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Ripetitore WiFi: cos'è e perché acquistarne uno

di Claudio Carelliaggiornato il 3 maggio 2016

Siete alla ricerca di una soluzione per estendere il segnale della vostra rete WiFi in casa? Vi assicuriamo che c’è, state tranquilli. In realtà la soluzione è più di una, e lo abbiamo visto anche nella nostra guida dedicata ad amplificare il segnale WiFi: troviamo infatti i powerline di nuova generazione, i router più potenti e i ripetitori WiFi. Oggi vediamo proprio questi ultimi, ovvero i ripetitori WiFi, rispondendo a molte delle domande basilari che ogni giorno spuntano nelle menti degli utenti che ancora non si sono dedicati ad approfondire in modo accurato l’argomento.

Partiamo con calma e rispondiamo ad una domanda decisamente elementare: cos’è un ripetitore WiFi? Un ripetitore non è altro che un dispositivo di rete che usa la corrente elettrica per ripetere (appunto) il segnale con la finalità di estenderne la copertura all’interno delle mura domestiche e non. Ma come funziona all’atto pratico? In realtà non si tratta di nessuna cosa complessa: tramite un’antenna il segnale originale senza fili, WiFi quindi, viene captato, e il dispositivo a sua volta lo ripete allo stesso modo.

Concretamente quindi, tramite un ripetitore sarà possibile accedere ad Internet in zone dove prima la copertura era scarsa o completamente assente: magari avete una casa molto grande, magari è anche una villetta a più piani, e quindi il solo router originale non è sufficiente per raggiungere tutti i punti dove vi è necessario Internet.

Ma come è fatto un ripetitore? Quali sono concretamente i suoi vantaggi rispetto agli altri dispositivi di rete che amplificano la copertura? Abbiamo scelto in questo focus di prendere come riferimento uno dei migliori ripetitori Wi-Fi disponibili in commercio, offertoci da TRENDnet. Di seguito vedrete infatti tutte immagini che fanno riferimento al TRENDnet TEW-822DRE, prodotto che trovate ovviamente su Amazon e che per caratteristiche fisiche non differisce molto rispetto agli altri repeater – anche se questo ha davvero tutto ciò che vi serve.

Vediamo cosa sono le cose da tenere in considerazione nella scelta di un ripetitore WiFi. Solitamente i ripetitori sono costituiti da una piccola struttura plastica, mediamente bianca, che, tramite una comune presa, può essere agganciata comodamente alle proprie mura domestiche. Questi di solito sono anche in parte forati, onde evitare che il calore generato dal dispositivo in funzione per molte ore danneggi i circuiti interni.

Associate a tale struttura troviamo sicuramente delle antenne che, come abbiamo detto, servono a captare il segnale in ingresso e a ripeterlo in uscita; questa in fondo, ribadiamo, non è altro che la funzione principale dei ripetitori. Tali antenne possono essere di due tipologie: interne o esterne. Le antenne esterne sono solitamente più preferibili rispetto a quelle interne, e il motivo è presto detto: queste, per motivi fisici, tendono a captare meglio il segnale in ingresso, offrendo anche una migliore distribuzione di tale segnale. Quelle interne al contrario, sono comunque incluse all’interno del corpo plastico, cosa che va a indebolire la potenza offerta. Badate bene che però ciò non è sempre vero: è possibile trovare magari dei ripetitori che con antenne interne funzionano meglio rispetto ad altri con antenne esterne, anche se sono casi estremamente rari.

Oltre a ciò, lungo il corpo del ripetitore è possibile trovare anche una porta Ethernet; questa, per alcuni modelli di ripetitore, può fungere anche da porta per l’accesso via cavo per uno specifico dispositivo. In questo caso, il ripetitore WiFi diventa anche un powerline, anche se capta il segnale in modo aereo senza alcun collegamento aggiuntivo. Tale porta può inoltre essere classica, 10/100, oppure Gigabit, più adatta alla trasmissione su rete locale di ampie portate di dati e quindi migliore se volete utilizzare il ripetitore per trasferire grossi film da un PC all’altro o backup su un disco di rete.

Infine, lungo il corpo è possibile trovare anche eventuali tasti aggiuntivi: questi concretamente non serviranno configurare in modo particolare la rete, bensì eventualmente ad offrire qualche piccola funzione in più (reset e associazione WPS) e a cambiare modalità del ripetitore. Le modalità, infatti, sono due: amplificatore classico e Access Point.

Tramite la prima non faremo altro che dire al nostro ripetitore di amplificare, appunto, il segnale WiFi, mantenendo ovviamente un unico punto di accesso alla rete, ovvero il nostro router, con la relativa eventuale password WPA. La seconda invece cambia radicalmente: oltre a portare ovviamente il segnale di rete in un altro posto, avremo l’opportunità di creare una vera e propria nuova rete, con un nome differente ed eventualmente anche password diversa.

Perché dovremmo scegliere una modalità piuttosto che un’altra? Dipende ovviamente dalle esigenze. Se ad esempio volete stabilire delle precise regole per un ripetitore, il quale magari deve occupare una certa quantità della vostra banda. oppure se volete facilitare il raggiungimento di una connessione ideale tramite dispositivi mobili che spostate all’interno dell’ambiente, allora la modalità Access Point potrebbe essere quella più adatta, poiché potete precisamente scegliere se connettervi ad uno o ad un altro punto di accesso, in base alla vostra posizione nelle varie stanze. Anche nei casi in cui avete una casa su più piani, avere un nome di accesso preciso per ogni piano, ad esempio, può essere vantaggioso per avere una buona connessione che non entra in conflitto fra i vari ripetitori e router per ogni piano. Diversamente invece, se non volete farvi problemi e non avete particolari disagi nello stare più o meno vicino al ripetitore rispetto che al router (vedi soprattutto case non eccessivamente ampie), allora potreste optare per la semplice amplificazione.

Ma come si installa un repeater? Niente paura, perché acquistandone uno trovate un foglietto illustrativo diviso dalle classiche istruzioni nero su bianco che vi guiderà a fare tutto. La procedura si traduce comunque nel collegare alla presa il ripetitore, cercarlo quindi fra le reti disponibili da un dispositivo e avviare la configurazione guidata all’interno della quale dovremo scegliere la nostra rete da amplificare. Fatto, si è pronti all’utilizzo fino ad eventuali cambi necessari; finché lo vorrete il ripetitore WiFi farà il suo compito, anche quando lo sposterete da una presa all’altra. Chiaro però che questo va posizionato dove la connessione risulta essere più o meno decente. Non fate mai l’errore di piazzare un ripetitore dove non avete assolutamente copertura tramite il router, perché poco ci farete. Al contrario, infatti, il ripetitore va messo in un punto dove il router riceve discretamente bene; questo punto sarà la sorgente di una nuova area di copertura, che verrà estesa per una superficie variabile in base a determinati fattori.

Questi, per l’appunto, possono essere: ambienti piccoli o grandi, poche o tante mura a separare router e ripetitore, presenza di mura portanti (da evitare assolutamente per distribuire bene la copertura WiFi in casa) e simili. In base a questi è doveroso scegliere un ripetitore WiFi, piuttosto che un powerline o un nuovo router più potente. Il concetto è ampiamente espresso all’interno della nostra guida su come amplificare il segnale WiFi, dove potete trovare anche svariati prodotti idonei alle vostre necessità.

In breve possiamo dire che, se avete muri portanti o spessi difficili da oltrepassare in una determinata direzione dovete puntare più ai powerline, dispositivi che riescono a trasportare in tutti i sensi la connessione ad Internet sulla rete elettrica, risentendo affatto quindi dello spessore delle mura. Al contrario, se invece avete una zona da ben gestire con molti dispositivi, mura non particolarmente antiche e volete puntare su un solo punto di accesso centrale, allora scegliete un router potente; in tutti gli altri casi la scelta di un ripetitore WiFi è la più giusta, anche in termini di spesa. Questi infatti non costano moltissimo, sono semplici da configurare, fanno tutto da sé e sono anche interessanti in termini di resa.

Ad esempio, spendendo meno di 40€ vi portate a casa il Netgear EX3700-100PES, un ripetitore WiFi davvero economico ed efficace se non chiedete altro che di navigare anche in altre due o tre stanze senza problemi. Ovviamente non è il top, ma ha una porta Ethernet che potete sfruttare eventualmente anche su cavo ed è compatibile con la WiFi dual-band di nuova generazione, adatta quindi a distribuire sugli spettri 2.4 GHz e 5 GHz in base alle tipologie di prodotti.

Se volete spendere di più potete dare un’occhiata al TRENDnet che vi abbiamo suggerito poco più su, oltretutto immortalato all’interno di questo focus il prezzo è di circa 90€. Diversamente, potete dare un’occhiata al plus ultra, Netgear EX7000-100PES, dotato di antenne esterne, porta USB e una portata spaventosa di 1900 Mbps complessivi, adatto proprio per chi non deve chiedere altro. Questo si trova a circa 140€, ma è sicuramente la soluzione definitiva a tutti i vostri problemi di copertura.

Abbiamo quindi visto cos’è un ripetitore, come funziona, come sceglierne uno e perché sceglierne uno piuttosto che un altro; di certo non finisce qui. Se non avete ancora le idee chiare e volete esporci la vostra precisa situazione domestica da migliorare, fatecelo sapere tramite il box dei commenti sottostante: saremo pronti ad aiutarvi e a chiarirvi le idee.