless entry level abbiano una sensibilità potenziale fino a ISO 51200, quasi mai nessuna si comporta come dovrebbe ad una tale portata. Eppure Sony a6300 ci ha stupiti anche in questo caso: il rumore digitale non è quasi mai estremamente visibile o fastidioso ed è facilmente rimovibile in post-produzione sfruttando vari programmi come Adobe Lightroom, Adobe Photoshop e simili. Siamo pertanto molto soddisfatti delle potenzialità ISO.

Menù: arrivederci intuitività

Sebbene siamo piuttosto abituati ai menù di Sony su prodotti di fascia maggiore, è stato comunque difficile cimentarsi con Sony a6300 proprio per la scarsa intuitività globale. I menù sono piuttosto macchinosi e molte funzioni sono nascoste, caratteristiche che non vi renderanno la vita facile nelle varie situazioni di scatto. Stiamo ovviamente valutando l’intuitività, altrimenti si potrebbe dire che con l’abitudine tutto diventa più facile. Sony a6300 ci ha sicuramente colpiti per quanto concerne la qualità di scatto, le molteplici funzioni disponibili e la compattezza globale, ma pecca in un menù dispersivo e a tratti disorganizzato. Spesso anche attivare funzioni specifiche, come l’SLog o il Focus Peaking, diventa proprio difficile.

Ci siamo cimentati nel cambio delle funzioni assegnate ai vari bottoni “C” spari per il corpo ed è effettivamente stato difficile orientarsi nel modo migliore. L’operazione risulta macchinosa e poco intuitiva, oltre al fatto che numerose funzioni non sono presenti (come ad esempio l’avvio di una registrazione video che eviterebbe l’utilizzo dello scomodo bottone laterale).

Le nostre conclusioni su Sony a6300

C’è da dire che per Sony a6300 avevamo aspettative molto alte: date le richieste ricevute dagli utenti, le potenzialità ben descritte sul sito ufficiale e le prove varie a dimostrazione delle potenzialità, vedevamo questo modello come un prodotto praticamente perfetto. Aspettative che non sono state deluse più di tanto, anzi.

Ciò che si scontra con la possibilità di dare a questo prodotto un voto estremamente alto è sicuramente la poca intuitività dei menù che diventa controproducente per ogni lavoro. Non ci siamo abituati facilmente ai menù di Sony a6300, o almeno non tanto come successo con A7SII e A7II, eppure la base firmware è praticamente la stessa. Cosa cambia quindi? Un grande concentrato di potenza, prestazioni e possibilità espresso nel modo sbagliato e spesso nascosto in troppi sottomenu e voci secondarie.

Pro
  • Ottima qualità fotografica
  • Possibilità di ricarica tramite batteria esterna
  • Supporto al Raw 14 bit nella maggior parte dei casi
  • Corpo compatto ed ergonomico
  • Fantastica qualità video
Contro
  • Menù poco intuitivi e dispersivi
  • In questa fotocamera avebbe fatto comodo un display touch
  • Manca un'uscita cuffie
  • Scomodo tasto di registrazione per i video
  • Mancanza di un display orientabile a 180°
9
Ricky Delli Paoli


A parte questo però, Sony a6300 si rivela una mirrorless assolutamente straordinaria in grado di stupirvi in ogni momento con un’ottima qualità di scatto, una fantastica nitidezza a livello video e un grandissimo potenziale globale a livello prestazionale. Ci dispiace inoltre di quelle piccole mancanze, come l’uscita cuffie e il monitor orientabile a 180°, che avrebbero reso questo modello davvero irresistibile. Certo, se queste due caratteristiche non rientrano tra le vostre priorità, significa che Sony a6300 può potenzialmente essere la fotocamera che cercate. Insomma, il parco lenti è molto vasto (grazie alla collaborazione con Zeiss), gli adattatori disponibili sono molti (con cui potrete montare lenti con altri attacchi) e, soprattutto, più utilizzerete questo modello e più sarete comodi a portarlo a spasso con voi. Apprezziamo molto il lavoro di Sony nella continua ricerca di grandi componenti per grandi prestazioni in piccoli corpi. Che siate blogger, viaggiatori abituali, fotografi amatoriali evoluti o professionisti alla ricerca di qualcosa di diverso, Sony a6300 è il giusto compromesso.

Sony a6300 è attualmente disponibile su Amazon ad un costo pari a circa 1080€ ed è acquistabile cliccando qui.

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