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Ricarica wireless: rivoluzione o semplice marketing?

di Claudio Carelliaggiornato il 7 luglio 2015

Il mercato della tecnologia di consumo è sempre in costante espansione. Nonostante ciò, è spesso l’introduzione di nuove tipologie di caratteristiche che segna nuovi “periodi di transizione”. In questo momento ci troviamo proprio in una evoluzione dei dispositivi che, oltre ad avere processori e display sempre più performanti, montano nuove feature pronte a mutarne la concezione di utilizzo.

Fra queste ad esempio troviamo la NFC (Near Field Communication), la trasmissione wireless bidirezionale in grado di scambiare dati in modo veloce spesso tramite gesti ben precisi. La medesima è integrata nella maggior parte dei nuovi smartphone ed è destinata ad evolversi davvero tanto, anche se lentamente.

Un’altra, altrettanto interessante, è la ricarica wireless, ovvero la protagonista di questo articolo. Questa, un po’ come le funzioni simili, è però presentata in modo abbastanza superficiale dalle aziende e dai distributori che attualmente sembrano puntare solo ad avere un elenco più lungo nelle specifiche apposte nei negozi e sui siti web, diventando una caratteristica marginale, un semplice “di più”. In realtà non è così e gli utenti, soprattutto quelli non avvezzi ad una tipologia frenetica di ricerca dell’informazione, devono saperlo.

Capiamo quindi insieme cos’è la ricarica wireless, i suoi aspetti principali, e fondamentalmente a cosa serve. Si tratta di una tecnologia veramente utile, o è solo uno specchietto per le allodole?

Cos’è la ricarica wireless?

La ricarica wireless, conosciuta anche con la dicitura tecnica “ricarica induttiva”, è una tecnologia introdotta da poco in molti nuovi smartphone che consente di ricaricare il terminale senza il collegamento diretto tramite cavo. Com’è possibile? Semplice, tramite campi elettromagnetici generati da un secondo dispositivo, solitamente una base di ricarica wireless.

Questa, collegata alla presa, mette a disposizione una superficie sulla quale può essere posto il dispositivo dal lato posteriore. Il contatto tra base e smartphone (o prodotto simile) conduce l’energia proveniente dalla presa direttamente verso la batteria del device tramite elettromagnetismo. In questo modo quindi, senza l’utilizzo di alcun cavo connesso mediante dock, lo smartphone si ricarica.

In alcuni casi (vedi alcuni dispositivi Nokia), la possibilità di eseguire la ricarica è integrata nello smartphone. In altri, invece, la si può implementare acquistando particolari cover esterne.

Ma… serve davvero?

A questo punto, superato il primo stupore, vi starete chiedendo (spero): ma a cosa serve ricaricare un dispositivo senza l’utilizzo di cavi se poi comunque questo deve rimanere limitato a stare su una base? Ed è proprio questa la domanda focale, alla quale dare una risposta sintetica è davvero impossibile. Bisogna capire questo: ricarica wireless non significa ricaricare il proprio telefono in mobilità. Per come siamo stati abituati dall’industria è facile associare al dogma del “senza fili” un qualcosa che si fa in piena libertà, quasi senza limiti di spazio.

In questo caso non è così: la ricarica induttiva è una tecnologia molto limitata negli spazi, per ovvi motivi. Lo smartphone deve essere posto esclusivamente sulla basetta, quindi non consente all’utente di avere una ricarica in mobilità. Il limite della lunghezza del cavo continua a rimanere un problema, ma per forza di cose, giacché la corrente alla base dovrà pur arrivare tramite qualche conduttore.

[quote_destro] Comoda? Davvero tanto. Utile? Parliamone.[/quote_destro]Detto ciò però, non significa che si tratti di un vero e proprio specchietto per le allodole. Avere la possibilità di andare subito in ricarica senza avere la necessità di cercare cavi e adattatori, di scioglierli (l’elettromagnetismo ha anche questi versi negativi), di collegarli alla presa e poi al dispositivo, non è affatto male. Disponendo di una basetta ben posizionata sulla propria scrivania, sul proprio tavolo di lavoro i tempi di preparazione per l’inizio della carica si dimezzano. Tutto qui? Si.

L’hardware necessario

Come già detto, per la comune ricarica wireless è fondamentale una basetta che predispone la possibilità di trasferire corrente dalla sorgente fino alla batteria dei dispositivi. Ma non finisce qui, ovviamente. Per ricevere la corrente gli smartphone necessitano di una apposita cover, solitamente diversa da quella che fornisce in stock. È proprio questo un altro aspetto della ricarica wireless oggi: bisogna acquistare base e cover, spendendo una cifra non poi così elevata per una funzione che lascia un po’ il tempo che trova. Diverso è il caso ad esempio di Nokia Lumia 920, il quale ha di base la possibilità di ricarica wireless, cosa sicuramente apprezzabile.

 

Tralasciando l’utilizzo prettamente domestico, la ricarica induttiva trova forse più senso quando si tratta di diverse tipologie di accessori; ma non tutte. Se per uno stand ricaricante avere una grande base per ricaricare senza fili il proprio dispositivo può essere un po’ inutile, diversamente la cosa si fa interessante ad esempio negli utilizzi in automobile, o in mobilità estrema. Il microsettore si sta arricchendo di prodotti sempre più interessanti, quindi vi consigliamo di tenerlo d’occhio.

In alcune situazioni non avere un dock connesso al dispositivo è davvero interessante, soprattutto quando si parla di situazioni in cui i device sono soggetti a spostamenti continui e l’usura dei cavi e degli ingressi non è affatto buona cosa. Poi la cosa ha anche i suoi svantaggi: non essere vincolati in modo diretto da un cavo non significa poter prendere e riporre il dispositivo dalla base tutte le volte che si desidera. O meglio, è possibile, ma la batteria dello stesso non gioirebbe molto.

Dove acquistare

Se siete arrivati alla conclusione propositiva e volete acquistare tutto l’occorrente per ricaricare i vostri smartphone mediante la tecnologia wireless, allora date un’occhiata ad Amazon. Lo store mette a disposizione numerosi accessori adatti a ricaricare gli smartphone, anche i meno recenti, e a prezzo molto interessante.

Prima di procedere all’acquisto, verificate bene se il vostro device mette a disposizione di base la ricarica wireless integrata. Se così dovesse essere, allora potete cercare semplicemente una base per la ricarica wireless, prodotta direttamente dalla casa che ha coniato lo smartphone – vedi Samsung, che ha sfornato un apposito caricatore per i suoi Galaxy S6 e Galaxy S6 Edge, oppure prodotta da qualche brand di terzi, come RAVpower. Se il vostro telefono non dovesse invece supportare la ricarica wireless, date un’occhiata sempre su Amazon per verificare la presenza di una cover dedicata al prodotto del quale siete in possesso: potete fare tutto tramite la seguente pagina.