Vai a Tecnologia
Vai a Videogiochi
Vai a Fotografia

Un Coreano direttamente da Broadway: Samsung Galaxy S4

di Jacopo Famularoaggiornato il 24 maggio 2018

A distanza di un anno quasi spaccato, la famosa azienda coreana rilascia sul mercato un nuovo device di punta: Samsung Galaxy S4 è giunto fra noi. La casa ha deciso anche quest’anno di non presentare il proprio dispositivo al Mobile World Congress di Barcellona, per il quale ha ritenuto più giusto dare spazio al nuovo Galaxy Note 8.0. Così, dopo una presentazione in pieno stile Broadway che ha riscontrato molti apprezzamenti ma anche tante critiche, il nuovo gioiellino è finalmente giunto sul mercato.

Scheda tecnica

[table id=8 /]

Nulla di nuovo dal fronte… orientale

Il cambio di design da una generazione ad un’altra non è sempre fondamentale. Samsung ha ben compreso e fatto propria questa massima, creando infatti prodotti dalle linee molto simili per quanto riguarda la gamma Galaxy Note e Galaxy S (di quest’ultima per quanto riguarda la fascia medio-alta). Con Galaxy S4, l’azienda coreana ha deciso di mantenere le linee del suo predecessore, modificando parzialmente il frame laterale. Il resto dello chassis rimane per lo più invariato: a cambiare sono le dimensioni del display, ora di ben 4,99″, e il posizionamento, sul retro, di flash led e speaker. Se il primo è stato semplicemente spostato sotto la fotocamera, lasciando la posizione laterale, il secondo ha ricalcato la controparte di Note 2, del quale ha ripreso la posizione. A variare, inoltre, sono le colorazioni e le texture: se con Galaxy S3 ci si era dapprima abituati alle colorazioni Pebble Blue e Marble White (con un’estensione delle colorazioni avvenuta in un secondo momento), in questo caso Samsung ha denominato i nuovi colori White Frost e Black Mist, che probabilmente anche in questo caso verranno ad essere affiancate da personalizzazioni simili a quelle di S3, ovvero in base all’operatore che rivende il prodotto. [adrecensione]Abbiamo parlato di texture: se infatti l’anno passato la versione bianca non ne presentava una e la versione blu richiamava l’alluminio, in questo caso Samsung ha deciso di personalizzare entrambe le versioni, utilizzando un puntinato sul fronte e una griglia sul retro. White Frost risulta una versione molto bella sia sul fronte che sul retro, con una percezione molto bassa della texture; a rovinare il tutto, però, la solita semi-trasparenza che va ad attorniare i tasti tattili: in condizioni di scarsa luminosità, infatti, è facile notare un alone luminoso che si spinge oltre la semplice forma dell’icona del tasto. Altra nota negativa sono sicuramente i sensori posti nella parte alta: nella versione bianca sono molto più visibili ed essendo ben tre, sporcano non poco la pulizia del fronte. Passando alla versione Black Mist, la texture è veramente stupenda sul fronte, dove il puntinato è molto gradevole; la parte posteriore, invece, presenta una griglia abbastanza marcata, che potrebbe non sempre piacere. In questo caso, vista la scura tonalità assegnata, la luce non riesce a oltrepassare il “velo” che ricopre i tasti tattili, risultando meglio definiti e molto più gradevoli, sia in condizioni di buona luminosità, che di scarsa. Ancora, in questo caso i sensori sono meno visibili (anche se si notano), mimetizzandosi con il resto del fronte. Il feeling del prodotto non è affatto male, sebbene possa risultare a volte scivoloso; rispetto ad altri dispositivi, infatti, il grip non è rassicurante; o per le dimensioni, o per una mancata bombatura sul retro, Galaxy S4 risulta a volte troppo “delicato”. I materiali, dal canto loro, continuano ad essere policarbonato e vetro: scelta sulla quale Samsung ha deciso di puntare ancora molto. Il device è inoltre apribile e questo permette, in caso di lesioni alla parte posteriore, una sostituzione della back cover con una spesa minima. Ben più grave è la situazione se a rovinarsi sono il vetro frontale o il frame laterale, visto che anche in S4 compongono un elemento unico.

Neri profondi, contrasti marcati e immagini ad una definizione unica

In tanti, prima della presentazione di questo device, abbiamo sperato che il suo display non fosse più un “semplice” AMOLED ma un PHOLED: un’evoluzione del primo che migliora la resa delle immagini e diminuisce i consumi della batteria. Stando alle indiscrezioni, si era ormai praticamente certi di questa scelta, stroncata solo al momento della presentazione ufficiale. Così, l’azienda coreana ha deciso di non cambiare nemmeno questo aspetto del proprio dispositivo, ricalcando ancora S3, che ha avuto e continuerà ad avere enorme successo sul mercato. Ciò che è cambiato, come abbiamo detto anche sopra, è la dimensione del pannello, che da 4,7″ è passata a 4,99″.

Il display risulta essere molto definito e la densità di pixel si staglia su numeri veramente elevati, così come abbiamo visto per HTC One. In questo caso, vista la maggiore dimensione del display rispetto al device taiwanese, questa densità si ferma “solo” a 441 ppi; ma come abbiamo detto anche in un nostro approfondimento, la differenza in questo caso è veramente impossibile da percepire ad occhio nudo. Come da titolo del paragrafo, la tecnologia AMOLED permette di avere neri veramente profondi e contrasti molto marcati, che danno alle immagini profondità e mettono in risalto gli elementi compositivi. AMOLED, però, non è solo sinonimo di belle immagini, ma purtroppo anche di scarse prestazioni alla luce diretta del sole (eccolo in una nostra foto). Rispetto infatti ad iPhone 5, piuttosto che HTC One, la resa al sole è veramente inferiore e, anche con luminosità massima, spesso si ha difficoltà a vedere ciò che avviene sul display.

Batteria

Una cosa su cui Samsung da qualche tempo non sbaglia è proprio la batteria. Sebbene sinceramente non sia amante degli elementi estraibili, convengo col fatto che, in caso di batteria scarica, averne una da sostituire al volo è sicuramente una cosa positiva. In questo caso, ci troviamo di fronte ad un modulo di ben 2600 mAh di capacità, il che è davvero notevole. Come abbiamo sempre detto, però, così come per le fotocamere non sono i megapixel a definirne la bontà, nel caso delle batterie, se non v’è una buona gestione a livello software, è difficile che anche la migliore batteria del mondo possa reggere anche agli stress minimi. In questo caso, però, possiamo dire che Samsung ha fatto un buon lavoro (anche se, come ricordo sempre, i test sono del tutto personali e lasciano il tempo che trovano). Personalmente mi trovo ad avere sempre quasi tutti i moduli attivi, tranne il Bluetooth, che uso saltuariamente per ascoltare la musica con le Jabra Revo Wireless.

Detto questo, GPS sempre attivo, WiFi anche, luminosità automatica tendente all’alto, NFC, Air Gestures e Air Views attivi. Questo ovviamente va ad appesantire la batteria, la quale è anche sottoposta a stress dal mio continuo uso di mail, social network e servizi di istant messaging. Per quanto riguarda Air Views, una funzione che sicuramente “ruba” parecchia energia è la possibilità di vedere quante notifiche abbiamo, l’ora e la percentuale della batteria al solo passaggio del palmo della mano sul sensore di prossimità a device in standby. Detto questo, Samsung ha fatto un buon lavoro e diciamo che con un’utilizzo standard (anche se è difficilmente definire uno standard in questo caso) si riescono a fare circa otto ore di utilizzo, similmente a quanto accade con HTC One. Ovviamente prendete questi dati con le pinze perchè chiaramente influiscono su questi dati moltissime variabili. Ottimo miglioramento, invece, è quello apportato alla funzione Risparmio Energia: Samsung ha deciso di rendere più personalizzabile la scelta e permette ora di limitare le prestazioni della CPU, limitare la luminosità dello schermo o di disattivare il feedback tattile. Queste tre voci possono essere combinate a scelta in base a gusti e necessità, il che risulta comodo per chi magari non vuole rinunciare alle prestazioni di Galaxy S4 pur avendo la batteria scarica.

Fotocamera: un passo in avanti, ma c’è ancora da lavorare

Con il nuovo Samsung Galaxy S4, gli ingegneri dell’azienda coreana han deciso di spingersi oltre quanto fatto con Galaxy S3 e Note 2. Il risultato è stato tutto sommato positivo: la fondamentale novità è un sensore da ben 13 megapixel, un numero che ormai conosciamo, essendo presente su molti altri device di fascia alta come Sony Xperia Z e LG Optimus G. Come ricorderete, su questi device il numero di megapixel non aveva comunque reso gli scatti eccezionali, anzi. Il fallimento della fotografia odierna è che le persone pensano troppo ai megapixel e non abbastanza ad altri fattori chiave (e questo è uno dei motivi per cui HTC, ad esempio, ha deciso di non dire da subito che la sua Ultrapixel è dotata di un sensore da 4 megapixel). Detto questo, Samsung questa volta sembra essersi spinta sul miglioramento della lente stessa, i cui risultati sono visibili in più di qualche situazione.

Scattare fotografie

Entrando nello specifico, le fotografie scattate con Samsung Galaxy S4 possono ritenersi nel complesso soddisfacenti. C’è chi è rimasto sbalordito dagli scatti eseguiti con questo dispositivo; personalmente continuo a preferire iPhone 5 (ma si tratta ovviamente di considerazioni del tutto personali). L’apparato fotografico si compone come sempre di mille funzioni, disposte più o meno a caso lungo i 4,99″ pollici di display. Scattare in velocità risulta spesso difficile: la mancata stabilizzazione ottica del dispositivo è una grave lacuna, non completamente sopperita dallo stabilizzatore software. Personalmente ho una mano abbastanza ferma, eppure sono quasi sempre obbligato ad impostare la modalità scatto migliore per avere una foto decente. Cosa abbastanza fastidiosa, visto che questa dovrebbe essere una scelta e non un obbligo camuffato come tale; in più questa funzione implica l’esclusione delle altre e quindi non si possono scattare foto in HDR mentre si fa un miglior scatto e via discorrendo. Tra le altre funzioni, forse le più interessanti sono volto migliore, dinamico e colore ricco (il classico HDR). La modalità notte non ci ha stupiti particolarmente e gli scatti, in condizioni di scarsissima illuminazione, non raggiungono chiaramente la sufficienza. In giro per il web si trovano varie prove dove si parla di buone fotografie; a noi non è parsa tutta questa bontà.

  

Una funzione migliorata è invece Panoramica. Finalmente anche qui è continua nella ripresa e funziona in stile iPhone. Per quanto riguarda lo scatto finale, come per quanto riguarda il melafonino, anche qui non viene compresso, permettendo all’utente di visualizzarlo a dimensione reale e di decidere in un secondo momento se comprimere o meno la fotografia. Una modalità di scatto sicuramente migliorata è inoltre quella macro: sebbene la lente necessiti di una distanza maggiore rispetto a quella di HTC One per mettere a fuoco ed effettuare gli scatti, gli sfumati sono buoni e gli elementi messi a fuoco sono molto ben definiti, anche grazie ai 13 megapixel del sensore (ecco una foto ravvicinata con relativo crop al 100%). Rimanendo in ambito megapixel, una cosa sicuramente fastidiosa è il fatto che di deafult la fotocamera non sia impostata per dare il 100%. Ciò che intendo dire è che all’avvio della fotocamera, essa scatterà in formato 16:9 ad una risoluzione di 9 megapixel, mentre per effettuare uno scatto a piena risoluzione, bisogna settarlo (ed esso sarà in 4:3).

Altra funzione presente, di dubbia utilità, è dual camera. Grazie ad essa potremo scattare una foto contemporaneamente con fotocamera frontale e fotocamera posteriore. In questo modo ci sarà data la possibilità di essere comunque protagonisti dei nostri scatti. Funzione carina ma, torno a ripetere, abbastanza superflua, se non per chi ama apparire nelle proprie fotografie. Grazie ad un nuovo (l’ennesimo) tasto presente nell’interfaccia dell’applicazione fotocamera, sarà inoltre possibile applicare effetti quali bianco e nero, seppia e similari, direttamente in tempo reale. Anche su Galaxy S4, inoltre, è possibile scattare una fotografia anche grazie al comando vocale, dicendo ad esempio “Scatta” o “Cheese”. Per ultima ho deciso di lasciare la modalità di cancellazione degli elementi indesiderati dalle fotografie. Questa possibilità, offerta da moltissimi software di postproduzione, risulta comoda per chi appunto non è pratico di questi programmi. Diciamo che se a primo impatto il lavoro può sembrare ottimo, dando un’occhiata più da vicino alle fotografie, qualche imperfezione si nota.

Detto questo, la funzione non è assolutamente da sottovalutare, soprattutto per chi, come detto, si trova a non essere in grado o a non volere perdere tempo in innumerevoli passaggi. Premettendo che non sono pienamente d’accordo con tutti i pareri dati, mi sento comunque di consigliarvi un ottimo approfondimento dell’amico Francesco Graziani, che ha testato a dovere la fotocamera di questo nuovo device dedicandole un focus. Sebbene infatti anche dal crop al 100% le foto mantengono un’elevata quantità di dettagli, purtroppo gli scatti soffrono di assenza di profondità nella maggior parte dei casi, se non negli scatti macro, che come detto prima sono notevolmente migliorati. Insomma, dal punto di vista fotografico non sono rimasto pienamente soddisfatto, anche se è innegabile che con questo Galaxy S4 Samsung abbia fatto passi da gigante e che il device si posizioni ad un livello decisamente superiore rispetto a quello raggiunto da Galaxy Note 2 e Galaxy S3; ci sono situazioni in cui questa fotocamera sembra essere sbalorditiva, altre in cui non si penserebbe neppure che possa essere inserita in un dispositivo di fascia alta. Come al solito vi lascio il link ad una foto panoramica (non compressa) e qui sotto la galleria con qualche immagine scattata direttamente dallo smartphone (la dimensione delle immagini è abbastanza elevata, vista la non compressione per mantenere veritiera la prova. Questo potrebbe implicare un caricamento più lento).

Girare filmati

Spostandoci al reparto video, possiamo dire che in questo caso non abbiamo riscontrato sostanziali differenze rispetto ai predecessori di Galaxy S4. A livello di interfaccia dell’applicazione, ci si trova nuovamente di fronte alla possibilità di stoppare o mettere in pausa la registrazione e la possibilità di scattare foto mentre si gira (la qualità, di questi scatti non è il massimo). A queste opzioni si aggiungono la possibilità di scegliere la risoluzione del video e, infine, quella di abilitare o disabilitare la stabilizzazione software del filmato. Questa provoca un ovvio restringimento del campo di ripresa, in quanto il software dovrà compensare i movimenti “contro-animando” il filmato. A queste opzioni si aggiungono delle possibilità presenti su Note 2, ovvero i video in slow motion e ad alta velocità. Se per l’ultima voce la risoluzione rimane Full HD, standard su qualsiasi tipo di video, per lo slow motion la qualità risulta minore, ovvero 480p. Peccato perchè sarebbe stata una bella funzione e una bella evoluzione rispetto a Note 2, ma soprattutto ad S3. Tra l’altro Samsung avrebbe anche potuto far leva su una funzione che sicuramente fa gola a molti. Detto questo, i filmati sono tutto sommato buoni, anche a livello audio! Da questo punto di vista diciamo che anche con i vecchi modelli, Samsung non aveva deluso. Una nostra videoprova a questo link.

Performance, software e personalizzazioni

Animato dall’ormai noto Snapdragon 600 di Qualcomm, che su Samsung Galaxy S4 raggiunge un clock di addirittura 1,9 GHz, il device è supportato nelle sue computazioni anche da ben 2Gb di memoria RAM, che conferiscono grandi prestazioni al gioiellino coreano. La memoria interna per ora ha un solo taglio di disponibilità (16Gb), sebbene si presume che, come l’anno passato, verranno introdotte anche le versioni da 32Gb e 64Gb. Fortunatamente, la scarsa memoria interna è espandibile tramite Micro SD. Sebbene io non sia amante delle memorie esterne, a causa di una gestione meno ottimizzata rispetto ad una soluzione compatta, in questo caso si rivela fondamentale avere un supporto a causa del peso del sistema operativo installato di stock da Samsung. Dei 16Gb disponibili, infatti, è vergognoso che Samsung ne abbia occupati ben 8 per introdurre un sacco di spazzatura a livello software, della quale l’utente probabilmente non conoscerà l’esistenza o della quale non si servirà mai durante tutta la vita del dispositivo. Lasciando a più tardi le considerazioni sul software, Samsung ha sempre avuto un’ottima gestione dei supporti esterni, quali pendrive o altro. Da questo punto di vista, gli standard rimangono alti e anche in questo caso, la visualizzazione dei contenuti anche su drive esterni è ottima, anche grazie all’explorer integrato.

La velocità di navigazione è fulminea, soprattutto quando viene utilizzata l’ormai nota rete 4G LTE. Grazie ad essa, infatti, aprire le pagine internet o i video su YouTube è veramente questione di secondi. La renderizzazione delle pagine web, inoltre, risulta a sua volta molto veloce e anche in caso di spostamenti o zoom in gran velocità, il dispositivo si comporta più che egregiamente. Grazie alle sue caratteristiche d’eccellenza, Samsung Galaxy S4 risulta essere un ottimo compagno anche nei momenti di svago, permettendo di godere appieno della bellezza dei migliori giochi presenti su Play Store. La combinazione tra il display iper definito, un processore di ultima generazione e un quantitativo di memoria RAM invidiabile, permette di giocare sempre al 100%.

Passando all’apparato software, di stock Samsung Galaxy S4 monta Android Jelly Bean nella sua versione 4.2.2 con personalizzazione grafica Touchwiz Nature UX 2.0, che non ha subito grandi modifiche rispetto alle versioni presenti su Galaxy S3 e Galaxy Note 2. Le implementazioni, però, sono veramente molte: Samsung ha puntato veramente molto su nuove gestures e features che vanno sostanzialmente a distinguere S4 da S3. È proprio a causa di tutte queste funzioni e personalizzazioni che il sistema operativo occupa ben 8Gb e questo è assolutamente insostenibile. Tra le novità, sicuramente è da notare la lockscreen “multipagina”: oltre ad essere infatti personalizzabile (sì, si può cambiare la scritta Life Companion), è possibile aggiungere pagine con widget e collegamenti alle applicazioni in velocità. In realtà l’arrivo in queste pagine non è più veloce rispetto ad uno sblocco seguito dalla selezione direttamente in home screen, che essenzialmente assume lo stesso valore. Dunque anche in questo caso, una falsa comodità: ci vuole più precisione per accedere alle pagine della lockscreen che per sbloccare il device e dirigersi nelle varie della home. Molte “chicche” grafiche, potrebbero essere infatti eliminate o semplificate, per diminuire il peso sia della ROM (qui un nostro approfondimento), che del sistema sulla RAM e il processore.

Per quanto riguarda la stabilità di sistema, finalmente sembra che tutto funzioni alla perfezione: durante le nostre prove, i crash che ogni tanto facevano parte della vita quotidiana con S3 e Note 2 sembrano qui spariti, il che è ammirevole. Torniamo però a parlare di Air Gestures: oltre a quelle già presenti sui predecessori, Samsung ne ha implementate di nuove e, oltre ad esse, sono state introdotte anche delle novità dal punto di vista del riconoscimento facciale e quindi delle varie funzioni “Smart”. Per esempio, una funzione simpatica (ma niente più) ci permette di eseguire lo scroll delle pagine web con il solo sguardo e l’inclinazione del capo. Purtroppo le gestures e queste altre features hanno però un lato negativo molto marcato: funzionano solamente con le applicazioni native Samsung. La cosa risulta molto fastidiosa, soprattutto perchè non sempre si utilizzano le applicazioni stock (e chi è utente Android da tempo lo sa molto bene), mentre si opta spesso per, ad esempio, browser di terze parti. Se le API per le gestures fossero rilasciate anche per le altre App, sicuramente il tutto risulterebbe molto più comodo e integrato; purtroppo però Samsung decide di continuare per la sua strada e il risultato è che queste funzionalità, oltre ad appesantire il sistema e ad avere funzione di “fare i fighi davanti agli amici”, lasciano il tempo che trovano. Questo soprattutto quando, ad esempio sfogliando le immagini in galleria, richiede molto più tempo passare la mano sul sensore, che eseguire uno swipe col dito direttamente sul display (anche l’animazione di transizione tra una foto e l’altra è più lenta).

  

Aspetto positivo, in questo S4, è invece il fatto che vi sia un miglioramento a livello di percezione da parte del sensore, che sembra essere stato affiancato da quello di prossimità e questo permette migliori riconoscimenti anche in scarse condizioni di luminosità: anche al buio, infatti, le gestures funzionano, cosa che con Galaxy S3, invece, non avveniva. Per gli amanti delle tendine delle notifiche ben assortita, Samsung non si smentisce: anche in questo S4 abbiamo un buon numero di toggle, che supportano l’utente nelle sue varie necessità. Oltre a questi, come sempre Samsung colloca anche una barra per la gestione della luminosità nella tendina. In questo caso la troviamo migliorata rispetto alle vecchie versioni, con possibilità di gestione manuale o automatica con calibrazione settabile: in sostanza, pur essendo automatica, si ha la possibilità di gestirla minimamente, in modo da aggiustarla in base ai propri gusti.

Oltre al pulsante per accedere alle impostazioni, è ora presente un nuovo tasto che permette la vista a griglia dei toggle, per navigarli ancor più velocemente. Infine, questi sono stati migliorati, facendo proprie tutte le nuove caratteristiche che Google ha imposto ai toggle con la versione 4.2 di Android: se infatti uno di questi è premuto in velocità, si attiverà o disattiverà; se invece la pressione è prolungata, si ha la possibilità di accedere velocemente alla pagina delle impostazioni relative. Parlando di inutility, Samsung continua imperterrita nell’inserire nel proprio device un numero spropositato di applicazioni che non verranno mai utilizzate. Oltre alla serie del Samsung Hub, troviamo nuovamente S Voice, con grafica leggermente ridisegnata ma della stessa qualità che abbiamo trovato su S3 e Note 2: ovvero scarsa. Ritroviamo anche su S4 un “vecchio amico”, conosciuto prima sul Note 2 e poi anche su S3: multiwindow. La funzione permette di visualizzare due applicazioni contemporaneamente sul display, permettendo (grazie alla potenza del processore) un utilizzo doppio del device. Questa cosa è davvero allettante, o meglio, lo sarebbe se ci fosse uno sviluppo continuo da parte dei developer. Cosa intendo? In pratica le applicazioni devono essere compatibili con le API di questa modalità per essere utilizzabili e, visto che non tutti gli sviluppatori investono il proprio tempo in questo senso, le app disponibili risultano spesso quelle di stock più Twitter, Facebook e un altro paio.

Group Play

Una novità di questo S4, invece, è la funzione Group Play, un’altra di quelle applicazioni che io ho inserito senza pensarci due volte nella cartella “Inutility”. Oltre ad essere infatti necessario che il gruppo di amici abbia con sé un altro dispositivo compatibile, la possibilità di creare una vera e propria festa con degli smartphone risulta alquanto comica. [img_destra][/img_destra]Entrando comunque nel dettaglio, Group Play non è realmente una novità quanto una rivisitazione di un vecchio conoscente: All Share Cast. Sarà perchè il nome non era tanto attraente o per un’altra novità aggiunta a questo sistema, tant’è che Samsung ha deciso di rinominare il proprio applicativo per renderlo forse più interessante. Ciò che ci è offerto in questo caso è la possibilità di condividere in velocità file quali musica, immagini o documenti con i nostri amici che sono collegati alla rete WiFi generata proprio da S4 stesso. Chi genera la rete può gestire i device connessi e impostarli in modo tale da creare una riproduzione surround. L’effetto è gradevole ma, parliamoci chiaro: chi darà mai vita ad una festa semplicemente grazie a dei Samsung Galaxy compatibili? Soprattutto in vista del fatto che il primo smartphone della serie Galaxy con un’uscita audio decente è proprio S4, ancora non presente in maniera massiva sul mercato.

Per quanto riguarda la connessione degli altri elementi, purtroppo non abbiamo potuto provarla al 100% per comprenderne l’utilità, visto che servono altre persone connesse per interagire. Ciò che invece risulta interessante è la funzione Giochi, che permette di giocare assieme alle persone connesse. Credo che in questo caso i giochi dovranno supportare le Group Play per apparire in lista, ma i tempi ancora non sono maturi per queste affermazioni. Detto questo, all’interno di un’infinità di dispositivi diversi sul mercato, è difficile che i developer si vadano a concentrare proprio su una piattaforma così specifica. Speriamo inoltre che con i futuri aggiornamenti, proprio per migliorare l’esperienza e permettere a più persone di poter godere di questa novità, questo Group Play possa comparire anche su device come Samsung Galaxy S3, Samsung Galaxy Note 2 e, perchè no, magari anche su qualche dispositivo meno recente come il Note 1 e il Galaxy S2.

S Health

Seconda novità, in questo caso invece molto più utile, è S Health: grazie ad essa, infatti, avremo un vero e proprio trainer sempre con noi. Oltre ad essere presente un pedometro (che purtroppo dev’essere attivato di volta in volta manualmente) con obiettivo standard ma personalizzabile, che mostra effettivamente quanti metri sono stati compiuti e le calorie bruciate e che tiene traccia di tutte le nostre camminate in un diario, si hanno a disposizione differenti altre funzioni. [img_sinistra][/img_sinistra]Una di queste è Apporto Calorico; in base al nostro profilo, che impostiamo sin dal primo accesso all’applicazione, ci verranno date le calorie che dovremo introdurre giornalmente. Aggiungendo o eliminando elementi dal nostro “piatto”, avremo la possibilità di comprendere (non so con quanta precisione) quante calorie stiamo introducendo. I piatti presenti sul database sono abbastanza standardizzati, dunque se cercate qualcosa di specifico, il piatto sarà da comporre: ad esempio per il risotto con asparagi o scegliete quello Knorr presente in lista, oppure lo componete con vari elementi. Interessante la possibilità di aggiungere piatti personalizzati (chiaramente bisogna conoscerne le calorie). Grazie ad S-Health è inoltre possibile tenere traccia delle variazioni del proprio peso.

Questo al momento solo manualmente, mentre con l’uscita sul mercato dei vari accessori della serie S-Health (a fine maggio), sarà possibile acquistare una bilancia interfacciabile con S4. Parlando di accessori, sarà inoltre possibile acquistare separatamente anche un cardiofrequenzimetro, sempre in attesa di lancio. Essendo prodotti che funzionano tramite bluetooth, dovrebbero poter funzionare anche con altre applicazioni. Ovviamente non ce n’è certezza ed è proprio per questo che ogni casa (vedi Runtastic o Nike e TomTom) crea il proprio set personalizzato. Ultima funzione rilevante è Livello di comfort. Rilevante per il semplice motivo che va ad utilizzare i nuovi sensori di temperatura ed umidità presenti in Samsung Galaxy S4. Per quanto riguarda i parametri intesi come standard, essi possono essere modificati. Ad esempio io ho messo che la temperatura ideale è compresa tra i 21°C e i 27°C (il software impone un salto minimo di 6°C. Io avrei impostato tra tra 23°C e 27°C per il comfort) con un’umidità compresa tra il 40% e il 60% (il software impone un salto minimo di 20%. Io avrei impostato tra 45% e 55%, anche se qui a Verona siamo abituati a percentuali ben più alte). Purtroppo sembra che il device abbia problemi effettivi nel rilevare temperatura e umidità, soprattutto quando viene tenuto in mano o in tasca per molto tempo. Il che è anche comprensibile, visto il continuo scambio termico con il corpo umano. Ci vuole dunque un po’ prima che il dispositivo riveli gli effettivi valori ambientali.

S-Translator e Lettore ottico

Altra novità che abbiamo visto essere presente anche sui device LG, come Optimus G, è S-Translator. Ovviamente, sebbene la denominazione sia diversa, il servizio è sempre lo stesso; tramite la funzione S-Translator, potremo scrivere una frase in una lingua, per vederla tradotta praticamente istantaneamente in un’altra. La traduzione avviene in questo caso tramite Google Translate e questo implica la necessità di una connessione ad internet per effettuare le traduzioni. È fortunatamente presente anche un preset di frasi che permettono di muoversi in agilità in certe situazioni. Il tutto è settabile tramite varie categorie presenti di stock nel device e, vista la presenza di numerose situazioni nel database, dovrebbe essere semplice muoversi anche se non si conosce minimamente una lingua; tra l’altro, è possibile far pronunciare le frasi output direttamente al dispositivo, evitando così imbarazzanti tentativi da parte degli utenti.

È possibile scaricare i pacchetti vocali per ogni lingua direttamente dal Samsung Hub, in modo da evitare la pietosa riproduzione da parte della voce presente di stock nel device (per quanto riguarda l’Italiano, la faccenda comunque non migliora troppo). Purtroppo il peso dei pacchetti vocali non è affatto basso e andrà ancor più a gravare sulla scarsa memoria interna disponibile su Samsung Galaxy S4. Lettore ottico è una seconda funzione di traduzione istantanea che abbiamo visto essere presente anche su LG Optimus G. Grazie ad essa, il dispositivo riconosce le parole presenti in un pezzo di carta, su un libro o tutto ciò che comunque è effettivamente testo. In questo caso, Samsung decide di non utilizzare Google Translate, differentemente da quanto scelto da LG, ma dizionari Collins, famosi per la loro accuratezza. Altra differenza rispetto al traduttore di LG è che, in questo caso, non viene tradotto un periodo o un paragrafo inquadrato, ma la singola parola, che può però essere anche pronunciata. Diciamo che si poteva fare qualcosa di più, anche se la scelta del dizionario Collins, che permette anche la traduzione offline, è molto azzeccata!

WatchON

Ultima novità di questo S4, che abbiamo visto essere presente anche su HTC One, è la possibilità di comandare a distanza i televisori. Proprio come avveniva su HTC One, anche in questo caso abbiamo un trasmettitore infrarossi, posizionato nella parte superiore del dispositivo, sul frame. Tramite questo elemento potremo dunque interfacciarci con televisori di praticamente ogni brand. Il funzionamento è praticamente il medesimo: si aggiungono stanze personalizzate e, dentro ognuna di queste, è possibile aggiungere il telecomando per vari dispositivi. La motivazione per cui essenzialmente i due remote control funzionano nello stesso modo è che, alla base, sono potenziati dalla stessa tecnologia, ovvero Peel.

Oltre alla funzione telecomando, in base alla regione (che viene impostata al primo avvio), è possibile vedere le ultime novità presenti in TV ed è possibile settare i propri programmi preferiti, impostare promemoria o, grazie alla guida TV, passare direttamente ad un canale semplicemente sapendo che programma viene trasmesso in quel momento. Il telecomando, ovviamente, permette di accendere o spegnere il televisore, di alzarne o abbassarne il volume, cambiare canale, accedere al menù delle impostazioni, dove potremo muoverci attraverso il pad dedicato, scegliere la sorgente e infine cambiare il canale tramite pad numerico. Insomma, il telecomando è molto completo e permette di eseguire praticamente tutto sul nostro televisore.

Comparti audio e video

Per quanto riguarda l’apparato audio, con Galaxy S4, Samsung ha fatto passi da gigante! Non ci sembrava vero, quando abbiamo visto replicato lo speaker del Note 2 ma, tralasciando la posizione, che come al solito sul retro è più che errata, la potenza di questo solo speaker è veramente ottima. A livello di pressione sonora, infatti, stando alle nostre prove non ha nulla da invidiare al BoomSound di HTC One. Badate bene: a livello di pressione sonora. Questo significa che abbiamo rilevato con S4 una pressione di ben 91 dB(A), contro i 93 dB(A) massimi del dispositivo di HTC. Ovviamente il confronto finisce qui per varie ragioni. Una su tutte è il posizionamento degli speaker, ottimo nella soluzione scelta dai Taiwanesi. Per quanto riguarda l’applicazione nativa “Musica”, rimane per lo più invariata rispetto alle versioni precedenti.

All’avvio, Samsung avvisa della possibilità di utilizzare dei comandi vocali per controllare la riproduzione, così come la messa in pausa e il cambio del brano. A noi questi comandi non hanno funzionato. I brani visualizzati sono tutti quelli presenti sul dispositivo, quindi anche se importiamo delle tracce utilizzando altri software, come Double Twist, potremo tranquillamente riprodurre le canzoni dal lettore musicale stock. La stessa cosa avviene per le playlist: fortunatamente c’è un’interazione tra le App che permette lo scambio di queste informazioni. Infine, da notare anche il cambio di regime per quanto riguarda l’ascolto in cuffia: finalmente, rispetto ad S3 e Note 2, l’output audio non è più basso ma raggiunge ora una pressione discreta. Era ora!

  

Spostiamo ora l’attenzione sul comprato video: la visualizzazione di filmati su Samsung Galaxy S4 è veramente fantastica! Grazie al display di grandi dimensioni, alla sua definizione, ai colori e ai contrasti dell’AMOLED, ogni filmato risulterà veramente vivo su questo device. Anche grazie al comparto audio e alle prestazioni dello stesso, i filmati sembrano prendere vita. Inoltre, grazie al processore dalle performance pregiatissime, anche la riproduzione di filmati molto pesanti risulta molto fluida. All’interno dell’applicazione video di stock troviamo tutti i filmati presenti sul dispositivo e sulla memoria esterna. Anche qui, come su S3, le anteprime sono animate e questo non può che mostrare quanto lo Snapdragon si faccia sentire a livello di gestione di tutti i file presenti.

Entrando in un video si nota subito l’ormai conosciuta funzione Pop up Play, che permette di racchiudere in finestra il filmato in riproduzione per avviare nuove task. A fare la sua comparsa è una nuova funzione che permette di mettere in pausa la riproduzione di un filmato quando viene distolto lo sguardo. La cosa però non è così immediata e quindi perde parzialmente di utilità. Ragion per cui ci si trova praticamente obbligati a disattivare questa funzione. Inoltre, come detto in precedenza, queste funzioni si attivano solo quando viene utilizzata un’applicazione stock di Samsung. Quindi anche solo guardando un filmato su YouTube, non potremo usufruire di tale funzionalità.

Samsung Galaxy S4: le nostre conclusioni

Eccoci giunti alla fine di questa recensione nella quale abbiamo preso in analisi sia le principali caratteristiche che gli elementi più nascosti del nuovo Samsung Galaxy S4. Il dispositivo è molto interessante e sicuramente guadagnerà col tempo un posto d’onore nelle tasche di moltissime persone! Samsung ormai ha raggiunto livelli veramente alti e i suoi dispositivi sono molto molto apprezzati. Parlando del device nello specifico, Samsung ha creato un prodotto che, sebbene inizialmente (sin dalla presentazione) non mi abbia stupito più di tanto, alla fine è risultato essere un ottimo compagno; magari non proprio “Life Companion” ma diciamo che si è comportato molto bene. Tra gli aspetti negativi, sicuramente vanno evidenziati forse la “pigrizia” nel non cambiare il design (come detto non è un aspetto veramente negativo, ma qualcosa diciamo che si sarebbe potuto fare) e l’eccessivo utilizzo da parte del sistema operativo della memoria interna, con la mancata rimozione di applicazioni inutili già presenti su vecchi device.

Altro aspetto negativo, nella sua estrema specificità, è il comportamento del display AMOLED al sole, che risulta praticamente inguardabile nel caso in cui la luminosità esterna sia elevata e diretta. A livello software, invece, applicazioni quali S-Voice, lasciano veramente il tempo che trovano, ora che Google Now è arrivato anche in Italia e che sarà sempre maggiormente integrato nella vita di tutti i giorni. [proecontro]Anche applicazioni come Group Play, ChatON, Samsung Link, LunAPPark, Album foto, BuonAPPetito, TripAdvisor e Flipboard sono servizi che potrebbero benissimo essere cancellati senza che se ne senta assolutamente la mancanza. Insomma, sarebbe stata comoda la possibilità di decidere se rimuovere questi elementi o meno. Anche le Air View o le Air Gestures sono elementi spesso poco interessanti, che intasano il sistema operativo.

Consiglio? disattivatele: si vive molto meglio senza! Parlando invece di funzioni utili, sicuramente un plauso va fatto a Samsung per S Health, un software veramente ben riuscito e che veramente permette a Samsung Galaxy S4 di risultare un compagno di vita. Speriamo che l’archiviazione del proprio profilo possa essere sui servizi cloud di Samsung, per poter ritrovare i propri dati in futuro su un ipotetico Galaxy Note 3 o Galaxy S5. Per finire, possiamo dire che questo Samsung Galaxy S4 è veramente un ottimo prodotto e che merita di essere preso in considerazione. Per quanto riguarda la sua commercializzazione in Italia è già iniziata ed è possibile trovare il device sia nelle colorazioni White Frost che Black Mist in innumerevoli negozi al prezzo di 699€ con garanzia Italia. Per chi ama risparmiare, come sempre proponiamo due alternative molto valide, ovvero Amazon (link a versione White Frost e link a versione Black Mist) a 599,99€ ed Expansys (link a versione White Frost e link a versione Black Mist) a 679,99€, presso entrambi i negozi in versione garanzia Europa.

Galleria