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In Sniper Elite 4 si sente sia il peso dei proiettili che degli anni

di Matteo Gobbiaggiornato il 13 de febrero de 2017

Il cecchinaggio, pratica tanto odiata nella vita reale quanto amata nel mondo dei videogiochi, è sempre stato un genere videoludico “di nicchia”. Il motivo di questo status è da ricondurre interamente al fatto che i titoli votati al mondo dello sniping spesso e volentieri si concentrano troppo sulle dinamiche balistiche e non tanto sul fattore divertimento. Alcune serie però hanno tentato di fornire un buon ibrido tra questi due aspetti, sfornando gameplay a metà fra il tecnico e l’arcade. Prima fra tutte spicca Sniper Elite, saga lanciata da Rebellion nel 2005 e che dall’uscita del secondo episodio nel 2012 ha assunto una certa notorietà. Dopo il grande successo del terzo episodio era lecito aspettarsi un sequel ed ora che è arrivato guardiamo se Sniper Elite 4 ha le carte in regola per essere considerato un buon gioco.

Sniper Elite 4 è divertente, ma solo per i fan del genere

Se siete interessati al titolo ma non avete mai giocato ad un episodio della serie, sappiate che Sniper Elite 4 è uno sparatutto che concentra tutti i propri sforzi ed il suo carisma in un unico aspetto: sparare. Sebbene il titolo abbia una trama, non è quello il motivo che porterebbe il giocatore ad apprezzare l’esperienza; se cercate un gioco con una storia ben congegnata state sbagliando serie. Non è un male che il titolo sia concepito in questo modo, non fraintendetemi: è piacevole di tanto in tanto giocare a qualche shooter dove gli sviluppatori vanno all-in nella progettazione del gameplay, mettendo la trama in secondo piano. Potrei parlarvi in dettaglio della storia e dei personaggi incontrati nel corso della campagna da Karl Fairburne, agente dell’OSS e protagonista ricorrente dei vari Sniper Elite, ma facendo ciò darei peso ad un aspetto “non importante” del titolo. Se non siete convinti di questo mio pensiero, vi basti guardare all’enorme successo che ha avuto DOOM per capire che non serve una buona trama ma una buona giocabilità per rendere uno sparatutto godibile. Ciò che veramente conta di Sniper Elite 4, quindi, è determinare se il gameplay sia divertente e ben realizzato. Dare una risposta precisa a questa domanda è complicato, quindi partiamo dalle basi per poi andare a guardare il titolo più nello specifico.

Sniper Elite 4 non è definibile né un TPS né un FPS, dato che la prospettiva salta dalla terza persona nelle fasi di movimento alla prima persona quando impieghiamo il fucile di precisione. Grazie alle sue meccaniche stealth, inoltre, il gioco offre davvero grande libertà d’azione e se dovessi effettuare un paragone per farvi comprender subito con che tipologia di gameplay abbiamo a che fare il primo gioco che salta alla mente è Metal Gear Solid V: The Phantom Pain. Esattamente come in MGSV, inoltre, non saremo obbligati affrontare le varie missioni in maniera lineare, lasciandoci davvero tante possibilità d’approccio ai vari obbiettivi. Ogni missione però è ambientata in un’area diversa, contrariamente all’ultimo capitolo della serie targata Konami, e le zone sono poste in fittizie località italiane (d’altro canto il nome completo del gioco è Sniper Elite 4 Italia).

Per un patito di armi da fuoco c’è una buona selezione, dal Carcano al Mosin NagantIl nostro arsenale è discretamente vasto e sarà potenziabile ed espandibile reperendo equipaggiamenti sul campo e spendendo i soldi guadagnati alla fine di ogni sessione di gioco per aggiungerli definitivamente alla nostra collezione. Ci sarà concesso scegliere fra diverse armi storiche della Seconda Guerra Mondiale, sia in modalità campagna che multigiocatore, e potremo portarci dietro di volta in volta un massimo di tre diverse tipologie di bocche da fuoco: i fucili da cecchino, le armi automatiche (SMG, fucili d’assalto, LMG) e le pistole. Sono presenti anche svariati gadget per aiutarci nella nostra avventura, dagli utilissimi kit medici alle mine anti-uomo, dalle granate ai nostri fidati binocoli, essenziali per scrutare la zona e marchiare i nemici per tracciare i loro movimenti. Nel complesso, i fucili da cecchino sono ben riusciti ma sono le uniche armi soddisfacenti da usare: i mitra hanno un rinculo esagerato e la dispersione dei proiettili è casuale a dir poco, mentre le pistole sono utili solo in modalità silenziata quando ancora il nemico non ha scoperto la nostra posizione.

Nel complesso sparare quindi è bello, ma il punto forte del gameplay a mio avviso è da ricondurre al fantastico sistema di personalizzazione della difficoltà di gioco. Esistono quattro livelli di difficoltà, che determinano il danno /la precisione dei nemici ed il livello di realismo della balistica dei colpi (vento, gravità, effetto Coriolis etc.). Le quattro impostazioni offrono davvero un livello di sfida ben distinto e visto che potremo saltare da una difficoltà all’altra quando vogliamo è consigliabile partire in modalità facile e salire man mano che si diventa più pratici con la mira. I checkpoint, inoltre, sono estremamente generosi nel riportarci in vita senza penalizzare troppo la nostra morte.

Oltre a questa selezione sarà anche possibile scegliere se abilitare o meno l’assistenza alla mira. Questa funzione renderà disponibile un indicatore ogni volta che tratteniamo il respiro che indicherà precisamente dove arriverà il colpo di volta in volta, senza stare a calcolare la distanza o l’influenza del vento. Purtroppo questo elemento risulta una lama a doppio taglio perché in contemporanea offre un modo rapido ed efficace di personalizzare la difficoltà ma impedisce al titolo di essere godibile da chiunque. Se il gioco viene giocato con l’assistenza alla mira perde qualsiasi elemento di sfida, tramutandosi istantaneamente in un titolo noioso e facile. Giocandolo senza aiuti, invece, diventa estremamente difficile, divenendo quindi un titolo consigliabile esclusivamente ad harcore gamer accaniti di giochi di cecchinaggio. Per questo motivo, quindi, uno dei migliori aspetti del gioco può essere considerato in contemporanea un elemento che gioca a suo sfavore. La risposta alla domanda che vi ho posto, quindi, è sì: il titolo propone un gameplay divertente e ben realizzato, però esclusivamente se siete fan di questo specifico genere di sparatutto.

Sniper Elite 4 offre anche non una ma ben due modalità multigiocatore, una cooperativa ed una competitiva. Non voglio dilungarmi molto su questo aspetto, visto che i server di gioco non erano attivi nella nostra fase di prova ed abbiamo già parlato in maggiore dettaglio di questi due elementi durante la nostra anteprima di Sniper Elite 4, però vi basti sapere che l’online è buono ma non eccelso. Il PvE è divertente, anche se non offre una varietà eccelsa, mentre il PvP non è raccomandato visto che non aggiunge nulla di che all’esperienza e soffre di alcuni errori concettuali non gravi ma in grado comunque di non rendere l’esperienza molto godibile.

Sniper Elite 4 è buono tecnicamente, ma migliorabile

Anche il comparto tecnico di Sniper Elite 4 soffre di diversi alti e bassi, principalmente sul piano grafico. Al buon level design, ben congegnato per offrire al giocatore innumerevoli modi di approcciarsi ai combattimenti in un vasto campo di battaglia, purtroppo non corrisponde una resa estetica qualitativamente costante. Più di qualche volta ci capiterà di incontrare zone bellissime ed estremamente ben realizzate, con edifici, monumenti e paesaggi disegnati per offrire un’estetica plausibile per l’Italia degli anni ’40, a cui si affiancano però anche località non proprio entusiasmanti da guardare. La bontà delle texture oscilla dal buono al pessimo, ma il vero cruccio che ho con questo titolo risiede interamente nelle animazioni.

Per dirla in maniera semplice, le animazioni di Sniper Elite 4 sono da rivedere, dai dialoghi ai combattimenti. Ogni volta che parliamo con uno dei dimenticabili NPC avremo la sensazione di avere a che fare con animazioni legnose ed espressioni facciali spente, mentre per quanto riguarda i combattimenti anche il ben noto sistema X-Ray (che evidenzia in maniera sanguinosamente dettagliata il punto d’impatto dei proiettili) non riesce a distrarre dalle movenze estremamente impacciate e non molto credibili dei soldati nemici. Infine, mi tocca segnalare la presenza di qualche bug, da armi per cui occasionalmente non si caricano le texture a cadute sotto la mappa di gioco, In conclusione il motore grafico sembra che fatichi a tenere il passo coi tempi e non riesce ad offrire un prodotto tecnicamente all’avanguardia, fatto che sarebbe compensabile da un’estetica accattivante ma come vi ho detto la qualità non è costante. Non è un fatto gravissimo, visto che alla fine l’engine è più che in grado di gestire la fisica dei proiettili (elemento fondamentale da azzeccare) però non nego che da un prodotto di questo calibro rilasciato nel 2017 mi aspettavo una grafica migliore,

Per concludere, vi dico che il comparto sonoro non ha difetti degni di nota. Le musiche sono discretamente buone e nonostante il doppiaggio non sia magnifico è sicuramente tollerabile. Il sound delle armi è abbastanza azzeccato, a mio avviso, ma il punto migliore del comparto sonoro del titolo non riguarda le armi in sé. Mentre le animazioni della meccanica X-Ray iniziano a sentire un po’ il peso degli anni, il suono delle ossa che si spezzato e dei testicoli che scoppiano riesce davvero a rendere il tutto estremamente impressionante, portandomi a non sparare più alle regioni intime dei soldati per evitare ogni volta di distogliere lo sguardo dallo schermo disgustato dai suoni “estremamente suggestivi”.

Sniper Elite 4: le nostre conclusioni

Sniper Elite 4 vanta un ottimo sistema di gestione della difficoltà, altamente customizzabile per personalizzare l’esperienza e tramutare il gioco con pochi click da un titolo arcade piuttosto semplice ad un’esperienza molto difficile e dalle meccaniche simulative. Detto questo, è anche importante però segnalare che il titolo non è esente da difetti, sia in ambito tecnico che ludico. In primis, l’engine del gioco inizia a sentire il peso degli anni e nonostante la resa grafica sia più che soddisfacente – a tratti presentando anche scenari molto belli – le animazioni risultano piuttosto arcaiche, specialmente nei dialoghi, e di tanto in tanto emerge qualche bug/glitch di troppo. Il gameplay è soddisfacente e la balistica dei colpi è ottima, però a lungo andare può risultare un po’ monotono, specialmente se pianificate di fare una maratona di svariate ore con l’assistenza di mira attiva, e nemmeno le tanto apprezzate animazioni X-Ray riusciranno a impedire questa cosa. L’IA del titolo a tratti può risultare buona ma il più delle volte avremo la sensazione che i nemici vogliano farsi uccidere, rendendola quindi un’intelligenza artificiale globalmente sufficiente ma non stupefacente. Infine, il comparto multigiocatore competitivo, al contrario del tutto sommato godibile comparto cooperativo online, offre un’esperienza non molto soddisfacente.

In conclusione Sniper Elite 4 è un gioco tutto sommato godibile da giocare, che grazie alle sue meccaniche solide saprà soddisfare i requisiti richiesti dal pubblico amante di questa tipologia di shooter votati al cecchinaggio. Questo però non significa che sia un titolo adatto a tutti; qualche difettuccio di troppo non lo rende appetibile a chi non è già appassionato del genere. Ve lo consigliamo, quindi, ma solamente se siete già dei fan.

Se vi interessa acquistare Sniper Elite 4, disponibile su Steam, Xbox One e PlayStation 4, lo trovate sullo Steam Store per PC, oppure tramite questo link ad Amazon o tramite il box sottostante per console.