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Samsung Gear S2: lo smartwatch coreano che si ridefinisce

di Jacopo Famularoaggiornato il 4 de septiembre de 2015

Ore 7 pm: ecco le porte del Tempodrom che si aprono e la stampa finalmente, dopo una lunga attesa, riesce ad entrare all’interno del teatro che ormai da anni ospita gli eventi Samsung a Berlino.

Dopo la breve presentazione, siamo finalmente riusciti a mettere le mani sul tanto atteso smartwatch della casa coreana che era stato – come vi avevamo anticipato durante l’Unpacked 2015 – mostrato in un video teaser a New York. Stiamo parlando ovviamente di Samsung Gear S2, dispositivo indossabile che arriverà sul mercato in differenti versioni.

Non prendete paura, stiamo essenzialmente parlando di una versione “sport”, o per dirla alla Samsung “for sporty people”, e una – quella classica – più elegante, timeless. Questi due prodotti, che dovrebbero arrivare sul mercato con prezzi (non annunciati) differenti, si distinguono sia per quanto riguarda il cinturino, sia per quanto riguarda il design del prodotto vero e proprio. Elemento di vanto – a detta di Samsung – che va a creare un plus valore sulla versione sport del proprio prodotto se confrontato con quello di una nota azienda californiana, è il corpo in acciaio inossidabile, che va a caratterizzare entrambi i Gear S2.

Il design, che dobbiamo dire averci colpito positivamente soprattutto nella versione “classica” – tralasciando il cinturino in pelle che sembra non essere premium a livello qualitativo (speriamo sia semplicemente colpa dei sample disponibili a questo evento magari non definitivi), è abbastanza semplice e convincente. Il feeling quando al polso è assolutamente buono e le dimensioni del display da 1,2 pollici ne mantengono un’ottima ergonomia, che potrebbe far vincere un’eventuale battaglia – qualora si decidesse di instaurarla – con dispositivi ben più grossi, quali ad esempio LG G Watch Urbane.

Rimanendo a parlare di display, questo monta un pannello Super Amoled da 360 pixel di diametro e si caratterizza per un’ottima visibilità anche sotto i led luminosi e quindi – si spera – anche alla luce solare. Elemento che ci ha colpito negativamente è invece la distanza del display dal vetro protettivo, che lo rende davvero pieno di glare; a rincarare la dose, il vetro risulta anche poco oleofobico.

Entrando nello specifico delle versioni, queste si presenteranno secondo un’altra suddivisione di categoria: saranno infatti presenti dei modelli “Wi-Fi only” oltre ad altri che monteranno inoltre una eSIM – che ancora non sappiamo se arriveranno sul nostro mercato. Sicuramente questa scelta è stata interessante in quanto slegherà in maniera praticamente definitiva l’orologio dal telefono. La domanda da porsi però a questo punto è: saremo davvero pronti a voler pagare un’altra bolletta per internet in mobilità dedicata esclusivamente al nostro orologio?

Parlando di connettività, sicuramente non possiamo non menzionare la presenza del Bluetooth 4.1, che permette il collegamento con un grosso risparmio energetico. Questione aperta risulta la retrocompatibilità con device che non montano un chip Bluetooth inferiore alla versione 4. La compatibilità, inoltre, risulta uno dei punti fondamentali – e di svolta – di questo Samsung Gear S2: questo device sarà infatti utilizzabile con tutti i device Android 4.4 o superiore aventi almeno 1,5 GB di memoria RAM.

Questa notizia ci ha davvero stupito – positivamente ovviamente – anche se però ci ha lasciato, per altre motivazioni, un po’ di amaro in bocca: se infatti grazie al rilascio dell’applicazione apposita tutti gli Android Wear risultano ora compatibili con iOS – e quindi con iPhone – il fatto che Samsung Gear S2 monti il sistema operativo proprietario Tizen rende impossibile questa compatibilità. Personalmente, però, sono contento che Samsung stia “prepotentemente” portando avanti questo OS, che finalmente trova spazio in maniera massiccia dopo un’acquisizione che sembrava non essere partita con i fiocchi.

Tra i vari altri sensori, sicuramente spicca quello relativo al rilevamento del battito cardiaco, che permette, grazie ad ottime integrazioni software, di tracciare l’andamento giornaliero in un’applicazione apposita. Rimanendo a parlare di software, abbiamo trovato l’interfaccia un po’ poco intuitiva e, sebbene la gigante “digital crown” – ops scusate, intendevamo dire la cornice rotabile che permette di interagire al meglio con il device – permetta di scorrere velocemente e con un ottimo feedback tattile con l’orologio, ai primi tempi sarà davvero difficile capire come i sottomenù funzionino. Una volta capito, però, il gioco dovrebbe, e ripetiamo dovrebbe, essere abbastanza semplice.

Samsung Gear 2 non si limita però solamente a gestire la vita di tutti i giorni del proprio possessore: permette infatti – se compatibile con i sistemi specifici – di gestire anche l’abitazione ed il sistema smart home in essa, oltre che l’interazione con la propria automobile.

Passiamo, infine, a parlare di autonomia. L’azienda coreana ci ha dichiarato che Gear S2 avrà una durata di circa due giorni, che potrà essere allungata grazie alla modalità di risparmio energetico che, influendo sul processore e sul display, andrà a migliorare l’autonomia senza però influire troppo negativamente sulle prestazioni. Lasciatemi spiegare: se uno smartwatch quale Apple Watch in modalità di risparmio energetico permette solamente di visualizzare l’ora, in questo caso Samsung permette di utilizzare tutte le funzioni del device, ma fornendo ad esse meno potenza.

Concludiamo lasciandovi la nostra video anteprima, accompagnata da un primissimo confronto con Apple Watch che ne mostra le principali similitudini e differenze – che Samsung ha cercato di evidenziare durante il keynote. Che dire: in definitiva questo Samsung Gear S2 è il primo device coreano che mi ha colpito veramente dal punto vi vista wearable e non considerando il Gear Fit, che pur non avendo posseduto, credo sia uno dei più interessanti della propria categoria. Non vediamo l’ora di provarlo una volta arrivato sul mercato – durante il mese di ottobre – per potervi finalmente dare dei pareri definitivi.

Se doveste avere qualche dubbio o domanda, rimaniamo a disposizione nei commenti.