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Samsung Galaxy S8 recensione: adesso è lui il top di gamma da battere

Samsung Galaxy S8 recensione: adesso è lui il top di gamma da battere

L'ultimo arrivato in casa Samsung è un concentrato di potenza, innovazione e velocità. Galaxy S8 convince a pieno, pur avendo qualche piccolo difetto che va preso in considerazione / Ultima modifica il

È tempo finalmente di parlare di Samsung Galaxy S8, il nuovo top di gamma della casa coreana che ho tenuto in tasca per qualche settimana per riuscire a capirlo a fondo. Dire che c’è tanta carne al fuoco è riduttivoSamsung ha lanciato uno smartphone che non solo è migliore dei precedenti della casa, ma che è capace di rendere ogni altro dispositivo in vendita già vecchio. C’è tanta innovazione e molti rischi presi, ma il risultato è notevole.

Samsung Galaxy S8 arriva quindi per cambiare le carte in tavola: due modelli, due configurazioni entrambe con schermo Edge ma di pari potenza e dotazione, lasciando all’utente la scelta fra un device più piccolo o uno più grande in base alle proprie esigenze. La competizione è sempre più agguerrita: sarà riuscita Samsung a tirare fuori un telefono di cui parleremo ancora fra un anno? Scopritelo in questa recensione.

Tra design e display, un connubio unico

Non si può parlare di design di Samsung Galaxy S8 senza parlare anche di display. Mentre con altri dispositivi lo schermo è soltanto una delle parti del telefono, incorniciato in quello che effettivamente è il dispositivo, qui il pannello curvo è parte integrante dell’estetica come mai prima era stato osato. La parte frontale del telefono è praticamente solo schermo: un pannello da 5,8 pollici con aspect ratio 18.5:9, molto più stretto rispetto ad altri device di pari diagonale. Non si può più contare la dimensione del display con i soli pollici: l’introduzione di questi formati alternativi al 16:9 cambia completamente le misure.

Non spaventino quindi i 5,8 pollici: sono tanti, sì, ma il device ha dimensioni paragonabili ad un S7 Edge, che si fermava a 5,5″. La doppia curvatura che non tutti apprezzano ora diventa un elemento chiave del design, ma l’ergonomia non ne soffre: dopo tre generazioni di schermi Edge, Samsung ha trovato la quadratura del cerchio, e non si registrano tocchi accidentali o evidenti problemi dovuti alla smussatura del pannello. Le cornici superiori e inferiori sono piccolissime, giusto adatte ad ospitare la capsula auricolare, la fotocamera frontale e i vari sensori. Gli angoli sono per altro smussati e l’interfaccia di sistema si adatta a questo elemento.

Il frame in alluminio serve invece per pulsanti e porte. Ci sono diverse cose: sul fianco sinistro, ad esempio, troviamo il bilanciere per il volume e il tasto fisico dedicato a Bixby, mentre dall’altro lato c’è il tasto di accensione\spegnimento. USB Type-C e jack audio sono sotto, mentre il carrellino per SIM e micro SD è posto sopra. Non manca nulla sebbene il corpo del telefono sia molto compatto. Dietro l’estetica riprende pari pari quella di un S7 qualsiasi, fatta eccezione per l’unica stonatura di tutta l’esperienza d’uso: il lettore di impronte digitali è ora vicino alla fotocamera, e si raggiunge male con il dito indice. Le varie teorie online dicono che sarebbe dovuto essere integrato nel vetro del telefono, invece che lì.

A livello ergonomico sicuramente lo schermo così grande talvolta non aiuta, ma l’essere riusciti ad infilare un display così grande in un corpo così compatto non è cosa da poco. Il tutto per altro è impermeabile e certificato IP68, e il vetro che ricopre il device è un resistente Gorilla Glass 5. Il design è il suo display: uno splendido pannello Super AMOLED con una risoluzione incredibile di 2960 x 1440 pixel e supporto al Mobile HDR, un nuovo standard per la visualizzazione di più colori. Di default, però, la risoluzione è limitata ad un Full HD+ e dovrete alzarla dalle impostazioni. Lì troveremo anche decine di settaggi, dall’Always On Display per vedere sempre l’orologio a schermo, al filtro luce blu, passando per calibrazione dei colori e densità della UI.

Lo schermo ha un livello di luminosità incredibilmente alto e permette di usarlo tranquillamente sotto la luce del sole diretta, e la qualità delle immagini riprodotte è altissima. L’aspect ratio anomalo crea qualche “problema” di bande nere ai lati dei video, ma non è un difetto eccessivamente grave. La parte bassa dello schermo, per altro, supporta il riconoscimento della pressione, proprio dove c’è il tasto Home che potremo praticamente cliccare come un pulsante vero. Chi vuole il miglior connubio fra ergonomia e dimensione del display punti su S8, chi invece preferisce uno schermo più grande ma ancora usabile, troverà un alleato in Galaxy S8+.

Prestazioni: l’hardware che convince

All’interno di Samsung Galaxy S8 l’azienda ha voluto inserire una base hardware solida senza spingersi troppo verso degli eccessi. Il risultato è equilibrato: c’è un Exynos 8895 di nuova generazione, un octa-core che tocca i 2,3 GHz di frequenza, accompagnato da 4 GB di memoria RAM e 64 GB di storage. Lo spazio a disposizione dell’utente è molto ma rimane intatta la possibilità di espandere la memoria tramite schede micro SD, una possibilità sempre gradita e utile. Gli utenti americani di Samsung Galaxy S8 troveranno invece uno Snapdragon 835 a bordo, per le solite problematiche di compatibilità di antenne e operatori telefonici.

Il SoC di S8 è semplicemente pura potenza: è veloce in qualsiasi operazione, la RAM reagisce istantaneamente e lo storage è tra i migliori in circolazione. Come sempre però bisogna anche fare i conti con il software: c’è Android Nougat 7.0 a bordo, personalizzato però dalla cosiddetta Samsung Experience – quella che un tempo avremmo chiamato TouchWiz. Samsung si è spinta ad un livello forse mai raggiunto prima: Android è irriconoscibile. Un utente meno esperto capirà che c’è l’OS di Google a bordo solo dopo aver visto l’icona del Play Store, perché ogni elemento della UI, ogni impostazione e ogni schermata è stata completamente rivista da Samsung.

Il risultato è un sistema operativo praticamente nuovo: sì, ci sono le fondamenta di Android sotto, ma l’esperienza d’uso è completamente diversa. Merito (o demerito) anche delle applicazioni preinstallate: fra quelle di Microsoft (inserite per via di un accordo commerciale) e quelle di Samsung, finiremo per mettere in secondo piano i servizi di Google, che saranno solo di accompagnamento. Di tutte le app che solitamente usiamo – da quella per i messaggi, al calendario, passando per galleria e arrivando alla banale calcolatrice – Samsung ne ha realizzato una sua versione, invece di mettere ciò che Google offre. Vantaggi e svantaggi: queste app sono davvero ben fatte e ricche, ma si può dire lo stesso delle controparti stock di Android.

A livello prestazionale, Samsung Galaxy S8 vola: non c’è praticamente nulla che possa metterlo in crisi, dalla riproduzione di file multimediali pesanti agli ultimi giochi in 3D, ma va detto che questa personalizzazione così pesante provoca ancora qualche fastidioso micro lag che non avrei più voluto vedere. È un problema storico per Samsung e sarebbe l’ora di risolverlo, ma il continuare ad inserire carne sulla brace non aiuta. La casa coreana ha davvero toccato ogni riga di codice possibile di Android per tirare fuori una esperienza d’uso tutta sua, e in generale il risultato è più che convincente tolte queste minuscole problematiche.

A volte, però, c’è anche troppa roba. Pensiamo soltanto ai metodi di sicurezza: Samsung Galaxy S8 può essere sbloccato con i metodi tradizionali (PIN e password), oppure con l’impronta, ma anche con la scansione del viso o dell’iride (sono due cose diverse). Sono tutti metodi che funzionano (pur con i loro svantaggi – il lettore di impronte è posizionato male, l’iride è il metodo più lento, il viso quello meno sicuro) ma che mettono in confusione l’utente che si ritrova troppe scelte davanti. C’è poi Bixby, il nuovo assistente virtuale che, non avendo in Italia il supporto ai comandi vocali, è praticamente un Google Now castrato. Si attiva addirittura con un pulsante fisico dedicato, ma personalmente l’ho usato tre volte in croce per poi dimenticarmene.

Samsung ha inserito tutto quello che poteva. C’è un ottimo supporto Wi-Fi ac, il Bluetooth 5.0 di nuova generazione – che ancora nessun altro dispositivo o accessorio supporta -, l’abilitazione alla basetta Samsung DeX che trasforma lo smartphone in un PC, ritroviamo i sensori per la salute come il cardiofrequenzimetro installato vicino alla fotocamera, più tutte le opzioni software – da Samsung Health per tracciare cosa fa il nostro corpo, a Samsung Cloud dove fare il backup di tutto il contenuto del telefono. Si potrebbe parlare ore di tutta questa sostanza, sostanza che per altro è molto apprezzabile dato che offre reale scelta all’utente, ma mi chiedo solo se in qualche caso non sarebbe stato più utile semplificare e alleggerire, invece che continuare ad aggiungere.

Batteria: dove manca la perfezione

Dopo quella brutta pagina che è stata Samsung Galaxy Note7, Samsung ci ha pensato due volte prima di inserire batterie di enormi capacità a costo di “spingerla dentro” a forza. L’approccio con S8 è stato decisamente più conservativo: ritroviamo i 3000 mAh visti lo scorso anno su Samsung Galaxy S7 Flat, un numero che per la dimensione del display appare un po’ ridotto. Nella realtà dei fatti, grazie al nuovo processore e ad un software più ottimizzato per via di Nougat, si riesce a coprire la giornata, ma ho sempre avuto la sensazione che sarebbe stato necessario avere qualcosa di più dal punto di vista dell’autonomia.

Con il mio uso normale, non è stato impossibile arrivare a mezzanotte con circa 4-5 ore di schermo attivo, ma nulla più. È impossibile sforare nel secondo giorno oppure superare la soglia delle 5 ore di display acceso, pena lo spegnimento anticipato. Concretamente, quando mi è capitato di prolungare le mie serate, ho sempre preferito dare “una botta” di caricabatterie prima di uscire, capace di ridare quel 40-50% necessario per essere più tranquilli. Temo però che un utente più esigente e che stressa effettivamente il telefono possa non arrivare dopo le 21:00 con il telefono acceso.

Per fortuna ci aiutano le ottimizzazioni software e la ricarica rapida. Le prime permettono di abilitare delle opzioni per ridurre i consumi, disabilitando quello che non serve e limitando un po’ le prestazioni. La ricarica veloce invece permette di riempire la batteria in poco più di un’ora, una funzione oggettivamente comoda e che fa dimenticare, almeno per un momento, l’autonomia non proprio eccellente. Infine, c’è anche la ricarica wireless, sempre molto comoda. Forse 300 mAh in più avrebbero aiutato nella durata generale, o forse anche tarare al meglio il software evitando di offrire troppa scelta (tra modalità prestazioni, risparmio energetico, risoluzione del display e soglie di luminosità l’utente impazzisce) sarebbe potuto servire a tirare fuori qualcosa in più.

Fotocamera: il meglio in circolazione

Squadra che vince non si cambia. Se S7 era uno dei migliori camera phone dello scorso anno, S8 lo è ancora di più puntando fondamentalmente su una configurazione simile di sensori. I 12 MP posteriori con apertura f/1.7 non sono gli stessi di dodici mesi fa: il sensore è leggermente migliorato, e gli algoritmi di post-produzione sono stati affinati ulteriormente. Niente doppia camera, niente sensori strani: qui Samsung punta tutto sulla qualità della sua tecnologia Dual Pixel e su una esperienza punta e scatta invidiabile.

Ottimizzando il software, la casa coreana è riuscita ad offrire una fotocamera in primis veloce, che si apre in un istante ed è subito pronta a mettere a fuoco e scattare. L’apertura della lente permette di catturare molta luce, e le foto riprese in diurna sono davvero perfette. I colori sono vividi, c’è tanto dettaglio e possiamo anche zoomare un po’ senza perdere qualità. Anche al buio però non scherza: il telefono riesce a fare talvolta miracoli, riuscendo a capire i colori della scena pur in condizioni difficili. Il software è ricco ma semplice da usare: oltre a comandi manuali e scatti in RAW, troveremo varie modalità per divertirci, fra cui una di sfocatura capace di ottenere risultati simili alla Modalità Ritratto di iPhone 7 Plus pur avendo un solo sensore da sfruttare.

L’esperienza d’uso è ciò che vince. Premendo due volte il tasto di accensione saremo subito dentro l’interfaccia della fotocamera, pronti a scattare foto di grandissima qualità che, se riviste sullo schermo di S8, risulteranno ancora più belle grazie al supporto di una gamma di colore espansa. Anche il sensore frontale non scherza: davanti ci sono 8 MP anch’essi con apertura f/1.7, autofocus e HDR, più il supporto anche qui per la modalità sfocatura. La qualità dei selfie è impressionante, capaci di farci dimenticare che un tempo, per avere maggiore qualità, giravamo il telefono per poter sfruttare il sensore principale. Nel software troviamo poi anche tanti filtri creativi e divertenti, per evitare di dover passare da app di terze parti.

Il sensore stabilizzato da 12 MP si presta poi bene anche per i video: si arriva al 4K oppure al 1080p a 60 fps, ma è solo nella modalità più classica a 1080p30 che rimarrà attivo il supporto all’HDR per colori più ricchi e all’Auto Focus Dinamico, che permette di seguire un soggetto in tempo reale. La qualità dei video è veramente eccellente, con una messa a fuoco istantanea e una valida stabilizzazione dell’immagine. In generale, Samsung Galaxy S8 è un incredibile camera phone, capace di farci dimenticare a casa la nostra fotocamera tradizionale.

Multimedia: un mix che funziona

L’aspetto multimediale di Samsung Galaxy S8, come si è potuto capire dal resto dell’analisi, è eccellente. Come detto prima, con uno schermo del genere difficilmente non ci si gode quello che guardiamo: va però appunto sottolineato che l’aspect ratio tende a creare delle bande nere ai lati dei contenuti video. Questo significa che per sfruttare tutto lo schermo dovremo inevitabilmente tagliare parte dell’immagine, e nelle varie app come YouTube o Netflix comparirà un tastino a schermo per effettuare questa operazione. È un male minore, ma va considerato che se non vorrete croppare il contenuto, l’effettiva diagonale sfruttata sarà decisamente più piccola.

Valido anche il comparto sonoro: il singolo speaker posto nella parte bassa del telefono non è straordinario, ma suona molto meglio di S7. Il volume è abbastanza elevato ma la qualità sonora è un po’ ovattata, particolarità probabilmente dovuta al trattamento waterproof del dispositivo. In cuffia nessun problema – c’è il jack audio! – e Samsung fornisce anche un paio di auricolari realizzati in collaborazione con AKG dalla qualità invidiabile. Nessun problema anche tramite Bluetooth se non forse un segnale non particolarmente robusto sulla media distanza, e il supporto alla revisione 5.0 permetterà in futuro di sfruttare due cuffie contemporaneamente.

Bisogna infine parlare ancora di software: sia per quanto riguarda il display che l’audio troverete tantissimi settaggi per personalizzare l’esperienza. Lo schermo potremo calibrarlo con vari profili colori, mentre per il sonoro troveremo equalizzatori, preset e l’opportunità di tarare l’audio anche in base alla nostra età (!). Insomma, non manca davvero nulla, ma sarà compito dell’utente di spulciare tutte le impostazioni per rendere l’esperienza adatta alle proprie esigenze.

Samsung Galaxy S8 recensione: le nostre conclusioni

Samsung Galaxy S8 è forse uno dei migliori smartphone mai realizzati in assoluto, se non il migliore. Pur avendo dei difetti, la sua innovazione e ricchezza permette di rendere l’utilizzo quotidiano un vero piacere. Dall’hardware potente e veloce, passando per la fotocamera di grandissima qualità, e arrivando infine ad un software ricco e personalizzabile, non manca davvero nulla. Certo, il prezzo non è basso, ma sta già calando e diventerà più appetibile nel giro di qualche settimana. Questo all-in di Samsung era necessario dopo lo scivolone di Note 7, e possiamo dire con assoluta certezza che l’esperimento è riuscito. Galaxy S8 è lo smartphone da comprare se cercate un top di gamma in questa prima metà del 2017. Samsung ha ora gli occhi puntati addosso. È necessario che sfrutti l’occasione per ascoltare i feedback e perfezionare: la batteria ha bisogno di una spinta, la UI va un po’ alleggerita e semplificata, e la casa coreana deve capire se è davvero necessario competere con Google anche nel software, proponendo alternative ad ogni singolo servizio e applicativo offerto. Non rimarrete però delusi acquistando un Galaxy S8 ora, e prendendolo in mano capirete subito una cosa: tutti gli altri smartphone, volente o nolente, che siano usciti ieri o l’anno scorso, sembreranno irrimediabilmente dei prodotti vintage.

Pro
Bello e innovativo
Potenza da vendere
Software molto ricco
Fotocamera eccellente
Contro
Batteria non sempre al top
Talvolta troppo ricco di funzioni
Sensore di impronte scomodo
valutazione finale9

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Prezzo