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Come prolungare l'autonomia di un dispositivo Android

di Stefano Lovecchioaggiornato il 24 maggio 2018

Ok, è andata, avete acquistato il vostro primo dispositivo Android. All’inizio sembra tutto così ampio e confuso, ma in breve tempo vi sentirete “a casa”, grazie anche all’ampia personalizzazione del sistema (a tal propositivo vi ricordiamo il nostro focus sui migliori launcher Android). C’è solo una questione che ora vi martellerà il cervello: come risparmiare la batteria su Android.

L’ultima delle tendenze, per i produttori di smartphone, è quella di produrre dispositivi pieni di funzioni aggiuntive (come la ricarica wireless) e, soprattutto, molto grandi. Caratteristiche, queste, che fanno sì che il dispositivo si trovi a faticare per arrivare anche soltanto fino alla fine della giornata, tanto da arrivare a chiedersi: ma non si saranno dimenticati qualcosa?.

A questo dobbiamo aggiungere che Android non è un sistema costruito ad-hoc per ognuno dei terminali su cui esso viene installato (al contrario di iOS, ad esempio), tuttavia il robottino verde può vantare di un maggiore controllo sul prodotto, grazie all’ampia personalizzazione annoverata dal sistema operativo. Per cui, se la nostra intenzione è quella di ottimizzare l’autonomia del nostro dispositivo, smartphone o tablet che sia, rimbocchiamoci le maniche e vediamo come fare in una guida pensata “a più livelli” di difficoltà.

Consigli base

Il consiglio principale che vogliamo dare a tutti è: gestite bene le connessioni attive. Tutti gli smartphone Android permettono di gestire le connettività e altri servizi che possono consumare batteria inutilmente, semplicemente dal menu a tendina che compare trascinando il dito dall’estremità superiore del display verso il basso.

Qui troverete un gran numero di impostazioni (e a volte, all’interno delle impostazioni del dispositivo, vi verrà dato modo di ampliare questo menu), e basterà un semplice tocco per attivare o disattivare i vari servizi. Per cui, l’ovvio consiglio è almeno quello di disattivare la rete dati 2G/3G/4G quando siete sotto copertura Wi-Fi e di riattivarla solo quando la copertura wireless è assente. Se non siete grandi utilizzatori di internet in mobilità, disabilitare la rete dati anche mentre siete fuori casa, assieme al wi-fi, risulterà un enorme boost alle prestazioni della batteria.

Sempre all’interno di questo menu a tendina possiamo decidere di disattivare la connessione GPS, qualora non avessimo la mania compulsiva di geotaggarci in ogni luogo dove andiamo o non ci fosse bisogno di usare il prodotto come navigatore. Dalla versione 5.0 di Android “Lollipop” in poi, il sistema operativo di Google permette inoltre di selezionare una modalità GPS a “basso consumo“, cioè basata solo sulle reti Wi-Fi e mobile, senza dunque interpellare il sensore GPS del nostro dispositivo. Quest’opzione si rivela essere molto utile nel caso di semplici “geo-tag”, ma non lo è altrettanto se necessitiamo che il nostro device “segua” il nostro percorso – come avviene con un qualsiasi navigatore – per cui necessiteremo obbligatoriamente di attivare la modalità a “precisione elevata”, ovvero quella funzionante tramite la combinazione di rete e GPS.

Possiamo anche disabilitare il Bluetooth, se non ne facciamo uso, e la rotazione automatica, se tendiamo a non usare mai il dispositivo in orizzontale. Occhio anche alle impostazioni relative alla luminosità dello schermo, componente che consuma più di ogni altra cosa: impostare la luminosità automatica può essere comodo, ma ciò richiede che il nostro dispositivo lasci il sensore di luminosità sempre “in ascolto” spendendo un buon quantitativo d’energia per lavorare egregiamente. Provate a gestirla gestirla manualmente, senza esagerare verso l’alto: potrete avere comunque grosse soddisfazioni. In tal senso possiamo notare ormai la presenza su pressoché ogni dispositivo Android di un’impostazione legata direttamente ad una modalità a “Risparmio energetico“. Attivandola il sistema provvederà a disattivare in totale autonomia alcune funzionalità del device e a diminuire notevolmente la luminosità del nostro display, in modo tale da guadagnare sull’autonomia del nostro smartphone o tablet. Non è da sottovalutare nemmeno la “Modalità aereo“: possiamo attivarla quando non abbiamo bisogno di una connessione di rete (chiamate e dati), visto e considerato che è possibile lasciare attiva distintamente la connettività Wi-Fi, usufruendo quindi solo di quest’ultima per utilizzare i vari servizi via Web che utilizziamo di solito.

Attraverso le impostazioni del dispositivo, potremmo trovare altre funzioni attive che magari non utilizziamo, come la connettività NFC. Sempre all’interno di queste impostazioni possiamo rifinire il comportamento dei componenti che consumano di più. Ad esempio, potremmo ridurre il tempo in cui il dispositivo rimane acceso senza ricevere alcun input, magari fissandolo a trenta secondi piuttosto che a un minuto. E nelle impostazioni del suono possiamo disattivare il tono che si attiva ogni volta che si preme qualcosa, così come la vibrazione. Sembreranno pochezze, ma assieme allo schermo sono le cose che consumano di più, e a fine giornata noterete la differenza. Ah! Se poi avete uno schermo AMOLED (spesso installato sui device Samsung, o sui principali top di gamma), provate ad impostare uno sfondo con tonalità nere: queste tipologie di display spengono direttamente i pixel neri quando questi vengono visualizzati a schermo, risparmiando notevolmente sulla batteria.

Un altro consiglio che possiamo darvi è quello di far smettere il vostro dispositivo di essere “in ascolto”: più in alto vi abbiamo già parlato di come la luminosità automatica possa essere un problema in questo senso. Tuttavia c’è una funzionalità presente sui più recenti dispositivi Android che consuma molta più batteria: stiamo parlando dei comandi vocali di Google, ovvero dell’ormai famoso “Ok Google” che sempre più persone utilizzano. L’applicazione di Google cercherà di farti impostare questo comando come sempre in ascolto, su tutte le schermate del dispositivo. Noi non ti stiamo dicendo di disattivarla del tutto, in quanto si tratta di una funzionalità davvero molto smart, tuttavia è possibile lasciarla attiva sulla sola schermata di Google Now, in modo tale da rendersi comunque utile per trovare le informazioni che ci servono tramite comandi vocali, ma senza esagerare dal punto di vista dei consumi. Per modificare questo parametro ed impostare i comandi “Ok Google” in questo modo, ti basta spostarsi sulle impostazioni dell’app Google e selezionare il menù “Voce“. Qui bisogna fare tap sulla voce “Rilevamento Ok Google” e poi rimuovere la spunta dal parametro “Da qualsiasi schermata“, lasciandola dunque attiva solo dall’app Google.

L’ultimo spassionato consiglio che vi diamo è quello di disattivare gli account con sincronizzazione attiva che non utilizzate. Per garantirvi le notifiche push in tempo reale, infatti, questi profili dei più disparati servizi rimangono attivi in background per scaricare continuamente nuovi dati. Per disattivare quelli che non vi servono (oppure solo determinate parti di essi) vi basterà andare nelle impostazioni del vostro dispositivo, alla voce “Account”, per trovare tutti i servizi attivi in background e disattivarli uno ad uno, se lo ritenete necessario. Lo stesso vale per i widget: non esagerate nell’impostare troppi widget collegati a social network, app di instant messaging o quant’altro sulle vostre schermate: anche in questo caso essi, per fornirvi continuamente informazioni aggiornate, lavoreranno parecchio in background consumando energia.

Se avete già disattivato tutto ciò che non vi serve ma siete ancora alla ricerca di una soluzione per risparmiare la batteria su Android, le cose sono tre: o il vostro telefono nasce con una pessima autonomia, o lo tenete a schermo acceso per molte ore (lo schermo, ricordiamo, consuma più di ogni altra cosa) oppure c’è qualcuna delle vostre applicazioni che mantiene “al lavoro” il vostro dispositivo in maniera costante.

Possiamo controllare i consumi dello schermo e delle applicazioni attraverso una statistica sulla batteria che troviamo all’interno delle impostazioni del dispositivo, ma questi dati potrebbero risultare insufficienti per stabilire ciò che veramente crea consumo. Ogni applicazione infatti può operare anche a schermo spento, “svegliando” il processore del prodotto ad intervalli regolari per eseguire diverse mansioni, a volte utili (ad esempio, scaricando la posta e le notifiche Facebook) e a volte no (inviando pubblicità o avvisi inutili).

Consigli per i più esperti

Se tutto ciò non dovesse bastare, e avete dimestichezza sufficiente con il computer, forse è il momento di mettere le mani in maniera più profonda sul nostro cellulare o tablet, attraverso modifiche come l’attivazione dei permessi di root e l’installazione di una custom rom sul vostro prodotto. ATTENZIONE però: ciò scaturirebbe nella maggior parte dei casi nell’invalidazione della garanzia dei vostri device, procedete dunque con cautela. Per iniziarsi a queste nuove pratiche vi consigliamo di partire dal forum di XDA, il punto di incontro di tutti gli appassionati del mondo smartphone e tablet: qui esistono sezioni dedicate a tutti i prodotti più importanti, con guide avanzate (come quelle per l’undervolt) così come kernel e rom modificate.

Una volta che il proprio dispositivo ottiene i permessi di root è possibile anche usufruire di Titanium Backup, applicazione essenziale per gli appassionati Android in grado non solo di fare backup e ripristino delle applicazioni, ma anche di “congelare” i processi, compresi quelli di sistema, in modo da fermare quell’eventuale elemento inutile del sistema che consuma così tanto. Questo avviene nella schermata di backup, dove vengono elencate le applicazioni e qui ci viene proposto, se lo vogliamo, di “congelarle”. Ovviamente, bisogna prestare estrema cautela in queste azioni: la community mondiale di XDA stila spesso una lista di processi disattivabili o completamente rimovibili.

Altrimenti, la nostra scelta ricade su Greenify, ottima applicazione che può impedire ad altre applicazioni di lavorare in background quando non è necessario o richiesto. È meno complessa di Titanium Backup, ma sicuramente molto più intuitiva e facile da usare senza fare danni. Provatela senza esitazione.

Ricordate che gran parte di queste operazioni richiedono lo sblocco del dispositivo (root), cosa spesso non permessa dai produttori, o comunque in grado di far uscire il prodotto dalla tutela della garanzia. Eseguendo queste modifiche, la maggior parte dei centri assistenza potrebbe rifiutarsi di prendere in carico il vostro prodotto danneggiato (a meno che non lo si riporti allo stato originario) per cui decidete con estrema attenzione il da farsi.

In generale, la gestione dell’autonomia della batteria su smartphone e tablet Android è un tema piuttosto delicato, ma dobbiamo dire che i dispositivi odierni non possono fare miracoli, seppure questi stiano facendo lentamente alcuni buoni passi in avanti. L’ultima trovata di Google, in questo senso, è arrivata recentemente sulla versione di Android Marshmallow 6.0 e si chiama “Doze” ed è stata ulteriormente potenziata su Android Nougat 7.0: essa permette al device di riconoscere quando esso è stato lasciato “inattivo” volontariamente dall’utente (grazie anche all’accelerometro che riconosce quando il dispositivo è poggiato orizzontalmente su una superficie), attivando così una modalità di “deep sleep evoluto” che permette al device di risparmiare sui consumi della batteria congelando la maggior parte dei processi e lasciando attivi solo quelli selezionati precedentemente dall’utente ed i consueti processi “vitali” per lo smartphone o tablet in questione.

La novità presentata qui sopra – essendo un’esclusiva “Marshmallow” – è ad oggi presente su un numero limitatissimo di dispositivi: se dunque il vostro device risulta essere molto carente in quanto ad autonomia e non riesce a terminare la giornata lontano dal caricabatterie, tenete in considerazione la scelta di passare ad un prodotto pensato appositamente per queste esigenze, magari dotato di una batteria più performante e capiente. L’unità di misurazione della capacità di una batteria sono i mAh (Milliamperora): un quantitativo superiore ai 3000 mAh su un display di circa 5″ dovrebbe garantire un buona autonomia durante l’intero arco della giornata.

 

Prima di salutarvi vi ricordiamo che questo articolo faceva parte dello Starter Kit Android, la collana di guide ed approfondimenti rivolte a tutti gli utenti alle prime armi con il mondo Android o che vogliono imparare ad utilizzarlo al massimo.