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Samsung Galaxy Note 9 recensione: lo smartphone oltre ogni limite

Samsung Galaxy Note 9 recensione: lo smartphone oltre ogni limite

Schermo più grande, pennino col Bluetooth e tanta, tantissima potenza. Basta a nominarlo smartphone numero uno del 2018? / Ultima modifica il

Agosto è sinonimo di ferie, ma non solo: per chi è appassionato di tecnologia (e di smartphone in particolare) significa anche Samsung Galaxy Note. Da quando i coreani hanno deciso di anticipare IFA e i nuovi iPhone con un evento ad hoc a New York, il mese più caldo dell’anno si è trasformato nel periodo di attesa prima di poter mettere le mani sullo smartphone premium di Samsung. L’ultimo arrivato, il Samsung Galaxy Note 9, partiva dall’ottima base di partenza dello scorso anno con l’obiettivo di consolidare la propria base di utenti – solidissima ed affezionatissima alla gamma Note – cercando di spostare l’asticella ancora un po’ più in alto.

Come di consueto si tratta di un dispositivo pensato per chi vuole soltanto il massimo dal proprio smartphone: l’ideale per chi usa il telefono in mobilità e ha bisogno di uno strumento potente quanto un notebook e capace di esprimere creatività e produttività in qualsiasi contesto. Per migliorare quanto di buono si è visto nel 2017, Samsung ha deciso di lavorare soprattutto sulla S-Pen, adesso con maggiori funzionalità grazie al Bluetooth, e dotando il dispositivo di una batteria più capiente in modo tale da risolvere le uniche pecche che erano rimaste ad un dispositivo già ampiamente sopra la media. Sarà bastato a realizzare lo smartphone perfetto? Vediamolo all’interno della recensione di Samsung Galaxy Note 9.

Design: piccoli ritocchi che convincono

Come avevamo già visto sul Samsung Galaxy S9, quest’anno i coreani hanno deciso di rimandare ogni ritocco in termini di design, confermando in toto i dispositivi 2017 – rimandando così ogni novità all’anno prossimo, quello del decennale dal primo Galaxy S. Così, ad un primo sguardo, il Samsung Galaxy Note 9 è identico al Note 8: stesso Infinity Display, stessi bordi curvi per migliorare l’ergonomia e stessa cover posteriore con la doppia fotocamera “incorniciata” al centro.

In realtà qualche novità c’è: Samsung ha lavorato di fino per migliorare il proprio top di gamma, limando le cornici e i bordi per far entrare un display più grande (6,4 contro 6,3 pollici dello scorso anno) senza aumentare le dimensioni. Ma soprattutto ha deciso di spostare il sensore per le impronte digitali al centro della cover posteriore, sotto le fotocamere posteriori, per renderlo più comodo da utilizzare e per evitare di lasciare impronte per sbaglio sui sensori.

Sopra il telefono c’è il carrellino per le due nano SIM (o per una micro SD), mentre in basso c’è l’ingresso USB Type-C, il jack audio per le cuffie e il bottoncino per estrarre il pennino, vero punto di forza della gamma Note: basta un clic per far uscire la punta della S-Pen, prenderla e utilizzarla immediatamente sullo schermo.

Complessivamente è uno degli smartphone più belli dell’anno: non solo perché non ha il notch – che in alcuni casi si sposa davvero bene in termini di design – ma perché la cura dei materiali e la bontà dello schermo lo rendono davvero un dispositivo elegante. Le enormi dimensioni non lo rendono facile da utilizzare – è impossibile con una mano sola e fuoriesce spesso dalle tasche – per cui tenderesti a coprirlo con una cover protettiva, ma è quasi un peccato “sporcare” l’ottimo design realizzato da Samsung. Non è il massimo della comodità quindi in termini di portabilità, ma è un device pensato per chi viaggia e porta il telefono nella borsa o nel taschino della giacca, per cui è un difetto su cui possiamo sorvolare.

Display: difficile far meglio

In termini di schermo, Samsung si è superata e ha confezionato un display praticamente perfetto. Il Super AMOLED da 6,4 pollici Quad HD+ (2960 x 1440 pixel) con ben 516 PPI di risoluzione ti lascia a bocca aperta per la bellezza delle immagini e la luminosità complessiva: quando pensi di essere al massimo delle potenzialità, scorri giù in cerca della barra della luminosità e scopri sempre di avere ancora del margine per rendere tutto ancora più brillante.

Un capolavoro sotto tutti i punti di vista che va a completarsi grazie ai bordi curvi e all’oramai tradizionale rapporto d’immagine in 18:9 che rende l’esperienza di visione ancora più rotonda e avvolgente. Nelle impostazioni è possibile anche personalizzarlo a piacimento, scegliendo un profilo colore più o meno saturo (o più o meno aderente ad uno spazio colore, se vogliamo metterla così), attivare il filtro luce blu, ridimensionare l’interfaccia e le font, o alzare e abbassare la risoluzione. Per conservare un pizzico di autonomia, Samsung ha inserito di default la risoluzione predefinita in Full HD+, ma può essere cambiata in Quad HD+ (WQHD+) direttamente nelle impostazioni di sistema. Per vedere le differenze tra i due profili occorre aprire un video in 4K su YouTube, altrimenti la dimensione dello schermo è troppo contenuta per vedere picchi di prestazione ad occhio nudo.

Prestazioni: in grado di far bene tutto

Sotto la scocca, l’ultimo processore Samsung Exynos 9810, octa-core a 2,8 GHz, ha il suo bel daffare per tenere testa alle mille funzionalità del telefono ma se la cava egregiamente, senza rallentamenti di sorta anche se messo sotto pressione con film e giochi. Con un utilizzo prolungato può scaldare leggermente la cover portando inevitabilmente problemi a lungo andare, ma si tratta di situazioni limite che abbiamo riscontrato un paio di volte nel giro di un mese. I 6 GB di RAM e i 128 GB di memoria interna fanno il resto per assicurare ottime performance sotto tutti i punti di vista.

Il telefono si può sbloccare in tanti modi: il più comodo di tutti è il riconoscimento facciale, rapido e veloce, che non ci ha dato mai tempo per testare a fondo il sensore per il riconoscimento delle impronte digitali, che, al contrario, ci è apparso più difficoltoso da utilizzare, oltre ad essere piccolo da trovare nella cover. Praticamente inutilizzabile lo sblocco con Assistente Google, ancora troppo acerbo per essere utile da sfruttare nella vita di tutti i giorni, mentre è consigliabile non abilitare lo Smart Lock, una sorta di assistente digitale che mantiene sbloccato il telefono al riconoscimento di alcuni segnali come quando è in tasca o quando si trova vicino a casa: buono sulla carta, meno buono all’utilizzo pratico, soprattutto in termini di sicurezza.

Ma il punto di forza del Samsung Galaxy Note 9 è sicuramente il pennino. La nuova S-Pen con Bluetooth è l’alleato chiave per tutti i professionisti: basta un tap per estrarla dal telefono e utilizzarla come un telecomando per il tuo smartphone (fino a 10 metri di distanza). Per trasformare il tuo smartphone in un computer non serve più il dock esterno DeX, ma basta collegarlo ad un monitor esterno: per questo il pennino ti aiuterà a gestire le tue presentazioni, comandare YouTube e la tua musica, ma soprattutto non potrai più farne a meno per gestire i tuoi selfie. L’idea di poter tenere lo smartphone con una mano e schiacciare il pennino con l’altra per fare una foto è una funzionalità che sembra quasi banale, ma che all’atto pratico risulta comoda e davvero pratica da utilizzare. Ha un’autonomia di mezz’ora, ma poi bastano 40 secondi all’interno del Note 9 per ricaricare la S-Pen al 100%. Un clic, doppio clic o un tap prolungato sono i tre comandi che puoi sfruttare per tenere a bada il telefono e che, messi nelle mani degli sviluppatori, potranno aprire la strada a nuovi utilizzi per tante altre app.

Anche se il pennino è nato con la voglia di trasformare il telefono in un taccuino, pronto a raccogliere tutti i tuoi appunti, disegni o schizzi. Provandolo, è come se fosse l’estensione del dito: il tratto di penna è leggero e veloce, seguendo i nostri movimenti al millimetro senza ritardi o imprecisioni. Quando disegni, ti sembra di avere un pad professionale in grado di liberare tutta la tua creatività con mille strumenti e armi a disposizione per esprimerti. Puoi colorare un disegno, crearti dei memo da visualizzare sul display Always-On, oppure scrivere un messaggio in tempo reale da inviare agli amici: non devi far altro che estrarre il pennino, selezionare l’azione sullo schermo e il gioco è fatto. Altrimenti, puoi utilizzarlo come se fosse un puntatore e sfruttare al meglio tutti i 6,4 pollici del display. Insomma, è l’extrema ratio del Note 9, nonché la sua ragion d’essere: per come Samsung ha concepito il phablet è difficile immaginarli separati e bisogna ammettere che i coreani sono stati bravissimi ad integrarli alla perfezione.

Dal punto di vista del software, Samsung ha lavorato a fondo sulla Samsung Experience 9.5 – basata su Android Oreo 8.1 – per cercare di smussare gli angoli e produrre un sistema operativo comodo e veloce da utilizzare. Il risultato è buono dal punto di vista grafico, anche se risulta ancora pieno zeppo di app pre-installate: e, se da una parte questo può essere utile per i professionisti che si trovano un telefono già pronto all’uso, dall’altra, costringerà molti a fare un bel repulisti al momento della prima accensione.

Batteria: l’unica nota (ancora) dolente

L’autonomia continua ad essere il problema più grande per i dispositivi Samsung. Nonostante i coreani abbiano fatto uno sforzo enorme sul Samsung Galaxy Note 9 inserendo il modulo più grande della loro storia mobile (da 4000 mAh), i risultati stentano ad arrivare. I passi avanti rispetto al Note 8 sono significativi, però stentiamo ancora ad arrivare tranquillamente a fine giornata. Appena ricarichi la batteria al 100%, il sistema di calcolo interno del telefono ti indica una durata media di un giorno e 10 ore, che sarebbe un risultato ottimo, ma alla luce dei fatti, basta aprire un paio di app e utilizzare il pennino per far scendere questo calcolo ben al di sotto della giornata.

Nel nostro mese di utilizzo, sfruttando il telefono al massimo delle sue potenzialità, ci siamo trovati spesso col powerbank in mano. E questo è successo soprattutto nel corso dei primi giorni di utilizzo, poi ci è venuta incontro l’intelligenza artificiale del telefono che ha dosato meglio l’efficienza dell’alimentatore insieme ad un pizzico di risparmio energetico che ha allungato la vita media della ricarica senza incidere troppo sulle prestazioni.

Insomma se cerchi un dispositivo da poter utilizzare tranquillamente per tutta la giornata senza avere patemi d’animo in termini di autonomia, il Note 9 potrebbe non essere la soluzione più giusta per te. Ad ogni modo, giocando con la batteria e con l’ottimo sistema di risparmio energetico è possibile oltrepassare l’unico difetto evidente del dispositivo.

Ottima la compatibilità con la ricarica senza fili tramite lo standard QI, quello più diffuso e utilizzato da tutti i produttori di smartphone, e la possibilità di attivare la ricarica rapida che in un’ora e mezza è in grado di arrivare al 100% dell’alimentazione.

Fotocamera: rapida, precisa e veloce

Samsung Galaxy Note 9 è l’unico smartphone del 2018 (fino a qui, almeno) a riuscire a tenere testa a Huawei P20 Pro dal punto di vista fotografico. L’ottima integrazione tra i due sensori posteriori da 12 megapixel, composti da una camera principale dotata di doppia apertura focale (f/2.4 e f/1.5) e da un teleobiettivo secondario in grado di offrire uno zoom ottico a 2X, con un’ottima app fotocamera e tutta la potenza del processore ti mette in mano un gioiellino da punta e scatta.

La possibilità di variare l’apertura del diaframma consente di lasciar passare automaticamente più luce quando l’ambiente è buio, e meno luce quando è troppo luminoso, per scattare foto nitide e chiare ovunque e in qualsiasi momento. In più c’è la doppia stabilizzazione ottica (OIS) così come l’HDR automatico e il Live Focus, ma soprattutto fa il suo debutto il rilevamento degli errori: se il primo scatto non viene alla perfezione, sarà il telefono ad avvisarti del problema, prima ancora che tu prema l’icona tonda della galleria, in modo che tu possa scattare un’altra foto, senza perdere tempo. Ad esempio, se qualcuno ha chiuso gli occhi, se il sensore è sporco o se l’immagine è sfuocata, la notifica ti avviserà praticamente in tempo reale.

Non manca la possibilità di registrare video in 4K e in Super Slow-motion a 960 fps, con la possibilità di selezionare una musica di sottofondo tra 35 diverse opzioni o aggiungere un brano dalla propria playlist preferita. Ma è soprattutto l’aggiunta dell’intelligenza artificiale la grande novità di quest’anno: l’AI è in grado di riconoscere fino a 20 tipi di scena diversa, in maniera automatica, aggiustando i colori e la brillantezza dei toni a seconda dell’oggetto inquadrato.

È davvero difficile fare brutte foto con il Samsung Galaxy Note 9 che spicca soprattutto per la gestione del rumore e dell’autofocus da parte della camera, davvero inarrivabile rispetto alla concorrenza. Ottima la resa qualitativa delle immagini, così come la luminosità in tutte le condizioni di luminosità. In più l’app è ricca di elementi e lascia spazio alla creatività massima, sotto tutti i punti di vista.

Buona anche la fotocamera frontale da 8 megapixel con autofocus e apertura focale f/1.7, in grado di scattare davvero degli ottimi selfie. In questo senso, il bonus definitivo del telefono riguarda la S-Pen: quante volte ci siamo trovati a fare un selfie e non riuscivamo a scattare perché avevamo le mani impegnate a tenere il telefono? Adesso col pennino basta schiacciare il pulsante e il gioco è fatto. Come già detto, sembra roba da poco, ma vale tanto in termini di comodità d’uso.

Multimedia: pressoché inarrivabile

Il Samsung Galaxy Note 9 è pensato per essere qualcosa in più di un semplice telefono, è un apparecchio tascabile che può essere adattato in base ai propri gusti: basta attaccarlo ad un monitor per trasformarlo in un computer (grazie al DeX finalmente libero dai vincoli del dock esterno), puoi guardarci film e serie tv su Netflix con l’ottimo schermo HDR, oppure trasformarlo in un blocco per gli appunti digitale con cui dare libero sfogo alla fantasia (grazie al pennino).

Insomma, quando si parla di dispositivo multimediale, non si può non pensare al Samsung Galaxy Note 9. Nel caso dei film, lo schermo è bellissimo e luminoso e i doppi speaker AKG fanno un buon lavoro dal punto di vista audio: se poi non ti dovesse bastare, puoi sfruttare il jack audio per attaccare i tuoi auricolari o collegare un paio di cuffie attraverso il Bluetooth 5.0. Se ti piace giocare, l’ampio display e il comodo touch saranno perfetti per tutti i tipi di videogioco: mentre giochi, puoi attivare una sorta di modalità Gioco che disattiva le notifiche e il blocco dello schermo oltre all’uso dei pulsanti, per lasciarti concentrare soltanto sull’applicazione.

Per il resto, non mancano l’impermeabilità (IP68), gli altri servizi Samsung come Samsung Health e Samsung Pay; oltre alla modalità Dual-SIM, la connettività Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac, il chip NFC oltre al modulo LTE.

Samsung Galaxy Note 9 recensione: le nostre conclusioni

L'obiettivo di Samsung era spostare l'attenzione dai nuovi iPhone e dal prossimo Huawei Mate 20 per cercare di catalizzare l'attenzione del pubblico con un dispositivo bello, potente e completo sotto tutti i punti di vista. Che dire, Samsung ci è riuscita in pieno, realizzando il miglior smartphone del 2018 (almeno fino a qui): più bello del Galaxy S9, potente tanto quanto Xiaomi Mi 8 e che fa foto altrettanto belle rispetto a Huawei P20 Pro. Però, il Samsung Galaxy Note 9 non è un telefono per tutti: non solo perché ha un prezzo di listino di 1029€ (ma già disponibile sui principali e-commerce sotto ai 900€) ma perché è lo smartphone ideale per chi vuole portarsi l’ufficio in tasca senza rinunciare a niente dal punto di vista fotografico o per gli utenti che vogliono davvero il massimo delle prestazioni e sono pronti a pagare qualcosa in più per averle. Se non vuoi la S-Pen o non hai bisogno delle mille funzionalità, c'è sempre il Galaxy S9 pronto per te (e che costa 400€ in meno).

Pro
Display eccezionale
Ottimi materiali di costruzione
Fotocamere al top
Il pennino è un alleato in più
Contro
Costo elevato
Autonomia da rivedere
valutazione finale9