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Slack by Slack: comunicazione ai massimi livelli

di Giovanni Matteiaggiornato il 24 maggio 2018

Fino a qualche mese fa lavorare in gruppo era come vivere in un incubo. Qualunque sia lo scopo del vostro lavoro, la fase di coordinazione del team ricopre da sempre un ruolo fondamentale, al pari dei tool utilizzati per tenere tutti i componenti del team aggiornati e presenti all’interno di un’unica applicazione di messaggistica.

Prima di fare il salto a Slack, noi di Ridble (come presumo tantissime altre aziende) abbiamo dovuto scegliere quale servizio utilizzare per scambiare informazioni, file, appuntamenti, calendari e altro. Per tanti e variegati motivi, Skype venne indicato come programma da utilizzare per svolgere al meglio le succitate funzioni. Non solo è presente su (quasi) tutti i i sistemi operativi desktop, ma anche su due dei tre maggiori sistemi operativi mobile (iOS, Android).

L’unanimità della scelta di utilizzare Skype come servizio principale di coordinazione di tutto il team si è tramutata nel giro di pochi mesi nello sconforto, con picchi di isteria, nell’utilizzare una piattaforma che, per quanto possa avere dei pregi, viene surclassato da problemi di dubbia origine che sembrano affliggere ogni release del servizio di videochiamate di Microsoft.

Notifiche che si perdono, crash continui, instabilità generale anche su dispositivi top di gamma di ultima generazione (e su telefoni Lumia che dovrebbero garantire di fabbrica un supporto impeccabile a Skype ) mi hanno spinto dopo un paio di mesi dal mio ingresso in redazione a guardami in giro alla ricerca di un servizio migliore, scalabile, efficiente, presente su ogni piattaforma (a dire il vero manca il supporto con applicazione nativa per Windows e Windows Phone), da proporre al resto del team. Dopo alcune settimane di ricerca disperata, a fine settembre sono incappato in quest’applicazione osannata da moltissime aziende come “la soluzione definitiva ad ogni male“.

Il passo successivo fu provare l’applicazione in locale, per i fatti miei, studiando i suoi pregi e i suoi difetti; ciò prima di proporla seriamente al mio CEO e a tutto il gruppo. Da ottobre Slack è diventata l’applicazione più importante per il team di Ridble: ma perché?

In un mare di alternative, Slack è insuperabile

Va da sé che il campo dell’editoria basa il 90% del suo lavoro sulle relazioni che si instaurano fra colleghi e aziende esterne. Prima dell’avvento di Slack in redazione, tutto ciò che avesse un carattere “ufficioso” veniva quotidianamente e più volte al giorno condiviso via e-mail. Tante e-mail.

Così tante e-mail che alla fine della giostra il tutto non faceva altro che incrementare vertiginosamente il livello di confusione fra chi scrive e propone qualche attività da svolgere, e chi poi successivamente deve interfacciarsi con il proprio team e i propri colleghi. Essendo Ridble composto da vari editor, le attività vengono frequentemente ripartite, in relazione ai nostri punti di forza e alle nostre competenze, e molto spesso si finisce per parlare di un particolare argomento per ore. Fare questo genere di cose su Skype era diventato un vero dramma.

Inoltre per lavoro siamo molto spesso in viaggio per questa o quella città, in mobilità, quindi dipendenti di un sistema che deve essere in grado di permetterci di lavorare senza patemi d’animo come se stessimo di fronte il nostro computer di casa; Slack tutto questo lo fa bene, punto.

Per quanto riguarda la gestione dell’invio di file (Slack di default supporta davvero un numero impressionante di formati di cui crea istantaneamente l’anteprima), Slack si basa su di un servizio completamente diverso da Skype. Se con quest’ultimo l’invio del file un tempo avveniva tramite un classico protocollo P2P (peer-to-peer) con conseguente velocità di upload e download limitata (al momento della scrittura dell’articolo Skype ha cambiato il sistema di condivisione dei file utilizzando server esterni che migliorano di molto la banda a disposizione per il download e upload dei file), Slack invece fa da ponte fra il mittente e il destinatario tramite i propri server. Questa soluzione, oltre a garantire una velocità sensibilmente maggiore, permette sopratutto di richiamare i file inviati in ogni situazione e con estrema rapidità.

[img_sinistra][/img_sinistra]Uno dei punti di forza di Slack che non ci fa per nulla rimpiangere la lunga lista di applicazioni simili che ci sono passati fra le mani negli ultimi anni è la facilità nel rendere grandi gruppi di lavoro estremamente ordinati e per nulla confusionari. Prendiamo per esempio il caso in cui stiamo pensando ad una nuova campagna pubblicitaria oppure ad un nuovo video da condividere sui propri canali social e di volerlo proporre al proprio team per ricevere qualche feedback in merito. Normalmente la cosa più istintiva da fare sarebbe inviare una e-mail al proprio team con il file in allegato in modo da avere un flusso più o meno ordinato di risposte in merito.

Slack invece affronta il tutto con un approccio intelligente e funzionale. Come? ogni qualvolta si condivide un file, qualunque file, all’interno di un canale (vale lo stesso anche per i canali privati), Slack prepara un’anteprima del file e permette di commentare lo stesso senza che le nostre risposte vengano inserite nel flusso della chat principale. È come se si creasse automaticamente una stanza ad hoc i cui messaggi rimarranno confinati per sempre all’interno della stessa. Geniale!

Slack VS e-mail: parliamone

Con il passare degli anni e con sempre nuove tecnologie pronte a facilitarci la vita, anche il modo in cui lavoriamo ha subito profonde e radicali modifiche. Le e-mail nel giro di un ventennio hanno completamente rivoluzionato il workflow di un ufficio ma anche il nostro modo di comunicare con amici e parenti. Personalmente, prima di scoprire e utilizzare Slack, ero “schiavo” delle e-mail che, diciamolo, molto spesso vengono utilizzate anche in modo “barbaro” e intrusivo in quanto rapide, veloci da scrivere e immediate.

All’interno di Ridble tuttora alcune particolari situazioni richiedono l’utilizzo di e-mail (pensate solamente cosa significa in termini pratici dover organizzare e coordinare un team di 10 persone durante un evento importante come l’IFA di Berlino) anche se pian piano lo scopo finale sarà quello di riuscire a traslare ogni comunicazione verso Slack.

Tantissime altre applicazioni nel corso degli anni hanno sperimentato vari metodi per rendere grandi e piccoli gruppi di lavoro più efficienti, e tutti hanno cercato di farlo consci del fatto che utilizzare le e-mail per fare tutto ciò era un sistema che alle lunghe risultava fallimentare. Il limite delle e-mail consiste nel non riuscire ad offrire un sistema rapido e immediato di conversazione (ricordiamo che all’inizio le e-mail nacquero proprio per superare i limiti di tempo da cui dipendevano i sistemi di comunicazione alla fine degli anni ’80), cosa che Google aveva già individuato e cercato di risolvere con il suo sfortunatissimo Google Wave. Alzi la mano chi se lo ricorda. Nessuno, appunto.

Ad oggi il vantaggio di utilizzare le e-mail (quando parlo di e-mail mi riferisco a Gmail in quanto miglior servizio di posta online al mondo a cui abbina un sistema di ricerca all’avanguardia), consiste nell’avere a disposizione algoritmi altamente efficienti che ci permettono di risalire a conversazioni, allegati e discussioni risalenti teoricamente ad anni prima.

Tutte le applicazioni nate prima di Slack hanno cercato a modo loro di replicare tale funzione senza riuscirci realmente. Per dirne una: provate a cercare una singola parola o un file condiviso con un vostro amico o collega all’interno di Skype…roba da 007. Slack non è solo in grado di ricercare una determinata parola in “0 secondi”, ma è anche in grado di risalire ad ogni file scambiato in una chat comune o privata con una velocità che finora avevo sperimentato solo con Gmail.

Il cuore di Slack: riga di comando e canali

Lo spazio al cui interno vengono digitati i messaggi da inviare ai propri contatti è capace di fare molto ma molto di più. Tramite l’immissione del carattere “/“ (la lista completa è disponibile tramite il codice /keys) Slack automaticamente mostra un piccola finestra di riepilogo in cui vengono indicati i tanti comandi che permettono di fare praticamente di tutto.

Per di più Slack offre pieno supporto anche al linguaggio di scrittura Markdown mettendo a disposizione alcuni “tag” per la formattazione del testo che risultano molto comodi quando si vuole enfatizzare un pensiero o una parola. Per esempio, per inserire una frase o una parola in grassetto, basta semplicemente racchiudere fra due asterischi la porzione di testo desiderata. Come si evince dallo screenshot qui sotto, Slack riconosce anche quando viene immesso un testo lungo proponendoci di creare uno Snippet che, come dirò successivamente, permette di inserire grandi porzioni di testo (anche in linguaggio di programmazione) da condividere rapidamente con i proprio contatti o canali.

Direttamente dalla riga di comando possiamo creare una video-conferenza con Hangouts, iscrivere un intero team ad un feed RSS, fino all’esplicitazione del topic di una determinata “stanza”. Come ogni sistema aziendale Slack propone la creazione di un numero infinito di stanze al cui interno è possibile discutere degli argomenti più disparati.

Come ogni sistema di messaggistica i canali o le stanze (potete darle il nome che volete), ricoprono una delle aree più delicate e importanti dell’applicazione. Il motivo è abbastanza ovvio: all’interno dei canali si passa il 90% del tempo. Insieme alla riga di comando e alla sue numerose funzioni, i programmatori di Slack si sono impegnati ad offrire ai propri clienti il maggior numero di tool possibili per riuscire a coordinare e controllare al meglio il proprio team.

[img_destra][/img_destra]L’interfaccia principale è costituita per 1/3 dalla lista dei canali e lista dei contatti e per i restanti 2/3 dal corpo della chat e da alcuni pannelli a scomparsa. Parlando dell’area a sinistra è presente una ulteriore divisione dell’area in cui troviamo, dall’alto verso il basso, la lista dei canali e dei contatti che abbiamo “preferito”, la lista completa dei canali e giù in fondo, la lista dei contatti e il nostro avatar.

L’area preferita permette di raggruppare tutti i canali e i contatti che per pura comodità decidiamo di “staccare” dal resto in modo da trovarli più facilmente senza andare a spulciare fra i vari altri contatti o canali.

L’estrema destra è, come detto poco più su, occupata da alcuni menù a scomparsa che si attivano o tramite scorciatoia da tastiera o cliccando sulle icone a forma di tre puntini e di freccia rivolta verso sinistra (indovinate quale dei due metodi utilizzo?). Il primo dei due attiva una piccola finestra in cui possiamo scegliere di spostarci all’interno dei messaggi preferiti, le recenti menzioni, il resoconto dell’attività del team e altre. La freccia invece mostra la lista dei file scambiati all’interno del canale o del contatto che stiamo visionando.

Infine il menù attivabile tramite la pressione della freccia rivolta verso l’alto presente di fianco la nostra immagine di profilo, attiva una piccola finestra in cui è possibile effettuare il log out, cambiare la foto del profilo, entrare nelle preferenze dell’applicazione, del nostro account e del nostro profilo.

Abbiamo infatti diverse funzioni a disposizioni che partono dalla creazione di un canale (ovviamente io uso la scorciatoia tramite il comando /join [nome_canale]), alla descrizione del suo scopo (facendo ciò è possibile informare i colleghi che vengono invitati all’interno di un particolare canale, lo scopo dello stesso), al renderlo privato per un solo gruppo di persone e nascosto in modo da non apparire nella lista dei canali presente alla sinistra della UI.

Slack è questo e tanto altro; possiamo infatti impostare quanti reminder vogliamo che “slackbot” ha il compito di ricordarci (slackbot è il servizio demone che gira sempre in background e che ha un profilo sempre online all’interno di ogni team), semplicemente inserendo la stringa /remind me on inserire_data to inserire_compito. Come si può vedere dall’immagine qui di sotto, inserendo il codice (la sintassi va rigorosamente rispettata), ho chiesto a Slack di ricordarmi di chiedere al mio collega Claudio di farmi spedire la Soundbar Inanteck BP2001-10w. Quando arriverà il giorno impostato l’applicazione invierà una notifica direttamente a me nel programma e via e-mail nel caso in cui fossi lontano dal pc. Questa è una delle tante feature che mi permettono di avere un secondo calendario direttamente integrato (è possibile richiamare la lista dei reminder attivi tramite il codice /remind list) e che rendono Slack uno dei migliori strumenti di lavoro che mi sia mai capitato di utilizzare.

[img_destra][/img_destra]All’interno dell’area per l’immissione dei comandi sono presenti altre piccole chicche che piano piano con l’uso quotidiano facilitano di molto i compiti da svolgere. Una delle ultime che ho imparato è la modifica rapida di un commento inserito tramite la pressione del tasto “freccia su” che comanda a Slack di attivare l’editing rapido del suddetto messaggio. Molto comodo.

Di seguito, la lista completa dei comandi che è possibile far svolgere al bot.

Integrazione e impostazioni: le cose si fan serie

Link, immagini, commenti audio, video, e chi più ne ha più ne metta vengono quotidianamente condivisi all’interno del nostro team. Slack di default è in grado di creare intelligenti anteprime in relazione al link che viene incollato all’interno della chat. Tale feature è molto utile, e ci permette nel giro di pochi secondi di avere una rapida idea di quello che andremo a leggere una volta aperto il link. Stessa cosa vale con le immagini e i video.

 

E i servizi esterni come si comportano? Slack pensa anche a questo e offre una integrazione con i più disparati servizi di terze parti. Abbiamo un foglio di Google Docs da condividere con i nostri colleghi? nessun problema. Basta semplicemente “abilitare” i servizi all’interno dei settaggi per vedere apparire tutti i file all’interno della schermata principale dell’applicazione.

Non solo Google però; abbiamo anche Dropbox e altri servizi di storage online come per esempio Box – che verrà però ufficialmente implementato in un futuro prossimo. Anche IFTTT di cui abbiamo approfonditamente parlato è integrato all’interno di Slack, ma anche social network come per esempio Twitter trovano posto all’interno di Slack.

In base al proprio account, che va dal classico gratuito fino a quello aziendale, è possibile aggiungere quanti servizi si vuole. Non solo; tramite un set completo di API proprietarie rilasciate pubblicamente è possibile programmare quanti servizi si vogliono ed integrarli facilmente all’interno del proprio team.

Per esempio, è possibile integrare sistemi che avvisano un determinato contatto o un determinato canale sull’andamento dei server e strutturare il tutto in modo da ricevere un messaggio sul proprio numero telefonico nel caso in cui un elevato carico di richieste ha mandato in tilt un server. Oppure aggiungere un sistema di screen sharing come Screenhero per condividere la propria postazione con i propri colleghi o MailChimp per tenere sotto controllo l’andamento della propria mailing list.

[img_destra][/img_destra]Passando al pannello delle impostazioni, esso si presenta molto ricco di numerosi parametri da modificare e che vanno da quelli più estetici a quelli che toccano direttamente il modo in cui usiamo Slack per lavorare. Attivabile rapidamente da scorciatoia da sistema (per Mac +,), il primo pannello che viene indicato e quello delle Notifiche che è di fatto croce è delizia di quest’applicazione. All’interno di esso possiamo scegliere in che modo l’applicazione ci avvisa di messaggi e tag; l’impostazione che vi consiglio caldamente è quella in cui Slack vi avvisa solo di menzioni dirette o di messaggi privati. In caso contrario inizieranno ad arrivare notifiche per ogni messaggio scritto da ogni contatto in ogni canale in cui si è iscritti. Se non avete un istinto masochista pronunciato, vi sconsiglio di attivare tale impostazione che oltretutto tende a distrarre continuamente – più grande è il team maggiori saranno i messaggi scritti e le notifiche ricevute.

Il secondo pannello, Mac App, è ovviamente a solo appannaggio degli utilizzatori di Mac OS X. All’interno di questo è possibile scegliere se usare il classico pallino rosso per le notifiche dinamiche sull’icona di Slack nel dock, e se animare l’icona con il classico effetto bounce nel caso in cui l’applicazione volesse avvisarci di un evento che richiede la nostra attenzione.

Message Display ci permette di scegliere il livello di informazioni visualizzate che vogliamo vedere nell’area della chat in cui vengono inseriti i commenti. Si può scegliere fra Clean in cui abbiamo una visualizzazione estesa che mostra di fianco il nome del contatto anche la sua icona e Compact che “schiaccia” tutto eliminando di fatto l’icona rendendo l’intera chat, appunto, più compatta.

Più giù in Message Options indichiamo a Slack come vogliamo vedere il nome dei contatti in chat (se username o nome reale), il formato dell’ora in 24 ore o 12 e di indicare quando un contatto sta scrivendo con la classica dicitura username is typing.

Sidebar theme permette evidentemente di modificare la palette di colori della barra laterale. Per i più avventurosi è anche possibile inserire manualmente i codici esadecimali per andare a modificare ogni minimo aspetto estetico dell’interfaccia. Media & Links esplicita il modo in cui Slack mostra i file multimediali in chat e le anteprime (quando possibile) dei link che fanno rifermento a siti esterni.

Per i designer incalliti è presente anche la funzione che trasforma il codice (come si chiama?) nel colore corrispondente. Infatti se nella chat viene inserito il codice #ffffff, Slack automaticamente lo trasforma in un quadratino bianco; il suo reale colore.

Emoji, con questo mi hai conquistato Slack! Di default Slack offre supporto alle emoji Apple ma anche a quelle di Twitter o di Google Hangouts. Comoda anche la conversione istantanea dei emoticon in emoji.

Read State Tracking rappresenta la sezione in cui attraverso alcune impostazioni andiamo a modificare il modo in cui Slack interpreta la lettura dei messaggi ricevuti. Mi spiego meglio: di default quando un contatto scrive in un canale o in un messaggio privato, Slack “flagga” i suddetti messaggi come letti non appena li vediamo senza aspettare che noi effettivamente abbiamo letto l’ultimo messaggio arrivato. Possiamo scegliere però di cambiare il comportamento di lettura dei messaggi in cui per esempio i messaggi non vengono etichettati come letti fin quando l’utente non ha effettivamente letto l’ultimo messaggio arrivato.

L’ultimo pannello, “Advanced Option” racchiude al suo interno pochi parametri che non stravolgono più di tanto il nostro utilizzo dell’applicazione. Per prima cosa possiamo scegliere di usare i tasti “su” e “giù” per scorrere lungo i messaggi che abbiamo scritto in chat in modo da modificarli facilmente e velocemente. Abbiamo anche l’opzione per attivare il controllo dell’ortografia automatica durante la scrittura, l’autocompletamento del nome dei contatti “solo se” preceduti dal carattere speciale “@“ (di solito basta iniziare a digitare il nome e automaticamente ci viene proposto il contatto da taggare), e infine di modificare la lista dei canali in relazione all’attività degli stessi.

Si può scegliere di nascondere la lista dei contatti e dei canali nel caso in cui in essi non sia presente qualche attività che richiede l’attenzione. Opzione utile nel caso in cui volessimo avere sempre un feedback visivo su quali canali sia effettivamente presente una discussione in corso.

Slack è per tutti?

No, Slack non è per tutti. Il servizio annovera fra i suoi utilizzatori compagnie da centinaia o addirittura migliaia di dipendenti. PayPal e Adobe sono solo alcune fra le più grandi aziende IT che hanno deciso di abbracciare la visione di Slack per migliorare il lavoro svolto dai propri team.

Quello che si evince analizzando il modus operandi di queste aziende, è che esse non utilizzano Slack in maniera “verticale”, ovvero dalla base verso l’apice (il CEO), ma bensì in maniera “orizzontale”, ovvero team per team. Tale scelta è necessaria quando si vuole avere il controllo del lavoro svolto da un piccolo team. Anche i progetti più grandi e complessi (prendiamo in considerazione la creazione e pubblicazione di un’applicazione), sono caratterizzati dalla presenza di diverse persone che ricoprono diversi settori. Abbiamo il team dei designer, quello dei programmatori, quello commerciale e tanti altri.

È quello che avviene anche da noi su Ridble dove all’interno di svariati canali si discute di tematiche inerenti al canale stesso evitando di finire continuamente off-topic. Slack quindi non può essere inteso come servizio di chat per “gente comune”. Non troverete mai nessuno ad una festa chiedervi il link di accesso per entrare a far parte del vostro team su Slack, come non troverete mai vostra madre con l’iPad in mano cercando di utilizzare qualche strano comando da linea di comando.

Per usi meno impegnativi le soluzioni ideali continueranno ad essere quelle che abbiamo imparato ad utilizzare tutti i giorni. Che sia WhatsApp, Telegram, iMessage, Facebook Messenger o qualsiasi altra app di chat è irrilevante; lo scopo di Slack è quello di facilitare il lavoro svolto da piccoli team cercando di bypassare l’approccio più frammentato che deriva dall’utilizzo dell’e-mail come unico mezzo di comunicazione per lavoro.

Benché esistano diversi servizi che ci permettono di comunicare attraverso l’utilizzo di un indirizzo e-mail (pensiamo ad Hangouts, Skype o Facetime), i numeri di telefono continueranno ancora ad esistere. Questo è un chiaro esempio di come nonostante siano presenti tante tecnologie che potrebbero prendere il posto di quelle attualmente presenti, molto spesso esse cozzano contro l’abitudine degli utenti ad utilizzare un app o, come nel precedente esempio, il numero di telefono.

Esperienza multipiattaforma: vince perché è quasi ovunque

 

Essere presente su (quasi) ogni piattaforma non è un gioco da ragazzi. Il miracolo di Slack è che benché resti fuori dai giochi solo Windows (a breve arriverà il client ufficiale sia per la versione mobile che per quella desktop), su tutte le altre piattaforme mobile e desktop esiste un client ufficiale che viene costantemente aggiornato.

Le notifiche (che possono essere impostate per attività di ogni tipo oppure solo nel caso in cui si riceve un messaggio privato o un tag tramite la classica “@“) arrivano sempre, istantaneamente e su ogni dispositivo. Nello specifico nel caso in cui una notifica non venisse letta sul client desktop, Slack si “attiva” mandando in push la suddetta verso tutti i dispositivi mobile accreditati con le stesse credenziali. Potrebbe apparire tutto molto scontato per un’applicazione di messaggistica, ma provate a fare tutte le cose di cui ho parlato poco più su con Skype.

L’upload di numerosi file dal telefonino o dal tablet offre le stesse feature che si hanno quando si vuole condividere un documento multimediale utilizzando il client desktop. Questo è possibile perché l’applicazione mobile (indipendentemente dall’utilizzo di Android o iOS) è pressoché uguale in tutto e per tutto con l’applicazione mobile. Inoltre anche la versione web raggiungibile tramite l’indirizzo *nome_team.slack.com* (a cui poi accedere con le credenziali del proprio team), offre le stesse funzionalità delle altre versioni disponibili.

Questo permette di avere un’unica esperienza utente condivisa su ogni dispositivo a portata di mano, su ogni sistema operativo e su ogni browser web utilizzato. Ancora una volta mi preme ripetere che anche questa è un’area dove tante altre applicazioni simili semplicemente sfigurano di fronte a Slack.

Purtroppo il mancato supporto del client desktop per Windows fa sentire il suo peso, ma fortunatamente ci viene in aiuto Google Chrome (o anche browser che permette la ricezioni di notifiche via web), il quale consente di utilizzare l’applicazione come se stessimo di fronte al client ufficiale. Come? Abbiamo realizzato una guida a riguardo, e non a caso!

Ok mi hai convito. Quale account scelgo?

Come tutti i servizi a pagamento, anche Slack offre alcune caratteristiche che nella versione gratuita non vengono proposte. La versione di prova è consigliata per piccoli gruppi di lavoro che oltre a testarne le qualità e impararne i punti di forza, non necessitano di tutte le feature che troviamo nelle varie versioni “pro”.

L’unica mancanza che realmente si sente è l’impossibilità di avere la ricerca di una parola chiave su tutta la cronologia di messaggi scambiati. Questo perché Slack è strutturato in modo tale che i messaggi vengono cercati fino ad un massimo di “10mila messaggi” a ritroso nel tempo. Ciò significa che se la keyword ricercata è presente al 10001nesimo messaggio, essa semplicemente non verrà trovata dal sistema.

Oltre a questa limitazione troviamo anche quella di non poter utilizzare tutti i servizi esterni che vogliamo. La versione di prova permette certamente di utilizzare i servizi più famosi e importanti (Google Docs, Dropbox e altri), ma arrivati al decimo servizio inserito il sistema ci avvisa che i successivi (e sono davvero tanti) possono essere implementati solo sottoscrivendo un account pro.

Il mio consiglio è quello di utilizzare per i primi mesi la versione gratuita in modo da allineare l’interno team al suo utilizzo. Il cap dei 10mila messaggi e l’impossibilità di implementare tutti i servizi esterni che vogliamo è un limite con cui non si fa fatica a convivere e che non inficia la qualità del lavoro svolto.

Il mio utilizzo personale di Slack

L’utilizzo che si fa di Slack varia da persona a persona ed in base al suo ruolo all’interno del team. Ho letto di gente che è arrivata ad utilizzare Slack come sistema GTD (Get Thinds Done) usufruendo dei messaggi preferiti integrati all’interno dell’applicazione. Questo è possibile in quanto ogni messaggio inviato tramite il servizio può essere “stellinato”; stellinare un messaggio implica che lo stesso viene inserito all’interno di una schermata a sé stante presente nell’applicazione (richiamabile con la scorciatoia da tastiera ⏏+⌘+s), al cui interno possiamo (ri)trovare tutti i messaggi importanti. Se vogliamo forzare il concetto è un po’ come se utilizzassimo i messaggi preferiti come una lista di cose da fare su Wunderlist o come un piccolo diario di note su Evernote (ovviamente con le opportune differenze rispetto ai due mostri sacri appena citati).

Nella mia esperienza personale ho imparato a stellinare tutti i messaggi che possono essermi utili ma che non hanno un’importanza elevata. Mi vengono in mente per esempio alcuni consigli ricevuti da qualche collega su come sviluppare un’idea per un articolo oppure la scaletta personale dei temi da trattare durante la settimana.

Molto utile è anche la possibilità di creare rapidamente “snippet” da condividere privatamente o all’interno dei canali in cui si è presenti. Uno spinnet è sostanzialmente un file vergine al cui interno è possibile inserire del testo utilizzando una grandissima varietà di linguaggi di programmazione. Si va infatti dal semplice HTML al C++, dal CSS al Markdown e tanti altri.

Questa funzione risulta molto utile quando si lavora in coppia alla stesura di un articolo in modo tale da lavorarci facilmente a quattro mani senza mai lasciare l’applicazione.

Abbiamo visto che Slack offre di default tutti gli strumenti per poter lavorare efficientemente con i propri colleghi eliminando alla base l’utilizzo di varie altre applicazioni a favore di un workflow più lineare e coerente. Se come me per motivi di lavoro siete alla ricerca di un modo nuovo di lavorare e relazionarvi con i vostri colleghi, il mio più grande consiglio è quello di creare un account gratuito su Slack. Non ve ne pentirete!

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