Sonic Forces recensione: la morte di una rinascita

Nel 2012 James Portnow, fondatore di Extra Credits e presidente di Rainmaker Games, pubblicò un video in cui rispondeva alle domande del pubblico sui “dietro le quinte” del mondo dei videogiochi. In quell’occasione gli fu posta una domanda: cosa si può fare per salvare Sonic dal suo declino?  La sua risposta fu molto diretta: strappare Sonic dalle mani dei suoi sviluppatori, perché non hanno idea di quello che stanno facendo. All’epoca ero convinto stesse esagerando – Sonic Colors aveva spunti interessanti, e Sonic Generations era molto migliore delle aspettative. Poi è uscito Sonic Boom. E ora ho recensito Sonic Forces.

Sto cominciando a dargli ragione.

Gamplay in due e tre dimensioni

sonic forces recensione

Andiamo con ordine. Se avete già giocato a Generations, sapete cosa aspettarvi: Sonic è un riccio dal color del mare in grado di correre veloce come un fulmine, sia in due che in tre dimensioni, e di effettuare una varietà di attacchi – da scivolate a salti addosso ai nemici, fino alla sua mossa caratteristica: rotolare attaccando i nemici con le sue spine. In questo episodio si avranno a disposizione anche alcune armi con poteri elementali chiamate Wispon (fiamme, elettricità eccetera), ispirate agli Wisp di Sonic Colors,  che saranno utilizzabili solo dal personaggio che andremo a creare e il cui uso è limitato ai punti in cui ci viene fornita una carica.

sonic forces recensioneIl gioco si apre con la creazione del proprio avatar, scegliendo innanzitutto la specie tra quelle disponibili: cane, lupo, coniglio, orso, uccello, gatto o – ovviamente – riccio. La differenza non è solo cosmetica, ma va a fornirci anche una abilità secondaria come un doppio salto o la possibilità di non perdere tutti gli anelli quando si viene colpiti. La creazione del personaggio è molto limitata – scordatevi la possibilità di inventare mostri deformi o di personalizzare fino alle sopracciglia, offerte da giochi come Dark Souls, sarà disponibile solo un colore per l’intero corpo – però fa il suo dovere.

Suppongo la scelta sia stata fatta per evitare che venissero creati personaggi troppo diversi dal classico “stile Sonic”, e funziona (abbastanza) bene, anche se resta l’amaro in bocca per la speranza di ottenere qualcosa in più. Per fortuna, la selezione di abiti e accessori è molto più vasta e permette molta creatività, con nuovi oggetti sbloccabili nel corso del gioco. Parecchio più vasta, visto che di vestiti se ne sbloccheranno a decine, e in questo caso si che ci potremo sbizzarrire, approfittando anche delle molte citazioni che includerà il nostro guardaroba (quelli ispirati a Jet Set Radio sono, personalmente, i miei preferiti).

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Ci sono fin troppe cose da sbloccare, onestamente: livelli segreti, missioni secondarie, gli Wispon che andranno utilizzati sia per i combattimenti (che, tolti i boss, si risolvono quasi sempre premendo solo un tasto per attaccare) che per esplorare i livelli per ottenere gli anelli, che funzionano da punti vita. Gli anelli arrivano fino a un massimo di 100 durante il gioco, e, vista la rimozione del sistema di vite a vantaggio dei checkpoint, non pare abbiano nessun altro uso – raccoglierne più di 100 non dà nessun vantaggio a parte il punteggio, quindi una volta raggiunto quel numero non c’è nessun motivo di esplorare a parte per le monete collezionabili. Le cose cambiano in modalità difficile, che è quella che consiglio se volete ottenere il massimo dal gioco: qui si che raccogliere gli anelli diventa fondamentale.

sonic forces recensioneIl gioco richiede un certo impegno, soprattutto per capire come funzionano le varie abilità. Il problema è che è difficile imparare per bene come utilizzare il nostro personaggio se non sappiamo se giocheremo un livello con lui, con Sonic, con Shadow o con una coppia di personaggi insieme – nella trama principale non abbiamo la possibilità di scegliere, e ognuno di loro ha controlli e poteri diversi senza contare armi e potenziamenti. Se si aggiunge il fatto che il gioco passa da sezioni 3D a sezioni 2D liberamente, e non è sempre chiaro in quale dei due ci si trovi, spesso la confusione si fa sentire, e siamo molto, molto lontani dalla cura e dalla gioia del movimento dei giochi di Mario. Si passa da momenti in cui sembra di doversi aprire la strada nella marmellata, a momenti in cui si schizza via senza avere il tempo o la possibilità di evitare gli ostacoli, a seconda del personaggio che si controlla. Non è raro premere il tasto sbagliato perché ci si era abituati a controllare Sonic nel livello precedente.

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I controlli sembrano addirittura un passo indietro rispetto a Generations, uscito nel 2011. Mi chiedo se sia a causa del passaggio all’Hedgehog Engine 2, nuova evoluzione del motore grafico utilizzato nel gioco precedente (escludo Sonic Boom per il gameplay diverso e l’uso del CryEngine), ma ho l’impressione che sia molto più scomodo controllare i personaggi, con poca reattività; è molto facile partire e spararsi dentro a un baratro senza la possibilità di correggere la traiettoria, rendendo impossibile la precisione. Probabilmente è per questo che ritornano anche quei (discussi) pezzi in cui il gioco si gioca da solo, che ci costringono ad aspettare di finire di vedere Sonic saltare e correre su palazzi e rotaie prima di poter giocare di nuovo; stavolta sono spezzati da quick-time events, dove dovremo premere un tasto quando appare il segnale su schermo, pena il dover rifare la sezione da capo. L’effetto è abbastanza frustrante.

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Non che sia tutto da buttare. Ci sono livelli originali, e anche qualche idea per niente male – ho apprezzato parecchio la sezione in cui Infinite, il nuovo cattivo, inizia a rimescolare la realtà – ma sono poco sfruttati, e il level design è molto basilare e lineare, con poche occasionali deviazioni e segreti. Soprattutto considerando che la maggior parte dei livelli dura tra i due e i tre minuti, e che nella trama principale ci sono 30 livelli… potete calcolare quanto il gioco sia breve, se si escludono gli extra. Oh, e sono quasi sempre introdotti o conclusi da dei filmati.

E qui bisogna parlare della trama.

Una storia semplice ma confusa

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Sonic ha bisogno di un reboot totale, e che non sia un flop come Sonic Boom. È indubbio che questo episodio è solo per i fan della serie: se non conoscete ogni singolo gioco, l’intro non avrà alcun senso, visto che mette in campo i cattivi dei (spesso pessimi) giochi precedenti. La stessa trama vedrà arrivare personaggi da altri episodi che dovrebbero essere un momento che fa dire al giocatore “oddio, c’è anche lui”, ma che se siete fan vi farà dire “oddio, ma perché c’è anche lui”, mentre se questo è il vostro primo Sonic continuerete a chiedervi chi sia tutta questa gente. C’è perfino Classic Sonic, la versione “giovane” di Sonic basata sui titoli degli anni ’90 che era la battuta metanarrativa alla base di Generations, buttato dentro con la scusa che il potere (quale potere?) di Eggman deve aver sforato tra le dimensioni.

sonic forces recensioneIl risultato è la classica storia alla Sonic: un’accozzaglia di situazioni e personaggi che si prendono troppo sul serio, con tante cutscene e eventi tragici e terribili che dovrebbero farci emozionare, ma che spesso non hanno il minimo effetto. La rappresentazione perfetta è in una scena iniziale: il dottor Eggman, grazie al suo nuovo alleato Infinite, ha conquistato il mondo nel taglio tra una scena e l’altra (l’evento non è nemmeno mostrato), e, dopo un discorso su quanto al nuovo mostro piacciano la sofferenza, il dolore e altre cose da musica emo del 2005, c’è un dialogo tra personaggi terrorizzati che ci informa che Eggman ha costruito un Death Egg. Cosa sia un Death Egg non è nemmeno spiegato: il gioco pensa che basti nominarlo per farci prendere la cosa sul serio.

Salterà fuori (se non lo sapete già) che è una Morte Nera creata dal dottore, su cui andremo, anche se i dialoghi durante il gioco descrivono un assalto alla stazione che non vedremo mai di persona. Come nelle peggiori storie di Sonic, il risultato lascia indifferenti. “È una trama per bambini” dicono i fan, sottolineando che non deve per forza avere una storia appassionante per essere un bel gioco. Ma il gioco insiste nel voler essere preso sul serio, sebbene gli unici che potrebbero apprezzare questo tipo di trama sono quelli che hanno giocato ogni singolo gioco di Sonic sin dall’inizio. In tutto questo, infatti, noi saremo un nuovo personaggio appena arruolato nell’esercito di Sonic, che da solo potrà salvare il mondo da Eggman e guadagnarsi l’ammirazione del riccio blu e dei suoi amici. L’obiettivo della trama è palese.

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Tolti quei pochi sprazzi di originalità di cui ho parlato, sono i soliti livelli (si parte, ancora una volta, da Green Hill Zone, per quanto leggermente cambiata), i soliti personaggi riciclati, il solito Eggman che conquista il mondo, i soliti cloni di Sonic. È tutta roba che abbiamo già visto, e a volte scopiazzata spudoratamente – Infinite volteggia nell’aria come quasi tutti i cattivi di Sonic prima di lui, e con motivazioni molto confuse. Il DLC gratuito disponibile nel menu principale è un prequel che rivela alcune parti della trama, ma non aiuta granché.

Nota: esiste un legame tra il finale dello spin-off Sonic Mania e l’inizio di Sonic Forces, legato alla presenza di Classic Sonic; spiegarlo rovinerebbe però il finale di Mania, che è forse il miglior Sonic degli ultimi anni. La storia è anche approfondita nei fumetti supplementari pubblicati online da SEGA, che fungono anch’essi da prequel; purtroppo, in questa sede stiamo recensendo solamente Sonic Forces. – Stefano

Aspetto e suono molto curati

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L’aspetto non è affatto male. Se c’è una cosa con cui se la cavano bene laggiù al Sonic Team, è il design grafico: il gioco è carico di energia e colori, per quanto le ambientazioni siano in gran parte riprese dai giochi precedenti – ma anche le cose nuove sono fatte in maniera molto energica. L’Hedgehog Engine 2 fa un ottimo lavoro, senza rallentamenti apparenti (anche se vengono segnalati strani comportamenti su Xbox One) e con cinematiche durante il gioco che, per quanto troppo frequenti per i brevi livelli, hanno un sacco di energia e sono spesso un bello spettacolo.

Merita una menzione d’onore la colonna sonora, decisamente la parte migliore del gioco, che spazia da pop molto “giapponese” a rock d’assalto a pezzi orchestrali. È un insieme quasi schizofrenico, ma che si sposa bene col gioco, e riesce a dare un’energia che il gameplay stesso spesso non riesce a creare. Necessario far sapere che potreste dover cambiare lingua dalla sezione Gameplay delle opzioni – per noi il gioco è partito automaticamente in inglese, ma la traduzione italiana esiste ed è… poco entusiasmante, per dirlo in maniera gentile (tradurre rookie con “spina” non si può sentire), mentre il doppiaggio è abbastanza solido.

 

Sonic Forces recensione: le nostre conclusioni

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Il Sonic Team ha le idee troppo confuse. Sonic Forces è un gioco che continua a buttare dentro tutto quello che trova nella speranza di creare qualcosa di interessante, ma che finisce per riciclare idee già viste, senza la scusa di voler celebrare un anniversario come in Generations. La musica è sempre di alto livello, e ci sono sprazzi di idee interessanti come il poter creare il proprio personaggio, ma la maggior parte del gioco è piatta e poco divertente, con controlli che hanno bisogno di essere molto più limati; serve a poco avere un sacco di opzioni e personaggi disponibili se ognuna, alla prova del controller, si rivela tutto pieno di frustrazioni e di noia. Non è un disastro, ma questo è l’unico complimento che gli posso fare; Sonic ha bisogno di mollare la quantità e di tornare a concentrarsi sulla qualità.

Pro

  • Ottima colonna sonora
  • Possiamo creare il nostro personaggio
  • A volte riesce a creare una sensazione di carica

Contro

  • Il gameplay ha bisogno di molto più lavoro
  • Level design piatto e poco ispirato
  • Trama banale e allo stesso tempo confusa
  • Anche spremendo le attività secondarie, durata molto breve

5

Stefano Zocchi


Sonic Forces è disponibile per PC, PlayStation 4, Xbox One e Nintendo Switch. Se siete fan del porcospino blu, potete acquistarne una copia a questo indirizzo.

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