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Smartwatch o Smartband: quale scegliere e perché sceglierne una

di Martino Wongaggiornato il 26 maggio 2018

Man mano che passa il tempo, tutto diventa smart. Siamo partiti con gli smartphone, e da lì l’innovazione tecnologica si è spinta sempre oltre. L’onda del momento è quella cavalcata dai wearable, ovvero dispositivi indossabili, dove troviamo sempre più frequentemente due nomi principali: smartwatch e smartband. Cosa sono, grossomodo, è chiaro, ma siamo certi di conoscere al meglio le differenze sostanziali fra le tue categorie di dispositivo? È meglio scegliere uno smartwatch o una smartband?

Scopriamo, in questo focus, quali sono le caratteristiche chiave di entrambe le categorie, capendo quindi per quale tipologie di utenti è adatta una piuttosto che un’altra (oppure nessuna delle due!).

Smartwatch: l’orologio 2.0

Dai primi timidi tentativi di Pebble o di Samsung coi Gear il campo degli smartwatch si è evoluto e, ora, ha device che arrivano da ogni azienda immaginabile, compresi i brand che vertono la propria mission aziendale sul settore dei “veri” orologi, come Tag Heuer o Fossil. Sebbene tutti diversi, potremmo sintetizzare ogni smartwatch dicendo che è uno schermo attaccato al proprio polso connesso al nostro smartphone. Facciamo anzitutto una breve premessa per capire i player più importanti in questo mercato.

Android Wear è la prima piattaforma di uno dei Big della tecnologia ad essere arrivata; Google la monta su un ampio numero di orologi di terze parti (vedi LG, Huawei, ASUS, Motorola, ecc.) ed è soprattutto indicata per i possessori di smartphone Android; tuttavia grazie a un recente update è possibile utilizzare Android Wear anche su iOS, ma con qualche limitazione.

Apple Watch è senz’altro invece lo smartwatch da consigliare a chi abbia un iPhone. Come da tradizione Apple, essa si occupa sia di hardware e software, e Apple Watch, col suo watchOS 2, supporta solamente i dispositivi iOS. Pebble è uno dei pionieri di questo settore, che ha iniziato la popolarità degli smartwatch grazie a una campagna Kickstarter di grande successo. Particolarità senz’altro dei Pebble rispetto ad altri smartwatch è la presenza di uno schermo E-Ink, che gli consentono una durata di batteria ben più ampia. Tutti i modelli di Pebble supportano sia i device iOS che Android, anche qui con qualche limitazione su iPhone. Infine troviamo Samsung con i suoi smartwatch Tizen – vedi Gear S2. Il supporto alle app è più esiguo rispetto alle 3 piattaforme precedenti ma si sta pian piano allargando e gli smartwatch supportano sia Android che iOS.

Le alternative ai principali brand, visto che il settore è in netta crescita, esistono.

Orologio

La prima funzione essenzialefra tutte all’interno di uno smartwatch è senza dubbio quella di… guardare l’ora. In fondo si tratta sempre di orologi, perciò ogni smartwatch sarà dotato di una schermata principale in cui potremo vedere che ore sono. La differenza da un orologio “normale” sta nella possibilità di cambiare tra innumerevoli quadranti (detti anche watchface) e quindi di poter personalizzare sia lo stile dell’orologio che i dati visualizzabili all’istante, come per esempio il meteo o altre informazioni tra cui quelle relative al fitness.

Qui possiamo cominciare a vedere alcune differenze di piattaforma: su Android Wear abbiamo per esempio la possibilità di lasciare il display sempre acceso, seppur in bianco e nero, per poter vedere sempre l’ora corrente proprio come un orologio classico, caratteristica presente anche sugli smartwatch Pebble grazie al display E-ink. Su Apple Watch invece il display rimarrà spento, per accendersi ogni qualvolta effettueremo con il polso il movimento per guardare l’ora.

Notifiche

Un’altra funzione primaria degli smartwatch è quella di far apparire le notifiche del nostro telefono tramite l’orologio. Con alcune variazioni a seconda della piattaforma, potremo visualizzare qualunque notifica dal nostro smartphone, scegliendo opportunamente quali visualizzare sullo smartwatch. Spesso potremo anche interagire in modo più o meno rapido: archiviandole o magari rispondendo.

Di solito, per le app di messaggistica in particolare, abbiamo inoltre la possibilità di dettare a voce una risposta nel caso vogliamo rispondere in modo più articolato. Non mancano poi possibilità particolari come quella di inviare il ritmo del proprio battito cardiaco tramite Apple Watch o quella di disegnare emoji per rispondere su Android Wear.

Il vantaggio di tutto ciò? Non tirare fuori il nostro smartphone ad ogni vibrazione per notifiche possibilmente nemmeno importanti o che non richiedono azioni complicate in risposta; un banale esempio potrebbe essere un messaggio a cui possiamo rispondere rapidamente con un semplice “ok” o con un emoji; oppure non rispondere, ovviamente.

Applicazioni

Oltre alle notifiche, gli smartwatch sono dotati anche di applicazioni vere e proprie. Si tratterà sempre di app semplici per realizzare brevi azioni, ma in maniera anche attiva, senza quindi dover aspettare una notifica. Un banale esempio? App come Uber ci consentiranno avere con pochi tap e senza tirare fuori il nostro telefono una macchina alla nostra esatta posizione, trovata con il GPS dello smartphone nel caso lo smartwatch stesso non fosse dotato; mentre app dedicate alle note come OneNote ci permetteranno di visualizzare senza tirare fuori il nostro smartphone le nostre liste o appunti. 

La quantità e le possibilità delle app variano a seconda degli smartwatch, ma quelle principali come Twitter, Facebook o anche Evernote ed altre sono presenti su tutte le più importanti piattaforme: Apple Watch, Android Wear, Pebble OS e Tizen. Tra le migliori app per Apple Watch possiamo ad esempio trovare diverse categorie, dalle app per il fitness alle calcolatrici o liste di todo o note; in generale ogni input testuale complesso sarà ovviamente dettato tramite il microfono dello smartwatch in questione.

Un ultimo fattore da considerare è che le performance delle app su smartwatch non saranno al livello degli smartphone odierni per delle ovvie limitazioni di potenza hardware. Insomma, questi strumenti sono senza ombra di dubbio adatti per interazioni semplici e brevi di pochi istanti, ma sicuramente non prolungate oltre qualche minuto. Va tuttavia menzionato che nonostante tutto esistano anche dei giochi per smartwatch, ma a quel punto tanto vale tirare fuori lo smartphone.

Fitness Tracking

Sebbene siano le smartband a farla da padrone in questo settore, c’è anche da tenere in considerazione il ruolo che uno smartwatch, tramite le giuste app, può avere proprio nella cura del corpo e della persona.

Solitamente essi infatti integrano dei sensori utili al tracking delle proprie attività sportive e le possibilità sono limitate univocamente dai sensori presenti sui singoli modelli. Quelli più frequenti sono l’accelerometro (per avere funzioni in base a come si sposta l’orologio al polso, e dunque il tracking dei passi) e il cardiofrequenzimetro (per tenere traccia del battito cardiaco), ma è possibile inoltre trovare su alcuni il GPS per tracciare i propri spostamenti in luoghi diversi, cosa decisamente utile per chi pratica sport all’aperto. È possibile anche tracciare il sonno sempre grazie ai medesimi sensori, ma va detto che ciò avrà un’impatto senza dubbio sulla batteria.

Ovviamente queste funzionalità sono collegate a numerose app per gli smartwatch stessi. Le prime offerte sono senza dubbio quelle integrate di Google Fit e Apple Salute che raccolgono informazioni sulle nostre attività giornaliere ed i nostri battiti cardiaci dandoci anche la possibilità di visualizzarli a schermo sullo smartwatch. Troviamo poi le controparti “da orologio” delle app fitness più famose: Runkeeper ci consente di tracciare delle attività anche con il supporto al GPS se lo smartwatch ne è dotato, così come Runtastic ed Endomondo. Il vantaggio di utilizzare questi device per il fitness è senz’altro quello di poter vedere in ogni momento le nostre informazioni, anche durante l’attività fisica stessa, come ad esempio durante una corsa. Con una smartband dovremo al contrario necessariamente utilizzare il nostro smartphone per sincronizzare e visualizzare i dati.

Cosa non fa e per chi è consigliato

Abbiamo visto quindi a grandi linee e in modo semplice le varie funzioni degli smartwatch. Capiamo invece ora che cosa uno smartwatch non può fare e se fa al caso nostro acquistarne uno.

Uno smartwatch, bisogna subito dirlo, non sostituisce uno smartphone. Vi sono alcuni modelli particolari di smartwatch con slot per schede SIM e con la possibilità di essere utilizzati senza il collegamento Bluetooth allo smartphone, ma ciò non vuole assolutamente dire che essi siano in grado di svolgere tutte le funzioni del nostro telefono, per non parlare della scomodità nel farlo. Quello che uno smartwatch può fare dunque, almeno per ora, è limitarsi a svolgere delle funzioni che limitino la necessità di tirare fuori il nostro smartphone dalla tasca o borsa quale sia: come detto in precedenza, la durata delle sessioni di utilizzo di uno smartwatch è da contare in secondi più che in minuti o ore.

In conclusione, assodando che uno smartwatch non è ancora ad oggi un dispositivo rivoluzionario ed indispensabile, consigliamo questa tipologia di device a chi voglia poter avere sempre sott’occhio le proprie notifiche o a chi voglia dare differenti priorità alle stesse per visualizzarne alcune in ogni momento lasciando le altre solamente sullo smartphone. O ancora, a chiunque interessi poter rapidamente consultare dal polso delle brevi informazioni, dalla lista della spesa al numero di passi effettuati nella giornata. Sul lato come già detto, gli smartwatch sono senza dubbio degli strumenti capaci che consigliamo a chi è interessato al fitness tracking unitamente agli aspetti precedenti. Se invece il vostro interesse è strettamente nel tracking per il fitness senza altri fronzoli in favore di una durata della batteria più ampia, siamo sicuri che troverete il capitolo successivo molto interessante.

Per concludere vi ricordiamo qualche strumento per approfondire l’argomento: consultate la nostra guida sulla scelta dei migliori smartwatch, il nostro tag dedicato “Smartwatch” che raccoglie tutte le notizie di questi device la nostra sezione dedicata delle schede tecniche smartwatch dove potrete trovare tutte le specifiche di ogni device con prezzi e disponibilità.

Smartband: il braccialetto 2.0

Se gli smartwatch sembrano arrogarsi il diritto di essere dei tuttofare, le smartband hanno ben chiaro il loro obiettivo e sono costruite intorno ad una singola idea centrale: essere un supporto alla propria attività sportiva, nulla di più e nulla di meno.

Tendono a non essere dotate di touchscreen o nemmeno di uno schermo in molti casi. La mancanza infatti di questi ultimi permette di allungare sostanzialmente la durata della batteria, permettendo a questi device un utilizzo prolungato per giorni o anche settimane senza bisogno di ricarica, a differenza della tipica durata di una giornata degli smartwatch. Insomma, non sono device con cui dobbiamo cercare un’interazione diretta, ma che teniamo al polso per raccogliere dati che andremo a visualizzare in seguito sul nostro smartphone.

Altra caratteristica chiave delle smartband è sicuramente la quantità di sensori: le più semplici integrano, come nel caso smartwatch, solamente un accelerometro per misurare i passi o la corsa. Più ci alziamo nella fascia di prezzo e più saranno i sensori presenti, a partire dal cardiofrequenzimetro fino ad arrivare al barometro per misurare l’altitudine o ai sensori di respirazione delle smartband più elaborate. Proporzionalmente al numero di sensori e al prezzo aumenterà chiaramente il numero di dati disponibili e la qualità degli stessi. Le smartband più note sono quelle di Fitbit e di Jawbone, ormai i big player di questo settore, ma vi sono numerosissime altre marche come Xiaomi con la sua Miband. Vediamo quindi le funzionalità di questi device!

Fitness Tracking

Questa è la funzione principale, se non l’unica per le smartband, come abbiamo già detto parlando del tracking fitness per il Quantified Self: vanno messe al polso e poi quasi dimenticate; si occuperanno da sole di capire quanti passi facciamo o quanto dormiamo. In alcuni casi il tracciamento del sonno non sarà automatico, in altri avremo anche la possibilità di avere un tracciamento differente per un allenamento particolare, ma in massima parte le interazioni tendono ad essere limitatissime con il device in sé.

Considerando ciò, le funzioni fitness prevalenti nelle smartband sono quelle di tracking del sonno, dei passi e del battito cardiaco. Le più avanzate sono in grado di avere dati più ricchi aggiungendo l’altitudine o dei particolari dati di bioimpedenza nel caso ad esempio di Jawbone UP3, il quale è in grado di avere alcune informazioni aggiuntive e capire quando siamo nella fase REM del nostro sonno, mentre la maggioranza delle altre smartband distingue solamente tra sonno leggero e profondo.

Sveglia

Se abbiamo parlato di tracking del sonno il prossimo passo è senz’altro la sveglia: ormai tutte le smartband integrano infatti una funzione di “smart alarm” tramite vibrazione. Invece di un allarme sonoro, la smartband vibrerà al nostro polso in un intervallo prescelto da noi. La parte smart infatti sta nella smartband che a seconda dei dati rilevati riguardo il nostro sonno sceglierà il momento di sonno più leggero come momento migliore per svegliarci, nella speranza (forse vana) di farci svegliare di buonumore e pronti ad una nuova giornata. Chiaramente saremo noi ad impostare un limite massimo per il nostro risveglio, per evitare spiacevoli incidenti.

C’è da dire però che riguardo questa funzionalità ho avuto delle esperienze miste: non sempre infatti la vibrazione della smartband è stata sufficiente a svegliarmi, e direi che non sempre ha rilevato il momento perfetto per farmi svegliare pieno di voglia di vivere. Vi consigliamo di attivare sempre una sveglia sonora “di ripiego” o di collaudare in precedenza la funzione sveglia.

Notifiche

Diverse smartband hanno anche la possibilità di riportare le notifiche del telefono, similmente a uno smartwatch. A seconda o meno della presenza di uno schermo nella stessa, la notifica arriverà tramite vibrazione, tramite icona sul display o tramite led colorati, spesso senza però la possibilità di vederne i dettagli o tantomeno di rispondere. La funzionalità è certamente limitata ma comunque in certi casi utile, e può essere senz’altro vista come una interruzione in meno nelle proprie attività, a differenza di uno smartwatch che potrebbe rischiare di diventare una distrazione perenne se non opportunamente limitato.

Cosa non fa e per chi è consigliata

Le smartband fanno, come avrete intuito, relativamente poche cose per poterle fare al meglio. La funzionalità delle notifiche è dunque molto limitata e in alcuni dei casi low budget assente; è assolutamente mancante ogni forma di app o interazione oltre al semplice pulsante per avviare una diversa modalità, sebbene vi sia sempre a disposizione un’applicazione su smartphone che la gestisce al meglio.

Il nostro consiglio dunque nella scelta di una smartband va a chi sia interessato ad una unica funzionalità, quella del fitness, e che non voglia altro tipo di interazione con il device in favore di una durata della batteria più lunga ed una resistenza maggiore. C’è infatti da aggiungere in conclusione come la maggioranza delle smartband abbia una qualche certificazione di impermeabilità e di resistenza alla polvere, a differenza degli smartwatch; non è una questione di poco conto considerare la mancanza di un display in vetro che rischia di rompersi in caso di particolari attività fisiche. Non consigliamo invece questi device a chi sia interessato sì al fitness, ma che voglia funzionalità in più o la possibilità di consultare dei propri dati anche senza dover sincronizzarsi con il proprio smartphone.

Se avete trovato interessanti le smartband vi rimandiamo ad alcune pagine interessanti: in primis vi suggeriamo di visitare la nostra guida completa sulla scelta delle migliori smartband, ma vi ricordiamo di seguire il nostro tag “Smartband” che raccoglie tutte le notizie inerenti alla categoria e di dare un’occhiata alla sezione dedicata alle schede tecniche smartband, dove potrete trovare tutte le schede dedicate con prezzi, caratteristiche e link all’acquisto..

Conclusioni: smartwatch o smartband?

Tirando dunque le somme: chi dovrebbe scegliere uno smartwatch piuttosto che una smartband e viceversa?

Dalla loro gli smartwatch hanno un parco delle funzionalità molto più ampio, che comprende anche le funzioni di fitness delle smartband, è un dunque un device che fa un po’ di tutto, indicato dunque per chi vuole tutte le feature, consapevole però di doversi parzialmente accontentare nell’area batteria. Difficilmente uno smartwatch durerà più di uno o due giorni, Pebble a parte.

Le smartband sono esattamente l’opposto: poche funzionalità ma in maniera più puntuale. La durata della batteria risente in maniera decisamente positiva la mancanza di uno schermo, così come la resistenza del device. In questo caso la rinuncia è senza dubbio alle notifiche e all’interazione tramite applicazioni, compresa la consultazione dei propri dati senza uno smartphone; indicate dunque a chi non ha interesse in feature complicate ma è solo interessato a raccogliere dati.

Nel dilemma “smartwatch o smartband” ovviamente esiste anche l’opzione nulla: se non vi interessa il tracking per il fitness, l’utilizzo di alcune app o le notifiche sul polso, probabilmente non necessitate di uno smartwatch o di una smartband e fareste meglio a mettere da parte il vostro portafogli.