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Sistemi flash wireless: come utilizzare più flash contemporaneamente

Sistemi flash wireless: come utilizzare più flash contemporaneamente

di Riccardo Delli Paoli
Specialist Accessori fotografia
aggiornato il 31 luglio 2018
2 utenti hanno trovato utile questa guida
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N.B. La guida flash esterno è monitorata mensilmente e aggiornata con eventuali nuove proposte. Per maggiori dettagli su come realizziamo le nostre guide all’acquisto ti rimandiamo alla pagina Come lavoriamo. L’ultimo aggiornamento risale a Ottobre 2018.

Dopo aver introdotto l’argomento flash fotografico nel precedente focus, affrontiamo ora i vari sistemi wireless per utilizzare uno o più flash esterni in modo distaccato dalla macchina. Si tratta di avere la possibilità di gestire la luce in modo molto più approfondito e preciso, riuscendo a creare veri e propri schemi di luce per enfatizzare la scena.

Con questo articolo vogliamo guidarvi attraverso la comprensione e la selezione del miglior flash wireless basandoci sulle vostre esigenze e sul budget a vostra disposizione, ecco perché abbiamo diviso i prodotti in più categorie al fine di semplificarvi la ricerca del prodotto perfetto per voi. Un flash wireless potrebbe sembrare un sistema difficile da scegliere, soprattutto se siete alle prime armi, ma, grazie a questa guida troverete senz’altro ciò che fa al caso vostro.

 

Sistemi Flash Wireless: cosa sono e come sceglierli

Già da qualche anno le varie tipologie di gestione dei flash senza fili si sono affermate anche tra gli amatori che, grazie ad automatismi e interfacce di gestione semplificate, sono riusciti a sfruttare questa tecnologia che inizialmente era riservata ai professionisti. Attualmente i metodi di gestione dei flash in wireless sono fondamentalmente due: Slave e fotocellula, che a sua volta introduce anche le funzionalità Master/Slave (nei modelli di macchine e/o flash di alta gamma) e infrarossi (che accorperò insieme alla prima tipologia per i motivi che spiegherò in seguito), e trigger radio, che a loro volta offrono soluzioni sia completamente manuali che con trasmissione degli automatismi (TTL). Scopriamoli insieme.

 

Flash Slave, fotocellula e infrarossi cosa sono e come funzionano

Come già detto nell’articolo sui flash, il metodo che utilizza Slave e fotocellula è sicuramente il più intuitivo e accessibile che c’è. Il funzionamento è basato sul piccolo flash pop-up che, scattando, invia un segnale a un flash esterno impostato in modalità Slave che a sua volta scatterà. Nel dettaglio, il flash incorporato della macchina emette il lampo con il solo scopo di inviare un segnale luminoso al flash esterno che sarà in grado di riceverlo grazie ad una fotocellula incorporata nella parte frontale. Anche i flash datati potranno sfruttare questa modalità wireless semplicemente acquistando questo piccolo accessorio che andrà posizionato sotto al flash esterno.

Vien da sé che questo metodo funziona solo in manuale e che quindi non avremo la possibilità di sfruttare gli automatismi della macchina o del flash esterno relativi alla lettura della luce. Purtroppo i limiti operativi risultano subito evidenti e riguardano principalmente una scarsa distanza operativa se il flash esterno è posizionato troppo lontano dalla macchina; la causa risiede nella potenza del flash pop-up che non è sufficiente per inviare un segnale luminoso abbastanza potente per farlo ricevere alla fotocellula del flash esterno, compromettendo così lo scatto.

Oltre a questo avremo l’obbligo di far “vedere” fra loro i due flash. In poche parole il flash pop-up dovrà avere un contatto visivo diretto con il flash esterno e la sua fotocellula e pertanto non sarà possibile bypassare elementi che si interporranno tra i due flash. Un altro limite è determinato dalle fonti di luce esterne: la presenza di altri flash, ma anche il fotografare in giornate soleggiate, rende meno affidabile il contatto visivo tra il nostro flash pop-up e quello esterno. In questo caso la fotocellula non sarà in grado di discriminare tra il segnale ricevuto dal nostro flash pop-up o quello emanato da altri sorgenti, con il risultato di rendere inefficace la trasmissione ed attivare random il flash esterno. In ogni caso, in tali situazioni, queso sistema risulta particolarmente inaffidabile.

Questo tipo di trasmissione è disponibile su ogni macchina avente un flash pop-up, con l’utilizzo affiancato di un flash esterno con relativa funzionalità wireless Slave.

Infrarossi

La modalità infrarossi è una tipologia di evoluzione della base fotocellula e slave: l’unica differenza è che il segnale inviato non è luminoso ma ad infrarossi. Ciò permette di avere meno interferenze dalla luce ambientale e dagli ostacoli, ma è comunque limitato all’utilizzo su brevi distanze. In più, per poter essere utilizzato, avremo bisogno di un trasmettitore dedicato da posizionare sulla slitta del flash che invierà il segnale infrarosso al flash esterno dotato di fotocellula. Sia Canon (ST-E2) che Nikon (SU-800) offrono questo tipo di tecnologia a caro prezzo – o meglio offrivano, in quanto è stata implementata con tecnologie più recenti e affidabili. Attualmente solo Canon ha abbandonato il sistema infrarossi per implementare un sistema radio, mentre Nikon ancora sfrutta questa tecnologia implementandola su un gran numero di flash.

 

Flash Master e Slave cosa sono e come funzionano

Una possibile evoluzione della tecnologia Slave e fotocellula (sia essa tramite input luminoso o infrarosso) è quella Master e Slave, che permette di sfruttare anche gli automatismi (TTL). Tale modalità è tuttavia presente solo su macchine di media/alta gamma, che hanno la possibilità di poter utilizzare il flash on-camera nella modalità Master o un flash esterno su slitta anch’esso avente tale modalità. La modalità Master altro non è che la capacità del flash pop-up (o del flash esterno montato sulla slitta) di inviare tutti i dati relativi alla scena per renderli fruibili ad un secondo flash esterno in modalità Slave, che quindi si attiverà sfruttando i dati TTL del Master. La comodità di questa gestione wireless è tutta nella possibilità di gestire uno o più flash esterni tramite dei canali di comunicazione, anche in gruppi, modificandone le impostazioni direttamente dalla macchina senza alcun bisogno di attivarlo in modalità manuale. Basterà quindi impostare  i parametri desiderati nella nostra reflex, ed il Master provederà ad inviare l’informazione ad ogni flash Slave che regolerà la sua potenza luminosa e la durata del lampo in base a quanto ricevuto.

Sistemi Flash Wireless Nikon

Quale tra i sistemi flash wireless acquistare per Nikon? Abbiamo pensato di consigliarvi giusto pochi prodotti (ma buoni) al fine di non confondervi troppo le idee. In fondo tutti i flash moderni di un certo calibro hanno gli infrarossi, il TTL e il controllo wireless.

Neewer 750II TTL Speedlite

Neeweer 750II TTL Speedlite fa parte di una serie di flash decisamente di successo di questo marchio che sta sempre di più emergendo nel panorama della fotografia. Si tratta di un flash wireless da attaccare alla slitta hotshoe con una distanza di triggering da 20 a 25 metri al coperto e da 10 a 15 metri all’aperto. Ha la modalità TTL, manuale e multi, display LCD, tempo di ricarica di 3 secondi e un numero guida pari a 58.

Si tratta di un ottimo flash con cui iniziare a scattare e può esservi utile sia per supporto nei ritratti sia in serate ed eventi. A questo prezzo risulta essere un prodotto con un ottimo rapporto qualità-prezzo per un marchio decisamente affidabile e ormai ben conosciuto.

 

Puoi acquistare Neewer 750II TTL Speedlite su Amazon o se preferisci su eBay

Nikon SpeedLight SB-5000

Nikon SpeedLight SB-5000 è il nuovo flash top di gamma di Nikon. Rapido, versatile ed affidabile, riesce a garantire prestazioni di illuminazione migliorate rispetto al passato sia all’aperto che in studio. La portata wireless può coprire fino a 30 metri e garantisce complesse configurazioni con unità flash collegate o non collegate alla fotocamera. Con questo modello è possibile scattare in qualsiasi ambiente in cui la linea retta sia ostruita o in cui il segnale ottico possa essere indebolito da luce intensa. Integra un nuovo sistema di raffreddamento integrato che consente di eseguire oltre 100 scatti senza posa con il flash funzionante alla massima potenza.

Ha un numero guida di 34.5/113 (a 35 mm)/55/180 (a 200 mm), in formato FX e con pattern di illuminazione standard. Ha funzioni i-TTL, flash AA (Auto Aperture), flash automatico non TTL, flash manuale con priorità alla distanza, flash manuale, e lampi flash strobo. Ha la testa reclinabile e regolabile e un tempo di ricarica pari a 2.6 secondi.

È un flash consigliato per uso professionale ed è in grado di coprire pressoché qualsiasi esigenza, sia di scatto che di connessione.

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Sistemi Flash Wireless Canon

Vi diamo un paio di possibilità interessanti e per tutte le tasche per i vostri sistemi flash wireless per fotocamere Canon. Non sempre serve spendere il massimo per avere ciò che davvero vi serve, a volte potrebbe essere sufficiente un investimento più basso. Ricordatevi comunque che un kit master e slave include due prodotti, ma potreste anche semplicemente comprare due flash uguali.

YONGNUO YN685

Sappiamo che Yongnuo potrebbe suonarvi troppo come “cinesata estrema” ma non è così in quanto, esattamente come Neewer, si tratta di un marchio che negli ultimi anni si è affermato grazie all’ottima qualità dei prodotti e del giusto prezzo per la vendita. I prodotti Yongnuo infatti sono ben conosciuti per essere economici, questo però non significa che avrete una scarsa qualità, anzi. Yongnuo YN685 è un flash wireless completamente compatibile con il sistema senza fili Yongnuo 622C / 603 e supporta la ricezione del segnale per l’attivazione wireless da tutti i vari modelli del produttore. Ha un segnale 2.4G con numero guida GN60 e una velocità massima di sincronizzazione di 1/8000s, caratteristica che molti flash di fascia superiore non raggiungono. Integra la modalità manuale e TTL E con supporto Multi. Questo flash ha anche il comodissimo supporto per lo zoom della lente (che regola la potenza in base all’escursione focale) e la copertura varia da 20 a 200 millimetri, così sarete coperti anche con un 70-200mm. Il tempo di ricarica si attesta a 3 secondi.

Yongnuo YN685 è un ottimo flash wireless che fa parte della nostra guida dedicata ai sistemi flash wireless. Se volete iniziare col piede giusto e senza spendere una follia, il giusto compromesso è proprio questo. Se poi avete già un trigger Yongnuo, avete un altro ottimo motivo per acquistare questo modello.

 

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Canon Speedlite 600 EX II-RT

Come avrete capito, finora vi abbiamo proposto due pratiche alternative per i principali brand di fotocamere: uno dal giusto rapporto qualità/prezzo per iniziare e uno top di gamma. Questo vi permette di decidere rapidamente quale prodotto acquistare. E come top di gamma Canon, quale se non Speedlite 600 EX II-RT?

Speedlite 600EX II-RT è stato progettato per foto con estrema velocità di elaborazione ed è affidabile nelle situazioni più impegnative. Utilizzabile separatamente o sull’attacco a slitta, la sua versatilità consente di avere il completo controllo dell’illuminazione in ogni situazione e per ogni esigenza. È presente un algoritmo migliorato che controlla il flash al fine di evitare il surriscaldamento, mentre la funzione “Quick Flash” permette a Speedlite 600EX II-RT di attivarsi anche se la carica non è del tutto completa in modo da non farti perdere l’attimo giusto. La testa con zoom e riflettore ti permette che la copertura effettiva del flash sia compatibile con l’obiettivo in uso e permette che la luce venga riflessa dalle pareti e dal soffitto per un risultato più morbido e naturale. Questo flash è tropicalizzato esattamente come le reflex Canon di fascia alta e permette quindi di continuare a scattare anche in condizioni difficili. Ha un numero guida pari a 60 e un tempo di ricarica di circa 3,3 secondi.

Come avrete capito, questo è il top di gamma di Canon per quanto concerne i sistemi flash wireless: non potrete desiderare nulla di meglio.

 

 

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Trigger Radio

Parliamo ora del sistema wireless per flash che probabilmente rappresenta oggi lo standard più affidabile e preciso. Come il nome “trigger radio” suggerisce, questa tecnologia si basa su onde radio a 2.4 GHz che trasmettono un segnale per far scattare il flash esterno. Questi trigger sono formati da un trasmettitore, che andrà posizionato sul corpo macchina, e da un ricevitore, che verrà posizionato al di sotto dell’hot-shoe del flash. Quando la macchina fotografica scatta, invia un segnale al trasmettitore che a sua volta invia il segnale radio al ricevitore che gli farà emettere il lampo.

Trasmettitore Yongnuo YN-622C-TX che può comandare i transreceiver Yongnuo YN-622C in TTL

Ne esistono principalmente due categorie: quelli che non trasmettono informazioni TTL e quelli che invece lo fanno. Questa distinzione è dettata anche dal prezzo che è molto basso sulla prima tipologia, si parla di circa 20 o 30€, in quanto questi trigger non devono far altro che inviare il segnale di scatto al flash. Nella seconda tipologia, invece, il prezzo è destinato a salire, arrivando tranquillamente fino ai 300 (Pocket Wizard, Phottix ecc.). Tale sistema, per quanto dispendioso possa essere, consente di comandare tutti i flash dal menù integrato della macchina o tramite un altro dispositivo radio, con un display incorporato, che trasmette tute le informazioni riguardanti il flash in uso. A seconda del modello ci sono più o meno parametri che possono essere gestiti da remoto aumentandoNE enormemente l’esperienza d’utilizzo. Molte aziende hanno adottato l’utilizzo di trans-receiver:  uno strumento che raccoglie in un unico dispositivo sia la funzione di trasmettitore che di ricevitore. Questo semplifica ancor di più le cose e, in molte occasioni, abbatte i prezzi, poiché i trans-receiver vengono venduti in coppia.

Il funzionamento dei trigger si basa sulla scelta di un canale, lo stesso sia per trasmettitore che ricevitore, che a loro volta crea dei gruppi. Per gruppi si intendono veri e propri gruppi di due o più flash i quali hanno impostazioni diverse o posizionamenti diversi. Potrei avere un gruppo A, tutti i flash del gruppo impostati su ch 1, con un certo tipo di configurazione e poi avere la libertà di utilizzare un altro gruppo (B) con altrettanti flash impostati su un altro canale per cambiare tutto il piano luci utilizzando flash con impostazioni diverse. Risulta molto comodo per chi possiede molti flash (chi ha uno studio per esempio), per non ritrovarsi a cambiare e spostare ogni volta i flash e adattarli alla sessione di scatto.

I vantaggi della trasmissione radio sono molteplici. Primo su tutti: la portata. Essi possono essere infatti utilizzati ad una distanza di 20-30 mt e, sui modelli più avanzati, anche 300 mt. In linea di massima non subiscono interferenze da ostacoli e luce, e possono essere posizionati in modo da non apparire nella scena (nella fotografia sportiva ad esempio). Inoltre consentono l’utilizzo simultaneo di un gran numero di flash e questo si traduce nella possibilità di creare la luce da zero, anche dove non c’è. Infine, possono essere utilizzati su quasi tutti i flash, anche i più datati, visto che è sufficiente che sia presente sull’hot-shoe un pin centrale per trasmettere l’input base per scattare.

Sistemi radio proprietari

Alcune aziende, una tra tante Canon, hanno deciso di implementare un vero e proprio ecosistema di gestione wireless nei propri flash. Questo sistema (denominato RT in casa Canon ad esempio) prevede un ricevitore radio integrato nel flash che diviene completamente gestibile tramite un trasmettitore che va posto sulla slitta del flash della fotocamera. Questa è l’evoluzione di cui parlavo prima e che Canon ha intrapreso abbandonando la tecnologia infrarosso per affidarsi a quella radio. Purtroppo quest’ecosistema è compatibile solo Canon su Canon (a parte qualche marca di terze parti come Yongnuo, Nissin o Metz) ed è riservata ai possessori di corpi macchina pro e di flash top di gamma. Attualmente non lo considero un acquisto giustificato, visto che ci sono alternative altrettanto valide ad ¼ del prezzo.

Canon Speedlight 600EX-RT e Trasmettitore Canon ST-E3-RT

Quale strumento scegliere

Questo capitolo è dedicato solo all’acquisto di trigger radio in quanto le altre soluzioni sono integrate direttamente nelle fotocamere o nei flash e non consentono l’acquisto del singolo accessorio. Qui di seguito tratterò le soluzioni più funzionali e economiche che anche io ho adottato. Per ragioni di prezzo, non illustrerò i vari top di gamma che le aziende propongono, in quanto non trovo giustificato spendere inizialmente molti soldi per sistemi troppo evoluti.

Yongnuo RF-603CII

Sicuramente tra i trigger, privi di qualsiasi tipo di trasmissione TTL, consiglio senza timori gli Yongnuo RF603CII (Canon attacco RS-60E3 o attacco RS-80N3 e Nikon) che offrono la coppia di trans-receiver. Secondo il produttore sono garantiti per 100 mt ma, come capita anche con i modelli top di gamma, non sempre sono reali. Non offrono sincronizzazione ad alta velocità, ma si fermano solo a 1/320s e non è presente la sincronizzazione sulla seconda tendina. L’alimentazione è affidata a due semplici stilo AA e vantano un’ottima leggerezza e trasportabilità.

Per chi invece possiede un flash con ricevitore radio integrato, come il costoso top di gamma Canon Speedlite 600ex RT o il top di gamma di casa Yongnuo YN600EX-RT, potreste risparmiare svariati euro orientandovi verso il trasmettitore (obbligatoriamente necessario per sfruttare le funzioni senza fili) Yongnuo YN-E3-RT, che viene venduto da Amazon. Il risparmio non è poco – considerate che il modello Canon ST-E3-RT

Le funzioni sono su per giù le stesse; certo è che a livello qualitativo Canon è in vantaggio per ovvi motivi, ma per testare un sistema radio wireless avanzato, questa è un’ottima alternativa. Inoltre, per fare un esempio, mentre il transmitter Canon non permette lo scatto in wireless sulla seconda tendina, lo Yongnuo lo rende possibile. Entrambi offrono lo scatto in alta velocità e la gestione di gruppi di flash per scatti in contemporanea, nonché la gestione completa da remoto del flash collegato via radio, il tutto mantenendo gli autonomatismi del TTL.

Infine trovo d’obbligo parlare dell’ultima creazione Yongnuo, quella che personalmente utilizzo, che riguarda un piccolo ecosistema creato ad hoc in cui sono presenti trans-receiver, che possono essere usati anche singolarmente, e un trasmettitore che si interfaccia perfettamente con i trans-receiver. Lo Yongnuo YN-622C per Canon o lo Yongnuo YN-622N per Nikon, offrono ad un prezzo più che concorrenziale  un sistema wireless TTL di gestione dei flash che fin’ora personalmente non ha mai sbagliato un colpo. Come dicevo i ricetrasmettitori possono essere usati singolarmente, impostando lo stesso canale radio e gestendo in un modo un po’ macchinoso tutto dalla reflex; in alternativa il trasmettitore Yongnuo YN-622C-TX per CanonYongnuo YN-622N-TX per Nikon, permette di gestire dalla macchina, in maniera facilissima, tutte le informazioni dei flash, anche a decine di metri di distanza. Risulta essere una soluzione fin’ora senza problematiche, e per giunta disponibile ad un ottimo prezzo. Io utilizzo il trasmettitore con due trans-receiver, messi sotto 2 flash Yongnuo YN-568EX II, e sono riuscito a portare a casa immagini che prima con normali trigger (non TTL e senza la sincronizzazione ad alta velocità) non ero riuscito ad ottenere.

Sistemi non wireless

Cavo PC-Sync

Prima di terminare credo sia buona cosa illustrare anche due sistemi flash non wireless che però consentono comunque la gestione del flash off-camera. Stiamo parlando del cavo PC sync, solitamente presente su macchine e flash professionali, il cui scopo è di inviare un segnale di scatto per sincronizzare macchina e flash. Logicamente il suo compito non è così limitato, ma è stato pensato per permettere lo scatto di flash da studio privi di hot-shoe o per ridurre interferenze radio che a volte influiscono sul funzionamento dei trigger: basterà collegare il flash al trasmettitore tramite PC sync per ridurre a zero qualsiasi tipo di interferenza- Ricordiamo che tale sistema, tuttavia, non permette nessun tipo di automatismo TTL ma, come logico per un uso professionale, il tutto sarà rigorosamente in manuale.

Infine parliamo velocemente del cavo di prolunga dell’hot-shoe, un semplice cavo che permette di replicare la slitta del flash, presente sulla macchina, a distanza. Sarà come avere il flash montato direttamente sulla fotocamera, con la possibilità quindi di avere tutti gli automatismi del TTL.

Cavo di prolunga hot-shoe

Di questi due ultimi sistemi illustrati vengono subito alla luce i limiti operativi che riguardano senza dubbio la limitata distanza di utilizzo, dovuta alla lunghezza del cavo. Anche con un filo lungo i problemi sarebbero comunque presenti, l’ingombro e la scomodità primi fra tutti. L’utilizzo di questi cavi risulta vantaggioso probabilmente in studio, dove è facilmente gestibile la questione ingombro cavi. Per un utilizzo in luoghi all’aperto, o in eventi, non è assolutamente consigliabile il loro utilizzo.

Per concludere, il sistema di flash wireless più efficace e, secondo me, di facile utilizzo è quello radio. Fortunatamente non è più una prerogativa del professionista e grazie ad aziende minori ci sono valide alternative a buon mercato che, nella maggior parte dei casi, offrono tutto il necessario e anche di più per imparare e trarre soddisfazioni dalla gestione wireless di un gran numero di flash.

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